Vivere in Australia, pro e contro. Ne vale la pena?

Vivere in Australia pro e contro e due canguri

Vivere in Australia: pro e contro quali sono? Oggi festeggio i tre anni passati down under, ed è tempo di riflessioni. Com’è andata finora per me?

Come iniziò la mia vita a Melbourne 

Tre anni fa, precisi precisi, intontita come dopo un’anestesia scendevo insieme ad A. dal secondo dei due voli internazionali consecutivi, pregavo di non scoprirmi trombi nelle gambe e mi mettevo in coda per giurare di non stare introducendo nel continente pesci affumicati, sabbie mobili o radici di piante carnivore. L’incomprensibile accento e lo sguardo severo ma giusto dell’ufficiale della dogana mi facevano sentire esotica come se stessi sfoggiando tacchi da flamenco, nacchere e maxi-ventaglio. 

Poi salivo su un bus navetta a due piani e da lì su un tram, sconvolgendomi di come alla sera le strade di una metropoli fossero così poco illuminate. I conducenti di sicuro si orientavano con gli infrarossi. Il crimine qui doveva proliferare peggio che a Gotham City.

Depositavo i bagagli nel residence prenotato dagli antipodi e mi rallegravo di quanto fosse spazioso e confortevole. Era forse l’inizio di una nuova vita di lussi sfrenati?

Melbourne chic: barche ai Docklands

Poco dopo divoravo – non per fame, ma per gusto – un enorme hamburger nell’unico pub poco lontano che serviva cibo fino a tardi, illudendomi che trovare così facilmente da mangiare fosse la norma ovunque; e brindavo alla follia che si era appena compiuta, lasciando una mancia smodata all’uscita per ingraziarmi il Fato. 

Infine crollavo a letto per un numero indefinito di ore, senza togliere dal polso nessuno dei tre orologi che portavo allora: per il tempo vecchio, per il tempo nuovo e per quello dei ricordi.

Mi svegliavo con una luce nuova, e fuori dalla finestra tutto appariva simpatico e colorato.

La mia vita australiana oggi

Oggi porto un solo orologio; ne vorrei un altro ben preciso ma Amazon non me lo spedisce fin qui, sancendo nel più realistico dei modi il mio appartenere a un universo di serie B

Non mi ricordo più cos’è il denaro contante e come si maneggia, né mi preoccupo in ogni momento che mi borseggino.

Che sia estate o inverno non esco di casa senza occhiali da sole, crema solare e una buona dose di pazienza

facciata di una casa dipinta con facce con occhiali da sole

Quando viaggio fuori città, in macchina tengo un kit di emergenza da usare su eventuali marsupiali feriti lungo la strada.

Per rivolgermi a qualcuno nello spazio pubblico, oltre a salutarlo gli chiedo come va, senza ascoltare la sua risposta.

Sono ugualmente aperta a persone di ogni origine e provenienza senza farmi influenzare da pregiudizi (a parlare qui è Vulpis!).

Tranne quando la gente del posto apre bocca per parlarmi: allora mi preparo ad affliggermi interiormente, e tuttavia a rispondere che è tutto grandioso e fantastico.

A casa uso spesso un italiano dai costrutti inglesi, con effetti grotteschi. 

Se al supermercato trovo il pecorino romano lo esamino sospettosa per accertarmi che non sia un falso, ma poi assaggiandolo mi commuovo e gli scatto un set di foto ricordo.

Negozietto australiano

Mi vesto con colori e abbinamenti discutibili e mostro il mio corpo in maniere ormai del tutto naturali, ma che in Italia susciterebbero sdegno e riprovazione oppure sguardi da molestatori seriali; e mi domando come riuscirò a riabituarmi al vecchio mondo, quando sarà. 

Vivere in Australia, pro e contro: bilancio di tre anni

Accorgendosi della ricorrenza, Lucy, il mio vombato che segue trotterellando ogni mia mossa e che ama interpellarmi, mi ha chiesto: lo rifaresti di emigrare così lontano e così a lungo? Lo consiglieresti ad altri?

Ci ho pensato tanto ma non ne sono venuta a capo.

Ecco quel che c’è da mettere sul piatto della bilancia, che come per chiunque è una bilancia molto personale.

Leviamoci subito le cose brutte.

Vivere in Australia, pro e contro: i no

  • La depressione grave, quella che ho conosciuto qui;
  • L’isolamento, la solitudine e la nostalgia degli antipodi, che non assomigliano alle altre forme più lievi o intermedie;
  • La gente. Ho incontrato poche persone interessanti e causa depressione le ho scoraggiate dal volermi conoscere, oppure le ho pian piano respinte; o ancora non ho saputo conversarci in maniera abbastanza fluida perché avevano un accento osceno;
  • Ho assistito all’insorgere di malesseri simili ai miei nella persona che amo, e non sono stata in grado di aiutarla;
relitto di una nave su una spiaggia australiana
Relitto sull’amena e isolatissima spiaggia dal nome di Trinculo
  • Non sono diventata la perfetta bilingue inglese che speravo, perché ho ridotto il mio parlare all’essenziale;
  • Il tempo e i soldi che ho speso per un diploma poi servito solo per pochi mesi, prima del patatrac pandemia;
  • L’aver visto la gente locale (nei negozi, negli uffici, nelle scuole, nelle organizzazioni) sprecare il tempo altrui a livelli inconcepibili,e l’essermi dovuta abituare ai ritmi lenti;
  • Aver potuto contare solo sulla mia media intelligenza e bagaglio culturale e non su quelli degli altri intorno a me;
  • Quel sentirmi stupida nelle conversazioni online con i connazionali, ormai abituata qui ad amalgamarmi verso il basso;
  • Non aver mai smesso di rivoltarmi contro l’odiosa differenza temporale che per tante ore al giorno mi separa dalle persone che contano;
palazzo isolato da qualche parte in Australia

E ancora:

  • Non ho ancora osato guidare in Australia, perché qui le auto sono stra-aggressive;
  • Mi sono ritrovata a vivere di nuovo negli anni Novanta;
  • Mi sono persa matrimoni e nascite di figli di cari amici e ho pianto da lontano per non esserci;
  • Sono stata il solito schifo sul mantenere altri importanti contatti/rapporti umani a distanza;
  • Non ho ancora trovato degli yogurt magri alla frutta decenti.

Vivere in Australia, pro e contro: i sì

  • Ho viaggiato in posti bellissimi e spesso impensabili, che altrimenti non avrei mai avuto modo di conoscere;
  • Mi sono innamorata della Tasmania e ci sono tornata ancora e ancora;
la bellezza della Tasmania (panorama)
Hobart, Mount Wellington
  • La comprensione di cosa significhi vivere più facilmente, e di perché lo chiamino “the lucky Country”;
  • Il rapporto molto più intenso con la natura;
  • I vombati, le calopsitte, i cacatua e svariate altre creature meravigliose scoperte e incontrate da vicino;
due wallaby curiosi

Poi:

  • Ho conosciuto una civiltà mediamente più gentile e disponibile di quella del vecchio mondo;
  • Ho vissuto nel nuovo e nel diverso, assorbendo nuove idee e nuovi modi di fare; 
  • Mi sono portata addosso lo spirito da turista anche nella vita di tutti i giorni;
  • Ho capito appieno che restare a Parigi era profondamente malsano, e ho detto addio ad amicizie francesi tossiche;
  • Ho fatto il lutto di tante situazioni legate al mio 13 novembre;
  • Mi sono sentita più al sicuro da attentati e dalla criminalità; 
  • Possiedo molta più consapevolezza di come funziono, dei miei pregi, difetti e stati di salute mentale, e accetto tutto molto di più;
  • Sono stata ancora più grata di condividere la mia vita con una persona;
  • Sono stata in salute fisica;
  • Ho potuto decidere di studiare ancora, di fare volontariato come modo per conoscere tante realtà, e scegliere se e quando lavorare;
casa australiana a due piani con alberi

… pare che vincano i pro!

Infatti ce n’è ancora qualcuno:

  • Lo stage che ho fatto in cui tutti mi hanno trattata benissimo, e dove alla fine mi sono stati offerti una grossa mancia inattesa e un lavoro bello;
  • Questo blog! Mi ha motivata quando stavo male, e grazie a Lucy ho conosciuto comunità di persone che mi hanno dato tanto e hanno incoraggiato il mio amore per il raccontare;
  • Ho seguito corsi online, ho imparato da sola a scrivere per il web e ho trovato il mio mestiere dei sogni
  • Ho abitato per tre anni in un appartamento comodo e accogliente, senza più traslochi tra Airbnb parigini in ogni periodo dell’anno, e mi sono sentita davvero a casa;
  • Non sono diventata ricca ma ho potuto fare acquisti e trattarmi bene senza ansia di non arrivare a fine mese; 
casa australiana con staccionata bianca

E infine:

  • Ho comprato un punching ball, e con i guantoni gliene ho date tante e mi sono sentita in pace;
  • Finalmente ho realizzato che compiere quarant’anni sarà bello, non brutto; che sono nata più per essere adulta che giovane, e che là fuori mi attendono ancora tantissime cose;
  • Ho constatato che un posto può anche essere bellissimo, ma che se non lo desideri con tutta te stessa non te ne farai mai assimilare;
  • Adesso so che l’Australia ormai fa parte di me nel bene e nel male, ma che un bel giorno tornerò in Europa e che, da allora, down under non rimetterò piede mai più.

Vivere in Australia, pro e contro: ne è valsa la pena?

Consiglierei di venire a vivere qui? E chi sono io per dare consigli?

Lo rifarei? Davvero non lo so. Forse sì, nonostante tutto. Forse no, ma va comunque bene così. C’è un senso in tutto questo, che si sta pian piano facendo strada. Auguri a me. 

E auguri anche a voi, se arrivate da Google perché volevate sapere come si sta qui. Spero di avervi un pochino risposto. In bocca al lupo.

E come sempre, un enorme grazie a voi tutti che mi leggete e tenete vivo il blog, ovunque siate. <3


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

103 pensieri riguardo “Vivere in Australia, pro e contro. Ne vale la pena?

  • 1 Luglio 2020 in 15:59
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    Grazie per questa piacevolissima, simpatica quanto istruttiva lettura. Sei coraggiosa, questo è sicuro: trasferirsi dall’altra parte del pianeta non è da tutti. Mi dispiace per i tuoi periodi bui e mi fa piacere per le tue gioie, per gli obiettivi raggiunti e la tranquillità che ti stai costruendo. Vorrei tanto anche io “scrivere cose” per vivere e ci sto provando, ma chissà se qui è altrettanto possibile? 😊 Intanto continua perché io ti seguo con estremo piacere! Buona giornata! Ops.. ah no, a te… buona serata?! 😘

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 16:06
      Permalink

      Grazie a te, Enza! Qui è pomeriggio. La differenza oraria a seconda delle stagioni e dell’ora legale/solare può essere di 8, 9 o 10 ore, non lo so mai di preciso neanch’io 😄

      Rispondi
      • 4 Luglio 2020 in 04:06
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        Secondo me hai coraggio da vendere! Sei riuscita a crearti una nuova vita e sicuramente farai nuove amicizie in men che non si dic! Un po ti invidio!

        Rispondi
        • 4 Luglio 2020 in 16:12
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          Ti ringrazio, però scrivevo proprio che le amicizie non sono accadute e non accadranno 😛

          Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 16:13
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    Che bellissimo post. A parte che scrivi in un modo affascinante, mi fai sognare posti nuovi e desiderare di andare via, io che ho i piedi inchiodati qui, per tanti motivi, perché non ho voluto/potuto risolvere problemi di emotività e per una lunga malattia cronica che mi porterò fino alla morte. Con te ho sognato un’altra vita, non migliore, ma un’altra. Tanti auguri, Lucy, facci ancora compagnia.

    Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 16:37
    Permalink

    Piaciutissimo! Hai saputo racchiudere tre anni nei migliori dei modi, usando le parole in maniera (per me) perfetta! Con un pizzico di ironia e tanta sincerità.
    Molto piaciuta la frase “sono nata per essere grande”, perché molti restano bambini ma in senso negativo…

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 16:51
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      Ti ringrazio molto, sono contenta che ti sia arrivata in particolare quella frase perché è una cosa che ho iniziato a pensare proprio molto di recente 🙂❤

      Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 17:13
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      Non sono consigli, eh, facevo giusto una summa! Grazie, buone cose a te lassù! 🌺🌿😊

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  • 1 Luglio 2020 in 17:30
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    Mi sa che sei stata un po’ troppo severa con te, in certe cose… Per il resto, sembrerebbe tu abbia sperimentato un sacco di lati positivi dallo stare in Australia! Bene! E’ chiaro che è un mondo talmente a parte che finché sarai lì avrai per forza nostalgia di almeno alcuni aspetti dell’Europa. Dici che quando te ne andrai dall’Australia poi non ci tornerai più? Non credo, dato che in alcuni posti sei stata così bene. Ma secondo me neppure devi porti più di tanto la questione di dove vivere. Quando vorrete provare qualcosa di nuovo magari tenterete di vivere in Germania. La cito perché ricordo che ti piace… Ma secondo me ti troveresti bene pure in un paese tranquillo, nordico, almeno per un po’, tipo Svezia. Poi però secondo me un giorno ti accorgerai che l’Italia potrebbe essere il top. Magari non una metropoli. Ma una città di “provincia”. Questo è il pronostico che faccio su di te. .-)

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 17:40
      Permalink

      Grazie per questo bel commento ♥️
      Credo sia assolutamente tutto vero! Quanto al non tornare più mi riferivo al fatto che anche solo il viaggio è una cosa piuttosto costosa e faticosa, e che a un certo punto comunque tu rendi conto che non sei eterno e che devi fare delle scelte…

      Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 17:32
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    Ci sono sempre pro e contro nella vita, ma gli uni senza gli altri non esistono e non possono verificarsi se non si vive. E purtroppo la vita può bullizzarti e picchiarti duro, ma dovrai sempre e comunque viverla perché Una ne abbiamo e qualcosa dovrà pur lasciarci.

    PS: stai anche dalla parte del mondo dove si trova the hottest man on earth, causa di smottamenti uterini di 10º grado.

    Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 17:42
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    Direi bilancio super positivo! Condivido i complimenti che già ti hanno fatto e aggiungo: i quaranta sono una figata 🙂

    Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 17:57
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    Quante cose hai scritto e in poco spazio. Beh, anche questa è bravura. È avere idee chiare. Mi fai pensare che Anna Karenina al confronto dice una sola cosa. Con questo non ti sto dicendo che sei più brava di Tolstoi, sarei o uno sciocco o sporco adulatore.
    Parlando seriamente (tento di farlo) , mi sembra che i “più” siano maggiori dei “meno” che il bilancio sia positivo. Mi sembra che tu abbia una tempra e riserve superiori all’opinione che hai di te stessa. Che pur tra mille su e giù e incertezze (e chi non le ha?) tu abbia la tua vita bene in mano.
    La scelta di tranciare con la vecchia Europa già ne è una riprova. Per andare poi agli antipodi, non solo geografici.
    Qui mancava solo il Coronavirus a renderci ancora più asfittici, trovare il proprio spazio in uno spazio grande e libero come mi sembra sia l’Australia, penso sia una cosa non da poco.
    Complimenti.

    PS: L’italiano imbrattato da anglicismi (pseudo inglesi)… tranquilla! Non è un gap tuo, giustificato del resto, e che poi forse esageri. Qui, a imbrattarlo l’italiano, a piene mani, ci pensiamo noi italiani che però una giustificazione non l’abbiamo…

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 20:23
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      Come al solito hai scritto cose molto belle e ti ringrazio di cuore. Che la mia opinione di me stessa sia severa è vero, ma in fondo preferisco essere così piuttosto che come quelle persone che si vendono benissimo e poi sono tutto fumo. 😊 E poi probabilmente è severa anche la mia opinione sugli altri 😅😅

      Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 19:48
    Permalink

    Vedo che i contro pesano parecchio, del resto i pro sono forse meno, ma sostanziosi.
    Ciò che conta di più, però, e che si può valutare solo a posteriori, è che questa terra ti era necessaria nel momento preciso in cui hai dovuto scegliere dove andare dopo Parigi.
    Poi, sì, ti ha anche sottoposta ad un “test d’ingresso” probante con la depressione, ma a modo suo temo che ogni paese che non sia quello d’origine di questi test ne abbia in serbo diversi.
    Dunque forse in questo post non dai un’indicazione, per personale che sia, sull’opportunità di emigrare proprio qui, ma il bilancio su te stessa in restrospettiva ti dà ragione.

    Keep going, beautiful wombat.

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 22:00
      Permalink


      Hai ragione, volevo soprattutto fare un bilancio, ma ci tenevo che il post venisse SEO-friendly e perciò il plugin mi ha praticamente costretta a usare questo titolo 😂
      Comunque è vero quello che scrivi ❤

      Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 21:47
    Permalink

    Bellissimo post perché sei un essere bellissimo tu

    Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 23:05
    Permalink

    Che belli i tuoi post. Rimango sempre affascinata dalle tue introspezioni sulla tua vita. Sempre lucida, sincera, non ti fai sconti… e questo ti rende una persona bellissima. Ho piacere che l’Australia ti abbia resa più serena e sicura di te. Chissà che non abbia in serbo per te qualche bellissima sorpresa?

    Rispondi
    • 2 Luglio 2020 in 12:57
      Permalink

      Per ora l’unica cosa che ha in serbo è la cancellazione della mia vacanza in Queensland, perché qui in Victoria sta tornando il coronavirus e non ci fanno muovere verso gli altri stati! 😭
      Scherzi a parte, ti ringrazio tanto, sei sempre un amore e le tue parole arrivano tutte. ❤❤

      Rispondi
  • 2 Luglio 2020 in 00:59
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    Sto ancora pensando agli impiegati olografici…certo che non credevo anche lì sta pandemia avesse creato tanto disagio. Ma del resto per noi l’Australia raramente è considerata mentre sappiamo tutto degli Usa ad esempio. Va beh divago. Un bel bilancio corposo ma qualcosa mi dice che per te i pro siano superiori ai contro! E del resto se così non fosse avresti trovato il modo di andartene. Detto ciò fa piacere per il tuo nuovo lavoro di scrittrice ghost (invece non ho mai capito prima che facevi!) e per tutto il resto che mi pare vada bene. L’età…beh ognuno di noi ha le proprie soglie psicologiche da affrontare e superare ma in fondo va bene così…significa che siamo ancora vitali mentre il giorno che smetteremo di pensare alla prossima sfoglia significherà che saremo davvero diventati vecchi in attesa di nulla! E niente, simpatico quel farfallone scozzese della foto! 😄

    Rispondi
    • 2 Luglio 2020 in 13:07
      Permalink

      Nemmeno io smetterò mai di pensare alla prossima sfoglia!! 😁 (correttore mitico!)
      Anzi, ho da poco imparato a fare dei pasticcini alla crema buoni come quelli di pasticceria. 😋 Stavo per metterlo tra i pro, ma non volevo divagare 😂
      Comunque sì, quanto alla pandemia almeno c’è di buono che essendoci molte meno persone ne sono morte molto meno, ma a livello di disagi siamo lì! Anche perché l’economia si regge molto su turismo e ristorazione che sono saltati completamente. E sarà vietato uscire dal continente fino al 2021 😭

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      • 2 Luglio 2020 in 14:46
        Permalink

        😄 correttore goloso e antipatico!Azz 2021? Siete tornati ad essere una colonia penale in pratica! 😬

        Rispondi
        • 2 Luglio 2020 in 23:02
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          Sì, guarda, ho appena richiesto il rimborso per un volo che dovevo prendere tra poco (volo interno, ma non si può neanche quello… noi di Melbourne siamo i nuovi untori!) 🙈

          Rispondi
          • 3 Luglio 2020 in 00:21
            Permalink

            A me già stavano antipatiche prime ma ora le compagnie aeree stanno proprio esagerando! Benedetto sarà il giorno in cui interverranno il teletrasporto e chiuderanno tutte!

            Rispondi
            • 3 Luglio 2020 in 16:55
              Permalink

              Ci stanno pian piano arrivando ma non hanno tenuto conto che ci estingueremo comunque prima ☻

            • 3 Luglio 2020 in 22:38
              Permalink

              E comunque il correttore ha colpito ancora! Io di sicuro mi estinguerò a causa sua perché prima o poi riuscirà a farmi dire qualcosa di sconveniente che farà incazzare di brutto qualcuno! 😬

            • 4 Luglio 2020 in 16:09
              Permalink

              Ahah se dici così è perché non è ancora successo, quindi buon segno, dai! 😀

            • 4 Luglio 2020 in 17:41
              Permalink

              Sono sempre pronto al peggio!😬😄

            • 4 Luglio 2020 in 18:12
              Permalink

              Anch’io, è la migliore attitudine 😀

            • 4 Luglio 2020 in 20:56
              Permalink

              Lo credo anche io eppure a volte ho dei grossi dubbi!🤔

  • 2 Luglio 2020 in 04:52
    Permalink

    Mi pesa dirti che scrivi benissimo, perché credo te l’abbiano già detto in molti, ma é pura verità. Mi ha colpito molto questo bilancio ma credo che alla fine, non esista un posto al mondo più o meno felice, più o meno bello: tutto dipende (sempre) da come noi scegliamo di viverlo. E in te, da quel che sembra, noto coraggio, spirito di adattamento e voglia di migliorarsi. Brava!

    Rispondi
  • 2 Luglio 2020 in 07:20
    Permalink

    Direi che come per molti altri Paesi ci sono pro e contro come sempre..bisogna poi riuscire a fare un bilancio finale e capire se veramente ne è valsa la pena! Io vivo nel Regno Unito e seppure ultimamente mi senta insofferente a questo Paese per svariati motivi, nel complesso mi ha fatta crescere molto e ho incontrato tante belle persone 🙂 diciamo che ogni viaggio insegna e già questo è qualcosa da custodire!

    Rispondi
    • 9 Luglio 2020 in 18:56
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      Il coraggio sicuramente non ti manca e sei d’esempio a chiunque voglia affrontare un cambio vita, un trasferimento in un luogo che preferisce a quello attuale (tipo me)! 🤗

      Rispondi
  • 2 Luglio 2020 in 16:14
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    Credo che il tuo arricchimento sia enorme , comunque per tutte le esperienze , le cose che hai fatto e le persone che hai incontrato , probabilmente hai imparato molto e soprattutto hai apprezzato cose che nella vita di prima non avevo neanche conosciuto , una bella disamina di questi tre anni . Io sono stato in Australia due volte a distanza di dieci anni , certo non è come viverci , ma alcune cose le ho notate anche io , tipo l’accento pauroso 😂😂😂, preferisco altri posti , anche se la natura australiana è unica , un abbraccio Wombat

    Rispondi
    • 2 Luglio 2020 in 23:04
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      Anche a te e grazie! 😊 Dev’essere stato proprio bello vedere i cambiamenti dopo 10 anni!

      Rispondi
  • 2 Luglio 2020 in 16:33
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    Io ti scrivo da Bergamo e sono contenta di leggerti sempre. E spero che i Pro superino per importanza (per la tua vita) i CONS. :-*

    Rispondi
  • 3 Luglio 2020 in 01:38
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    Il punching ball da solo valeva la pena. Poi anche i cacatua e gli altri animali buffi. utilissimo il kit di emergenza per i marsupiali, qui ormai dovremo metterlo per i cinghiali da quanti sono diventati… ti seguiamo perché scrivi cose interessanti e nell’attesa che mostri il tuo corpo in maniera naturale o anche discutibile. Saluti a Lucy!

    Rispondi
    • 3 Luglio 2020 in 16:58
      Permalink

      Eheh, qui è inverno, c’è poco da mostrare 😁 Lucy ti ringrazia e ricambia il saluto! 😉

      Rispondi
  • 3 Luglio 2020 in 17:31
    Permalink

    Un post davvero bello anzi, una riflessione davvero bella. Tante volte ho pensato “ora mollo tutto e me ne vado in Australia”, c’è qualcosa di magnetico in questa terra che mi attrae ma poi non so, mi frenavo. Mi ha fatto tanto piacere leggere le tue parole, capire dal tuo punto di vista cosa significa vivere qui, grazie!

    Rispondi
    • 3 Luglio 2020 in 16:59
      Permalink

      Grazie a te! 🌼 Cerco di raccontare quello che avrei voluto sapere per tempo! 😁

      Rispondi
  • 3 Luglio 2020 in 18:42
    Permalink

    Come ti capisco! Mi rivedo in tante cose, positive e non, dopo 2 anni di vita qui 🙂

    Rispondi
  • 3 Luglio 2020 in 19:03
    Permalink

    Un articolo bellissimo che mi ha toccato nel profondo. Non sono mai stata in Australia ne tanto meno ci ho vissuto, ma in parte ti capisco. Ho lavorato per alcuni mesi in Argentina e se pur profondamente diversa dall’Australia (vedi il lato della criminalità per esempio) mi sono ritrovata in molti punti. Non esserci ad eventi importanti dei nostri cari perché a dividerci ci sono 20h di aereo (se va bene) al contrario di quando vivevo all’estero in Europa che in qualche ora te la cavavi; sentire il peso del fuso orario e della difficoltà delle comunicazioni intercontinentali; la “semplicità” e i ritmi lenti (non sempre un fattore negativo soprattutto per una persona iperattiva come me che ha imparato ad apprezzare le cose semplici e a tranquillizzarsi un po’), una natura incontaminata, spazi e distanze enormi (quanto è relativo il concetto di distanza tra noi europei e chi vive in un paese grande quanto tutta l’Europa?) e così via (potrei continuare all’infinito ahah). Per quanto l’Argentina per me sia stata un’esperienza davvero forte e pesante, la rifarei perché ha contribuito nella persona che sono oggi più di tutte le altre esperienze all’estero europee. Probabilmente non ero pronta a quella realtà e forse sarei dovuta partire più preparata, personalmente la rifarei ma come te non saprei se consigliarla a tutti

    Rispondi
    • 4 Luglio 2020 in 15:59
      Permalink

      Ciao Claudia, ti ringrazio per le cose bellissime che hai scritto. Effettivamente credo che in Sudamerica le cose siano simili. Chi vive fuori dall’Italia ma pur sempre in Europa non può capire!
      La tua frase in cui dici che tutto sommato rifaresti l’esperienza è illuminante. Credo sia così anche per me. Un bacione!

      Rispondi
  • 3 Luglio 2020 in 19:28
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    Io sono la classica persona che non ama viaggiare. Pensare di andare a vivere in un posto così lontano (e con animali così pericolosi!) mi fa venire l’ansia. Penso sia una cosa che, come dici tu, varia da persona a persona. Comunque grazie per questo articolo, è stato illuminante!

    Rispondi
    • 4 Luglio 2020 in 16:08
      Permalink

      Grazie a te di essere passata! Mi sembra pazzesco che si possa non amare viaggiare, ma so anche che le passioni sono tante e diverse e che esiste anche chi preferisce tutt’altro. Mi piacerebbe approfondire ora che ci penso!
      Quanto agli animali pericolosi, sappi che comunque sono realtà isolate che difficilmente si incontrano nella vita reale, a meno di non volersele andare proprio a cercare! 🙂

      Rispondi
  • 3 Luglio 2020 in 23:21
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    Grazie a te, grazie al tuo blog. Mi hai ancora più incuriosito su quello strano mondo, in cui non andrò mai ad abitare (non mi allontanerei da Montesacro per nessun altro quartiere di Roma, figuriamoci cambiare continente), ma che prima o poi verrò a visitare. Soprattutto grazie della tua amicizia perchè seppur in queste strane modalità telematiche e in queste enormi distanze, sento vicina e mi fa enormemente piacere coltivare. Grande Lucy continua così!

    Rispondi
    • 4 Luglio 2020 in 13:31
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      Buon terzo anniversario! Per me la scelta di trasferirmi qui è stata la migliore, e spero che anche per te i pro superino i contro!

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      • 4 Luglio 2020 in 16:20
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        Grazie Claudia! ^_^ Beh, tu hai avuto LA motivazione per trasferirti 😉 Questo post mi è servito per fare chiarezza tra i miei pensieri confusi, e direi che probabilmente sì, il bilancio è nonostante tutto positivo!

        Rispondi
    • 4 Luglio 2020 in 16:11
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      Romolo, senti questa! Visto che il tuo commento è stata l’ultima cosa che ho letto prima di crollare addormentata, ti ho sognato! 😀 C’eri tu, un tuo amico, Roma e una vespa. E’ stato molto bello essere in Italia e averti come Cicerone! ^_^ Un bacione!

      Rispondi
  • 4 Luglio 2020 in 18:54
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    Mi piacciono molto le tue riflessioni, Lucy. Io credo che questa nuova vita ti stia bene addosso. E che gli antipodi facciano bene. A te sicuro. Io sono felice che tu abbia aperto questo blog e che la tua strada si sia incrociata con la mia.

    Rispondi
      • 5 Luglio 2020 in 06:30
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        Io ammiro molto le persone che riescono a costruirsi una vita all’estero, nonostante tutte le difficoltà che hai elencato. Io in passato ci ho pensato molte volte (anche perché faceva figo, lo ammetto), ma alla fine ho deciso di rimanere in Italia. Sinceramente non credo ce la farei a vivere lontana dai miei affetti o a privare mia figlia della compagnia dei nonni e degli zii. Però sono contenta che tu ci sia riuscita e che questo ti stia dando soddisfazione 😊

        Rispondi
        • 20 Luglio 2020 in 12:42
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          Grazie, Francesca 💜 Per la verità più passa il tempo più capisco comunque anche la scelta opposta. Ci sono un sacco di cose in ballo da ponderare. 🙂

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  • 5 Luglio 2020 in 18:35
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    ciao Lucy. Complimenti per la tua esperienza in Australia. Io sono (suora nella vita privata) ma insegnante di inglese, madre-lingua italiana ma abito nel Südtirol (Bolzano) dove ho imparato il tedesco e dove per un motivo o per un altro ti ritrovi in Austria, Germania o Europa Nord dove per arrangiarmi uso il tedesco. Due esperienze uguali alle tue ho fatto. La prima: Ciò che hai imparato tu in Australia uno studente non lo impara a scuola nell’ora di lingua e civiltà inglese, quando ho insegnato l’Australia, (Aborigeni che sono scultori del legno e i canguri e Thomas Cook). Anch’io ho fatto l’esperienza che so molto dei Tedeschi per essere stata all’estero e ho appreso della storia, civiltà, mentalità, usi e costumi tedeschi che non apprendi dai libri. e ne so più degli Inglesi anche se ho insegnato Inglese nella scuola media. La seconda: conosco i pro e i contro della vita tedsca, io che sono Pugliese. Ho imparato com’è a rivolgersi presso le strutture pubbliche, nei negozi, nei bar, con gli altri, anche in chiesa é diverso da come ci si sta in Italia, ma anch’io non saprei consigliare se é meglio vivere da Tedesca o da Italiana. I Tedeschi sono creativi e civili, gli Italiani sono umani e passionali. Quindi? Cos’é meglio? Non lo so. Comunque l’esperienza all’estero é arricchente, formativa, cultrurale vera anche senza libri, e questo te lo dico io che sono insegnante,
    Io credo che avere la fortuna di fare un’esperienza all’estero che abbia una certa durata nel tempo rimanga per sempre nel tuo inconscio e costruisce una nuova personalità. Beati quelli che per un motivo o per un altro devono affrontare un lungo viaggio o permanere un po’ di tempoi all’estero.
    ciao

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    • 20 Luglio 2020 in 12:49
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      Ciao Mariadoria, hai scritto un commento bellissimo, ti ringrazio! 💜 E sono assolutamente d’accordo con te! 😊

      Rispondi
  • 6 Luglio 2020 in 03:25
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    L’elenco dei contro viene spazzato via in attimo dai pro. Mi sto chiedendo quali sarebbero stati i pro e i contro se tu fossi rimasta in Italia. Probabilmente avresti avuto una vita più semplice e la vicinanza della famiglia, ma Lucy the Wombat non sarebbe mai nata, e a me mancherebbe.

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    • 6 Luglio 2020 in 13:52
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      Ohhh 😍 In realtà non credo che avrei avuto una vita più semplice ma piuttosto il contrario, nel senso che il Vecchio Mondo è pieno di magagne e complessità. Però va bene così. E tu hai scritto una cosa adorabile, grazie ❤

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  • 7 Luglio 2020 in 23:50
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    Eggnenteee, i tuoi post sono meravigliosi e racchiudono già tutto, vedi questa disamina profondamente lucida sui pro e sui contro. Mi ha colpita – oltre alla tua passione per i koala, awww, che sogno – la tua grande capacità di addattamento anche negli ingranaggi di un sistema che (spero di aver ben interpretato) non incoraggia i guizzi di genialità ma al contrario è una democratica, placida livella verso il basso.
    Ecco. Personalmente non so se, anche a fronte di tutti gli entusiasmi pro, questa cosa qui la digerirei tanto: per lavoro ho a che fare con ameri*ani un giorno sì e l’altro pure e questo mood che mi sembra di ritrovare molto in loro – unito ad un campanilismo e un orgoglio nazionale che non è secondo a nessuno. Ah già, al parrucchinPresidente – mi fa venire il latte il ginocchia. Tu, evidentemente, sei più tollerante di me:-D
    Che è un post bellissimo l’ho già detto, sì?

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    • 7 Luglio 2020 in 22:59
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      Ma grazie e ancora grazie! 🙂 Hai colto benissimo, è proprio questo appiattimento verso il basso che mi agghiaccia… Non ti dico nelle scuole! Pensa che gli americani in confronto mi sembrano persone altamente intelligenti e colte anche nelle loro forme più degradate di stereotipata stupidità.
      Ti dico solo che oggi ho fatto una chiacchierata in italiano al telefono con una persona nuova – per un progetto – e mi sono emozionata e commossa! 😂

      Rispondi
  • 8 Luglio 2020 in 04:56
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    Per un attimo ho pensato: “stai a vedere che ora Lucy ci sorprende e ci mostra una sua fotografia” – e invece no, perché io dopo qualche anno di blog non ho ancora avuto il coraggio di farlo 😉 Non so se mi hai convinta a trasferirmi down under, forse no: non per la destinazione ma perché al momento sto più o meno bene qui. In ogni caso, quando dici che lì ci si può vestire con colori e abbinamenti discutibili mi fa pensare che potrei sentirmi a casa 😉

    Rispondi
    • 8 Luglio 2020 in 16:27
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      Davvero portavi tre orologi? Mi ha colpito un sacco questa cosa 😅

      Ps. Lo so che il post parlava d’altro, ma sono rimasta colpita troppo da quella frase

      Rispondi
      • 8 Luglio 2020 in 15:34
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        Ciao, che onore averti qui! Eheh sì, le prime settimane ne avevo tre: il solito, un contapassi con il fuso dell’Italia, e uno Swatch a tema Parigi che mi avevano regalato le mie amiche parigine, che portavo giusto per ricordo ☺️ Tanto qui non ti guarda nessuno, non ho nemmeno ricevuto occhiate strane 😄

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  • 8 Luglio 2020 in 17:46
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    Direi che sei riuscita a fare un bilancio lucido e sincero dei pro e dei contro. Credo che purtroppo alcuni di quei contro non dipendano direttamente dall’Australia. Mi viene in mente la famosa massima di Seneca il cui significato in soldoni era questo: inutile mutare luogo se non si muta animo. Forse dovevi semplicemente arrivare a quel punto, attraversare un percorso e giungere alla meta, con o senza Australia.

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  • 8 Luglio 2020 in 19:15
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    Bellissimo post e ottimo modo di raccontare! Mi hai tenuta attaccata dall’inizio alla fine! A questo punto direi che i pro superano i contro e ti hanno aiutata a superare diverse difficoltà.

    Rispondi
  • 9 Luglio 2020 in 20:25
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    Una scelta molto coraggiosa, quando sono tata in Australia ho pensato fosse un bel posto per vivere e il tuo resoconto con pregi e difetti mi è piaciuto molto!

    Rispondi
      • 10 Luglio 2020 in 21:36
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        Che bello leggere questo articolo! Effettivamente hai avuto un gran bel coraggio a cambiare radicalmente la tua vita trasferendoti dall’altra parte del mondo. Io non so se ce l’avrei fatta!
        È un posto che comunque mi attira tanto e mi piacerebbe visitare.

        Rispondi
        • 10 Luglio 2020 in 22:28
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          Grazie! 🙂 Spero che tu possa visitarlo al più presto, sia perché è bellissimo, sia perché vorrebbe dire che si può viaggiare 😁

          Rispondi
  • 10 Luglio 2020 in 22:25
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    Che bel riassunto degli ultimi tre anni. Sai che non pensavo che in Australia i ritmi rispetto all’Europa fossero più lenti? Da quando ho sentito che in Australia ci sono gli animali più pericolosi al mondo l’ho tolta dalla lista dei luoghi da visitare! Scherzo! : DD

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  • 20 Luglio 2020 in 03:02
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    Bella questa esposizione così sincera. L’Australia non è (più) tra le mie mete, ma così mi sembra di conoscerla un po’ di più

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  • 20 Luglio 2020 in 20:37
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    Sincere queste riflessioni, solitamente si vede tutto luccicante e fiorito nelle scelte come la tua. Nonostante i lati negativi sembra proprio che l’Australia sia più semplice da vivere e tutte le complicazioni quotidiane hanno lasciato spazio a nuovi elementi. Per noi sarebbe difficile un passo del genere ma non facciamo considerazioni troppo affrettate…

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    • 20 Luglio 2020 in 20:42
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      Forse le decisioni così grosse vanno fatte con leggerezza, altrimenti diventa tutto più difficile. Chissà. 🙂

      Rispondi
  • Pingback: I quadri di Escher, disegni che non tornano. Una prima australiana – Lucy the Wombat

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