STRANGE AUSTRALIA

Godot era australiano

Mini-pièce sconsolata in atto unico

melbourne strada auto e grattacieli

Scena Prima

Melbourne, esterno, giorno. Cammini per strada, immersa nei raggi del sole e nella tua musica, diretta alle tue occupazioni. Arrivi all’incrocio. Schiacci il pulsante del semaforo per prenotare il verde, con quell’estrema fiducia verso la vita che ti contraddistingue.

La canzone in cuffia finisce. Passano le macchine. Aspetti. Inizia una nuova canzone. In cielo cambia il tempo. Passano macchine dall’altro lato. Aspetti. Passano i tram. La canzone finisce. Ne inizia un’altra. Passano altre macchine da ogni direzione, inclusi un paio di portali dimensionali. Aspetti. Ricambia il tempo e ti abbronzi. Scatta il tuo verde.

Tempo trascorso: cinque-sei minuti. Tre-cen-to-ses-san-ta secondi.

20728007_10155481842651544_8899663155992074682_n

Pensieri transitati per la tua mente: il caos, l’inquinamento, l’algoritmo di Google, il meteo, il tempo, l’attesa, le pari opportunità, la vecchiaia, la decrepitudine, l’aldilà, l’odio profondo, la lettera di protesta che (non) manderai al City Council, gli italiani che hanno creduto al reddito di cittadinanza, il degrado, i canguri, lo zen, i pappagallini, la stazione spaziale cinese in caduta libera, la crema solare, l’essere umano che è un virus, l’urlo, le armi semiautomatiche, le benzodiazepine; il freddo dello spazio interstellare, migliaia di gradi sotto il punto di congelamento o zero assoluto Fahrenheit, Centigrado o Réaumur: le incipienti avvisaglie della prossima aurora (cit. <3 ).

Ti guardi intorno: solo australiani serafici, nessuno fa una piega. Morte interiore (tua).

IMG-20171219-WA0101

Scena Seconda

Melbourne, interno, giorno. Mandi un’e-mail. Ne mandi una seconda. Una terza, e via così. Le risposte arrivano, nell’ordine: dopo tre giorni. Dopo tre settimane. Dopo un mese e mezzo. Non ti ricordi più cosa avevi chiesto, a chi, perché. Mediti di darti alla disciplina del lancio olimpico del pc, ma decidi di no, perché per gareggiare dovresti aspettare il “via”, e nel frattempo il tuo pc avrebbe anche i nipotini. Nell’attesa hai comunque iniziato e terminato un diario di memorie.

locale melbourne st kilda vineyard bar

Scena Terza

Melbourne, esterno, notte. Stai scegliendo dove sederti per bere qualcosa. Individui due poltroncine libere e dall’aria confortevole proprio al centro del locale più vivace. Ti ci accomodi cercando con lo sguardo il cameriere. Aspetti. Pregusti la lista dei cocktail, anzi delle birre, ché i cocktail in Australia costano uno sproposito. Aspetti. Dieci camerieri ma nessuno ti vede, persino se fai segno e ti sbracci. Niente. Dopo un quarto d’ora ti alzi e te ne vai. Sei stato fuori al bar.

Epilogo

Ovunque in Australia, interno, giorno. Ordini due caffè. Se lo segnano.

(Non si muovono).

Aspetti. Ti arrivano un capello bianco e una ruga.

(Sipario, mestissimo)

aspettando godot in australia

42 risposte »

    • Grazie del link! Questo pop non è il mio genere, ho gusti musicali molto di nicchia diciamo 🙂 Ma la cosa buffa è che per aprirla ho incollato il link nel browser e mi è uscita una preghiera in inglese con sotto tutti gli “amen” di commento :°°D

      • Su molte cose anch’io ho dei gusti di nicchia: non a caso il mio blog è dedicato proprio ai libri e ai film che hanno avuto meno successo di quanto meritassero. Grazie a te per la risposta! 🙂

  1. Quando ordinavo un caffè in Australia pensavo al mio barista che in 30 secondi ne faceva 200. XD Hanno sempre anche due-tre camerieri in piu’ del dovuto…
    Vabbe’ che pagano in nero!! XD

  2. Questo blog è interessante visto che racconta di una terra lontana che difficilmente mai vedrò! Ne leggerò altri e inizierò a seguirlo per non perdermi i nuovi!😉😈

    • Proprio oggi me n’è successa un’altra delle solite. E dopo una lunga attesa, quello che la cameriera mi ha portato era anche molto diverso dalla mia ordinazione. Non so perché dopo un anno ancora mi sorprendo 🤔🤦

  3. Sto imparando ad assaporare ogni volta un aspetto differente dell’Australia attraverso le tue immagini ed i tuoi racconti.
    Questo ritmo soft mi piace … c’è se fossi li a camminare e guardare insieme a te

    • Ti ringrazio 😊 Di solito anche a me qui piace molto, ma a volte più che ritmo soft sono attese logoranti che ti sfibrano 😅

        • Capisco cosa vuoi dire 🙂 Allora potresti davvero amare questa terra. Non c’è quella frenesia europea. A volte infastidisce, ma ora che mi ci sono abituata lo trovo un plus 😊 (A parte i semafori, per quelli vorrei davvero vedere al rogo chi li ha progettati, probabilmente era diplomato in scienze marine 😔)

  4. Complimenti per il tuo blog è per questo articolo..ci dai un’immagine molto rallentata dell’australia dovuta anche ad una tua concezione più rilassata! ☺️

    • Grazie Veronica! Ne parlavo proprio ieri, forse ormai mi sto abituando a questi ritmi in relax… Però dentro rimango una milanese che ha vissuto a Parigi 😅

  5. Uscire la sera e andare al bar senza spendere niente (e senza consumare niente) è una di quelle situazioni surreali che mi fa molto ridere. 🙂 decisamente brechtiana

  6. Pensando agli australiani avevo un idea completamente diversa, mi hai letteralmente spiazzata! Se non fosse per le lunghe attese andrebbe decisamente meglio ahah

    • Eh sì! Anch’io mi aspettavo altri ritmi ma mi sbagliavo di grosso! Quando sei cliente ti snervi!😅

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.