Battiti di cuori e di ali nell’orto di St Kilda

ERRORI DI PERCEZIONE

giardino e orto di st kilda

Il pregiudizio è il contrario del cinguettio.

Io credevo che gli uccelli, specialmente quelli più piccoli, fossero poco più che animaletti volanti con le penne al posto dei peli, il pensiero mobile, la vocina delicata e l’indole diffidente, facilmente incline a spaventarsi. Li spiavo con sospetto. Si teme sempre un po’ la descrizione di se stessi.

calopsitta con pomellino rosso

Poi, qui in Australia, ho conosciuto le calopsitte. Prima solo in fotografia, poi in carne e ossa (ossa delicatissime, e piume soffici come l’indulgenza), e la mia vita è un po’ migliorata. Grazie a due calopsitte indigene, centrali nella mia vita a Melbourne. La mia versione personale dei pesci rossi di Matisse.

Due creaturine alate che mi illustrano i comportamenti e i sentimenti del mondo aviario. Mi insegnano virtù di fondamentale importanza, come lo stare al mondo con grazia e con amore, o il valore della pazienza e della dedizione. E ultimamente anche della resistenza.

OASI A MELBOURNE: L’ORTO CONDIVISO DI ST KILDA

tre cocorite verdi allineate

Questi due uccellini speciali si affaccendano nella voliera dell’orto condiviso di St Kilda, un’isoletta di pace proprio accanto alla variopinta vitalità dei ristoranti di Acland Street, del Luna Park e della striscia di lungomare più animata della città. Un giardino dove chiunque, dopo aver scalato con tenacia le posizioni di una ferrea lista d’attesa e per una spesa simbolica, può diventare responsabile di una delle 140 aiuole, decorarla a piacere e farci crescere i propri ortaggi, fiori, volendo anche piantarci decorazioni opere d’arte. Ci si può occupare delle galline, e in cambio portarsi a casa le uova – insieme all’onore di godere della fiducia di animali tanto sottovalutati quali i buffi pennuti ovulanti.

Inoltre ci sono le casette per i porcellini d’india e per i pipistrelli, anche se i pipistrelli a Melbourne, a differenza di Sydney e di Brisbane, non li ho mai visti nemmeno di notte… Ma le casette sono fluo e bellissime. Per i nostalgici dell’Europa, sorge persino una Tour Eiffel reinterpretata dalla semplicità Aussie. Un ambiente sorridente, onirico, terrigno, che si direbbe pennellato da Chagall.

Vengo spesso qui a passeggiare. La voliera è stata da subito uno di quei posti dove ho piantato radici sempre più profonde, a furia di spandere semini di curiosità. Ci sono cocorite, canarini, fringuelli, quaglie… tutti inabili alla vita là fuori per qualche motivo, e quindi lì riuniti in condominio. Ma per me, soprattutto, ci sono le calopsitte.

Si riconoscono dalla loro crestina vezzosa e soprattutto dagli immotivati, gratuiti, irresistibili pomellini rossi sulle guance, che nessun umano avrebbe saputo disegnare con più precisione. Forse giusto Mirò.

COME CHIAMARE LE CALOPSITTE

Queste due calopsitte hanno tanti nomi. Per me sono Smoothie & Scone; per gli altri umani non so. Nel linguaggio volatile, Scone, la femmina, si chiama con un lungo trillo ripetuto. Smoothie, lui, non si chiama, non ce n’è bisogno: orbita sempre attorno a Scone, protettivo, senza mai perderla di vista, cosa che a lei non sembra affatto dispiacere. È una vecchierella grigia con qualche problema di deambulazione e uno scarso interesse per le cose di questo mondo, all’infuori di Smoothie, dei semini di grano e delle canzoni di Natale; lui al contrario è di un giallo diluito, curiosissimo e pieno di vita. Secondo me in una vita precedente erano due pittori, o comunque artisti, per come osservano ogni cosa sempre subordinandola a una loro misteriosa visione. Sono complementari e inseparabili. In pratica, sono me e A. in versione pennuta, uguali uguali, e ho anche il sospetto che lo sappiano, per come si lasciano vezzeggiare da noi due attraverso la rete. Smoothie chiede proprio i grattini.

Osservandoli ho imparato a distinguere mille diverse sfumature del loro comportamento: so quando sono incuriositi, sovreccitati, contrariati, vanitosi, assetati, impauriti, accaldati, tristi, persino quando se la tirano (svolazzano in giro con fare di superiorità, per intimorire gli altri ospiti della voliera, che ritengono senza dubbio inferiori).

COME CONQUISTARE LE CALOPSITTE

Le calopsitte amano che si fischietti per loro, ma non tutte le canzoni vanno bene. Dipende dai gusti, come per noi. Smoothie ama le melodie ritmate, come la sigla degli Addams o la marcia imperiale di Star Wars; Scone si anima solo con le canzoni di Natale, nient’altro. Jingle Bells è in grado di farla arrampicare, con fatica data l’età, su per le maglie della rete della voliera fino a posizionarsi in vista di una comoda, ravvicinata fruizione della canzone, auspicabilmente ripetuta all’infinito. Quando mi vede arrivare, inizia a inerpicarsi pian piano, e aspetta felice la sua Jingle Bells. Dopodiché ripristina l’aria assente e zoppica via, appagata.

COME AMANO LE CALOPSITTE

calopsitta orto music cover

La scoperta più bella che ho fatto grazie a loro è che le canzoni umane avvicinano anche gli uccellini. Quando fischietto abbastanza a lungo, Smoothie si avvicina a Scone e si mette a cinguettare a sua volta, per lei. Le canta. Intona un motivetto stonato, ma che per lei deve senz’altro essere il più melodioso che ci sia, perché si acquatta vicina a lui, socchiude gli occhietti e sbatte il becco per il piacere; dopodiché Smoothie china la testina e gliela porge, chiedendo di essere “preenato” (il preening è lo sbecchettarsi a vicenda dei partner, per sistemarsi le penne e mantenersi in ordine). Lei si presta, ma siccome lui se lo lascerebbe fare per ore, dopo un po’ protesta e lo manda a lavurà. Io e A. Tali e quali.

Non sono nemmeno una fan del romanticismo, ma queste due bestiole che si prendono delicatamente cura l’una dell’altra mi smuovono qualcosa dentro, qualcosa che se anche mi mettessi a colorare all’infinito non saprei mai rendere.

COME CURARSI CON LE CALOPSITTE

Nei periodi più bui della mia depressione clinica, solo Smoothie e Scone sono riusciti a farmi sorridere. Quando non volevo andare da nessuna parte, riuscivo comunque a portare loro un pezzettino di cartone per farli giocare. Adorano addentare il cartone. Venivo ricompensata con espressioni di gioia, saltelli e trillini, sia loro che miei.

Tante volte mi sono chiesta cosa ci sia in loro che non trovo negli umani. Forse la certezza di non essere abbandonata o pugnalata, un domani. E a loro non devo spiegare perché là fuori mi porto ovunque lancia e scudo. Lì posso togliermi l’armatura e respirare un po’. Miracoli delle terapie moderne.

DA DUE A UNA

Qualche settimana fa, passando come al solito, ho trovato Smoothie nervoso, non trillava. Ho aspettato, ma Scone non è uscita dalla sua casetta di legno. Nemmeno la volta dopo, anche se già avevo intuito. È morta di vecchiaia, mi hanno detto. L’estate torrida. Negli ultimi tempi faticava a stare sveglia.

dal museo mona di hobart. scritte con le gocce d'acqua

Continuo a parlare di lei al presente, almeno finché lei c’è ancora per me e per Smoothie. Non c’è e c’è, come in un Magritte dove tutti i colori sono ben stesi eppure qualcosa non va.

Lui vorrei poterlo consolare, ma sono certa che abbia già ben chiari i meccanismi della scomparsa e della perdita, insieme alla loro ineluttabilità. Se ne sta in un angolino, fisso; quando arrivo accorre comunque, ma non cinguetta più. Niente più trillini festanti. Ammutolito. Chiede amore. Quando vado via chiama a lungo, finché non sono troppo lontana per sentire il suo equivalente del pianto.

L’ultima volta però gli è scappato un timido “cip!”, e lì ho capito che il tempo avrebbe fatto la sua parte, magari con un aiutino.

Ho messo un annuncio in giro, sperando che qualcuno abbia una calopsitta da ricollocare per fare compagnia a Smoothie. Andrà a finire che gliene prenderò io una. Anch’io vivo con una rete a maglie di ferro intorno a me, ma ho pur sempre un cuore e un paio d’ali.


EDIT – UN MESE DOPO:


INFORMAZIONI PER VISITARE IL GIARDINO

  • VEG OUT COMMUNITY GARDENS ST KILDA

Ingresso: Chaucer Street angolo Shakespeare Grove

Orario estivo: h. 9-18

Orario invernale: h. 9-16

(Attenzione a non farvi chiudere dentro, tendono a farlo in anticipo)

Sito web: www.vegout.org.au 

Per acquistare prodotti: VEG OUT ST KILDA FARMERS’ MARKET (accanto all’orto), ogni primo sabato del mese, h. 8.30-13

Sito web: https://vegoutfarmersmarket.org.au

IN ALTERNATIVA (se la lista d’attesa vi sembra troppo lunga e volete disperatamente coltivare le vostre zucche quanto prima): 

  • POETS GARDEN. Stesso concept, ma più piccolo e tranquillo

Ingresso: c/o Elwood+St Kilda Neighbourhood Learning Centre, 87 Tennyson Street, Elwood 

Sito web: http://www.esnlc.com.au/poets-garden


Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

109 pensieri riguardo “Battiti di cuori e di ali nell’orto di St Kilda

    • 18 Febbraio 2019 in 18:00
      Permalink

      Eh… Oggi così!! 😉 Buongiorno cara (e a proposito, ben ritrovata! Lo sapevo che tornavi! <3 )

      Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 18:05
      Permalink

      Ma grazie mille! *_* Buongiorno a te! ^_^

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 18:08
    Permalink

    Sembra davvero bello tutto quel posto, ma a me stringe un po’ il cuore a vederli chiusi in una voliera.

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 18:12
      Permalink

      Anche a me! Mi consola solo il sapere che sono tutti esemplari che per un motivo o per l’altro non sono in grado di sopravvivere in the wild. Scone probabilmente era ferita, zoppicava, e via così… Proprio per questo esito ad andare in un negozio a comprare un altro uccellino, sono proprio contro l’acquisto di animali, visto che tanti finiscono a casa di persone che poi non li vogliono e cercano di piazzarli altrove. Spero succeda questo.

      Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 18:25
      Permalink

      È stato subito amore 😊😘

      Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 20:47
      Permalink

      Ciao Giovanni, grazie! 🙂

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 19:00
    Permalink

    Sei una meraviglia Lucy, tu ed i tuoi animaletti che ci insegnano come si vive ❤

    Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 19:11
    Permalink

    “Anch’io vivo con una rete a maglie di ferro intorno a me, ma ho pur sempre un cuore e un paio d’ali.” ❤

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:28
      Permalink

      Forse rende l’idea. 😉 ❤ ❤

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 19:18
    Permalink

    Quanta tenerezza questo post! Te riesci ad intenerire pure me e non è per nulla facile! Bel posto comunque!

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:29
      Permalink

      Ti ringrazio ma è tutto merito dei soggetti! 😉

      Risposta
      • 18 Febbraio 2019 in 23:14
        Permalink

        I soggetti sono soggettivi ma tu li rendi suggestivi!😉

        Risposta
        • 19 Febbraio 2019 in 07:25
          Permalink

          💕💕

          Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:31
      Permalink

      Eh 😉 Il prossimo sarà un po’ trash invece 😉

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 19:31
    Permalink

    Nonostante io non ami i volatili in genere, questo mi è sembrato un luogo talmente carino … sarà per la tua descrizione?! Buona settimana Lucy

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:34
      Permalink

      E’ proprio carino in sé, giuro! ^_^ Ciao cara!

      Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:35
      Permalink

      Sorry 😉 ❤

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 20:56
    Permalink

    Lucy, scova una nuova Scone per Smoothie che lui si avvizzirà senza una nuova compagna!

    Alex

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:35
      Permalink

      Assolutamente! Devo darmi da fare! 🙂

      Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:55
      Permalink

      Già… speriamo che prenda una svolta!

      Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:56
      Permalink

      Sììì, piccoli cuori ^_^

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 21:55
    Permalink

    Anche per questo motivo qui in Finlandia allestiamo mangiatoie per gli uccellini in giardino: per godere della loro compagnia, oltre che per aiutarli durante il lungo inverno. E’ come dici tu un conforto reciproco…

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 21:57
      Permalink

      Fate benissimo, noi qui abbiamo le ciotole d’acqua sui balconi in estate. A ciascuno il suo… 🙂 Le tue mangiatoie sono fantastiche!

      Risposta
  • 18 Febbraio 2019 in 22:04
    Permalink

    La pet therapy l’ho provata sulla mia pelle, non ci sono medicinali che abbiano lo stesso effetto. Lenisce mente e spirito; la loro compagnia è un balsamo, ti riappropri di quel contatto con quello che è anche il nostro luogo d’origine, ti senti protetto dal loro essere ciò che sono, dal loro darti semplicemente ciò che hanno senza alcun fine.

    Risposta
    • 18 Febbraio 2019 in 22:13
      Permalink

      L’hai descritto alla perfezione. 💕💕

      Risposta
    • 19 Febbraio 2019 in 07:26
      Permalink

      Grazie a te della visita 🍻😊

      Risposta
  • 19 Febbraio 2019 in 08:17
    Permalink

    Anche noi eravamo parte di un community garden qui a Sydney, ma niente a che vedere con questo splendore. é incredibile quanto possano insegnarci e aiutarci gli animali e sono felice che tu abbia trovato la tua pace in questo giardino. Un bacio a te e una carezzina a Smoothie!

    Risposta
    • 19 Febbraio 2019 in 08:35
      Permalink

      Oohh ma grazie!! 😍😊 Baci a te e in bocca al lupo per queste ultime settimane 😉😘

      Risposta
  • 19 Febbraio 2019 in 08:46
    Permalink

    Ecco perchè amo il tuo blog Lucy, perchè imparo sempre qualcosa! ❤ Più calopsitte per tutti!

    Risposta
    • 19 Febbraio 2019 in 12:38
      Permalink

      Ahah che bella cosa, poi senti com’è bella la parola! Calopsitte! 😄💕

      Risposta
  • 19 Febbraio 2019 in 10:25
    Permalink

    Sì, è vero, qui si imparano sempre un sacco di cose.
    Sei come un alberello semplice e tenace, che in barba a tutte le sciagure e cataclismi e glaciazioni poi alla fine, ricorrentemente, fiorisce.
    Per questo mi piace venire qui.

    Risposta
    • 19 Febbraio 2019 in 12:39
      Permalink

      Che bella cosa che hai scritto, grazie 😍

      Risposta
  • 19 Febbraio 2019 in 19:45
    Permalink

    ehhh le caloppsiti sono intelligentissime, e addirittura monogame, volatili meravgliosi

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 08:22
      Permalink

      Yes 💕🐦🐦😊

      Risposta
  • 19 Febbraio 2019 in 20:37
    Permalink

    Gli animali e la natura sono terapeutici non c’è che dire. L’idea che hanno avuto questi aussie di un posticino tanto rilassante e terapeutico non è da sottovalutare. Forse qui in Italia dovremmo prenderli ad esempio, soprattutto nelle grandi città. Io vivo in un piccolo paese e di galline, conigli e anche mucche ne ho sempre visti. Ma i bimbi di città non sanno cosa sia il contatto con la terra, ed è un po’ un peccato.. Mi dispiace tanto che uno degli uccellini ( troppo difficile ricordarmi il loro nome vero perdonami!)purtroppo non ci sia più, ma spero che la tua terapia con quel luogo continui lo stesso. solo a leggerne e a vedere le foto a me ha fatto provare un grande senso di speranza. Non so perché ma è proprio la speranza che mi hai evocato stavolta! <3 Un abbraccio!

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 08:24
      Permalink

      Che bello, ti ringrazio 💕 Hai ragione sai? Poi io sono cresciuta a Milano… Per fortuna alle elementari ho fatto (per caso) una scuola sperimentale fondata sul contatto con la natura… Ma ricordi quel sondaggio di qualche anno fa, i bambini cittadini erano convinti che i polletti crescessero al supermercato! 😱😅

      Risposta
      • 21 Febbraio 2019 in 17:51
        Permalink

        Leggo che sei cresciuta a Milano. Ieri nel parco della Martesana (Mi), c’erano parecchi pappagalli verdi che ormai da qualche anno sono diventati parte della jungla urbana.. chi non lo sa si ferma sorpreso a scattare foto come se stesse di fronte a un miracolo 😂 chissà i bambini cosa penseranno tra un po’. Sono più carine le tue calopsitte però 😉

        Risposta
        • 24 Febbraio 2019 in 23:29
          Permalink

          Mi era sfuggito il commento!! Ma davvero alla Martesana ci sono i pappagallini verdi? Salutameli! Che poi, anche io abitavo in zona, perciò il fatto che mi venga fatto un riferimento a un posto che un tempo consideravo così vicino mi emoziona!! Grazie! ^_^

          Risposta
          • 25 Febbraio 2019 in 00:40
            Permalink

            Affermativo 😊 ci sono i pappagalli verdi e appena farà più caldo torneranno nel naviglio anche le carpe rosse.. tutto il mondo sta cambiando..un saluto dai pappagalli che girano liberi. PS. Vola solo chi osa farlo. Ciao 😉

            Risposta
            • 25 Febbraio 2019 in 21:56
              Permalink

              Giustissimo ❤
              In effetti questo cambiamento del mondo è inquietante, volendo, ma di fronte ai pappagallini mi obnubilo. E le carpe nel naviglio! Ero rimasta al naviglio decisamente non abitabile. Che bella notizia. 🙂

  • 19 Febbraio 2019 in 21:48
    Permalink

    Quello che noto nei tuoi post, sempre, é la veritá. Oh che parolone! Ma quanti concetti ha la veritá? Miliardi. E tu da quel tesoro di veritá accingi usando le tue ali, delicatamente, ogni qual volta scrivi. La veritá delle cose io l´ho sempre associata alla natura e tu, querida, fai lo stesso. Non posso non provare un trasporto tutt´altro che psichedelico come spesso succede con altri blog. Chapeau. ps: c´e un posto incredibilmente simile a questo qui ad Amburgo a due passi da casa. Tra poco ricominceremo ad andarci, quando le temperature diventano primaverili. Cercheró di osservare le voliere con un altro sentimento.

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 10:53
      Permalink

      Ma lo sai che quando una persona mi scrive, dopo essere passata di qui, qualcosa proprio come “cercherò di osservare (…) con un altro sentimento”, makes my day! 😍💕 Happy! Che bello che ci sia un posto così anche da te, goditelo!
      Ps: il trasporto psichedelico è bellissimo 😄😘

      Risposta
  • 20 Febbraio 2019 in 04:10
    Permalink

    sono sempre spassosi i tuoi racconti del rapporto che hai con gli animali… “mi è semblato di livedele un po’ un gatto” (di qualche articolo fa).

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 11:02
      Permalink

      Ahah ogni tanto scoppia l’amore 😊

      Risposta
  • 20 Febbraio 2019 in 04:24
    Permalink

    Una storia veramente tenera. Ho un inseparabile da quasi dieci anni e mi sono riconosciuta nelle tue osservazioni!

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 11:03
      Permalink

      Che bellezza! Vorrei tanto una coppietta di inseparabili!! 😍😍

      Risposta
  • 20 Febbraio 2019 in 12:34
    Permalink

    Adoro questo post, l’ho letto tutto, tutto tutto. Mi sono per un attimo persa e mi sono ritrovata li, in quell’orto con gli uccellini e il porcellino e le galline (la mia galllina è stata il mio primo amore animale). Mi spiace veramente per Scone, ma è la vita, chissà che oggi Smoothie possa trovare di nuovo il “cip-riso”

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 12:48
      Permalink

      Già! 🐦 Che bello avere la propria gallina come primo amore ahah 😍😊

      Risposta
  • 20 Febbraio 2019 in 17:45
    Permalink

    sì, la sciocca razza umana pensa che gli animali siano “solo animali”. e invece, oltre a provare le nostre stesse emozioni… posso dire che sono meglio? tanto lo pensiamo entrambi. 🙂

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 17:56
      Permalink

      Aww certamente 😊🐥

      Risposta
      • 22 Febbraio 2019 in 17:37
        Permalink

        volevo ribloggare il tuo articolo ma non vedo il tastino “reblog” accanto al “mi piace”. penso di poterlo fare anche in altri modi, ma mi chiedo se è una tua scelta, di non far ribloggare i tuoi post. in tal caso ovviamente non ribloggerò questo articolo… 🙂

        Risposta
        • 22 Febbraio 2019 in 17:39
          Permalink

          Ciao! 🙂 In realtà credevo di averlo il tastino, ti ringrazio molto anche per la segnalazione! Dal cellulare non riesco ma quando arrivo a casa vedo di sistemare. Grazie ancora 😊🐦🙏

          Risposta
  • 20 Febbraio 2019 in 23:07
    Permalink

    Mi sono emozionata quando hai descritto la morte di Scone. E’ bellissimo che anche dei piccoli animali riescano a rendere più “permeabile” la nostra anima, ormai un pò disabituata alla grazie e all’eleganza.

    Risposta
    • 21 Febbraio 2019 in 18:51
      Permalink

      L’anima permeabile, bella ❤️

      Risposta
  • 21 Febbraio 2019 in 09:52
    Permalink

    Ma quante informazioni su queste calopsitte, ma sentite nominare ovviamente!! e in australia ho solo visto i classici animali, vero che sono stata dalle parti di sidney e purtroppo non a melbourne…purtroppo ho dovuto saltare la parte sulla morte di scone……ho una particolare sensibilità per gli animale e non posso ne vedere o sentire di animali morti 😦

    Risposta
    • 21 Febbraio 2019 in 18:52
      Permalink

      Per fortuna è morta di morte naturale, almeno… Magra consolazione! 🐦

      Risposta
  • 21 Febbraio 2019 in 11:57
    Permalink

    Che bell’articolo, è stato un piacere leggerlo!! Mi sono rilassata prima di cominciare a lavorare bevendo un te e leggendolo.

    Risposta
    • 21 Febbraio 2019 in 18:52
      Permalink

      Ma grazie!! Buona giornata! 😊

      Risposta
  • 21 Febbraio 2019 in 18:24
    Permalink

    Adoro i tuoi articoli sui pennuti australiani…ne traspare un amore particolare, diverso da quello per gli altri animali. Continua a scriverne, ti prego!

    Risposta
    • 21 Febbraio 2019 in 18:54
      Permalink

      Ohh grazie cara Cristiana 😊 Diciamo che i pennuti sono stati una “scoperta” locale, prima quasi non li guardavo, forse è questo senso di meraviglia che si sente, ma in qualunque caso ne sono felice ❤️🐥

      Risposta
  • 21 Febbraio 2019 in 20:33
    Permalink

    Mi hai profondamente commosso con il racconto di Smoothie e Scone ❤ Mi sono subito innamorata di loro già dall’inizio del post, e mi si è infranto il cuore alla fine.. Che amori! Meravigliosi esserini che sanno darci tanto, emozioni e felicità che per gli umani non è proprio possibile elargire. La foto di loro due che si “preenano” è stupenda, vorrei entrarci dentro e spupazzarli, canticchiando anche io jingle bells! Hai fatto una cosa bellissima: sei diventata loro amica ❤

    Risposta
    • 24 Febbraio 2019 in 23:33
      Permalink

      Ohh che carina ^_^ Confesso che nello smartphone ho un book intero, per così dire, di loro due che si preenano! 😀

      Risposta
  • 21 Febbraio 2019 in 22:40
    Permalink

    Questo post è davvero molto tenero, queste bestiole ispirano subito simpatia! Chissà che emozione incontrarli

    Risposta
    • 24 Febbraio 2019 in 23:34
      Permalink

      Ogni singola volta ^_^

      Risposta
      • 8 Marzo 2019 in 21:55
        Permalink

        Amo i tuoi semini di curiosità. Li seguo e mi ritrovo in un luogo dove vorrei andare ed imparare ad osservare per capire, attraverso gli amici animali, il valore dell’attesa e della cura dell’altro. E penso proprio a Chagall che tu nomini perché l’immagine dei due uccellini e la descrizione che ne fai trasmette la stessa attenzione, pazienza, amore che ritrovo in alcuni suoi quadri

        Risposta
        • 8 Marzo 2019 in 22:39
          Permalink

          Che bella cosa, ti ringrazio molto!! ^_^ Hai presente quel quadro in cui ci sono lui e lei che fluttuano abbracciati sopra il villaggio? Ecco, mi veniva in mente un’immagine così 🙂
          Ps: ho saputo che Smoothie avrà presto una nuova compagna ^_^

          Risposta
  • 22 Febbraio 2019 in 00:10
    Permalink

    posso dire che trovo una piccola somiglianza tra me e te?
    è quel modo di parlare di animali o piante per dire indirettamente degli umani.
    e poi tu hai quella capacità di mescolare con naturalezza il serio e il lieve, rendi leggero il pesante perchè lo si digerisca meglio e metti un po’ di zavorra al leggero perchè non voli via di qui.
    ml

    Risposta
    • 24 Febbraio 2019 in 23:39
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      Che bella cosa che hai scritto, grazie 🙂 In realtà non ci penso troppo, vedo le cose proprio così quindi mi viene naturale parlarne allo stesso modo. Ma come si fa a non ricondurre tutto agli umani e alla nostra assurdità? 😉 Un bacione!

      Risposta
  • 23 Febbraio 2019 in 00:45
    Permalink

    Amore topino lui! Ti prego, prendigli una compagna, magari torna a essere quello di un tempo ❤ facci sapere come elabora il lutto, povero amore.

    Risposta
    • 24 Febbraio 2019 in 23:42
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      Ancora non interagisce cantando come faceva prima, ma già ora cinguetta un pochino quando arrivo e quando vado via. 😉 ❤❤

      Risposta
  • 23 Febbraio 2019 in 20:16
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    Che tenerezza e che dolcezza! Leggere questo articolo è stata una coccola. ❤
    Povero Smoothie, anche se sono sicura che sia tu sia il tempo saprete aiutarlo.

    Risposta
    • 24 Febbraio 2019 in 23:46
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      Marta ❤ Grazie, speriamo che trovi presto un nuovo amico *_*

      Risposta
  • 24 Febbraio 2019 in 08:11
    Permalink

    Mi ha sempre affascinato questo concetto dell’orto condiviso: lo trovo un ottimo modo per creare convivialità e allo stesso tempo produrre senza eccedenze. La presenza delle calopsitte completa il tutto: certo che ne hai scritto un vero trattato 😂

    Risposta
  • 24 Febbraio 2019 in 23:47
    Permalink

    Non potevo fare altrimenti 😀

    Risposta
  • Pingback:Battiti di cuori e di ali nell’orto di St Kilda — Lucy the Wombat – Coule la vie

  • 26 Febbraio 2019 in 09:03
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    Meravigliose creature gli uccelli, affascinanti sotto molti aspetti e da cui dobbiamo imparare molto, eleganza e raffinatezza oltre che cura per sé stessi… Tutte quelle piume e penne non sono facili da mantenere! 😂

    Risposta
    • 26 Febbraio 2019 in 10:55
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      È vero! Loro se la cavano egregiamente! 😊

      Risposta
  • 28 Febbraio 2019 in 19:56
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    Quando ho iniziato a leggere l’articolo ero tutta concentrata sull’idea del giardino condiviso che trovo molto bella,utile e produttiva. Poi però la storia dei tuoi due amici pennuti mi ha conquistata. Che tenerezza!

    Risposta
    • 28 Febbraio 2019 in 21:20
      Permalink

      Eeehh 😍😊

      Risposta
  • 6 Marzo 2019 in 08:12
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    Non avevo mai sentito parlare dei calopsitte, sono graziosissimi! Molto bella l’idea del giardino condiviso, ma nel momento in cui sono apparsi gli uccellini il mio interesse è decisamente aumentato 🙂

    Risposta
    • 6 Marzo 2019 in 11:52
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      Sono contenta che ti piacciano 😍☺️

      Risposta
  • 17 Agosto 2019 in 21:34
    Permalink

    Povero Smoothie 😦
    Glielo fai un grattino da parte mia? ❤

    Risposta
    • 18 Agosto 2019 in 13:10
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      Ma certo, amerà! 🙂 Mi hai ricordato di aggiornare il post, se guardi alla fine ho incorporato un mio post di Facebook su com’è andata a finire! ^_^

      Risposta
      • 18 Agosto 2019 in 17:49
        Permalink

        Oh! Vedo se me lo fa leggere (non sono su Fb, ma di solito un’anteprima è disponibile).

        Risposta
        • 18 Agosto 2019 in 17:52
          Permalink

          Spero di sì, la pagina è pubblica, queste anteprime sul blog le sto sperimentando perché a volte leggendo dal reader di WordPress non si vedono. Il succo comunque è che Smoothie non è più solo… anche se di adorabile come Scone ce n’era solo una 🙂

          Risposta
  • Pingback:Perdite. Di anelli, di calopsitte e d’altro – Lucy the Wombat

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