Australia on the road: le mitiche, smisurate “big things”!

Australia on the road: le big things australiane

Dette anche big icons, le big things sono oggetto di culto per chiunque si ritrovi a girare l’Australia on the road.

Cosa sono? Dove sono? Quante sono (ve lo dico subito: la lista ne include circa 150!), chi le ha inventate e perché? 

Vi racconto quelle che ho visto con i miei occhi.

Icone giganti da scoprire in Australia, on the road e in città

La mia iniziazione al nonsense delle big things, prima ancora che guidando lungo qualche assolata strada del continente rosso, è avvenuta in quel di Melbourne durante uno dei miei primi tour guidati a piedi del centro città. Ero appena arrivata quaggiù, con ancora lo sguardo ingenuo di chi si aspetta grandi cose e non, più prosaicamente, cose grandi. E invece ho scoperto la mia prima scultura XXL.

Il grande capitello (The Big Capital) – Melbourne, VIC

capitello gigante grigio che spunta dal marciapiede

Ho chiesto alla guida cosa fosse quell’enorme capitello dorico tutto spigoloso che sbucava di traverso fuori dal marciapiede, davanti alla Biblioteca Centrale, e lei mi ha risposto solenne: “Quello è un capitello grande“. Ho provato a insistere, domandando qualcosa che a lui doveva suonare vagamente come: “Sì, ma che significato ha? Cosa rappresenta? Perché? Chi Siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?”, per ottenere solo un laconico “Oh, così. È un capitello grande. Non ha un senso”. Ecco. 

Così conoscevo la prima delle tre categorie di big things: quelle completamente gratuite e ornamentali, nate da scherzetti urbanistici e architettonici. Da lì a chiederci se ci siano più australiani o più possibilità di inventarsi una big thing a caso in qualunque parte del Paese, il passo è breve, quindi passiamo oltre, alla seconda tipologia di big things


Si tratta di quelle sorte in omaggio a qualche elemento tipico di un territorio – naturale o di produzione umana che sia. Ad esempio su al Nord, a Mission Beach, si trova il grande casuario, a ricordarci che se ci addentriamo nella foresta pluviale locale potremmo avere la fortuna di imbatterci in uno di questi rari e preistorici uccelli. Similmente, in giro per l’Australia on the road esistono la grande palla da golf, la grande onda, il grande merluzzo… alcune big things sono bruttine, altre davvero maestose. Hanno iniziato a comparire nel 1963 per poi spuntare come funghi qua e là, diventando mete turistiche prima del tutto casuali, poi anche molto ambite.

La grande Merino (The Big Merino) – Goulburn, NSW

pecora merino gigante

Questa gigantesca pecora merino è la big thing più grande in assoluto, alta 15 metri. Un ariete immenso (il più grande del mondo!), smisurato, pacifico e sornione che dal 1985 si erge in una fornita area servizio lungo l’autostrada verso Sydney, e veglia sugli automobilisti in transito. È stato eretto in tributo all’allevamento ovino per cui la regione si distingue. Durante l’orario di apertura si può entrare dentro la pecora, visitare una mini-esposizione a tema lana e persino salire su in alto, per guardare il mondo con occhi ovini e scendere sgombri, sebbene solo per un attimo, da ogni inquietudine esistenziale. 


Ci sono infine le big things che non hanno un legame preciso con una regione circoscritta, ma rappresentano semplicemente icone australiane e in quanto tali meritano di affascinare ed attirare visitatori. Per raggiungere la prossima big icon di questo elenco, sperduta da qualche parte nell’entroterra del Victoria, ho fatto una lunga deviazione durante il mio on the road da Melbourne a Sydney, ma ne è valsa la pena!

Il koala gigante (The Giant Koala) – Dadswells Bridge, VIC

Koala gigante statua

Con i suoi 14 metri di altezza, le orecchie in vetroresina e la sua posizione all’ingresso di una fattoria per turisti con annesso caffè rimasto immobile al 1989, anno della sua costruzione, questo marsupiale gigante è il totem che ogni viaggiatore down under che si rispetti è tenuto a visitare in devoto pellegrinaggio. Andate e confessategli i vostri peccati! Impossibile non vederlo dalla strada, non fermarsi nell’ampio spiazzo e non darsi sfrenatamente ai selfie. Dentro al koala sono in vendita gadget e souvenir. Per le foto è meglio visitarlo al mattino, per non averlo in controluce.

E ora, in ordine sparso, alcune altre big things che ho incontrato durante i miei viaggi qua e là per l’Australia, on the road anche solo per poco:

Il mattarello gigante (The World’s Biggest Rolling Pin) – Wodonga, VIC

il mattarello più lungo del mondo sul tetto di una bakery australiana

Nientepopodimeno che il mattarello più lungo del mondo. Situato nell’inutile (scusate, abitanti!) villaggio di Wodonga, al confine tra il Victoria e il New South Wales, decora orgogliosamente il tetto di una bakery che è anche punto di ritrovo non ufficiale di molti vecchietti della città. Abitanti che, a quanto pare, sono fatti della famosa pasta australiana ultraresistente (o imprudente?). Ricorderò per sempre il momento in cui mi avvicinavo al mattarello per fotografarlo: scesa di corsa dalla macchina, con la sciarpa su naso e bocca e respirando il meno possibile, perché era periodo di incendi fuori controllo che si facevano sentire su per le narici anche a chilometri di distanza. Gli anziani del posto invece sedevano tranquilli nella nebbia fumosa, chiacchierando ai tavolini senza fare una piega. 

Il grande Ned Kelly (The Big Ned Kelly) – Glenrowan, VIC

statua gigante di Ned Kelly a Glenrowan

Down under, poche figure sono più iconiche di Ned Kelly. Il giovanotto (interpretato al cinema dall’amato e compianto Aussie Heath Ledger) fu il più famoso di tutti i bushrangers, coraggiosi fuorilegge che negli anni dell’edificazione del Paese davano filo da torcere alle forze di polizia. Il villaggio di Glenrowan, a un paio d’ore a nord-est di Melbourne, fu teatro di un’epica battaglia dove Ned e la sua banda entrarono nella leggenda per essersi forgiati, da soli e a mano, delle armature di metallo, con tanto di elmetti che potete ricreare comodamente da casa mettendovi in testa la scatola del pandoro e intagliandovi fessure all’altezza degli occhi per non andare a sbattere. Oggi Glenrowan è un minuscolo villaggio tutto dedicato a Ned, a partire dall’imponente Big Ned Kelly di 6 metri che vi accoglierà con il fucile in pugno lungo la strada principale (nonché praticamente l’unica).

La grande bottiglia (The Big Bottle) – Rutherglen, VIC

Rutherglen_bottiglia_gigante_di_mattoni

Situata su una tranquilla collina, questa bottigliona creata nel 1969 su una torre dell’acqua in mattoni del 1900 è un omaggio alla regione e ai suoi importanti vigneti: fu infatti eretta per promuovere il festival biennale del vino. Sì, anche in Australia fanno il vino, e spesso non è neanche male, se non facciamo caso al prezzo più che esoso! 

Il grande diavolo della Tasmania (The Giant Tassie Devil) – Trowunna, TAS

scultura diavolo della Tasmania gigante a Trowunna

Questo diavolone custodisce gelosamente i cancelli di uno dei parchi faunistici che più ho amato: il Trowunna Wildlife Sanctuary, in Tasmania, che tra le principali attrazioni ospita ovviamente tanti bei diavoli. Se passate di qui dopo il tramonto, lo sentirete ululare.

Il grande borsellino (The Public Purse) – Melbourne, VIC

borsellino gigante rosa, a Melbourne
(Foto di Wolfye, da Wikipedia)

Uno dei più gratuiti, sebbene pieno di soldi: si trova in centro a Melbourne, davanti allo storico palazzo ottocentesco delle poste che oggi ospita un grosso H&M. Inno al capitalismo? Sedile sui generis per compratori stanchi? Entrambe le cose. Fatto sta che torna comodo per darsi appuntamenti, e poi è rosa, quindi mi piace.

Il grande carro della lana (The Big Wool Wagon) – Kojonup, WA

il grande carro della lana, gigante rispetto a un camper
Da confrontare con il camper parcheggiato sulla destra!

La mia prima big thing che ho visto fuori da Melbourne, lungo la strada di scorrimento di un minuscolo villaggio del Western Australia. Le big things sono fonte assicurata di introiti per i villaggi: spesso, durante i lunghi viaggi in auto sotto il sole australiano, sono l’unico motivo che si riesce a trovare per sostare dieci minuti a sgranchirsi le gambe, scattare una foto (qui ne ho messa una da Instagram perché non trovo più la mia), approfittarne per cercarsi un caffè – buona fortuna! – e magari visitare un negozietto dove altrimenti non metteremmo mai piede, e lasciare qualche dollaro nelle casse locali. Se fossi un sindaco, installerei la mia big thing oggi stesso, per rinvigorire la mia economia.

Australia on the road: verso nuove mete giganti

Visto che me ne manca una per arrivare a 10 e fare cifra tonda, ne inserisco due che sogno di vedere: 

Il grande tamarro (The Big Bogan) – Nyngan, NSW

Immaginate di essere un tamarro e di farvi la foto sotto a un grande tamarro australiano (di cui dovrò riparlare, visto che ha caratteristiche tutte sue). Oppure di imitare un tamarro e andare a farvi la foto sotto a un grande tamarro sagomato. Tamarri o non tamarri, il grande tamarro vi amerà e vi benedirà tutti con un rutto.

E per finire, naturalmente:

Il vombato gigante! (The Giant Wombat) – Bookabie, SA

Nato nel 2013, non cessa di attirare visitatori

Oltre a quello qui sopra, dal 2015 esiste anche un altro grosso vombato dal nobile intento educativo: è il grosso vombato del Nord dal naso peloso (Northern hairy-nosed wombat), uno dei mammiferi più rari al mondo. Per sensibilizzare alla causa di questo animale in via di estinzione, la cittadina di Thallon, QLD ha collocato nell’area giochi di un parco pubblico un bel vombatone, sul cui dorso ci sono gli spuntoni per i bambini che volessero cimentarsi nell’arrampicata.


Vi piacciono le big things dell’Australia on the road? Ne avete una preferita? Raccontatemelo!


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

144 pensieri riguardo “Australia on the road: le mitiche, smisurate “big things”!

  • 28 Aprile 2020 in 22:10
    Permalink

    Guardando l’inutile e francamente bruttino capitello gigante mi sono ricordata di un altrettanto brutto e inutile enorme babbo natale che “sbucava” dalla piazza di Modena a dicembre. A significare che questo genere di cose piace! Io vorrei una foto con il borsellino gigante però!

    Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 22:18
      Permalink

      È bello, eh? 🙂 Beh, un Babbo Natale a dicembre comunque ha un suo perché sensato!

      Rispondi
      • 29 Aprile 2020 in 16:52
        Permalink

        Il paese di Gulliver 😁😁😁 mamma mia non sapevo dell’esistenza di tutte queste cose GIGANTI…davvero originale il tuo post Lucy❤

        Rispondi
  • 28 Aprile 2020 in 22:12
    Permalink

    Asterix avrebbe detto: sono pazzi questi australiani! Però devo ammettere che hanno dell’inventiva! Di sicuro sono capaci di valorizzare quel poco che hanno cosa che invece noi che abbiamo molto di più invece non sappiamo proprio fare.
    Ps in qualità di riconosciuta esperta di animali strani mi aspettavo un tuo intervento sul post il granchio dal sangue blu! 😀

    Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 22:20
      Permalink

      Hai centrato un punto importante: la valorizzazione! Come marketing non stanno messi affatto male!
      Certo che intervengo! Non per il granchio, ma perché ho il sangue blu! 😄

      Rispondi
      • 28 Aprile 2020 in 22:33
        Permalink

        Da quel poco che ho letto, visto e sentito da chi ci è stato l’idea che mi sono fatto è che stiano avanti. Mi chiedevo se avessero fatto cose grosse anche su due loro film di successo come Priscilla e Cocodrile Dundee!
        Hai il sangue blu? Io fossi in te non lo andrei a dire in giro! 😀

        Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 22:54
      Permalink

      Ciao a entrambi! Ho pensato la stessa cosa di Demonio: abbiamo l’arte più bella e vasta del mondo, tante volte poco valorizzata. Ma forse è solo logico che sia così visto che abbiamo TANTA roba e pochi soldi per mantenerla.

      Rispondi
      • 28 Aprile 2020 in 22:56
        Permalink

        Ciao! 🙂 A me ha sempre colpito la differenza abissale tra Italia e Francia, senza quindi andare lontano. Oltralpe sanno promuovere qualsiasi cosa così bene! Perché non impariamo??

        Rispondi
      • 28 Aprile 2020 in 22:58
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        Già, che poi a volte non servirebbero nemmeno tutti sti soldi e forse il problema da noi è proprio quello!

        Rispondi
        • 28 Aprile 2020 in 23:03
          Permalink

          Neanche per me è una questione principalmente di soldi. È proprio un modo di percepire. In Francia l’individuo, da che nasce, impara a sentirsi un essere unico e speciale in un Paese unico e speciale. Non che mi piaccia come modalità, perché trovo che renda le persone poco curiose, però quando si riflette sulla promozione di cose da vendere/proporre li rende avanti anni luce.

          Rispondi
          • 28 Aprile 2020 in 23:11
            Permalink

            La penso come te. Qui da quando uno nasce pensa che tutto ciò che sta intorno sia qualcosa di cui fregarsene a meno che ciò possa in qualche modo aiutarlo a far soldi facili e senza controlli…della serie…uuuhhh bella sta baia nascosta…ok…facciamoci un bel stabilimento abusivo!

            Rispondi
            • 28 Aprile 2020 in 23:30
              Permalink

              che poi almeno le facessero belle…le fanno pure brutte!

          • 28 Aprile 2020 in 23:14
            Permalink

            Esatto, quello a noi ci è del tutto sconosciuto! La cosa triste che però osservo è che anche altrove, dove ne avevano da vendere, sta pian piano venendo a mancare. Piccoli segnali eh…ma da non sottovalutare. Certo, noi siamo maestri indiscussi…non ci piove!

            Rispondi
            • 28 Aprile 2020 in 23:29
              Permalink

              Non lo so, quello della mancanza di senso civico è un discorso sul quale mi sento particolarmente frustrata e impotente, perché per me è una cosa naturale come bere l’acqua. In Italia c’è un forte senso di impunità. In USA (soprattutto) o in Australia è pieno di cartelli che ti dicono che se sporchi in giro e ti beccano paghi multe salatissime. La gente è scoraggiata. Ma questo è solo un dettaglio, non so parlarne più ampiamente né voglio generalizzare.
              Ah, per risponderti alla domanda più su: non mi risulta che ci siano una Priscilla o un Crocodile Dundee (c’è però un coccodrillo gigante!), ma a pensarci sarebbero ottime idee e porterebbero anche soldi!

            • 28 Aprile 2020 in 23:42
              Permalink

              Del resto prima di questi due film chi li conosceva sti australiani! Uno diceva Australia e l’unica cosa che veniva in mente era canguro! 😀 Al massimo il teatro di Sidney o i camion a millemila rimorchi! Per il resto…vivo la stessa identica frustrazione che poi…guarda…non che voglio fare il santo ma cazzo…sto in giro…ho una carta in mano, a dieci metri da me sta un secchio…che mi costa buttarla li? Invece qui spesso vedo secchi vuoti ed attorno un monnezzaio…che senso ha? Questo proprio non capisco. Oppure…vai per sentieri o strade di campagna e vedi sul ciglio lavatrici, materassi e quant’altro e dico: perchè? Sei arrivato fin li per scaricarlo…hai fatto anche dei chilometri perchè attorno non vedo case…bene…ma allora visto che lo hai dovuto comunque versare li e portarcelo con un mezzo che ti costava andare in isola ecologica? Magari era anche più vicina…e magari ti davano anche una mano a scaricare le cose…spero ti sia venuta un ernia!

            • 28 Aprile 2020 in 23:47
              Permalink

              La mente umana è un mistero che a volte preferisco non sondare!
              Comunque anche io prima di venirci a vivere pensavo solo ai canguri in fatto di Australia! È vero che è un continente di scarsa rilevanza per tanti aspetti, ma fa anche cose simpatiche ed è un peccato che non si conoscano. 🙂

            • 28 Aprile 2020 in 23:56
              Permalink

              Tutti abbiamo i nostri piccoli e grandi pregiudizi sugli altri luoghi del mondo. Io ci scherzo ma poi lo so che il mondo è tutto bello ovunque!

            • 28 Aprile 2020 in 23:58
              Permalink

              Di mio non so se me la sento di lanciarmi in un’affermazione così ottimista, ma ho capito cosa intendi 😄

            • 29 Aprile 2020 in 02:01
              Permalink

              😀 ok, ammetto che ci sono posti anche bruttarelli…però quando guardo quei filmati e quelle foto fatte dagli astronauti come si fa a non amare sto pianeta nella sua totalità e senza confini?
              Ps finalmente il tuo sito mi lascia commentare!! 😀

            • 29 Aprile 2020 in 02:03
              Permalink

              Sììì, hai visto? Oggi sta funzionando benissimo! 😍
              Hai ragione su foto e filmati di astronauti e cose simili: per un attimo ti dimentichi di tutte le brutture, le magagne, le liti. L’aveva detto proprio Gagarin da lassù, se non ricordo male 😊 E forse noi (o almeno io) dovremmo ricordarlo di più!

            • 29 Aprile 2020 in 02:15
              Permalink

              Si,Gagarin fu il primo ovviamente ma poi via via tutti gli altri e pur potendo vedere ciò che hanno filmato o scattato l’invidia è galattica!
              Si, oggi funziona benissimo: che hai fatto? Sono curiosissimo di capire cosa andava storto prima!

            • 29 Aprile 2020 in 02:17
              Permalink

              La risposta ti stupirà… non ho fatto ASSOLUTAMENTE NIENTE 😅 Godiamocelo così, effimeramente come un panorama di Gagarin. 😂

            • 29 Aprile 2020 in 02:21
              Permalink

              ahahahaah il magico mondo delle telecomunicazioni e dei social! Occcheeeei!! 😀

  • 28 Aprile 2020 in 22:47
    Permalink

    Vogliamo parlare dell’ago, anzi dell’agone, in piazza a Milano? 🤔
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ago,_filo_e_nodo

    I miei preferiti, qui, sono l’Ariete (per forza), ed il borsellino (che a me pare marrone, non rosa: effetto della luce?, e che per questo mi fa venire in mente una castagna. Anzi, un bel marron glacées <3 )
    Il vombato, ovviamente, è fuori gara 😉

    Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 22:51
      Permalink

      Il colore del borsellino è quell’ibrido tra rosa e oro, di cui io vado pazza, ci ho vari vestiti e accessori così! 🙂
      E da milanese non posso che amare l’ago e filo di Cadorna… l’operosità!! 😄 Anche se quando lo misero ero perplessa anche io… e quante polemiche!!

      Rispondi
      • 28 Aprile 2020 in 22:58
        Permalink

        Oooooh! Sì, è una splendida sfumatura.
        L’agone diede fastidio pure a me, che non amo i fronzoli aggràtise, ma fatta l’abitudine bisogna dire che mette di buonumore 🙂
        Ma soprattutto, niente a che spartire con l’orrida mela gigante piena di lustrini -.-

        Rispondi
  • 28 Aprile 2020 in 22:52
    Permalink

    Ma che cos’è questo amore degli australiani per le big things? Ci devi dire qualcosa Lucy?! Ci dobbiamo trasferire tutte down under?! XDDD

    Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 22:54
      Permalink

      Ahahah! Piuttosto, a pensarci, direi che hanno qualcosa da compensare!! 😄

      Rispondi
  • 28 Aprile 2020 in 23:18
    Permalink

    Grazie al cielo non sono cresciuta in Australia perché se fossi nata lì e i miei genitori mi avessero portata a vedere la pecora gigante o il diavolo gigante o il koala sarei morta di paura. Le loro espressioni inquietanti mi avrebbero perseguitata e col favore delle tenebre le loro zampe sarebbero sbucate da sotto il letto per portarmi via. Molto carino invece il public purse, e devo dire il vombato ha un’aria molto dolce 🙂

    Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 23:20
      Permalink

      Ma non credo, dai, secondo me saresti diventata anche tu un’adepta del drop bear! 😜

      Rispondi
        • 30 Aprile 2020 in 14:54
          Permalink

          Più che altro intendo che una volta che ti ritrovi da queste parti, alcune cose devi per forza fartele piacere 😂

          Rispondi
  • 28 Aprile 2020 in 23:28
    Permalink

    :-|============)
    Fanno cose grandi… così! A cacchio! Pure senza alcun motivo!
    e il grande dente, ce l’hanno?!
    e il grande davanzale, ce l’hanno?!
    e il grande frigobar, ce l’hanno?!
    e il grande grande puffo, ce l’hanno?!
    e il grande fratello, ce l’hanno?!
    Qui in Italia invece di solito si divertono con le piccole cose, tipo quelle di Italia in miniatura, che certo conoscerai…
    Sennò una volta ho visto un meme con un contadino che, non potendo creare una stalla per far ombra ai suoi cavalli sennò gli sarebbe costato troppo, si è inventato una sedia gigante, così li ha fregati tutti, il comune, la finanza, i politici corrotti ed equitalia! tiè!
    E adesso che mi viene in mente pure qui vicino da me, sulla cristoforo colombo, c’è una specie di giardino dove c’è una enorme sedia se non erro bianca. Ho sempre pensato che fosse per il culone di giuliano ferrara ma poi è dimagrito e la mia ipotesi è decaduta…
    Senti, tu che hai visto quegli adorabili diavoletti della tasmania dal vivo, ti volevo chiedere… ma sono così incazzosi?

    PS: con l’amichetta che tu sai tutto bene. abbiamo fatto pace. 🙂 certo però lei si è molto vendicata. mi ha dato da leggere un suo trattato sul nazisfascismo entropico e perché si può dire che in fondo qualcosa di buono lo abbia pur fatto, alla fine, connesso con un approfondimento antropologico sui seguaci della svastica ai tempi nostri… ma la cosa peggiore è che è du’ palle così!…
    che poi le dovrò fare una tesina di almeno mille milioni di pagine sull’argomento, e credo che vorrà farmi ammettere che in fondo pure i maganoidi (quelli di daitarn III) non erano poi così malvagi e andavano salvati…
    mi sa che sotto sotto è proprio una grande stronzona la nostra amica… mi sa che sotto sotto è una gran sadica che mi vuol vedere sputare sangue nel vano tentativo di capirla meglio…
    ah, se solo potessi liberarmi dal suo giogo infernale! ma credo mi abbia fatto una sorta di incantesmi fatalistico e pure cabalistico ballando un sabba a piedi nudi sul mondo. pure strega deve essere… quella gran fattucchiera!
    😉 😛

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 00:03
      Permalink

      Forse intendi le panchine giganti? So che spuntano come funghi ultimamente, e che in certe regioni italiane ci sono addirittura dei percorsi per vederle tutte con tanto di “passaporto” da completare! Ma forse tu non intendi questo, ma proprio solo una singola, solitaria grossa sedia 😄
      Bene per la tua amica, sono felice per voi 🌈 Ciò detto non voglio assolutamente entrare nel merito, facciamo finta che io non abbia neanche letto cosa mi hai scritto 😅

      Rispondi
      • 29 Aprile 2020 in 00:26
        Permalink

        si qualche panchina, adesso che me lo fai notare, sussiste…
        però, sì, io per sedia intendevo proprio una grossa sedia, anzi una SEDIA, UNA SEDIONA-ONA-ONA.
        …per non parlare della “sedia del diavolo” qui a roma, che però non è una vera sedia…
        oppure mi viene in mente per affinità il “ponte rotto”, ma non perché sia grande, ma perché è sgangherato come la sedia del diavolo di cui sopra…
        PS: io speravo che mi supportassi almeno un pochino con la nostra amica, perché qualcosa mi dice che la sua permalosità tornerà a farsi sentire e me la fa pagare con gli interessi… oddio, e se leggesse il mio commento?! sarei fottuto come il più fottuto fottuto dei fottuti fottuti!

        https://it.wikipedia.org/wiki/Sedia_del_Diavolo
        https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_Rotto

        Rispondi
        • 29 Aprile 2020 in 00:52
          Permalink

          Ma quante cose sto imparando con questo post! 😍 Poi io di Roma so poco, ci sono stata qualche volta (poche) ma sempre per toccare e fughe.
          Eheh ma io mica ho partecipato all vostra discussione 😂😜 E lei leggerà sicuramente. Dai, non hai detto niente di male 😂

          Rispondi
          • 29 Aprile 2020 in 01:08
            Permalink

            Al ponte rotto sono particolarmente affezionato, non so perché. Forse perché mi fa tenerezza: soppiantato da ponti nuovi, abbandonato davanti a loro, come un anziano in finestra che osserva i giovani agitarsi, vivere quello che un tempo viveva lui… Sta a vedé che mo me commovo pure.. :’)
            Spero che “la prof” la prenda bene, sennò stavolta mi toccherà recarmi in ginocchio da Roma a Brescia per chiederle umilmente scusa! E mi si consumerebbero tutti i pantaloni! Poi che figura ci farei davanti lei? 😉 :-*

            Rispondi
            • 29 Aprile 2020 in 01:10
              Permalink

              Con il ponte quasi quasi mi commuovo anch’io, mi basta poco! 😄
              Eheh, la prenderà come un ulteriore prova della tua buona disposizione 😜

            • 29 Aprile 2020 in 22:01
              Permalink

              Vado a vedere 🙂 Ouf, transizione che fa perdere cose… per questo non ne farò mai 😱😱

            • 29 Aprile 2020 in 19:48
              Permalink

              Ho capito, tengo da parte Betadine ed un paio di pantaloni di ricambio.

              (Approfitto impunemente di questa libertà di commento inattesa ❤ )

    • 29 Aprile 2020 in 19:35
      Permalink

      Ammazza! E io che ti ho appena riservato un compitino extra 😂
      Ma no, così mi aduli, magari mi fossi messa a fare analisi antropologiche… quelle le facevo meglio su Facebook 😉

      Non so se parliamo della stessa, ma una sedia gigante in effetti la ricordo.
      Una scultura messa giù in mezzo alla Brianza, mi pare, anni fa.
      Tipo questa: https://it.wikipedia.org/wiki/Broken_Chair
      Ma per verificare se l’artista sia lo stesso dovrei spulciare in archivi profondi, magari poi.

      Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 19:42
      Permalink

      p.s.: se hai dei peccati da espiare, ti posso far leggere anche un vecchio post, ancora più complicato ed arzigogolato (se pensi che adesso io sia mezza incomprensibile, hai ragione, e pensa che un tempo lo ero completamente).
      Aveva a che fare con destra e sinistra in senso metafisico, cioè il senso in cui normalmente le intendo io, i significati esoterici del colore verde ed altre amene cose ♡♡♡

      Rispondi
      • 30 Aprile 2020 in 00:26
        Permalink

        questo commento credo me lo sia perso. stiamo facendo sbroccare questo blog con le nostre intersecazioni… a proposito forse è meglio se comincio a risponderti qualcosa per email prossimamente, sennò mi perdo…

        Rispondi
        • 30 Aprile 2020 in 01:31
          Permalink

          Certo 🙂
          Ma la soddisfazione di venir pubblicati senza dover restare in attesa ore è troppo grande!
          Speriamo duri ❤

          Rispondi
          • 30 Aprile 2020 in 15:00
            Permalink

            Credo Lucy abbia cambiato le impostazioni del suo blog, altrimenti davvero vorrebbe dire che esso ha una sua volontà, come delle volte lei dice. 🙂

            Rispondi
            • 30 Aprile 2020 in 15:03
              Permalink

              Non ho toccato niente. Sono troppo pigra. Esso decide ciò che vuole. 👑😄

            • 30 Aprile 2020 in 15:06
              Permalink

              😀 Incredibileeee! 😀 No, il mio si limita a nascondermi le cose… Sottrarre gente per cercare di isolarmi sempre più, ma tanto io sono più migliore di lui (che forse è molto geloso di me)

            • 30 Aprile 2020 in 15:10
              Permalink

              Immagino con il solito criterio di filtraggio intelligentissimo! Ma educheremo anche WordPress, con molta pazienza 🤔🙂

            • 30 Aprile 2020 in 15:12
              Permalink

              Credo dovrò dare un’occhiata alle conversazioni come suggeriva Celia per cercare di non perdermi niente…

            • 30 Aprile 2020 in 21:16
              Permalink

              In realtà ha detto di no! Questo è incredibile! :-O Davvero sembra che decida da solo il suo blog… Pure il mio non è che funzioni ottimamente…

            • 30 Aprile 2020 in 23:23
              Permalink

              Sì, si va avanti a scleri diversi ogni giorno.
              In ogni caso, teniamo duro.

  • 28 Aprile 2020 in 23:30
    Permalink

    Ma non hanno un museo dedicato alla vegemite a forma di barattolo gigante? 😉

    Buonasera Lucy,

    Alex

    Rispondi
    • 28 Aprile 2020 in 23:44
      Permalink

      Grazie alla tua domanda ho scoperto che:
      1) l’annuncio di un Giant Vegemite era stato fatto, ma era un pesce d’aprile
      2) esiste effettivamente una “Vegemite villa” per due persone all’interno del quale si può soggiornare, prenotabile su booking!!
      Il mondo a volte è proprio simpatico 😄
      Ciao Alex! 🙂

      Rispondi
  • 28 Aprile 2020 in 23:58
    Permalink

    Girando lo scorso anno per gli States abbiamo incontrato un coniglio gigante! Dev’essere una moda dei Paesi anglofoni questa predilezione per le cose extralarge

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 00:00
      Permalink

      Un coniglio gigante mi avrebbe perturbata ricordandomi di quel film con Jake Gillenhaal, Donnie Darko 😱😅

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 00:43
    Permalink

    Non avevo idea dell’esistenza di queste “big things”, alcune sono davvero simpatiche, altre proprio bruttine 🙂

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 00:48
      Permalink

      Più che altro io ci rimango male quando faccio chilometri per vedere un’opera che poi è piccola. Finora è andata bene, ma le mie aspettative sono sempre alte 🙂

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 01:26
    Permalink

    Cara Lucy, post pericoloso di questi tempi. Almeno per me che come metto piede fuori casa vedo mascherine, strade deserte… il mio mondo diventato di colpo surreale, un mondo non sense, che non a caso si stanno mobilitando psico di tutte le specialità da porre al servizio della Sanità Pubblica. Mancava solo questa parata. Come minimo sconcertante. La cui unica spiegazione può darla solo uno psicoterapeuta specializzato in studi social-etnici.
    Ambasciator non porta pena e altrettanto reporter per analogia, e quindi tu assolta che anzi diligentemente informi e rendi partecipi di mondi altrimenti ignorati. E tutto gratuitamente. E benchè conscia di non poter nemmeno concorrere (immeritatamente?) a un qualsiasi Pulitzer.
    Vista la follia dei tuoi nuovi compatrioti mi domando piuttosto come ancora non abbiano pensato a erigere un grosso pene o meglio ancora una non meno ben dimensionata vagina.

    PS: L’ago col filo in piazza Cadorna a Milano… continuo a ritenerlo una cucchiaiata di marmellata su un bel piatto di lasagne al forno.

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 01:40
      Permalink

      Ciao Guido! 🙂 Come mai definisci una parata l’attenzione maggiore data agli psicologi in questo periodo? Secondo me è importante, con tanta gente che magari soffre di disturbi mentali e non può curarsi… eccetera eccetera. L’ago e filo di Cadorna comunque fa sempre parlare anche dopo tanti anni… secondo me perché comunque un suo forte impatto lo lascia. Piuttosto parliamo delle orrificanti panchine di pietra di quella piazza… che appena ti ci siedi per aspettare il tram ti si rompe il coccige e fino in su tutte le vertebre. 😱😱 Ah, i ricordi, quelli belli!!
      Quanto alla tua domanda sulle big things, non c’è niente di quel che chiedi: la cosa più vicina è una Big Merino, un’altra un po’ più piccola, che sta da un’altra parte – il fantomatico paesino di Wagin. 😜

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 02:26
    Permalink

    Scusami-scusami-scusami! “Parata” non era riferito agli psicologi, ma all’orrenda sfilata di mostri australiani. Nella fretta, inseguendo il pensiero che è notoriamente più veloce delle dita sulla tastiera ho saltato un passaggio. Il soggetto era e restava la ridicola e maldestra costruzione di quegli pseudo monumenti australiani. È una delle occasioni per essere orgogliosi noi italiani, eredi (non sempre degni) dei Cellini, Michelangelo e chi più ne ha più ne metta!!!!
    Ciao, Lucy, ricorda Milano bella e viva, e sexy e accogliente come l’hai lasciata!!!!! Se ci penso mi vengono le lacrime agli occhi e non per dire! Un abbraccione!!!!

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 02:44
      Permalink

      Scusa tu, ci potevo arrivare benissimo!! 😄 Ormai è un fatto: star qui mi frigge il cervello 🤔😅😱
      Ma come, non ti piace il grande tamarro?? 😂
      Milano tornerà veloce come prima, più tutte le altre qualità che hai scritto. Non può essere altrimenti. ❤

      Rispondi
        • 29 Aprile 2020 in 02:51
          Permalink

          A me li fa la tastiera virtuale in automatico, comunque se digiti < 3 (ma attaccati, senza lo spazio in mezzo che ci ho messo io) e premi invio, li ottieni 😉

          Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 03:23
    Permalink

    Certo che il grande squalo ci starebbe di brutto.
    Conoscevo le grandi cose per un accenno in una vecchia puntata dei Simpson.

    Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 03:41
    Permalink

    Divertenti? si. buffe? sicuramente. Ma, senza offesa per i creatori, lasciano un pò il tempo che trovano… un pò come grandi cartelli pubblicitari sulle autostrade americane. Monumenti all’effimero. Comunque, sono sicura che se passassi da quelle parti mi fermerei a fare una foto anch’io… 😉

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 21:51
      Permalink

      Beh, sicuramente non ci devi andare con delle aspettative di matrice italiana 😄

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 04:33
    Permalink

    Oddio! All’inizio (e anche durante la lettura) mi sono chiesta “perchè?” Alcune sono proprio assurde, fanno sorridere e soprattutto sono dislocate nei posti più improbabili…

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 09:42
      Permalink

      Lo fanno apposta, altrimenti la gente non avrebbe alcun motivo per andarci! 😄

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 06:22
    Permalink

    Oggi per me è proprio una giornata no…il tuo scritto, con quelle strane e curiose costruzioni, mi ha fatto sorridere. Grazie Lucy, mi ci voleva!!! ❤

    Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 09:56
    Permalink

    Certo che il diavoletto della Tasmania e il koala sono proprio bruttini pero’! Potevano farli un po’ piu’ bellini gia’ che c’erano!

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 14:08
      Permalink

      Dici? 😄 Io li trovo bellissimi, soprattutto il koala, ho fatto diecimila foto e selfie 😂

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 19:17
    Permalink

    Il wombat gigante è il mio preferito per ovvi motivi! Non credevo comunque che gli australiani avessero la smania delle installazioni giganti, soprattutto quelli della categoria senza senso! Posso solo immaginare cosa significhi passeggiare per strada e trovarsi un capitello che sbuca dal marciapiede così, senza motivo ma solo perché ci stava bene ahahah

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 21:52
      Permalink

      “Perché ci stava bene” sarebbe già stata una risposta sufficiente, con il senno di poi… ma non dimenticherò mai lo sguardo vitreo che ho ottenuto in risposta… e quella era una guida turistica! 😱

      Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 22:02
    Permalink

    Ho scoperto l’esistenza di queste big things solo poco tempo fa leggendo un articolo in merito. Alcune sono davvero pacchiane come il Grande Tamarro mentre il Panda Gigante mi piace proprio tanto.

    Rispondi
  • 29 Aprile 2020 in 22:08
    Permalink

    Io qualche anno fa ho avuto “l’onore” di vedere la Big Banana (anche queste sono soddisfazioni della vita!), con tanto di fattoria di banane e negozio di ogni tipo di dolce e prodotto a base di banane. comunque anche se all’inizio sono rimasta un po’ basita, dopo un po’ mi sto abituando a queste bizzarrie tutte australiane. 🙂

    Rispondi
    • 29 Aprile 2020 in 22:10
      Permalink

      Per forza! 😄 Quello che mi piace di certe big things tipo questa big banana è che è tutto a tema! Mi piacerebbe moltissimo vederla anch’io e visitare tutti i retroscena! 😄

      Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 00:10
    Permalink

    Avevo già letto alcune cose sulle Big Icons austrialiane. Non sono mai stata in Australia ma immagino che abbia ampi spazi adatti a grandi strutture. Mi attirano molto, anche se alcune sono davvero bruttarelle…

    Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 06:03
    Permalink

    In effetti anche io, mentre leggevo il tuo articolo, mi chiedevo spesso “ma perché?”. Alla fine ho trovato la risposta, gli australiani sono davvero strani… mi confermi? xD

    Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 07:29
    Permalink

    Più andavo avanti nella lettura dell’articolo e più mi chiedevo ma che senso hanno? Vabbè che hanno tanto spazio da riempire ma potevano scegliere delle big things più belle 🙂

    Rispondi
    • 30 Aprile 2020 in 14:34
      Permalink

      Così è un concetto un po’ vago, bello è tutto e niente… Di sicuro fanno parlare di sé 😄

      Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 07:58
    Permalink

    ahahahaha! Non mi deludi mai: potevi finire questo pezzo godibilissimo solo con un Big Wombat, cara la mia Lucythewombat!

    Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 14:29
    Permalink

    Si fanno decisamente concorrenza nella scelta queste statue, soprattutto, per quanto mi riguarda, quella degli animali. Per me vince su tutto big merino. Lo trovo il più simpatico e stravagante

    Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 17:24
    Permalink

    A me queste cose fanno impazzire: in primis mi chiedo “perché” e in secondo luogo ne subisco il fascino e non finirei mai di fotografarli.

    Rispondi
  • 30 Aprile 2020 in 19:46
    Permalink

    Tra tutti i viaggi da fare l’Australia è sempre stato l’ultimo in lista. Ma questo post ha ribaltato la situazione. Voglio andarci solo per l’Ariete gigante…cioè Big Merino è veramente fantastico. E anche per il tamarro devo dire la verità. Che poi sono davvero così i tamarri australiani?

    Rispondi
  • 1 Maggio 2020 in 00:10
    Permalink

    Wow, ce ne sono di costruzioni bizzarre in Australia! Mitico l’ariete gigante, anche il maxi koala non scherza!!!

    Rispondi
  • 2 Maggio 2020 in 02:28
    Permalink

    Non credevamo che gli australiani fossero così megalomani…alcune sono di dubbio gusto, altre meritano un fuori rotta goliardico. Se mai avessimo del tempo da dedicare ad un fuori programma probabilmente sarebbe indicato svogliare la lista delle big things.

    Rispondi
    • 2 Maggio 2020 in 03:17
      Permalink

      Non credo si tratti di megalomania, anzi… Secondo me bisogna prendersi poco sul serio per creare cose del genere 🙂

      Rispondi
  • 2 Maggio 2020 in 17:20
    Permalink

    Adoro il senso estetico Aussie che non delude mai con la sua via di mezzo tra il kitsch e la tamarraggine 😀 Ora sono troppo curiosa di sapere se da qualche parte esiste anche una Vegemite gigante!

    Rispondi
    • 2 Maggio 2020 in 17:26
      Permalink

      Pare di no 😑 Erano girate delle immagini di un’inaugurazione, purtroppo alla fine si è scoperto che era un pesce d’aprile 😄

      Rispondi
      • 4 Maggio 2020 in 02:48
        Permalink

        Il wombat gigante sarebbe il preferito di mio figlio, senza dubbio! Io invece vorrei più di tutti vedere il Merino (che abprima vista mi sembrava uno stronzetto gigante!!🤣🤣🤣🤣) e il capitello!!!

        Rispondi
  • 4 Maggio 2020 in 07:58
    Permalink

    Visto che sono una grande amante degli animali, mi piacerebbe un sacco vedere il Koala, il Diavolo della Tasmania ed il Vombato… In carne ed ossa, ma anche le statue giganti!

    Rispondi
  • 9 Maggio 2020 in 02:01
    Permalink

    Il grande borsellino, in effetti, pare proprio il punto d’incontro ideale dopo un pomeriggio di shopping..!
    Bellissimo, poi, il grande carro della lana. Rispetto agli animali, che pure adoro, direi che potrebbe quasi essere il mio preferito, tra quelli che hai descritto. 🙂

    Rispondi
    • 9 Maggio 2020 in 13:54
      Permalink

      È anche il primo che ho visto, quando ancora queste misteriose cose grandi mi erano piuttosto oscure 🙂

      Rispondi

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