STRANGE AUSTRALIA

Doppio Natale in Australia, tra cinepanettone e horror

Forse non tutti sanno che il Natale in Australia si festeggia due volte, e che entrambe rasentano l’abominio

babbo natale playmobil

NATALE ALL’INCONTRARIO

“Wow, farai il Natale in spiaggia!”, sorridevano gli amici del Vecchio Mondo, al momento dei saluti e baci, con un tono collocabile esattamente (volutamente?) a metà strada tra l’invidia bruciante e un ilare compatimento. Sicché non ero riuscita a trarre alcun indizio sulla misteriosa esperienza che mi aspettava al varco.

Confesso che, ormai da diversi anni, io e lo spirito del Natale ci siamo un po’ persi di vista. Ciononostante, avevo osato sperare che il serpeggiante senso di diffidenza che provavo all’idea delle feste natalizie estive si sarebbe squagliato al sole, proprio come il mio animo alla prima visione di un koala. E invece.

Innanzitutto, le conferme: appena arrivata a Melbourne, ho avuto la prova inconfutabile del fatto che questo continente non è segretamente situato in un capannone sotto copertura a Busto Arsizio, come i perspicaci terrapiattisti vorrebbero farci credere. La terra deve per forza essere tonda, se da questo mio lato della sfera a luglio è inverno, e la mia piantina di basilico per la pizza appassisce.

melbourne in inverno

Man mano che si avvicina dicembre le giornate si allungano, i negozi sostituiscono le ampie felpone anni ’90 con i top fluo da annodare sopra l’ombelico, e le vetrine si riempiono di teli mare a forma di anguria e di fenicotteri galleggianti (le infradito no, quelle sono istituzionali tutto l’anno, vai a capire perché).

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st kilda botanical garden estate

Quando poi arrivano i giorni in cui, nello stesso momento, nella bella Milano ci si imbacucca per Sant’Ambrogio, qui si è costretti a prendere atto non solo delle stagioni invertite, ma anche del terrificante corollario: il Natale in estate. Oh my. Timore e trepidazione, come per l’arrivo di un attesissimo film inaugurale. Il mio film di Natale si è rivelato di un genere misto, tra un cinepanettone che non fa ridere e un horror che non fa orrore. Una favola.

Ma facciamo un passo indietro.

via australiana natalizia inestate

(Pixabay)

NATALE A LUGLIO

In realtà il Natale in Australia, in un certo senso, è doppio. Un fenomeno che si tenta di insabbiare agli occhi dell’intero emisfero settentrionale è infatti quello, per me assai mesto ma molto atteso dai locals, dello sgargiante Christmas in July, in vigore, dicono, dagli anni Ottanta. Ciò grazie a qualche expat europeo (irlandese, parrebbe) che presumibilmente sentiva che sarebbe impazzito se non avesse trovato il modo di celebrare la propria festività preferita al freddo, come Babbo Natale comanda.

Ho scoperto questa storiaccia all’inizio di luglio 2017, appena atterrata quaggiù. Mi sono quasi subito scontrata con quel paio di settimane in cui per le strade australiane invernali compaiono festoni, luci natalizie, renne gonfiabili dall’aria arguta, piste di pattinaggio su ghiaccio con slittini a forma di foca, posticci pupazzi di neve dalle braccia fatte con rametti di eucalipto, e altre sberluscenti amenità festive. In luglio.

canguro natalizio melbourne

Luglio, inoltre, è anche il periodo in cui vale la pena tenere accesa la TV anche solo per assistere ai mille spot pubblicitari natalizi e imprimerseli bene nella memoria, con lo stesso compiacimento di Dante che nello scendere all’Inferno sprovvisto di taccuino si rallegrava di aver assunto gli integratori al magnesio, per ricordarsi più dettagli. Il mio spot prediletto rimarrà per sempre il seguente:

Salotto borghese addobbato a festa. Due giovani sposini, con i maglioncini e gli sciarpini rossi coordinati, si scambiano i pacchetti davanti all’albero. Lui dona a lei una fumante pizza pronta, di quelle scongelate, condita con dadini di prosciutto e ananas. Lei la riceve squittendo grata “Oh! Proprio quello che volevo!”. Dlin-dlin-dliiin, ridente stella cometa, abbracci, marca in sovrimpressione dal nome cacofonico, fine della pubblicità.

Riprende il film: “Mamma, ho perso l’aereo”.

In luglio.

Per i desiderosi di regali stagionali ultrachic, in tv ammiccano i set da sci di Aldi e i cofanetti per prenotare il rifugio alpino della settimana bianca (qui nel Victoria ci sono anche le montagne ed è molto trendy andare a sciare, mica pizze e fichi – o sì, volendo anche quelle!).

Ma oltrepassiamo il Natale tarocco e veniamo a quello autentico, o almeno a come l’ho vissuto la mia prima volta (cioè prima con sconcerto, e poi con urla soffocate di orrore).

NATALE NEL DICEMBRE ESTIVO

La Vigilia

Il 24 dicembre dell’anno scorso mi sono spinta insieme alla mia dolce metà fino a Federation Square, il cuore pulsante di Melbourne, per curiosare antropologicamente simulando un senso di partecipazione all’aria festiva. L’importante era stare alla larga dai Carols by candlelight, loschi raduni di quartiere per cantare tutti insieme appassionatamente le canzoni di Natale, brandendo fiduciosamente candele.

Non vi dico l’avvilimento nell’osservare il grosso abete centrale addobbato, i tronchi degli alberi rivestiti da grembiulini di lana con i fiocchi di neve ricamati, le ghirlande fatte di Christmas bush (un arbusto locale dalle bacche rosse), le photo opportunities con Babbo Natale dentro a una palla di neve finta… il tutto in pantaloncini e alla luce del giorno, perché alle otto di sera il buio ancora non era calato. Certo, tutto esotico, ma… esotico come la pizza all’ananas.

In confronto sono molto più natalizi i pinguini del molo di St Kilda, i quali però vivono lì tutto l’anno e di sicuro hanno altro a cui pensare.

pinguino imbruttito

Il giorno di Natale

spumante in spiaggia

Il 25 dicembre, in mancanza di amici o parenti in loco con cui condividere l’appuntamento, io e A. ci siamo sistemati con circospezione su una tranquilla spiaggetta non troppo distante da casa, armati dello stesso stoicismo misto a curiosità degli esploratori, dell’imprescindibile crema solare onde evitare un allegro cancro di Natale, e di una sorridente borsa termica ben fornita di crudità, tramezzini al salmone, dolciumi, birre e spumante.

Se già così appare alquanto desolante, immaginate l’afflizione nel realizzare che l’acqua del mare, alla faccia del nuovo bikini e della voglia di sguazzare come in uno spot dei gelati Sammontana, era fredda come il cuore di un pupazzo di neve (magari ne avessimo avuto uno vero, anziché i simulacri di sabbia!). Impossibile dunque fare il bagno. Impossibile altresì prendere beatamente il sole senza volare via col vento del litorale; e impensabile, anche volendo, fare surfing – perché Melbourne è su una baia, e nelle baie, notoriamente, le onde oceaniche non arrivano. Erano appagate solo le intrepide, lontane sagome umane su nel cielo, in parapendio, lontane dalla contingenza terrestre, marina e soprattutto natalizia.

pupazzo di sabbia in spiaggia

(Pixabay)

Quanto a me, se mai un giorno pubblicherò qui una mia foto, sceglierò quella in cui sto in piedi sul bagnasciuga, affranta nonostante gli occhiali da sole fashion e il cappellino rosso di Babbo Natale con il pon-pon, l’alluce intinto nell’acqua gelata e una smorfia interpretabile come “Dove ho sbagliato?!?”. Il tutto avvolta nella mia copertina di Spiderman, portata “just in case” per proteggermi dal vento, e a tanto così ugualmente dal battere i denti.

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palle di natale in spiaggia

GLI ALTRI

bourke street natalizia melbourne strada con addobbi

Ogni anno, la stessa infausta sorte è condivisa da diverse categorie di persone (altri stranieri, turisti, asociali). Intanto, nelle proprie casette addobbate (taaanto addobbate, nella speranza di aggiudicarsi il primo premio nel concorso tra vicini di casa), gli australiani sfornano felici tacchini ripieni, prosciutti in crosta e il solito, originalissimo Christmas pudding. Oppure siedono in giardino nel gazebo o a bordo piscina – per chi ce l’ha – gustando il sempre più diffuso barbecue (“barby“) di gamberoni accompagnati dalle salse più impensabili, e lanciandosi gavettoni al posto delle palle di neve. Comunque pare che si divertano molto in questa loro ignara, beata normalità.

Chi si entusiasma un po’ meno sono i valorosi pompieri delle aride zone più al Nord, che passano la giornata a domare incendi: la stagione caldissima è anche quella dei bushfires, che nemmeno l’indulgenza natalizia riesce a placare. Una ragione di per sé sufficiente per diventare fan del calendario annuale degli Australian Firefighters, nel quale questi eroi impavidi si accompagnano, discinti per il bene della beneficenza, ai più iconici animali locali come koala, vombati e serpenti.

pompiere australiano con koala - mockup

(Web photo)

DOPO NATALE

E il giorno dopo? Tutti (tranne me, s’intende) al Boxing Day! Il Santo Stefano locale è forse ancora più atteso del Natale stesso: iniziano trionfalmente i saldi, e poiché gli australiani hanno soldi, vogliono disperatamente spenderli e sono pure in vacanza, vi lascio immaginare cosa succede nei negozi del centro. Se fossi il bacillo dell’antrace e dovessi scegliere dove diffondermi più in fretta, probabilmente inizierei proprio da lì. E meno male che la lontana origine della celebrazione risiedeva nell’acquistare tutti qualcosa (“Boxing” da “box“, la scatola che conteneva il dono) da dare in beneficenza!

albero di natale hobart

Hobart, Tasmania

Almeno, a Sydney, non solo gli abitanti riescono a surfare, ma il 26 dicembre si godono anche la spettacolare partenza della Sydney-Hobart, l’impervia regata che termina l’ultimo dell’anno nella bella Hobart del mio cuore. A Melbourne, invece, l’evento imperdibile del giorno oltre all’apertura dei saldi è il Boxing Day Test Match, l’attesissimo appuntamento fisso con la partita della nazionale dicricket. Cricket! Da urlo, proprio. Di orrore.

QUEST’ANNO

Stavolta nel prepararmi al Natale ho investito più accuratezza e meno aspettative: ho comprato, con due mesi di anticipo nel terrore di rimanere senza, un pandoro e un panettone (io e A. non troveremo mai un accordo di mediazione familiare sulla scelta dell’Eletto, quindi siamo soliti accogliere entrambe le creature sulla nostra tavola); ma soprattutto ho preso a frequentare per tempo una palestra australiana. Speravo che un accadimento così anomalo e improbabile nello spazio-tempo portasse il dio Apollo a eclissarsi attonito lasciando comparire la neve; ma non mi sembra che stia funzionando. Però almeno ne gioverà la prova costume. Utilissima.

Si finirà probabilmente a un Christmas cinema, il cinema all’aperto stagionale, più che altro per l’emozione di gustare una birra distesi sotto le stelle: necessità non rimandabile, perché subito dopo il 25, per il resto dell’estate, scatta il divieto di alcolici in spiaggia. E conoscendo un po’ gli australiani, forse è un bene.

In ogni caso, una cosa è certa: se il Natale in Australia merita il (mio) pollice verso, il primo dell’anno sul lungomare invece, con la pressione di molti meno modelli tradizionali con cui competere e un’atmosfera completamente distesa e rilassata, è qualcosa di strepitoso. Musica ovunque fino in spiaggia, birre fresche nei bar all’aperto e tanta gente allegra in giro in pareo, sorrisi e leggerezza… l’anno scorso è stato talmente bello che ho persino perdonato lo sgarro del Natale.

Ora sapete per quando conviene prenotare!


Mai, comunque, avrei pensato di ringraziare il fatto di non possedere un forte spirito natalizio, perché in caso contrario vista la situazione il mio cuore avrebbe rischiato di spezzarsi.

O forse il mio cuore è un po’ spezzato di suo, e proprio per questo lo spirito natalizio si tiene alla larga?

Meglio non indagare.

capodanno melbourne bar lungomare


SLOW CHRISTMAS

Lucy rallenta un po’ il ritmo in questi giorni pre- e post-natalizi. Mi prendo un po’ di tempo per ottimizzare il blog, sistemare i vecchi articoli e abbozzarne altri. Ah, e anche per andare a esplorare un’altra parte di Tasmania, tornando giusto in tempo per godermi un altro mirabolante Natale.

Ci vediamo su Facebook!

Buone feste a tutti, e come sempre mille grazie per essere passati di qui. 

scritta merry christmas sulla spiaggia con pupazzo di sabbia


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88 risposte »

  1. Ciao, Lucy, come sono contento di essere qui a Milano, che già ultimamente difetta di nebbia, il che è un po’ spiazzante, capirai trovarsi cieli azzurri nitidi sopra la testa, il sole che ti acceca… in compenso, però, viene buio presto, con conseguente piacere di rintanarsi, anche perchè il freddo, quello, c’è, è arrivato puntuale. La neve meno male no, la lascio alle vette per chi ama rivivere in quota i semafori (se non ci sono poco ci manca).
    Non invidiarmi, Milano è sempre qua e non c’è governo di sorta che riuscirà mai a spostarla, perciò godi il conforto di sapere che ci puoi sempre tornare e goderti un Natale comm’il faut (non è dialetto milanese).
    Non mi resta che salutarti e chiudere come si usa lì dove ti trovi: Merry Christmas.

    • Ciao Guido! Che belle queste immagini di Milano a cui mi hai fatto pensare! Cercherò di non immaginarmi troppo la sua bella aria natalizia e operosa altrimenti mi struggo troppo! Non per lamentarmi, mi piacciono anche gli inverni soft di quaggiù, ma non si è mai contenti, giusto? 😊 Goditi le feste meneghine e auguri a te!! 😊🥂

  2. Finalmente ti abbiamo scoperta…sei una cospirazionista che vive a Busto fingendo di vivere in un posto che non esiste!😂😂😂Ma quanto è idiota sta gente???
    A parte ciò…oggi il Natale non lo sento più però ricordo da bambino che quando finiva la scuola e iniziavano le vacanze di Natale, se c’era la neve era tutta un altra cosa mentre, quando capitava che facesse bel tempo, addirittura col sole…non sembrava affatto Natale!😂Quindi posso capire cosa deve essere lì o in Brasile festeggiare una festa con tutta l’iconografia nord occidentale e trovarsi in un contesto totalmente diverso!E comunque buone vacanze!🙃☺

    • Anche a te! 🙂 Diciamo che come al solito appena ho scritto il post “sfogandomi”, mi sono tranquillizzata e credo che questo secondo Natale lo vivrò con più tranquillità. Ma l’anno scorso mi sono sentita veramente spaesata 😀

        • Sintonizzati su italia1 o canale 5…uno di quelli insomma per natale e lo vedrai di sicuro! 😀 Lo hanno passato così tante volte a Natale che ormai la poltrona s’è consumata!

        • Lo so lo so, ma quella ritualità mi ha sempre turbata e ogni volta trovavo scuse per non vederlo. Ora è troppo tardi 😄

        • io l’ho dribblato abbastanza bene, visto un paio di volte basta e avanza direi! Però lo intravedo negli spot e nelle programmazioni tv quindi so…che succeda quel succeda…lui c’è!

  3. La Tasmania!! Chissa’ se mai riusciro’ a venire da quelle parti, che meraviglia, e che bella quella spiaggia di Melbourne! Tutto questo post mi e’ molto familiare, sai? 😀 ma a me il Natale piace pure cosi’.. diverso!

    • Eheh immagino ti sia più che familiare, mi fa piacere che a te piaccia! La spiaggia delle foto è quella di St Kilda, la più famosa e frequentata diciamo, poi se un giorno farai un salto da queste parti scrivimi che ti do altre dritte! (Viva la Tasmania!!) 😉

    • Ahah infatti! Comunque una volta nella vita il Natale al caldo si può anche fare e può essere divertente. Io ci sono rimasta male perché sono qui in una prospettiva a lungo termine 🙂

  4. Che bello il tuo racconto: molto coinvolgente, ironico, divertente. Il Natale a luglio deve essere proprio assurdo per noi europei da concepire, peggio ancora del Natale al caldo… Beh, buone Feste!

  5. Buone feste anche a te! Una delle cose più difficili che ho dovuto a spiegare ai miei figli è che il mondo è diviso in due parti, a scuola studiavano le stagioni e già che viaggiamo gli ho proprio raccontato che a Natale, dall’altra parte del mondo, fa caldo. Ecco sono ancora un po’ perplessi🤔
    Ma sono rimasta più perplessa io leggendo del doppio o finto Natale di luglio! Che invenzione!
    Se dovessi. Venire in Australia visto che da noi le vacanze lunghe sono estive verrei in agosto 😬

    • Agosto non è un brutto mese per venire! Certo qui a Melbourne fa piuttosto freddo (niente di paragonabile ai gelidi inverni europei comunque), ma più vai a Nord più diventa bello e non si muore di caldo! L’ideale per un primo viaggio forse è la primavera, per le fioriture e per la maggiorenne attività degli animali, ma alla fine è bello sempre (tranne a Natale 😈)! 🙂

  6. Bello questo tuo racconto! Il Natale a Luglio deve essere davvero una cosa strana! Mi incuriosiscono sempre le usanze dei diversi posti del mondo

  7. tu scrivi da Dio, lo sai? io rimango sempre incantata dai tuoi post e mi si stampa sempre un bel sorriso sulla faccia dall’inizio alla fine.
    Venendo al post credo che il Natale in Australia mi farebbe lo stesso effetto che aveva fatto il Natale in California ai protagonisti della serie TV che andava tanto di moda negli anni 80 Berverly Hills 90210: terribileeeee!

  8. Il Natale al caldo deve essere davvero strano… io lo proverò quest’anno! Ammetto che ho sentimenti contrastanti a riguardo… staremo a vedere! Intanto buone feste!

  9. Curiosa e molto interessante analisi del natale sottosopra. Ti ringrazio per queste perle di cultura folkloristica. Io sono una persona che non sopporta il freddo in qualsiasi periodo dell’anno (per me freddo sono tutte le temperature inferiori ai 25°C), quindi in questo periodo sto invidiando il tuo inizio d’estate 🙂
    Non capisco perché continuo a iscrivermi al tuo blog ma mi ritrovo sempre disiscritto.

    • Grazie a te del commento! 😊
      Io per anni non ho sopportato il freddo neanche lontanamente, poi non so cosa è successo ma ho iniziato a starci bene. E infatti per questi giorni sono venuta in Tasmania, che è più a Sud e pur essendo estate fa freschino 🙂 (e poi è bellissimo, questa è la verità).
      I blog fanno strane cose! C’è una persona di cui spesso mi arriva la notifica di iscrizione, eppure non penso che decida lui di ripetersi 🤔😃

  10. Che forte!! Questo posto mi ha fatto davvero sorridere! Per quanto riguarda il Natale al caldo io sono un po’ scettica… ma forse perchè non ho mai avuto l’occasione di provare (tipo la volpe che non arriva all’uva, una cosa del genere)!!
    Buon Natale!

  11. Sono amante del freddo e soprattutto una grandissima fan del Natale nordico. Non so se riuscirei a sopportare un Natale sulla spiaggia😂 ma devo dire che gli alberi con grembiule sono fighissimi.

    • Su quello concordo! Li ho visti anche a Londra e in qualche altro posto, in realtà non sono una specialità unica di qui! Anche a me il Natale nordico piace tantissimo 🙂

  12. Ciao cara, non sapevo di questo doppio Natale! Pensa che nell’estate del 2011 mi trovavo in Australia, proprio a Melbourne, per un corso di inglese e la famiglia con cui vivevo non mi ha parlato del “Natale” di luglio! Doppi festeggiamenti quindi 🙂 Bellissima la foto del pupazzo di neve in spiaggia 🙂

  13. Mamma mia che brutto dev’essere!! Già è fin troppo caldo qui (15 gradi mi sembrano eccessivi in questo periodo dell’anno😅), figuriamoci gli addobbi di Natale con il caldo di luglio🙈🙈🙈😄😄😄

    • Sì, è alquanto perturbante! Quest’anno però ho deciso di non lasciarmi sconvolgere ma di fare buon viso a cattivo gioco 🙂

  14. Mi prende la nostalgia a leggere questo tuo racconto. Ne ho fatti due di Natali in Australia. Miro al terzo, magari presto. Magari.
    Buon anno!

    • Auguri anche per questo a te, allora! Questo mio secondo Natale è stato meno orrifico del precedente, oserei dire quasi carino. Forse ci si abitua in fretta? 😊

  15. Lucy, mi hai fatto divertire molto con questo racconto del Natale al caldo sulla spiaggia a Melbourne. Premetto che non riesco a immaginarmi un Natale estivo. Forse perchè non amo l’estate e mai potrei pensare di volare al caldo durante le vacanze invernali per eccellenza.

    Però l’Australia ha un posto speciale nel mio cuore.

    Devi sapere che la mia mamma l’adorava. Non si perderva un documentario su quella terra ancora misteriosa. Un Continente scoperto ben 150 anni dopo l’America! Era il suo sogno poter andare un giorno a visitarla.

    Io penso che il paradiso sia la realizzazione di un sogno, un desiderio. Per questo, ora che mia madre non c’è più, penso a lei in quella terra così bella, per certi versi selvaggia e ancora misteriosa, nella sua affascinante scoperta.

    Quindi non posso che ringraziarti per queste tue parole che me la fanno conoscere di più.

    Un caro saluto e un’infinità di auguri per il nuovo anno!!!! ❤

    • Grazie per aver condiviso questa cosa con me 💕 Allora quando verrai a fare un giro da queste parti sarà ancora più speciale. Mi piace la tua concezione del paradiso 🙂 Ti ringrazio ancora e ricambio gli auguri 😘

  16. Mamma mia! Natale ed estate sono effettivamente 2 parole che non possono stare nella stessa frase! Io, al contrario di te, sono una da spirito natalizio a palla, tipo che già ad ottobre inizio ad ascoltare le canzoni natalizie in macchina, e a gennaio tornare alla dura realtà è un duro colpo… Quindi, come scrivi, forse effettivamente sì, la tua mancanza di Chistmas feeling è più che appropriata!!! Come sempre, bellissimo il tuo racconto!

    • Ciao Elena, ti ringrazio! ^_^ Potendo scegliere vorrei essere come te, ma come dici tu, quaggiù in fondo è anche meglio così!

  17. Sono al corrente del fenomeno NATALE NELL’ALTRO EMISFERO, per via che mio figlio e mia nuora vivono in Chile
    Quando li vedo via Skype in maglietta e bermuda sono pervaso da inevitabile invidia
    Beh, da oggi sei tra i miei followers e quindi ci daremo del tu
    Buon gennaio sulla spiaggia, Lucy!!!!

    • Ciao Marco, buon gennaio a te! 😊 Pensa che ho appena finito di guardare le foto dell’Italia sotto la neve e vi sto invidiando parecchio! 🙂

  18. Grazie per l’articolo, che ho apprezzato… Da bambina facevo il Presepe anche ad agosto, in momtagna,con personaggi ritagliati in carton, perchè c’era tanto muschio bello verde… sono sempre stata un po’ anomala, e credo di avere lo spirito natalizio tutto l’anno. Non so se mi ricorderò di augurarti buon Natale a luglio…ma buon anno posso augurartelo da subito! Ciao!

  19. Tu lo sai che ti voglio bene, vero?
    Il Natale trascorso in Australia è stato così strano e sudato, che mi sono detta: mai più! L’anno dopo l’abbiamo festeggiato alle Hawaii: sudaticci ma un po’ più in sintonia con l’atmosfera (solo gli americani a messa possono mettersi a ridere per mezz’ora e non ricordarsi più l’omelia e quindi saltare un pezzo della messa natalizia. Prete e capellano di Honolulu: voglio bene pure a voi!) e quest’anno invece siamo andati in Italia.
    Simpatico, eh, ma pure tutte quelle ore a mangiare… mamma mia, mi sa che sto diventando vecchia!
    Ti abbraccio e goditi queste temperature roventi, qui ci sono zero gradi! 😦

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