Real badasses: Aussie birds (Vol. 6)

Uccelli australiani sempre più belli e sempre più assurdi: eccone una nuova cinquina! L’elenco delle scorse puntate è alla fine 🐦

LA PAVONCELLA MASCHERATA (Masked Lapwing)

pavoncella mascherata

Abitante non dei rami, ma del terreno, è la versione locale delle vecchiette di paese che siedono sul ciglio della strada osservando i passanti, e chiedendo ai più giovani “di chi sei figlio?”, per poi rispondere “bravo!”. La pavoncella fa esattamente questo, e proprio come gli anziani non dorme quasi mai; spesso l’ho incontrata lungo le strade di campagna, e c’è mancato poco che non si mettesse a inquisire anche me.

Però non vi colga in errore la sua apparente indolenza: questo uccello è dotato di due sorprendenti speroni gialli sul davanti delle ali, per difendersi dai giovinastri che tentano di coglierlo in fallo per scippargli la pensione appena ritirata (nella foto li tiene celati).

Quanto alla maschera del nome, gialla (in tinta con gli speroni) e dall’aria posticcia, in mancanza di certezze tiro a indovinare che, molto prosaicamente, serva alla pavoncella a coprire le rughe.


IL PAPPAGALLO PANCIARANCIO (Orange-bellied Parrot)

pappagallo panciarancio
(Credit: JJ Harrison, via Wikimedia Commons)

Preziosissimo uccellino gialloverde dall’inconfondibile macchia arancione sul ventre, è ormai talmente raro che in tutto il mondo ne rimangono solo poche decine di esemplari. Pochi e anche choosy, direbbe qualcuno: vivono sulla costa Sud dell’Australia e per l’estate migrano fino in Tasmania, andando a nidificare nel loro angolo di mondo preferito sfidando i pericolosi falconi predatori, le intemperie e fatiche varie. Eppure a loro piace figliare solo lì, non vogliono sentir parlare di ripiegare su una location più pratica… e sono così belli che nessuno osa contraddirli. I panciarancio sono come la rosa incantata della Bella e la Bestia, una meraviglia a orologeria che una volta caduto anche l’ultimo petalo è finita per sempre. O come l’effetto Proust, quei guizzi di memoria involontaria che ci prendono quando qualche odore inatteso ci riporta istantaneamente a tutto un passato dimenticato: fugaci, di inestimabile valore, e che una volta svaniti è probabile che non tornino più.

Per contrastare questo concreto rischio di estinzione, in alcuni parchi faunistici negli ultimi anni sono incominciati programmi di allevamento in cattività, finalizzati alla riproduzione e a un eventuale rilascio in natura. Però non sta funzionando proprio benissimo: i nuovi esemplari, discendendo tutti dalle stesse poche coppie e avendo quindi un patrimonio genetico imperfetto, sono ancora più delicati. Il piccolo panciarancio rimane quindi critically endangered, poverino. In effetti anche le atmosfere dimenticate si possono rievocare tramite un odore solo finché questo è nell’aria… Ma se scompare, il cervello non è in grado di ricostruirselo mentalmente da solo, da zero. Che sia un monito?


IL GERMANO DEL PACIFICO (Pacific Black Duck)

germano del pacifico

Nel mondo faccio parte di due minoranze: quella dei mancini, e quella di coloro che invece di “anatra” dicono “anitra”. La trovo una parola semplicemente stupenda, e la scandisco ad alta voce non appena ne ho occasione, guadagnando immediatamente due punti felicità. Quest’anitra rappresenta in Australia quello che per noi europei è il germano reale, la varietà più comunemente avvistata persino nei laghetti urbani. È la normalità, l’abitudine a cui non si fa più caso, che si dà per scontata. E qui torniamo ai ricordi sopiti e risvegliati, perché un giorno, mentre uno sfacciatissimo germano del pacifico a momenti mi apriva la borsa pur di rimediare del cibo da smozzicare, mi è tornato in mente il nostro germano europeo, scoperchiando il vaso di Pandora dei ricordi. L’avevo rimosso dalla memoria e ora ricompariva così, proprio come ad Andromaque, l’esiliata di Baudelaire, tornava il ricordo del suo mondo precedente, mentre osservava la sua nuova terra straniera. E guarda caso anche la sua poesia si fondava su un pennuto, e parlava di strappo dai propri luoghi, di Parigi e di struggimenti. Mannaggia ai volatili.


LA COCORITA / PERROCHETTO AUSTRALIANO (Budgerigar, detto “Budgie”)

cocorita-perrochetto-australiano
(Pixabay)

Australiano di nascita, questo pappagallino è il più diffuso al mondo tra gli uccellini “da compagnia”. E già qui iniziano le perplessità: come ci siamo permessi di prendere una creatura estremamente sociale, che vive in zone desertiche in gruppi di anche mille esemplari, non poco badass insomma, e mettercene una coppia in casa, magari in una gabbia minuscola? Provate a guardare uno stormo di cocorite selvatiche in volo, non vedrete mai più quelle domestiche con gli stessi occhi. La loro apparizione corale è uno spettacolo maestoso, che mi obbliga a includere un video qui sotto. Nella calura australiana, volteggiano a centinaia in cerca di uno specchio d’acqua, e quando finalmente lo trovano, sono così tante da doversi alternare per atterrare a dissetarsi – anche per non finire predate da qualche dingo! -, il che dà luogo ad evoluzioni sempre nuove mentre si danno il cambio. Sono così veloci che fanno anche venti sorsi d’acqua in un secondo!

La cocorita è stata molto sfruttata per fare da cavia nelle sperimentazioni sugli incroci tra colori. Vi ricordate gli esperimenti di Mendel con le piantine di piselli, per identificare i geni dominanti e recessivi? Gli allevatori amano fare qualcosa di simile con le cocorite, e oggi ne esistono più di trenta mutazioni. Vorrei proprio sapere lei, la cocorita, che opinione ha in proposito!


IL PICCIONE DELLO SPINIFEX (Spinifex Pigeon)

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(Credit: Berichard, via Wikimedia Commons)

Per me è un po’ il cugino esotico del già alquanto esotico piccione crestato (descritto in questa puntata), oppure la versione anticoegizia del suddetto piccione, con i suoi colori accesi, l’occhio imbellettato di matita kajal nera, e quell’ornamento verticale in fronte (che sarebbe una crestina erettile). Ama farsi immortalare di profilo come in un geroglifico, e ha l’aria di chi, non avendo ben capito cosa succede, confida nella venuta di Anubi. Una religiosità zoolatrica, un po’ come la mia. Sedentario, vive in territori aridi vicino alle fonti d’acqua permanenti, come gli antichi egizi lungo il Nilo. Gli manca solo il limo! Ci dicono che è australiano, ma per me è una storia falsa.

Ma da dove viene quel suo nome strano? Spinifex è un’erba cespugliosa dell’Australia centrale, non solo prediletta dal nostro piccione come alimento, ma molto usata oggi (e dagli aborigeni da ben prima di oggi, ci facevano persino la farina) come trattamento contro i disturbi della pelle; si può anche assumere come essenza, per depurarsi (per questo il piccione appare sempre alquanto posato). Con le nanocellulose della Spinifex si producono persino preservativi ultraresistenti!


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VAI ALLE ALTRE PUNTATE DI REAL BADASSES: 🐦

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• Aussie birds (Vol. 1): la gazza australiana, il cacatua, il piccolo pinguino blu, il lorichetto arcobaleno, lo storno triste

Aussie birds (Vol. 2): il kookaburra sghignazzante, la calopsitta, l’ibis, lo scricciolo azzurro splendente, l’emù

Aussie birds (Vol. 3): la rosella, il casuario, la balia ventrerosa, l’uccello lira, il pellicano australiano

Aussie birds (Vol. 4): il cigno nero, l’uccello beccaio pezzato, il piccione crestato, il tacchino di boscaglia australiano, il gufo ululante

Aussie birds (Vol. 5): il giardiniere satinato, la beccaccia di mare orientale, il podargo strigoide, l’oca di Cape Barren, il pinguino imperatore


(Foto di copertina: Pixabay)

Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

40 pensieri riguardo “Real badasses: Aussie birds (Vol. 6)

  • 12 Ottobre 2018 in 01:35
    Permalink

    Bravissima, prosa brillante, video incredibile-spettacolo inimmaginabile, poi c’è da dire anche che l’Australia… non è proprio un posto qualsiasi. Mi colpisce questo abbinamento di stile di vita forse più aggiornato del nostro-qui-locale, ma nel contempo con una natura che ha l’aria di essere libera ancora.
    Interessante, e sempre brava.

    Risposta
    • 12 Ottobre 2018 in 09:46
      Permalink

      Happy che ti sia piaciuto! Ieri pensavo che il mondo è strano, c’è qualcuno là fuori che scrive di ogni cosa possibile e immaginabile, inclusa me che scrivo periodicamente di uccelli strani. Perché? Boh! I meccanismi dell’attenzione e delle passioni sono strani! Comunque se lo stile di vita qui sia più aggiornato non l’ho capito ancora bene. Sono un popolo che ha fatto i soldi molto in fretta e aveva già un modello avviato a cui guardare. Ma c’è anche tanta approssimazione. Il rapporto col territorio per forza di cose è diverso, qui puoi uscire per fare una gita e non tornare più a casa, tutti devono tenerne conto! È una cosa che plasma proprio la mente 😁 E questo mi piace moltissimo!

      Risposta
  • 12 Ottobre 2018 in 04:33
    Permalink

    “e ha l’aria di chi, non avendo ben capito cosa succede, confida nella venuta di Anubi.” : ❤

    (La papera col becco blu: ❤ ❤ -io guadagno punti felicità con la parola “papera”- )

    Risposta
    • 12 Ottobre 2018 in 09:47
      Permalink

      Sìì la papera col blu, l’ho vista recentemente! Che creature assurde! 😊

      Risposta
  • 12 Ottobre 2018 in 19:59
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    Complimenti per la qualità delle fotografie, ma anche dei testi che rendono tutto estremamente piacevole, una sintesi di appunti di viaggio, diario, didascalie, impressioni davvero ben fatta!

    Risposta
    • 12 Ottobre 2018 in 19:27
      Permalink

      Grazie mille, Antonio! Le fotografie non sono ancora tutte mie (e se non lo sono, lo indico), ma piano piano sto facendo incontri e scatti ravvicinati con i miei pennuti preferiti… Sto lavorando affinché questa rubrica contenga foto mie al 100%! 🙂

      Risposta
  • 12 Ottobre 2018 in 23:42
    Permalink

    😂😂😂 non puoi cominciare un post del genere con la pavoncella e paragonarla alla vecchietta di paese che ritira la pensione e chiede di chi sei figlio(qui direbbero a chi appartieni?)!Sto ancora ridendo e il resto del post non sono riuscito a leggerlo con l’attenzione dovuta!😜😂

    Risposta
    • 12 Ottobre 2018 in 22:46
      Permalink

      “A chi appartieni?”, bellissimo! Non l’ho mai sentito 😂 (Comunque il post precedente è sulla depressione, tanto per equilibrare un po’! 😅)

      Risposta
      • 13 Ottobre 2018 in 01:13
        Permalink

        Tipico dei paesini del centro Italia, la famiglia era vista come una appartenenza!
        L’altro post lo avevo letto ma non sapevo cosa dire non sentendomi all’altezza di portare un contributo decente sono stato zitto😬

        Risposta
    • 16 Ottobre 2018 in 17:46
      Permalink

      Ti ringrazio e giro i complimenti ai pennuti! 😊

      Risposta
  • 19 Ottobre 2018 in 21:41
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    Sono tutti bellissimi! Il mio preferito e’ il germano perche’ sono ossessionata dalle papere (passo un sacco di tempo a fotografare Canadian e Egyptian Goose che vivono qui nei dintorni…)

    Risposta
    • 19 Ottobre 2018 in 22:37
      Permalink

      Come darti torto? 🙂 Intendi in Germania? (Ho dato un’occhiata al tuo blog, anche se non molto bene perché sono in giro e da cellulare, ma già lo adoro!)

      Risposta
  • 22 Ottobre 2018 in 01:25
    Permalink

    I tuoi post sono sempre meravigliosi, in ogni loro sfaccettatura. Non riesco a capire perché non mi comoaiono più sul mio reader, mi stavo perdendo questi ultimi

    Risposta
    • 22 Ottobre 2018 in 12:08
      Permalink

      Ti ringrazio tanto ^_^ <3 Anche il mio reader è selettivo, e senza svelarmi il suo criterio! Che mi pare cambi pure con le settimane. Anch'io mi perdo svariate cose. Mah!

      Risposta
      • 22 Ottobre 2018 in 13:18
        Permalink

        Ogni tanto sono costretta a cercarvi uno per uno, ma occorre un sacco di tempo, che peccato! 😔

        Risposta
        • 22 Ottobre 2018 in 14:40
          Permalink

          Temo sia così per tutti! Però non riesco a capire se WordPress lo faccia apposta o se sia una falla. In ogni caso è fastidioso!

          Risposta
            • 22 Ottobre 2018 in 17:50
              Permalink

              Credo che comunque wordpress si basi anche sul mutuo accordo che non è possibile seguire sempre tutto di tutti…

            • 23 Ottobre 2018 in 00:22
              Permalink

              Me lo sono posto il problema, in effetti 1100 persone che postano anche un solo articolo al giorno …

            • 22 Ottobre 2018 in 23:27
              Permalink

              Ussignùr 🙂

  • 22 Ottobre 2018 in 15:50
    Permalink

    Non so, temo di aver perso post fantastici, come si fa a ricordare tutti i follower?

    Risposta
    • 22 Ottobre 2018 in 17:49
      Permalink

      Si riesce solo dal pc. Anche perché a me di un sito piace vedere tutto, l’impaginazione, la grafica, che il reader non permette. Ma inevitabilmente lo si fa meno di quanto si vorrebbe 🙁

      Risposta
      • 22 Ottobre 2018 in 23:20
        Permalink

        E chi ha il tempo di sedersi al computer? Se non avessi il tablet sarei fuori dal mondo. Lo porto ovunque con me e vado leggendo ogni volta che posso

        Risposta
        • 22 Ottobre 2018 in 23:26
          Permalink

          Ma infatti il laptop sta venendo sempre più soppiantato… Se da un lato è comodo e necessario, dall’altro qualche altra cosa si perde! A me il tablet l’hanno rubato insieme alle mutande (nel post sull’echidna). Disagio 😳

          Risposta
  • 23 Ottobre 2018 in 01:18
    Permalink

    Oddio, questo articolo mi fa emettere eccitati gridolini da adolescente rincoglionita!! ❤ ❤ Fantastiche queste palline di piume, così come il tuo modo di presentarle! Il paragone tra la pavoncella mascherata e una vecchina che bracca i “giovini” è azzeccatissimo, ahahah! E l’anticoegizio Piccione Spinifex in attesa della venuta di Anubi?! Lo amo, e lo voglio!!! ❤

    Risposta
    • 23 Ottobre 2018 in 13:33
      Permalink

      Anch’io amo lo Spinifex, ma temo che non lo incontrerò mai a meno che non mi spinga nel deserto! Comunque è stilosissimo! 😀 Sono molto felice che ti piacciano tutti comunque! <3 Io non me ne stanco e ogni tanto devo parlare di qualche nuovo pennuto! :)

      Risposta
  • 31 Ottobre 2018 in 19:32
    Permalink

    complimenti per le foto, non è facile scattare a fuoco gli uccelli, credo sia uno degli animali più diffiicili da prendere. Molto bello anche il testo che le accompagna. Da residente in Australia, mi diverto anche io a fotografare questi uccelli, molti dei quali endemici di questo continente. Ma quanto siamo fortunate, Lucy!

    Risposta
    • 1 Novembre 2018 in 12:34
      Permalink

      Hai ragione! La birdlife è una delle cose che più mi piacciono di questo mondo, esistono creature meravigliose che mi fanno sempre sorridere *_*
      Per questa serie di post ho appena iniziato a fare le foto io invece che prenderle dal web (aspettavo la reflex), è molto più soddisfacente! Piano piano spero di sostituirle tutte con foto mie 🙂

      Risposta
  • 30 Aprile 2019 in 22:02
    Permalink

    Ma povera cocorita!!!! Ha dato la fine del pisello! Che amarezza 😟 non amo molto gli uccelli in generale, anzi non mi piacciono proprio. Non so nemmeno se riuscirei a tenere un canarino in gabbia. Morirebbe tra la sua sporcizia, perché non oserei mettere le mani all’interno. Ecco, fotografarli da lontano forse mi piacerebbe. Da molto lontano.

    Risposta
    • 30 Aprile 2019 in 22:13
      Permalink

      E’ una buona cosa che tu non voglia tenere un canarino in gabbia, dal momento che una cattività del genere è una cosa terribile! Sai, nemmeno a me piacevano particolarmente gli uccelli. Ma stando qui li ho conosciuti meglio potendone ammirare colori e comportamento, e ho scoperto un mondo dolcissimo 🙂

      Risposta
  • 17 Settembre 2019 in 07:53
    Permalink

    Avevo una coppia di cocorite quando ero giovane e le ho date via per la disperazione: due demoni con le piume!

    Risposta
    • 2 Ottobre 2019 in 12:54
      Permalink

      Questo perché le cocorite in Italia sono vittime di un malinteso, vengono vendute così senza informazioni mentre in quanto uccellini sono un impegno serio! 🙁 Non ci credo che fossero demoni però!

      Risposta
  • 17 Settembre 2019 in 09:24
    Permalink

    La storia della vecchietta che chiede la discendenza è fenomenale quando la paragoni al pennuto australiano ahhaa. Nel mio piccolo paesino direbbero : a chi appartieni?. Mi immagino la scena con l’australiano di turno e il pennuto sulla spalla che passa davanti ai vecchietti seduti in piazza ahaha muoio. Comunque i miei preferiti sono la Cocorita e il Pappagallo Panciarancio, no non solo per l nome, ma soprattutto per i colori!

    Risposta
    • 2 Ottobre 2019 in 12:53
      Permalink

      Colori bellissimi eh? 🙂 Poi ho scoperto che la pavoncella fa così perché nidifica a terra, quindi sta sempre sul ciglio della strada per un motivo, ma se non lo sai fa ridere trovarsela lì 😀

      Risposta
  • 17 Settembre 2019 in 13:24
    Permalink

    Il panciarancio mi piace un botto!!
    Tu bravissima come sempre!

    Risposta
    • 2 Ottobre 2019 in 12:51
      Permalink

      Grazie <3

      Risposta

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