STRANGE AUSTRALIA

Real badasses: Aussie birds (Vol. 5)

Buongiorno dal prossimo futuro (otto ore di fuso sono comunque qualcosa, no?) a chi mi legge dall’Europa, buonasera agli italofoni dispersi qui in Australia.

Oggi, per festeggiare quell’inatteso guizzo di gioia dovuto alla mia prima esposizione al sole della novella primavera, tornano i pennuti badass di Down Under! Eccone un’altra valorosa cinquina. 🐦


IL GIARDINIERE SATINATO (Satin Bowerbird)

satin bowerbird

From Pixabay

Se ormai molti umani rimorchiano solo sui siti di incontri senza troppi preamboli, in natura c’è ancora chi fa le cose con metodo (il cui significato segreto, comunque, è noto solo a lui). Mettendo insieme tanti rametti, il bowerbird costruisce con perizia una specie di piccolo pergolato, e poi decora tutto intorno con oggetti che spiccano per due colori: il giallo e il blu. Con l’aumentare dell’età, si concentra sempre più esclusivamente sul blu, tanto che la sua aiuola si tramuta in una bancarella di oggettini blu: fiori blu, piume blu, ma anche oggetti trovati di plastica o di metallo, come tappi di bottiglie, cannucce (il che comunque non vi autorizza a disperderne in giro!)… l’importante è che siano blu. Se sono abbastanza numerosi e abbastanza blu, la femmina gli si concede, memore del jingle d’antan “blu blu blu, mi piaci tu!”. Contenti loro, contenti tutti!


LA BECCACCIA DI MARE ORIENTALE (Australian Pied Oystercatcher)

pied oystercatcher

Credit: Glen Fergus (own photo), Fraser Island, Australia (from Wikimedia Commons)

Dal nome locale, l’oystercatcher sembrerebbe essere un fine estimatore di ostriche; nella realtà, preferisce il risparmio senza qualità alla qualità senza risparmio, e banchetta con il prezioso mollusco solo raramente (voglio vedere voi, a trovarne). Perché sforzarsi, quando il bagnasciuga è pieno di altri frutti di mare? È uno degli uccelli che ho visto per primi, perché vivo vicino al mare e lui è appunto un uccello marino, molto diffuso, amante di conchiglie e crostacei.

Dovrebbe stare simpatico già per il solo fatto di sopportare quotidianamente i molestissimi gabbiani, oltre ai rifiuti che qualche nostro – ahimé – simile evita di buttare nel cestino.

Con il suo lungo becco arancione con cui ravana tra i sassolini, si riconosce da lontano anche senza binocolo, e fa sembrare esperto anche il birdwatcher più in erba: gli basterà avvistare la sua riconoscibile silhouette bianconera ed esclamare “oh, un oystercatcher!” per un effetto assicurato.


IL PODARGO STRIGOIDE (Tawny Frogmouth)

tawny frogmouth

From Pixabay

Tozzo rapace dall’aria scontrosa, spesso confuso con un gufo, il podargo non è però altrettanto abile nel volo e nella caccia, avendo ali e zampe meno sviluppate degli amici gufi, noti predatori e speculatori.

Questo pennuto ha quindi realizzato che senza una particolare prestanza fisica né intellettiva, la tattica migliore non solo per procacciarsi il cibo, ma da adottare come lifestyle integrale, è la mimetizzazione. Vuoi evitare accolli di qualsiasi tipo, ma manchi di indole aggressiva e rifiuti comportamenti intimidatori (arte di cui invece è maestro il kookaburra)? Mimetizzati! Alcuni umani la chiamiamo tecnica del sasso grigio (io ne sono grande fan, funziona!), secondo la quale la strategia più economica per evitare interazioni moleste è, appunto, mostrarsi interessante agli occhi altrui né più né meno di un inutile sasso grigio. Il tawny frogmouth dunque si appollaia sul suo albero, si tramuta in un ramo secco e vive una vita lunga e tranquilla, in legame di indissolubile monogamia con il primo esemplare con cui si accoppia. Innamorati e indisturbati, what else?


L’OCA DI CAPE BARREN (Cape Barren Goose)

oca-di-cape-barren.jpg

Trattasi di un inconfondibile tipo di oca, grossa, grigia e con un sorprendente becco giallo fluo; in questa sua mise si adatta perfettamente alla moda australiana tamarra rimasta immobile agli anni ’90. Se siete fortunati e vi trovate nel sud del continente in inverno, ne vedrete circolare numerose coppie in compagnia dei loro quattro o cinque pulcini, impegnate a spulciare i terreni erbosi alla ricerca di cibo da dissotterrare (gli agricoltori le odiano per questo!).

In particolare, queste oche decorano i pendii – e pure le strade asfaltate – di quel paradiso naturale che è Phillip Island (nel prossimo post!), per la gioia dei numerosi turisti che possono ammirarle nelle casette appositamente costruite per loro in riva al mare.

phillip island oche di cape barren

Ecco, una placida oca di Phillip Island con bungalow personale vista mare rappresenta una più che valida opzione per una futura reincarnazione, nel caso vogliate appuntarvela sulla vostra lista di vite ulteriori da sperimentare.


IL PINGUINO IMPERATORE (c’è il trucco!)

pinguini imperatore

From Pixabay

In quanto residente dell’Antartide, il più grosso tra i pinguini è un po’ australiano, se vogliamo far finta di riconoscere come legittime le rivendicazioni territoriali sul continente ghiacciato avanzate da sette Paesi: Australia, appunto (la prima, per ampiezza di territorio), e poi Argentina, Cile, Regno Unito, Norvegia (che presumo abbia confuso i poli), Nuova Zelanda e Francia (che più di tutti ci crede, vabbè). Insomma, niente passaporto per il pinguinone, ma la consuetudine geopolitica ci spinge a ritenere che abbia pur sempre una nazionalità (o sette, fate voi).

Sospetto che il pinguino imperatore guardi agli altri pinguini sparsi in giro per il mondo alla stregua di quegli italiani che sognano di emigrare ma, non potendo, allora affermano con orgoglio “noi restiamo qui a lottare!”. Chi più di lui, infatti, resiste alle intemperie, al logorio, all’inospitalità, alle condizioni accanitamente avverse? Io dico che farebbe meglio a ripensarci e a fare le valigie (YOLO!); tanto tra un po’ dovrà farle comunque perché, se a noi italiani crollano i ponti, a lui si sta pian piano squagliando casa, tanto vale adattarsi sin da ora. Un tratto caratteriale ammirevole però nobilita il pingue imperatore: a differenza nostra, lui anche nella sfiga mantiene intatta la coesione sociale. Non si è mai visto un pinguino hater o troll, altro che divide et impera. Chapeau!

pinguini imperatore giovane & vecchio

From Pixabay


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VAI ALLE ALTRE PUNTATE DI REAL BADASSES: 🐦

• Aussie birds (Vol. 1): la gazza australiana, il cacatua, il piccolo pinguino blu, il lorichetto arcobaleno, lo storno triste

Aussie birds (Vol. 2): il kookaburra sghignazzante, la calopsitta, l’ibis, lo scricciolo azzurro splendente, l’emù

Aussie birds (Vol. 3): la rosella, il casuario, la balia ventrerosa, l’uccello lira, il pellicano australiano

Aussie birds (Vol. 4): il cigno nero, l’uccello beccaio pezzato, il piccione crestato, il tacchino di boscaglia australiano, il gufo ululante

pinguini disegnati su legno

41 risposte »

  1. Ed eccola la regina degli uccelli australi è tornata!😂👍 Tra questa cinquina voto il primo perché il blu è il mio colore preferito!E poi perché sono sicuro che sarei proprio come lui solo che a differenza sua io incontrerei solo uccellaccce innamorate di tutto ciò che non sia blu!😂😂😂

    • Ahah quanta fiducia! 😄 Più che altro non ti converrebbe proprio essere un uccello, a meno che tu non decida di diventare anche femmina! Gli uccelli maschi fanno una fatica boia! 😵

  2. Io la mattina assomiglio al podargo strigoide.
    Paro paro.
    Sono rimasto affascinato dal post.
    Mi piace conoscere la vita degli animali.
    Il giardiniere satinato pero’ e’ il piu’ artistico.
    Si comporta un po’ come la gazza ladra…
    E’ simpatico

  3. Mi piace come tu acchiappi l’etologia, gli dai due schiaffi e la riconduci alla ragione umana.
    Mi ha colpito il primo: quindi io, come attempato playboy, potrei rimorchiare virando sul blu? Devo pero prima ornitorizzarmi?

  4. Il podargo piace perché sta sulle sue, come gli uomini misteriosi che fai di tutto per accalappiare poi ti annoiano a morte: salta fuori che stavano sempre zitti perché non hanno una fava da dire.

  5. Che serie simpatica! Seguo qualche birdwatcher Aussie e Kiwi e ne vedo sempre delle belle! Animali simili a quelli Europei ma con leggere variazioni…come il tuo Robin. L’Oystercatcher ce l’abbiamo anche in Finlandia: arriva come migratore direttamente dall’Africa, in Italia e’ solo di passaggio. Buon…pomeriggio??

    • Sì, giusto, pomeriggio! 😊 In effetti il mondo è pieno di bestie assurde che a volte si somigliano. Per me occuparmi di quelle di quaggiù è un modo per fare amicizia con la mia nuova casa, ma tutte le creature meritano! Salutami il tuo oystercatcher! Buona giornata a te 😉

    • Awww che carino, grazie! Non li ho mai sentiti cantare, qui sono sempre molto silenziosi! 🙂 Crea un’atmosfera bellissima!

  6. Anche noi abbiamo la beccaccia (piu’ piccola della vostra, credo) e mio marito – che e’ un uccellaro sfegatato – la venera, Ahahah, se la incontra pensa che sia un buon auspicio. XD
    Sono diffidenti quindi abbiamo solo foto da lontano.

    Il Cape Barren penso di averlo visto a Sydney, troppo carino. 🙂

    • Ahah allora saluti all’uccellaro sfegatato, bravo! 😀 Io questa cosa del buon auspicio al passaggio la ho con i carlini. 🙂

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