Il Dingo, Cane Australiano Selvatico Bello e Dannato

Dingo, cane australiano nativo, sdraiato

Lo so, lo so che il dingo, cane australiano rinselvatichito ormai da tempo (anche detto cane nativo), vi piace. Posso capire.

La bellezza del dingo, il cane rinselvatichito nativo d’Australia

Ma io concordo con Lucy: sul più grande carnivoro d’Australia bisogna riflettere un po’ di più. Partiamo dal suo ruolo in natura: il canis lupus dingo, originario del Sud-Est asiatico, è una specie chiave, predatrice ma non preda, e perciò asticella dell’equilibrio della catena alimentare di tutto un ecosistema.

Con le sue orecchie dritte, i suoi calzini bianchi e quel suo bel manto, una pelliccia color crema (con talvolta variazioni verso il bianco o il nero, sempre restando chic), il dingo è una creatura indiscutibilmente distinta, elegante, nobile. L’Achille canino, un semi-dio dal portamento plastico e signorile.

Dingo, cane australiano all'erta
(Pixabay)
Un dingo quasi bianco
Un dingo quasi bianco (Pixabay)

Bello = buono?

Nell’esatto centinaio di animali esotici delle Cento schede a mille lire con cui giocavo da bambina (se non vi ricordate delle lire cosa ci fate qui? uscite a godervi la gioventù), il suddetto canide era il mio preferito. Sembrava lavato e profumato con il Coccolino, lo immaginavo profumato anche nell’animo.

Fu proprio così che caddi in un subdolo errore, perdonabile ai più piccini così come ai popoli antichi, ma da contrastare con ogni mezzo nella moderna vita adulta: credere alla kalokagathìa, la supposizione anticogreca che la perfezione fisica sia specchio di quella morale. Forse funzionava per Achille, ma di certo non per l’uomo contemporaneo, nonostante quello che vogliono farci credere (soprattutto da quando anche Brad Pitt invecchia male e sfarfalla in giro); e di certo non per il dingo.

Dingo, cane australiano sdraiato nella sabbia
Dingo sonnacchioso, ma pur sempre seduttore

Cosa mangia e come caccia il dingo

Per dire: il dingo, tra i vari animali di cui si nutre, preda anche il wombat. Il suo destino su questo blog è segnato.

Ma non occorre essere di parte. Il dingo mangia di tutto, dagli insetti ai bufali. Persino il canguro rosso da novanta chili, inseguendolo in branco finché il povero marsupiale non si sfianca e stramazza. A quel punto, da dietro al primo esemplare inseguitore spuntano i meno stanchi compagni a terminare l’opera; poi tutti a casa per il digestivo.

Tipi di dingo: differenze di aspetto, habitat, prede
A seconda dell’habitat e dell’aspetto, distinguiamo 3 tipi di dingo: alpino, dei tropici e del deserto (Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

Si pensa che sia stato il dingo a far estinguere il tilacino (una piccola tigre australiana scomparsa ufficialmente da alcuni decenni), e a scofanarsi pure gli ultimi diavoli della Tasmania che rimanevano nell’Australia continentale. Di diavoli ne rimangono appunto solo in Tasmania, che è un’isola, ma giusto perché il dingo non sa nuotare – anche se ogni tanto qualche pesce se lo procaccia, dalle rive – e fin lì non ci arriva.

Gli unici fastidi occasionali del dingo sono dati giusto da qualche serpentello dal basso e da qualche rara aquila dall’alto. Niente che lui non sappia gestire con un’alzata di sopracciglio e una perfetta mossa da Discobolo.

Dingo sulla spiaggia che sbadiglia
(Pixabay)

Carattere

Il dingo, che piaccia o no, è un animale opportunista. Recinzioni permettendo, signoreggia come gli pare, ruba e sbrana e poi cambia zona. Si dice persino in giro che mangi i bambini, sebbene dalle sue parti il comunismo non sia mai arrivato.

Nel 1970 fece scalpore in Australia il caso di una bambina scomparsa: la madre disse di aver visto un dingo portargliela via! (Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

Inoltre non brilla per coraggio: preda i più deboli, spesso accerchiandoli, li prende per stanchezza piuttosto che affrontarli direttamente. Tant’è vero che oggi se dite a un australiano che è proprio un dingo, non è che la prenda benissimo.

Il dingo, cane australiano da confinare?

Persino l’uomo, a un certo punto, ha detto basta allo spadroneggiare del dingo e a fine Ottocento ha tirato su lungo tutta l’Australia una mega dingo fence, una recinzione di contenimento più lunga della muraglia cinese. Questo per evitare che i dingo, dal Nord, se ne andassero a divorare liberamente il bestiame del Sud.

Recinzione di contenimento per dingo, mappa australiana
La recinzione anti-dingo è la più lunga del mondo! (Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

E visto che la recinzione funzionava, certi governi hanno pensato bene di farsela anche loro, per umani però, con variante elettrificata o cementificata. ‘Na cosetta da nulla, per dividere i Nord dai Sud e gli Est dagli Ovest sentendosi padroni e potenti. Come quello lì di oggi col parrucchino, cianciando che anche gli spostamenti umani lascino dietro di sé una scia di carcasse di capi d’allevamento. Ma meglio tornare al dingo.

Paradossi della recinzione di contenimento anti-dingo
Paradosso della recinzione anti-dingo: la biodiversità degli animali predati dai dingo sarebbe maggiore nella zona dove questo animale è presente! (Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

Dove vive e dove preda il dingo

Oggigiorno l’habitat umano è così permeante da non lasciare più molto spazio al nostro, che se ne va a spasso indomito nel Nord-Est del continente. Lo si trova in particolare a Fraser Island come special guest, ad ammaliare i turisti con pose degne della Magnum.

Quelli di quest’isola del Queensland sono i dingo di razza più pura: i dingo infatti sono così seduttori che riescono ad accoppiarsi non solo tra loro, ma anche con cani domestici, creando ibridi di difficile identificazione.

Informazioni sul Dingo, cane australiano: dove vederlo, rischi per la specie
(Foto scattata al Lone Pine Koala Sanctuary, Queensland)
Differenza genetica tra dingo e cane
A volte solo il DNA può dirci se un esemplare sia un dingo o un cane. A destra, le differenze (Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

Dingo, cane australiano domestico: sì o no?

Ogni tanto si tenta di addomesticarlo quanto basta per farsi aiutare nella caccia al canguro o all’emù, e bisogna chiederglielo con reverenza. Alcuni padroni di allevamenti ogni tanto provano anche a farne un animale da compagnia adottandolo sul nascere, ma non funziona quasi mai. Infatti dopo un po’ lui se ne scappa in the wild, rinunciando alla pappa pronta e a una vita lunga ma per lui noiosa (vive anche 15 anni in cattività, contro i 5 in libertà). E gli umani, scornati, alla fine si prendono un cane normale, senza mai rivelargli che è solo un ripiego.

Dingo e linguaggio del corpo
(Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

Il dingo e gli Aborigeni

Insomma, nonostante tutto il dingo rimane un animale assai amato e ammirato.

Gli Aborigeni poi lo adorano da sempre, attribuendogli un ruolo di spicco nel Dreaming, la loro religione-mitologia a trasmissione orale. Grazie ai dingo prevedevano la nuova stagione: una cucciolata numerosa annunciava la secca, in cui più figli c’erano e più era probabile che qualcuno sopravvivesse, e viceversa. E questo in effetti aveva una sua utilità. Ma gli Aborigeni sono un caso a parte (e c’erano comunque anche le tribù che invece non si fidavano dei dingo).

Il vero dingo non deve chiedere mai

Ora, domando io: questa atletica bestia godrebbe del medesimo successo nell’immaginario se, a parità di caratteristiche, invece che di un dingo avesse l’aspetto di, mettiamo, un lupoide bruttino e spelacchiato? Io dico di no. E qui torniamo alla kalokagathìa e al suo inganno, e a tutti quei soggetti a cui in virtù della gradevolezza estetica tutto è permesso; che anche quando la fanno un po’ più grossa, si minimizza perché in fondo dai, son ragààzzi.

Dingo che canta "I'm sexy and I kmow it"

Questo lo so bene anche perché ho vissuto sulla mia pelle il cambio di accettazione altrui: quando a Parigi, grazie alla dieta e a un cambio radicale di guardaroba, mi sono trasformata in una leggiadra e avvenente creatura, improvvisamente tutti volevano essere miei amici e mi trattavano più gentilmente. Eppure ero sempre la stessa persona!

Ma io non ho ceduto alle lusinghe e oggi, con lo stesso sospetto, diffido del dingo. Perché non posso amare del tutto qualcuno che non sappia cosa significhi fare uno sforzo, arrabattarsi, vedersela con chi è messo meglio, e soprattutto che non abbia idea di come ci si senta quando “Però dai, ha una brillante personalità”. Capirei se stessimo parlando di una creatura orribile che poi come premio fedeltà viene trasformata in un bellissimo dingo, ma così, troppo bello da troppo tempo, con tutto e tutti ai suoi piedi, no, not in my backyard! Too easy, mate.


(Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2020)

Come tenere i dingo in cattività al meglio, secondo lo Healesville Wildlife Park
Allo Healesville Sanctuary i dingo vengono trattati come dei principi per assicurarne il benessere: sfide stimolanti per trovare il cibo, nuovi odori, nuovi ambienti, addestramento comportamentale, massaggi (!), spazzolate, incontri con i visitatori ed esplorazioni del parco.
Origine del dingo: albero genealogico
Origine: il dingo discende dal lupo indiano, arrivato in Australia 5000 anni fa (Foto scattata allo Healesville Sanctuary, Victoria)

[Ultimo aggiornamento: 23/07/20]


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

69 thoughts on “Il Dingo, Cane Australiano Selvatico Bello e Dannato

      • 8 Maggio 2018 in 05:20
        Permalink

        Eheh cercherei di andare ad accarezzare pure il dingo 😅😂😂😂💕😍

        Rispondi
        • 8 Maggio 2018 in 08:22
          Permalink

          Nooo! 😂 È proprio quello il rischio, lui sembra un cane normale, tu ti fai prendere dall’entusiasmo e lui ti attacca! In certi posti è illegale richiamarli proprio per questo:)

          Rispondi
          • 8 Maggio 2018 in 17:22
            Permalink

            Noo 😂
            Infatti sembra davvero un cane normale, un meticcio di taglia grande! Se non avessi letto avrei pensato che stessi parlando del tuo cane 😂😂😻😅

            Rispondi
            • 8 Maggio 2018 in 17:35
              Permalink

              Ma infatti, so di una diatriba tassonomica, però il dingo è di fatto un tipo di cane, solo che si è re-inselvatichito e ciò è diventato un suo tratto di razza “pura”. Che però esiste sempre meno, per il suo incrociarsi sempre più coi cani normali… finirà che tornerà domestico anche lui, nel caso cambierò qualcosa qua e là nel post e riciclerò le foto! 😀

            • 8 Maggio 2018 in 21:10
              Permalink

              Ahah! Allora è proprio un cane a tutti gli effetti!!
              Se succede puoi raccontare l’evoluzione della cosa 😂😂
              Sarebbe bello se tornasse un cane “normale”, magari sempre in spazi liberi come meriterebbe ogni cane… ma di nuovo amico dell’uomo! 😊

  • 8 Maggio 2018 in 01:57
    Permalink

    Non sto scherzando proprio oggi mi è venuta in mente la kalokagathia e me la ritrovo qui. A parte questa coincidenza di nessuna importanza, anche a me il dingo non sta molto simpatico, probabilmente perché è una specie aliena ma si spaccia per autoctona.

    Rispondi
  • 8 Maggio 2018 in 10:54
    Permalink

    Sei ormai meglio di Piero e Alberto Angela, aspetto le tue puntate con emozione crescente. 😀

    In un santuario di Melbourne (non lo zoo) c’erano i cuccioli e non ho visto differenze con i cani. Sono davvero cicciottopotti!

    Hanno questa nomea di assassini anche per il famoso caso del bambino ucciso dalla madre o da un dingo. Ne fecero un film strappacuore ed una volta in Au mi guardai tutte le interviste di lei.

    Mio parere? Poteva esser stato il Dingo, in effetti!

    I cuccioli però sembravano così innocui… Mmm

    Rispondi
    • 8 Maggio 2018 in 14:35
      Permalink

      Ma davvero c’è il film? Voglio vederlo, ti ricordi il titolo per caso? Ho trovato solo meme, e questa storia mi attrae! 😀
      I cuccioli di dingo non li ho mai visti, saranno ancora più belli e avranno vita ancora più facile, scommetto!
      (Comunque grazie mille, non so perché questi pezzi vengano fuori così, a volte credo solo di star perdendo la lucidità mentale) 😀

      Rispondi
  • 8 Maggio 2018 in 15:54
    Permalink

    “kalokagathìa, la supposizione anticogreca che la perfezione fisica sia specchio di quella morale. Forse funzionava per Achille, ma di certo non per l’uomo contemporaneo, nonostante quello che vogliono farci credere, soprattutto da quando anche Brad Pitt invecchia male e sfarfalla in giro; e di certo non per il dingo. » ahahahahahahahahahahahahahah quanto ho riso1 Accostare la « Kalokagathia » a Brad Pitt…. ahahahahahahahah
    Sei troppo forte!

    Rispondi
    • 8 Maggio 2018 in 15:58
      Permalink

      Ahah ^_^ Beh dai, qualcuno c’è cascato! E questo qualcuno riuscì persino a trascinarmi al cinema a vedere “Vi presento Joe Black”. Ero adolescente ma non ho scordato lo sgomento!

      Rispondi
  • 8 Maggio 2018 in 19:50
    Permalink

    questo canide ha origini Italiane, opportunista, egoista, anaffettivo e forte coi deboli, sì, decisamente, è Italiano.

    Rispondi
  • 9 Maggio 2018 in 07:07
    Permalink

    noooo mi hai aperto gli occhi sul dingo! Oltretutto in maniera provvidenziale perché tra un paio di mesi sarò anche io in Australia e da ostinata seguace dell’ideale della kalokagathìa ero già pronta a fiondarmi ad accarezzarli tutti 😅

    Rispondi
    • 9 Maggio 2018 in 09:53
      Permalink

      E proprio per questo sentivo di dover avvisare! 😀 Potrai comunque ammirare (e in certi casi vezzeggiare) innumerevoli meravigliose creature ^_^

      Rispondi
      • 9 Maggio 2018 in 20:38
        Permalink

        Siiiii io aspetto solo il primo koala! Per non parlare del vombato, a mia sorella avevano portato un vombato pelouche dall’Australia ed è da allora che aspetto di incontrarne uno dal vero 😁

        Rispondi
        • 9 Maggio 2018 in 22:07
          Permalink

          Non so in assoluto, ma nella mia esperienza (per fortuna ancora parziale) i vombati sono ancora più difficili da trovare dei koala! O forse è solo perché qui ne ho fatto il mio animale-mascotte e quindi il karma mi punisce non facendomene incontrare al di fuori dei parchi. Comunque li amerai 😊

          Rispondi
          • 9 Maggio 2018 in 23:11
            Permalink

            Sospettavo che non sarebbe stato facile incontrare le mie creature preferite 😔 Spero almeno di beccare un pink robin che svolazza in giro, per il resto girerò tutti i parchi che troverò sulla mia strada 😋

            Rispondi
            • 13 Maggio 2018 in 00:37
              Permalink

              Avrai un sacco di visioni stupende, ne sono sicura! Se poi incontri un Pink Robin pensami per un secondo, è il mio sogno vederne uno! ^_^

            • 14 Maggio 2018 in 06:13
              Permalink

              Allora speriamo che a luglio e agosto siano belli pimpanti così li vediamo tutte e due 😉

            • 15 Maggio 2018 in 05:40
              Permalink

              Sempre che riesca a evitare di prendermi la rabbia da un Dingo o da qualche altra bestia 😂

            • 15 Maggio 2018 in 13:41
              Permalink

              Posso chiederti in che zona andrai? (Amo fantasticare sui viaggi altrui, oltre che miei :D)

            • 15 Maggio 2018 in 20:46
              Permalink

              A chi lo dici! Passo metà anno a progettare viaggi 🙂
              Ho in mente un itinerario e poi vedrò lì quanto è fattibile, arrivo a Melbourne e giro un po’ la zona, poi costa est fino a Cairns, da lì Uluru e dintorni e poi mi piacerebbe finire verso Darwin, ma è tutto molto nebuloso per il momento 😅
              Tu in che zona stai?

            • 15 Maggio 2018 in 21:02
              Permalink

              Che bel giro! Dai, hai ancora tempo! Hai citato posti che non ho ancora visto, ma se per caso ti servisse sapere qualcosa su Melbourne scrivimi pure, visto che abito qui! 🙂

            • 16 Maggio 2018 in 06:46
              Permalink

              Allora ti contatto di sicuro, grazie!! Melbourne sarà la mia prima tappa e per ora è l’unica che sto organizzando con un po’ più di precisione. Non conosco nessuno che ci viva quindi sfrutterò con piacere le tue conoscenze 🙂

  • 9 Maggio 2018 in 22:44
    Permalink

    Solo tu puoi usare un dingo per parlare di mitologia greca! Bellino dai, bisogna ammetterlo, ma i biondi non mi sono mai piaciuti (Spike di Buffy unica eccezione, e manco era biondo naturale!)

    Rispondi
  • 21 Maggio 2018 in 18:07
    Permalink

    Il.Dingo è un cane rinselvatichito , da noi in Italia sono presenti da non meno di una ventina d’anni soggetti rinselvatichiti, che cacciano in branco, e che sono entrati in conflitto di convivenza con i lupi. Questi soggetti sono da considerarsi una vera e propria evoluzione . Sono opportunisti, cacciano come fanno i lupi, ma non disdegnano nessun’altra possibilità. Ed hanno anche una maggiore capacità di di interagire , insomma sono anche più intelligenti del vecchio lupo e della volpe .
    Ed il.Dingo viene preso come esempio da chi si occupa della cosa. Come cinofilo posso dire di non aver visto sostanziali differenze tra i Dingo e i nostri branchi rinselvatichiti.
    Sono stato diverse volte in Australia, e nonostante quello che si dice di loro , sono incredibilmente invisibili, integrati con l’ambiente, secondi forse solo ai nativi australiani, ho conosciuto una persona che aveva un soggetto di sette anni che si era adattato più che bene alla vita di branco allarargata. Comunque mi sembra che sia ancora vietato addomesticarlo. È un essere per cui provo simpatia e comprensione, avere a che fare con chi giudica le spece animali a seconda della loro attitudine a farsi fotografare non è facile.

    Rispondi
    • 21 Maggio 2018 in 18:34
      Permalink

      Ottimo commento, grazie!! Non sapevo dei soggetti rinselvatichiti in Italia. Sì, è vietato addomesticare il dingo! Per fortuna. Ci manca solo quello 🙂

      Rispondi
      • 21 Maggio 2018 in 19:08
        Permalink

        Tutto questo sempre grazie l’inresponsabilita di chi abbandona gli animali. Gli spagnoli lo fecero con i cavalli, lasciandoli in quel che oggi chiamiamo Stati Uniti , e da lì è nato il Mustang. E credo che sia una delle poche uncurie che ha avuto risvolti positivi..

        Rispondi
        • 21 Maggio 2018 in 22:00
          Permalink

          Che poi se ci pensiamo il concetto stesso dei “risvolti” ha risvolti non del tutto candidi 🙂

          Rispondi
  • 5 Settembre 2018 in 13:51
    Permalink

    Super dingo! Da bambina guardavo un cartone o un telefilm ambientato in Australia e c’ era sempre questo dingo amato-odiato! Forse era Georgie!

    Rispondi
    • 5 Settembre 2018 in 14:02
      Permalink

      Davvero? 🙂 Non ricordo dingo in Georgie ma potrebbero esserci stati benissimo! (Ho colto l’occasione per andare a rileggermi la trama di Georgie, che nostalgia! Era mitico! 😊)

      Rispondi
  • 13 Settembre 2018 in 21:26
    Permalink

    Una specie che estingue un’altra specie mi fa specie.

    Rispondi
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  • 4 Maggio 2019 in 04:17
    Permalink

    Non avevo ancora incontrato qualcuno che parlasse con tanta nonchalance di kalokagathia su un blog e peraltro in tutt’altro contesto! 😂😂😂 Già solo per questo hai vinto. Il paragone tra il dingo e Achille non lo dimenticherò facilmente!

    Rispondi
    • 5 Maggio 2019 in 14:16
      Permalink

      Mi fa molto piacere! ^_^ ;*

      Rispondi
    • 18 Luglio 2020 in 08:05
      Permalink

      Da amante dei cani adoro i dingo e anni fa ho fatto la dogsitter a un cane che era parte dingo… Secondo me molto più dingo che cane!

      Rispondi
      • 20 Luglio 2020 in 11:47
        Permalink

        Che bello la dogsitter 🤩 Mi hai dato una conferma del famoso interbreeding allora!

        Rispondi
  • 17 Luglio 2020 in 18:07
    Permalink

    In pratica il Dingo è la versione cane dei tizi che in genere mi piacciono: belloccio e stronzo ahahahah

    Rispondi
  • 17 Luglio 2020 in 18:36
    Permalink

    A me il dingo ricorda Georgie, il cartone animato strappalacrime dei primi anni ’80. Grazie a quella telenovela ante litteram ho incontrato per la prima volta l’Australia e i suoi animali. Purtroppo hai centrato un punto nodale della nostra società: sei sei bello (in base a canoni rigidamente stabiliti), ti viene praticamente perdonato tutto. E poi ci si lamenta del narcisismo imperante!

    Rispondi
    • 20 Luglio 2020 in 11:50
      Permalink

      Eh, è così sempre 🙃 Telenovela ante-litteram, che definizione perfetta 😄😍

      Rispondi
  • 17 Luglio 2020 in 23:51
    Permalink

    Ho scoperto l’esistenza del dingo negli anni’80 grazie a un cartone animato di Bim Bum Bam: Lucy May. Si era trasferita in Australia con tutta la famiglia e le veniva ripetuto ogni due per tre di stare attenta ai Dingo. Probabilmente gli autori ritenevano che potesse mangiare i bambini.

    Rispondi
    • 20 Luglio 2020 in 11:48
      Permalink

      Eh appunto, anche loro avranno sentito la storiaccia che in quel periodo impazzava! 😄

      Rispondi
  • 20 Luglio 2020 in 15:12
    Permalink

    Io lo trovo elegantissimo e me lo vedo benissimo con il mio Bolt a sradicare tutte le piante in giardino!

    Rispondi
    • 20 Luglio 2020 in 15:13
      Permalink

      Lo vedo bene anch’io a sradicarti le piante, e non puoi nemmeno prendertela!

      Rispondi
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