Uccello Giardiniere, Civetta Ululante e… Badass Birds 5!

Oggi la nostra rubrica ornitologica ospita altri pennuti prodigiosi: l’uccello giardiniere satinato, la civetta ululante, il podargo strigoide, l’oca di Cape Barren e il pinguino imperatore!

Premessa. Perché un uccello giardiniere o una civetta ululante sono interessanti?

Perché sono australiani, e in quanto tali pazzi e imprevedibili! Scoprirete da voi quali sono i loro talenti, parola di chi scrive dal futuro (8 ore di fuso in più rispetto all’Europa sono comunque qualcosa, no?)!

Inoltre oggi vorrei festeggiare quell’inatteso guizzo di gioia dovuto alla mia prima esposizione al sole della novella primavera. Perciò parlerò di cose che amo. Iniziamo!🐦

L’uccello giardiniere satinato

Uccello giardiniere satinato nel pergolato
(Pixabay)

Se ormai molti umani rimorchiano solo sui siti di incontri senza troppi preamboli, in natura c’è ancora chi fa le cose con metodo. L’uccello giardiniere esiste in tante varietà, sia in Australia che nella vicina Nuova Guinea, ma qui ci concentreremo su una di quelle più comuni: il giardiniere satinato (satin bowerbird).

Mettendo insieme tanti rametti, questo ingegnoso animale costruisce con perizia una specie di piccolo pergolato, e poi decora tutto intorno con oggetti che spiccano per un solo colore: il blu. Con il tempo, la sua aiuola si tramuta quindi in una bancarella di oggettini blu: fiori blu, piume blu, ma anche oggetti trovati di plastica o di metallo, come tappi di bottiglie, cannucce (il che comunque non vi autorizza a disperderne in giro!)… L’importante, se non fosse chiaro, è che siano blu. Se sono abbastanza numerosi e abbastanza blu, la femmina si avvicina al nido, incuriosita, posandosi sul pergolato ed esaminandolo; al che, il giardiniere satinato si esibisce in un balletto e in vocalizzi, per dar prova di non puntare tutto soltanto sulle cose materiali.

Se non ci sono imprevisti, allora lei gli si concede, memore del jingle d’antan “Blu blu blu, mi piaci tu!”. Contenti loro, contenti tutti! Ma è anche possibile che qualche altro maschio arrivi a sabotare il pergolato faticosamente costruito. Sono frequenti i giardinieri che si rubano gli attrezzi blu tra loro!

La civetta ululante

Civetta ululante
Foto tratta da Wild Ambience, sulla cui pagina è possibile ascoltare il richiamo della civetta!

In inglese questo pennuto è noto come barking owl, la civetta che abbaia: non è un modo di dire! La civetta ululante abbaia davvero, fa woof-woof, l’ho sentito con le mie orecchie. E pare che quando non abbaia, faccia un verso che si direbbe l’urlo di una donna seviziata, e infatti è anche detta the screaming lady (ma questo suono, molto più raro, per fortuna non l’ho sentito con le mie orecchie). Ah, l’Australia! Gli Aborigeni credevano che quel suo richiamo appartenesse al Bunyip, il mostro gigante di cui parlavo qui.

Ma… Gufo o civetta? La domanda è legittima perché owl in inglese indica entrambi gli animali. Questo però non ha i tipici ciuffi che partono dagli occhi, propri solo dei gufi; perciò si tratta di una civetta.

La nostra civetta ululante ha l’iride giallo ed è incredibilmente espressiva: quando vi nota fa un sacco di facce distorte e inquietanti, contro l’immaginario tradizionale che vede questo animale come un’enigmatica Sfinge degli uccelli. Quando ci siamo osservati, in un parco faunistico, non ho capito se si sentisse Jim Carrey o se la stesse cogliendo un infarto.

Civetta ululante

La civetta ululante nidifica nelle cavità dei tronchi di alberi non meno antichi di 150-200 anni, il che sta diventando un problema, perché tra un incendio e una deforestazione non ne rimangono più molte, e scarseggia pure il loro cibo.

La civetta ululante comunque mangia tutto ciò che come dimensioni va dalla sua taglia in giù. Ergo, occhio alle vacanze in Australia con bambini di pochi mesi! In qualunque caso, lei farà sempre woof-woof, e il suo compagno accorrerà per cena, qualunque sia il menù, con un più baritonale eppur delicato wooof, wooof di riconoscenza.

Astuto come l’uccello giardiniere: il podargo strigoide

Podargo strigoide
(Pixabay)

Tozzo rapace dall’aria scontrosa, spesso confuso con un gufo, il podargo strigoide (tawny frogmouth) non è però altrettanto abile nel volo e nella caccia. Possiede infatti ali e zampe meno sviluppate degli amici gufi, noti predatori e speculatori.

Questo pennuto ha realizzato che senza una particolare prestanza fisica né intellettiva, la tattica migliore non solo per procacciarsi il cibo, ma da adottare come stile di vita integrale, è la mimetizzazione.

Vuoi evitare accolli di qualsiasi tipo, ma manchi di indole aggressiva e rifiuti comportamenti intimidatori (arte di cui invece è maestro il kookaburra)? Mimetizzati! Alcuni umani la chiamiamo tecnica del sasso grigio (io ne sono grande fan, funziona!), secondo la quale la strategia più economica per evitare interazioni moleste è, appunto, mostrarsi interessante agli occhi altrui né più né meno di un inutile sasso grigio. Il podargo strigoide dunque si appollaia sul suo albero, si tramuta in un ramo secco e vive una vita lunga e tranquilla, in legame di indissolubile monogamia con il primo esemplare con cui si accoppia. Innamorati e indisturbati, what else?

L’oca di Cape Barren

Oca di Cape Barren con pulcini

Con l’oca di Cape Barren abbiamo un inconfondibile tipo di oca, grossa, grigia e con un sorprendente becco giallo fluo; in questa sua mise si adatta perfettamente alla moda australiana tamarra rimasta immobile agli anni ’90.

Se siete fortunati e vi trovate nel Sud del continente in inverno, ne vedrete circolare numerose coppie in compagnia dei loro quattro o cinque pulcini, impegnate a spulciare i terreni erbosi alla ricerca di cibo da dissotterrare. Gli agricoltori le odiano per questo!

In particolare, queste oche decorano i pendii – e pure le strade asfaltate – di quel paradiso naturale che è Phillip Island (il mio reportage qui!), per la gioia dei numerosi turisti che possono ammirarle nelle casette appositamente costruite per loro in riva al mare.

Phillip Island: casetta per l'oca di Cape Barren, in riva al mare

Ecco, una placida oca di Phillip Island con bungalow personale vista mare rappresenta una più che valida opzione per una futura reincarnazione. Nel caso vogliate appuntarvela sulla vostra lista di vite ulteriori da sperimentare.

Il pinguino imperatore (c’è il trucco!)

pinguini imperatore
(Pixabay)

In quanto residente dell’Antartide, il più grosso tra i pinguini è un po’ australiano, se vogliamo far finta di riconoscere come legittime le rivendicazioni territoriali sul continente ghiacciato avanzate da sette Paesi: Australia, appunto (la prima, per ampiezza di territorio), e poi Argentina, Cile, Regno Unito, Norvegia (che presumo abbia confuso i poli), Nuova Zelanda e Francia (che più di tutti ci crede, vabbè). Insomma, niente passaporto per il pinguinone, ma la consuetudine geopolitica ci spinge a ritenere che abbia pur sempre una nazionalità (o sette, fate voi).

Sospetto che il pinguino imperatore guardi agli altri pinguini sparsi in giro per il mondo alla stregua di quegli italiani che sognano di emigrare ma, non potendo, allora affermano con orgoglio “Noi restiamo qui a lottare!”. Chi più di lui, infatti, resiste alle intemperie, al logorio, all’inospitalità, alle condizioni accanitamente avverse? Io dico che farebbe meglio a ripensarci e a fare le valigie, che si vive una volta sola; tanto tra un po’ dovrà farle comunque perché, se a noi italiani crollano i ponti, a lui si sta pian piano squagliando casa, tanto vale adattarsi sin da ora. Un tratto caratteriale ammirevole però nobilita il pingue imperatore: a differenza nostra, lui anche nella sfiga mantiene intatta la coesione sociale. Non si è mai visto un pinguino hater o troll, altro che divide et impera. Chapeau!

pinguini imperatore giovane e vecchio
(Pixabay)

VAI ALLE ALTRE PUNTATE DI REAL BADASSES! 🐦

• Vol. 1l’inizio: la gazza australiana, il cacatua ciuffo giallo, il piccolo pinguino blu, il lorichetto arcobaleno, lo storno triste.

• Vol. 2: l’emù, il kookaburra sghignazzante, lo scricciolo azzurro splendente, l’ibis, la calopsitta.

• Vol. 3: l’uccello lira, il casuario del Sud, la rosella, la balia ventrerosa, il pellicano australiano.

• Vol. 4: la beccaccia di mare orientale, il cigno nero, l’uccello beccaio pezzato, il tacchino di boscaglia australiano, il piccione crestato.

• Vol. 6: la pavoncella mascherata, il pappagallo panciarancio, il germano del pacifico, lacocorita, il piccione dello spinifex.

• Vol. 7speciale pappagalli: il pappagallo ecletto, il pappagallo re australiano, il pappagallo della Principessa Alessandra.

pinguini disegnati su legno

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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

41 thoughts on “Uccello Giardiniere, Civetta Ululante e… Badass Birds 5!

    • 6 Settembre 2018 in 01:20
      Permalink

      Anch’io, ma lui mi sa che non vuole! 🤔

      Rispondi
  • 6 Settembre 2018 in 01:43
    Permalink

    Ed eccola la regina degli uccelli australi è tornata!😂👍 Tra questa cinquina voto il primo perché il blu è il mio colore preferito!E poi perché sono sicuro che sarei proprio come lui solo che a differenza sua io incontrerei solo uccellaccce innamorate di tutto ciò che non sia blu!😂😂😂

    Rispondi
    • 6 Settembre 2018 in 01:49
      Permalink

      Ahah quanta fiducia! 😄 Più che altro non ti converrebbe proprio essere un uccello, a meno che tu non decida di diventare anche femmina! Gli uccelli maschi fanno una fatica boia! 😵

      Rispondi
      • 6 Settembre 2018 in 01:58
        Permalink

        😂😂😂 e questa mi sa che è una cosa comune un po’a tutte le specie!

        Rispondi
        • 6 Settembre 2018 in 02:21
          Permalink

          A loro va anche peggio! Però secondo me nel confronto pennuti-umani le femmine ci guadagnano ancora di più: possono benissimo uscire struccate, niente parrucchiere, niente vestiti trendy, scialbe e trasandate, ma sempre e comunque corteggiatissime! 😎

          Rispondi
          • 6 Settembre 2018 in 04:12
            Permalink

            Ahahah è verissimo e per di più non hanno nemmeno il problema della linea!😂

            Rispondi
            • 6 Settembre 2018 in 04:32
              Permalink

              Capito?!?😃😎

            • 6 Settembre 2018 in 05:58
              Permalink

              Capitissimo!😂

    • 6 Settembre 2018 in 02:21
      Permalink

      Ahah grazie Guido 🙏😅

      Rispondi
  • 6 Settembre 2018 in 03:30
    Permalink

    Io la mattina assomiglio al podargo strigoide.
    Paro paro.
    Sono rimasto affascinato dal post.
    Mi piace conoscere la vita degli animali.
    Il giardiniere satinato pero’ e’ il piu’ artistico.
    Si comporta un po’ come la gazza ladra…
    E’ simpatico

    Rispondi
    • 6 Settembre 2018 in 03:40
      Permalink

      Anche a me piace molto il podargo, da queste parti è molto amato! 🙂 Io la mattina assomiglio al pinguino imperatore: rimango immobile cercando di resistere 😅

      Rispondi
      • 6 Settembre 2018 in 03:58
        Permalink

        Anche io.
        Ho una sorta di paresi.
        Poi mi sveglio sempre con un arto addormentato.
        Ci metto 8 minuti per risvegliarlo.
        Dormo molto storto.
        Comunque anche il pinguino imperatore non e’ male*
        : )

        Rispondi
        • 6 Settembre 2018 in 16:53
          Permalink

          È un badass, altroché!
          8 minuti come la luce del sole per arrivare fino a noi. Non male 😊

          Rispondi
          • 6 Settembre 2018 in 17:21
            Permalink

            Ahahah Pinguino rules

            Rispondi
  • 6 Settembre 2018 in 06:48
    Permalink

    Mi piace come tu acchiappi l’etologia, gli dai due schiaffi e la riconduci alla ragione umana.
    Mi ha colpito il primo: quindi io, come attempato playboy, potrei rimorchiare virando sul blu? Devo pero prima ornitorizzarmi?

    Rispondi
    • 6 Settembre 2018 in 17:01
      Permalink

      Secondo me in quanto maschio non ti conviene a priori ornitorizzarti! 😃

      Rispondi
  • 6 Settembre 2018 in 07:25
    Permalink

    Certo che sono davvero particolari! Ma quello che raccoglie cose blu lì batte tutti!

    Rispondi
    • 6 Settembre 2018 in 16:54
      Permalink

      Vero?? È assurdo!! Ho visto un sacco di foto (mai dal vivo purtroppo) in cui si circonda di roba blu 😃

      Rispondi
  • 6 Settembre 2018 in 08:18
    Permalink

    Il podargo piace perché sta sulle sue, come gli uomini misteriosi che fai di tutto per accalappiare poi ti annoiano a morte: salta fuori che stavano sempre zitti perché non hanno una fava da dire.

    Rispondi
    • 10 Settembre 2018 in 01:10
      Permalink

      Terribili! 😀 Per fortuna il podargo è monogamo, quindi non c’è alto rischio di farsene accalappiare!

      Rispondi
      • 10 Settembre 2018 in 01:13
        Permalink

        Ce ne fosse uno single, vai tranquilla che lo beccherei io. MATEMATICO.

        Rispondi
        • 10 Settembre 2018 in 01:16
          Permalink

          Ma no dai! Con tutti i vantaggi dell’essere femmine nel mondo degli uccelli, proprio il podargo bisogna beccare? 😀

          Rispondi
          • 10 Settembre 2018 in 01:42
            Permalink

            Forse dovevo nascere uccello, anziché *inserire battuta scontata sul membro maschile*

            Rispondi
            • 10 Settembre 2018 in 01:52
              Permalink

              Ahah rido di gusto 😀

            • 10 Settembre 2018 in 01:58
              Permalink

              Dai, nella prossima cinquina troverò qualche pennuto dal comportamento esemplare 😀

            • 10 Settembre 2018 in 02:02
              Permalink

              Mmm, quelli forse non sono monogami 🤔

  • 6 Settembre 2018 in 17:31
    Permalink

    Che serie simpatica! Seguo qualche birdwatcher Aussie e Kiwi e ne vedo sempre delle belle! Animali simili a quelli Europei ma con leggere variazioni…come il tuo Robin. L’Oystercatcher ce l’abbiamo anche in Finlandia: arriva come migratore direttamente dall’Africa, in Italia e’ solo di passaggio. Buon…pomeriggio??

    Rispondi
    • 6 Settembre 2018 in 17:35
      Permalink

      Sì, giusto, pomeriggio! 😊 In effetti il mondo è pieno di bestie assurde che a volte si somigliano. Per me occuparmi di quelle di quaggiù è un modo per fare amicizia con la mia nuova casa, ma tutte le creature meritano! Salutami il tuo oystercatcher! Buona giornata a te 😉

      Rispondi
  • 6 Settembre 2018 in 20:54
    Permalink

    Uno dei miei uccelli preferiti è l’Austernfischer, parente crucco dell’Oystercatcher! 🙂 Ghiottissimo di vermi nel Watt, canta tantissimo e con un fare insistente, creando un sottofondo perfetto per il panorama infinito, esotico e meraviglioso (almeno per me!) del Wattenmeer. https://www.youtube.com/watch?v=8pzK1A8olRU

    Rispondi
    • 6 Settembre 2018 in 21:35
      Permalink

      Awww che carino, grazie! Non li ho mai sentiti cantare, qui sono sempre molto silenziosi! 🙂 Crea un’atmosfera bellissima!

      Rispondi
  • 7 Settembre 2018 in 03:14
    Permalink

    Anche noi abbiamo la beccaccia (piu’ piccola della vostra, credo) e mio marito – che e’ un uccellaro sfegatato – la venera, Ahahah, se la incontra pensa che sia un buon auspicio. XD
    Sono diffidenti quindi abbiamo solo foto da lontano.

    Il Cape Barren penso di averlo visto a Sydney, troppo carino. 🙂

    Rispondi
    • 8 Settembre 2018 in 10:39
      Permalink

      Ahah allora saluti all’uccellaro sfegatato, bravo! 😀 Io questa cosa del buon auspicio al passaggio la ho con i carlini. 🙂

      Rispondi
    • 8 Settembre 2018 in 10:37
      Permalink

      Grazie! ^_^ Il pinguinone è davvero fantastico, anche se non vorrei mai essere lui! 😀

      Rispondi
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