Ma il koala lo sa cos’è il drop bear?

Un koala giovane sui rami
From Pixabay

Perché il koala rende il nostro mondo migliore

Welcome! L’umano che capitasse su questo post, oltre all’influsso benefico degli effluvi di eucalipto, troverà informazioni utili (e facts inutili, ma prodigiosi) su:

    • tutto sul meraviglioso fascolarto cinereo, spiegato bene
    • come si diventa una koalara
    • come instillare il terrore del drop bear nei vostri nemici diretti in Australia
    • celebrities: koala famosi!

Intro – Chi è la koalara?

Sapete tutti cos’è una gattara. Invece, la koalara (esiste anche il koalaro, ma io e Lucy, il vombato patrono di questo blog, siamo femmine e di parte) è colei che da quando vive in Australia ammorba incessantemente i propri amici e conoscenti con aneddoti e curiosità sui koala. E cioè sarei io. Piacere.

A mia discolpa dirò: come si fa a non amare a priori delle bestiole chiamate anche orsetti koala (la traduzione più quotata della denominazione inglese koala bear la quale, benché erronea e non scientifica, ha attecchito nell’uso comune locale)? Come si può?

Ma ci avete mai provato a pronunciare “orsetti koala”? Fatelo, e sentirete il vostro tasso glicemico aumentare vertiginosamente all’istante, le endorfine sprigionarsi. Donne, provate a farlo ripetutamente in premestruo. Cercate di non piangere. Ed è tutto gratis, amiche, gratis! Prego 😉

Mamma koala con cucciolo in groppa
From Pixabay

 

Perfezione del koala – Perché onorarlo?

Ho deciso di riunire le info più adorabili riguardanti questa icona australiana, in modo che possiate comodamente indottrinarvici per poi raccontarne a ogni amica dall’umore inconsolabile, o a chiunque vogliate stupire con le stramberie di Down Under. Ma anche e soprattutto a tutti coloro che ancora necessitassero di evidenze sul fatto che il koala è la creatura più magnifica dell’universo; che dovrebbe sedere su un trono fatto di tronco di eucalipto, al centro dei nove cieli concentrici danteschi, cinto da una candida rosa di beati marsupiali; e che la sua visione dovrebbe suscitare lo stesso effetto trascendente che fece al sommo Vate la visione della Santissima Trinità. Perché il koala non lo sa, ma con la sua esistenza ci nobilita tutti, move il sole e l’altre stelle. Vediamo come.

Cos’è un koala, e cosa fa?

È un marsupiale arrampicatore dal doppio pollice opponibile, che vive nelle regioni dell’Est e del Sud dell’Australia (quindi non in tutto il continente!). Ha le impronte digitali, unico animale oltre ai primati. Mangia e dorme.

È l’animale perfetto, e lo amerete anche voi, lo so.

Mappa della distribuzione dei koala in Australia
From Australia Koala Foundation
Le zampe del koala con il doppio pollice opponibile - disegno
From Tilligerry Habitat

Cosa significa “koala”?

La parola, in un’antica lingua aborigena, significa “no water”. Il koala non beve, trae l’acqua direttamente dalle spesse foglie di eucalipto, suo cibo esclusivo. Questa almeno è la teoria; la pratica è che, col caldo sempre più intollerabile che ci ritroviamo di anno in anno, esiste tutta una sezione di Youtube (ma finché si tratta di Youtube e non di Youporn va ancora bene) dedicata a ciclisti che incontrano koala sulla loro strada e li abbeverano delicatamente dalla loro bottiglietta d’acqua. Gli orsetti la prosciugano accuratamente, evitando così di crepare di sete.

A questo proposito, parliamo subito delle emergenze:

Come aiutare un koala?

In generale, per chi abita abbastanza lontano dai centri urbani perché ci sia abbondanza di fauna selvatica (quindi non poi così distante dai grossi agglomerati: qui a Melbourne gli opossum scorrazzano in centro città!), d’estate è buona norma lasciare fuori casa una ciotola piena d’acqua fresca. Messa in bella vista, servirà a dissetare l’occasionale creatura che passi di lì, o che vi sia spinta appositamente in cerca di idratazione. Ma ancora più importante: non lasciate i cani liberi in zona koala!

Rischi dei koala

Gli attacchi da parte dei cani e del bestiame sono per loro tra le principali cause di morte. Le altre consistono nel permissivismo umano relativamente al disboscamento (@#&§%!!!), nelle automobili (ricordate: se vedete un koala steso sul ciglio della strada, benché per lui sia troppo tardi, fermatevi a controllare che non porti nel marsupio un cucciolo, che può essere salvato!), e nella clamidia. Già, perché le malattie toccano anche a loro. Si trasmettono la clamidia esattamente come gli umani, anzi di più: possono infettarsi fino a morirne. Mestizia.

Un koala malato con gli occhi rossi che viene visitato
From Australian Koala Foundation

Spesso si beccano la congiuntivite come conseguenza dello stress di un trauma (se magari la loro mamma è stata investita, o la loro casa demolita da una ruspa), o di un’altro malanno o ferita concomitante. In questi casi, alcuni koala ne ricavano occhi talmente rossi e iniettati di sangue da instillare qualche sospetto su una possibile esistenza reale del famigerato Drop Bear.

Attenti al Drop Bear!

drop-bear-meme-il-koala-non-ha-le-zanne
Web image

I Drop Bears, una di quelle leggende metropolitane australiane create per spaventare bambini e backpackers stranieri appena arrivati, sarebbero un po’ come i vampiri rispetto agli umani: e cioè una particolare specie di koala dai canini aguzzi alla Dracula, servitori del Male. Attaccano gli umani al loro passaggio nel bush, lanciandosi su di loro nel buio, emettendo un verso terrificante. Che burloni questi australiani!

Confesso di averci creduto, la prima volta che ne ho letto, per qualcosa come dieci o venti buoni secondi, prima di rinsavire con un sospiro di sollievo (perché se credevo al Drop Bear, alla successiva lettura di una fake news cosa mi avrebbe protetta dalle scie chimiche?). Comunque.

Le cose brutte le abbiamo dette. Adesso le cose medie, prima di arrivare a quelle belle.

Come vive il koala?

Il koala è l’unico animale in natura il cui cervello, secondo alcuni studi, pare essersi involuto invece di evolversi. E perché mai dovrebbe evolversi? È già perfetto così, a basso consumo energetico, classe A+. Mangia le sue foglioline, che risultano tossiche a tutti gli altri animali, dunque non ruba il cibo a nessuno e non deve competere; non inquina, anche perché il profumo di eucalipto, un repellente naturale, lo rende tra le bestie più pulite in natura. Persino la sua cacca odora di eucalipto, e posso garantirlo perché ho avuto diversi incontri ravvicinati con loro, nonché uno ravvicinatissimo.

Le foglie sono impegnative da masticare ma ancor di più da digerire, e nemmeno troppo nutrienti, quindi ne servono moltissime; e per avere l’energia per smaltirle il koala ha bisogno di dormire intorno alle diociotto-venti ore al giorno, sempre sugli alberi, perfettamente incastonato tra due o più rami e tutto appallottolato.

Tre koala che dormono appallottolati sui rami
From Pixabay

Le poche ore in cui sta sveglio sono generalmente notturne; di giorno al massimo si riscuote un attimo per darsi una grattatina o fare uno spuntino, tanto deve solo allungare il braccio.

I sanctuaries

Un koala in alto, sul suo albero, è sinonimo di salute. Se invece ne incontrate uno a terra, che sembra sedere fermo e interdetto, oppure arrampicato su un qualunque oggetto verticale che però non sia un albero (pali della luce e simili) significa che ha bisogno di aiuto, perché si è perso, o ha sete, o è malato. Conviene allora googlare il numero di qualche rifugio (wildlife sanctuary) locale e segnalare l’animale. Questi centri si basano su una fitta rete di volontari, per cui tendenzialmente ci sarà qualche anima pia che risiede nella zona in cui vi trovate e che acconsentirà a passare a recuperare la creatura per portarla a fare un check-up completo da un veterinario, o magari proprio in una struttura specializzata in koala.

clinica per koala

Apprendimento. Il koala può imparare?

Una cosa buffa è che con quel suo cervellino piatto (lo è molto di più rispetto a quello degli altri marsupiali), al koala riesce difficile apprendere nuovi comportamenti. Se ad esempio in un sanctuary gli vengono servite delle foglie singole di eucalipto, pur freschissime, lui non capirà che può mangiarle e le ignorerà, a costo di morire di fame.

Allo stesso modo in cui l’orsetto lavatore ha bisogno di lavare cose, infatti, l’orsetto koala deve avere a disposizione tutto il ramo con le foglie ancora attaccate, per quel meccanismo innato che lo porta ad afferrarle, annusarle, decidere se quella specifica varietà è di suo gradimento, e solo allora addentarle. È per questo che negli zoo si vedono i guardiani entrare nei recinti alle ore pasti portando interi rami frondosi.

Rispondo in anticipo alla vostra domanda: no, non si può addestrare un koala! Impossibile. Non sarà mai domestico né addomesticabile. E meno male!

Un giovane koala che annusa foglie di eucalipto
From Pixabay

Veniamo dunque alle cose belle.

Una l’abbiamo appena detta: è uno dei motivi per cui il koala è l’animale ideale, e cioè che vive immerso nel cibo, deve solo coglierlo. Sarei pronta a firmare oggi stesso per una cosa del genere.

Differenze tra i koala

Vediamo un po’ la fantomatica teoria del gender (qualcuno poi ha mai capito cosa sia o dove la si trovi?).

Il maschio:
Un koala maschio bagnato
From Pixabay

È più grosso, ha l’aria un po’ meno acuta (#sorrynotsorry) e una grossa fessura marrone verticale sul petto, che sarebbe una ghiandola ormonale. Vedrete quindi certi maschi sfregarsi il petto contro l’albero, per la stessa ragione con cui i cani ci fanno la pipì sopra. La grandezza della loro ghiandola è un po’ com’è per gli uomini… sì, quello, e ci dà anche un’idea della loro età.

La femmina:
Koala femmina adulta
From Pixabay

Ha il musino più affinato e il petto bianco bianco, soffice, che sembra fatto apposta per farci i grattini (e invece col cavolo che potete farglieli, a meno che non siate una zookeeper che la conosce da tempo); e l’aria di chi ha sempre tutto chiaro (e pure quando non le è chiaro, le è chiaro che non serve aver chiaro. Chiaro?).

Aspetto:

I koala del nord sono più piccoli, chiari e aggraziati, mentre quelli del sud, giustamente, sono più grossi, pelosi e scuri, dal grigio tendono al marrone. In pratica, il corrispettivo locale, rispettivamente, dei finlandesi e dei calabresi.

Ciascuno possiede un motivo unico sul naso, spesso fatto di nero misto eventualmente a macchioline rosa, che possono aiutare a identificare who’s who. E tutti hanno il didietro di un bianco sporco, un po’ sfilacciato, simile a una nuvoletta, per questioni di mimetismo: se guardati dal basso, si confondono con il cielo (nel caso in cui qualche malintenzionato decidesse di predarli da terra, che con questi chiari di luna, signora mia!).

Inoltre il sedere del koala è duro, cartilaginoso, per far sì che non gli si addormentino le natiche a furia di star seduto tra i rami.

Un koala col pattern di macchioline rosa sul naso
From Pexels

 

Incontri-scontri tra koala

Una delle cose più strane che possano capitare è assistere alla lotta di due esemplari: se maschi, per il diritto di avvicinarsi alle femmine (solo per l’accoppiamento, poi ognuno a casa propria), oppure, indipendentemente dal loro sesso, per scegliere per primi su quale eucalipto insediarsi.

I rami infatti sono come le stanze di una casa, che nel suo intero è formata da più alberi vicini. Ogni tanto il koala si sporge da uno all’altro, e con un insospettabile balzo rapido e un “pic!” ben calibrato si sposta dal letto al divano.

Nessuno se lo aspetta, ma questi animaletti così sonnolenti, teneri e coccolosi a vedersi, al momento della lotta sfoderano una feroce aggressività. Si azzuffano e si accapigliano rantolando ai piedi di un tronco, avvinghiandosi insieme a formare un’unica pallotta rotolante, producendosi in versi raccapriccianti.

Vincitori e vinti… stanchezza permettendo

Chi vince sale sull’albero e grugnisce trionfante sfregandoci il petto per marcarlo; lo sconfitto rimane a struggersi a terra e piange, stridendo, e con la coda (virtuale) bassa cambia zona. I grossi artigli grazie a cui riescono a stare perennemente attaccati alla corteccia tornano quindi utili ai koala anche per la rissa!

Ma ci sono anche volte in cui, pur pieni di testosterone, sono semplicemente troppo stanchi e svogliati per combattere. Allora se ne restano fermi immobili, perplessi, guardandosi male, facendosi giusto “Meeehh!” nella speranza di scoraggiarsi a vicenda con al limite un paio di manate intimidatorie, e infatti non succede niente, finché, stufi, smettono la lite così come l’avevano iniziata. Problem solved.

Cuccioli di koala

baby-koala.jpg

I cuccioli (joeys), alla nascita non più grandi di un fagiolino, passano i primi otto-nove mesi nel marsupio, succhiando il latte da una delle due tettine della madre e nutrendosi di una sostanza derivata dalle sue feci (!), la pap, una sbobba piena di enzimi e sostanze nutritive che abitua l’organismo alle tossine delle foglie.

Passato questo periodo, escono dal comfort marsupiale e si posizionano ben saldi sul dorso della madre per qualche altro mese, osservando il mondo e imparando, per poi diventare autonomi. Le sfide allora riguarderanno l’ottenere il permesso per farsi fare il piercing, e non cadere nel tunnel dei Drop Bears.

Koala e vombati

Qual è l’animale più strettamente imparentato con il koala? Lucy, il wombat!

Come e dove trovare i koala?

I nostri marsupiali si possono incontrare sia viaggiando da soli e in autonomia, sia durante una visita guidata. In questo post ho raccontato com’è andata la mia prima volta da sola (indizio: ho trasceso! ❤).

Per chi li cerca con un tour guidato, può sorprendere sapere che in certe compagnie, la prima guida del giorno che individua su quali alberi si trovino i vari koala ne comunica la posizione alle altre guide tramite GPS, cosicché anche i gruppi successivi possano localizzarli senza troppo sforzo. Questo perché gli esemplari sono sempre meno numerosi, tanto che se ci si fa un giro nel bush in certe zone, o si dispone di guida riuscendo a trovarne rapidamente un primo e dopodiché alcuni suoi amici, oppure probabilmente ci si dovrà attaccare all’eucalipto.

La sagoma di un koala da lontano sui rami di eucalipto
From Pixabay

Quanto costa un koala?

Costare?!? Ne vorreste comprare uno? Ma se il koala è l’unico dei principali animali iconici australiani a non essere nemmeno raffigurato sulle monete. Sui dollari locali ci sono il canguro, l’ornitorinco, l’echidna, l’aborigeno (piazzato insieme agli animali con nonchalance, vabbè), ma niente orsetto koala. Lui è troppo puro per associarsi al vile danaro.


Appendice: Celebrity koalas!

Per i più appassionati, eccovi dei ritrattini di tre celebri esemplari più uno, ossia la mia versione personale della candida rosa dei koala eterni e beati. Ognuno di essi vive in un diverso habitat, per darvi un’idea dei diversi luoghi e situazioni in cui potete trovarli.

La mia Santissima Trinità dei koala è composta da:

1) Imogen
imogen
Photo credit: Symbio Wildlife Park

Imogen è una principessina, la star del Symbio Wildlife Park, un enorme parco faunistico in zona Sydney. È la più bella, la più giovane, la più aggraziata, la più felice, e perciò la più famosa. Non si può non amarla, per quanto vi sforziate pur di sentirvi alternativi.

Anche la sua storia è dolcissima: è stata estratta prematuramente dal marsupio della madre, per far sì che potesse entrarci un altro cucciolo orfano, minuscolo e debole, che aveva maggiori probabilità di sopravvivere se “incubato” nel calore marsupiale. Lei quindi, ancora troppo piccola, si è trovata a doversi ambientare nel mondo esterno, tra le braccia dei suoi responsabili umani, copertine morbide, vaschette del frullatore e peluche dalle sue stesse fattezze. Se l’è cavata egregiamente e oggi non si impaurisce davanti a nulla, si inerpica persino sui cameraman scambiandoli per un tronco d’albero. Ignora completamente l’esistenza del male! (Quindi anche del Drop Bear).

Se soffrite di diabete, passate pure oltre il prossimo video. Persino La Repubblica ogni tanto sbatte Imogen in homepage nella colonna di destra, per acchiappare click profumando di esotismo, ed è sempre una mossa sicura.

2) Maxine
maxine
Maxine & baby Stella. Photo credit: Koala Gardens at Tuckurimba

È la mia koala adottiva (a distanza eh, non è che ce l’ho in casa!). Vive libera in uno splendido posto noto come Koala Gardens at Tuckurimba, nel New South Wales, dal motto: WILD AND FREE.

La amo perché è come me, wild and free, selvatica, riflessiva e solitaria. Buona e docile quanto basta, ma pur sempre una che ama farsi delle gran padellate di fatti suoi. Persino quando le è nata la piccola Stella, è stata felice di svezzarla velocemente e farsela scendere presto dal dorso per mandarla a rendersi indipendente su altri rami. Roba da far vergognare certi canguri (se solo i canguri si vergognassero di qualcosa) che si tengono i piccoli dentro al marsupio finché non diventano così grandi che rischiano di rimanerci incastrati, come in questa foto,

WP_20171221_14_04_47_Prosimilmente a certi genitori umani che vorrebbero far scendere i figli dal passeggino solo vedendoli pronti a riscuotere per loro la pensione. Ciò non toglie che avreste dovuto vedere gli occhietti fieri di Maxine nelle sue prime foto da mamma: soddisfatti e responsabili, come a dire “non disturbare, non vedi cosa sto facendo?” consapevole dell’importanza del compito. Una femmina a tutto tondo, conscia del suo valore, che non si fa mancare nessuna esperienza di vita senza mai rinunciare alla sua indipendenza. Una life coach!

EDIT: Maxine ha avuto un secondo cucciolo, un’altra femmina: Dewdrop, “goccia di rugiada!”, anche lei ovviamente morbidissima e meravigliosa. Stella ormai si vede di rado, tende ad avventurarsi lontano dai suoi alberi originari, degna figlia di tale validissima madre.

3) Maree

Abita nel Port Stephens Koalas Hospital and Wildlife Preservation Centre, sempre nel New South Wales. La trovarono tramortita da un’auto, ancora viva ma con una lesione al nervo ottico che la rende cieca. E allora A., la mia dolce metà, letto tutto ciò, si è squagliato e l’ha subito voluta adottare a distanza (come raccontavo nel post su di lui).

Con quella sua disabilità che la rende ancora più vulnerabile, Maree è talmente adorabile che se Darth Fener l’avesse vista per tempo se la sarebbe adottata lui, con un tuonante “Iiiooo sono tuo padreee!”, e ci saremmo persi gli episodi VI, VII e VIII.

Questa bella signorina viene nutrita con foglie e pappine integrative che succhia dalla siringa alimentare, ma solo dopo avere indossato brava brava il suo bavaglino rosa (anche perché mica può opporsi). Rimarrà ospite a vita del sanctuary, dove ora riconosce ciascun guardiano dalla voce e dall’odore, poiché nonostante i tentativi di riabilitazione il suo danno ottico si è rivelato permanente.

Maree ama starsene a naso in su a sentire la brezza sul musetto, godendo dei profumi e dei suoni della natura. Forse per questo è sempre tranquillissima: i koala si stressano se un umano li fissa negli occhi!

A queste tre fantastiche femmine si aggiunge:

4) Clancy

Ho infatti deciso di istituire delle quote azzurre e includere anche un maschio, per una pseudo-par condicio. Anzi, nella mia infinita bontà lo posizionerò proprio sul trono di eucalipto al centro delle nove sfere celesti, in modo che quel suo grugnito testosteronico risuoni a monito infinito per tutto l’universo.

Clancy è un vigoroso esemplare di maschio alfa che abita nello You Yangs, una regione ad ovest di Melbourne. È stato il primo koala che ho visto libero in natura; dormicchiava talmente in alto che ho dovuto usare il binocolo, sentendomi importante perché ero tra i pochi del gruppo che se l’erano portato. Perché a furia di guardare i koala su Youtube, negli zoo e nei parchi faunistici, rischia di sfuggire il fatto che la realtà vera è proprio quella di Clancy, con i koala lassù in alto in alto, visibili a stento, pallottoline sonnecchianti.

Grazie!

No tree no me

Se siete arrivati a leggere fin qui, siete persone migliori, grazie per il vostro tempo! Andate in pace, amate e rispettate i koala, anche perché visto l’odierno andazzo non dureranno per sempre. Forse giusto fino al 2050, dicono.

(Se nel frattempo siete stati colti dall’urgenza di sapere come funziona l’incontro in the wild con un orsetto koala, lo trovate qui) ♦

Koala mamma con il piccolo sul dorso annusano le foglie di eucalipto
From Pixabay

Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

38 pensieri riguardo “Ma il koala lo sa cos’è il drop bear?

  • 18 Gennaio 2018 in 07:17
    Permalink

    Io sono gattara, animalara, ce le ho tutte ma il Koala mi sembra sempre un po’ stronzetto. 🙂 Foto bellissime, che nostalgia!

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  • 12 Giugno 2018 in 17:16
    Permalink

    Il koala! Da bambina era uno dei miei animaletti preferiti! Ho un grandissimo pupazzo ancora. Ma la cosa che mi ha lasciata sconcertata è che non bevono! Post davvero carino, pieno zeppo di curiosità!

    Risposta
    • 12 Giugno 2018 in 18:44
      Permalink

      Grazie Vittoria!! Sì diciamo che gli animali australiani dovendo fare i conti col caldo tendono a sviluppare strategie per poter fare a meno di bere! Però è sempre più faticoso, ecco!

      Risposta
  • 12 Giugno 2018 in 18:25
    Permalink

    Premetto che ho letto l’articolo proprio nel periodo del mese femminile giusto, quello da te citato, e che ho provato veramente a ripetere più volte la combinazione “orsetto koala”… Alla terza volta ero già commossa e fuseggiante, ma anche molto triste perchè non posso essere una koala e vivere nella bambagia e nel cibo come loro!!
    Poi però mi è arrivato l’effetto benefico dell’eucalipto che unito ai versi dei koala rissosi mi ha fatto sbellicare dalle risate!
    Grazie al tuo divertentissimo post, ora mi sento molto più colta riguardo queste palline di pelo!😊

    Risposta
    • 12 Giugno 2018 in 18:46
      Permalink

      Ma grazie mille, mi rendi molto felice con queste parole!! Sono sicura che anche gli orsetti koala (visto che funziona? :D) siano più felici! ^_^

      Risposta
  • 12 Giugno 2018 in 19:59
    Permalink

    Che forte questo post tutto dedicato ai koala. In generale sono una grande amante degli animali e da piccola leggevo tutto di più sugli animali. Però del koala sapevo molto poco… ad esempio non sapevo che non si è evoluto e che ha il cervello così lento. Comunque sono talmente belli e coccolosi che vanno benissimo così! 😍

    Risposta
    • 12 Giugno 2018 in 20:19
      Permalink

      Sìì sono bellissimi ^_^ Anch’io sapevo pochissimo su di loro, poi da prima di venire qui ho iniziato a fantasticare di vederli e quindi a furia di guardare video o cercare notizie è nato il post! Grazie per aver commentato! ^_^

      Risposta
  • 12 Giugno 2018 in 20:08
    Permalink

    Io ignoravo praticamente tutte le informazioni di questo post. Ignoravo quanto fosse ciccipucci (tranne per l’aspetto ovviamente), che abitasse in una minima parte del continente, che ci fossero più razze, e che fossero così dipendenti dall’eucalipto. Mi hai aperto un mondo. E visto che ultimamente nei giorni pre-ciclo scendo diretta all’interno, proverò a ripetere “orsetto koala” tipo mantra!

    Risposta
    • 12 Giugno 2018 in 20:23
      Permalink

      Ahah io “in quei giorni” guardo i loro video e mi squaglio, ovviamente anch’io ripetendo “orsetti koala”! Anch’io all’inizio ignoravo tutto, sapevo che era un bell’animale e stop. Poi se entri nel tunnel è difficile uscirne 😀 Comunque sì, ho cercato di evitare i toni alla Greenpeace perché credo che ognuno possa trarre da solo le proprie conclusioni, comunque la triste realtà è che i koala prima erano molti di più e si avviano verso una probabile scomparsa entro qualche decennio. E’ terribile.

      Risposta
  • 12 Giugno 2018 in 21:26
    Permalink

    Premetto che amo tutti gli animali in particolare i cani ma il koala è uno di quelli che avrei sempre voluto vedere dal vivo, magari accarezzarlo e coccolarlo. Spero un giorno di riuscirci e grazie a te per questo articolo così ricco di informazioni

    Risposta
    • 13 Giugno 2018 in 00:09
      Permalink

      Grazie a te, felice che ti sia piaciuto! In bocca al lupo per un tuo momento con i koala allora :*

      Risposta
  • 13 Giugno 2018 in 02:45
    Permalink

    articolo davvero bello..Scrivi benissimo e hai messo delle immagini stupende. Pensa che io i Koala li ho conosciuti per la prima volta in cartone animato quando ero piccolo ( di età non di statura…)… ..E in questo post hai descritto davvero tutto . Complimenti

    Risposta
    • 13 Giugno 2018 in 11:44
      Permalink

      Grazie Gianluca!! 😍 Ma di quale cartone parli? Ora sono curiosa!!

      Risposta
  • 13 Giugno 2018 in 05:23
    Permalink

    Ho appena scoperto di essere koalara!! Quante cose mi fai conoscere…sono ancora gasata per il wombat!!

    Risposta
    • 13 Giugno 2018 in 11:43
      Permalink

      E io sono gasata per i tuoi posti fantastici! ;))

      Risposta
      • 13 Giugno 2018 in 17:12
        Permalink

        Ma grazie!!!!!!❤❤❤

        Risposta
  • 13 Giugno 2018 in 19:07
    Permalink

    Chissà come mai anche nel mondo koaliano il maschio ha l’espressione ebete?! La signora gli avrà chiesto di cercargli in casa degli oggetti?!

    Risposta
    • 13 Giugno 2018 in 20:15
      Permalink

      Ahah no, maschi e femmine koala non si calcolano a parte per quella cosa che piace a entrambi! Però sì, la femmina è una creatura superiore. 😇

      Risposta
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