STRANGE AUSTRALIA

Luoghi del cuore: l’ospedale per animali selvatici di Healesville

Dove visitare un ospedale dedicato alla fauna selvatica, e come riuscire a scriverne senza sciogliersi del tutto

ospedale per animali selvatici healesville wildlife hospital

Lo wildlife hospital, l’ospedale per animali selvatici di Healesville, è un posticino semplice da raccontare – è piccino, e ogni cosa vi è pensata per essere divulgata. Eppure mi richiede ugualmente qualche sforzo:

  • un’iniezione preventiva di insulina, contro la sicura impennata glicemica nel rievocare un luogo così zuccherino;
  • l’ammissione di fatti imbarazzanti, quali l’aver inquietato persino dei bambini con la mia smania documentatrice;
  • quell’ansia da prestazione tipica di quando amo pazzamente qualcosa e spero che, da qui a chi mi legge, nemmeno una molecola del mio diabete acquisito si disperda tra i pixel;
  • il tentativo di restare concentrata sulla nobiltà, l’abilità e la tenerezza dei gesti assistenziali rivolti ad altre specie viventi, senza ampliare il discorso e tirare in ballo l’odierna umanità in sovrannumero e distruttrice (né invocare il meteorite per farla finita in fretta).

In pratica, scrivo in equilibrio precario tra la liquefazione amorosa e l’invettiva.

Un luogo prezioso, a un’oretta a nord-est di Melbourne

Questa clinica aperta al pubblico si trova dentro lo Healesville Sanctuary, il miglior parco faunistico del Victoria, specializzato in animali locali spesso rari (reportage fotografico in arrivo!). Potevo non andarci?

Già il cartello “Visitors welcome” all’ingresso, di per sé, è un atto di resistenza. L’attività di chi lavora qui è caparbia, e soffre delle politiche di un governo attuale che se ne frega in mille maniere degli habitat altrui.

Sempre più animali vengono raccolti dai cigli delle strade e portati qui in fin di vita, per cause svariate. Informare le persone delle sofferenze della wildlife è necessario, allora, anche per far sì che chi vota sappia con completezza chi, e cosa, va a sostenere. Possibilmente qualcuno che non abbia in mente solo di asfaltare.

La suddetta scritta di benvenuto è un atto anche di inganno, simile alle decorazioni di panpepato sulla casetta di Hansel e Gretel: perché attira il passante all’interno per poi rendergli molto difficile uscirne, soprattutto se ha un animo sensibile e fantasioso. Si può persino ascoltare il battito del cuore registrato dei diversi animali. <3

E poi c’è una sezione speciale… Ma andiamo per ordine ed entriamo.

Marsupiali e chirurgia

koala medicato sotto anestesia

Nella hall, un monitor trasmette in diretta l’intervento salvavita su un orsetto koala addormentato, sdraiato sul lettino, intubato e con una zampetta fasciata. Da dietro una vetrata si intravedono i veterinari che operano dal vivo. Mi emoziono perché sono immagini che ho visto spesso su internet, ma di persona mai. Vorrei mimare un “grazie” a una dottoressa al di là del vetro; non mi vede, tutta concentrata sulla bestiola. L’orsetto non lo sa, ma di sicuro sta sognando di poter grugnire impunemente in un harem di orsette.

Perché e come opera uno wildlife hospital

Una delle custodi del parco è a disposizione per informare i visitatori. Cosa fa l’ospedale degli animali selvatici? Cura gli animali selvatici! Ok, ma perché li cura?

Per rimediare a malanni causati dall’uomo, e perché in Australia, sempre grazie a noi, si sta verificando un’allarmante riduzione delle specie viventi a un tasso più alto di ogni altro continente. Ogni esemplare è importante, ogni vita conta, non solo in quanto tale, ma spesso anche rispetto all’intera specie. Non se ne parla nei discorsi e nei programmi politici, naturalmente, e le news danno informazioni vaghe; ma chi si appassiona all’argomento e lo approfondisce scopre dati desolanti (argomenti più dolenti, per i quali rimando i più interessati alla conclusione del post: disboscamento siccità e incendi incidenti automobilisticimalattie).

Dentro l’ospedale, però, preferisco pensare in positivo e informarmi sulle attività dei veterinari, dettagliate dalla presa in carico al rilascio dell’animale, che poi è il fine ultimo delle operazioni: tutto deve puntare alla reintroduzione in natura. Sono in mostra cibo, strumenti, macchinari… Se ne esce con un senso ancora più forte sia della precarietà, sia della bellezza e particolarità della fauna australiana.

Bambini-veterinari

bambino che medica un canguro

Prima di uscire visito la sezione speciale, quella colpevole per la mia immediata iperglicemia: l’ospedale della wildlifeper bambini! Con gli animali di peluche e tutto, ma proprio tutto, l’occorrente per occuparsi degli animali feriti, a partire dallo spogliatoio dei veterinari. Sono in dotazione bende, barelle, siringhe giocattolo, persino le schede mediche e i trasportini. E il lettore di lastre a raggi X… Tutto irresistibilmente di taglia ridotta.

trasportini per animali selvatici

Avviene un prodigio. Di solito, io i bambini li vedo come misteriose creature dall’infinita, spossante energia, cerco perciò di tenermene educatamente alla larga senza disturbarli (ossia esattamente come vorrei che si facesse con me), per non cadere vittima di strilli o di quegli improvvisi, malefici cambi di direzione in corsa. Invece, davanti alla visione di questi educatissimi cuccioli d’uomo che si prodigano per medicare coccodrilli, steccare ali di pipistrello, somministrare anestesie ai canguri e auscultare vombati, il mio cuore si scioglie, e forse qualche speranza per l’umanità la vedo ancora (forse). C’è persino un esemplare di maschio adulto che fa la puntura a un wombat dopo averlo avvolto in una copertina – ma poi guardo bene e vedo che è A., anche lui immerso nella parte.

wombat medicazione

Ovviamente sprovvista di senso della misura nel manifestare entusiasmo, mi avvicino al tavolo operatorio e mi lancio in una fasciatura su un piccolo marsupiale (dopotutto ho la certificazione australiana livello avanzato di primo soccorso!). Alterno le manovre a scatti fotografici per documentare il tutto, senza rendermi conto di stare impersonando proprio una di quelle Instagrammer che nella vita reale, pur di azzeccare l’inquadratura, lascerebbero agonizzare in sala operatoria il proprio paziente.

In breve noto che la mia presenza, alla faccia dell’urgenza di fare del bene indiscriminato, crea un’atmosfera sospettosa nel disciplinatissimo ospedale dei veterinari-bambini. Uno di loro mi sorveglia inquietato, l’animo già da primario esperto, di quelli alla “Signora, abbia pazienza, ci lasci lavorare!”. Allora decreto a malincuore la fine del mio turno, per il bene della medicina, e torno alla visita del parco. Mi aspettano ancora il canguro arboricolo e tante altre creature, alcune delle quali uscite proprio da qui!


Postilla – I malanni principali per la wildlife australiana (e non solo):

  • La perdita di habitat. Esempio concreto: pochi giorni fa, lo Stato del New South Wales ha rieletto un governo che ha contribuito, in soli tre anni, all’aumento dell’800% del disboscamento locale (il Guardian riporta che nel 2013-14 sono stati rasi al suolo 900 ettari di foresta, diventati 7390 nel 2015-16). Gli alberi sono casa e cibo per tante bestie locali: uccelli, marsupiali, insetti… Tanti koala muoiono perché si trovano ancora sull’albero, magari a decine di metri di altezza, quando l’albero viene abbattuto.
  • Gli automobilisti che guidano come pazzi. Per accorgervene, basta guidare dopo il tramonto su una strada australiana rispettando il limite di velocità: sarete i più lenti, tutti vi sorpasseranno. Voi riuscirete probabilmente a frenare evitando animali saltanti che attraversano la strada, gli altri guidatori no. Vi toccherà, se ve la sentite, essere quelli che controllano le carcasse fresche.
  • I materiali dispersi dall’uomo nell’ambiente.
uccelli impigliati nelle reti da pesca pannello di sensibilizzazione
  • Le malattie: alcune già presenti in natura, altre diffuse per via della salute già debilitata.
  • Gli incendi, una piaga dolorosissima da queste parti, di cui si parla come se fosse un flagello piuttosto normale. Sono aumentati con il riscaldamento climatico e con certi atteggiamenti distratti o dolosi degli umani (quest’estate, ad esempio, è bruciata una parte significativa di foreste della Tasmania, lasciando tante comunità in ginocchio). Gli animali che sopravvivono si trovano feriti, intossicati, in shock e senza casa. Nel 2009, l’anno più nero che ancora si rievoca con orrore, tutti i residenti animali di Healesville e dell’ospedale sono stati spostati in altri due parchi regionali con l’aiuto della comunità locale, perché il fuoco arrivò quasi a lambire il Sanctuary.
ospedale faunistico healesville sanctuary

A presto con bestie sane! Insieme alla sottoscritta vi saluta anche Lucy, il vombato che veglia silente ma sempre presente sul blog. 😉


104 risposte »

  1. Oddio che meraviglia <3 Faccio la volontaria in un gattile e capisco benissimo cosa stiano cercando di fare questi pazzi visionari qua. Grazie della visita e del post, darei un braccio per lavorare in un posto così (solo che poi, non ci potrei lavorare…).

  2. Proprio perché ho parlato del mio odio verso chi maltratta gli animali sul blog, non posso che adorare questo post! Bellissima iniziativa, trovo che l’area kids sia splendida, i bambini vengono orientati al rispetto degli animali ed è bellissimo.

    • Ed è un tale sollievo 😊 Infatti questo posto l’ho trovato per caso durante la visita al sanctuary, non me lo aspettavo! 🙂
      😘

  3. Il tuo post ha il magico effetto di lasciarmi in un bagnasciuga di sentimenti, su un’altalena tra il compiacimento e lo sconforto. Mi spiego, da un lato ammiro la presa di coscienza e gli interventi concreti a favore dei nostri piccoli e più grandi coabitanti il pianeta, sensibilità non riscontrabile facilmente a cominciare dalla nostra “civilissima” Nazione. Interventi scrupolosi, molto anglosassoni e pragmatici. Nel contempo, l’altro aspetto, tutto contrario e desolante, è il comportamento delinquenziale e alla fine assurdo e autodistruggente comune a tutta la specie umana: incendi, disboscamento, ricerca del profitto a tutti i costi, plastica dispersa fino ad affogarci.
    Il tuo post resta in ogni caso (ahimè!) una fonte istruttiva e interessante.
    7+ all’autrice, zero in condotta alla specie umana. Ciao!:-)

    • Ahahah ma come 7+? Speravo almeno in un 11 o 12! 😄 Ciao Guido, purtroppo non ho scritto niente di nuovo a pensarci bene, ma da queste parti, se vogliamo, i problemi sono ancora più avvertibili e frustranti perciò non finisco mai di stupirmene. Anche a me è capitato di telefonare per far portare in salvo qualche bestia, ancora mi chiedo come stiano 🤔

  4. Sto per scrivere la cosa più cretina del mondo, e lo sto pure facendo su un post bello come questo, ma non riesco a trattenermi.
    Sto scrivendo un commento su un post che viene dal futuro!! ….ok basta!

    Comunque sugli automobilisti che guidano come i pazzi concordo…a quelle velocità non stupisce che ci siano continui incidenti! 🙁

    • Flavia non ti preoccupare, anch’io spesso faccio notare che scrivo dal futuro! 😄 Ora ad esempio ti scrivo proprio dal giorno dopo (sono al caffè mattutino!)! Ciao! 😄

  5. La tua fasciatura lascia senza fiato, non vorrei essere nei panni del povero koala al quale qualcuno dovesse chiederti di fare un clistere. Questo posto lascia davvero sbigottiti, finora la più grande meraviglia rispetto alla salvezza degli animali è quella che mi aveva suscitato un amico, che mi raccontò della respirazione artificiale applicata ad una vipera che era stata presa a zappate (non scherzo, è veramente successo: lui faceva parte di qualche associazione di protezione degli animali, li chiamarono per questa vipera e la portarono in uno studio veterinario, dove con una mascherina apposita _effettivamemnte baciare una vipera poteva non essere salutare _ tentarono il salvataggio). Ma quello che ci racconti dall’Australia è davvero straordinario, nel bene e nel male, ne risente un pò l’immagine idilliaca che ne ho a sentire che anche da quelle parti non si scherza con la distruzione dell’ambiente…

    • Eeh no 🙁
      La fasciatura non è mia, questo della foto è un povero rapace che ho trovato già così e mi ha colpita per il buon lavoro 😄 In effetti i bendaggi ben fatti possono richiedere che si bendi tutto un arto per un morso velenoso, perché il sangue veleno si propaga non nelle vene ma nei tessuti, che quindi vanno compressi e immobilizzati completamente! 😆
      Bellissima la storia della vipera! Certi salvataggi sono assurdi… Ho visto in un video un ragazzo che trovava in kookaburra mezzo annegato in piscina e gli faceva massaggio cardiaco e respirazione con una pompa per bicicletta… E oh, alla fine lo salvava! 😍😉

  6. ti assicuro che non mi sono perso neppure una sillaba di questo articolo così commuovente. 😉 :’)
    certo che l’australia per certi versi è diversissima dall’italia, per altri purtroppo è assolutamente uguale (vedi gli odiosi incendi, che non sai quanto li odio io, mentre qui la gente magari li prende ormai come fosse la normalità! e, tanto per fare un esempio, neppure si sposta per tentare di respirare dell’aria meno cattiva, no, stanno fermi impalati lì, tossicchiano, ma per loro in fondo va bene così! e sorvoliamo sulla polizia municiaple di roma che, non so se lo sai, proprio non ti risponde certe volte! come fossero il call center di un grande negozio che fa talmente tanti soldi che se ne sbatte delle chiamate dei clienti! ma ora ti chiedo scusa, perché tu ti sei sforzata di essere positiva, mentre io ho tirato fuori la mia rabbia…).
    devi sapere che io, grande e grosso e alla bisogna minaccioso, sono terrorizzato dai luoghi dove gli animali soffrono, vedi pure canili. se vi entrassi, credo che sarei sormontato da tutta la tristezza delle povere bestie in gabbia. e non potrei più smettere di pensarci… un bacione.
    PS: oggi sono particolarmente dislessico, spero di aver scritto in maniera passabile.

    • Hai scritto benissimo e ti ringrazio!! A chi lo dici dei canili. Ci ho messo piede una volta sola, per prendere il mio cane quando ero ragazzina. Un posto che mi spezzò il cuore, in generale lavorare nei luoghi dell’abbandono, umani o animali che siano, non dev’essere facile.
      Ma sai che la municipale di Roma che non risponde al telefono mi ha lasciata attonita… Soprattutto perché non stento a crederlo?!?

      • tu capirai che è una cosa gravissima se non rispondono al telefono. ma non solo… neppure lo vogliono ammettere! eppure ci sono infinite testimonianze che lo provano! dunque negano pure l’evidenza! e questo fa pensare molto male. perché se fosse un problema di risorse scarse, dovrebbero fare una conferenza stampa con la raggi e discutere del problema, ma non è così! ergo, scelgono di farlo… e se questo succede a roma, la capitale d’italia, questo vuol dire che può succedere in ogni parte d’italia, e che sopratutto tutto è marcio. d’altronde io questo l’ho capito da tempo, che non esistono poteri buoni, perché sono anarchico. (A) :*

  7. Che luogo meraviglioso, le fotografie che hai condiviso sono molto belle e toccanti. Capisco il sentimento oscillante tra “la liquefazione amorosa e l’invettiva”. Davvero bella l’idea di simulare un wildlife hospital per bambini, attrezzato di tutto l’occorente.
    Ero a conoscenza della piaga degli incendi e della perdita di habitat … ma non avevo idea che gli australiani fossero dei pazzi al volante; eppure basterebbe così poco per preservare la vita dell’altro (animale o uomo che sia).

    • Ciao Erica! In effetti la piaga della velocità eccessiva al volante non riesco a spiegarmela, anche perché generalmente gli australiani sono persone che seguono le regole. Poi al volante non so cosa accade ma scatta qualcosa. Grazie del commento! 😘

  8. La natura mi ha fatto irreciproco, ma con te il mio corso emotivo pare risalire alla sorgente. Attraverso i tuoi articoli riesci a portarmi in luoghi dove non sono e trovare qualcosa di importante al di là dello schermotocco. Il mio psichiatra dice che è tutto normale, poi aumenta i dosaggi, non capisco…
    Grazie Lucy!

    • Ahah anche il mio, high five! 😆
      Grazie a te, bello il concetto dell’essere fatto irreciproco 🙂

  9. Quasi quasi non volevo leggerlo, visto che ho la malattia della “crocerossina” soprattutto quando si tratta di animali! Non conoscevo questo posto, a Perth non ci sono (ma mi sto informando meglio) ospedali del genere. Ma nel mio parco abbiamo la sezione per i koala che si ammalano o canguri o altri animali che troviamo. In effetti anno dopo anno stanno aumentando il numero degli animali che troviamo in condizioni disperate, soprattutto per plastica incastrata sulle zampette o perchè non trovano più da mangiare, visto che stanno dando terreno alle case anzichè agli animali!

    • Mannaggia 🙁
      Comunque saperti nel parco è una bellissima immagine, sappilo! Ho letto che in zona Perth c’è un sanctuary tutto dedicato ai cacatua neri, nel mio viaggio farò in modo di passarci ☺️

  10. Attenzione, diabete alert! Questo post è davvero dolcissimo, trovo adorabile l’idea della clinica aperta al pubblico e della parte interattiva per sensibilizzare i più piccoli (ma anche ai grandi non farebbe male). Anche il mio cuore probabilmente si sarebbe sciolto. Davvero un peccato per quello che sta succedendo in Australia, è un paese con una fauna così particolare che andrebbe prestata doppia attenzione.
    Un saluto Lucy!

  11. Capisco perfettamente perché ti sei sciolta Lucy! Già l’idea dell’ospedale che miri a salvaguardare le specie animali è qualcosa di tenero e dolcissimo. Però poi se ci metti l’area per i bambini e i wombat di peluche che vengono curati, veramente la zuccherosità arriva a livelli da campanello d’allarme! Non credevo che la situazione in Australia fosse così complicata rispetto agli animali da proteggere. Probabilmente da lontano non ce ne rendiamo conto ed è bello che tu abbia puntato l’accento su questo aspetto!

  12. Non so perchè, ma nel mio immaginario l’Australia è un continente/nazione dove la natura è più protetta che in qualsiasi altra parte del mondo. Ma dal tuo post, capisco che non è così. E me ne dispiace.

    • Dispiace anche a me 🙁 Ma nel mio piccolo sono contenta almeno di contribuire un pochino(-issimo…) al fatto che si sappia.

  13. Che bello che ci siano strutture come questa. A Kangaroo Island ho conosciuto una signora che si occupava di salvare i piccoli canguri organi che trovava sull’isola… li curava e li nutriva come dei neonati, che teneri!

  14. Ero convinta che in Australia avessero una sensibilità maggiore verso la natura e il suo rispetto ma invece a quanto pare sbagliavo

    • Purtroppo non è la tendenza generale. Poi ci sono persone sensibilissime, eh, ma a livello di nazione onestamente sono scioccata.

      • Mi hai stupita (in negativo) é proprio vero, quando non si conosce realmente una situazione ci facciamo dei preconcetti sbagliati

        • Assolutamente… È normale, e proprio per questo ne parlo 🙂 Grazie della visita 😊

  15. Ci vorrebbero molti più posti come questo nel mondo! Io ogni volta che posso dono o mando qualcosa ai canili e i luoghi della zona ma, se avessi molti soldi, farei molto di più. La natura e gli animali, vanno assolutamente preservati!

    • Anch’io ogni tanto dono qualcosa (ai koala! lol), ma ci si sente comunque talmente impotenti 🙁

  16. Grazie per averci raccontato, come sempre, una delle tue esperienze con una modalità leggera e seria allo stesso tempo, su un tema non certo facile e sul quale si è già detto e scritto molto. Tu, però, ce ne parli attraverso il racconto di una tua esperienza personale in un modo dolcissimo. Hai avuto un bel fegato a visitare questa struttura! Brava!

    • Grazie mille Elena :* A dirti la verita’ non sapevo nemmeno di starci andando, perche’ e’ una struttura piccola e non molto pubblicizzata, ma sono stata felicissima che mi sia capitato!

  17. che posto meraviglioso! Volevo dire due cose: ormai sto impazzendo per trovare una app che modifichi le foto come fai tu! Anche qui ci sono moltissimi corsi per bambini dove si simula il pronto soccorso agli animali di peluche. La prima volta che lo fecero al kindergarten e mio figlio mi raccontó tutto, lo rimasi ad ascoltare a bocca aperta

    • Che cosa dolce!! Anch’io sarei rimasta ad ascoltare con gli occhi a cuore! 🐾
      Per la app uso Canva, l’unico rischio è di abusarne! 😅

  18. L’Australia è davvero un posto speciale. Solo qui si può trovare un ospedale che cura gli animali più rari.. Osservando le tue foto, mi è sembrato di essere in una puntata ER 😀
    Bellissimo.

    • Sai che in effetti se fosse uscito il dottor Ross non mi sarei stupita? “Canguro in corsia 5 con ferite da taglio! Presto, presto!” 😄

  19. Ben vengano queste cliniche veterinarie per curare gli animaletti ma bisognerebbe evitare di distruggere il loro habitat, che poi non è solo il loro ma di tutti noi. Che faremo quando saranno abbattuti tutti gli alberi? M’immaginavo l’Australia molto più attenta alle cause ambientali, visto che sono stati tra i primi a preoccuparsi del buco dell’ozono.

    • Infatti è un controsenso. Del buco nell’ozono invece si preoccupano perché a noi umani fa venire il cancro in un battibaleno, se non stai attento 😨

  20. Ciao! Non pensavo esistessero posti così all’avanguardia dedicati alla cura degli animali! Purtroppo io sono cresciuta con il terrore di avvicinarmi a qualsiasi animaletto che non fosse pesce rosso o tartaruga gli unici esserini tollerati in casa da mia madre! Perciò adesso ho sviluppato una sorta di terrore misto a: “vabbè, dai non ti può fare male, prova a fargli una carezza”! E così sopravvivo con questo conflitto interiore! Detto questo non sopporto chi maltratta gli animali e sono contenta di sapere che esistono delle persone così preparate che aiutano questi esserini spesso indifesi.

    • Ciao Sara, grazie per questo commento sincero ^_^ La confidenza in alcuni casi viene pian piano quindi se ti sono mancate le occasioni è comprensibile che non ci si possa sentire a proprio agio. Però non avevo dubbi sull’ultima frase che hai scritto. 😉

  21. Bellissimo articolo! Cerco sempre luoghi di questo tipo nei posti che visito, tra l’altro non e’ cosi’ difficile trovarli e ho notato che spesso sono citati anche nelle Lonely! Trovo che sia il milgior modo per scoprire e aiutare la fauna locale!

  22. Che posto meraviglioso! Dovrebbero esserci più luoghi così! Anzi proporrei più cliniche del genere aperte e meno zoo! Ma sai che da piccolina avevo allestito anch’io un piccolo centro veterinario a casa mia con i vari peluche? Poi va beh, sono finita a studiare economia ahahah ma giuro, mi divertivo un sacco a curare i miei “animali” 🙂

  23. Questo posto è una chicca incredibile! Poi l’ospedale dimensione bambino è il top, qualcosa di una dolcezza disarmante!
    Meno male che ci sono luoghi di questo genere… E complimenti a te che sei riuscita a tenerti così tanto in equilibrio in questo post, io quando penso a questi argomenti finisco sempre per odiare l’umanità a livelli esagerati!

    • Ciao Eleonora! Tanti meglio se si percepisce equilibrio, anche a me l’umanità fa piuttosto schifo, per la verità 😅

  24. Bella la veterinaria…se torni chiedile se accettano anche orsi solitari malati di misantropia! 😛

  25. “Ogni esemplare è importante, ogni vita conta, non solo in quanto tale, ma spesso anche rispetto all’intera specie”: ecco, esattamente. Se solo riuscissimo, come specie, a capire questa cosa.
    Ammetto di aver scorso velocemente la postilla, fa troppo male sapere in quanti e quali modi facciamo del male alla natura.
    Mentre un po’ di speranza per il futuro, leggendo dei giovanissimi veterinari di peluche, trovo anche io che ci possa essere. Ora basterebbe aprire una struttura del genere in ogni città. Forse. Chissà.

    • Ma magari 😍 Chissà, non so perché ma su una cosa del genere sono meno pessimista che su altre!

  26. Vivi in un luogo straordinario e lo condividi con noi in modo splendido, grazie mille! Attendo di sapere di più sulla pAsqua australiana…

  27. Oddio, mi sono sciolta! Il lavoro di queste persone è davvero ammirevole e deve essere sostenuto a ogni costo! Che brutto il menefreghismo nei confronti di ciò che ci circonda, come se non ci riguardasse. Ma tra qualche anno la pagheremo..

  28. Mai nella vita avrei immaginato che potessero esistere posti del genere. E’ quando vedo queste cose che mi dico che forse, dico forse, un briciolo di speranza ancora c’è per noi e per loro ❤

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