Mostri australiani e come domarli

LA CLASSIFICA DEGLI ORRORI LOCALI (E NON)

street-art-mostro

Sul blog non poteva mancare una classifica delle brutture, altrimenti poi dite che l’ufficio del turismo australiano mi paga per far sembrare tutto festoso, scintillante e completamente sensato.

In ordine crescente, eccovi dunque i miei infausti incontri di questo primo anno e poco più trascorso Down Under.

Partiamo da un mostro alquanto light (tranne che per la digestione):

#5: Il panino australiano

Come narravo in questo post, appena arrivata in Australia ho trascorso un periodo a fare la ragazzetta “hi, how are you?” sia in un chioschetto hipster incastrato tra i grattacieli, sia in una trattoria frequentata da giovani colletti bianchi e operai in pausa pranzo, per abituarmi allo sciagurato accento locale. Ho assemblato quintali di panini on demand e ne ho viste, anzi visti, di tutti i colori. Oh brother, carissimo concetto di abbinamento dei sapori, where art thou? Qui il cliente medio mira ad accatastare più ingredienti possibile, nello sprezzo delle papille gustative e delle proprietà nutrizionali, ignaro del mio buon gusto italiano nascosto da un sorriso tanto allegro quanto simulato.

ciao-sexy-pizza-piatto

Il panino australiano è fatto con il pane a cassetta, di farina a scelta, con entrambi i lati interni spalmati di uno spread (burro/avocado/salsa di frutti rossi/Vegemite…). La minacciosa creazione è poi riempita di un’accozzaglia casuale tra gli ingredienti a disposizione. Ancora mi perseguita il fantasma del multigrain sandwich con senape da una parte, avocado dall’altra, e dentro pollo in maionese, salmone affumicato, funghi, cetriolini, barbabietola (quella è ovunque!), peperoni arrostiti, sottiletta, altri cibi a caso, il tutto condito da una bella spruzzata di chilli mayo. Tostato, imbustato e take away. Amen. Questo mostro si fa divorare solo per divorarvi dall’interno.

#4: Il freak dei mezzi pubblici

Che l’Australia sia ferma agli anni Novanta l’ho già raccontato, e negli anni Novanta andavano forti le droghe pesanti tra gente povera e disagiata. Qui a Melbourne è pieno di siffatti junkies, e più in generale pare che la gente Down Under si annoi e che per mancanza di stimoli e alternative precipiti nel famigerato tunnel della droga. Ho visto gente sedermi accanto sul tram con la siringa che usciva dal taschino come fosse un garofano rosso, persone allucinate accasciarsi sugli scalini di uscita, altre vaneggiare in preda al delirio da picco del trip…

siringa abbandonata per strada

Il problema è che questi deliri urlati, se da un lato mi fanno razionalmente dispiacere per certe situazioni di degrado personale e sociale, dall’altro mi riattivano all’istante il simpatico e dormiente PTSD. Tipo quella volta che quel tizio fricchettone normovestito farneticava invasato di morte e giudizi finali e società e bla bla bla, e ai piedi aveva un borsone lungo giusto quanto un fucile. Ah ah ah. Non vi dico.

#3: Il camion assassino

Il camion australiano è più grosso. Più lungo. Più cattivo. Trasporta merci o materiali da costruzione; oppure le ex-case dei koala, degli altri marsupiali arboricoli e degli uccelli, a.k.a. legname fresco fresco di deforestazione. Porta anche bestiame, di cui sorvolo sulle condizioni, ma vi dico che si sta discutendo una legge che proibisca il trasporto in tir di animali verso mete troppo lontane, vista la sua disumanità (e disanimalità). In nessun caso il camion assassino avrà riguardo della vostra piccola autovettura (anzi, media, che qui non esistono macchine piccole). Se non gli cederete la strada, vi falcerà via. Si dice che nelle strade deserte dell’outback, se per caso si avvista nel retrovisore uno di questi mastodonti, sia il caso proprio di accostare e lasciarlo passare per non farsi travolgere dallo spostamento d’aria finendo in panne. Poi, se avete visto (e amato) Duel di Spielberg è tutto ancora peggio.

#2: Il rifiuto ingombrante non smaltibile

dumping-rubbish-is-illegal-paradox

Questo mostro raccapricciante a Melbourne si incontra spesso e malvolentieri in insospettabili angoli di paradiso, tra una villetta con giardino e un’aiuola di palme e fiori. Della sua indecente e inquinante presenza non si discute abbastanza a livello locale, quindi sfiderò il tabù e inizierò a mostrarlo. È un mostro che ha insidiato anche me, cercando di portarmi al Lato Oscuro: un mattino sono uscita di casa depositando sul marciapiede la mia defunta macchinetta del caffè italiana, per il passaggio annunciato del camion di raccolta. Sei giorni dopo sono tornata dal viaggio in Tasmania e la povera macchinetta giaceva tramortita a due isolati di distanza, implorando “kill me”.

Ed eccoci al vincitore della mia personale classifica, rispetto al quale tutto il resto è nulla:

street art

#1: L’episodio depressivo maggiore

Questo schifido mostro diffuso un po’ ovunque nel mondo, io l’ho incontrato qui in tutta la sua possenza. Mi ha insidiata e mi ha tessuto un agguato in grande stile, nel quale sono caduta spiaccicandomi come un caco maturo che piove giù dal ramo. Orrifico e invalidante, conquista dunque il mio podio a mani basse, e a serotonina ancora più bassa.

particolare occhio drowning girl lichtenstein
Drowning Girl (partic.), R. Lichtenstein

Per ora, invece di dettagliarlo, invoco il rispetto della bienséance, il divieto classico di rappresentare gli orrori sulla scena davanti agli occhi degli spettatori. Lo lascio dietro le quinte… per ora. Ma intanto l’ho nominato, e già questa per me è una vittoria di cui esultare (rispetto a questo post, per esempio). Perché certi mostri sono talmente nefasti e però allo stesso tempo nessuno li conosce troppo bene, nessuno ce li spiega, si nutrono dell’ignoranza e della stigmatizzazione così che risulti estremamente difficile persino individuarli, figuriamoci scacciarli. Per combatterli bisogna essere armati, e che anche chi ci sta vicino sia armato. Ora lo so. Avrei voluto saperlo prima, molto prima, ma meglio di niente. La lotta è aperta, iniziando dalla liberazione della parola.

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Till next time! 

EDIT: Ho descritto il mostro in tutta la sua possenza nel post Pesci, eroi, e voi: come riconoscere la depressione (for dummies, ma anche per Han Solo)


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

61 pensieri riguardo “Mostri australiani e come domarli

  • 5 Ottobre 2018 in 01:08
    Permalink

    Con questi orrori ci fai sentire a casa! Non c’è molta differenza con che accade a Roma (oops! non avrei dovuto dirlo?)

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 01:18
      Permalink

      Mi hanno chiesto un po’ di risvolti inquietanti di quaggiù, questo era un assaggio 🙂 Va detto che Melbourne in questo è molto peggio del resto dell’Australia, che è ben più pulito. Non so perché qui invece i burini si scatenino.

      Risposta
        • 5 Ottobre 2018 in 11:48
          Permalink

          Di buono c’è che però qui la puzza di monnezza manca (il correttore mi aveva scritto “la pizza di monnezza”, certo che con l’ananas ci avviciniamo!) 🙂

          Risposta
  • 5 Ottobre 2018 in 02:35
    Permalink

    Il panino multigrain è davvero tremendo! Meno male che qui ho gli arancini…

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 11:51
      Permalink

      Gli arancini li ho visti anche qui! Anche se non so dire come siano perché non mangio formaggio quindi non ho mai avuto il piacere 🙁 Per fortuna c’è una grossa comunità italiana quindi se uno proprio lo vuole trova tante cose familiari, e fatte bene. Però le versioni fatte dai locals le temo sempre 🙂

      Risposta
      • 5 Ottobre 2018 in 13:39
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        Ok ora sono più tranquilla…ti vedevo alle prese con il terribile multgrain ogni gorno…

        Risposta
        • 5 Ottobre 2018 in 15:53
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          Ahah! I vari tipi di pane che hanno, in sé, non sono neanche male, ma dentro si scatena l’inferno… Poi col caldo! Gente che entrava e ordinava cotolette e chips con fuori trenta gradi. Avevo paura 😁

          Risposta
          • 5 Ottobre 2018 in 17:07
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            😀 lo credo! Che ti morissero là davanti, mentre qui si beve un gazpacho…

            Risposta
            • 5 Ottobre 2018 in 17:41
              Permalink

              Ahhhh ma sai che il gazpacho è una delle cose che amo di più al mondo 😍😍

  • 5 Ottobre 2018 in 03:30
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    Mi faceva già paura prima, l’Australia, figuriamoci ora.

    I disagi mentali invece, mi fanno sentire a casa sempre.

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 11:46
      Permalink

      High five 😁 Riflettendoci comunque continua a farmi più paura l’Europa (il che non vuol dire che non mi manchi da morire e che non ci tornerò…)

      Risposta
      • 5 Ottobre 2018 in 15:32
        Permalink

        L’Australia mi spaventa per l’ambiente
        l’Europa per la compagnia, parafrasando…

        Risposta
        • 5 Ottobre 2018 in 15:50
          Permalink

          Parafrasi ottima e condivisibile ☺️

          Risposta
  • 5 Ottobre 2018 in 04:23
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    Io credo che tu sia una specie di Bruce Willis (un po’ più bella, però…), che attaccato con le mani al cornicione mentre gli sparano i cinesi da sotto e i boliviani da sopra urla: “No! Non ancora! Non questa volta!” e poi si tira su e gli fa un mazzo così.
    In fondo lo hai già fatto, no?

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 11:43
      Permalink

      Che bella immagine, grazie 🙏 Comunque oh, nei film le persone normali che vivono cose assurde stanno benissimo, che storia falsa! 🤔 (Comunque Bruce Willis è – era, dai- bellissimo 😅)

      Risposta
  • 5 Ottobre 2018 in 07:41
    Permalink

    Il camion assassino lo abbiamo incontrato su una strada dell’outback. È stato un bel momento, proprio.

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 11:39
      Permalink

      Ci credo! Io nell’outback non sono ancora stata, sul tema ho letto giusto un articolo e già mi è venuta l’ansia 🙂

      Risposta
  • 5 Ottobre 2018 in 18:06
    Permalink

    A quanto pare ogni mondo è paese e la monnezza vince ovunque…😬 Wall-E si avvicina!

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 18:32
      Permalink

      È allucinante… Ripenso sempre a quella volta che sono passata da Napoli per prendere un traghetto, e qualche giorno dopo, al ritorno, la vasca da bagno che giaceva per strada era ancora lì!! Qui però almeno pare sia un problema solo di Melbourne, almeno a certi livelli. Gli altri posti che ho visitato erano tutti molto puliti. Il problema è che qua certe questioni di civiltà non si sono ancora inculcate troppo nella popolazione :/

      Risposta
      • 5 Ottobre 2018 in 21:00
        Permalink

        Certe persone immagino che vivrebbero in una discarica senza nemmeno accorgersi di nulla e questo non so da cosa dipenda o da chi ma certo è che il bello di vivere in un mondo pulito sembra sempre di più un utopia.

        Risposta
        • 5 Ottobre 2018 in 21:02
          Permalink

          È una delle cose che meno capisco al mondo. La roba abbandonata in giro. Boh.

          Risposta
          • 5 Ottobre 2018 in 22:45
            Permalink

            E si che non è nemmeno una cosa chissà quanto difficile da contrastare! Fissi un giorno a settimana e quel giorno passa un furgone e raccoglie tutti quei rifiuti che magari non tutti possono portare ad un isola ecologica.E questo fatto alla brutta perché poi con app e tecnologia su potrebbe fare tutto on demand riducendo anche i costi perché invece di far girare un furgone quello va solo dove è stato richiesto.Io poi guarda, per tutte le cose nuove imporrei l’inserimento di un microcihip che all’atto dell’acquisto registri il compratore e che quindi ne diventa poi il responsabile…trovo una lavatrice abbandonata per strada…ok…vediamo il chip che dice…e gli mandi a casa le spese di raccolta…

            Risposta
            • 5 Ottobre 2018 in 22:48
              Permalink

              Sarebbe un’idea ottima! Diciamo che qua vige un consumismo sfrenato. La percentuale di rifiuti riciclati è bassissima rispetto alle cifre a cui siamo abituati. Il continente è talmente grosso che molti credono ancora alla sostenibilità infinita. Beati loro e poveri noi!

            • 5 Ottobre 2018 in 22:58
              Permalink

              Qui invece, da nord a sud di è creduto che il sottosuolo fosse infinito, poi che bastasse mettere bandierine blu per aver un mare pulito ed ora ci si è convinti che basta abbassare dei limiti per rendere l’aria respirabile! La monnezza ordinaria invece è parte del panorama e nessuno ci fa più caso come alle buche del resto!

            • 5 Ottobre 2018 in 23:04
              Permalink

              Già, questa cosa dell’asticella da spostare è tristissima. A Milano spesso andavo al parco Lambro e non ti dico la puzza del fiume. Col vento andava ovunque 🙁

            • 6 Ottobre 2018 in 06:46
              Permalink

              Purtroppo non mi pare di vedere un cambio di rotta ne globale ne locale quindi boh…non voglio immaginare il futuro con questo trend ma spero che un giorno arrivi un qualcosa che faccia invertire la rotta.

            • 6 Ottobre 2018 in 14:07
              Permalink

              L’asteroide 🙂

            • 6 Ottobre 2018 in 15:17
              Permalink

              Ahahah rido perché non volevo dirlo ma l’ho pensato anche io!😬

  • 5 Ottobre 2018 in 20:17
    Permalink

    Non sarà tutto un paradiso, ma la sensazione che mi dai leggendoti è sempre che comunque sia meglio di qua. Quanto all’ultimo capoverso, come ti ho già scritto, ricordati che non sei tu. Potrà infilarsi come ospite indesiderata, potrà importunarti quando meno te l’aspetto, ma è cosa altra. Lasciala fuori, non ti appartiene e soprattutto tu non le appartieni.

    P.S. quando ripassi per il bel paese una birretta insieme?

    Risposta
    • 5 Ottobre 2018 in 20:30
      Permalink

      Love, punto. E volentieri 🙂

      Risposta
  • 8 Ottobre 2018 in 18:39
    Permalink

    Molto bello, grazie. E’ un po’ triste che ci siano, down under, alcuni degli aspetti deteriori degli anni ’90. Però gli anni ’90 erano anche belli. Si aspettava il nuovo milennio. Un’atmosfera messianica, difficile da esprimere.
    Buina serata (o notte)
    🙂

    Risposta
    • 8 Ottobre 2018 in 18:44
      Permalink

      Vero! Ero ragazzina, forse anche per questo li ho vissuti nella spensieratezza più totale. Quaggiù si ritrovano aspetti diversi, è tutto insieme ibrido e familiare. Però ecco, il senso civico non dico che non ci sia, ma mi immaginavo che proprio fosse ai massimi livelli e invece no, e già questo basta a colpirmi. Buona giornata a te 🙂

      Risposta
  • 21 Ottobre 2018 in 20:45
    Permalink

    Avevo letto di questo post sulla pagina facebook e son venuta qui per darti manforte contro gli scarafaggi, che si pensano soprammobili e adorano decorare le case. Almeno la mia.

    Invece come sempre mi hai fatto esplodere il cervello con la tua intelligenza e peculiare acutezza.

    Vorrei questo potesse bastasse per sconfiggere il punto 1, so che non e’ cosi’ ma ti auguro tante cose belle a decorare le pareti di casa tua (no scarafaggi giganti!).

    Risposta
    • 21 Ottobre 2018 in 22:46
      Permalink

      Grazie, me lo tengo stretto questo augurio! 😘 Comunque pensa che qui di scarafaggi non ce ne sono, zero! Abbiamo inutili farfalle estive marroncine che amano venire a passare le ultime ore di vita dietro i mobili di casa e finire seppellite nell’aspirapolvere, ma poi basta. Sarà perché è un palazzo relativamente nuovo, ma la piaga degli insetti manca. In compenso però appena i vicini di sopra fanno un passo abbiamo paura che venga giù tutto 🤔

      Risposta
  • Pingback:Subcultura australiana: la "coffee culture" (sic) – Lucy the Wombat

  • 9 Gennaio 2019 in 08:46
    Permalink

    un piatto della pizza così non l’avevo mai davvero visto! credo vinca su tutto, o forse fa concorrenza al super panino.. per il resto, soprattutto i rifiuti ingombranti se ne vedo anche qui che poi fatica a buttarli per strada quando vengono a raccoglierli per il corretto smaltimento gli addetti ai rifiuti

    Risposta
    • 9 Gennaio 2019 in 10:34
      Permalink

      Da quella pizza non sono più tornata 🤔

      Risposta
  • 30 Aprile 2019 in 20:26
    Permalink

    Probabilmente l’immondizia lasciata sul ciglio della strada ritornerà sotto forma di panino, me lo sento

    Risposta
    • 30 Aprile 2019 in 21:34
      Permalink

      Totalmente! La reincarnazione a St Kilda passa da qui 😀

      Risposta
  • 30 Aprile 2019 in 20:28
    Permalink

    Resto basita, incredula, con occhi sbarrati e senza parole. Ma davvero gli articoli da smaltire si trovano in strada così? E soprattutto, vogliamo parlare delle siringhe? MA che roba è???? cioè io mi lamento a volte delle condizioni qui da me ma resto decisamente allucinata a sentire queste cose! Come se fosse normale, come se non ci fosse nulla di strano! Lucy ma dove ti sei trasferita? Sono felicissima che tu abbia fatto un grande passo avanti parlando del mostro peggiore che tu abbia mai incontrato, un passo da non sottovalutare quindi complimenti. Al tempo stesso però sono abbastanza ( vedi molto, troppo, incredibilmente troppo!) preoccupata per tutti gli altri mostri che hai menzionato!

    Risposta
    • 30 Aprile 2019 in 21:35
      Permalink

      Faccio comunque una precisazione: le cose peggiori accadono solo in certe poche zone, tipo le siringhe. Non che sia tutto orrore eh, anzi! Però a voler fare una lista queste sono state alcune delle prime cose che mi sono venute in mente sotto la voce “quello che non va”!

      Risposta
  • 24 Agosto 2019 in 20:43
    Permalink

    Il Mostro Depressivo lo conosco, veramente orrendo.
    Meglio non nominarlo a voce troppo alta, per tenerlo a cuccia.
    Certo che il Mostro Panino non scherza O.o
    Probabilmente è una concausa diretta della depressione, appunto.
    Il Mostro MegaCamion invece mi piacerebbe conoscerlo. Da bordo strada ovviamente.

    Risposta
    • 24 Agosto 2019 in 23:59
      Permalink

      Sicura? Io il camione, o road train, come lo chiamano qui, lo temo anche a distanza!
      Il malefico episodio invece preferisco nominarlo, visto che per troppo tempo non lo riconoscevo nemmeno! 🙂

      Risposta
      • 25 Agosto 2019 in 00:03
        Permalink

        Vero… è anche così che ti frega.

        Diciamo che sul camione sarebbe divertente salirci 😀 Vroom vroom.

        Risposta
        • 25 Agosto 2019 in 00:05
          Permalink

          Quello sì. Un sogno, perché oltre a un australiano dentro di noi c’è anche un camionista 😀

          Risposta
    • 24 Agosto 2019 in 23:59
      Permalink

      (Mi dispiace che lo conosca anche tu, non è la risposta che uno spera di leggere) :*

      Risposta
      • 25 Agosto 2019 in 00:04
        Permalink

        Grazie, tesoro.
        No, non è il massimo, ma ho brandito le armi e l’ho ricacciata in remissione.

        Risposta
        • 25 Agosto 2019 in 00:06
          Permalink

          Ecco, questo invece mi fa molto MOLTO più piacere!

          Risposta
          • 24 Agosto 2019 in 16:20
            Permalink

            Il mondo è nostro, baby 😎
            Per i mostri c’è l’outback.

            Risposta
            • 25 Agosto 2019 in 10:24
              Permalink

              Che bella immagine 🙂 😘

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