Lobotomie e ruote panoramiche

La danza dei cervelli morti

coca cola bottiglia con nome salma

Il mercoledì, nel luogo nefasto dove passo alcune ore della mia settimana per un progetto, è il giorno della morte dei cervelli. Ossia: i cervelli dei presenti si prendono per mano e, come i topi al seguito del pifferaio magico, in un giulivo girotondo tutti insieme si suicidano. Lo stupefacente mercoledì! Il disperante, psicotropo mercoledì! Oh, come vorrei che poteste assistere, e condividere con me i sintomi dell’LSD, o per meglio dire, del supervisor che ci dà istruzioni – è uguale. Mortifero. Stavolta me l’ha detto anche una bottiglia di Coca Cola: mi è saltata in mano e dopo un’occhiata alla mia faccia ha esclamato “oggi mi condivido con una salma”.

Team meetingcidio di massa

Il tema del giorno è un meeting da organizzare. Penso: bisognerà prendere un foglio, intestarlo, scriverci di cosa si tratta – fine. Easy-peasy. E invece no! Il meeting si rivela essere (musichetta sospesa di Shining) dei mini-meeting a gruppetti (musichetta dell’orrore di Hitchcock). Un pulcioso lavoro di gruppo! Preferirei essere gettata in un pentolone di pece e poi ricoperta di piume, purché da sola. Ne uscirei meglio.

L’incubo ricorrente delle istruzioni

Il supervisor ci dà una check list che sembrano le istruzioni per costruire la Morte Nera con gli stuzzicadenti. Spiega che dobbiamo fare A, poi ripete: “B. Capito? A! Sì, B. Copiate pure da C” (che non c’entra niente). Chiedo: “Dunque dobbiamo fare A o B? Non è il caso di escludere C?” – Supervisor: “A! B! Certo! Fate pure B, e/o A, proprio come C”. La spiegazione dura quaranta minuti.

facebook reazione gulag
(Web image)

Come soccombere alle riunioni australiane

La giapponesina del mio team, sgomenta, scappa in bagno e non ricompare più. La coreana sceglie la via dell’aggressività, se solo il suo inglese fosse comprensibile. Il filippino saputello si è dato malato. Ma poi in quanti siamo nel team? In tre, ah no otto, cioè cinque. L’australiana perfettina – una tipa con l’accento così gutturale che, più che parole, con la voce produce grattate sull’asfalto – parla e parla senza quagliare, finché la sua gutturalità, unitamente al disgusto sociale, non mi provoca un conato di vomito. La pancia mi si attorciglia. Tutto talmente alienante che inizio a trovarci un’attrattiva, come a teatro. Prendo mezzo Xanax per apprezzarlo meglio.

canguro sdraiato con l'aria stupida

Be a team leader!“, la favola spaventosa per adulti

Osservo la scena come al rallentatore, identificando il momento preciso in cui potrei sciorinare la tanto osannata leadership con cui ci ossessionano (ispirate le persone! abbiate una visione! ecc.), e trasformare il caos in ordine e disciplina con le stesse illuminanti scie magiche dello scettro di Sailor Moon. Ma nella mia propensione a sabotare ciò in cui non credo, l’unica cosa che sfodero, oltre all’intimo dissenso, è un’aria da geniale e instancabile artigiano fiorentino cinquecentesco che lavora solo nel completo isolamento; e, sempre annuendo, mi metto a fare tutt’altro al pc (nel dettaglio: cercare una nuova veste grafica per questo blog).

Nel cimitero dell’intelligenza

torta a forma di xanax
(Web image)

Lacrimo internamente, celebrando il funerale delle menti pensanti in terra australiana. La terra che nessuno ha ancora capito come riempire di contenuti veri, pregnanti; e che allora ti insegna a seguire protocolli, a consultare policies and procedures, a costruire crisalidi vuote composte unicamente di strutture con dentro il nulla. Quella che ti istruisce per pensare dentro al coro, per eseguire punto per punto e guai a invertire l’ordine. E intanto ogni giorno, lentamente e inesorabilmente, la tua capacità cognitiva si accartoccia, sempre più dimentica dei tempi migliori.

(Nello stesso momento, in rete, vedo una foto di una grossa torta di compleanno a forma di scatola di Xanax e rido molto. Ma subito una signora commenta “ma non bisogna scrivere il nome dei farmaci, poi qualcuno emula! Admin!!1!”, e io “Ma è una torta!”. Vengo ammonita perché “Per chi prende il farmaco non c’è niente da ridere”. Sipario).


Cose tonde che girano

melbourne vista al tramonto con melbourne star

Nel pomeriggio, insieme ai mini-team, vado a incontrare lo staff della Melbourne Star, la titanica ruota panoramica a forma di stella che intende far concorrenza al London Eye di Londra. Ci parlano di marketing, vendite e affini: una volta ad esempio hanno riempito alcune cabine con sabbia e ombrelloni, per farne una microscopica spiaggia sotto vetro sospesa a 120 metri. Mi impegno a dire qualcosa di intelligente: domando A, però mi rispondono B, e nessuno se ne accorge. In compenso si autolodano per la loro attention to detail.

Ormai ho nostalgia persino di quelle persone che al posto di situazione ansiogena dicono ansiolitica: datemi qualunque cosa nel mio italiano, finanche sbagliato, purché sia frutto di un errore isolabile e non di una sistematica tara cognitiva. Vi prego.

Ansia volante

Prendo l’altro mezzo Xanax e mi preparo a volare. Dobbiamo salire sulla ruota. Un giro che invece che “corsa”, come sulle giostre, si chiama direttamente “volo”, anche se va alla velocità di uno all’ora.

melbourne star ruota panoramica vista dall'interno

Il mio ansiolitico occasionale, comunque, in realtà ha una ragione ben diversa dall’ansia sociale: ho una paura ancestrale delle altezze in movimento, un terrore propenso a sfociare nel panico. Di recente in un parco faunistico mi son fatta strisciare addosso due serpenti, ed ero raggiante; poi però un’innocua ruota panoramica mi angoscia, vai a capire.

melbourne vista dall'alto con case palazzi e alberi

Per distrarmi dall’afflizione scatto foto, ma la verità è che la vista, dal modico prezzo al pubblico di 36 dollari (con la scusa che si ha diritto a un secondo giro dopo il tramonto), è bruttarella assai, almeno di giorno. Non c’è bellezza perché siamo sopra i Docklands, l’area portuale commerciale, dei capannoni degli studios televisivi, dei centri commerciali semivuoti e posticci.

La mia Melbourne al sole è un’altra cosa. La mia Melbourne è la vita di St Kilda, il lungomare, il Luna Park del 1912, i parchi verdi, la street art, le casette basse con le verande e i giardini. Non questo. Non chiusi in una capsula senza poter sentire il vento. La mia Melbourne è libera e non costringe. Nella mia Melbourne, inoltre, si può salire gratis al 36esimo piano del Sofitel di Collins Street, infilarsi nella loro lussuosa toilette e godersi una vista spettacolare dal centro città. Gratis.

Quando finalmente torno libera, il sollievo mi sale talmente di botto che mi addormento sul tram verso casa.

Il guaio

lobotomia, panico e ruota panoramica melbourne

Mi riscuoto all’ora del risveglio europeo, così iniziano ad arrivare i messaggi. “Lucy, cosa è successo alla tua amica umana? E al blog?”

Altro che geniale artigiano fiorentino! Ho importato un demo mentre sperimentavo cambi di grafica al blog, e l’intraprendente demo si è messo a inviare email di notifica a destra e a manca con i suoi finti nuovi post in latino. Vuote crisalidi, strutture con dentro il nulla: tutto torna, come un boomerang. E stavolta neanche un australiano da incolpare! Scusate, carissimi lettori!

La cosa bella è che ad avvisarmi sono anche persone insospettabili. Oppure persone che tengono anche loro un blog, e hanno ben presenti i disagi tecnici. Il mio cuore provato dalla giornata si ritempra un pochino… È anche per questo che esiste Lucy.

Ed esiste anche il dolce parente baby boomer, che chiede serio serio: “Perché mi hai mandato 34 email?”



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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

100 pensieri riguardo “Lobotomie e ruote panoramiche

  • 31 Ottobre 2019 in 20:12
    Permalink

    Ho come la sensazione che all’inferno si stia meglio, è un posto brutto dove passare il tempo spero che almeno il progetto sua valido

    Risposta
    • 31 Ottobre 2019 in 20:21
      Permalink

      Non ho ben capito cosa intendi, ma credo di intuire! Il progetto… diciamo solo che per fortuna presto passerò ad altro! Ciao Simone! 🙂

      Risposta
      • 31 Ottobre 2019 in 20:23
        Permalink

        Volevo dire che mi sembra un bel delirio lì, e che spero che il progetto in cui sei coinvolta ne valga la pena

        Ciao Lucy! 😀

        Risposta
        • 31 Ottobre 2019 in 20:25
          Permalink

          A volte è davvero un delirio, guarda! Per fortuna non sono proprio tutti così… Ma c’è una propensione a buttar via il tempo altrui che spesso mi fa venir voglia di darmi fuoco!

          Risposta
          • 31 Ottobre 2019 in 20:45
            Permalink

            Beh dai tra poco avrai finito e ti dedicherai a qualcos’altro, tieni duro! Ciao!!

            Risposta
            • 31 Ottobre 2019 in 21:03
              Permalink

              Di nulla è un piacere Lucy 🤗😀

  • 31 Ottobre 2019 in 20:17
    Permalink

    Ma infatti anche io mi ero preoccupato e ho provato a mandarti un messaggio su FB ma non me lo faceva inviare. Quanto alla ruota panoramica hai perfettamente ragione…ci hai fatto vedere scorci di Melbourne molto più belli. E anche senza chiederci 36 euro!

    Risposta
    • 31 Ottobre 2019 in 20:23
      Permalink

      Vero?!? 😀 E ti dico solo che queste foto sono le migliori, tra le tante che ho fatto ieri! Grazie mille del pensiero, mi hai anche ricordato che devo verificare le impostazioni di Facebook!
      Che panico quando ho capito cosa stava accadendo 😀
      Baci baci!

      Risposta
  • 31 Ottobre 2019 in 20:51
    Permalink

    E insomma meno male che tengo le notifiche attive solo su Wp 😀
    La torta-Xanax la può apprezzare solo chi assume lo Xanax – o almeno un affine. C’è poco da fare, con certi cervelli “normodotati”…!
    Se ti può parzialmente consolare, io svengo quando mi faccio un taglietto sotto l’unghia (caso tipico), ma quando mi sono sbragata il ginocchio e tutti intorno a me erano in panico ho diretto le operazioni di soccorso senza dire ah, e poi ho canticchiato la Fitzgerald mentre mi ricucivano, pretendendo che non schermassero la zona disastrata con archetto e teli: non vedere mi angoscia.

    Risposta
    • 31 Ottobre 2019 in 21:04
      Permalink

      Omg, la cosa del non vedere mi fa un senso assurdo, complimenti! Anche se capisco il relativismo sul tema! Però guarda, ne è nata una discussione molto interessante con una mia amica che conosce anche lei il prodotto e i suoi simili: a lei la torta ha fatto schifo, e non è certo una persona che manchi di intelligenza o di ironia. Però su quel punto diceva “su ‘ste cose devo ridere io, non gli altri”. Non so, a me fa sbracare, non ci posso fare niente. Da lì al romanticizzare il farmaco ce ne passa, ovviamente.

      Risposta
      • 31 Ottobre 2019 in 21:18
        Permalink

        Sono una timorosa invertita 🤣
        Anche la tua amica ha ragione: io per esempio non tollero che qualcuno, altre persone in cura comprese, metta in discussione le mie scelte a proposito appunto di farmaci – capitava nel gruppo di auto-mutuo aiuto per depressi, anni fa. Il gruppo era buono e mi è stato utile, ma su questo fronte nada, non ci intendevamo.
        E comunque, pure a me fa sbracare 😀
        Se me la preparasse una certa mia amica con uno spiccato senso dell’umorismo, non ne avrei affatto a male 🙂

        Risposta
        • 31 Ottobre 2019 in 21:23
          Permalink

          Che strano, però, che non vi trovaste: i farmaci di questo tipo sono ancora una questione talmente variabile, talmente personale, che non capisco come ci si possa sognare di mettere becco nelle scelte altrui. Infatti la signora che protestava stava prendendo alla lettera (troppo, da cui l’ottusità) il fatto che non conviene darsi consigli tra sconosciuti. Non so, sarà che nei periodi in cui proprio non va vado avanti a meme… 😀

          Risposta
          • 31 Ottobre 2019 in 21:30
            Permalink

            Paradossalmente, la diatriba verteva attorno al fatto che io, consapevolmente, pur stando male NON volevo assumere farmaci. E questo mi faceva apparire, ancor di più, “meno malata” di altri – alla base c’era il fatto che non avevo una depressione maggiore, ma una ad episodi brevi e ricorrenti; ma questa è già un’altra storia di cui arriverò prima o poi a parlare.

            Risposta
            • 31 Ottobre 2019 in 21:44
              Permalink

              Nel dubbio io ti mando cuori ^_^ Se e quando ne parlerai sarà una decisione solo tua, non è obbligatorio, così come il trattamento medico (che poi la capisco molto questa cosa… A lungo ho fatto resistenza proprio perché mi disturbava l’idea in sé). Comunque più se ne parla più l’informazione circola, più si è informati, e magari un domani sarà più facile arrivare a diagnosi e cure giuste. 🙂

            • 1 Novembre 2019 in 02:36
              Permalink

              Proprio così, non è semplice, ma tacere è anche peggio – io l’ho sempre pensata così.
              In attesa di scrivere un libro (seee, ciao: è un po’ come dire In attesa di diventare regina) proverò a condividere qualcosa sul blog. Come se non avessi già in ballo mille altre cose 😀
              Besos, carissima.

            • 1 Novembre 2019 in 07:46
              Permalink

              Non vedo l’ora. Che poi tu un libro lo potresti scrivere benissimo e pure meglio 😍

  • 31 Ottobre 2019 in 21:50
    Permalink

    Mi confermi un’opinione che mi sono fatta ormai da tempo, e cioè che la vecchia decrepita Europa è ancora un faro, grazie alla sua tradizione, cultura e quindi capacità intellettuale e di pensiero, e nonostante il passato discutibile di crociati, roghi alle streghe e colonialismo, dittature e guerre di religione e non soltanto. D’altronde, è in Europa che nasce l’Illuminismo e il seguito, svolta di cui difetta ed è fonte di guai l’area islamica. Vero anche che gli Orientali non scherzano, se penso ai millenni di civiltà cinese, indiana sebbene quest’ultima si sia poi corrotta, i famosi corsi e ricorsi vichiani…
    Conclusione: vivi l’Australia per i suoi teneri e variegati animali e ignora, se appena possibile, gli umani.

    Risposta
    • 31 Ottobre 2019 in 22:19
      Permalink

      Che belle parole, mi consolano! 🙂 L’Europa è IL faro… e da qui ancora di più. Secondo me è essa stessa causa del suo male, con la sovrappopolazione, i movimenti globali e l’estremizzazione del capitalismo con il divario tra i sempre più ricchi e i sempre più poveri. Da un lato la gente per sopravvivere deve diventare sempre più intelligente, dall’altro è oggettivamente troppa e deve uccidersi l’una con l’altra. Sto scrivendo un po’ a ruota libera, qui è tardi, spero che abbia un senso :°°D

      Risposta
      • 1 Novembre 2019 in 00:34
        Permalink

        L’Europa, almeno finora, riesce a far fronte alla sovrappopolazione come pure il capitalismo e il divario tra i sempre più ricchi e i sempre più poveri è argomento la cui verità andrebbe approfondita per poi essere verificata. Almeno, per quanto concerne i riflessi europei.
        L’Europa, dalla fine della guerra a oggi, ha fatto progressi economici enormi, è la meta agognata di tutto il globo, da terra di emigranti (tedeschi e svedesi emigranti compresi). Qui a Milano trovi flussi provenienti dall’intero Sud e Centro America, dall’Africa tutta escluso il Sud Africa, per non parlare di Medio Oriente e dell’Est fino ad arrivare alle ben note… “filippine”.
        L’assistenza sanitaria europea e i nostri servizi sociali se li sognano negli USA che pure sono gli USA.
        Gli europei dovrebbero essere consci di questo e non reagire con la moda “sovranista” ma migliorare l’unione, per non finire in cocci (allora sì!) pressati tra il Trump di turno e la Cina.

        Risposta
        • 1 Novembre 2019 in 07:59
          Permalink

          Sempre viva l’UE, che rimane il meglio, e noi abbiamo vinto la lotteria della nascita. Anche se non condivido il tuo ottimismo di fondo, penso soprattutto ai ragazzi di oggi che non so che mazzo dovranno farsi per avere una vita libera e indipendente nel senso alto a cui siamo abituati!

          Risposta
      • 1 Novembre 2019 in 07:29
        Permalink

        Mi immagino Malthus nell’aldilà che si pavoneggia con Marx e gli altri pensatori e chissà che non abbia vinto pure qualche scommessa.

        Risposta
        • 1 Novembre 2019 in 07:44
          Permalink

          Marx lo immagino più sulla maglietta “I told you about capitalism”, ma capisco cosa intendi! 🙂 Ti dico solo che ho appena sentito, in diretta, dire che la cristianità è nata in America!🤦

          Risposta
          • 1 Novembre 2019 in 22:16
            Permalink

            Allora spostiamo il Vaticano a Washington e risolviamo un po’ di problemi italiani.

            Risposta
  • 31 Ottobre 2019 in 21:52
    Permalink

    Facevo il quarto superiore e per insegnate di Elettronica avevo una greca tappa che non parlava un italiano corretto, aveva l’alito cattivo, sospettavo tradisse il marito con qualcuno e stava sulle palle a tutti, perché era molto stronza. Ora, questa tipa insegnava una materia scientifica, capisci?, dunque molte cose non erano opinabili. Eppure nelle sue mani intere spiegazioni di resistenze, circuiti e cip integrati diventavano avveniristiche avventure ai confini della realtà. Come quella volta in cui ci spiegò una certa cosa. La dimostrazione non gli venne, ma lei con un escamotage disse che le era venuta. Io, l’unico in tutta la classe che se l’era appuntata scrupolosamente, proprio perché temevo lei e la sua materia e non volevo esser attaccato quando sarei stato interrogato, venni interrogato su quella cosa dieci giorni dopo. Le ripetetti tutto per filo e per segno (anche se non ero d’accordo), ma lei disse semplicemente “no”: la dimostrazione era sbagliata! Solo che era quella che lei ci aveva spacciato per vera! Beh, te la faccio breve, quell’anno rimandato in elettronica. E non mi dilungo oltre!
    Immagino quando possa essere frustrante per una ragazza d’un intelligenza vivace come la tua esser costretta a cose di questo tipo,
    che poi il colmo è che vieni ammonita pure, perché loro odiano la Razionalità e l’Ironia (che sono sorelle molto strette).
    Domandi A e rispondono B, Come una radio locale, qui di Roma, in cui si parla tutto il giorno di calcio, hai presente (lì a Milano non credo che ce le abbiate a ‘sti livelli): un giorno uno fa loro una semplice domanda (era lo spazio dedicato agli ascoltatori). Sono in tre in studio. Ma il primo fraintende e risponde a cacchio. Quello dopo afferma di non aver capito la domanda, evidentemente fuorviato dal primo; il terzo, quello più giovane che dovrebbe avere una marcia in più, esagera e prende lo sfondone più grande. Allora io penso: ma come ca$$o è possibile che ho capito io che sto a casa mia e loro, che fanno pure quello di lavoro, non hanno un minimo di lucidità mentale per capire una semplice domanda, tra l’altro anche realizzata correttamente?
    Paura delle altezze: ho le vertigini anche quando vedo dei film comodamente seduto sul divano di casa, quando ci sono scene che le fanno venire. Temo talmente tanto la cosa che ho immaginato un mucchio di volte di trovarmi chissà come su un cornicione per poi svenire cadendo nel vuoto…
    E sì che mi ero accorto, anche se ormai quell’email la controllo di rado, di tutti quei tuoi falsi post, Ma giuro pensavo che fossero frutto di un virus, spam o qualcosa di simile (delle volte mi giungono email anche da me, e io certo non sono stato)! E invece era quella stupida demo, che proprio non riesco a capire perché mandi vere email di notifica per post che non esistono… Bah!
    PS: scusa se sono andato troppo lungo… 🙂

    Risposta
    • 31 Ottobre 2019 in 22:26
      Permalink

      Sui blog nulla è mai troppo lungo, tranquillo! 🙂
      Anche altri hanno pensato a un virus, e ci stava pure; il demo che facesse una cantonata così inverosimile non ho potuto prevederlo…
      Dev’essere brutto avere le vertigini così forti, non si può proprio far nulla per ridurle? Per me è strano perché la paura riguarda solo le cose che si muovono, quindi appunto ruote panoramiche o ascensori di vetro. Per il resto l’altezza mi piace pure… non so se ha senso!
      L’aneddoto dell’insegnante è tragico nella sua verità. Ne ho avuta una così, di chimica, quell’anno precipitai dall’8 al 3, per fortuna se ne andò. Non si capiva proprio cosa dicesse in italiano. Drammatici gli insegnanti così °_°

      Risposta
  • 1 Novembre 2019 in 02:21
    Permalink

    Caio Lucy! I tuoi insegnanti dovrebbero essere insegnati! Contentissima che tu abbia smesso di mandarci versioni dal latino! Ho pensato che a forza di stare agli antipodi, ti fosse andato, appunto, il sangue alla testa! In realtà, siccome avevo ricevuto le mail di notifica, non riuscivo proprio a spiegarmi che cosa fosse successo, pensavo a un errore passeggero del server. Bene, qui sta arrivando l’autunno e non mancano le giornate di pioggia… Ciao a presto, ah, se ti conforta, io soffro molto di claustrofobia e ho (quasi) superato l’agorafobia, che però continua a crearmi ansia molto inopportuna quando nuoto in mare aperto.

    Risposta
    • 1 Novembre 2019 in 08:04
      Permalink

      Ciao Silvia… la claustrofobia e l’agorafobia, se acute, son brutte bestie, anche se non le conosco personalmente. Certo che nuotare in mare aperto un po’ di ansia la mette (io ad esempio ho una paura ancestrale delle onde, ma pure dentro a una piscina dove si tocca :D)
      Sorry per lo spam, davvero, ci stava tutto pensare alle ipotesi più disparate! Non ti dico la faccia che ho fatto quando mi son resa conto!!

      Risposta
      • 1 Novembre 2019 in 20:04
        Permalink

        Se nuoto in compagnia mi succede molto meno! Altrimenti devo tornare nuotando a dorso perché altrimenti mi prende il 🙀. In pratica non nuoto mai da sola, potrebbe farsi pericoloso. Ciao ciao a presto ! Lorem ipsum 😂!!!

        Risposta
        • 1 Novembre 2019 in 20:07
          Permalink

          Con Lorem ipsum crepo 😀
          Sì beh da soli è molto peggio! Io invece noto a rana o a dorso (il dorso poi è rilassantissimo!) perché odio mettere la testa sott’acqua, mi bruciano tantissimo gli occhi. Da cui l’odio per le onde 🙂 Ciao!!

          Risposta
          • 1 Novembre 2019 in 22:27
            Permalink

            Ti consiglio di provare la maschera. Io ho gli occhi molto delicati e non c’è la faccio proprio a tenerli aperti senza. Puoi vedere i pesciolini, respirare… molto rilassante!

            Risposta
            • 2 Novembre 2019 in 09:22
              Permalink

              La maschera e il boccaglio sono una gran cosa in effetti! Anche se poi ti dirò, il mare australiano è una gran fregatura: o hai la muta, oppure muori di freddo. Non vedo l’ora di ricapitare nel Mediterraneo e farmi tante sguazzate come una volta! 😀

  • 1 Novembre 2019 in 02:37
    Permalink

    Dopo aver tentato di lobotomizzarti il cervello la mattina, a me piace che abbiano scelto per te un’attività con delle cabine anti-suicidio il pomeriggio… 😉

    Alex

    Risposta
  • 1 Novembre 2019 in 19:14
    Permalink

    Al punto “se solo il suo inglese fosse comprensibile” ho iniziato a ridere e ho faticato a tornare seria. Dove lavoro io i meeting sono ancora più inutili (e senza ruota panoramica). Qualche anno fa era arrivato un capo nuovo super pro, convinto che in una società finanziaria capissimo i numeri, e aveva iniziato a farci riunioni settimanali con statistiche e tabelle pivot. Io ero una delle poche che avesse una vaga idea di cosa stesse parlando perché mi occupavo di estrarre i dati all’epoca, la maggior parte dei miei colleghi passava il tempo a fissare il vuoto annuendo in modo serio. Inutile dire che poi pure il super mega boss si è stufato di cercare di dare un senso alle nostre giornate e al nostro lavoro!!! 😀

    Risposta
    • 2 Novembre 2019 in 09:24
      Permalink

      Bene ma non benissimo 😀 Nel mio caso per fortuna, ancora poco tempo e questa cosa che sto facendo finisce, dovrò mettermi a cercare altro… e non vedo l’ora 😀

      Risposta
  • 1 Novembre 2019 in 22:50
    Permalink

    Non sono un animale sociale. Lavorare in gruppo sarebbe deleterio e assolutamente pericoloso per i restanti partecipanti. Io ho sempre ragione e non transigo. Punto. Per quanto io sia una roller coaster Addict, e ne ho fatte di bestiali, sulla ruota panoramica mi sento morire. Questa lentezza nel salire e nello scendere, il dondolio fastidioso della cabina….. ma anche no! Preferisco volare a velocità della luce, che tanto il giro dura meno e non capisci una mazza di quello che sta succedendo.

    Risposta
  • 2 Novembre 2019 in 02:15
    Permalink

    Ma com’è possibile, 36 dollari per una ruota panoramica che non ha nessun panorama? Ma ci salirà poi qualcuno o è sempre vuota? Io di certo non salirei!

    Risposta
    • 2 Novembre 2019 in 09:18
      Permalink

      In realtà ha molto successo. Credo che dal tramonto in su ne valga assolutamente la pena, gli skyline delle città con grattacieli son sempre notevoli. Però di giorno, a mio parere, non era proprio niente di che. A Melbourne ci sono i rooftop bar, meglio andare in uno di quelli e spendere i soldi in drinks! 🙂

      Risposta
  • 2 Novembre 2019 in 06:13
    Permalink

    Io ho il terrore delle giostre, anche della ruota panoramica. Soprattutto perché una volta a New York una mi amica mi ha convinta a salire su una ruota che aveva dei carrelli e le cabine si muovevano di colpo man mano che la ruota girava. Me la sogno ancora!

    Risposta
    • 2 Novembre 2019 in 09:17
      Permalink

      Mai farsi convincere da nessuno a salire su uno di quei mostri infernali! Mai!

      Risposta
  • 2 Novembre 2019 in 09:14
    Permalink

    Malefico lorem ipsum!! 😂 Non so se è per quello che non riesco a mettere mi piace agli articoli, comunque sei riuscita a farmi ridere moltissimo, anche se nella situazione che descrivi c’è poco da stare allegri! Io ho sempre odiato i lavori di gruppo, ti capisco molto bene, l’esposizione prolungata ai colleghi può essere catastrofica

    Risposta
    • 2 Novembre 2019 in 09:14
      Permalink

      Ti ringrazio per la solidarietà! Catastrofe è la parola giusta, quando basterebbe dare a ciascuno il suo! (posso chiederti in che senso non riesci a mettere i mi piace – che espressione posticcia -? Dopo il lorem ipsum sono ancora nella fase, ovviamente adorata dagli Aussies qui, della investigation!! :D)

      Risposta
      • 3 Novembre 2019 in 06:38
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        Hihiiii praticamente ogni volta che cliccavo su Mi piace mi si apriva un riquadrino tipo finestra pop up, però non caricava nulla, rimaneva un rettangolo bianco sopra la pagina. L’unica alternativa era chiuderlo ma poi non mi salvava il Mi piace. Boh! Oggi però sono riuscita, quel riquadrino mi chiedeva di inserire mail wordpress, era tipo un login necessario per poter interagire. In compenso la finestra per il commento ci ha messo un po’ a comparire, prima vedevo solo uno spazio bianco ma non faceva fare clic… il sito si starà aggiustando, io mi ricordo quando noi avevamo cambiato template era stato un disastro per un bel po’, sia alcune funzioni interne sia soprattutto l’indicizzazione su google, ma alla fine si era abbastanza risolto da solo

        Risposta
        • 3 Novembre 2019 in 08:57
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          Aahh ho capito! Mamma mia che stress, comunque grazie tantissimo per la spiegazione accurata che non avevo modo di scoprire da sola! Come dicono qua (io ovviamente sgomenta):
          TEAM! = Together We Achieve More! Ahahah 😀

          Risposta
  • 2 Novembre 2019 in 17:06
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    Ho iniziato a ridere da sola dopo le prime venti righe e sono andata avanti fino alla fine! Non so perché non ricevo più le tue notifiche (nemmeno spam), ma ho appena aperto un link sul desktop per rimediare. Buon weekend a te e anche a Lucy

    Risposta
  • 3 Novembre 2019 in 18:57
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    Stavolta nel complesso ci ho capito poco ma va bene così però l’australiana che se parla fa grattate sull’asfalto mi ha steso!😂
    Sono poco presente…che è successo al blog?A me mail non sono arrivate!🙄

    Risposta
    • 3 Novembre 2019 in 22:44
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      Che sollievo!! Praticamente sono partite da sole una trentina di email a chi ha attive le email di notifica per i nuovi post. Stavo smanettando col blog e lui ha preso l’iniziativa 😂 Me ne sono accorta grazie ai lettori! 🤦😂🔮
      Buona domenica dear!

      Risposta
      • 3 Novembre 2019 in 18:15
        Permalink

        E wp è veramente assurdo e complicato infatti ho da tempo deciso che l’ho fatto così e non lo tocco più!😂😂😂

        Risposta
        • 5 Novembre 2019 in 10:09
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          Più che legittimo 😀 Ma me piace farmi del male 😀 No, davvero, in realtà trovo interessante smanettare, una parte di me avrebbe dovuto studiare grafica, starei ore a provare combinazioni ad esempio. Però devi sapere bene quello che fai, ehm ehm!

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          • 5 Novembre 2019 in 12:16
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            Si smanettare piace anche a me a patto però che vi sia sempre la certezza di poter tornare al punto di partenza in caso di disastri!😬

            Risposta
            • 5 Novembre 2019 in 14:36
              Permalink

              Io non sopporto l’incertezza e faccio sempre il possibile per evitare di trovarmi in quella situazione.Poi, se mi ci trovo…vado in crisi…ed è una cosa che odio!

            • 5 Novembre 2019 in 13:08
              Permalink

              Discorso molto interessante che aprirebbe mille prospettive! Pensa che per me l’incertezza è un po’ il sentimento di base invece, mi ci sento così abituata in tutto e per tutto che non ci faccio nemmeno più caso!

            • 5 Novembre 2019 in 16:57
              Permalink

              Magari sarà l’argomento di un futuro post!🤔

  • 4 Novembre 2019 in 15:56
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    I tuoi racconti mi strappano sempre un sorriso 🙂 Però 36 dollari per un giro sulla ruota panoramica sono davvero tanti!!!

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 22:08
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      Condivido in pieno 36 dollari australiani sono una vera follia oltretutto la paura e le vertigini comprese nel prezzo sono anche Len mie

      Risposta
  • 4 Novembre 2019 in 16:42
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    Quando c’è stato il terremeto in Emilia (nel 2012) ho passato un mese fuori casa senza sapere se sarei tornata. Quello è stato un periodo tosto per mille motivi e la conseguenza è stata che mi sono cadute addosso delle paure immense. Alcune le ho sconfitte nel tempo ma altre no. Mi è rimasta la paura del vuoto e delle cose che non posso controllare. Sicché, le ruote sono bandite, per quanto io le ami. Ahimé.

    Risposta
    • 5 Novembre 2019 in 10:05
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      Ouch! Questa cosa di cui parli in sé fa schifo, ma almeno ne hai la consapevolezza (non è scontato, ci sono persone che ancora non la hanno). Baci!

      Risposta
  • 5 Novembre 2019 in 03:00
    Permalink

    Io non so se ho paura delle ruote panoramiche, ma c’è da dire che tutte le volte che ci sono salita ho dato di stomaco. E tutti in famiglia ormai mi prendono in giro. Eppure non mi fanno paura, giuro. Io ci salgo, ma poi… finisce a schifìo.
    Baci baci

    Risposta
  • 5 Novembre 2019 in 19:34
    Permalink

    A volte penso che in fondo per quante cose ci siano che non vadano in Italia e in Europa, forse all’estero non è tanto meglio.Vero che in un modo o nell’altro riesci sempre a farmi ridere, tipo con la tizia che è scappata in bagno senza tornare più e tutte quelle A, B e C di cui sinceramente non ho capito una mazza. Però cavoli se è complicato certe volte lì!

    Risposta
    • 5 Novembre 2019 in 20:57
      Permalink

      Mamma mia guarda! A volte mi sembra di impazzire! 😀 Sono contenta di averti strappato una risata, comunque 😀

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    • 12 Novembre 2019 in 17:45
      Permalink

      Un meeting più agguerrito di un campionato mondiale di calcio in altre parole! Quel genere di giornata in cui non vedi l’ora di metterti il pigiama! Ps io anche ho un ricordo bellissimo di St Kilda, una delle zone che più ho amato in città!

      Risposta
      • 12 Novembre 2019 in 20:38
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        Che bello! Quando qualcuno mi scrive che è stato a Melbourne, e soprattutto nella zona dove abito ora, mi emoziono… Un po’ come nel secolo scorso prima di internet 😀

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  • 5 Novembre 2019 in 20:41
    Permalink

    Lucy il tuo team al lavoro è proprio buffo!! Sono curiosa di sapere di cosa ti occupi.. almeno mi auguro che le prossimi riunioni siano più efficaci
    ps: neanche a me piacciono molto le ruote panoramiche… ho un po’ paura delle altezze e l’idea di rimanere sospesa in aria mentre qualcuno scende o sale da/su un’altra cabina mi inquieta un po’

    Risposta
  • 5 Novembre 2019 in 21:39
    Permalink

    Non sono mai stata in Australia quindi non ho mai preso parte a uno di questi gruppi di lavoro di gruppo australiani, ma ho avuto un’esperienza simile con il mio vecchio lavoro. Per un periodo di due mesi, ogni lunedì alle nove dovevamo incontrare un coach per fare brainstorming sui nostri progetti lavorativi e imparare il team leading. Solo il fatto di scrivere queste parole e ricordare gli incontri mi fa venire la pelle d’oca. Cercavo sempre di fingermi addormentata, ma il coach cercava sempre di coinvolgermi in attività di gruppo in cui dovevamo abbracciare la gente per dimostrare che ci fidavamo. Brrr. Ah, una mia collega era australiana – vuoi vedere che l’idea era sua???

    Risposta
    • 5 Novembre 2019 in 21:44
      Permalink

      Oddioddioddio… sì, tipo così! Il che mi fa venire in mente che… Mercoledì è domani! Aiuto!!!
      Probabile che l’idea fosse della tua collega Aussie comunque, amano davvero ‘ste cose! Grazie per la solidarietà 😀

      Risposta
  • 5 Novembre 2019 in 23:16
    Permalink

    Io non sono un’amante delle ruote panoramiche in generale. Non è solo l’altezza che mi preoccupa, anche il fatto di essere bloccata in una piccola cabina per un tempo X… E sicuramente questa di Melbourne non mi farà cambiare idea! Almeno il London Eye è in una posizione strategica…. Comunque speriamo che i tuoi nuovi progetti siano più piacevoli 😉.

    Risposta
    • 5 Novembre 2019 in 23:21
      Permalink

      Ti ringrazio, Simona! Effettivamente a Londra credo che il sapore sia un tantino diverso. Però almeno la cabina ben chiusa in realtà dà sicurezza. Con quelle aperte, non ti dico… ancora peggio! Almeno per me! 🙂

      Risposta
  • 6 Novembre 2019 in 03:56
    Permalink

    queste manie delle riunioni, dei team, delle”gabbie” e delle “regole” proprio non le capisco. Si perdono ore e ore di tempo per uscire dal meeting ancora più confusi senza aver concluso nulla. Preferisco gli atteggiamenti da artigiano fiorentino! Ma secondo te Michelangelo prima di dipingere si confrontava con qualcuno? Noi italiani siamo geniali perchè siamo “individuali”

    Risposta
    • 6 Novembre 2019 in 07:50
      Permalink

      Esatto… E una volta lontani dall’Italia lo si capisce ancora di più! Ogni volta che mi danno da fare qualcosa con qualcuno mi avvilisco tantissimo 🙁

      Risposta
  • 6 Novembre 2019 in 08:03
    Permalink

    Oooh, ma che bello! Un bel mega polpettone delle cose che odio di più in assoluto: i lavori di gruppo e gli australiani che quando gli chiedi A rispondono B e pure scocciati. Ebbi una litigata estrema con il mio professore di cultura all’università a Sydney: raccontava di come celebravano l’ANZAC day (ndr: si celebrano soldati australiani e neozelandesi caduti in tutte le guerre), una sequenza di tradizioni giocose e festaiole che secondo me distoglievano lo sguardo dalla vera natura della celebrazione. Lo feci notare e con gli occhi iniettati di sangue mi rispose “si, ma ti ripeto che noi per l’ANZAC day facciamo i biscotti”. Ah beh scusa bello.

    Risposta
    • 6 Novembre 2019 in 06:55
      Permalink

      Ti ringrazio perché ho capito esattamente cosa intendi… Ci si sente come il cane che sbatte contro la porta chiusa e non riesce mai a passare! L’ANZAC poi… Biscotti e tramezzini! 😱

      Risposta
    • 6 Novembre 2019 in 07:53
      Permalink

      Ora so come chiamare quelli che chiedi A e rispondono B: Aussie.
      E’ pieno di Aussie il mondo, non ci si crede! O_o

      Risposta
      • 6 Novembre 2019 in 08:00
        Permalink

        Tra l’altro vorrei solo dire che qui è mercoledì, io siedo in una sala conferenze e aspetto l’ospite di oggi che con tutta probabilità rivelerà svariate perle ☢️

        Risposta
  • 7 Novembre 2019 in 05:44
    Permalink

    Ma ci sale qualcuno su una ruota che non ha panorama? T_T Forse avendo ildoppio giro con un biglietto attira più gente al tramonto, lì forse è più comprensibile. Comunque ti capisco ho al tua stessa paura ma, ogni volta, me ne dimentico e compro biglietti per salire su cose. Ed ogni volta mi maledico!

    Risposta
    • 8 Novembre 2019 in 06:33
      Permalink

      Ma wow! Ti ringrazio tanto, recensione bellissima, e forse sai che la Tasmania, di tutta l’Australia, per me è il posto del cuore, il più naturalisticamente e storicamente significativo, anche se è un gusto tutto personale e i locals di qui non capiscono. Sono molto sensibile alla violenza esplicita al cinema, soprattutto quella di questo tipo, quindi non credo che riuscirei a vedere il film, ma me ne dispiaccio tanto! Tu sei riuscita a trovarlo?

      Risposta
      • 8 Novembre 2019 in 08:37
        Permalink

        Eh, ci ho anche pensato, ma il mio spirito divulgativo ha prevalso 😀 😉
        Io ci devo lavorare, ehm, dato che molto difficilmente lo passeranno qui – come dicono i giornalisti della domenica, “ho le mie fonti” XD
        Più che ipocrisia è pochezza, credo: Gibson ce lo siamo bevuto allegramente, esultanti o scandalizzati che fossimo.

        Risposta
        • 8 Novembre 2019 in 06:44
          Permalink

          Io infatti no 😄 Però sì, hai ragionissima! Comunque mi interessa tantissimo quindi magari se lo trovo lo faccio guardare al mio umano e poi lui mi dice. Se ti va poi dimmi anche tu, se poi ti capita. Questa cosa di Netflix con i cataloghi differenziati da paese a paese mi rattrista assai!

          Risposta

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