STRANGE AUSTRALIA

Bellezza e animalità Down Under

Vivere in Australia è bello, sì. Ma perché?

Lasciare da parte le perplessità

Avrete notato che ogni tanto bacchetto – amorevolmente, dai – gli australiani e le loro usanze stravaganti. Ma non è colpa mia se, come mi disse qualcuno quando raccontavo della nascita di Lucy, il mio wombat, sono venuta fuori come “un’osservatrice con un forte senso dell’assurdo” – un modo carino per dirmi che trovo sempre qualche ragione per petulare un po’. Del resto, se devo, preferisco petulare qui sul mio blog personale, e poi essere pacifica là fuori nel mondo. 🙂

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La lista della spesa delle cose belle

Perciò ora, per fare ammenda, annoterò qualcosa di solo ed esclusivamente bello sul continente che mi ha accolta nove mesi fa (sto per nascere, praticamente, e infatti presto darò il via alle pratiche per la permanent residence tanto ambita! Fatemi gli auguri!).

Farò una piccola lista. Se però vi sembrerà che i miei post si avvicinino troppo a quelli tutti uguali e fatti in serie in stile “10 cose da fare in Australia nel weekend”, vi autorizzo a cambiare blog! E a comprarvi una Lonely Planet, una mossa sempre e comunque vincente. 🙂

Una lista, anche perché sono ormai due anni e mezzo che il mio cervello si è sgretolato (qui il riassuntino di cosa mi è successo) e, nonostante i discreti passi avanti, ancora non ne ho recuperata appieno l’ampiezza di pensiero. E infatti scribacchio perché fondamentalmente da allora non riesco a leggere, non come vorrei, ma a scrivere a pezzetti sì, ed è terapeutico.

E poi, forse, anche perché il modus dell’elenco corrisponde alla la forma mentis di chi accumula fatti, esperienze ed impressioni senza trovarvi un capo né una coda, un ordine, un progetto globale (oppure sì, invece, e non è forse proprio quel senso silenzioso ma ben presente, di cui ogni voce dell’elenco è espressione?). In realtà, a ben vedere, io capo e coda li intuisco, almeno su me stessa: il primo se ne sta sulle spalle ad assimilare e a cercare nessi, la seconda sta di dietro e scodinzola.

Ma basta cianciare.

Cosa c’è di molto bello, in Australia?

Le case

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Questo qui sopra è il pattern decorativo tipico di una facciata australiana. Ciò non significa che non ci siano anche edifici più moderni, naturalmente, ma le costruzioni di questo tipo restano l’anima delle città.

A Melbourne ci sono interi quartieri fatti così, di case con il loro davanti aggraziato e fiabesco, rampicanti e alberi da frutto, aiuole di lavanda e rosmarino, e tutto quel che occorre per sognare, compreso il gattino acciambellato e sonnecchiante accanto alla porta di ingresso (ma non in questa foto, non cercatelo, si nasconde bene).

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La luce nell’aria

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Regale e ultrapotente, in un cielo che contiene tutto e non ha alcun timore.

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Così inclusivo che ti chiedi: ma veramente c’è qualcosa anche dall’altra parte? Rimane spazio per un altrove?

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È un cielo più alto e più lungo, un’immensa volta che ne ospita svariati al suo interno, da quello estivo a quello invernale; basta spostare lo sguardo, anzi tutta la testa, e sono tutti lì, insieme. E tu ti senti piccolo e al posto giusto, sempre all’incrocio di qualcosa, mobile come il vento e senza paura.

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Rincasare a fine serata e incontrare l’opossum

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Opossum by night

Cammina su una staccionata, o zampetta su un albero. Entrambi ci avviciniamo un po’, ma non troppo, incuriositi. Ci fissiamo con le rispettive paia di occhioni, per ricordarci che il mondo non è solo nostro, e poi torniamo alle nostre rispettive passeggiate.

Nella casa dove ho abitato il primo mese, qualche volta sentivo rumori felpati sul tetto, come dei passi leggeri. Temevo i ladri, invece mi hanno spiegato: “Naaah, sono gli opossum!”. Una volta sono comparsi anche di giorno, per salutare il mio primo barbecue in giardino, ma nessuno ci ha fatto troppa attenzione, tranne me, ovviamente. Ero deliziata.

La strada di casa che profuma di mare

Il benefico odore marino, intenso e fiero, arriva direttamente dalla spiaggia di St Kilda intrisa di iodio, con le sue beccacce nero-arancioni che pescano per cena sulla battigia.

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Gli uccelli

Creaturine variopinte che decorano ogni superficie, saltellando e vocalizzando. Quando il tempo si accinge a cambiare in peggio, svolazzano tutti agitati, ricordandomi di prendere l’ombrello.

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L’evasione

Fare venti minuti di metropolitana e andare a fare il bagno in un posticino tranquillo, con le stelle marine e i pescetti mimetici.

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Animali dei miei sogni a portata di sguardo

Quaggiù nessun oceano mi separa dagli orsetti koala, e ogni tanto posso andare a trovarli, basta uscire di poco dalla città.

Posso persino piantare alberi perché un domani, quando saranno cresciuti, loro se li scelgano, prima come fonte di nutrimento e poi come nuova casa (rispettivamente dopo 10 e 20 anni!). L’ho fatto davvero: si chiama tree planting, un’esperienza organizzata che fa tornare a casa pieni di soddisfazione.


Tra parentesi: vi potreste chiedere perché mai mi piacciano così tanto le bestie. Ma ce l’avete presente il mondo degli umani, oggi? Ecco.

E poi io in particolare mi sono sempre sentita un po’ bestia, dato che spesso mi esprimo a versi; o che quando ricevo un regalo, subito istintivamente lo annuso, perché noto tutti gli odori; e se qualcosa non mi piace, me ne vado nel momento stesso in cui lo decido, e tanti saluti.

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Mi rilasso con il preening su me stessa e ho il sesto senso del pericolo, come l’animale imbizzarrito prima dell’eruzione vulcanica. Considero una profonda ingiustizia e una pratica snaturata il non andare in letargo; ma soprattutto amo discutere con le bestie dell’essenziale ben più che con gli umani del superfluo, ed entrambi se ne accorgono. Le bestie poi non si arrovellano, non si fanno sorrisi falsi e guerre di religione, non abbandonano rifiuti. Sono la vita ancestrale, possente e sanguigna, senza fronzoli. E quindi, sapere di avere per vicini di casa un sacco di animali, e assai selvatici, mi riempie di gioia e di benessere.

10882114_10152884827531544_7139435039406066598_n.jpg®) L’amore: anche se stavamo già felicemente insieme da tanto, da quando siamo saliti su quell’aereo io e A. siamo ancora più vicini, perché dobbiamo prenderci cura l’uno dell’altro e nessun altro lo farà per noi. C’è una benevolenza ancora più devota ed esclusiva di prima, l’ho scoperta qui e so che rimarrà con noi.22281545_10155641755831544_7506671465444277378_n.jpg®) Sentirmi davvero libera quando vado in giro – dallo sguardo e dal giudizio, dall’interferenza. Lo spazio, mio e altrui, qui esiste ancora. Vado in giro senza respirare quell’ostilità indiscriminata verso il prossimo che ormai in Europa permea l’ambiente e distrugge possibilità. Senza quel senso opprimente di ipercontrollo da applicare al mio self (per mille motivi, dal perché non ho il giusto dresscode, al perché non mi sento in sicurezza…). Come se in Europa fossi sempre un po’ al guinzaglio, e qui no.

®) Le persone gentili, amichevoli. O che ad esempio fanno beneficenza molto più volentieri. Che ti chiedono sempre come stai, e persino questo ho imparato ad apprezzarlo, perché un “come stai” poco convinto ma benevolo è comunque più carino del silenzio, o di un broncio. Però poi, se per strada il loro cane istintivamente ti si avvicina, anche se te ne mostri felice, si scusano, vai a sapere perché.

Ce ne sono altre (meno sulla natura e più sulla civilizzazione) ma ve le dirò nella seconda parte, nel frattempo have  a good one! 😀

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21 risposte »

  1. io che qui in europa ci devo stare, a volte cerco di non vederla quella ostilità indiscriminata, fare quasi finta che non esista cercando per primo di ignorarla sempre con gli occhi aperti. Sono consapevole però che nella maggior parte dei casi la realtà dei fatti non è dalla mia parte.

    • Sì, ti capisco 🙂 Qua la gente non ha idea di tante cose. Sono di meno e stanno meglio, credo stia tutto lì. In generale li vedo meno consapevoli e più felici. Parlo in generale eh, è giusto un’impressione.

  2. Adoro quelle case e gli animali, soprattutto i koala 🙂 Vivrei volentieri in Australia ma è impossibile che accada perciò mi accontenterei di visitarla, un paio di mesi sarebbe l’ideale.

    • In un paio di mesi, e anche meno, si può fare un bellissimo giro, magari con un van (è uno dei miei sogni). Mai dire mai! 🙂 Soprattutto se vuoi vedere tanti animali strani è il posto giusto ^_^

  3. tempo fa “Down Under” era una delle mie canzoni preferite. Ora come si sta giù di sotto?
    Mi piacerebbe fare un bel viaggio nel “bush” per esempio, magari con gli aborigeni attraverso un “canto”, per dirla alla Bruce Chatwin, potrebbe essere un’esperienza pazzesca! Ciao

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