LUCY WANDERS

A Berlino, dove si puote ciò che si vuole

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Berlino è un dirompente what if, come per ogni storia d’amore che si rispetti. Spesso mi chiedo quanti altri posti al mondo avrei potuto visitare, se non avessi scelto per una quindicina di volte (diciotto, mi dicono dalla regia) di venirci a passare del tempo, sempre qui, sempre più a lungo; e ogni volta so che non cambierei una virgola. Berlino si ripete e si rinnova, prima per caso, poi per convenienza, dopo per godimento, e ormai per urgenza.

Ma come si fa a rendere conto di un amore? Proverò.

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A Berlino ho imparato la Storia e ho determinato la mia. Non nell’euforia tragica e appassionata di Parigi, ma con la tenace, calma consapevolezza che è sempre una mossa virtuosa e sicura, e che le persone vengono prima dei luoghi ma anche insieme ad essi. A Berlino ci sono cose e creature, una miriade che sfavilla all’ombra.

Una sera a Berlino ho incontrato una lepre in centro città; ci siamo fissate a lungo, io immobile, lei muovendo le orecchie con qualche significato che non ho saputo cogliere. È saltellata via mentre ritrovavo la fiducia smarrita.

A Berlino ho imparato a (ri)prendermi cura del mio corpo, a correre accanto ai dromedari e tra gli scoiattoli, e a rincasare in bici al tramonto costeggiando i binari della S-Bahn lungo il fiume. A fare il bagno nel lago in mutande, tra aghi di pino e cigni guardinghi, a uscire dall’acqua e a rimettermi a pedalare verso il bosco.

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A Berlino sono riuscita a conciliare lo scrivere una tesi con amore di giorno, e l’assecondare i miei gusti musicali con estasi e abbandono di notte, senza mai esaurire certe insospettate riserve d’energia. A Berlino ho visitato gli studi dove registrava David Bowie, e ho ascoltato Black Celebration a tutto volume nella stessa sala dove fu incisa, con gli occhi sbarrati di emozione.

A Berlino posso ridere non solo del degrado postsovietico, ma anche di quello sovietico.

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A Berlino so già che lavoro farò. A Berlino tutto quello che sono e che ho fatto acquista non solo un senso, ma forse anche un valore.

A Berlino divento un po’ presuntuosa, come sempre quando si parla dell’amore, che è uguale per tutti eppure a ognuno sembra sempre un po’ più unico e speciale.

A Berlino le prime volte non ci capivo niente, e allora ci sono tornata per imparare il tedesco. Non perché dovevo o per qualcosa, ma così, perché volevo e potevo.

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A Berlino ho incontrato parole stupefacenti, come Eichhörnchen (il cornetto della quercia, e cioè: lo scoiattolo), Schildkröte (il rospo con lo scudo, e cioè: la tartaruga), Eiweiß (il bianco dell’uovo, e cioè: la proteina); Dunkelheit, Kräutersoße… ma la mia parola preferita è Baulücke.

La Baulücke è il luogo più magico che ci sia, è poesia urbana silente che sta lì per tutti; ognuno può trovare la propria, quella che sotto sotto è più sua che di chiunque altro. Baulücke indica quello spazio tra due edifici in cui ci si aspetterebbe che troneggi anche lì un palazzo e invece no, c’è un buco, perché da decenni non ci hanno ancora ricostruito. E allora lì sonnecchiano altalene, panchine, sabbia da gioco, piante, bestie, copertoni e divani abbandonati. Nelle Baulücken migliori, poi, non c’è proprio niente: ci sei solo tu nella notte, nel ronzio dei ciclisti che tornano a casa e di un’auto sparuta che scorre via in lontananza. C’è la torre della TV che ti indica attraverso l’etere che andrà tutto bene, se ti fidi di lei. C’è un tappeto elastico mezzo sfondato per saltare nel buio e ridere senza far rumore. C’è una poltrona sfoderata dove sedere in due e sognare la casa che un domani sorgerà proprio in quel punto, dove abiterete in cinque, tu, lui, la gatta e i pappagallini.

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A Berlino c’è un ariete nero che specula ed elucubra, e che quando nello stesso recinto hanno introdotto altre due pecore nere più giovani se l’è presa a morte; da allora si tiene ben lontano da loro e le guarda male, con la chiara espressione di “Qualcuno me le levi di torno o comporrò il prossimo Zibaldone”.

A Berlino, un bel giorno, una sconosciuta mi ha vista triste e mi ha regalato un’anitra della fortuna; quel giorno sono tornata a casa e mi è piovuto addosso un colpo di fortuna così sfacciato che pensavo fosse uno scherzo di cattivo gusto (a.k.a. “quella volta che mi diedero un premio in danaro a mia insaputa”).

A Berlino nessuno mi ha mai fatto del male, nessuno ci ha mai nemmeno provato.

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A Berlino mi tramuto in una versione migliore di me stessa, il che equivale a dire che mi sento esattamente la persona che vorrei essere, pur con tutti i miei limiti e le mie imperfezioni, che non contano più. Mi guardo dentro e fuori e so: è qui.

A Berlino vedo il mio amore sorridere più felice; sia io che lui sappiamo che nonostante si possa essere felici insieme in tanti posti, qui lo siamo sempre un po’ di più. E che è tempo di fare qualcosa al riguardo.

Come per ogni grande amore, sono convinta che niente di scritto renderà mai giustizia a Berlino (tranne Berlin, Alexanderplatz di Döblin, quello sì, quello è immenso). E forse è giusto così, a Berlino predomina la vita, l’essere giorno per giorno, per la scrittura ci sarà tempo. A Berlino ora non solo sogno, ma proprio so che ci abiterò, e sarà per sempre.

Oggi ho visitato il mio futuro quartiere e istintivamente ho saputo: è qui.

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71 risposte »

  1. Mi sorprendi sempre 😀 Quando penso di aver iniziato a capire qualcosa, tutto si ribalta e dagli animali simpatici e sconosciuti d’Australia si passa alla splendida Berlino, così vicina, così diversa. Comunque questo post profuma di passione, vita pulsante e amore puro.

    • Meno male va’, visto che ho scritto di getto e mica mi soddisfa 😅 Comunque sono qui solo in vacanza purtroppo! Almeno per ora 😉😘

  2. Io non la conosco. Sono stato tante volte in Germania (mia moglie è tefesca per parte di mamma), ma Berlino mi manca. Mi riprometto di andare, prima o poi capiterà l’occasione. Sempre bello e intrigante leggerti!

    • Grazie 😊Dai dai prima o poi vai, ti piacerà di sicuro! Prima che si gentrifichi ancora di più! Tua moglie che dice, da mezza tedesca le piace? Sono curiosa 🙂

  3. Berlino e’ un po’ sottovalutata dagli italiani, secondo me, che le antepongono Londra come citta’ europea dei loro sogni. Ma e’ una citta’ anche molto godereccia: ricordo bene la gente seduta fuori a cena o a bagno nei laghi! Per non parlare della scelta culturale che ci puoi trovare…

    • È vero!! Infatti in questi giorni ho i piedi rotti per quanto sto girando per vedere cose… venendo dal nuovo continente, poi, che non brilla per cultura, sono emozionatissima a ogni angolo! 🙂 Senti ma invece di Helsinki, che di sicuro conosci meglio di me, che mi dici? Come si sta oggi?

        • Ahah, l’UE, meno male! Ricordo che quando la Finlandia era appena entrata nell’UE andai a comprare un francobollo per spedire una cartolina lì, il tabaccaio mi chiese “Ma la Finlandia è nell’UE?” e io quasi mi offesi perché nella mia mente tutti dovevano sapere una cosa del genere 😅 Gioventù 😅

        • Il fatto e’ che qui al nord siamo talmente in pochi e facciamo talmente poco casino che il resto d’Europa ci ignora! Come quelli dei primi banchi: la prof tiene d’occhio quelli in fondo. Tornando a HEL, ci sono un paio di post sul mio blog che ne parlano dal punto di vista architettonico… Buona vacanza a BER!

  4. La mia città. Ci sono stata nel 2007 per uno scambio interuniversitario con l’università di Berlino e mi ha catturata. Più di Londra, più di Parigi, più di Budapest, più di Barcellona. Più di tutto. Berlino è unica, verde, poliedrica, il vetro e l’acciaio poggiato su mura vecchie di storie. Devo tornarci, i ricordi cominciano ad affievolirsi.

  5. Bellissima dichiarazione d’amore ad una città!
    Non sono mai stata a Berlino, ma voglio andarci. La Germania mi piace moltissimo, di Amburgo mi ero innamorata. So che Berlino è una città a sé, per questo forse la visita vale ancora di più.
    Credo che Berlino sia una città più da vivere che da visitare.
    Tu con questo post me lo hai fatto capire un po’ di più!

    • Anche secondo me è così, secondo me chi fa “solo” il turista a Berlino si perde parecchio, ma in fondo è già un privilegio visitarla! In compenso del resto della Germania ho visto molto poco e ne sono sempre più curiosa 🙂

  6. Credo tu sia la prima persona sulla faccia della terra che mi stia facendo mettere in dubbio la mia prima impressione su Berlino. Ci sono stata, troppo brevemente lo so, ma non è scattato niente. Zero. Però leggo il tuo post e penso che io non c’ho proprio capito niente, e che viverla pur così brevemente attraverso i tuoi occhi ed i tuoi ricordi me l’ha fatta apprezzare più di quando ero lì.
    Sarà che d’amore viscerale, del “giù le mani che è mia”, del diventare presuntuosa quando qualcuno pensa di saperne più di me, eh, me ne intendo. Quindi grazie. Se tornerò mai a Berlino sarà solo per merito tuo.

    • Sei troppo buona 🙂 Credo che il dare una prima impressione neutra o addirittura ostile sia una prerogativa di Berlino, diverse persone me l’hanno confermato… Forse perché meno “bella” nel senso classico, quello italiano, francese o anche praghese, per dire. La sua bellezza sta più in quello che ti permette di fare e in come ti fa sentire, e in questo secondo me non ha eguali. Spero davvero che deciderai di tornarci presto, e sarò curiosissima di sapere come andrà! 😘

  7. Berlino è da sempre un sogno che prima o poi esaudirò perchè più ne sento parlare e più mi convinco che sia meravigliosamente adatta a me e al mio modo di vivere … Grazie per questo tuo post

  8. Nessuno aveva mai parlato così di Berlino, a parte la Merkel credo 😄. Mentre mi cibavo di foto di petauri dello zucchero desiderandone uno immensamente (ma solo col pensiero povere bestioline!) ti ritrovo che parli di Berlino e mi fai desiderare di vederla … e ce ne vuole! Mi sa che in qualche vita precedente eri un esploratore 😉

  9. Non ci ho vissuto, l’ho solo visitata, ma mi ha colpita per la sua capacità di guardare avanti senza nascondere nè perdere il passato. E conserva tante cose di grande bellezza. Grazie per il consiglio di lettura

    • Grazie a te del commento! Questa capacità di coniugare passato e presente è una delle cose che mi piace di più di Berlino. Speriamo che non si snaturi mai!

  10. Berlino tra i miei viaggi mi manca…e come sempre hai trasmesso gran passione in ciò che descrivi, tanto da volerla assolutamente visitare! E ora cosa scelgo per il prossimo viaggio, prima Berlino o l’Australia??

    • Credo che ameresti entrambe, però a Berlino vanno bene anche tre giorni per respirare un po’ la sua atmosfera, in Australia in tre giorni non fai nemmeno avanti-indietro, mannaggia!! Però spero tu venga anche Down Under così mi aiuti a scovare i migliori posti assurdi! 😊

  11. Devo ammettere che Berlino non è mai stata in cima alla mia lista di città da visitare…. e men che meno da viverci…. ma con questo tuo post mi è arrivata tutto il tuo amore per questa città, e ora ammetto di essere curiosa ora di andarci. Ti auguro cmq di raggiungere il tuo sogno e di poterla chiamare casa un giorno

    • Grazie mille 😍 Per ora ancora un po’ di Australia ma sono convinta che il mio destino sia in questa città 😘

  12. In tempi ormai abbastanza lontani ho vissuto un annetto a Berlino e mi ritrovo tanto in quello che hai scritto. Capisco perché tu ci voglia vivere, a parole è difficile spiegarlo, ma si sta bene (nonostante i mesi senza sole e il freddo, che io ho amato lo stesso). Ma è una parentesi europea o niente più Australia? Buona vacanza/esplorazione 🙂

      • In Erasmus, a parte l’ostilità del tedesco che non avevo mai studiato prima di partire è stato un anno molto bello. Si vive bene lì, è una metropoli ma molto a misura di persona. Ti auguro di riuscire ad andare a viverci prima o poi 🙂 Io ho lasciato un po’ del mio cuore a Prenzlauer Berg!

  13. Adoro questa tua Berlino!!❤ Sembra una città unica, e il tuo rapporto speciale con lei si respira in ogni riga! Io non ci sono ancora stata (maledizione!!), ma ora ho un motivo in più per organizzare un bel viaggetto!

    • Grazie!! Sì guarda, non ti conosco di persona ma da come scrivi sul tuo blog sono più che sicura che saprai amarla 😊

  14. Che bel post, ho respirato per un attimo quell’aria così particolare che sì, si respira solo a Berlino.
    Ci sono stata e non è stato amore a prima vista, devo essere sincera. Ho capito dal primo istante però che la capitale tedesca ha bisogno di più tempo, non basta un weekend lungo per capirla. Prima o poi spero di riuscire a tornare!
    Un abbraccio,
    Alice

    • Ma sì è normale. Anche per me è stato amore a prima vista, sono stata a lungo guardinga e l’ho studiata con circospezione! 😉

  15. Descritta con gli occhi del cuore, la prima volta che sono stato a Berlino avevo dieci anni, avevo gia il morbo dei boschi e foreste, quelle che ho visitato in Germania con il passare degli anni mi hanno fatto comprendere molto.
    E mi sento anche a mio agio con la cucina , che non guasta 😊

    • Concordo! A Berlino trovi ogni cosa. Io ho visitato molto poco di “verde” in Germania, ma quel poco che ho visto mi ha lasciato un’impressione particolare, come se esigesse da me un maggiore adattamento. Era tanto bello!

      • Sembrerà strano, ma il mio riferimento da un punto di vista vita col bosco, non sono i ” mitici ” americani del bushcraft , ma boscaioli tedeschi . Se escludo l’esperienza fatta in Amazzonia, e Australia, sono loro che mi hanno colpito con la loro conoscenza dei boschi e la grande manualità che hanno nel trasformare un pezzo di legno in un utile attrezzo.
        Hops…mi sono dilungato…😂

  16. Per chi non è mai stato in tanti post leggere i tuoi post è un po’ come esserci stato! Certo che i tuoi incontri con gli animali sono davvero unici, sembrano onirici però mi rendo conto che in certi posti possono avvenire!

    • Che bel feedback, grazie 😊 Anche a me sembrano onirici questi incontri, forse anche alle bestie quando mi vedono e si chiedono “e chi è questa??” 🙂

      • 😂😂😂 in effetti la cosa può essere bidirezionali. A me non capitano incontri esotici, ieri un gatto…ci siamo fissati poi ha deciso che ero innocuo ed ha proseguito per la sua strada, un cane che per un po’mi ha seguito e una lumaca che con un colpetto ho tolto dall’asfalto …insomma mai nulla di emozionante!

        • Beh aspetta… Sai quante cose puoi raccontarti con una lumaca? Poteva essere una splendida avventura! 😁👽

        • Ahaha sulle lumache di tutto, chi ho scritto anche un post, il sesso delle lumache!😂😂😂

        • E me lo ricordo bene! Era interessantissimo! L’altro giorno ho visto un documentario ma grazie al tuo post ero già esperta 😁

        • Ah ecco, non ricordavo che lo avessi letto e nemmeno quando tempo fa lo scrissi…perdo la cognizione del tempo che passa e mi sembra siano passati mesi e mesi!🤔🙄

    • Crepi! 😉Sì, guarda, è stata un’emozione fortissima! Con le mie amiche ci siamo anche fatte la foto su certi stessi scalini mitici 😱😍 Poi quella di BC non era una sala di incisione vera e propria come nel resto della venue, ma un grosso salone dove non ti saresti mai aspettata potesse nascere una canzone. Ma a quanto pare lì si ottenevano meglio certi suoni! (Scusa se non so esprimermi meglio 😅)

      • Hai reso perfettamente 😍 Erano anni straordinari in generale e per il suono dei Depeche Mode in particolare. Di recente Spotify mi ha proposto dei brani di Martin Gore solista e uno di questi era in tedesco. Ganzetto da sentire per la pronuncia e per il legame che ha avuto con Berlino!

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