Canberra, la capitale dei fantasmi

Ovvero cosa vedere a Canberra in inverno, se si ha una predisposizione per le epifanie sul nulla

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La capitale dell’Australia fa per il turista nei seguenti casi: se egli è un politico, un malato terminale, un diplomatico, un morto, un esagitato nemico grigio dei Power Rangers, la vecchissima Morla (la tartaruga gigante della Storia Infinita), Scarlett Johansson in Lost in translation, un soggetto in jet-lag acuto o un fantasma. Io ho fatto parte delle ultime due categorie, in una città dove volendo, l’ultima potrebbe, se appena lo volesse, mettersi a imperare su tutte le altre per l’eternità. Mirabile potenza del Fantasma.

Evanescenza

Per qualche giorno ho abitato un business hotel a misura di spiriti, quelli che fluttuano autorevolmente e abitudinariamente nei non-luoghi di conferenze e meeting, e gli spiriti ancora più trasparenti dei loro accompagnatori, volontariamente rinchiusi in solitudine tra le lenzuola del letto king e l’area consumazioni di una hall incantata, semideserta e silenziosa.

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Nel secondo di questi due ruoli, da accompagnatrice (niente doppi sensi, e a viaggio spesato non si guarda in bocca!) volevo soprattutto dormire, farmi recapitare cibo in camera, guardare serie tv disagiate, combattere quella bestia nera del jet lag da ritorno Down Under e interiorizzare la scoperta di avere ancora un animo pulsante, ben rinvigorito dal viaggio in Europa; e incidentalmente anche visitare Canberra.

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Una capitale sorta dal nulla

Nella capitale, tirata su dal nulla nel 1913 dietro concorso internazionale (per zittire l’eterna diatriba Sydney-Melbourne che come due bambine litigiose bisticciavano per il titolo, e infatti Canberra in lingua aborigena significa “luogo di incontro”), non c’è niente da vedere, niente da fare, niente di niente – è l’opinione di ogni australiano di buon senso – quindi in qualità di fantasma mi ci sarei trovata splendidamente. Sarei persino riuscita ad attraversare la strada, poiché qui la viabilità dedicata esclusivamente alla circolazione su gomma non sembra tener conto dell’esistenza di singoli individui in carne e ossa che deambulino sulle proprie gambe umane. Fortuna che almeno ci sono gli opossum a tener compagnia dagli alberi al visitatore smarrito, a ricordargli come si sorride e a proteggerlo dalle imboscate dei malvagi omini grigi dei Power Rangers.


Fluttuare per Canberra

Quali luoghi prediligono i fantasmi a Canberra? Qualche indizio per chi volesse trovarli, qualora fosse costretto da un infingardo sortilegio a visitare la capitale:

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Le strade (e grazie tante!)

Canberra, più che la “città giardino” (sic) che vorrebbe essere sin dalla sua ideazione, risulta una città-gioco-da-tavolo in scala 1:1, un po’ Hotel e un po’ Monopoly, con le sue fatiscenti costruzioni a blocchi e gli evanescenti palazzi governativi, i cantieri sospesi, i laghetti incantati e le aree naturali verde opaco, il tutto in mezzo al niente. I fantasmi percorrono questo tabellone chiuso e senza sorprese, dove gli Imprevisti sono le necessarie corse in Uber (autisti che si volatilizzano, che creano, che abbandonano il cliente in zone industriali deserte e fuggono via, o che lo drogano – ho infatti scoperto che quaranta minuti di inalazione di fumo passivo di sostanze illegali rinchiusa nell’abitacolo di un’automobile è sufficiente a finire per farmi trovare ogni cosa esilarante, persino Canberra). Le Probabilità invece sono gli incontri con gli animali, attesi e inattesi: lepri, pappagalli (un po’ fantasmi anche loro, meno vitali che altrove, o forse è solo l’inverno?) e canguri. Sì, canguri in città, a Canberra si può.

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Foto fatta col cellulare, ergo niente zoom. Quei puntini sono canguri.
Le Wetlands

Un’area paludosa in pieno centro città, culla di fiumiciattoli, canneti, casupole per il birdwatching. Qui i fantasmi si presentano anche sotto forma di echidna (di cui individuo le tane, le tracce e pure gli scarti organici, ma non la presenza originale, nascosta chissà dove) e di ornitorinchi (quelli millantati dall’ufficio del turismo australiano e sulla cui reale esistenza in the wild comincio a pormi qualche dubbio).

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La Telstra Tower

La torre delle telecomunicazioni, che troneggia sulla città dall’alto del verde scuro della Black Mountain (a.k.a. la vecchissima Morla).

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Black Mountain, nota anche come Monte Guscio

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Qui i fantasmi aiutano le onde dell’etere a propagarsi, e i visitatori a non volare giù dalla piattaforma di osservazione trascinati dal vento gelido.

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Alla peggio, si atterra nel morbido.
I tramonti

Perché pur nel niente, le rive del lago sono ugualmente capaci di tingersi di una luce calante e poetica (la famosa poesia del nulla); e i cieli sanno striarsi di mille rosa talmente volubili e sfuggevoli che quasi ci si sente male, mentre i fantasmi escono tutti insieme e danzano tra i corvi e i gabbiani.

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Il mastodontico War Memorial

Qui riposano solennemente i fantasmi dei morti in guerra australiani. Peccato che il titanico monumento ai caduti, a cui si accede tramite una solenne stradona celebrativa decorata da megastatue grondanti nazionalismo, invece di ripudiare la guerra sembri quasi esaltarla come strumento di acquisizione di benessere, ma questa è un’altra storia.

Il Parlamento
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Nuovo edificio del Parlamento, dal 1988.

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Tronfia del mio pass come se lo avessi ottenuto per qualche merito speciale, sono entrata nelle aule di Camera e Senato per constatare che anche i parlamentari sono fantasmi, eccoli: 

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La Camera ha 150 membri. Tonalità: verde, in omaggio alle onnipresenti foglie degli eucalipti.
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Il Senato ha 76 membri. Tonalità: rosso, in omaggio all’ocra della terra australiana.

(Nota per il turista zelante: Camera e Senato non si riuniscono tutti i giorni. Nei giorni di non-seduta si visitano le aule; in quelli attivi, è possibile assistere alle consultazioni da dietro ai vetri. Su prenotazione, si può persino andar lì per il Question Time a far domande ai parlamentari, anche se non si è nessuno. Immaginate una cosa del genere in Italia e fatevi con me una tetra risata da fantasma!).

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Le donne in parlamento. Una bacheca per loro, così, come per una specie rara e protetta. Perplessità.
L’Australian National Gallery
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Sidney Nolan, “Antarctica”

Qui abitano i fantasmi degli aborigeni uccisi, su cui ad ogni mostra scopro nuovi dettagli agghiaccianti e vorrei tanto sapere se gli odierni bianchi indigeni, per così dire, si sentono almeno un po’ in colpa per le cruente modalità con cui i loro avi si garantirono il possesso delle terre, o proprio per niente. 

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Il museo alberga anche i fantasmi dei musei europei, così va a finire che il visitatore si imbatte in un Matisse o in un Picasso e il suo sensibile cuore si gonfia a dismisura, al limite del soffocamento.

Le vie (o forse “la via”?) della movida

Diciamo che Canberra non è propriamente l’epicentro australiano del divertimento. I pub sono frequentati da gente in apparenza così morta dentro che è facile, durante la degustazione della propria birra, sentirsi frizzanti come la Carrà dei tempi d’oro.

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Le stanze d’albergo

Qui si trovano i fantasmi migliori. Può accadere che, in ambienti così asettici e rarefatti, gli spiriti che normalmente abitano dentro ciascuno di noi sublimino e prendano a volteggiarci intorno, alla ricerca di un ordine sempre postposto e di una nuova libertà. Non senza sforzo, pensieri e ricordi finalmente si incastonano nel giusto posto e ruolo; e da non si sa bene dove, fuoriesce una nuova capacità di lasciare andare, di rendere certe persone ed episodi un po’ più fantasmi, come è giusto che sia.

Ho lasciato Canberra un po’ annoiata, ma fluttuando più leggera, meno incatenata. Sono tornata a casa ricompattata, con una rinnovata, più sana corporeità.

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Amici umani, se proprio dovete visitare Canberra, e non rientrate in nessuna delle categorie elencate in apertura, almeno prendetevi una macchina a noleggio, per il vostro bene. In alternativa prendetevi un morbo impedimento che vi costringa a non uscire mai dalla vostra stanza: allora la città vi sembrerà decisamente elettrizzante.

Andate a Canberra solo se avete tempo e volete pensare, pensare, pensare.

Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

92 pensieri riguardo “Canberra, la capitale dei fantasmi

  • 21 Luglio 2018 in 18:09
    Permalink

    Che bel reportage. Certamente non eri sponsorizzata dall’ufficio del turismo di Canberra, sei riuscita a farmi amare
    questo laido casino che è la mia città (Milano). È scioccante vedere fiumi, boschi e paludi (comprese mandrie di canguri in libertà) e scoprire che quella è una città!
    Tanto di cappello alla tua fatica, alla prossima e nel frattempo… smile! 🙂

    Risposta
    • 21 Luglio 2018 in 18:23
      Permalink

      Milano è anche la mia città, ed è bellisssssima! 😊 Deduco che non la ami troppo? 🙂

      Risposta
      • 21 Luglio 2018 in 18:43
        Permalink

        Nooo, la amo tantissimo! Contiene tutta la mia vita, sparisse per malvagio incanto, io resterei un involucro vuoto.
        Anzi, adesso che mi fai ragionare mi rendo conto che forse non è che nemmeno la ami o il contrario, semplicemente per me che ci sono nato e l’ho vissuta in ogni respiro, e non certo da ieri, ma da parecchio prima, Milano è.
        È casa, grande madre, è cielo,, terra. È, e basta.

        Risposta
        • 22 Luglio 2018 in 00:46
          Permalink

          Che bel pensiero 😍 Nemmeno io riesco a immaginarmi senza Milano! 🙂

          Risposta
  • 21 Luglio 2018 in 18:13
    Permalink

    Mi sa che proprio non ti è piaciuta!😂 Però hai fatto belle foto!

    Risposta
    • 21 Luglio 2018 in 18:26
      Permalink

      Grazie 🙂 Dai, comunque sono stata contenta di andarci e lo rifarei, perché ho la fissa per le capitali e poi avevo l’hotel pagato 😅😅 Però sì, non è proprio nella top 10 del gradimento 🤹

      Risposta
      • 21 Luglio 2018 in 18:34
        Permalink

        Hai reso perfettamente l’idea. Qualcosa di analogo mi capitò in Turchia con Ankara che proprio non mi ha detto nulla.Forse certe capitali di somigliano in quanto ad essere oggettivamente poco attraenti!

        Risposta
        • 22 Luglio 2018 in 00:48
          Permalink

          Non conosco Ankara (e forse nemmeno ci andrei, oggi come oggi…), però secondo me dipende anche molto dalla disposizione di ciascuno quando ci si va. Magari succede che ci torni e ti strapiace, chissà?

          Risposta
          • 22 Luglio 2018 in 02:14
            Permalink

            Ah guarda è un peccato perchè quel paese lo hanno rovinato. Io ho avuto la fortuna di lavorarci prima che prendesse la piega attuale e ci sono stato bene…Ankara però proprio non mi era piaciuta ma come dici tu magari può capitare anche di cambiare idea. Poi va beh, nella vita ognuno si fa i propri libri neri!

            Risposta
            • 23 Luglio 2018 in 14:44
              Permalink

              Vero 🙂 Dev’essere stato interessante vedere la Turchia prima che diventasse proprio ‘sto scempio…

            • 23 Luglio 2018 in 18:06
              Permalink

              Sto facendo collezione di paesi visti prima che peggiorassero a cominciare dal nostro! 😑

            • 23 Luglio 2018 in 18:11
              Permalink

              Ti piace vincere facile 😉😔

            • 23 Luglio 2018 in 18:23
              Permalink

              🙄 Mi chiedo solo cosa ho vinto!

    • 22 Luglio 2018 in 00:49
      Permalink

      Medio 😉😅😘

      Risposta
  • 21 Luglio 2018 in 19:24
    Permalink

    La vecchissima Morla ahah 😂😂😂
    Direi che fa per me allora! 😂
    Anche l’albergo spettrale mi piace 😀

    Risposta
    • 22 Luglio 2018 in 00:49
      Permalink

      L’albergo era la cosa migliore 😅

      Risposta
        • 22 Luglio 2018 in 01:00
          Permalink

          Ma magari! 😀 Era inutilissimo, pieno di vecchiette per un convegno su Jane Austen 🤔

          Risposta
  • 21 Luglio 2018 in 19:38
    Permalink

    Oh dalle tue foto invece sembra un bel posto! Sarà che la mia parte rurale (e molto stanca) apprezza questi posti di niente, di paesaggi e puntini di canguri in lontananza. Dalla serie, mandatemi a Canberra per qualche mese a pensare in pace, e se spesata è pure meglio 😀

    Risposta
    • 22 Luglio 2018 in 00:50
      Permalink

      Ah ma quello sì! Infatti di per sé non è che sia così male… Se proprio non hai di meglio da fare 😉😅

      Risposta
  • 21 Luglio 2018 in 19:42
    Permalink

    Interessante reportage… ho letto con piacere. (A proposito di serie TV disagiate, noi seguiamo la svedese Millennium, dove la protagonista e’ piu’ replicante che umana.)

    Risposta
    • 22 Luglio 2018 in 00:52
      Permalink

      Sono molto presa con le serie, perciò ora mi incido in memoria questo titolo da andare a vedere 🙂

      Risposta
  • 21 Luglio 2018 in 21:46
    Permalink

    Sempre belli i tuoi pezzi! Riesci a rendere presente quello che racconti, come fosse un documentario in tv. Solo molto più divertenti!

    Risposta
    • 22 Luglio 2018 in 00:54
      Permalink

      Grazie! 🙂 Canberra mi ha messa un po’ in crisi ma alla fine qualcosa volevo pur cacciare 😅

      Risposta
  • 22 Luglio 2018 in 08:25
    Permalink

    Avevo la curiosità di Canberra ma tutti me l’hanno descritta come te. Sui morti dentro al pub pensavo fossi tornata con la mente ad Aberdeen. Doh! 😀

    Ma per me lo shock fu ascoltarne per la prima volta la corretta pronuncia. Mi si impiccia la lingua anche adesso! (Sono una pippaccia!)

    Risposta
    • 23 Luglio 2018 in 14:46
      Permalink

      Anche a me ha colpito la pronuncia! Non saprei ripeterla ovviamente, comunque quella di Melbourne è la migliore 😉 Oddio, Aberdeen! Ma poi ci torni?

      Risposta
  • 23 Luglio 2018 in 03:19
    Permalink

    “niente da vedere, niente da fare, niente di niente” è praticamente perfetta!

    Risposta
    • 23 Luglio 2018 in 14:39
      Permalink

      Infatti già mi manca! 🙂

      Risposta
  • 24 Luglio 2018 in 17:15
    Permalink

    Insomma una meta consigliata per il dolce far nulla in perfetta tranquillità 🙂 in effetti, canguri a parte, forse non serve spingersi fino a Camberra xD però le foto meritano, complimenti, se uno non si soffermasse a leggere potrebbe essere invogliato a partire! Per me hai comunque reso un servizio all’ufficio turismo 😉

    Risposta
    • 24 Luglio 2018 in 21:19
      Permalink

      Grazie!! 🙂 Ma sì dai, in Australia alcune cose sono talmente rare che è stato comunque molto interessante andarci, e con più tempo l’avrei apprezzata anche di più… Magari a settant’anni ci torno 😉😄

      Risposta
  • 1 Agosto 2018 in 00:14
    Permalink

    Ok, niente Canberra, ma un piccolo opossum potevi fotografarlo! 😉

    Risposta
    • 1 Agosto 2018 in 00:17
      Permalink

      Magari! Compaiono sempre dopo il tramonto, si muovono veloci sui rami, e non meritano il flash… Praticamente impossibile fotografarli! Sono un po’ fantasmi anche loro 😉

      Risposta
        • 1 Agosto 2018 in 00:21
          Permalink

          Anch’io! Ce ne sono di tanti tipi e troppo carini. Però qua la gente li scaccia dai giardini delle case perché mangiano foglie e frutti dagli alberi 🙂

          Risposta
            • 1 Agosto 2018 in 00:30
              Permalink

              Eh sì! D’altronde anch’io me li mangerei certi limoni dall’albero, fossi in loro! 🙂

    • 1 Agosto 2018 in 14:44
      Permalink

      Non male, così eviti di incappare nel maligno 🙂

      Risposta
  • 6 Agosto 2018 in 21:22
    Permalink

    normalmente penso che un italiano rimarrebbe stordito da questi spazi

    Risposta
    • 7 Agosto 2018 in 21:50
      Permalink

      In effetti dopo un anno rimango ancora stordita 🤔

      Risposta
  • 7 Agosto 2018 in 13:16
    Permalink

    Ma quando decido di suicidarmi compro il biglietto per Canberra. Grazie ora so dove andare👍

    Risposta
    • 7 Agosto 2018 in 13:17
      Permalink

      Ahahah di niente! 😁

      Risposta
  • 26 Ottobre 2018 in 18:59
    Permalink

    Non sono mai stata in Australia , purtroppo e non immaginavo la sua capitale in questo modo.
    Le foto, splendide, sono in netto contrasto con le descrizioni che fai dei luoghi.
    Mi piacerebbe perdermi tra i suoi vicoli, come un simpatico fantasma curioso di scoprirla 😊

    Risposta
    • 26 Ottobre 2018 in 20:21
      Permalink

      In effetti non sapevo troppo bene cosa aspettarmi, e anche per questo ero molto curiosa! Perdersi tra i vicoli però è difficile a Canberra perché tutto è pensato per le auto, le strade sono regolari, grosse e fin troppo spaziose! 😉

      Risposta
  • 26 Ottobre 2018 in 22:10
    Permalink

    lo confesso, non avevo mai letto il tuo blog! trovo la tua scrittura davvero molto interessante, mi piace come scrivi. e poi… bho dalle foto mi sembra un bel posto! 🙂

    Risposta
    • 26 Ottobre 2018 in 21:17
      Permalink

      Le foto sono merito di uno Windows Phone che almeno si rende ancora utile all’occorrenza! Grazie della visita e del commento! 😊

      Risposta
  • 27 Ottobre 2018 in 01:11
    Permalink

    Effettivamente non si sente molto parlare di Canberra! Però dai almeno si dormirà bene nel silenzio assoluto? 😉

    Risposta
    • 27 Ottobre 2018 in 12:37
      Permalink

      Benissimo… Fino all’alba! Poi i pappagalli iniziano a fare baccano 😃

      Risposta
  • 27 Ottobre 2018 in 03:13
    Permalink

    Magari il tuo animo era un po’nero in quei giorni, un po’-come.quando un cielo grigio ti rovina un posto splendido. Non conosco Canberra, ma la verità è che non ho maI trovato un luogo di questo pianeta non interessante, se non altro per I suoi fantasmi

    Risposta
    • 27 Ottobre 2018 in 12:42
      Permalink

      Che bel commento 🙂 Di sicuro il mio animo era un po’ stordito dal jet lag! Concordo con te, nessun luogo non è interessante, se sai come guardarlo 🙂

      Risposta
  • 5 Dicembre 2018 in 18:58
    Permalink

    Chapeau, Lucy! Questo pezzo è davvero notevole, La chiave del fantasma declinato a questo modo, il contrasto spiritoso tra la mo-rte e la mo-vida… è un a-mor-e.
    (Fuori tema: grazie a te ho scoperto che in italiano esiste l’adattamento poco noto di vombato, che non conoscevo e che ho inserito nei miei lavori in rete).

    Risposta
    • 5 Dicembre 2018 in 19:05
      Permalink

      Ciao Antonio, grazie mille, mi fa molto piacere! Benissimo per il vombato, speriamo che abbia la diffusione che merita! Io normalmente dico “wombat” perché abitando qui, certe parole le penso direttamente in inglese e le voglio rendere tali e quali… Però anche “vombato” è una parola bellissima! 😊

      Risposta
      • 5 Dicembre 2018 in 23:26
        Permalink

        a scanso di equivoci: non volevo convincere nessuno a cambiare il proprio modo di parlare! 🙂 non sapendo come dirlo ho fatto ricerche e ho scoperto che c’è l’adattamento, dunque la voce wombat, sappi che è dedicata a te

        Risposta
        • 5 Dicembre 2018 in 23:28
          Permalink

          Ciò è magnifico! 😊❤️

          Risposta
  • 13 Aprile 2019 in 16:09
    Permalink

    HO riletto questo post due volte. Non mi sembrava vero che le foto fossero proprio quelle di Camberra. Boschi, paludi, prati, qualche via, il Parlamento… tutto spettralmente popolato da fantasmi.
    PS. ma erano tutti dietro di te, quando facevi le foto?
    :-))))))

    Risposta
    • 13 Aprile 2019 in 17:20
      Permalink

      Tutti quegli spazi naturali hanno colpito molto anche me! Non c’era nessuno in giro per due motivi: è una città non pensata per camminare, tutti sono in macchina o in bicicletta; e poi era inverno quando sono andata io, faceva un discreto freddo. I fantasmi hanno fatto il resto! ^_^

      Risposta
  • 18 Maggio 2019 in 07:08
    Permalink

    Che articolo!!! un vero e proprio spoiler che mi ha fatto essere già lì e vivere con i miei occhi questo magnifico resoconto.
    Quanto mondo che non conosco!!!

    sherabbraccicari

    Risposta
  • 29 Maggio 2019 in 10:37
    Permalink

    Io sono stata a Canberra , forse 5 anni fa, e a dirla tutta non mi è piaciuta tanto. Felice di averla vista, ma non ci ritornerei. Città ordinata, città dove tutto sembra nato e creato apposta, dove c’è poco colore, città un po’ asettica. questa per me è Canberra, ma io non amo molto le città, preferisco la natura e gli animali.

    Risposta
    • 3 Giugno 2019 in 15:38
      Permalink

      Quello sì, però Canberra mi attraeva per questa sua particolare origine e conformazione. Alla fine ci tornerei, anche solo per vedere gli altri musei che non ho fatto in tempo a vedere!

      Risposta
  • 30 Maggio 2019 in 02:30
    Permalink

    I riferimenti al monopoli e alla storia infinita sono quelli che mi sono piaciuti di più Lucy! Ho immaginato di vagare per le strade avendo le sembianze di una pedina e di fare aventi e indietro tra imprevisti e case e palazzi ahaha. Io ero sempre il cactus tra l’altro, perchè gli altri sceglievano sempre prima di me. Che ricordi hai riportato alla mente con questo post particolare su Canberra!

    Risposta
    • 3 Giugno 2019 in 15:36
      Permalink

      Ma beata te che avevi il cactus! Io avevo la versione sfigata di Monopoly con la scatola di cartone e i segnalini tutti uguali 😀

      Risposta
  • 31 Maggio 2019 in 16:25
    Permalink

    L’accostamento al Monopoli è fantastico. Non ho mai visitato Cramberra, ma terrò presente il tuoi consigli fluttuanti semmai dovessi decidermi a partire. Potrei sempre convincere un opossum ad andare in galera direttamente senza passare dal via!

    Risposta
    • 3 Giugno 2019 in 15:16
      Permalink

      Ti basterà dargli qualche frutto e il gioco sarà fatto 😀

      Risposta
  • 3 Giugno 2019 in 14:32
    Permalink

    Io sono particolarmente attirata dalle capitali sorte dal nulla e solo per motivi politico-diplomatici: credo che Canberra farebbe per me, almeno per qualche giorno.

    Risposta
    • 3 Giugno 2019 in 15:02
      Permalink

      Sì, ti ci vedo ad aggirarti tra i fantasmi. Anche a me comunque attraeva per lo stesso motivo 😉

      Risposta
  • 3 Giugno 2019 in 18:36
    Permalink

    Camberra è una città di cui non si sente mai parlare. Con il tuo racconto però mi hai incuriosito 🙂

    Risposta
    • 3 Giugno 2019 in 17:37
      Permalink

      Ma ci sta pure che non se ne parli, eh 🙂 Però è interessante!

      Risposta
  • 26 Giugno 2019 in 16:30
    Permalink

    sei sempre fantastica nelle tue descrizioni! Adesso capisco perchè di Camberra quasi non conoscevo l’esistenza… città fantasma abitata da fantasmi e soprattutto amministrata da fantasmi, inquietante e divertentissima!

    Risposta
    • 1 Luglio 2019 in 13:05
      Permalink

      Grazie mille, Anto! In effetti anch’io l’avevo sempre sentita nominare solo come capitale ma per il resto zero. E anche da quaggiù la situazione non è che sia variata molto 😉

      Risposta
  • 27 Giugno 2019 in 05:39
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    Ahahah! Mi ha fatto morire il tuo racconto! È vero tante città mi hanno dato l’impressione di Canberra nella vita ma cerco sempre di descriverle in modo dissociato e trovarne la parte migliore! Qui la parte migliore sono le foto ricche di natura e passione!

    Risposta
    • 1 Luglio 2019 in 13:03
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      Grazie Cri, in effetti tutta quella natura a due passi dalle case mi ha lasciata a bocca aperta! E viva le dissociazioni!

      Risposta
  • 2 Luglio 2019 in 18:38
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    SPLENDIDO questo post!!! I fantasmi di Camberra. Devo mandare questo link ad una mia conoscente che abita laggiù. Pensavo all’umidità che abbiamo a Milano e a come potrebbe diventare la Piazza del Duomo con fiumi e paludi … wow. Altro che fantasmi, io già mi vedo rincorrere da zanzare e alligatori! Grazie davvero. Mi hai raddrizzato la giornata!

    Risposta
    • 2 Luglio 2019 in 19:06
      Permalink

      Ciao, grazie mille! E sono felice se lo fai leggere a una connazionale che abita da quelle parti, sarei curiosa di sapere cosa ti dice 🙂 L’umidità di Milano chi se la scorda? Però un alligatore tra quelle palmette non lo vedrei male!

      Risposta
  • 5 Luglio 2019 in 18:05
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    In effetti mi ero chiesta cosa ci potesse mai essere da vedere a Canberra. Credo che la risposta sia ‘ben poco’.

    Risposta
    • 5 Luglio 2019 in 18:33
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      Ma non è vero, non li hai visti i fantasmi? 😝

      Risposta
  • 10 Luglio 2019 in 01:10
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    io adoro leggere di miti leggende e fantasmi, quindi sono approdata sul tuo post, davvero interessante, anche se la zona paludosa vista così non è che mi ispiri molto, forse perchè dove vivo io vi è umidità tutto l’anno e non la sopporto

    Risposta
    • 25 Luglio 2019 in 13:48
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      Nemmeno io la sopporto! Però in difesa di Canberra devo dire che avrà tanti difetti ma per fortuna l’umidità non è tra questi, per quanto le foto rendano difficilmente l’idea 🙂

      Risposta
  • 25 Luglio 2019 in 16:35
    Permalink

    Leggendo i tuoi post, che sono sempre molto interessanti, sono arrivata ad una conclusione :

    – non vivrei mai in Australia
    – devono esserci luoghi naturali di immensa bellezza
    – L’Australia non andava “colonizzata”.. tanto è bella la sua naturalezza quanto trovo artificiale tutto il resto, popolazione inclusa..

    Risposta
    • 26 Luglio 2019 in 06:40
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      Ciao Dany, grazie, sono completamente d’accordo con te! Tranne che per la prima voce, per forza di cose 😄

      Risposta
  • 26 Luglio 2019 in 08:23
    Permalink

    Non ci sarà nulla da vedere ma, quando parli di Australia, io ho subito l’effetto saudade. Che poi da quel che racconti, non è proprio così. Già solo l’idea di incontrare animali in città mica è male!? Mi piace soprattutto che il nome della città voglia dire “luogo di incontro”. È molto aussie 😉

    Risposta
    • 26 Luglio 2019 in 18:58
      Permalink

      Anche a me piace molto l’origine di questo nome 🙂

      Risposta

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