STRANGE AUSTRALIA

Canberra, la capitale dei fantasmi

Ovvero cosa vedere a Canberra in inverno, se si ha una predisposizione per le epifanie sul nulla

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La capitale dell’Australia fa per il turista nei seguenti casi: se egli è un politico, un malato terminale, un diplomatico, un morto, un esagitato nemico grigio dei Power Rangers, la vecchissima Morla (la tartaruga gigante della Storia Infinita), Scarlett Johansson in Lost in translation, un soggetto in jet-lag acuto o un fantasma. Io ho fatto parte delle ultime due categorie, in una città dove volendo, l’ultima potrebbe, se appena lo volesse, mettersi a imperare su tutte le altre per l’eternità. Mirabile potenza del Fantasma.

Evanescenza

Per qualche giorno ho abitato un business hotel a misura di spiriti, quelli che fluttuano autorevolmente e abitudinariamente nei non-luoghi di conferenze e meeting, e gli spiriti ancora più trasparenti dei loro accompagnatori, volontariamente rinchiusi in solitudine tra le lenzuola del letto king e l’area consumazioni di una hall incantata, semideserta e silenziosa.

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Nel secondo di questi due ruoli, da accompagnatrice (niente doppi sensi, e a viaggio spesato non si guarda in bocca!) volevo soprattutto dormire, farmi recapitare cibo in camera, guardare serie tv disagiate, combattere quella bestia nera del jet lag da ritorno Down Under e interiorizzare la scoperta di avere ancora un animo pulsante, ben rinvigorito dal viaggio in Europa; e incidentalmente anche visitare Canberra.

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Una capitale sorta dal nulla

Nella capitale, tirata su dal nulla nel 1913 dietro concorso internazionale (per zittire l’eterna diatriba Sydney-Melbourne che come due bambine litigiose bisticciavano per il titolo, e infatti Canberra in lingua aborigena significa “luogo di incontro”), non c’è niente da vedere, niente da fare, niente di niente – è l’opinione di ogni australiano di buon senso – quindi in qualità di fantasma mi ci sarei trovata splendidamente. Sarei persino riuscita ad attraversare la strada, poiché qui la viabilità dedicata esclusivamente alla circolazione su gomma non sembra tener conto dell’esistenza di singoli individui in carne e ossa che deambulino sulle proprie gambe umane. Fortuna che almeno ci sono gli opossum a tener compagnia dagli alberi al visitatore smarrito, a ricordargli come si sorride e a proteggerlo dalle imboscate dei malvagi omini grigi dei Power Rangers.


Fluttuare per Canberra

Quali luoghi prediligono i fantasmi a Canberra? Qualche indizio per chi volesse trovarli, qualora fosse costretto da un infingardo sortilegio a visitare la capitale:

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Le strade (e grazie tante!)

Canberra, più che la “città giardino” (sic) che vorrebbe essere sin dalla sua ideazione, risulta una città-gioco-da-tavolo in scala 1:1, un po’ Hotel e un po’ Monopoly, con le sue fatiscenti costruzioni a blocchi e gli evanescenti palazzi governativi, i cantieri sospesi, i laghetti incantati e le aree naturali verde opaco, il tutto in mezzo al niente. I fantasmi percorrono questo tabellone chiuso e senza sorprese, dove gli Imprevisti sono le necessarie corse in Uber (autisti che si volatilizzano, che creano, che abbandonano il cliente in zone industriali deserte e fuggono via, o che lo drogano – ho infatti scoperto che quaranta minuti di inalazione di fumo passivo di sostanze illegali rinchiusa nell’abitacolo di un’automobile è sufficiente a finire per farmi trovare ogni cosa esilarante, persino Canberra). Le Probabilità invece sono gli incontri con gli animali, attesi e inattesi: lepri, pappagalli (un po’ fantasmi anche loro, meno vitali che altrove, o forse è solo l’inverno?) e canguri. Sì, canguri in città, a Canberra si può.

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Foto fatta col cellulare, ergo niente zoom. Quei puntini sono canguri.

Le Wetlands

Un’area paludosa in pieno centro città, culla di fiumiciattoli, canneti, casupole per il birdwatching. Qui i fantasmi si presentano anche sotto forma di echidna (di cui individuo le tane, le tracce e pure gli scarti organici, ma non la presenza originale, nascosta chissà dove) e di ornitorinchi (quelli millantati dall’ufficio del turismo australiano e sulla cui reale esistenza in the wild comincio a pormi qualche dubbio).

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La Telstra Tower

La torre delle telecomunicazioni, che troneggia sulla città dall’alto del verde scuro della Black Mountain (a.k.a. la vecchissima Morla).

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Black Mountain, nota anche come Monte Guscio

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Qui i fantasmi aiutano le onde dell’etere a propagarsi, e i visitatori a non volare giù dalla piattaforma di osservazione trascinati dal vento gelido.

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Alla peggio, si atterra nel morbido.

I tramonti

Perché pur nel niente, le rive del lago sono ugualmente capaci di tingersi di una luce calante e poetica (la famosa poesia del nulla); e i cieli sanno striarsi di mille rosa talmente volubili e sfuggevoli che quasi ci si sente male, mentre i fantasmi escono tutti insieme e danzano tra i corvi e i gabbiani.

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Il mastodontico War Memorial

Qui riposano solennemente i fantasmi dei morti in guerra australiani. Peccato che il titanico monumento ai caduti, a cui si accede tramite una solenne stradona celebrativa decorata da megastatue grondanti nazionalismo, invece di ripudiare la guerra sembri quasi esaltarla come strumento di acquisizione di benessere, ma questa è un’altra storia.

Il Parlamento
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Nuovo edificio del Parlamento, dal 1988.

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Tronfia del mio pass come se lo avessi ottenuto per qualche merito speciale, sono entrata nelle aule di Camera e Senato per constatare che anche i parlamentari sono fantasmi, eccoli: 

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La Camera ha 150 membri. Tonalità: verde, in omaggio alle onnipresenti foglie degli eucalipti.

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Il Senato ha 76 membri. Tonalità: rosso, in omaggio all’ocra della terra australiana.

(Nota per il turista zelante: Camera e Senato non si riuniscono tutti i giorni. Nei giorni di non-seduta si visitano le aule; in quelli attivi, è possibile assistere alle consultazioni da dietro ai vetri. Su prenotazione, si può persino andar lì per il Question Time a far domande ai parlamentari, anche se non si è nessuno. Immaginate una cosa del genere in Italia e fatevi con me una tetra risata da fantasma!).

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Le donne in parlamento. Una bacheca per loro, così, come per una specie rara e protetta. Perplessità.

L’Australian National Gallery
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Sidney Nolan, “Antarctica”

Qui abitano i fantasmi degli aborigeni uccisi, su cui ad ogni mostra scopro nuovi dettagli agghiaccianti e vorrei tanto sapere se gli odierni bianchi indigeni, per così dire, si sentono almeno un po’ in colpa per le cruente modalità con cui i loro avi si garantirono il possesso delle terre, o proprio per niente. 

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Il museo alberga anche i fantasmi dei musei europei, così va a finire che il visitatore si imbatte in un Matisse o in un Picasso e il suo sensibile cuore si gonfia a dismisura, al limite del soffocamento.

Le vie (o forse “la via”?) della movida

Diciamo che Canberra non è propriamente l’epicentro australiano del divertimento. I pub sono frequentati da gente in apparenza così morta dentro che è facile, durante la degustazione della propria birra, sentirsi frizzanti come la Carrà dei tempi d’oro.

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Le stanze d’albergo

Qui si trovano i fantasmi migliori. Può accadere che, in ambienti così asettici e rarefatti, gli spiriti che normalmente abitano dentro ciascuno di noi sublimino e prendano a volteggiarci intorno, alla ricerca di un ordine sempre postposto e di una nuova libertà. Non senza sforzo, pensieri e ricordi finalmente si incastonano nel giusto posto e ruolo; e da non si sa bene dove, fuoriesce una nuova capacità di lasciare andare, di rendere certe persone ed episodi un po’ più fantasmi, come è giusto che sia.

Ho lasciato Canberra un po’ annoiata, ma fluttuando più leggera, meno incatenata. Sono tornata a casa ricompattata, con una rinnovata, più sana corporeità.

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Amici umani, se proprio dovete visitare Canberra, e non rientrate in nessuna delle categorie elencate in apertura, almeno prendetevi una macchina a noleggio, per il vostro bene. In alternativa prendetevi un morbo impedimento che vi costringa a non uscire mai dalla vostra stanza: allora la città vi sembrerà decisamente elettrizzante.

Andate a Canberra solo se avete tempo e volete pensare, pensare, pensare.

63 risposte »

  1. Che bel reportage. Certamente non eri sponsorizzata dall’ufficio del turismo di Canberra, sei riuscita a farmi amare
    questo laido casino che è la mia città (Milano). È scioccante vedere fiumi, boschi e paludi (comprese mandrie di canguri in libertà) e scoprire che quella è una città!
    Tanto di cappello alla tua fatica, alla prossima e nel frattempo… smile! 🙂

      • Nooo, la amo tantissimo! Contiene tutta la mia vita, sparisse per malvagio incanto, io resterei un involucro vuoto.
        Anzi, adesso che mi fai ragionare mi rendo conto che forse non è che nemmeno la ami o il contrario, semplicemente per me che ci sono nato e l’ho vissuta in ogni respiro, e non certo da ieri, ma da parecchio prima, Milano è.
        È casa, grande madre, è cielo,, terra. È, e basta.

    • Grazie 🙂 Dai, comunque sono stata contenta di andarci e lo rifarei, perché ho la fissa per le capitali e poi avevo l’hotel pagato 😅😅 Però sì, non è proprio nella top 10 del gradimento 🤹

      • Hai reso perfettamente l’idea. Qualcosa di analogo mi capitò in Turchia con Ankara che proprio non mi ha detto nulla.Forse certe capitali di somigliano in quanto ad essere oggettivamente poco attraenti!

        • Non conosco Ankara (e forse nemmeno ci andrei, oggi come oggi…), però secondo me dipende anche molto dalla disposizione di ciascuno quando ci si va. Magari succede che ci torni e ti strapiace, chissà?

        • Ah guarda è un peccato perchè quel paese lo hanno rovinato. Io ho avuto la fortuna di lavorarci prima che prendesse la piega attuale e ci sono stato bene…Ankara però proprio non mi era piaciuta ma come dici tu magari può capitare anche di cambiare idea. Poi va beh, nella vita ognuno si fa i propri libri neri!

        • Vero 🙂 Dev’essere stato interessante vedere la Turchia prima che diventasse proprio ‘sto scempio…

        • Sto facendo collezione di paesi visti prima che peggiorassero a cominciare dal nostro! 😑

  2. Oh dalle tue foto invece sembra un bel posto! Sarà che la mia parte rurale (e molto stanca) apprezza questi posti di niente, di paesaggi e puntini di canguri in lontananza. Dalla serie, mandatemi a Canberra per qualche mese a pensare in pace, e se spesata è pure meglio 😀

    • Ah ma quello sì! Infatti di per sé non è che sia così male… Se proprio non hai di meglio da fare 😉😅

  3. Avevo la curiosità di Canberra ma tutti me l’hanno descritta come te. Sui morti dentro al pub pensavo fossi tornata con la mente ad Aberdeen. Doh! 😀

    Ma per me lo shock fu ascoltarne per la prima volta la corretta pronuncia. Mi si impiccia la lingua anche adesso! (Sono una pippaccia!)

    • Anche a me ha colpito la pronuncia! Non saprei ripeterla ovviamente, comunque quella di Melbourne è la migliore 😉 Oddio, Aberdeen! Ma poi ci torni?

  4. Insomma una meta consigliata per il dolce far nulla in perfetta tranquillità 🙂 in effetti, canguri a parte, forse non serve spingersi fino a Camberra xD però le foto meritano, complimenti, se uno non si soffermasse a leggere potrebbe essere invogliato a partire! Per me hai comunque reso un servizio all’ufficio turismo 😉

    • Grazie!! 🙂 Ma sì dai, in Australia alcune cose sono talmente rare che è stato comunque molto interessante andarci, e con più tempo l’avrei apprezzata anche di più… Magari a settant’anni ci torno 😉😄

  5. Non sono mai stata in Australia , purtroppo e non immaginavo la sua capitale in questo modo.
    Le foto, splendide, sono in netto contrasto con le descrizioni che fai dei luoghi.
    Mi piacerebbe perdermi tra i suoi vicoli, come un simpatico fantasma curioso di scoprirla 😊

    • In effetti non sapevo troppo bene cosa aspettarmi, e anche per questo ero molto curiosa! Perdersi tra i vicoli però è difficile a Canberra perché tutto è pensato per le auto, le strade sono regolari, grosse e fin troppo spaziose! 😉

    • Le foto sono merito di uno Windows Phone che almeno si rende ancora utile all’occorrenza! Grazie della visita e del commento! 😊

  6. Effettivamente non si sente molto parlare di Canberra! Però dai almeno si dormirà bene nel silenzio assoluto? 😉

  7. Magari il tuo animo era un po’nero in quei giorni, un po’-come.quando un cielo grigio ti rovina un posto splendido. Non conosco Canberra, ma la verità è che non ho maI trovato un luogo di questo pianeta non interessante, se non altro per I suoi fantasmi

    • Che bel commento 🙂 Di sicuro il mio animo era un po’ stordito dal jet lag! Concordo con te, nessun luogo non è interessante, se sai come guardarlo 🙂

  8. Chapeau, Lucy! Questo pezzo è davvero notevole, La chiave del fantasma declinato a questo modo, il contrasto spiritoso tra la mo-rte e la mo-vida… è un a-mor-e.
    (Fuori tema: grazie a te ho scoperto che in italiano esiste l’adattamento poco noto di vombato, che non conoscevo e che ho inserito nei miei lavori in rete).

    • Ciao Antonio, grazie mille, mi fa molto piacere! Benissimo per il vombato, speriamo che abbia la diffusione che merita! Io normalmente dico “wombat” perché abitando qui, certe parole le penso direttamente in inglese e le voglio rendere tali e quali… Però anche “vombato” è una parola bellissima! 😊

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