Come bovini nel recinto: la visita per la permanent residence. Immigrare in Australia, ricordando Ellis Island

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Che non ci sia feeling è evidente già dallo sguardo coriaceo e inanimato della dottoressa-rettile, che attende sulla soglia dello stanzino-recinto.

Mi porge una mano bianchissima, faccio per stringerla ma lei sgrana gli occhi e arretra sgomenta, col viso germanico tutto irrigidito. Credo di doverne ricavare che a me spetti offrire solo la mia cartellina medica, non il mio arto di Homo Sapiens educato e a sangue caldo.

Mentre io e A. veniamo scrutati e auscultati a turno, cerco di mettere a fuoco dove ho già visto ripetutamente quegli stivali neri alti alti, con i calzettoni fin su, e quel modello di gonna grigia, dritta e stretta… poi mi sovviene: nei documentari sui nazisti. Di bene in meglio.

Pur contando sulla mia salute fisica, temo ugualmente che la nostra inespressiva inquisitrice, che sospetto robotica come quel personaggio di Alien che a un certo punto impazzisce e viene fuori che è un androide, possa decidere che non le andiamo a genio in quanto portatori di tessuti e fluidi umani, e di spedirci alle docce. È il culmine della procedura e del mio scetticismo, ma presto saremo fuori, liberi di aggirarci per i verdeggianti pascoli australiani senza più data di scadenza, intonando un muggito di vittoria.

In questi casi, i miei pensieri tornano sempre ad uno stesso posto, questo:

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Alla fine del 2015 ho visitato Ellis Island. Ero ancora in piena dissociazione da stress post-traumatico, perciò non ricordo quasi nulla di quei giorni in America, se non un vento gelido che faceva pendant con il ghiaccio che avevo sulle emozioni, uno sfondo di luci artificiali che come me non dormivano mai, e una Statua della Libertà che si rifiutava di rispondere alle mie domande. Però, sull’isola dell’immigrazione mi sono emozionata eccome, ne ho persino dei ricordi.

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Già allora sentivo che prima o poi sarei finita a cercare fortuna chissà dove, con modalità più impegnative di quelle con cui ci si sposta dentro Schengen, perciò ero ancora più incuriosita dalle vicende dei precursori. E poi, da noi si è sempre fatto un gran vociare contro le persone che arrivano; io invece volevo tenerlo ben presente che i nostri antenati erano stati anche loro quelli che un bel giorno, da qualche parte, erano appena arrivati e venivano spulciati, censiti, convogliati. Sapere di certe donne sbarcate ad Ellis Island sole e senza parenti, che dovevano per forza sposarsi con qualcuno, anche uno a caso direttamente lì sull’isola, per poter entrare negli States, avrebbe fatto piuttosto ridere, se solo non fosse stato vero.

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Il mio ingresso in Australia è avvenuto comunque da privilegiata (ne parlavo qui). Bianca, caucasica, in coppia, un buono sponsor, un buon passaporto, la certificazione linguistica. Normalità non scontata, soprattutto oggi. Non proprio come un capo di bestiame col pedigree, ma quasi.

Ma come si converte il visto da temporaneo a permanente?

In primis, ci si allena per il test di volontà, dal momento che la malefica burocrazia governativa compie tutto quanto in suo potere per scoraggiare i richiedenti. Come se non fossero nati proprio così, gli australiani, un minestrone con gli ortaggi importati e il prezzo del discount.

Eppure già da quando il Paese era appena un infante, comparve la norma paradossale del literacy test – un test linguistico, un dettato in una tra le lingue europee, dove quindi se eri cinese, mettiamo, non potevi neanche attaccarti al tram perché non era ancora stato costruito, e te ne restavi direttamene a casa.

Oggi non è più proprio così, né come a Ellis Island quando ci si metteva in fila per il controllo dei pidocchi, ma una certa rassegnata attesa bovina va comunque messa in conto. Anche oggi, per restare non conta chi sei e cosa vuoi, solo quello che hai da offrire. Perché a quanto pare non siamo pensieri, idee, amori, visioni del mondo; sopra ogni cosa, siamo carne e sangue. Da cui la visita medica. E secondariamente, portafogli da spolpare. Un bel business.

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Ma prima, al povero applicant tocca elargire enormi forchettate di fatti propri su decine di moduli, chiedendosi perché mai abbia osato uscire dall’utero materno se poi tutto si rivela questo mastodontico accollo. La propria vita va dettagliata con cura, incluso dove si è abitato tra la primavera del 1985 e l’inverno del 1991 e perché si è stati inoccupati per un mese nel più recente 2004. Solo per ricostruire tutti i miei cambi di domicilio a Parigi ci ho messo due sere: il monolocale col topo conta come domicilio? E l’hotel de passe col bagno sul pianerottolo e la fermata del bus praticamente dentro la stanza? Devo dichiararli? La cosa più frustrante è che per dare alcune risposte avrei voluto spiegare dall’inizio come funziona l’Italia, e il perché di tante cose che uno ha fatto e che non risultano. Mestizia.

Intanto si sono richiesti, ricevuti dall’Europa e fatti tradurre i certificati giudiziari comprovanti che non si è delinquenti (o che almeno non ci si è fatti scoprire!); dopodiché si paga, tanti, tanti dollari, l’estrema beffa dato che già alla richiesta del visto si gettano al vento 3700 gocce di sangue a persona; e finalmente si accede alla famigerata visita, quando ormai non ci si ricorda nemmeno più il perché lo si sta facendo e si sarebbe disposti ad entrare in criogenesi pur di finirla lì.


L’ultima tappa è dunque l’ambulatorio, dove per combattere l’angoscia da vivisezione visualizzo me stessa come una mucca che si dirige alla conta. Appena qualcosa mi infastidisce, muggisco interiormente in segno di protesta.

Insieme ad A. mi faccio largo tra filippini e malesiani disagiati quanto noi. Ci viene chiesto se vogliamo un medico donna, uomo, più eventualmente un interprete o uno chaperon (l’avrei voluto solo per il nome!). Entriamo insieme, come family. Armadietto, spogliatoio, camice ospedaliero azzurro, attesa, spersonalizzazione. Stringo la sua mano per assicurarmi che siamo ancora io e lui, due individui, due storie, al di là del numerino.

Il censimento bovino dura un’ora. Lastra al torace, pipì nel barattolo, no non sono incinta, sì so cos’è l’HIV, prego prenda pure il mio sangue, faccia pure come se non ci fossi. Muuuuu! Poi ovviamente la pesa dei bovini, la misurazione, la pressione, le letterine piccole piccole da leggere, “H-N-X-O-D-Z” (M-U-U-U-U!), ormai sono persino pronta a mettermi a parlare in russo o a cantare Cristina D’Avena, qualunque cosa purché la smettano di studiarmi. E infine questa dottoressa-rettile, che quando distribuivano l’empatia, lei quel giorno era andata a farsi la plastica facciale per diventare totalmente asettica.

Mi esamina, mi palpa, mi tocchiccia qua e là come se stesse studiando una cesta della frutta finta. “Hai mai sofferto di questo? E di quest’altro? Sei mai stata in psichiatria?”

Eccoci. Come glielo spiego il perché sono stata al pronto soccorso psichiatrico? Perché a scriverlo sto imparando, ma a dirlo agli sconosciuti ancora no. “Dai, marchiami e facciamola finita”, penso mentre racconto riluttante di Parigi e del mio farmaco. Lei fa “oh”, vuole sapere se sarò un peso per la società. “Ma hai pensieri suicidi?” “Hai fantasie di farti del male?”, muggisco forte e dico no, con lo stesso entusiasmo posticcio di quando stai atterrando negli USA e devi barrare NO, non ho affiliazioni col nazismo, non sono mai stato coinvolto in operazioni di genocidio. Dico no, dunque; ma non so bene se invece, per errore, non abbia piuttosto muggito ad alta voce e detto “no” nella mente.

Usciamo di lì che sono le tre del pomeriggio e ce ne andiamo direttamente a bere. Chissà poi se i 3700 dollari a testa serviranno: la richiesta del visto potrebbe anche venire rifiutata, non si sa mai, e i soldi mica li ridanno indietro. Volpi!

Ma io oggi sono ottimista e perciò lo scrivo: se tutto va bene, tra una manciata di mesi non dovrò più preoccuparmi di non poter restare sempre qui con Lucy.


Qualche altro ricordo di Ellis Island:

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[Tutte le foto di questo post sono state scattate al Visitor Centre di Ellis Island. Con un telefono sfocato quanto le mie percezioni di allora, sorry!]

Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

84 pensieri riguardo “Come bovini nel recinto: la visita per la permanent residence. Immigrare in Australia, ricordando Ellis Island

  • 8 Giugno 2018 in 00:50
    Permalink

    Sei forte, ma temo che cantare come Cristina D’Avena avrebbe comportato la deportazione in qualche similar campo di concentramento 🤣🤣🤣
    La domanda è: ma che cavolo ci fai in Australia? Avresti avuto un futuro assicurato qui in Italia come cabarettista 🤣🤣🤣

    Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 00:57
      Permalink

      Ahah no, te l’assicuro! 😂 Mi sa che hai ragione su Cristina D’Avena, per me rimane un idolo quindi tendo a giudicarla acriticamente, ma in effetti… 😅 Comunque in origine siamo venuti qui per una proposta ad A. capitata al momento giusto, quando eravamo assai disagiati e volevamo ricostruirci una vita normale e lontana da brutti ricordi. È capitato un po’ per caso insomma 😊

      Risposta
      • 8 Giugno 2018 in 01:47
        Permalink

        Vi auguro di restarci allora e di tornare in Italia solo per venire a cena da me e per fare le pernacchie a chi vi ha procurato brutti ricordi 😁

        Risposta
        • 8 Giugno 2018 in 10:29
          Permalink

          <3 <3

          Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 00:58
      Permalink

      Che poi forse la tua era una domanda ironica a cui ho risposto sul serio, perdono, è l’una di notte e sono fusa 🙏😅

      Risposta
      • 8 Giugno 2018 in 01:52
        Permalink

        Era ironica ma, a parte te, non ho mai conosciuto nessuno che amasse Cristina D’Avena 🤣🤣🤣

        Risposta
        • 8 Giugno 2018 in 10:33
          Permalink

          Ahah ma davvero? Beh ci sono cresciuta con quelle sigle, le amo tantissimo! 😀 Anche per questo quando mi ricapita di vederla in foto o in video oggi, mi viene un’amarezza… troppo botox e sostanze sospette, secondo me 😀

          Risposta
          • 8 Giugno 2018 in 13:18
            Permalink

            I ricordi d’infanzia sono imbellettati dalla nostalgia, se li rivivessi ora sarebbe molto diverso 😁

            Risposta
            • 8 Giugno 2018 in 13:27
              Permalink

              Mah, diciamo che a undici anni avevo un piano preciso per i miei anni più tardi: starmene su una sedia a dondolo con il gatto in grembo a riguardare dalla prima all’ultima tutte le puntate di Holly e Benji. Credo valga anche ora come ambizione 😂

            • 8 Giugno 2018 in 13:37
              Permalink

              Invidio chi ha le idee chiare, qualunque esse siano. Io non ho mai saputo cosa volevo fare, non lo so neanche adesso che la vita mi sfugge da sotto i piedi. Ho fatto un po’ di tutto, non ho mai avuto una meta precisa, un po’ sbandata, un po’ bohemiene e poi più in là con una figlia da amare e mantenere tra mille difficoltà. Ma adoravo leggere libri di favole, quando ero piccola c’era il televisore in bianco e nero ed un solo canale.

            • 8 Giugno 2018 in 13:40
              Permalink

              Ma nemmeno io ho le idee chiare, giusto qualche dettaglio qua e là 🙂 E va bene così! 😉

            • 8 Giugno 2018 in 14:07
              Permalink

              Hai preso la decisione di andare in Australia, questa è un’idea ben chiara. Io l’ho pensato mille volte ma non l’ho mai fatto

            • 8 Giugno 2018 in 14:22
              Permalink

              Avrai di sicuro preso altre decisioni importanti 😉 Che poi per me questa non è stata una cosa architettata, è capitato e ho risposto “perché no?”, che secondo me è una domanda che funziona meglio del “perché?”

  • 8 Giugno 2018 in 01:06
    Permalink

    io ho fatot richiesta di residenza in repubblica dominicana e su molti aspetti il trattamento è molto simile.. noi passavamo avanti perchè bianchi, in coppia e io incinta, ma c’erano comunque altre donne incinte ma haitiane o comunque non “gringas” e dovevano aspettare ore sotto il sole cocente ammassati come animali :/

    Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 10:29
      Permalink

      Terribile!! E incomprensibile.

      Risposta
  • 8 Giugno 2018 in 02:36
    Permalink

    Mi fai morire…. Quindi un sacco di dollaroni e non si sa nemmeno l’esito certo???? Porca vacca… Ma gli stivali nazisti me li sono immaginati bene…. Spero con voi perché da lì coi tuoi articoli e foto mi dai un sacco😍

    Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 10:37
      Permalink

      Sei adorabile <3 Sì sì guarda, è davvero così. Tu paghi tutto in anticipo (e questa visita costava quasi 400 dollari a persona!), però se per qualche motivo non risulti idoneo ti mandano indietro solo un "no" e tanti saluti! Anche per questo uno fa tutto nell'ansia! Però dai, sulla carta non dovrebbero esserci motivi per un no, siamo fiduciosi, si tratta solo di sapere quanti mesi dobbiamo aspettare ^_^

      Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 10:38
      Permalink

      Era da tanto che non sentivo “bella gioia!” 😀 Crepi!!! 😀 :*

      Risposta
  • 8 Giugno 2018 in 08:27
    Permalink

    Tieni duro, la fase da bovino passera’ presto e poi finalmente potrai goderti una vista burocracy-free… o quasi!

    Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 10:39
      Permalink

      Grazie Claudia!! Non vedo l’ora guarda, ho rinunciato a diverse cose finora perché non mi andava di pagare il doppio o il triplo solo perché non avevo il visto giusto!!

      Risposta
  • 8 Giugno 2018 in 09:15
    Permalink

    Di fronte alla tua determinazione non posso che togliermi un metaforico cappello.
    Di solito non ho il benché minimo spunto patriottico, ma mi piace l’idea che qualcuno con cui condivido lingua e cultura possa andare fino agli antipodi e dimostrare che i luoghi comuni e i pregiudizi bisogna buttarli nel cesso.
    Spero per loro che tu possa restare lì: hai molto da insegnargli.

    Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 10:44
      Permalink

      Ti ringrazio tanto!! ^_^ Spero tanto di poter restare, magari non vorrà dire per sempre (anche perché spero che la vita sia lunga) ma almeno avrei la libertà di decidere! Per non parlare del fatto che accedere a tante cose (servizi, istruzione…) con un visto temporaneo è molto più esoso :-/

      Risposta
  • 8 Giugno 2018 in 17:15
    Permalink

    “Ha pensieri suicidi?”
    “No, e fino ad ora, nemmeno omicidi”.

    Risposta
    • 8 Giugno 2018 in 17:19
      Permalink

      Volevo solo fuggire perché temevo che mi uccidesse 😀

      Risposta
  • 8 Giugno 2018 in 18:55
    Permalink

    Ciao, mi ha colpito questo post, non pensavo che esistessero ancora controlli sanitari di questo tipo… Io non ho in programma di trasferirmi in Australia, ma visto che ho l’artrosi, la mutazione genetica della trombofilia (non è uno cosa inventata 😉 ), e sono sovrappeso penso che non mi vorrebbero nemmeno loro!

    Risposta
    • 9 Giugno 2018 in 11:34
      Permalink

      Ciao Letizia! Nemmeno io me l’aspettavo, ma per la permanent è così (mentre per il visto temporaneo che ho adesso è bastata un’autocertificazione). E noi italiani siamo anche fortunati perché di tutte le visite in elenco dobbiamo farne solo alcune (chi viene da alcuni paesi considerati a rischio deve farne più del doppio!). Qua sono tanto severi, vogliono rimanere il Lucky Country che sono quindi gli ingressi di qualunque cosa, dai beni alle persone, sono strettamente regolamentati. Bah! Però almeno non ho mai sentito che il sovrappeso, anche forte, in quanto tale sia considerato un problema 😉

      Risposta
  • 8 Giugno 2018 in 21:31
    Permalink

    E pensare che qualche cialtrone di casa nostra vorrebbe mettere norme anche peggiori qui da noi….

    Risposta
    • 9 Giugno 2018 in 11:24
      Permalink

      Oddio. Loro e il loro seguito. Mi vergogno tanto!

      Risposta
  • 10 Giugno 2018 in 16:41
    Permalink

    Lo sai che il primo dottore che mi ero scelta qui in Germania non stringe la mano ai pazienti, ma saluta da lontano? C’è anche un bel cartello che ne spiega i motivi igienici in sala d’attesa. Quindi nel momento in cui ho letto la descrizione della dottoressa ” viso germanico, irrigidito, inespressivo..” mi è venuto in mente lui. Niente stretta di mano ( e vabbè voglio capirti), ma zero sorrisi dal medico di famiglia proprio non potevo accettarlo e ho cambiato ^_^ . Tutta la mia solidarietà per la visita. Vedrai che andrà tutto bene. Te lo auguro veramente e te lo meriti.

    Risposta
    • 10 Giugno 2018 in 18:03
      Permalink

      Addirittura il cartello? Ahh! Ma non capisco il senso di non stringerti la mano se poi tanto te le deve mettere addosso ovunque, esaminarti occhi naso e orecchie da vicinissimo… e ha paura di una stretta di mano? Uhm ok! 😀 Hai fatto bene a cambiare, il medico di famiglia non empatico è tremendo. Ti ringrazio molto per questo messaggio <3 L'ok dal centro medico è già arrivato, ora tocca solo aspettare! Baci e buona domenica in Germany!! :)

      Risposta
  • 11 Giugno 2018 in 12:45
    Permalink

    Dunque quale responso avete avuto? Siete Alieni o reali dal sangue blu? Comunque se non mangiate Hungry Jack e Vegemite e non avete un eccesso considerevole di grasso corporeo non potrete essere considerati australiani, geneticamente parlando! Per le birrette invece penso possiate passare il test, da bravi italiani tenete alto l’onore 😉

    Risposta
    • 11 Giugno 2018 in 18:29
      Permalink

      Due giorni dopo era già arrivato il responso, tutto ok… Nessuna traccia di Hungry Jack e Vegemite nei fluidi coporei 😀 Per la birra italiana ammetto che potremmo fare di meglio, ma sai, l’età! 😀

      Risposta
  • 12 Giugno 2018 in 14:54
    Permalink

    “gli australiani, un minestrone con gli ortaggi importati e il prezzo del discount”: sei troppo forte! Ma come ti vengono certe battute? Comunque qua in Italia c’è chi con battute simili alle tue ci scrive romanzi e ne vende a carrellate! Vabbè lui è uno dei conduttori del Ruggito del coniglio di Radio 2 , ma a te non ti manca niente per essere al suo pari, o anche meglio!!

    Risposta
    • 12 Giugno 2018 in 15:07
      Permalink

      Ahah sei troppo gentile 🙂 Guarda mi sembra già incredibile e fantastico che ci siano persone che mi leggono! Salutami la Croazia, ho visto foto stupende!!

      Risposta
        • 18 Giugno 2018 in 20:18
          Permalink

          Che bello!! L’ho visto ieri sera ma il cell non me lo faceva commentare. Ora vado a rileggerlo 😊😊

          Risposta
          • 18 Giugno 2018 in 20:23
            Permalink

            Ma resterai delusa: io non sono bravo come te e le foto dei Wallaby fanno schifo, ma il mio iPhone con lo zoom fa schifo e loro erano lontani

            Risposta
            • 19 Giugno 2018 in 01:05
              Permalink

              Credo che le bestie abbiano fatto apposta a non avvicinarsi troppo, per motivarti ad andarle a vedere più da vicino in patria! 😉 Comunque si vedono bene e sono carinissimi, occhio solo che nel titolo Lucy è stata chiamata wonbat al posto di wombat! 😅

            • 19 Giugno 2018 in 01:58
              Permalink

              😊

  • 13 Giugno 2018 in 16:33
    Permalink

    In bocca al lupo! E tanta empatia: giusto domani vado a prendere appuntamento e informazioni per richiedere la cittadinanza tedesca. Tempi di attesa biblici grazie, pare, alle frotte di britannici che dopo Brexit si sono precipitati in massa a richiedere la cittadinanza…

    Risposta
    • 14 Giugno 2018 in 14:47
      Permalink

      E te credo!! Crepi e in bocca al lupo anche a te! Ma per tempi biblici in Germania di quanti mesi parliamo più o meno?

      Risposta
        • 16 Giugno 2018 in 22:40
          Permalink

          Ohibò!!

          Risposta
          • 16 Giugno 2018 in 19:25
            Permalink

            sono stata ottimista a dire 1 anno. L’appuntamento per la Beratung me l’hanno dato ora per aprile 2019!!

            Risposta
        • 30 Giugno 2018 in 23:36
          Permalink

          Ahia!!

          Risposta
  • 13 Giugno 2018 in 18:37
    Permalink

    mi piace la verve di questo articolo, malgrado l’argomento davvero scabroso: Joe Petrosino e la mano nera ringraziano

    Risposta
    • 13 Giugno 2018 in 20:16
      Permalink

      Ma perché mi ricordo che Joe Petrosino fosse anche un fumetto?

      Risposta
        • 13 Giugno 2018 in 20:40
          Permalink

          Andrò a cercare, sono convinta, dev’essere stata una di quelle letture di giornalini tipo il messaggero dei ragazzi 😂

          Risposta
            • 13 Giugno 2018 in 20:44
              Permalink

              Io leggevo ‘sta roba sfigata che era la versione ragazzina del Messaggero di Sant’Antonio, che leggevano i miei nonni. Avevano regalato abbonamenti a tutta la famiglia. Così si capisce quando dico che vivevo nell’uovo di Pasqua 😎

            • 13 Giugno 2018 in 20:47
              Permalink

              hai fatto una vita bellissima, di che ti lamenti?

            • 13 Giugno 2018 in 20:48
              Permalink

              Fair point 💃

    • 16 Giugno 2018 in 22:40
      Permalink

      Grazie 🙏

      Risposta
  • 29 Giugno 2018 in 21:13
    Permalink

    E ce ne vuole di pazienza…si che non riuscirei mai anche perché tutto ciò, per uno che crede di essere un terrestre e che il pianeta dovrebbe essere ugualmente accessibile a tutti ovunque, risulta fuori da ogni mia logica.Ma tant’è quindi spero che almeno riusciate nell’impresa!

    Risposta
    • 30 Giugno 2018 in 08:34
      Permalink

      Ti ringrazio!! Quello che scrivi qui traspare da molti post del tuo blog ed è anche per questo che mi piace… Soprattutto in questo momento storico fa bene al cuore leggere certe cose!

      Risposta
      • 30 Giugno 2018 in 03:51
        Permalink

        Demonio in versione cardiotonica mi mancava!😁 Però è vero che sono sempre più in contro tendenza e decisamente datato nelle mie convinzioni e tutto sommato alla fine sono io che ringrazio chi come te mi fa sentire meno solo!

        Risposta
        • 30 Giugno 2018 in 23:36
          Permalink

          Macché datato 😉

          Risposta
          • 30 Giugno 2018 in 16:59
            Permalink

            E tu sei agli antipodi ma qui l’aria che si respira è sempre più salviniana e di chiusura mentale.Ogni giorno persone anche vicine mi accorgo che sono sempre più lontane ed alla fine sempre meno gente fa parte della mia rubrica. Quelli come me ormai son buoni solo per essere insultati perché oggi se sei di sinistra sui il male assoluto, responsabile di tutto ciò che hanno fatto gli altri ma che hanno dimenticato di aver fatto…😕

            Risposta
            • 1 Luglio 2018 in 02:06
              Permalink

              Credimi, l’abitare lontano non mi consola. Mi informo quanto facevo prima, le persone con cui sono più in contatto vivono per la maggior parte in Italia, con loro discuto sempre delle derive di questo paese. E ogni tanto ci torno. Posso solo dire che mi vergogno tanto per questo mondo.

            • 30 Giugno 2018 in 23:30
              Permalink

              E allora mi capisci…perfino i Pearl jem sono stati attaccati contrapponendo…Rita Pavone…no…per dire…mi vergogno pure io ma non da ora…sigh

        • 24 Agosto 2018 in 13:21
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          La storia Pearl Jam vs Rita Pavone aveva un che di epico in effetti!

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  • 24 Agosto 2018 in 14:26
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    😬 stiamo messi male! Mi hai fatto venire in mente un fake burla che ho visto ieri dove c’era la foto di Cobain e sotto la scritta: annulliamo tutti i concerti in Italia contro la politica di questo governo! Beh…sotto fioccavano i commenti e gli insulti di gente che nemmeno si era accorta che era una presa per il culo proprio verso di loro! Va beh, per dire…la Pavone ha i suoi fans a quanto pare!😬😱😖😭

    Risposta
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    • 12 Aprile 2019 in 19:57
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      Ma tante! Superindiscreti! 😒

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  • 30 Luglio 2019 in 11:00
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    Leggendo questo e pensando che qualche mese fa c’era stato tanto baccano perchè si volevano controllare e “schedare” gli immigrati, mi viene da ridere.. qualcuno, ai piani alti del nostro governo, dovrebbe fare un minimo di stage lì in Australia, giusto per capire come funzionano le cose in parti del mondo dove l’immigrazione viene effettivamente gestita in modo proficuo e non alla ACDC (e no, non sto parlando del gruppo rock!).. e magari poi passare anche in ambasciata americana, dove pure lì per avere il visto paghi dei 380 euro, che ok, non sono 3700 dollari ma pur sempre soldini sono, senza avere la certezza che ti venga rilasciato!

    Risposta
    • 3 Agosto 2019 in 16:46
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      Il tuo acronimo ACDC mi fa ridere un sacco e d’ora in poi lo adotterò! Però va detto che quello che ho descritto io è il lato per così dire felice della faccenda: i migranti non autorizzati, l’Australia li tratta pure peggio che l’Italia… solo che non so perché ma nessuno ne parla. Una tristezza!

      Risposta
  • 30 Luglio 2019 in 12:10
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    Immagino che pur di non veder più la nazista saresti stata disposta a confessare anche crimini non commessi. Mi ha colpito il fatto che dici che a loro (il paese ospitante) non interessa chi sei, e cosa sogni ma interessa soprattutto quanto puoi dare. Quanta tristezza… e il pensiero non può che andare a tutti quei poveretti che scappano da guerre e carestie in cerca di un destino migliore – fosse pure a spazzare le strade – e finiscono a cuocersi sotto il sole su un barcone che non può attraccare…. ma cosa siamo diventati?

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    • 3 Agosto 2019 in 16:44
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      Grazie mille per questo commento che rispecchia anche il mio pensiero! Mi vergogno tantissimo pensando a quest’epoca!

      Risposta
  • 30 Luglio 2019 in 21:58
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    L’Australia è un continente che mi affascina da sempre, spero di poterlo visitare presto!

    Risposta
    • 3 Agosto 2019 in 16:42
      Permalink

      Good luck! 🙂

      Risposta
  • 1 Agosto 2019 in 09:26
    Permalink

    Avevo già sentito parlare di queste ‘visite’ ma come sempre i tuoi racconti sono meglio. 😘😘😘😘

    Risposta
    • 3 Agosto 2019 in 16:28
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      Grazie Raffi… Io arrossita. :)) ;*

      Risposta
  • 5 Agosto 2019 in 06:46
    Permalink

    Un grosso in bocca al lupo per questo traguardo. La burocrazia sa essere dovunque lenta e stressante… tieni duro e vedrai che arriverà il giorno in cui potrai festeggiare!

    Risposta
    • 10 Agosto 2019 in 12:47
      Permalink

      Grazie Dani, la permanent nel frattempo è arrivata, anche se sulla burocrazia c’è sempre da stare all’erta 🙂

      Risposta

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