The Green Planet Dubai: la foresta pluviale dove interagire con tucani e pappagalli

The Green Planet Dubai

Che gli Emirati Arabi Uniti amino strafare, lo abbiamo già appurato nel mio post precedente. Ora, sempre restando in tema di ampi dispiegamenti di mezzi e sforzi, vorrei raccontare di un luogo molto meno commerciale – nel senso in cui un’attrazione turistica può non considerarsi tale – ma altrettanto ambizioso nonché decisamente, per me, più prezioso, chiamato The Green Planet Dubai. Lì dentro, i miei livelli di ossitocina e di dopamina si sono drasticamente impennati. Impennati grazie ai pennuti.

The Green Planet Dubai insegna esterna

Una premessa amorosa

Ma prima una considerazione sull’amore, quell’amore incondizionato che ci incatena e che ci rende schiavi di ciò che adoriamo. Prima ancora di partire per Dubai, scoprendo questo prodigioso Green Planet su internet, quasi cadevo dalla sedia per l’emozione. Mi bastava leggere le parole “bird encounter“, sotto a foto di variopinti tucani e soprattutto dei miei amati pappagalli australiani, per cadere vittima dell’incantesimo amoroso. Non avevo altra scelta: dovevo andarci. C’è anche per voi qualcosa – qualunque cosa – che vi appassiona sopra ogni altra? Quel qualcosa per cui, intravedendolo, la vostra volontà va a farsi benedire e vi sentite obbligati a seguire l’istinto? Ditemi di sì. Perché è una sensazione impagabile. Ora torniamo a noi.

lucy the wombat con t-shirt con calopsitta, in rotta verso The Green Planet Dubai
Così, celando la mia espressione commossa per non sgomentare nessuno, mi separavo temporaneamente dalle Travel Blogger Italiane compagne di viaggio per seguire la mia passione ornitologica

Un inquilino speciale al Green Planet Dubai: il cacatua delle palme

cacatua delle palme al The Green Planet Dubai

Avevo già intuito la discreta voglia di protagonismo del Green Planet dal dettaglio di una presenza avicola in particolare: il cacatua delle palme, uno degli uccelli più mitici – e rari – di tutta l’Australia e della Nuova Guinea. Pappagallo punkettone e musicista, che down under durante le mie numerose visite ai parchi faunistici ero riuscita a vedere una volta sola. E invece a Dubai c’è, pronto da vedere! Creatura esotica che, per dire, se acquistata come animale da compagnia costa fino a 60.000 dollari (ma che io non sappia mai che ne possedete uno in questo senso barbaro, mi raccomando)!

cacatua delle palme mangia dalle mani di un guardiano

Il cacatua delle palme è speciale perché è l’unico pennuto capace di far musica non solo cantando, ma anche con degli strumenti. Raccoglie i rametti e li sbatte a terra con un proprio ritmo, unico e personale, per fare colpo sulle femmine, che scelgono il più abile compositore. E infatti è anche detto “l’uccello batterista”. Insomma, questo cacatua è una delle bestie in cui l’evoluzione si è impegnata di più. Oltretutto è superpunk, con quella cresta nera un po’ gotica e gli inserti in pelle rossa nuda. Impossibile non subirne il fascino, misto a una certa intimidazione.

The Green Planet Dubai, come è fatto e come si visita

The Green Planet Dubai ingresso

Ma parliamo del posto: cos’è The Green Planet Dubai? Consiste nientepopodimeno che in una foresta pluviale perfettamente ricostruita da abili ingegneri e biologi, collocata dentro a un edificio futuristico fatto in buona parte di vetrate.

The Green Planet Dubai visto dall'esterno
The Green Planet Dubai interno

Per visitarla si sale in ascensore al livello più alto e poi si scende lentamente a piedi lungo il perimetro a spirale, come in un Guggenheim naturalistico, ammirando le più di 3.000 specie di piante e animali che popolano questo ecosistema completo. Ciascuna ama frequentare un livello di altezza ben preciso.

coppia di pappagalli blu: are di spix a The Green Planet Dubai

Al centro del tutto sta un enorme albero artificiale (non chiedetemi come abbiano fatto a crearlo, anche toccandolo appare totalmente realistico!), con incastonato un gran corollario di vegetali veri, che arriva fin su in cima. L’alberone funge da casa o comunque da supporto vitale per la maggior parte delle creature ospitate nella struttura.

Le radici dell’albero ospitano pesci (piranha inclusi), rettili e uccelli acquatici; il tronco accoglie piccoli mammiferi, come i lemuri o i tamarindi (scimmiette adorabili che hanno la caratteristica di condividere il cibo in maniera sorprendentemente conviviale, per esser bestie). I rami e il fogliame più alto sono invece il regno di uccelli più grossi, come i pappagalli o i tucani.

tucano con becco arancione
tucano scanalato con becco nero e azzurro, a The Green Planet Dubai

Quasi tutti gli animali si trovano in più esemplari e spesso a coppie, dato che sono spesso monogami per la vita. Tranne il cacatua delle palme che al momento è solo, ma mi è stato detto che presto anche a lui verrà assegnato un compagno. Altrimenti torno e gli pianto una grana così.

L’importanza della conservazione

The Green Planet Dubai interno con vegetazione

Lo scopo finale di The Green Planet Dubai è informare e sensibilizzare il pubblico sull‘importanza delle foreste tropicali (con un focus sulla foresta pluviale amazzonica, ma sono ben considerate anche quelle del Sudest Asiatico). L’habitat più antico del mondo, che ancora oggi ospita la più grande biodiversità sul pianeta nonché la maggiore varietà di uccelli di ogni altro habitat, ma che è in pericolo per le solite scelleratezze umane, in maniera più o meno diretta. Ad esempio si depreca l’usanza asiatica di catturare uccelli per il commercio illegale delle specie esotiche e persino per sottoporli a gare di canto. In effetti ricordo che durante il mio viaggio in Vietnam ho notato, in case private e negozi, uccelletti tenuti rinchiusi in gabbie così piccole da farmi venire la nausea.

Ovviamente al Green Planet sono anche attive varie iniziative di conservazione, ormai fondamentali nelle moderne strutture faunistiche che si vuole facciano ben più che staccare biglietti al pubblico.

Dentro a questa foresta ricreata, gli animali (molti derivanti da operazioni di salvataggio) si muovono liberi comportandosi come è per loro più naturale: gli uccelli svolazzano tra i visitatori, i lemuri saltano di ramo in ramo, il bradipo dorme, stando appeso vicino a una cascatella. Sì, c’è persino un bradipo, guardate che aria beata!

bradipo appeso a una corda a The Green Planet Dubai
bradipo che prende il sole a testa in giù
bradipo appeso accanto a una cascata artificiale al Green Planet Dubai

Il Bird Encounter al Green Planet Dubai

Siccome ho parlato di interagire con gli uccelli, devo precisare in che modo questo può avvenire. Gli uccelli del Green Planet, quando non timidi e diffidenti per natura, sono addestrati a non interagire in maniera diretta con i visitatori ma soltanto con il personale esperto. Possono quindi venirvi vicinissimo, perché rimangono giocherelloni e amano attirare l’attenzione, ma è proibito toccarli. Anche per il vostro bene, perché se un’ara delle Amazzoni vi attacca con il becco rischia di portarvi via il naso peggio di Gogol.

uccello esotico grigio con cresta

Ovviamente però tutto cambia quando ci si mette di mezzo il cibo, e scattano le eccezioni. Chi compra il pass per l’incontro ravvicinato (massimo 6 persone al giorno) può infatti accedere a un’area riservata, ricevere da un guardiano frutta fresca e secca in quantità e aspettare che i pennuti, familiari con tale rituale quotidiano, si avvicinino e prendano a nutrirsi direttamente dalle sue mani.

lorichetto rosso mangia un acino d'uva

Ed è così che pappagalli piccoli e grandi e altri volatili coloratissimi mi accerchiano più o meno educatamente, ciascuno con la propria personalità, per esigere il loro tributo in fatto di acini d’uva o anacardi. Inutile dire che personalmente ne ricavo uno scorcio piuttosto realistico di com’è fatto il Paradiso, proprio come Dante una volta arrivato su fino all’Empireo: è tutto un fulgore e illuminazioni, picchi glicemici, uccelletti sulle spalle, l’amor che move il sole e l’altre stelle.

In particolare quando conosco Chicken, un cacatua ombrello educatissimo. Si piazza sul mio polso, prende un frutto alla volta con la zampa e lo assapora felice come fosse zucchero filato. Poi si fa coccolare dalle guardiane, chiude gli occhietti e va in estasi mistica. Il piccolo tucano scanalato intanto acchiappa i chicchi d’uva anche al volo con il becco, e subito li inghiotte. Guardarli da così vicino, senza esserne temuti, è un sogno.

cacatua ombrello viene coccolato da una guardiana a The Green Planet Dubai

Tempo una ventina-trentina di minuti e tutti sono sazi. Specialmente l’ara gialloblu che, a quanto pare, non bisogna assolutamente nutrire ulteriormente: con gli spuntini è solita andare su di giri, tanto da diventare aggressiva e attaccare briga con i suoi compagni!

Coppia di are gialloblu a The Green Planet Dubai
Due are gialloblu si lisciano le penne a vicenda

Cos’altro succede al Green Planet Dubai

La mia visita termina qui, con quest’ascesi, ma si possono fare tante altre cose interessanti al Green Planet. Ad esempio:

  • Nuotare con 1.000 piranha e vederli cibarsi (non di voi, tranquilli!);
  • Due volte al giorno, assistere a una tempesta vera di 5 minuti;
  • Incontrare da vicino bradipi, petauri dello zucchero o rettili vari e farsi i selfie insieme a loro;
iguana
due tartarughe
  • Osservare piccoli pipistrelli appollaiati nella loro grotta;
  • Farsi mettere in mano uno scarafaggio del Madagascar;
scarafaggio del Madagascar tenuto in mano
  • Tenere in mano un pitone;
incontro con un pitone al Green Planet Dubai
  • E persino trascorrere la notte lì, in tenda, per poter osservare le creature della notte prendere vita e diventare molto più attive.
lemure
tarantola
L’importante è non perdere di vista la tarantola!

Soprattutto se vi piacciono i pennuti, tornate presto perché il mio prossimo racconto sarà sul Museo dei Falconi (visitato sempre a Dubai)! Con alcune questioni che non vedo l’ora di problematizzare, possibilmente con il vostro aiuto. A presto e grazie di avermi seguita in questo viaggio! ❤


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

65 pensieri riguardo “The Green Planet Dubai: la foresta pluviale dove interagire con tucani e pappagalli

  • 2 Luglio 2021 in 19:02
    Permalink

    Dopo aver letto il post, sono andato a rileggermi il post su Smoothie e Scone e tanto mi è venuta una nostalgia di te a Melbourne!

    Buonasera Lucy,

    Alex

    Rispondi
    • 2 Luglio 2021 in 18:03
      Permalink

      Ohh! 🥰 Non averla, sono rinata da quando me ne sono andata da lì 😅

      Rispondi
  • 2 Luglio 2021 in 21:10
    Permalink

    Per leggere il tuo articolo ho dovuto combattere le mie perplessità (diciamo così) su Dubai e quelle sugli zoo, anche se mascherati da foresta vergine spettacolar-scientifica-conservativa. Però alla fine mi sono identificata nelle tue emozioni e nello stupore da Alice nel paese delle meraviglie. E se mi dici che comunque stanno bene ci voglio credere. In ogni caso le tue foto sono belle e vere, e leggerti è come sempre un gran piacere.

    Rispondi
    • 2 Luglio 2021 in 20:23
      Permalink

      Grazie, se eri perplessa il tuo commento mi fa ancora più piacere ♥️ Sui posti faunistici sono stata a lungo perplessa anch’io, ma in Australia ho visto con i miei occhi che spesso quei posti sono addirittura gli unici che fanno qualcosa di concreto per la conservazione (contro ogni previsione). Certo gli animali sono comunque in cattività e questo non lo si vorrebbe mai. Però a guardar bene i posti migliori ospitano creature che comunque non sopravviverebbero in natura, per via di piccole infermità o perché recuperati da situazioni domestiche. In questo caso penso sia un compromesso accettabile, per quanto ben lontano dal paradiso reale dove strutture del genere non esisterebbero nemmeno. Non so di preciso i dettagli di questo posto qui, di sicuro c’è un grande sfoggio di ricchezza come in tutto quel che è modernamente emiratino (vedi i cacatua cari). Ma mi ha comunque fatto piacere vederlo, riconosco un po’ il comportamento degli uccelli e non sembravano disagiati, almeno 🙂

      Rispondi
  • 2 Luglio 2021 in 21:41
    Permalink

    Questo posto merita tutta la mia attenzione! Ovviamente è assolutamente imperdibile trovandosi a visitare Dubai. Io adoro i cacatua ❤

    Rispondi
  • 2 Luglio 2021 in 21:56
    Permalink

    Un altro reportage che non ci fosse Lucy, chi se le sarebbe immaginate quelle follie da mille e una…pseudo foresta.

    Rispondi
    • 2 Luglio 2021 in 22:04
      Permalink

      Eheh, non potevo perderlo e tantomeno non potevo non mostrarlo! Ciao Guido! 😊

      Rispondi
      • 2 Luglio 2021 in 23:07
        Permalink

        Ciao anche a te, Lucy! E una roba però come il Duomo ce l’abbiamo solo noi in tutto il mondo! Ricordalo, ti capitasse, a questi “arricchiti” 🙂

        Rispondi
  • 2 Luglio 2021 in 22:56
    Permalink

    Sono rimasta a bocca aperta dalla meraviglia e la cura di questi bellissimi pennuti. Ecco, da un luogo come Dubai non mi sarei aspettata tanta sensibilità verso gli animali. Grazie al tuo viaggio e relativi racconti, mi sto’ ricredendo su questo posto così lontano dai nostri usi e costumi.

    Ho piacere che ti stai divertendo e dalla foto ho notato che abbiamo lo stesso taglio di capelli.

    Buon proseguimento, attendo l’esito della visita al museo dei falconi!

    Ciao carissima Lucy!!!! ❤

    Rispondi
    • 2 Luglio 2021 in 22:06
      Permalink

      Ciao cara, sono molto felice che ti siano piaciuti! 😊🌈 Non vedevo l’ora di andare lì! I capelli me li taglio io quindi sono sempre diversi, amo troppo farlo da sola 🙂

      Rispondi
    • 2 Luglio 2021 in 22:34
      Permalink

      Ah beh sì! D’altronde tutta Dubai è tra deserto e mare, non dico che l’abbiano fatta sorgere dal nulla perché era un centro anche prima dei grattacieli, però insomma, ora è quasi tutta così 🤷

      Rispondi
  • 3 Luglio 2021 in 08:22
    Permalink

    Sono quasi certo che in un’altra vita fossi un petauro, me lo dice il mio karma… 😉
    Adesso so che anche i pappagalli diventano iperattivi e aggressivi se hanno zuccheri in eccesso, proprio come i bambini…
    Sono molto vicino anche al bradipo…
    Sono certo che questo luogo da paradiso terrestre che hai visitato dove anche i pennuti sono vogliosi di coccole e carezze sia molto diverso da alcuni posti in cui si possono fare tour anche notturni di fatto disturbando gli animali che dormono (non nomino il posto a cui sto pensando in questo momento)…
    E che vuoi di più dalla vita? Un tucano! (cit.)

    Rispondi
    • 3 Luglio 2021 in 10:44
      Permalink

      Infatti il dettaglio dei pappagalli con effetti da picco glicemico mi ha fatto molto ridere! 😁 Al bradipo mi sa che ci sentiamo vicini tutti 😂
      Sono curiosa di sapere a quale luogo che non nomini ti riferisci, ma in linea di massima la mia posizione su questi posti è quella che dicevo in risposta a Rossella. L’ideale sarebbe se comunque nessun luogo del genere esistesse, gli animali fossero sempre perfettamente sani, liberi integralmente e rispettati. L’intento primario dei parchi faunistici, anche dei migliori, rimane comunque di guadagnare offrendo al pubblico la visione di creature particolari. Non il top. Ma se sono presi tutti i dovuti accorgimenti affinché vivano bene, e soprattutto se solo riunendoli e attirando il pubblico si possono intraprendere azioni concrete per portare avanti progetti di conservazione, allora per me è una cosa che si può accettare. In alcuni casi certi progetti sono addirittura essenziali per la sopravvivenza di una specie. In Australia ho visto posti magnifici e posti schifosi, quindi dipende di caso in caso. E comunque il tucanetto dal becco nerazzurro è qualcosa di incredibile 😍

      Rispondi
  • 3 Luglio 2021 in 10:43
    Permalink

    Meraviglia! Pensa che io mi incanto a guardare i pappagalli che ormai hanno colonizzato il parco dell’Aniene, che ho sotto casa. Lì davvero sembra il paradiso (a parte la tarantola!)

    Rispondi
    • 3 Luglio 2021 in 10:48
      Permalink

      Ma sai che la tarantola a me fa meno repulsione di altri ragnetti più piccoli e sottili? Almeno sai sempre dov’è! 😅 Eh la questione pappagalli scappati di casa è ardua! Sono favolosi ma non credo siano un bene per gli ecosistemi 😁 In ogni caso godili anche per me, qui a Treviri dalla finestra ho solo corvi e merli!

      Rispondi
  • 3 Luglio 2021 in 14:18
    Permalink

    Ogni tanto gli esseri umani sanno anche fare prodigi… dovrebbero farne più spesso!
    Luoghi come questo dovrebbero crescere come funghi un pò ovunque…

    Rispondi
    • 3 Luglio 2021 in 14:21
      Permalink

      Sarebbe meglio se non ce ne fosse bisogno ma nel frattempo noi possiamo rifarci gli occhi e imparare cose nuove sulle bestie! 🙂

      Rispondi
      • 7 Luglio 2021 in 02:44
        Permalink

        Posso percepire la tua eccitazione nel visitare questo posto. È veramente magnifico, l’architettura, gli uccelli ma anche tutti gli altri animali. Sicuramente da visitare quando riuscirò a passare da Dubai!

        Rispondi
  • 3 Luglio 2021 in 19:09
    Permalink

    wow…soltanto a vedere le tue foto mi è venuta voglia di andare a vederlo!… la cacatua è fantastica! ps. se torni downunder ti dico un posto dove potrai vederle sempre a tutte le ore del giorno ed è anche molto abbordabile, fammi sapere in caso 😉

    Rispondi
  • 4 Luglio 2021 in 10:13
    Permalink

    Grazie per averci portato con te ad ammirare questo splendidi animali , un vero spettacolo Giulia !

    Rispondi
  • 5 Luglio 2021 in 09:46
    Permalink

    Grazie Lucy (Giulia) Il tuo modo di raccontare le cose e le persone è unico sembra di stare con te! Anche io come altri sono sempre un pò perplessa su l discorso animali in cattività ma riconosco che spesso questi posti in alcuni ambienti sono la miglior soluzione rispetto a quanto gli ha riservato la natura e l’uomo. Quindi se sono coccolati e tenuti bene e sembra di sì è sicuramente una meta da segnare in agenda per un viaggio a Dubai!

    Una domanda? Gli animali sono sani o sono stati recuperati dall’esterno in seguito a infermità o problematiche?

    Rispondi
    • 5 Luglio 2021 in 12:49
      Permalink

      Grazie per il tuo commento ❤ Per risponderti, avevo chiesto e mi era stato risposto che la situazione è mista. Alcuni animali vengono recuperati da fuori (tipo per salvataggi), altri vengono scambiati con altri parchi nel mondo. Cercano di scoraggiare la riproduzione in loco visto che gli equilibri sono molto sottili ma in alcuni casi è successo, dipende dalle varie specie. Quindi mi pare di aver capito che se ci sono esemplari “di troppo” di una certa specie, per gli equilibri locali, vengono passati a posti simili. In ogni caso i vostri commenti mi hanno spinta a riflettere, anche perché ieri stavo proprio scrivendo un guest post su un altro parco faunistico, quindi sicuramente quello dell’eticità è un tema che voglio approfondire, anche perché vedo che interessa molto! 🙂

      Rispondi
  • 5 Luglio 2021 in 17:32
    Permalink

    Ma che foto meravigliose sono!
    Comunque, non solo creare nel deserto gli edifici più alti del mondo, ma anche una sorta di paradiso artificiale ricco di fauna, con tanto di “albero della vita”. Io ci vedo dietro anche qui un messaggio di orgoglio nazionale, che ho riscontrato in altri luoghi di Dubai che vantano primati mondiali.
    Tuttavia, mi sarebbe piaciuto visitarlo

    Rispondi
    • 5 Luglio 2021 in 18:01
      Permalink

      Vero, anch’io ci ho visto molto questo orgoglio verso il primato. D’altronde per attirare così tante persone e affari il primato bisogna incarnarlo, e loro fanno questo!
      Le mie foto ti ringraziano del complimento 🙂 🥰

      Rispondi
  • 6 Luglio 2021 in 11:34
    Permalink

    Lo scarafaggio del Madagascar è meraviglioso! Poi da ex architetto, trovo che la struttura dell’edificio sia molto bella e particolare. Dev’essere un luogo molto suggestivo!

    Rispondi
    • 6 Luglio 2021 in 11:52
      Permalink

      Lo scarafaggio effettivamente aveva molta personalità 😄
      E il palazzo è davvero fantastico, sì!

      Rispondi
  • 6 Luglio 2021 in 15:42
    Permalink

    Lucy come ho visto il tuo articolo mi ci sono fiondata perchè lo sai che entrambe condividiamo e subiamo il fascino per i pennuti. Hai fatto benissimo a venire qui, lo avrei fatto anche io e, ora che so che esiste un posto del genere a Dubai, questa meta mi alletta molto ma molto di più! Chissene del Burj Khalifa, qui abbiamo il cacatua nero delle palme! Ma c’è altro da aggiungere?!

    Rispondi
  • 6 Luglio 2021 in 16:25
    Permalink

    I pennuti non mi hanno mai attirato, lo ammetto 🙂 Ma a leggere il tuo articolo e a vedere le foto mi è venuto quasi il desiderio di andarci. Davvero simpatico il pappagallo punkettone e musicista!

    Rispondi
    • 6 Luglio 2021 in 16:30
      Permalink

      Nemmeno io li amavo particolarmente o prestavo loro attenzione. Ma a vivere in Australia il discorso cambia, lì li uccelli dominano e sono irresistibili! 🙂

      Rispondi
  • 6 Luglio 2021 in 16:30
    Permalink

    Davanti al bradipo in modalità total relax io morta! Architettonicamente la struttura è molto bella, non mi convince molto il fatto di essere qualcosa di non genuino, una cosa finta insomma. Non so se mi piacerebbe trovarmi al cospetto dei piranha 😀

    Rispondi
    • 6 Luglio 2021 in 16:30
      Permalink

      Ah beh, a Dubai molto poco è interamente genuino, sta in mezzo al deserto 🙂 Capisco cosa vuoi dire 🙂

      Rispondi
  • 6 Luglio 2021 in 20:34
    Permalink

    A me i pappagalli fanno un pò senso. Non li ho mai amati molto. Mi sembrano esserini cinici e dispettosi. L’iguana l’ho avuta in casa fino a quando il centimetro non riusciva più a misurarla, e dovevo fare due giri. Insomma a circa due metri abbiamo dovuto rinunciare alla sue costanti e dolorosissime frustate per darle una dimora adatta a lei.

    Rispondi
      • 8 Luglio 2021 in 16:07
        Permalink

        Questo posto è davvero incredibile!!! Mi piacciono un sacco il cacatua delle palme, il tucano e le tartarughe. Devo ammettere che sei stata coraggiosa….io non sarei riuscita a tenere in mano uno scarafaggio.

        Rispondi
        • 8 Luglio 2021 in 16:08
          Permalink

          Eheh, ho tenuto anche il serpente! Dopo l’Australia sono abituata 😄

          Rispondi
  • 7 Luglio 2021 in 16:41
    Permalink

    Che posto incredibile! Come al solito gli emiratini quando c’è da “sboronare”, perdonami il termine, non sono secondi a nessuno. Però in questo caso sembra che abbiano tirato su qualcosa di davvero bellino e immagino (spero) che gli animali siano soggetti con problemi/difficoltà o provenienti da altre strutture simili e non presi direttamente dalla natura. Amo gli animali e un luogo del genere, per quanto resti una sorta di “prigione dorata”, mi piacerebbe sicuramente visitarlo.

    Rispondi
    • 16 Luglio 2021 in 17:11
      Permalink

      No no, non sono presi dalla natura tranne i casi in cui erano da soccorrere. Questi posti considerano la cattura dalla natura una barbarie, per fortuna!

      Rispondi
  • 7 Luglio 2021 in 22:04
    Permalink

    Scarafaggi a parte, questo è un posto che potrebbe piacermi molto, soprattutto perché ci porterei mio marito e lo andrei a recuperare dopo un paio d’anni. A casa nostra l’appassionato di pennuti è lui, il birdwatcher di famiglia, che non sbaglia mai il nome di qualsiasi uccello. Da parte mia, invece, non amo moltissimo gli animali costretti in gabbia, anche se si tratta di una voliera immensa. Credo nella buonafede dei gestori di questo centro, ma preferisco vederli in libertà.

    Rispondi
    • 8 Luglio 2021 in 10:26
      Permalink

      L’osservazione degli animali nel loro vero habitat naturale chiaramente è la miglior cosa 🙂

      Rispondi
  • 8 Luglio 2021 in 01:21
    Permalink

    Ma che meraviglia i Lemuri!
    Questi posti sono sicuramente da visitare! Il mio ragazzo lo adorerebbe!

    Rispondi
    • 8 Luglio 2021 in 10:25
      Permalink

      I lemuri per la verità mi sono sembrati gli unici animali un po’ spaesati di tutti quelli che erano lì. Forse sono casinari per natura e lì era tutto troppo bucolico 😀

      Rispondi
  • 8 Luglio 2021 in 16:12
    Permalink

    M-ma sono tutti così carini, lo sai che mi sarei persa come una bambina? Oltretutto ovviamente dove possibile avrei dato da mangiare e fatto coccoline, dalle foto sembrano tutti tranquilli. Fortunata!

    Rispondi
    • 8 Luglio 2021 in 20:34
      Permalink

      Le coccoline non si potevano comunque fare, ma già farsi mangiare dalle mani e farsi i selfie con loro è stato abbastanza! 😀

      Rispondi
  • 16 Luglio 2021 in 17:00
    Permalink

    Oddio, dopo il Loro Parque questa è una delle mete che nella prossima vita vorrò visitare! Noto con piacere che ci sono anche dei nettarivori… anche le Ara giacinto (8° foto) non è che siano esattamente “a buon mercato” (i 10.000 euro li superano abbondantemente). Ma a Dubai possono… ci sono fior fiore di allevatori e preservatori là.

    Rispondi
    • 16 Luglio 2021 in 17:04
      Permalink

      Assolutamente sì, anche le are giacinto sono belle care! Ti ringrazio perché non conoscevo il Loro Parque e sono andata a cercarlo su Google, ora ho un posto in più dove devo andare! 😄 Comunque il concetto di animali a pagamento e venduti in ragione di un loro supposto esotismo per me è terribile. Ogni tanto vedo foto delle condizioni di chi cerca di importare/esportare illegalmente uccelli, chiusi dentro le bottiglie o altre torture simili, e mi viene il male di vivere. Che poi beh, i migliori zoo in realtà non fanno più compravendita ma scambiano.

      Rispondi
      • 20 Luglio 2021 in 10:48
        Permalink

        Mi è capitato ultimamente di vedere dei pappagalli come il mio Merah, i Lorius lory, catturati ed imbottigliati. Purtroppo il commercio illecito c’è sempre ma stanno combattendo i bracconieri in maniera sempre più efficace. Basti comunque vedere anche quello che succede in Italia: se hai una coppietta di tartarughe di terra senza documenti, hai denuncia penale e sui 15.000€ di multa. Qualcosa si sta facendo, ma non abbastanza. Questi sono pesci piccoli, certi negozianti vendono reiteratamente senza documenti. Non tutti! Però vanno colpiti chi fa le cose illecite. Li abbiamo “in casa”.

        Rispondi
  • 22 Luglio 2021 in 08:27
    Permalink

    Non conoscevo l’esistenza di questo green planet a Dubai. Da una parte mi piace l’idea del sensibilizzare le persone sull’importanza delle foreste tropicali, dall’altra mi chiedo ma questi animali non starebbero meglio nel loro habitat naturale? Boh, sono un po’ divisa a metà.

    Rispondi
    • 22 Luglio 2021 in 10:09
      Permalink

      In realtà no, sono tutti animali nati in cattività oppure recuperati dal mondo feriti o con malattie e poi risanati, nessuno di loro potrebbe sopravvivere in the wild 🙂

      Rispondi

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