La mia prima volta a Melbourne, gli U2 e l’attesa dei concerti

concerto U2 melbourne marvel stadium

Biglietti giramondo

“Lucy, non riesco a piazzare tra i fan di Melbourne un biglietto che non posso usare. Lo vuoi comprare tu?”

“No guarda, Eleonora, scusa ma non ci spenderei dei soldi, poi sai, il parterre, lo stadio, la folla, i brutti ricordi, l’ansia… Ti aiuto a piazzarlo”.

Non troviamo nessuno fino al giorno del concerto. E la mia bella amica, fan appassionatissima di Bono & Co., cosa fa? Lo manda a me in regalo!

Oggi sono proprio a pochi minuti a piedi dal Marvel Stadium. Conveniamo che è un segno. E allora, mi dico, vediamo di onorare al meglio questo biglietto come merita… Vado a vedere i miei primi U2! Un concerto vero in Australia!

Per farvi capire la portata dell’evento: ho già usato quattro punti esclamativi, rarissimi da queste parti.

marvel stadium docklands
Marvel Stadium

L’attesa del concerto

h.15.20. Chiudo tutto e mi incammino per mettermi in fila. Nel petto mi sorge uno hype inatteso che spodesta l’inquietudine. Arrivata sul posto, mi siedo per terra dietro a una decina di persone, moltiplicata per una decina di file parallele, moltiplicate per una decina di ingressi. Senso di rassicurazione e familiarità, misto ad allerta.

Non sono una patita degli U2, ma so benissimo cosa significhi essere fan di qualcuno, volersi godere l’esperienza al meglio e iniziare a stressarsi da ben prima delle persone cosiddette normali. La posizione è tutto. Guardi gli altri fan in coda e sai che dovrai batterli uno per uno. Il momento peace & love, uniti dall’amore per la musica, arriverà una volta dentro, ma fuori è guerra di trincea. Si combatte per la postazione, ed è una cosa molto seria. Resistenza – prima, e velocità – dopo faranno la differenza. Perché tu non solo devi assistere al concerto, ma lo devi vedere bene, e meglio degli altri. Non puoi accontentarti di un piazzamento qualunque, vuoi vedere gli artisti e i loro corpi da vicinissimo. O così, o l’eterna dannazione.

Se solo nella vita io facessi ogni cosa con la preparazione, la tenacia e la cura con cui usavo andare ai concerti, chissà ora dove sarei. Se solo!

folla in concerto dal maxischermo

Ma andare a un concerto da soli non è triste? Oh, dear. I concerti sono sempre, sotto sotto, esperienze intimamente individuali. E poi qualora abbia luogo un assassinio di massa, non devi neanche preoccuparti di qualcun altro che ti è caro e puoi pensare subito a salvarti la pelle. Vuoi mettere.

h. 16.00. Durante l’attesa, entro al volo nei gruppi Facebook dei fan per vedere cosa si dice in piazza. Gli australiani, tenerini nella loro ingenuità, sono sgomenti dalla “mafia europea” che a lor dire ha invaso il continente da oltreoceano per andare a campeggiare intorno allo stadio con giorni di anticipo e introdurvisi con priorità assoluta. Tutto questo per la Red Zone, la zona sottopalco per cui i biglietti costano come un polmone, quindi la cosa non mi riguarda, ma seguo la vicenda con passione, purtroppo senza i popcorn di accompagnamento. Molti locals non hanno mai visto il sistema dei numerini scritti a pennarello sulla mano, né il sistema del check-in ogni tre ore sulla lista della fila, e vogliono chiamare LA POLIZIA affinché chiarisca i loro diritti in fatto di coda. Dolcini! Cuori miei Aussies, beati voi che ignorate cosa voglia dire vivere in un mondo competitivo! Beati voi che la vera lotta di resistenza fuori dagli stadi non sapete cosa sia!

L’ingresso

h. 17.00. La mia fila in compenso è tranquilla e ordinata, almeno finché non si aprono i cancelli: se sia frutto della furba mafia europea o della grezza anima mandriana australiana non lo so, fatto sta che veniamo catapultati di botto nell’Australia cinematografica di Baz Luhrmann, con il bestiame che corre impazzito su piane sconfinate, con il muggito disperato e l’occhio matto del terrore. È pur vero che ho visto ben altro, e stavolta non parlo di aneddoti di sangue, ma di attese per i Depeche Mode (il Male) e di parterre dei Rammstein (il Peggio. Lì ho creduto di stare incontrando una nuova modalità di morte).

Perciò, insomma, sono ancora allenata. Scendo i gradini con il cuore in gola e corro verso il palco, dribblo di qua e di là e riesco ad agguantare una porzioncina di quella cosa grigia e lucida, la gioia più grande per ogni appassionato: la transenna della prima fila! Alla faccia della Red Zone. Laterale quanto basta per dirmi soddisfatta e farmi innescare subito una bella crisi d’ansia, gratuita e simpaticissima. Piango e tremo.

Nella volata ho rivisto tutto, dal bello al brutto: i bei ricordi musicali passati in giro per l’Europa con le mie amiche, poi quella volta i corpi senza vita, poi la voglia di non restare a casa, ma di avere ancora diritto a quella precisa felicità che solo i concerti vissuti da pochi metri dal palco sanno regalare. Quindi anche solo per questa emozione multipla, Eleonora mia, grazie!!

h.17.30. Devo avere l’aria scombussolata perché un signore di una charity, in giro in cerca di offerte e adesioni, senza chiedermi niente mi regala un braccialetto. “Sì, è una follia questa folla, cara. Ma sopravviveremo al concerto!”. A volte me le servono su un piatto d’argento. Gli rispondo come uno stanco James Bond, ma con il rossetto, che le ha viste tutte.

L’opening act

Noel Gallagher suona la chitarra a Melbourne

h. 19.00. Inizia. C’è Noel Gallagher (!) che suona le canzoni degli Oasis (!), e ci sono anche i buttafuori che accorrono verso la folla subito dietro di me, preoccupati quanto basta da farmi pensare di essermi illusa e che stavolta moriremo tutti, perché di sicuro qualcuno sta per farsi esplodere. Invece lo scompiglio si rivela causato da UN TIZIO CHE FUMA! Benedetta Australia, con i tuoi divieti e il tuo cuore candido. Per calmarmi mi fisso sull’onomastica dei buttafuori, che in francese si chiamano letteralmente i “vigili” o gli “svuotatori”. Poi mi fisso sul maxischermo dove scorrono i più svariati versi poetici: passa anche la mia poesia preferita, quella che ho avuto sulla homepage del blog per mesi. Un altro segno che devo essere lì.

The world is a beautiful place, Ferlinghetti
Da “The World is a Beautiful Place”, L. Ferlinghetti

h.20.00. La suggestione più forte arriva quando il suddetto tizio fumatore, con il cervello evidentemente dissestato, sbrocca a caso: ci vogliono gli sforzi congiunti di quattro buttafuori per bloccarlo e farlo sparire. Ho sempre il segreto terrore che il tizio, nell’agitazione, scoppi, con un bel boom! da fumetti. Caro il mio cervellino turbato. Quel che occorre per sentirsi abbastanza carichi di adrenalina da accogliere degnamente Bono e i suoi amici, che vengono a suonare l’intero The Joshua Tree più altri pezzi storici.

Sul concerto degli U2 a Melbourne

U2 in concerto a Melbourne
Ai concerti non faccio mai foto, romperebbe tutta la magia. Giusto una simbolica, che tanto viene sempre oscenamente male, come questa.

Per una che conosce poco gli U2, è stato un concerto bellissimo. Non solo perché quella voce è unica, o perché l’immenso schermo LED di 60 metri, con i visual creati dal mitico fotografo/regista Anton Corbijn, è qualcosa da rimanere a bocca aperta, o perché quando si mette a piovere lo stadio fa una magia e chiude silenziosamente il tetto – insomma perché è uno show dove quei famosi peace & love risaltano ancora di più; ma perché finalmente mi sento al sicuro. Al sicuro tra 60mila persone, in pace e felice. E non solo: mi sento anche in Europa. Perché si cita Dublino, perché la gente intorno a me sembra assomigliarmi, o perché, finalmente, io che a Melbourne non trovo mai punti di riferimento autentici, finalmente vivo qualcosa che conosco e che mi appartiene. Qualcosa dove non mi sento come al solito spaesata e svantaggiata, ma tutt’altro. Grazie, U2 ed Eleonora!

Persino all’uscita dallo stadio rimango convinta di essere nel Vecchio Mondo. La fiumana di persone che si dirige alla stazione ha qualcosa di non australiano, ma di molto più vicino: nella sua densità, nel modo di muoversi, nell’allegria contagiosa. C’è persino un Darth Fener che dirige un coro di centinaia di persone. Non ho mai visto Melbourne così piena di vita, e di certo ora è un po’ più incastonata nel mio cuore.

Da Facebook

Preghierina della sera

A tutti gli artisti europei in dubbio se farsi lo sbattimento di venire a suonare in Australia: non siamo persone di serie B (o forse sì, ma shhhh!), siamo poveracci disperati isolati che impazziscono di nostalgia! Siate buoni e fateci il favore di venirci a trovare, anche qui abbiamo le belle atmosfere e il calore umano. Con amore ed eterna riconoscenza,

Lucy


(Se qualcuno avesse aneddoti svalvolati su concerti e affini, sarò molto felice di leggerli nei commenti 🙂 )

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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

87 pensieri riguardo “La mia prima volta a Melbourne, gli U2 e l’attesa dei concerti

    • 20 Novembre 2019 in 20:13
      Permalink

      Sono felice di sentirti così presa ed entusiasta!! 🌞 Per un bel po’ di anni sono stata anche io una di quelle fuori che attendono di dare battaglia per vincere la prima fila e, a volte, sono anche riuscita tornando a casa con lividi e segni di guerra ♥️ Poi ho cominciato ad avere fastidio in mezzo alla folla, mi sentivo mancare l’aria quindi o vado di posto a sedere o parterre dove si sta larghi 😁
      Se vuoi un episodio simpatico, ero al concerto dei Thirty seconds to Mars a Padova, ero in transenna quando il cantante ha deciso di lanciarsi proprio dove stavo io. Non so neanche io come ne sono uscita 😂

      Risposta
      • 21 Novembre 2019 in 11:25
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        Amo, adoro questo commento, che bello saperti anche te così! 🙂 Comunque io il parterre dove si sta larghi e lontani non lo sopporto proprio, piuttosto tribuna almeno vedi (relativamente) bene!

        Risposta
  • 18 Novembre 2019 in 00:27
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    Perfetta.
    Che ti devo dire.
    Commozione, cardiaca e anche un po’ cerebrale.

    Risposta
    • 18 Novembre 2019 in 00:29
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      Se sono riuscita a trasmetterti questo, sono felicissima! ^_^
      (Non ho dimenticato il tuo post, sai <3 )

      Risposta
      • 18 Novembre 2019 in 00:31
        Permalink

        E’ sempre bello andare ad un concerto, anche se solo leggendone! 🙂
        (Serena: anzi, fai 31 e leggi quello di domani, che lì sì comincia la storia vera e propria 😉 )

        Risposta
        • 18 Novembre 2019 in 00:32
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          Perfetto. Che da domani dovrei tornare a essere meno zombie che in questi giorni 🙂

          Risposta
          • 18 Novembre 2019 in 00:33
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            Ahah, ma se sei carina come gli scheletri di Coco che problema c’è? 😉

            Risposta
            • 18 Novembre 2019 in 00:34
              Permalink

              Aww ho visto Coco proprio questa settimana in tv! E’ tutto adorabilissimo! 🙂

            • 18 Novembre 2019 in 02:59
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              E io lo sto vedendo in dvd adesso 🙂

            • 18 Novembre 2019 in 11:57
              Permalink

              Enjoy, ora e tutte le altre volte 🙂

  • 18 Novembre 2019 in 00:28
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    Fine maggio 1987. The Joshua Tree Tour, a Modena. Uno sbattone massacrante, quelle cose che fai solo a vent’anni.
    Ma ne valse la pena…

    Risposta
    • 18 Novembre 2019 in 00:31
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      Immagino, loro giovincelli! 🙂 Io per la verità quelle cose che si fanno a vent’anni le ho fatte a trenta. Sempre sul pezzo 😀

      Risposta
      • 18 Novembre 2019 in 18:52
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        Anche io li vidi nell’87 allo stadio Flaminio, quando esagerarono talmente tanto con i decibel da sfondare i vetri nelle case del circondario. Concerto indimenticabile! Tornerei a vederli se si impegnassero a suonare solo canzoni ante 90. Quello che hanno scritto dopo non lo considero proprio. Comunque, a prescindere dal gruppo che suonava, mi sembra davvero una bella tappa nella via per la guarigione. Brava Lucy!

        Risposta
        • 18 Novembre 2019 in 23:35
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          Yay! Cheers! 😀
          Ma è successa davvero la cosa dei vetri rotti?
          Questo concerto forse ti sarebbe piaciuto perché c’era tutto The Joshua Tree. A me piace molto quando un gruppo torna a suonare un intero disco “vecchio”, mi sembra una cosa molto nostalgica e sentimentale 🙂

          Risposta
  • 18 Novembre 2019 in 02:42
    Permalink

    Il tuo diario-reportage (fifty-fifty) mi ha associato i fan del calcio. Nei fatti, non a caso, gli stadi sono gli stessi, esempio, vedi San Siro a Milano. Beh, è un genere di… chiamarla evasione? passione? culto? rito tribale collettivo?… per la cui comprensione dovrei approfondire le mie scarse conoscenze psicoeccetera. Me ne assumessi la fatica forse capirei anche (finalmente!) come si possa votare certa gente oltretutto, al di là della morale, perfino a proprio danno.
    Insomma, arrivato alla mia non certo tenera età, sono riuscito ad aggrovigliarmi nella indipanabile matassa: più ne sai del mondo e meno ti sembra di saperne.
    Unica cosa che ho chiara (salvo errori ed omissioni): per te era una prova e anche su più fronti.
    (Scusa la confidenza, se mi intrometto nella tua privacy). Ecco, pare che tu questa prova l’abbia superata 7+.
    Complimenti.

    Risposta
    • 18 Novembre 2019 in 11:57
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      Ahah grazie Guido 😀
      Penso che l’associazione con il calcio (o qui, il satanico footy, lo sport australiano) possa sorgere in chi non ha molta familiarità con queste dinamiche, ma permettimi di smentire questa cosa 🙂 Nemmeno io ho mai capito il rituale collettivo di seguire gli sport nei palazzetti, tifare come dannati, ecc. Semplicemente perché i giocatori in campo non fanno nulla per me, giocherebbero tra loro anche a porte chiuse. Certo mi posso meravigliare e anche applaudire il bel gioco, ma finisce lì. Nel caso dei concerti musicali per me è diverso. Per me una certa forte passione può nascere dalla conoscenza di musiche e testi, che in alcuni casi sconfinano nell’arte. Ad esempio le canzoni scritte da Martin Gore per i Depeche Mode sono state anche pubblicate come versi a sé, lui ha vinto un sacco di premi di scrittura ecc., hanno una dimensione poetica non indifferente. Quindi per me non fa differenza che se andassi a sentire una lettura di uno scrittore che adoro, mettiamo. Certo cambia la modalità. Oggi con il digitale gli artisti non fanno più soldi, per guadagnare bene possono solo contare sui live, da cui i tour sempre più estesi e massicci. Se tu, fan, vuoi vivere un momento “intimo” con il tuo artista, vedendolo anche da vicino avendo sviluppato una forte affezione nel tempo (hai presente quando un artista, in qualunque campo, crea talmente tanta bellezza da ispirarti a essere una persona migliore? Ecco, per me questo effetto esiste. Ma per dire, non sono mai andata a caccia di autografi o foto vip. Per me è importante solo il momento della performance, e quello me lo voglio godere). E’ possibile provare una tale gioia in quelle due ore di musica, che non lo saprei mai dire a parole, ma è veramente la catarsi aristotelica, è un’esperienza che ti rende migliore. Vale per molti pochi gruppi ovviamente, per me forse giusto tre o quattro, e non tutte le persone conoscono la sensazione, che è specialissima. Io non la conoscevo per la maggior parte dei miei vent’anni, poi è arrivata e mi ha permesso di fare esperienze bellissime, oltre a incontrare persone che ad oggi sono tra le mie migliori amiche. Sviluppi anche una gratitudine all’artista, per tutto ciò. Spero di aver chiarito un pochino 🙂
      Però non ho capito il riferimento al votare!

      Risposta
      • 18 Novembre 2019 in 18:53
        Permalink

        <Ti sei spesa generosamente a chiarire e mi è stato utile per capire di dovere risalire a monte. E cioè, come una certa esperienza non può essere capita se non è vissuta. Inoltre, come lo stesso fatto possa generare effetti diversi a secondo della sensibilità (estremamente varia) di coloro che lo vivono.
        I commenti al post ne sono la prova evidente.

        < Il riferimento al votare è comprensibile se ti riporti al tenore generale del commento (ora però rettificato come hai appena letto).
        Dal momento che giudicavo i cosiddetti grandi eventi climi-febbri-ole del momento (complessi musicali, squadre di calcio o altro) così vedevo certi esiti elettorali. Tipo Brexit (adesso molti di coloro che l'hanno votata si pentono) o Salvini con schiere di fan che mendicano i selfies, ho visto donne premere nella folla per riuscire ad avvicinarlo e accarezzargli la felpa del momento…
        In sintesi: il mio sentimento è la stima possibile per il singolo – la diffidenza per il singolo quando si unisce a folla (peggio se "branco").

        Risposta
        • 18 Novembre 2019 in 23:43
          Permalink

          Ora ho capito 🙂 Sì, le masse fanno paura perché tendiamo a identificarle con la maggioranza. E soprattutto di questi tempi che siamo tanti, e che la qualità del pensiero è sempre più scadente, la maggioranza fa per forza schifo per pura questione statistica. Però se pensiamo che nelle masse ci sono anche delle belle cose, benché poche, torna un po’ di fiducia, no? 😉

          Risposta
          • 19 Novembre 2019 in 02:20
            Permalink

            Sì, però quando la massa si scompone e torna singolo individuo. 🙂
            Un abbraccio, valorosa Lucy.

            Risposta
            • 19 Novembre 2019 in 00:25
              Permalink

              Hai ragione, quando divento troppo ottimista avete il dovere di fermarmi 😂 Un abbraccio a te caro Guido! 🍀🐨

            • 19 Novembre 2019 in 23:15
              Permalink

              Mi fai venire in mente un simpatico modo di dire che mi pare di origine russa: “Un ottimista è un pessimista male informato” 🙂

            • 20 Novembre 2019 in 10:02
              Permalink

              Non lo so se sia di origine russa, ma so che non ha torto 😀

  • 18 Novembre 2019 in 16:52
    Permalink

    1 Felice per te, piccola! Prima cosa, guarisci bene tornando alla tua normalità. Poi avrai tutto il tempo per approfondire alcuni concetti della vita e trovare sempre nuovi modi per inkazzarti (ma solo se lo vorrai)… 😉
    2 Spero che quel fumatore del razzo abbia avuto quel che si merita. Fottuto fumatore di merda rompicoglioni portatore consapevole di cancro nel mondo. Spero che la sicurezza gli abbia dato una bella ripassata (perché non è peccato picchiare i fascisti, anzi, delle volte è un dovere).
    3 E’ (quasi) incredibile che sia riuscita ad andarci, per di più da sola! Tutto questo è molto educativo: ovviamente tu puoi fare tutto! Tutto quello che facevi prima e anche di più. Certo, attualmente forse non lo puoi fare ogni volta che lo desideri, ma certo credo che questo possa essere un bel passo avanti sulla via della guarigione totale. 🙂
    4 Io non andrei mai a un concerto da solo, perché per me non avrebbe senso farlo, cioè vivere un’emozione che potrebbe essere intensissima senza una persona mia amica al fianco. sarebbe come godere a metà…
    5 Però il tuo modo di vivere un concerto è molto diverso dal mio. Tu sei un “animale da concerto”, una di quelle a cui piace andare sotto il palco, con le transenne nelle costole. Io no! Io quello non lo farei mai! Non c’è bisogno che ti dica che quello è il posto più pericoloso di tutti in assoluto. Lo sai meglio di me, questo, ma ci sei andata, perché per te quello è il top per godersi appieno un concerto… Tu vuoi farti completamente travolgere del flusso della musica, con l’adrenalina e le endorfine a palla. Io no! Io quando vado a un concerto devo cercare di non perdere troppo la brocca. Io ho paura di quello che succederebbe se non mi tenessi sotto controllo!
    6 Il concerto più bello a cui sono andato fu un concerto gratuito alla stazione Termini di Roma dei PGR (Per Grazia Ricevuta, praticamente i vecchi CSI in un’altra versione più spiritualistica). Fu davvero qualcosa di magico. Spesso la gente applaudiva alla fine di ogni canzone. L’unico problema di quel concerto fu che era pieno di fumatori di merda, per cui spesso dovevo cambiare posizione per non farmi completamente investire dal fumo. E guardavo male la gente che si fumava di tutto, e loro, da gran coglioni quali erano, non capivano perché il mio sguardo esprimesse tutto quell’odio verace. Grrr!
    7 Invece il concerto che vissi più intensamente fu il mio primo, dei Litfiba, al Palaeur, quando avevo diciassette anni e vivevo quello che sarebbe stato un anno un po’ di difficile della mia vita (anche se in confronto al seguito non fu niente). E c’era una ragazza in ballo, che non mi contraccambiava. e la cosa mi sconfortava parecchio. Avevo deciso di non andarci (neppure stavo tanto bene quel giorno). Poi però tu sai come vanno queste cose, mi son voluto regalare la classica “botta di vita”. E fu davvero un’orgia di emozioni. A un certo punto dovetti cercare di calmarmi perché stavo vivendo davvero troppo intensamente il tutto…
    L’effetto di quel concerto mi durò almeno una settimana, se non di più. E mi diede molta energia.
    PS: non assunsi nessuna sostanza particolare, tanto per chiarire: sono io che sono fatto particolare, e ho un corpo molto sensibile…
    :-*

    Risposta
    • 18 Novembre 2019 in 23:29
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      Questo commento è talmente ricco che di sicuro dimenticherò qualcosa 🙂 Posso chiederti (ma solo se ti va) in che senso intendi perdere la brocca? Anche se ormai ho capito che hai reazioni fisiche tutte particolari e che possono lasciare interdetti anche gli specialisti 🙂
      Il bello dei concerti è che ci sono tanti modi per viverli, tanti quanti sono le persone che ci vanno, credo 🙂 Ad esempio le mie amiche sono in tutto e per tutto uguali a me, solo che in più sono interessate anche all’aspetto foto/autografi che a me non interessa. Certo mi piacerebbe eccome incontrare da vicinissimo un artista che mi piace ma non mi sono mai sforzata per farlo, e anche per questo non è successo mentre a loro sì ;D
      No ma mi spieghi un attimo di questi PGR? Io ero rimasta ai CSI. Non ho capito se è una battuta o se questo nuovo acronimo è esistito davvero :°D Anche se ho sentito che il cantante poi è diventato ultrareligioso da sfociare nel bigottismo e la cosa mi ha lasciata abbastanza perplessa.
      E grazie di quello che hai detto a me, del mio “poter fare tutto”. Il nemico più grande spesso siamo noi stessi, ma se andiamo d’accordo con questo noi possiamo fare grandi cose 😀

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      • 19 Novembre 2019 in 23:20
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        In realtà mi sono espresso male quando dicevo “perdere la brocca” perché detta così sembra una cosa mentale, invece, era fisica. Per esempio ricordo che la musica era fortissima (l’amico con cui ci sono andato, che era uno “scapestrato” come te e fosse stato per lui sarebbe andato sotto il palco e non lo fece solo per non lasciarmi da solo, dicevo questo amico alla fine del concerto non ci sentiva più!…) e mi rimbombava nel petto e mi cambiava anche il battito cardiaco. A un certo punto mi sono reso conto che rischiavo un infarto. Allora mi sono estraniato il più possibile dal concerto (per quanto si poteva fare), ho bevuto l’acqua che mi ero portato e sono riuscito a rigovernarmi a sufficienza da non accusare danni di nessun tipo… Ecco spiegato l’arcano. Poi, se vuoi, nelle prossime puntate, quando capiterà, ti parlerò di altre mia strane avventure con il mio corpo… 😉
        Mi aveva sfiorato l’idea che non conoscessi i PGR, solo non avrei immaginato che però in tal caso conoscessi i CSI! Allora sono felice di farti da anfitrione! 🙂 Il loro primo disco lo devi avere per forza, ascoltalo online, sono sicuro che trovi qualcosa. Ti renderai subito conto che è qualcosa di molto diverso da quello che avevano fatto prima (anche se, quando erano ancora CSI, con Linea Gotica e Tabula Rasa Elettrificata si capiva che erano inclini alla sperimentazione e percorrere nuovi sentieri sonori e anche spirituali). Poi se non erro il disco dopo dei PGR è un live. E quello ancora dopo invece (senza alcuni componenti fondamentali di quel nuovo progetto che se ne andarono) è un passo indietro e somiglia a loro cose vecchie, anche un po’ CCCP.
        Su Giovanni Lindo Ferretti, effettivamente ha avuto delle svolte importanti che in pratica gli hanno fatto ripudiare un po’ alcuni suoi modi di pensare di un tempo. So che ha avuto un tumore, e questo l’ha cambiato molto. So che di politica, nonostante le premesse, non ne capisce nulla, sopratutto se paragonato a me. B-)
        Per il resto ti mando un bacione :-*

        Risposta
        • 20 Novembre 2019 in 10:01
          Permalink

          Tutto molto più chiaro ed esaustivo, grazie! Da tempo voglio approfondire i CSI, ora sono più motivata a farlo 🙂 Baci baci!

          Risposta
  • 18 Novembre 2019 in 17:29
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    Ciao Lucy! Sei stata coraggiosa a affrontare un concerto! Brava! Senza dubbio l’hai potuto fare perché eri pronta e questo è un ottimo segno! E sono contenta che sia stato anche un bel concerto! Ti abbraccio forte!

    Risposta
    • 19 Novembre 2019 in 08:37
      Permalink

      Ciao Silvia, mille grazie per questo incoraggiamento!! Un bacione a te! 🙂

      Risposta
  • 18 Novembre 2019 in 20:15
    Permalink

    In primis devo farti i complimenti per aver superato ( o affrontato!) questa prova con un ritorno in grande stile tra la folla di un concerto! E che concerto poi! Mica pizza e fichi!😂 Unica nota stonata…gli australiani…miii…ma che cazzo mo pure in un concerto non si fuma? Ma roba da matti!🙄
    La corsa al posto davanti invece non la capisco e concepisco e ti spiego perché per me non ha senso! Non lo ha perché per me un concerto è tutto il palco e devo vedere ogni dettaglio di ciò che succede ovunque, devo poter vedere il disegno delle luci e sentire nel modo migliore. Ora…andando sotto vedrò si da vicino i musicisti ma sticazzi…perderò tutto il resto e inoltre starò lì schiacciato da tutti quelli che vorrebbero stare avanti e io passerei più tempo a guardare dietro di lato che avanti! Posizione ideale per me (anche perché lo faccio di lavoro e noi sappiamo dove metterci!), è a centro ad una quarantina/cinquantina di metri!😜😈
    Aneddoto…1986, Roma, Flaminio, concerto Pink Floyd.Ero ragazzino, andai da solo.Il pubblico era per lo più composto da over trentenni. Si aprirono i cancelli e…non ci fu alcuna corsa…la gente entrava e si buttava sull’erba occupando tutto lo stadio senza lotte…quello che importava era esserci! Poi iniziarono ad accendersi le prime canne che giravano a caso, fumai anche io senza conoscere nessuno! E non venne nessun australiano a rimproverare nessuno!😂 passarono le ore in assoluta tranquillità e ad un certo punto, quasi senza che nessuno se ne rendesse conto era calato il buio e iniziato il concerto con dei suoni in quadrifonia all’inizio appena appena percepiti, poi più incidenti e poi la chitarra di shine on you crazy diamond…poi il crescendo di batteria…un onda sonora che fece vibrare lo stomaco…un atmosfera magica con la gente rapita ed estasiata di fronte ad uno spettacolo senza paragoni.Fantastico…

    Risposta
    • 18 Novembre 2019 in 23:34
      Permalink

      Questo aneddoto Pink Floyd mi fa venire i brividi, lo sai? Dev’essere stato un sogno vederli dal vivo. Che poi Shine on Your Crazy Diamond io me l’ascolto quasi tutti i giorni, su quella chitarra ci sto male da quanto è perfetta 🙂
      Già te l’ho detto che il tuo lavoro mi piace un sacco! Capisco il voler vedere tutto, una volta ad esempio invece che la prima fila solita presi la transenna ma spostata indietro, proprio di fronte alla fine della passerella. Già così si apriva tutta una nuova dimensione da ammirare. Però va beh, rimango fedele agli artisti visti da vicinissimo, a me piacciono soprattutto i loro scambi, come interagiscono tra loro mentre suonano, e questi sono dettagli che cogli bene solo da vicino. Però francamente la transenna parterre non è che la puoi fare per sempre. Dopo un po’ non ti regge più il fisico. E amen 😀
      Sì, l’Australia è un paese no smoking come l’America. Ti dirò: un po’ mi inquieta questa cosa, però io che non fumo ammetto che ho ancora meno voglia di fumare, dato che non vedo nessuno farlo intorno a me. Anche perché le sigarette hanno prezzi davvero folli, un dissuasore davvero potente!

      Risposta
      • 19 Novembre 2019 in 00:16
        Permalink

        Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo due volte ma il ricordo della prima volta vince su tutto!Pensa che quell’anno avevo l’esame di stato, io comprai il biglietto a Febbraio e c’era la probabilità che potessi essere sorteggiato agli orali il giorno del concerto. Decisi che se fosse stato così sarei andato in ogni caso al concerto ed avrei ripetuto l’anno! Per fortuna la probabilità non si verificò!😀
        Capisco quel che dici dei dettagli ma boh, non credo mi piacerebbe.
        E non mi piacerebbe nemmeno Usa e Cangurolandia se lo stato esercita così tanto controllo sui cittadini che poi…gli americani fanno tanto i salutisti e poi sono circondati da ogni sorta di schifezze e veleni! Che io poi non sono nemmeno un fumatore accanito anzi, però eccheccazz uno qualche vizio deve pure avercelo nella vita!🤔

        Risposta
        • 19 Novembre 2019 in 00:32
          Permalink

          Gli americani ormai non so nemmeno più definirli. Sono la perversione. Però almeno grazie alle stragi nelle scuole girano dei meme bellissimi (nota per l’utente medio che passa di qui: ironia!)!
          Sull’avere almeno qualche vizio siamo d’accordo. Conosco gente che si tiene in modo immacolato come se la morte un domani non li riguardasse.
          Dai, non una ma due volte i Pink Floyd? Anvedi 😍

          Risposta
          • 18 Novembre 2019 in 16:24
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            La penso come te…tranne rari casi mediamente mi stanno sul cazzo tutti! E come dici tu di certo, magari hanno il terrore di una sigaretta vista e dipinta come Satana in persona ma un sedicenne (o anche meno) viene incoraggiato a maneggiare armi e chiunque può procurarsi praticamente tutto! Allucinante.
            E sulla gente immacolata ne scrissi qui:
            https://klaudiomi.wordpress.com/2015/10/27/senza-esser-troppo-serio-ma-quanto-volete-vivere/
            Ps, si due volte ma la seconda mi hanno fatto incazzare…non loro…la gente…e me lo sono goduto di meno. C’era un pubblico che coi Pink Floyd non c’entrava un cazzo, erano lì ma non avevano minimamente compreso la loro filosofia, un po’ come quel coglione di Salvini che cita De André dicendo di ascoltare la sua musica…classico esempio di analfabeta funzionale che ascolta ma non capisce…

            Risposta
            • 19 Novembre 2019 in 08:36
              Permalink

              Mi ero persa la mirabolante uscita salviniana, alti livelli proprio!

            • 19 Novembre 2019 in 11:06
              Permalink

              Idem.
              In compenso stasera non sono riuscita ad evitare di sentire al tiggì che avrebbe detto: Il caso Cucchi dimostra che la droga fa male.
              Ho dovuto picchiare il mio zaino per non rompere il televisore, mi serve.

            • 19 Novembre 2019 in 09:13
              Permalink

              Il caso Cucchi che poteva essere una buona occasione non dico per chiedere scusa ma almeno per tacere, e invece. 🤢

            • 19 Novembre 2019 in 19:21
              Permalink

              Ormai ne dice una al giorno ed anche più, siamo arrivati al punto che potrebbe anche mettersi a scorreggiare e la gente lo applaudirebbe lo stesso…😑

            • 19 Novembre 2019 in 19:30
              Permalink

              😢😢😢 si ma a me viene da piangere soprattutto perché v non c’è mai nessuno che si alza e dice: ah ‘mbecille…ma che stai a dì? O meglio , qualcuno ci prova anche ma subito viene sommerso dai suoi supporter…deprimente davvero…

            • 19 Novembre 2019 in 19:34
              Permalink

              Ci sono, ci sono, solo che appunto, i followers sono molti di più. Tempi buissimi. E purtroppo dall’estero non fa meno male.

            • 19 Novembre 2019 in 20:20
              Permalink

              Dopo Berlusconi pensavo che avessimo toccato il fondo ma ahimè…sto fondo è senza fine. E a proposito del puttaniere ne ha appena sparata una…propone di usare gli arsenali nucleari per fermare l’invasione degli africani…io non ho più parole…

            • 19 Novembre 2019 in 23:28
              Permalink

              Si si…dimmelo in un orecchio!👂

  • 19 Novembre 2019 in 02:18
    Permalink

    Grazie Eleonora per il nostro Wombat preferito! Purtroppo, Eleonora, non conosco Bono altrimenti l’avrei chiamato per chiedergli di farti salire sul palco! 😉
    Forse il fumatore sbroccava perché, dopo il divieto di fumo, il tizio si è reso conto che la Guinness, che lui aveva comprato al bar dello stadio e, che stava svuotando per consolarsi, era analcolica! La double peine quoi ! 😉

    Bonne nuit Lucy,

    Alex

    Risposta
    • 19 Novembre 2019 in 00:29
      Permalink

      Eleonora lo conosce, Bono! È una fan rispettabilissima! 😄
      Il concetto della double peine è bellissimo 😄👏 Comunque non ho mai capito questi che spendono fior di soldi per entrare agli eventi e poi si fanno scacciare già verso l’inizio. Volpi!
      Bonne soirée à toi Alex 😊🍻

      Risposta
  • 19 Novembre 2019 in 03:38
    Permalink

    Leggendo le tue parole mi è senbrato di essere lì con te e di vivere le tue emozioni. Io non sono mai stata a vedere un concerto dove bisogna conquistarselo un posto!Di certo, non sapendo come muovermi verrei travolta 🙁 Ho visto alcuni cantanti ma in una maniera molto trnaquilla, in teatro, o al palazzetto dello sport con tanto di posti numerati.

    Ho quindi molto ammirato il tuo saperti muovere in una simile circostanza! Senza contare che è un ottimo segno…. ti abbraccio ragazza coraggiosa <3

    Risposta
    • 19 Novembre 2019 in 08:41
      Permalink

      Ma grazie, cara Vittyna, sono contenta di averti fatto vivere un pochino un altro punto di vista 🙂 Ricambio l’abbraccio ❤❤

      Risposta
  • 19 Novembre 2019 in 17:53
    Permalink

    Faccio outing: alla mia età (non sono più una ragazzina) non sono MAI andata a un concerto. Tolti quelli “sfigati” da gruppetto locale, certo, ma mai un concerto importante perché ho paura. Della folla, di finire schiacciata, di non poter uscire quando voglio. Così l’anno scorso quando con il mio compagno e mio fratello siamo andati a Firenze, loro sono andati a vedere gli Iron Maiden, io sono andata a farmi un altro tatuaggio.
    Ma prima o poi questa paura mi passerà, e comunque vedere gli U2 (e Gallagher, mio idolo quando ero una ragazzina!) mi piacerebbe davvero.

    Risposta
    • 19 Novembre 2019 in 18:01
      Permalink

      Però vedi, questo mi sembra un motivo più che legittimo. Tipo io non sono mai stata allo stadio in Italia a vedere una partita di calcio, perché non mi ispira proprio l’ambiente tifoso. Ho messo piede a San Siro a Milano appunto solo per due concerti. 🙂

      Risposta
  • 19 Novembre 2019 in 17:57
    Permalink

    Premesso che neanche io posso definirmi ‘fan’ degli U2, però che fortuna un biglietto in regalo, caspita! Hai fatto proprio bene ad andarci perché da quello che racconti è stato davvero strepitoso. 🙂

    Risposta
  • 19 Novembre 2019 in 19:08
    Permalink

    A me i concerti non piacciono e credo che neanche se mi regalassero un biglietto come è successo a te (sicuramente fortunata, che carina la tua amica), credo che ci andrei. Ti dico solo che l’unico concerto a cui ho assistito è stato quello di Justin Bieber quando è venuto a Bologna nel marzo del 2013… Ci sono andata un po’ “costretta” da mia mamma che voleva che accompagnassi mia sorella teenager a vedere il suo idolo ahah. Ci sono andata e ti dirò, mi sono anche divertita 🙂 Poi mi sono “appassionata” alle canzoni di JB e per più di un mese non ho fatto altro che ascoltare “Love me, love me” (avevo 20 anni!). Comunque tu sei stata brava a non lasciarti scappare l’occasione di assistere a un concerto degli U2, anche da sola!

    Risposta
    • 20 Novembre 2019 in 11:14
      Permalink

      Ti ringrazio per aver fatto accadere l’impossibile… il nome di Justin Bieber che compare sul mio blog! ;°°D

      Risposta
  • 19 Novembre 2019 in 22:49
    Permalink

    Carini gli australiani, che gridano allo scandalo per la fila di un concerto! Li fari venire il lunedì mattina in fila alla cancelleria civile, dove a dispetto del luogo, il sangue scorre a fiumi

    Risposta
    • 20 Novembre 2019 in 09:56
      Permalink

      Da un lato è bello che siano così rispettosi. Ma basta andare fuori dall’Italia, anche senza venire fin qui… già in Francia è molto meglio. Però è anche straniante 😀

      Risposta
  • 20 Novembre 2019 in 03:38
    Permalink

    Ti si sente davvero vibrare in questo post. Brava Lucy. Adoro leggerti e mi fa tanto bene.

    Risposta
  • 20 Novembre 2019 in 06:18
    Permalink

    Mi hai fatto rivivere momenti molto intensi della mia gioventù, quando ancora ai concerti ci andavo! Che confusione le prime volte, mi è capitato pure di restare incastrata in mezzo alla folla. Poi ho cominciato a prendere i posti a sedere e a godermi meglio la musica!

    Risposta
    • 20 Novembre 2019 in 10:09
      Permalink

      Comunque va detto che l’attesa di cui ho parlato sono disposta a farmela per pochissimi artisti, per il resto guardo volentieri dalle tribune, anche se in questo caso una certa mancanza la avverto sempre 🙂

      Risposta
  • 20 Novembre 2019 in 19:39
    Permalink

    Che bella occasione quella di assistere ad un concerto del genere! E poi a Melbourne!!! Brava, l’hai descritto con entusiasmo ed emozione.

    Risposta
  • 21 Novembre 2019 in 20:56
    Permalink

    Amo andare ai concerti e fino a qualche anno fa mi piaceva andare persino sotto palco. E sono bravissima a entrare tardi e finire sottopalco. Ho una tecnica tutta mia che consiste nello spostarmi a Zig Zag andando in avanti. Piccoli movimenti quasi impercettibili che non infastifiscono ma che in venti minuti mi fanno ritrovare a pochissimi metri dalle transenne. Per anni ho fatto da apripista a mio figlio adolescente. Ora no, ho passato la competenza al pargolo che va ai concerti da solo. Io rimango sulle poltroncine insieme alle altre fan “attempate” e comode.

    Risposta
    • 21 Novembre 2019 in 19:47
      Permalink

      Fantastico! Però con me la tua tecnica non avrebbe funzionato, ti avrei sgamata subito ;P

      Risposta
  • 22 Novembre 2019 in 20:15
    Permalink

    Mi piacerebbe molto andare in Australia ma quando vedo quel programma Airport security mi passa la voglia di controllano per nulla e ti rimandano indietro sinceramente mi sembrano anche molto esagerati. Poi sono molto freddi come persone almeno quelle che ho conosciuto io

    Risposta
    • 23 Novembre 2019 in 13:17
      Permalink

      Immagino che qui tu ti riferisca alla severità dell’atteggiamento verso il fumo… D’altronde le regole alla dogana ci sono e sono molto chiare, chi cerca di introdurre cose vietate spesso lo fa in malafede!

      Risposta
  • 22 Novembre 2019 in 23:15
    Permalink

    Bravissima! Per il coraggio di ributtarti nella folla e per la precisa, simpatia e sempre ironica descrizione dei tuoi nuovi connazionali australiani!

    Risposta
  • 23 Novembre 2019 in 02:45
    Permalink

    Quanto coraggio, Lucy! 🙂
    Mi fa davvero piacere che questa esperienza ti abbia regalato tante emozioni positive.
    Al mio primo concerto (una cosa soft, Marco Mengoni agli esordi) sono andata da sola. E sai cosa? Lì ho conosciuto quella che adesso è la mia più cara amica.
    Lo rifarei ancora, magari senza la corsa per la transenna. Ora soltanto posti seduti e tassativamente numerati… sono vecchia per certe cose! 😉

    Risposta
    • 23 Novembre 2019 in 09:32
      Permalink

      Anch’io ho iniziato a fare qualche tribuna, ma mi sento sempre in colpa! 🙂 Non credo di aver presente chi sia Marco Mengoni (perdonami, vivo in un mondo tutto mio musicalmente), o forse giusto vagamente, ma è fantastico sia che tu sia andata da sola (girl power!) sia che abbia conosciuto la tua migliore amica! <3

      Risposta
  • 23 Novembre 2019 in 09:19
    Permalink

    Sono stati i 25 di t’appartengo, magari viene Ambra. 😀

    P.s. bella.

    Risposta
    • 23 Novembre 2019 in 09:30
      Permalink

      Di recente una tipa qui mi raccontava che per il compleanno le hanno regalato un concerto. Io “Ooh, quale?” Risposta: Al Bano! Pensavo che scherzasse.
      ;* ;*

      Risposta
  • 25 Novembre 2019 in 05:14
    Permalink

    Divertente, simpatica e anche un po’ folle a volte in questo post. Ma parlo di una follia buona eh, quella che usi per mischiare i ricordi belli a quelli tremendi ad esempio. O quella che ti ha spinta a vivere una bellissima esperienza quando forse neppure tu credevi più di esserne capace. E pensa, dribbla di qua’ e dribbla di là sei arrivata addirittura alla transenna! Anche io non sono fan sfegatata degli U2 ma se mi fossi trovata gli Oasis a sorpresa davanti sarei svenuta secca all’istante! E niente, con il tuo modo unico di scrivere – non lo perdere mai – mi fai sempre riflettere su cose importanti ma sorridendo al tempo stesso!

    Risposta
    • 25 Novembre 2019 in 07:48
      Permalink

      Tu <3 <3 !
      In effetti sapevo che ci sarebbe stato Noel ma solo quando ha fatto partire certe note ho realizzato davvero, ed è stato bellissimo! ^_^

      Risposta
  • 25 Novembre 2019 in 08:18
    Permalink

    Bravissima! Hai fatto proprio bene ad andare! Io al mio primo vero grande concerto andrò il prossimo anno!

    Risposta
    • 25 Novembre 2019 in 07:49
      Permalink

      Sarei curiosa di sapere che concerto! Spero vada tutto alla grande! ^_^

      Risposta
  • 10 Dicembre 2019 in 05:07
    Permalink

    Mia cara, un post ricchissimo, non so da dove iniziare, Inatnto penso che per te sia stato uno step fondamentale, e questo mi dà una grande gioia, perchè ti ho nel cuore. Poi la tenerezza per gli australiani, adorabili ai concerti, a quanto apre. Un vero fenomeno antropologico per un europeo doc. e poi , e poi…che abbiano nostalgia! ti giuro mi hai commosso. Grande verità, grazie.

    Risposta

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