Dall’Australia non si esce: amici e parenti in Italia, non abbiate bisogno di noi

australia-italia, impossibile viaggiare

Se siete sensibili all’argomento Australia-Italia, è possibile che questo post riguardi anche voi.

Australia-Italia: cosa succede con il Covid-19

La richiesta per voi, al momento, è una sola, cari amici e soprattutto parenti di uno sciagurato expat nella terra dei canguri: non vi ammalate. Dico davvero. Non vi permettete! Guai ad azzardarvi. Coronavirus o qualsiasi altra diavoleria, non pensateci nemmeno, mai vi venga in mente. Non ci provate. Avevo anche aggiunto “Perché rischiate di crepare da soli”, ma poi l’ho cancellato, non sono così egocentrica. 

A quanto pare, l’Australia è la nuova Corea del Nord. Il recente paragone non l’ho proposto io, bensì autorevoli testate e opinionisti internazionali (trovate tutto negli articoli linkati alla fine). Il pugno di ferro è lo stesso. Noi expat down under siamo i prigionieri contemporanei di lusso. Cittadini di vari Paesi del mondo, venuti fin giù nella democratica Australia attratti dalla promessa di lavorare sodo e starcene tranquilli, abbiamo ricevuto esattamente questo e solo questo: viviamo la pandemia e l’isolamento (e anche il coprifuoco serale, a Melbourne) dal dorato comfort delle nostre case malauguratamente elette, in tempi più promettenti, a luogo di residenza primaria. Viviamo, attendiamo. Non potremmo andarcene nemmeno se lo volessimo. Non ci è permesso.

Lo Stato ha chiuso i confini. Non parlo dell’entrare – che ogni Paese è sovrano e a un certo punto facesse pure quello che vuole (qui non mi preme entrare nel merito) – bensì dell’uscire. Il diritto fondamentale di chiunque: tagliare la corda, fosse anche per non fare più ritorno. Soprattutto per chi appartiene altrove. Un diritto che per chi risiede qui in maniera permanente non è più scontato. Quindi, attualmente, non solo Australia-Italia, ma qualunque spostamento ambizioso è un gigantesco NO.

Confini chiusi: (quasi) impossibile uscire

Vuoi fare un viaggio di lavoro o di piacere fuori dall’Australia? Non puoi. E va beh, fin qui! L’auspicio sarebbe difficilmente realizzabile in ogni caso, anche senza divieto, poiché i pochi voli in uscita vengono continuamente cancellati. A scapito ovviamente dei non ricchi; i ricchi prenotano in business class, i pochi posti – guarda caso – che le compagnie aeree costrette a distanziare i passeggeri se la sentono di mantenere lungo le tratte. Un viaggiatore dovrebbe poi affrontare la quarantena obbligatoria nel Paese di arrivo, per non parlare di sostenere i costi di quella di ritorno in Australia (3000 dollari a cranio, magari da trascorrersi proprio nello stesso hotel in cui inizialmente le misure di sicurezza non sono state rispettate, da cui la seconda ondata locale di coronavirus in anticipo su molti Paesi del mondo). Viaggiando oltretutto senza assicurazione (non credo che riuscirebbe a stipularne una, oggi).

Sfido ogni spirito vacanziero dalle ambizioni internazionali a non eclissarsi, in tali condizioni; soprattutto se già di per sé si possiede un senso di responsabilità, e si è ben persuasi che in nome della sanità è meglio rimandare gli spostamenti non essenziali e rinunciare a quelle due settimane in patria tanto rinvigorenti per il morale del resto dell’anno. Lo spirito di sacrificio tra gli expat non manca, sebbene vada di moda pensare il contrario. 

Però l’Australia, quando non è approssimativa, è capace di guizzi di particolare scrupolo. E allora ha vietato proprio ufficialmente di uscire dai confini, a tutto il continente. Capito, cari coloni nativi e importati? Vietato andarsene! Nichts! E ora, fruttuosi stranieri residenti, scordatevi per un po’ delle vostre origini, e la prossima volta pensateci due volte prima di emigrare su un’isola. Marsch! Ah no, sitzt!

Australia-italia: vietato viaggiare (filo spinato)

Reazioni

Ora: va bene. Tutto questo lo accettiamo. Per riempire questi mesi ci stiamo dando alla mindfulness (direi che si vede), all’acquisto compulsivo online dei più improbabili generi di conforto, al riciclo creativo delle cialde di caffè, al predicare la calma tra gli animi più smarriti (come faceva Vulpis I, qui), o alla formazione online per prenderci il quarantesimo diploma; e ci auguriamo che i party clandestini dei vicini di casa vengano presto scoperti e fatti cessare, possibilmente con un certo spargimento di sangue affinché il senno penetri anche nei cervelli più restii.

Un esempio di come tenersi occupati

Tanto, ci sarà di sicuro qualche sgargiante rivista che per venderci sogni turistici ci rivelerà che possiamo persino viaggiare con la mente.

Fin qui, pur stupendoci di come tra i docili e mansueti australiani non si diffonda neppure una minima parvenza non dico di protesta, ma almeno di malcontento per il travel ban, noi expat borbottiamo tra noi e poi ce ne stiamo comunque buoni buoni, esattamente come tutti gli altri. Siamo ospiti, rispettiamo le regole e osserviamo, spesso senza nemmeno tutte le parole per esprimerci come vorremmo.

Spostamenti interni? No!

“Ma potete viaggiare internamente al Paese!” – dirà ora qualcuno. Fermo restando che vorrei rimanere sul tema “viaggi all’estero”, volete davvero che vi racconti di come ciascuno degli stati australiani abbia posto ferree restrizioni anche a chi proviene da quelli adiacenti? Volete proprio scoprire che, se ad esempio dal Victoria volessi fare una capatina all’iconico monte Uluru, nel Northern Territory, non potrei farlo prima di 18 mesi (18 MESI! Faccio prima a comprare una mucca e produrmi un parmigiano!) perché il Territorio “si deve proteggere” (ok che lì abitano parecchi cagionevoli Aborigeni)? Ma poi che dico, gitarelle… Volete invece scoprire che persino chi si deve operare urgentemente e abita vicino a un confine interno non può varcarlo per raggiungere l’ospedale? Mentre gli studenti internazionali, in buona parte asiatici, pur con qualche accorgimento vengono fatti entrare da fuori perché portano palate di soldi? No, non volete. Torniamo a parlare dell’estero.

Australia-Italia: il gran rifiuto (e una supplica)

Veniamo al punto più controverso per noi, cioè a coloro le cui persone care – mettiamo, in Italia – si ammalano. E qui viene il bello. Perché a questo punto, rientrare al Paese d’origine non è più piacere, né lavoro: è vita, no? Tsk tsk, nicchia il governo Australiano, che in un lesto battito di mani ha deciso di tramutarsi in un sovrano assolutista, in uno zar autocrate davanti al quale è necessario inginocchiarsi a mani giunte per fare richiesta di un esonero dal divieto di viaggio, nella speranza che la propria supplica venga accolta. Delle centomila domande inoltrate finora da residenti stranieri per motivi di emergenza, solo una su tre è stata accettata. Presumibilmente dopo la consumazione di un certo tempo prezioso. Dopodiché, anche in caso di grazia, segue l’iter sopracitato per andare e per tornare. Uno sballo. Per due persone su tre, neanche quello.

Insomma, ve l’ho detto subito e ve lo ripeto: cari amici e parenti dei simpatici e aitanti expat giù in terra australis, giovani o meno giovani che siate, cortesemente fate i bravi. Guardate bene da entrambi i lati della strada prima di attraversare. Trattatevi bene. Per i più anzianotti, suggerisco magari un trattamento di crioconservazione da vivi, nell’attesa di tempi migliori.

Nel frattempo, se qualcun altro volesse adottarci virtualmente visto che come potete notare stiamo discretamente alla frutta, o per meglio dire direttamente al bidone dell’umido, sarà ben accetto.


Link di approfondimento:

https://www.ft.com/content/9cbbc348-12c0-4d16-8f3e-0b118c392abc

https://www.smh.com.au/national/this-pandemic-has-revealed-the-authoritarian-streak-in-australian-governments-20200818-p55mrh.html

https://www.theage.com.au/national/victoria/i-m-terrified-border-cancer-patient-denied-entry-to-sa-for-surgery-20200824-p55orq.html


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

86 thoughts on “Dall’Australia non si esce: amici e parenti in Italia, non abbiate bisogno di noi

  • 25 Agosto 2020 in 15:05
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    Riesci a scavalcare qualsiasi confine con i tuoi racconti, non sarà il massimo, ma per me è importante, mi auguro sia um’evasione anche per te. Ciao e grazie Lucy!

    Rispondi
    • 25 Agosto 2020 in 14:09
      Permalink

      Totalmente. E anche un commento come questo ha lo stesso effetto. Grazie ♥️

      Rispondi
  • 25 Agosto 2020 in 15:40
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    Assicurati di non perdere questa stupenda capacità di scrittura. Giochi con le parole creando momenti di ironica riflessione. Ed ora voglio vedere ‘sti ricicli delle cialde per caffè.

    Rispondi
    • 25 Agosto 2020 in 14:46
      Permalink

      Ahah in realtà non li ho fatti io, ma mi sono ricordata di quando sui gruppi “Te lo regalo se vieni a prenderlo” italiani tutte cercavano disperatamente le cialde con questa motivazione 😁 Qui però ho un cubetto (comprato) fatto di residui di polvere e oli naturali vari, che se lo passi sulla pelle sotto la doccia ti fa scrub+emolliente+anticellulite 😂😅
      Grazie Lu! ♥️♥️

      Rispondi
  • 25 Agosto 2020 in 15:41
    Permalink

    Alcune misure prese mi sembrano anche sensate, altre meno. Forse deve ancora ingranare bene il meccanismo affinché la burocrazia si snellisca e vengano prese misure più specifiche per i singoli casi?

    Rispondi
    • 25 Agosto 2020 in 14:53
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      Certamente lungi da me il voler dire che sia tutto insensato. Alcune misure di isolamento sono corrette, ad esempio il coprifuoco secondo me ci sta perché tanto se sei in giro dopo una certa ora vuol dire che non dovresti esserci, e così diventa più facile individuare chi trasgredisce. È che mi fa rabbia la gestione iniziale della cosa: nessuno prendeva sul serio il problema quando in Europa già si moriva come mosche, qua erano tutti ad assembrarsi. Ora invece se uno ha una comprovata necessità estrema (tipo la signora di uno degli articoli linkati) si scontra con un muro di gomma. E questa cosa di dover richiedere un’esenzione per uscire dal Paese mi sembra pazzesca nella sua pericolosità anche teorica. Oggi stanno discutendo di estendere per un altro anno il meccanismo per il quale è possibile dichiarare lo stato di emergenza, vediamo un po’ cosa verrà fuori.

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  • 25 Agosto 2020 in 16:03
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    Forse lo fanno come terapia intensiva per farvi diventare australiani al 100%! Meno male che hai fatto scorta di Settimana Enigmistica! 😅

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    • 25 Agosto 2020 in 15:33
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      Mi sa che al momento non è una buona idea, dal 2022 puoi ripensarci 😁

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  • 25 Agosto 2020 in 17:02
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    Mi fa “piacere” come anche lì alcune regole generali del pianeta funzionino come nel resto del mondo:
    1 i ricchi hanno percorsi privilegiati (e quindi non è vero che la legge sia uguale per tutti, che gran boiata che è!)
    2 i governi fanno e disfano a piacere, così, a pene di cane, rivelando tutte le loro insensatezze.
    Ora, se i cittadini non fossero così abituati a fare gli schiavi, non dico che insorgerebbero subito, ma come minimo protesterebbero. E invece no: la maggior parte della gente vede il dito ma non la Luna, non ci arriva proprio. Pensa alla “sopravvivenza” immediata. Rimuove le domande e sopratutto quello che dovrebbe fare (ma non fa) qualora scoprisse che il mondo sia in mano a un manipolo di corrotti.
    E scusa se io le vedo sempre così (e mi ripeto), da un punto di vista anarchico.

    Rispondi
    • 25 Agosto 2020 in 23:27
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      Ma anch’io la vedo così 😅 Che poi non sai! Oggi ho condiviso questo post in un paio di gruppi di italiani down under. Lo faccio molto raramente, giusto quando penso che qualche post possa interessare un po’ a tutti quelli che sono in una stessa situazione. Ebbene! A parte il tasso di analfabetismo funzionale, ossia gente che commentava cose assenti nel post, la maggior parte sembravano australiani. Ho volato 🌈

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  • 25 Agosto 2020 in 17:56
    Permalink

    Da aracnofobo, avrei una strizza estrema a visitare l’Australia, e queste notizie (non sapevo dell’approccio australiano a Covidio) non aumentano certo l’attrattiva.
    Ma i ricconi in arrivo sono avvisati del fatto che l’ospitalità australiana la riceveranno per moooolto tempo?

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    • 25 Agosto 2020 in 23:31
      Permalink

      In realtà anche gli arrivi sono super scaglionati… Comunque sia è un delirio! Sai che anch’io ero aracnofoba, e di quelle forti? Poi ho visto una mostra sui ragni proprio qui, e ho scoperto che in realtà sono creature interessantissime e molto meno da temere di quel che sembra. Sono almeno tre decenni ad esempio che nessuno è più morto per il morso di un ragno 😄

      Rispondi
  • 25 Agosto 2020 in 21:10
    Permalink

    Una blogger in California dice che ci sono molti benefactor che le danno vitto e alloggio in periodi no. E non si palesano nemmeno lasciandole usare delle case messe loro completa disposizione. Qui c’è la guerra dei ricoveri per cui non ti preoccupare che un posto non si trova nemmeno a pagarlo
    E io che in periodi migliori volevo tanto venire in Australia 🇦🇺

    Rispondi
      • 26 Agosto 2020 in 01:58
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        Eravamo ricchi e non lo sapevano, ma in Australia l’ambasciata italiana cura davvero gli artisti ? 👨🏻‍🎨

        Rispondi
            • 27 Agosto 2020 in 15:05
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              Si a guardare il sito le istituzioni a chiacchiere investono dobloni sugli artisti li nutrono e li ospitano ma ti risulta che sia vero ?

            • 27 Agosto 2020 in 15:12
              Permalink

              No sono informata sull’argomento, bisognerebbe approfondire. Detto così è molto vago, sembra improbabile 🙂

  • 25 Agosto 2020 in 23:26
    Permalink

    … e tu vola con il cuore! 🌹 ❤️ ❣️ ❤️ 🌹
    Battute a parte, anche se si dice che il denaro non dia la felicità, abbiamo imparato che fornisce dappertutto notevoli vantaggi.
    In attesa di tempi migliori, abbi cura di te 🌹 ❤️ ❣️ ❤️ 🌹

    Rispondi
  • 25 Agosto 2020 in 23:29
    Permalink

    Spero che i tuoi amici, conoscenti e famiglia si attrezzino per bene per restare in buona salute! E anche tu e il tuo compagno mi raccomando, niente scherzi eh! Certo mi sembrano misure davvero estreme.. mi auguro che con il tempo si trovino altre soluzioni!

    Rispondi
  • 26 Agosto 2020 in 01:51
    Permalink

    Prossima tappa: il braccialetto elettronico regalato dal governo australiano. Per essere sicuro che fai il tuo clam chowder ai domiciliari. 😉

    Bonjour Lucy,

    Alex

    Rispondi
    • 26 Agosto 2020 in 22:18
      Permalink

      Bonjour Alex! Non ci crederai ma su Facebook, dove ho condiviso questo post in un paio di gruppi di disagiati down under, qualcuno mi ha scritto proprio così (senza clam chowder 😃) 😂🤦‍♀️

      Rispondi
  • 26 Agosto 2020 in 05:39
    Permalink

    Sono momenti difficili per tutti. Questa pandemia non è facile gestirla, quindi rientra nella normalità ritrovarsi con norme tanto restrittive!!! La domanda è: serviranno??? Riusciranno nell’intento di debellare questo spaventoso virus??? Non ci resta che attendere. Nel frattempo i tuoi scritti così simpatici e ironici, ci aiuteranno in questo difficile percorso. Ti ringrazio e ti abbraccio, ciao!!!! ❤

    Rispondi
    • 26 Agosto 2020 in 22:25
      Permalink

      Grazie, carissima ♥️ Non so cosa succederà, ma penso che dovremo abituarci a nuove normalità. Cosa che, a giudicare dai recenti comportamenti di chi ancora nega l’ampiezza del problema e mette a rischio gli altri, è ancora lontana.

      Rispondi
  • 26 Agosto 2020 in 13:47
    Permalink

    E io che un attimo prima del Covid iniziavo a progettare di visitare l’Australia. Un pochino troppo rigidi, no? Coraggio!

    Rispondi
  • 26 Agosto 2020 in 22:13
    Permalink

    Capisco la frustrazione di non potere uscire dall’Australia, ma questo articolo ha delle inesattezze. Io lavoro in una università e posso confermare che di studenti asiatici che vengono in Australia non c’è ne sono. Difatti il mio lavoro è a rischio per questo. Poi le restrizioni qui ( e vivo a Melbourne) non sono poi tanto diverse di quello che erano in vigore in Lombardia un po’ di mesi fa.

    Rispondi
    • 26 Agosto 2020 in 21:17
      Permalink

      Anche mio marito lavora in un’università di Melbourne. Gli studenti asiatici arriveranno ad Adelaide come primo intake di studenti stranieri, lo considerano un trial. Se vuoi ti trovo l’articolo dove l’ho letto, che non è tra i tre che ho riportato sopra. Quanto alle restrizioni del Victoria, se leggi bene nessuno si lamenta contro il governo locale.

      Rispondi
      • 1 Settembre 2020 in 16:52
        Permalink

        Ero convinta che si potesse girare molto tranquillamente tra le varie città australiane. Capisco il non poter entrare o uscire dal Paese ma così anche con il coprifuoco è un po’ esagerato.

        Rispondi
        • 2 Settembre 2020 in 23:00
          Permalink

          Ciao! Secondo me il coprifuoco è una delle cose più sensate invece, perché tanto dopo le 20 non si avrebbe nessun motivo per stare in giro (i negozi essenziali chiudono tutti prima), e quindi la misura serve più che altro per facilitare i controlli e dissuadere la gente dal non rispettare il lockdown.

          Rispondi
  • 27 Agosto 2020 in 00:27
    Permalink

    Situazione davvero pesante. Soffocante. Chiusi in una grandissima gabbia. Libertà azzerata.

    Rispondi
    • 27 Agosto 2020 in 15:01
      Permalink

      C’è di peggio eh, non è che ci piovano le bombe in testa, però secondo me la reazione del governo federale su questo aspetto è spropositata. 🤢

      Rispondi
  • 28 Agosto 2020 in 04:13
    Permalink

    Una situazione sgradevole, c’è da sperare che davvero non abbiate bisogno di tornare.. ma le nostre ambasciate, i consolati, non aiutano in caso di bisogno? Mi hai fatto pensare a mio nipote che era venuto lì due anni fa, a lavorare in una farm… per fortuna è tornato altrimenti avrebbe dovuto raccogliere cipolle fino alla fine del Covid…

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:13
      Permalink

      Eccomi a rispondere! 🙂 In realtà il confinamento forzato riguarda solo i visti permanenti, quindi i ragazzi delle farm di solito possono uscire. A questo proposito si potrebbe parlare anche della maniera assolutamente sgradevole con cui il governo federale si è rivolto agli stranieri tipo studenti internazionali o comunque qui in via transitoria… “Se non riuscite a restare potete anche andarvene”. Oooocchei! 😑

      Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 17:11
    Permalink

    Credo che i timori di una forte espansione di contagio per lo stato siano comprensibili, ma forse le restrizioni sono troppo esagerate. Nel periodo del lockdown vivevo a Tenerife e anche lì c’erano molti divieti, ma non hanno mai impedito i rimpatri, anche se i voli erano pochi.

    Credo che bisogni solo avere molta pazienza e sperare che questo brutto periodo passi il più presto possibile.

    Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 18:08
    Permalink

    In tutti i periodi che ho vissuto all’estero il mio dubbio era se in caso di bisogno sarei riuscita a tornare in tempo (soprattutto dall’Argentina). Capisco le restrizioni e sono favorevole in generale alla maggiore severità di prevenzione, ma mi sembra esagerato già ufficializzare un periodo lungo come 18 mesi e capisco benissimo il tuo stato d’animo di non poter tornare in caso di emergenza 😥

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:01
      Permalink

      La cosa dei 18 mesi del Northern Territory mi ha lasciata di sasso. Spero vivamente che ritrattino, anche se non so davvero se accadrà 🙁

      Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 18:59
    Permalink

    Che tristezza leggere queste cose; c’è da sperare solo che la situazione cambi e che si possa tornare a spostarci come un tempo!

    Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 21:38
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    Ma ti dirò, non so se è meglio la tua situazione o la nostra. Io sono tornata in Italia due settimane fa (vivo in Spagna) e l’impatto è stato forte. Mi stava quasi venendo una crisi isterica per la noncuranza della gente. Ovviamente non sono stata in tutte le regioni e città, quindi non voglio generalizzare. Tornare a casa aiuta, ma allo stesso tempo terrorizza. Almeno questa è la sensazione che ho avuto. Cerchi di fare bene le cose, ma alla fine le cose bene non si fanno! Resta evidentemente eccessivo il comportamento del Governo australiano in tema di viaggio per emergenza familiare. Tieni duro!

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:03
      Permalink

      Grazie! 🙂 Il discorso noncuranza della gente è qualcosa che mi riempie di rabbia quando ci penso. Manderei molta gente in galera o ricoprirei di multe.

      Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 22:44
    Permalink

    Sicuramente certe misure sono molte estreme, e personalmente il fatto di non poter uscire dal paese mi metterebbe non poca ansia. Tra l’altro proprio ieri leggevo che Israele, dove vorrei tornare, ha adottato la stessa policy. Tutto sommato però qui da noi – almeno nella mia città – qualche misura più severa ci starebbe tutta perché da me in ufficio continua ad arrivare gente senza mascherina e quando dico di indossarla mi sento ancora chiedere: “Ma perché, è obbligatorio?” 🤦🏼‍♀️

    Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 23:28
    Permalink

    Cavolo, non pensavo che la situazione in Australia fosse così seria. Mio fratello vive in Gold Coast ma non mi ha detto nulla. Sapevo degli spostamenti interni ma pensavo che chi volesse lasciare il paese, potesse farlo. Grazie per queste informazioni, non ne ero al corrente.

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:06
      Permalink

      A Gold Coast dovrebbe essere un po’ più tranquilla la situazione, anche se so che vive molto di turismo quindi non so come possa essere da quel punto di vista. La questione del vietato rimpatrio è per i visti di residenza permanente (oltre che per i cittadini australiani), magari tuo fratello ha un altro visto e per fortuna non è impattato da questa misura. Spero!

      Rispondi
      • 2 Settembre 2020 in 23:12
        Permalink

        Lui adesso è in WHV ma so che il suo capo vorrebbe fargli da sponsor. Non so se poi cambierà qualcosa o meno. Speriamo in bene…

        Rispondi
  • 2 Settembre 2020 in 05:23
    Permalink

    Spero davvero che non abbiate nessuna urgenza di tornare in Italia. Capisco anche che ne avreste una gran voglia anche senza emergenze…

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:07
      Permalink

      La voglia c’è, ma finché era solo quello io ero tranquillissima. Invece quando ho saputo del buon rischio di non poter uscire anche per motivi gravi mi sono salite l’ansia e la rabbia 😠

      Rispondi
  • 2 Settembre 2020 in 05:32
    Permalink

    Grazie alla tua unica capacità di scrittura, riesci a farci sorridere anche su un tema che così banale non è. Speriamo comunque almeno che tutte queste restrizioni servano a qualcosa! In bocca al lupo

    Rispondi
  • 2 Settembre 2020 in 05:35
    Permalink

    Essere confinati non è una bella sensazione, sicuramente alcune misure sembrano realmente eccessive sarà che qui in Italia invece si affronta l’epidemia in tutt’altro modo, grazie delle info.

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:09
      Permalink

      Ho amici in Francia che mi dicono che anche lì la gente non si rende conto di cosa rischia e continua a comportarsi male, dal punto di vista igienico-sanitario. Mah!

      Rispondi
  • 2 Settembre 2020 in 08:49
    Permalink

    Essendo emigrata e non expat non sono mai rientrata con regolarita’, e devo dire che non vivo male il fatto di non poter rientrare in Italia. Ma di non poter andare alle Fiji come da piano A, o neanche in altre location in Australia come da piani B, C e D, direi di si!

    Rispondi
  • 2 Settembre 2020 in 17:10
    Permalink

    Come hai scritto tu sarebbe comprensibile la chiusura dei confini, impedendo così gli ingressi, perché questo potrebbe essere visto come un modo per evitare l’arrivo di persone che potrebbero essere positive e importare il virus nell’isola. Ma impedire a voi di uscire è una decisione che davvero non capisco…a me, onestamente, mi metterebbe un po’ di ansia. Spero che tutto si risolva il prima possibile per il meglio, perchè questa situazione sta portando davvero tanta crisi, non solo economica.

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:10
      Permalink

      Infatti! Quello sugli ingressi è un altro discorso, ma il non poter uscire mi manda ai matti!

      Rispondi
  • 2 Settembre 2020 in 20:54
    Permalink

    Nel mio piccolo ho vissuto un’esperienza simile in Italia stessa. Vivo in una regione diversa da quella dei miei cari e quando c’è stato il blocco delle regioni ho pregato che nessuno stesse male, perché non sarei potuta andare. Certo in Australia è giusto un attimo più complicato.

    Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 23:11
      Permalink

      Eh, anche il blocco totale in Italia non è stato semplice, speriamo che non ritorni!

      Rispondi
  • 3 Settembre 2020 in 06:38
    Permalink

    Leggo le tue parole e mi assale l’ansia. L’ansia che normalmente non fa parte delle mie frequentazioni, ma che mi ha accompagnata fedelmente per tutto il periodo del lock down in Spagna. E poi? Poi, fortunatamente la Spagna non è un’isola e dopo 2600 chilometri in tre su di una Polo sgangheratissima, controlli di polizia e igienizzante per le mani come piovesse, sono rientrata in Italia. Ora però vorrei rientrare a casa mia in Spagna ma la situazione contagi è catastrofica per cui resterò qui. Credimi, capisco la situazione e non immagini cosa darei per assaggiare il tuo clam chowder! 😉

    Rispondi
  • 5 Settembre 2020 in 01:21
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    Ciao! Recentemente trapiantata in Belgio, giusto in tempo per gioire di lockdown e restrizioni. Qui cambiano idea settimanalmente, ti basti pensare che il sito con la lista dei paesi rossi, verdi, arancio viene aggiornato quotidianamente alle 16. sono stata separata dal mio compagno per mesi, finché non hanno riaperto le frontiere. Nell’EUROPA UNITA. Eh si. Ho skippato matrimoni, compleanni, date importanti, perché altrimenti mi sarebbe toccata la quarantena, e il megaente per cui lavoro ha guardacaso storto il naso. Quando mi sono trasferita mi sono detta: son due ore di volo, sarà come tornare a casa…. Eh già….

    Rispondi
    • 5 Settembre 2020 in 11:51
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      Ciao! Oddio che situazione. Un ottimo inizio per te, eh? 😑 Effettivamente la questione delle frontiere europee mette proprio la malinconia. Coraggio e stay safe!

      Rispondi
      • 5 Settembre 2020 in 18:51
        Permalink

        Coraggio anche a te! un abbraccio, ché di sti tempi è anche un atto di coraggio

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    • 2 Ottobre 2020 in 00:46
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      Sì ☠️ Ovviamente le restrizioni più strette sono qui a Melbourne, se no che gusto c’è 😄🤦🌈

      Rispondi

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