Arrampicarsi sul Gloucester Tree: la conferma definitiva che gli australiani sono pazzi

arrampicarsi su un albero a pioli

Sostengo spesso che gli australiani siano una specie a parte, proprio come i marsupiali rispetto al regno dei mammiferi o le pizze all’ananas rispetto a quello delle pizze.

A supporto di questa tesi, siccome la speculazione è un’attività nobile e necessaria ma a volte c’è bisogno di prove tangibili, vorrei fornire un’evidenza concreta. 

Un albero da scalare nel Western Australia (solo per pazzi)

A testimonianza della pazzia di questo continente si staglia poderoso un albero, nel quale mi sono imbattuta quasi per caso durante le mie peregrinazioni per le meravigliose foreste dell’Australia Occidentale

Non un albero qualunque, naturalmente. Un eucalipto della famiglia dei karri, che crescono solo in quella zona e sono tra i più alti sempreverdi al mondo.

albero con pioli sul tronco visto dal basso
Non lasciatevi ingannare!

Il Gloucester Tree, nell’omonimo Parco Nazionale, è una creatura unica, un perfetto connubio tra la maestosità della natura, l’audacia dell’umano ingegno e una pura, lucida, ridente follia: è un albero con i gradini!

Si trova vicino a Pemberton, un rustico villaggio del WA dove, a meno che non ci si trovi a passeggiare lungo la via che ospita il ristorante cinese locale, si respira costantemente aria di legname, pura e aromatica come poche al mondo.

La particolarità del Gloucester Tree è che è lavorato apposta per essere scalato, grazie a dei pioli inseriti a spirale (nel 1947) lungo tutto il tronco fin su in cima, tra i rami più alti.

un albero con pioli lungo il tronco e una persona che sale

58 metri in altezza di scala a chiocciola sui generis, che terminano con una piccola piattaforma di acciaio (un tempo era una vera e propria cabina, tutta in legno) per godersi la vista e la vittoria. 

Fin qui, direte voi, non sembra affatto così assurdo, semmai wow!

Perché solo chi è pazzo può salire sul Gloucester Tree 

Certo, fin qui suona tutto benissimo, ma è un canto delle Sirene.

Arrivati sul posto, la realtà non mente più: suadente e tentatrice, davanti a voi si staglia una perfetta Macchina della Morte ad accesso libero e gratuito.

Il fatto che non sia ancora precipitato nessuno è questione di pura fortuna, di quella stessa follia insensata che ne ha governato la creazione. Tuttavia non credo che in un Paese sano di mente sia possibile trovare una cosa del genere alle stesse condizioni.

58 metri, come la Torre di Pisa!

153 pioli tondi e lucidi, senza alcuna zigrinatura. Contro il rischio di cadute, solo una sottile rete protettiva laterale a maglie larghe, del tutto inutile da quando notoriamente la gravità funziona verso il basso e non di lato.

persone che salgono su un albero che ha i gradini

Alla base dell’albero, giusto uno spartano avviso con scritto “Venite, amici! E attenzione, eh!”, e per il resto nessuna colonnina del SOS per fare arrivare una barella o un becchino, nessun bidone del riciclo per smistare le varie parti umane di chi dovesse cascare giù, nessuna sorveglianza per domandare “E se poi te ne penti?”, nessuna polizza per l’assicurazione sulla vita da sottoscrivere al volo per chi arriva con un partner.

In pratica, la Morte disponibile 24 ore su 24 per chiunque passi di lì. 

Intendiamoci: non è che fossi contraria o impaurita a priori, ho anche provato a salirci! Non soffro di vertigini e l’idea mi attraeva da matti. Ma dopo pochi metri ho guardato giù, ho guardato su, ho fatto un rapido calcolo e a dispetto dei miei vari disagi ho preso la solenne decisione “Voglio vivere”. 

Purtroppo però, non appena ho rimesso piede a terra credendomi al sicuro, scambiando occhiate di solidarietà con due o tre persone reduci dal mio stesso tentativo interrotto, la mia dolce metà ha incominciato a tradimento ad arrampicarsi a sua volta. Sfoggiava la stessa aria innocente e trasognata con cui da giovincello credeva che tutte le persone fossero buone e disinteressate, e per via di cui avrebbe dispensato favori anche a Hitler.

Pazzo che si arrampica su un albero a gradini
… e poi a furia di salire è scomparso di vista

Lì mi è stato chiaro che la formula nuziale va rivista, da modificare in “Nella buona, nella cattiva sorte ma mai nella scalata di un albero di 58 metri senza protezioni, o scattano i danni morali“.

Pazzi che si arrampicano sul Gloucester Tree 

Non so come sia stato possibile per lui salire fino in cima, riposarsi tranquillo sulla piattaforma ammirando la foresta e poi con calma scendere, rimanendo in vita.

rosella occidentale giovane
Fissarmi su questo uccellino con il piumaggio in muta (rosella occidentale) mi ha aiutata a non andare in iperventilazione

Non significa assolutamente che la scalata sia una cosa sicura o lontanamente ragionevole; vuol dire solo che qualche forza superiore ha preservato la sua anima candida dalle insidie di un volo mortale. Come il magico Auryn che proteggeva Atreyu nel passare attraverso la Porta delle Sfingi. Da non ripetere.

Già mi ero vista vedova, associando un nuovo senso all’espressione colpevolizzante di mia madre non appena scomparivo un attimo dalla sua vista: “Ho avuto il cuore in gola!”

gloucester tree, l'albero con i pioli per arrampicarsi fino in cima, con gente che sale
Tanti pazzi tutti insieme

Almeno, lui è andato e tornato da solo, senza intralci, di buon’ora. All’ora di pranzo invece (nel frattempo noi abbiamo percorso 10 km di sentiero ad anello nel bush, credo per smaltire l’adrenalina) l’albero assume un carattere ancora più mortifero. C’è molta più gente a tentare l’impresa, e salgono uno dietro l’altro. Se uno solo appoggia male il piede e cade, vengono giù tutti quanti come nel domino… È la cosa più rischiosa che abbia mai visto, e nessuno sembra farci caso! Mi sento più incompresa di Sigourney Weaver che cercava di avvertire tutti delle potenzialità nefaste di Alien e veniva allegramente sbeffeggiata.

Gli australiani salgono portandosi dietro i figli infanti. L’ho detto, gente a parte.

adulto e bambina che si arrampicano sul tronco di un albero a pioli
A questo genitore io avrei tolto la patria potestà

Dove arrampicarsi su un albero in Australia 

Wikipedia riporta che solo il 20% degli scalatori conclude l’impresa. Un dato che io leggo così: uno su cinque è pazzo. Non c’è altra spiegazione. 

Per i pazzi (spero single, almeno) che volessero sfidare il Fato, specifico che in realtà il Gloucester Tree non è proprio unico, ma gli alberi simili della zona sono attualmente due. A pochi chilometri di distanza infatti si trova anche il Dave Evans Bicentennial Tree, il più alto albero di osservazione incendi del mondo con la sua piattaforma a 65 metri (un terzo albero, il Diamond Tree, è stato chiuso nel 2019 poiché stava pian piano marcendo). Perché incendi? Perché era proprio questo lo scopo, negli anni Quaranta, della creazione di alberi scalabili fino a un punto panoramico. Si ottenevano ottime postazioni di avvistamento delle fiamme!

Utilità o divertimento che sia, se voi passate di lì e pensate di cimentarvi nell’ascesa, un consiglio: abbiate pronto un testamento.

Se conoscete qualcosa di simile in giro per il mondo, fatemelo sapere, così mi consolo pensando alla pazzia universale.

Bye!


gente che si arrampica su un albero a pioli

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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

73 pensieri riguardo “Arrampicarsi sul Gloucester Tree: la conferma definitiva che gli australiani sono pazzi

  • 27 Giugno 2020 in 15:44
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    “S.P.Q.A.!” direbbero Asterix e Obelix. Io però non credo che siano pazzi. Sono solo fuori di zucca, di melone, di testa. Ahhh, che vita semplicistica devono avere. A questo punto mi sorprende che abbiano dei politici che li governino, ladri, bugiardi e assassini esattamente come i nostri!
    …Che poi la cosa è davvero insensata! Vuoi arrivare su? Non serve Leonardo da Vinci per pensare a un’imbracatura, una carrucola e, a scelta, un nerboruto che tira su il peso di un umano, oppure un semplice motore, magari alimentato a energia solare!

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    • 27 Giugno 2020 in 16:07
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      Eheh grazie della comprensione 😅 Ammetto di essermi sentita sbagliata nell’assistere a quelle scene, e poi nuovamente per un tale pensiero, e poi ancora per scrivere il post, nel riguardare le foto. Ma insomma, come si fa! 😅

      Rispondi
  • 27 Giugno 2020 in 16:12
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    Scusa ma ci sono due scale, una per scendere e una per salire?! Come si fa se uno vuole scendere e quelli dietro non lo fanno passare 😭😭😭😭😭

    Rispondi
    • 27 Giugno 2020 in 16:16
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      Sembrerebbero due, ma a dire il vero non ho capito a cosa serva la seconda perché ha i pioli esageratamente distanziati, non ho mai visto nessuno usarla! ☠ Salgono e scendono tutti dalla stessa, e in caso di dispute preferisco non sapere 🙈

      Rispondi
  • 27 Giugno 2020 in 16:17
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    Da una parte sono attratto e vorrei arrampicarmici anche io, dall’altra sono deluso perché non hanno passato neanche qualche cavo scoperto dell’alta tensione per aumentare un po’ il brivido della scalata.

    Rispondi
    • 27 Giugno 2020 in 16:19
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      Capisco benissimo 😂 Effettivamente una volta in salvo insieme al mio congiunto, mi sono sorpresa a osservare gli scalatori con un sottile senso di trepidazione 🙊

      Rispondi
      • 27 Giugno 2020 in 16:24
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        E anche tu ti sei chiesta come mai non ci fosse neanche un cavo dell’alta tensione arrotolato a spirale sull’albero?

        Rispondi
        • 27 Giugno 2020 in 16:26
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          Non ho pensato ai cavi dell’alta tensione (certo che se li mettono, poi possono farla diventare una salata attrazione a pagamento come le altre), ma direttamente a magie aborigene, oppure a ragni o millepiedi tossici da incontrare lungo i gradini 🕸🕷🐜🐛

          Rispondi
  • 27 Giugno 2020 in 18:19
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    Una domanda necessaria: tuo marito è australiano? A volte penso che chi vive senza lontanamente considerare il rischio vive meglio. Però concordo sul togliere la patria potestà al genitore in foto 😁 La cosa più assurda, comunque, è che in quel contesto gli umani salgono verso il cielo e il fantastico uccellino preferisce stare con le zampette salde per terra!!!! Grazie per questi bellissimi scorci australiani ☺️

    Rispondi
    • 27 Giugno 2020 in 18:21
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      Grazie a te del commento, non avevo pensato al contrasto tra il pennuto e gli umani! 💕
      Il mio incosciente comunque è italiano, anche per questo ero sconvolta quando ha detto “Mi sa che provo” 😱😅

      Rispondi
  • 27 Giugno 2020 in 18:41
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    Penso che quell’albero rappresenti soltanto un aspetto diverso e inedito (per noi) di una radice però comune a ogni essere umano, dall’Artico all’Antartico passando per l’Equatore.
    A parte che anche da noi, se stiamo nello specifico, vedi le Alpi, c’è l’offerta di arrampicate forse peggiori e ancora più esposte – e con gran gusto di chi le fa… ma la gamma di rischiosità volontarie ed evitabili è infinite.
    Per esempio, buttarsi col parapendio. E l’elenco potrebbe essere infinito. Non ci sono da sempre quelli che vanno volontari in guerra?
    È l’essere umano che è bacato. Imparasse dall’uccellino.

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    • 27 Giugno 2020 in 19:08
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      Tutto vero, ma quello che mi ha colpita di questo qui è la negazione del rischio. Sicuramente l’offerta di attività cosiddette estreme è ampia in tutto il mondo, ma almeno generalmente sai a cosa vai incontro. Qui invece no! Poi per altre cose invece, sempre quaggiù, ti fanno briefing inutili di un quarto d’ora… non capirò mai 😅
      Ad esempio in una vecchia prigione che ho visitato, sempre nel WA, mi hanno messo addosso un’imbracatura con elmetto e mille agganci protettivi… ho dovuto firmare consensi eccetera… e poi ho scoperto che l’unica cosa un po’ pericolosa erano un paio di scale a pioli. Mah 😅

      Rispondi
      • 27 Giugno 2020 in 19:44
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        Trovo istruttivo quello che ora mi riferisci perchè mi dai una notizia in più (la prigione) per avere un’idea del posto. Ma vedi che siamo sempre al paradosso? Lì questo emerge in un modo qui in un altro.
        Per esempio, ora col Corona le differenze (sproporzioni) che tu rimarchi là qui emergono a ogni passo. (Parlo del Corona perchè è il primo esempio sottomano, il più comodo e facile. )
        Non entri in un supermercato se non hai mascherina, guanti, ti misurano la febbre ecc. (giustamente, dico io) e mille precauzioni, in altri posti (visita medica) devi anche firmare autocertificazioni ecc. Ebbene, poi in Internet vedi assembramenti da folla appiccicata (volontaria!) molti senza mascherina, e il bello che motivo dell’assembramento è la presenza di un’autorità, un ex-Presidente del Consiglio (leggi:Renzi) e in un’altra sede, l’ex-ministro dell’Interni (sic!), leggi Salvini.
        Che i due siano degli irresponsabili, ok, e va bene, ma quella folla!!!!! Quella folla che un attimo prima o dopo ha sostenuto o sosterrà tranquillamente i mille controlli anti-virus!!!
        Trovo in ogni caso interessanti le tue “corrispondenze” perchè se è vero che la follia è componente generale umana, i vari modi di manifestarla nelle varie latitudini è istruttivo, a volta addirittura utile.
        Alla prossima, Lucy…

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        • 27 Giugno 2020 in 20:20
          Permalink

          Eh, non parliamo della gente che fa le manifestazioni senza misure di sicurezza, è davvero un inno all’imbecillità umana 😤
          Poco tempo fa ho messo piede in un ristorante per la prima volta dopo 3 mesi (prima che venisse fuori che stiamo involvendo). Fuori c’era il cartello con scritto il massimo delle persone ammesse contemporaneamente, e la cameriera mi ha preso i dati con la app. Però lei non portava la mascherina… quindi… come dire… ehm. 🤐

          Rispondi
  • 27 Giugno 2020 in 21:27
    Permalink

    Ma soprattutto, se proprio devi, almeno il bimbo fallo salire davanti a te, non dietro -.-‘

    Rispondi
  • 27 Giugno 2020 in 23:29
    Permalink

    Forse la rete è stata messa da qualche boreale convinto che nel giù sotto la gravità funzioni al contrario.

    Rispondi
  • 28 Giugno 2020 in 01:11
    Permalink

    sulla mia terra
    tra i monti iblei
    un angolo antichissimo di sicilia
    scalai un traliccio della luce ancora senza cavi
    alto
    8 piani d’un edificio e
    in cima
    senza un ripiano ad accogliermi per sentirmi salda e
    riprendere
    fiato
    per meglio scendere poi

    si era per campi
    un’uscita scolastica al sole primaverile
    una scolaresca tutta maschi
    solo tre
    su più di quaranta in classe
    ragazze dell’ultimo anno

    la secchiona della classe
    magrolina
    tutta impettita
    piatta
    nerissima di capelli e di grembiule e di scarpette

    la bellissima
    corteggiatissima
    bionda vestita di colori
    ai piedi tacchi a spillo altissimi

    ed io
    né carne né pesce
    ignorata
    come non esserci

    schiamazzavano i ragazzi attorno al traliccio come indiani
    in guerra
    intorno
    al totem agitando gambe e braccia
    battendo piedi

    uno
    poi
    senza avviso
    come ragno con mani e braccia e gambe e piedi abbrancato ai ferri saldo
    saliva in cima
    senza indugio lesto
    così
    gli andai dietro

    come foglia al vento tremula
    al picciolo fragile
    caduca
    facilmente
    gli
    stetti
    dietro
    sino
    in cima
    una punta oltre cui il cielo
    e gli altri in terra e in torno stupiti

    che fate
    urlavano i prof
    siete ammattiti è pericoloso
    venie
    giù

    la discesa fu terribile
    occorreva guardare il vuoto
    per mettere un piede più in basso
    scivolando
    la
    traversa

    e a me gira sempre la testa e sono instabile anche al balcone di casa

    Rispondi
  • 28 Giugno 2020 in 01:53
    Permalink

    Ci sono tanti sport che mi lasciano perplessa, perché, poco o tanto, sfidano la morte. Anche quest’albero fa parte della categoria. Certi arrampicatori fanno la bravata, certi compiono il loro rito di iniziazione, certi si sentono attratti dal rischio, altri combattono così le loro incertezze, altri sono semplicemente atleti nati e, sicuri di sé si portano addirittura dietro i figlioletti.… chissà… non siamo tutti uguali. Io starei lì sotto a guardare… ma per poco però, non vorrei mai e poi mai assistere a un volo!

    Rispondi
    • 29 Giugno 2020 in 12:31
      Permalink

      È vero che le motivazioni sono tante! Io guardando ho avuto un attimo di quel famoso “appel du vide”… ma è durato solo un secondo 🙂

      Rispondi
  • 28 Giugno 2020 in 03:00
    Permalink

    Sicuramente, per Darwin, la cosa australiana più pazza sarebbe questo wombat in coppia con un canguro arboricolo! 😉

    Bonjour Lucy,

    Alex

    Rispondi
  • 28 Giugno 2020 in 17:38
    Permalink

    No ma deve essere stato fighissimo! Una scalata del genere deve farti salire l’adrenalina a mille!

    Rispondi
  • 28 Giugno 2020 in 22:31
    Permalink

    OH MIO DIO. Aiuto XD ma ci fanno salire pure i bambini! È un miracolo che non ci sia mai schiattato nessuno. Da una parte penso beh, alla fine quando vai a farti una bella camminata sulle Dolomiti non c’è niente che ti fermi se ti inciampi e voli giù dal roccione e ti sfracelli la testa di sotto, e non possiamo rendere tutto sicuro perché altrimenti non faremo più niente. Un po’ di rischio ci fa solo bene. Dall’altra, il terreno di una montagna mi sembra comunque più solido e meno scivoloso di quei pioli mortali.

    Rispondi
    • 29 Giugno 2020 in 12:34
      Permalink

      Anche la montagna non scherza, la stessa cosa che scrivi tu l’ho provata in Irlanda sui Cliffs of Moher, “E se arriva una folata di vento e mi sfracello?” 😅 Però non so, qui la cosa viene presentata con tutti i caratteri del passatempo innocuo, non mi do pace 😂

      Rispondi
  • 29 Giugno 2020 in 02:24
    Permalink

    Ma mai nella vita! Io ho le vertiggini anche se solo cambio una lampadina in piedi sulla sedia! In ogni caso, non mi stupisce che ci sia tanta gente disposta a salire (ormai nulla mi sorprende più) ma che ancora nessuno sia caduto! Sarebbe il mio primo pensiero salendo, facendo un breve calcolo delle probabilità.

    Rispondi
    • 29 Giugno 2020 in 12:36
      Permalink

      Effettivamente finché non provi a inerpicarti con le tue gambe non ti rendi davvero conto di quanto sia rischioso. Io nemmeno ho le vertigini, figurati 😅 Ma mi sembrava una motivazione troppo stupida per azzardarmi 😅

      Rispondi
  • 29 Giugno 2020 in 07:09
    Permalink

    La domanda è: ma dopo che salgono cosa fanno? E quanto ci mettono a scendere se continua a salire ancora gente?
    Fa male vedere quei “gradini” conficcati nell’albero. Ma io sono una che gli abbraccia, non faccio testo!

    Rispondi
    • 29 Giugno 2020 in 17:12
      Permalink

      Non sei la sola, anch’io ho fatto questo pensiero ❤ Anche se io gli alberi non li abbraccio ma li annuso accuratamente 😄
      Comunque dopo che arrivano in cima, scendono per la stessa via, e se si incrociano devono mettersi d’accordo! 😱

      Rispondi
  • 29 Giugno 2020 in 09:39
    Permalink

    Ci sono stata durante il mio viaggio nel Western Australia ma mi sono guardata bene anche solo dal pensare di salirci. Avevo sentito dire che non permettevano più di salirci, ma allora forse si trattava dell’altro albero!

    Rispondi
  • 29 Giugno 2020 in 16:42
    Permalink

    Io ho fatto arrampicata, faccio speleologia tutti i fine settimana, ma le scale coi pioli lisci sono il terrore assoluto. Confermo: PAZZI COL BOTTO!

    Rispondi
  • 29 Giugno 2020 in 22:05
    Permalink

    Forse il desiderio di far parte della natura, supera il timore di cadere…l’albero è bellissimo, comprendo il perchè di quella incredibile scalata!!!

    Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 07:51
    Permalink

    Io sono un po’ (molto) incosciente di mio e ho pensato subito “che figata”! Non nego che vorrei provare questa esperienza ma in generale vedere i karri del WA!

    Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 16:25
    Permalink

    Io non salirei, incomincerei a piangere 😂😂

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 13:47
      Permalink

      😄 Io ho provato ma non ho raggiunto neanche i dieci metri… Credo sei o sette, poi ho desistito 😱

      Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 16:26
    Permalink

    Non posso che darti ragione, questi sono davvero folli; io non mi arrampicherei neanche su un albero normale, figuriamoci se potrei provare con questo! 🙂

    Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 16:50
    Permalink

    Concordo sulla pericolosità ma, cavoli, scalare un albero è un po’ quello che tutti abbiamo sognato di fare da bambini. Probabilmente con così poche protezioni non mi ci avventurerei però mi piacerebbe vedere qualche “pazzo” intento nella scalata.

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 13:45
      Permalink

      Io più che scalarlo sognavo la casa sull’albero 😍 E la sogno ancora 😊

      Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 19:29
    Permalink

    ti devo dire che in realtà io probabilmente sarei una delle pazze che a salire cu oriva. non so se arriverei fino in cima… ma privare proverei!

    Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 21:36
    Permalink

    Io non ho figli quindi forse non sono la persona più indicare a trovare da ridire quello che fanno i genitori, però quei pazzi che hanno lasciato che i loro bambini salissero sull’albero infernale non hanno un cuore!
    Ma sai che deve essere qualcosa che ha a che fare con Gloucester? Vicino a Gloucester in Inghilterra c’è una collina da cui ogni anno si lanciano dei pazzi furiosi: corrono dietro a delle forme giganti di formaggio e lo scopo è di arrivare a valle senza distruggere il formaggio (vivi, possibilmente).

    Rispondi
    • 1 Luglio 2020 in 00:49
      Permalink

      Ti amo 😂😂♥️♥️ Vado subito a googlare questa meraviglia 😂

      Rispondi
  • 30 Giugno 2020 in 23:22
    Permalink

    E’ sempre un piacere leggere i tuoi post! Mi fai innamorare ancora di più dell’Australia!

    Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 00:44
    Permalink

    Avendo avuto personalmente a che fare con degli australiani, posso tranquillamente confermare che sì, sono un po’ pazzi, e che non mi stupisce affatto che abbiano avuto l’idea di realizzare un albero con i gradini. Il barone rampante deve fargli un baffo…;)

    Rispondi
  • 1 Luglio 2020 in 21:21
    Permalink

    Accidenti, ma questi sono fuori di testa! E’ vero che nella vita bisogna essere coraggiosi, ma questo non lo definirei coraggio, bensì follia! A parte ciò, l’albero è davvero bellissimo e sicuramente dall’alto dei suoi rami si godrà di una vista meravigliosa!

    Rispondi
  • 2 Luglio 2020 in 04:01
    Permalink

    Io non ho parole. Diciamo che il concetto di sicurezza forse non è proprio universale. Per adesso, dai tuoi racconti, devo dire che mi sono fatta una strana idea degli australiani.

    Rispondi
    • 2 Luglio 2020 in 13:08
      Permalink

      Ne ho una strana idea anche io che ci vivo 😁 Non negativa, affatto, ma giusto strana 😁

      Rispondi
  • 2 Luglio 2020 in 18:29
    Permalink

    Sicuramente un’esperienza unica ed emozionante, ma da veri avventurieri! Ci vuole proprio un po’ dii pazzia, forse é questa che caratterizza gli australiani che sono sempre super brave 🙂

    Rispondi
    • 2 Luglio 2020 in 23:04
      Permalink

      Pazzi con tutta la naturalezza del mondo… un po’ li ammiro, sotto sotto 😁

      Rispondi

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