STRANGE AUSTRALIA

Un bilby per la Pasqua australiana

Da sottoterra a simbolo della Pasqua australiana: ecco il bilby! Con un nemico, i conigli

Un racconto aborigeno: il Bilby e la Luna

Narra una leggenda aborigena che un bel bilby se ne andasse in giro per il deserto centrale australiano, quando si voltò verso il cielo, vide la luna che lo fissava e si spaventò.


(Foto by Bernard Dupont, via WikiCommons, CC BY-SA 2.0)

Allora si mise a scavare una minuta galleria sotterranea a spirale, per nascondersi da quegli occhioni indiscreti, e rispuntò fuori poco più in là, da un gruppetto di rocce. Ma la luna, curiosa, era ancora lì, tonda tonda, con lo sguardo fisso, che cercava di capire cosa fosse quella bestiola con le orecchie lunghe.

Il piccolo e schivo marsupiale si inabissò di nuovo nel terreno, scavando, e così via da un punto all’altro, finché non nacque l’habitat del bilby: gallerie sotterranee nel sottosuolo del deserto arido, dove gli esemplari di questa strana e discreta specie vivono ancora adesso. Cercando insettini e altri piccoli animaletti per nutrirsi, fanno un gran bene alla terra brulla e riarsa, smuovendola e dando impulso alla rigenerazione dei suoli e delle loro scarse radici.

(Foto by Bernard Dupont, via WikiCommons, CC BY-SA 2.0)

Come narrano gli aborigeni

Mentre l’aborigeno racconta questa storia, indicando le rocce una qua e una là, secondo il percorso di fuga del bilby, non sta facendo altro che mappare il territorio, il che è parte integrante di ogni narrazione tradizionale indigena.

Le leggende dei popoli nativi australiani, infatti, tramandate oralmente, sono strettamente connesse ai luoghi, spesso considerati sacri: se ad esempio indico che una creatura raccontata è passata di qui, probabilmente sto segnalando un percorso reale utilizzato per qualche scopo dalla mia tribù. Due piccioni con una fava! Il che è un bene, perché i piccioni di quelle zone sono piccioni bellissimi, con la crestina punk.

Ma dicevamo: per questo le storie aborigene spesso devono essere cantate in movimento, nello spazio e nella durata, per essere interamente significanti. Contengono i racconti delle origini, una loro cosmogonia, ma anche delle vere e proprie mappe. E non so voi, ma io questa cosa la adoro, mi sembra insieme primitiva e intelligentissima.

Bilby contro conigli

E ora viene da chiedersi: ma cos’è di preciso un bilby?

Questo piccolo e riflessivo animale, per certi versi, è simile al koala e al wombat. Come il primo non ha bisogno di bere – almeno in teoria, se non consideriamo la siccità –; come il secondo scava tunnel e ha il marsupio rivolto verso il retro del corpo, per non insozzare il suo piccolo di terra scavata.

Quelle sue lunghe orecchie, suo marchio di fabbrica, lo aiutano a disperdere il calore accumulato nel deserto. E poi beh, sono assai vezzose.

E oggi, ahinoi, il bilby è una specie vulnerabile, principalmente a causa dei… conigli!

La piaga importata dei conigli australianizzati

(Foto by Sardaka, via WikiCommons, CC BY-SA 4.0)

Su questi ultimi non esiste alcuna leggenda aborigena, semplicemente perché i conigli sono stati introdotti Down Under dai primi coloni dall’Europa. Costoro non sapevano, o fingevano di non sapere, che la mossa innocente di liberare poche decine di esemplari nella natura, per il discutibile gusto di sentirsi un po’ più vicini a casa, e non secondariamente anche per cacciare (se siete fan della caccia come sport, per cortesia, chiudete questo blog e andate altrove!), si sarebbe rivelata catastrofica.

Come potevano ignorare il detto “riprodursi come conigli”? Chissà. Sta di fatto che oggi in Australia i conigli sono milioni, e sono considerati tra le peggiori sciagure per l’ambiente e gli ecosistemi, al pari del trasferimento di Hugh Jackman da Sydney agli Stati Uniti, che mi priva della pur remota speranza di incontrarlo per strada (e che mi ha quindi costretta ad acquistare un biglietto per un suo futuro show). Problemi senza risoluzione.

A furia di saltare qua e là e rosicchiare, i conigli distruggono le piante native e occupano di forza le tane di altri mammiferi, lasciandoli di fatto senza casa. In particolare il loro impatto sui bilby, a cui sottraggono anche il cibo, è particolarmente nocivo, e da ciò si è diffusa la tradizione pasquale alternativa degli ultimi 25 anni:

Il bilby pasquale di cioccolato

Foto by Save the Bilby Fund (riprodotta con loro autorizzazione)

In principio fu una bambina, che disegnò e poi fece pubblicare un libricino su “the Easter bilby”, il bilby pasquale. L’idea piacque, così poco a poco comparirono i primi bilby di cioccolato, venduti come nuova mascotte pasquale australiana a fianco dei tradizionali conigli (popolari all’estero quanto le uova con sorpresa). Una mossa per riappropriarsi di un elemento locale al posto di uno forestiero, nonché per sensibilizzare i consumatori alla causa dei bilby da proteggere. Parte del ricavato va ad un’associazione che si occupa del salvataggio e della riabilitazione di bilby per reintrodurli in natura. Con uno slogan: “Bilbies not Bunnies”!

bilby il nuovo animale di cioccolato della pasqua australiana nemico del coniglio

Ringraziamo dunque il concetto di arbitrarietà del segno, che qui si rende utile, e per la Pasqua in Australia scegliamo un bilby, finché dura!

Infatti, negli ultimissimi anni, le vendite in calo hanno suggerito che le persone sembravano essersi un po’ stancate del marsupiale al cacao. Cadbury, ad esempio, noto marchio distribuito in tutti i grossi supermercati, da quest’anno 2019 arresterà la produzione perché “non c’è abbastanza domanda”. E chi lo dice al bilby che per alcuni era tutta solo una questione di guadagno?


Immagine by Save the Bilby Fund (riprodotta con loro autorizzazione)

Adesso, però, un po’ come gli inglesi con la Brexit, la gente sembra essersi resa conto di essere stata poco lungimirante, e ora in molti richiedono a gran voce più bilby per tutti.

Le proteste sul web serviranno? Io nel dubbio ho firmato… Non vorrei restare senza il mio bel bilby di cioccolato, né senza quello vero.


PS – A ciascuno il suo! Se ad esempio, in Francia, il villaggio di Charleville ha dato i natali ad Arthur Rimbaud, in Australia un omonimo villaggio di Charleville, in Queensland, dà i natali a… molti bilby! Lì infatti si trova la Bilby experience, un centro interamente dedicato a questi teneri e schivi marsupiali. Amo questo mio continente d’adozione anche per posti come questi: mi consolano della lontananza di Rimbaud, almeno un po’.


Buona Pasqua dal Western Australia… Sono in partenza per l’esplorazione, che non mancherò di raccontare! Nel frattempo potete seguire il mio viaggio su Facebook e Instagram!


26 risposte »

  1. eccone un altro di animale strano che è un incrocio con perlomeno un’altra ventina di animali! e anche questo è un marsupiale (che se non ho capito male, ha il marsupio dietro, per non far sporcare i piccoli quando se li tiene dentro)! ma quanti ce ne sono in australia?! ma esistono altrove i marsupiali, mi chiedo? per un europeo (ma diciamo pure per un non australiano) è molto interessante e openminding sapere che ignora centinaia di specie di cui non ha mai sentito parlare perché si trovano in un continente che rimane particolarmente fuori mano dai suoi soliti giri…
    buon viaggio, piccola. ti seguo su fb. 😉

    • Grazie 😘😘 Anche a me piace moltissimo questo aspetto di tutta la faccenda, il sapere che ci sono un sacco di cose che noi nemmeno avevamo sentito nominare. Mi mette fiducia! E poi sono buffe 🙂 I marsupiali sono solo qui per una questione di isolamento, che qui ha fornito meno concorrenza. Altrove magari c’erano, ma si sono estinti perché rispetto ai placentati sono sfavoriti!

  2. Non conoscevo il bilby, è semplicemente adorabile.
    Anche se non bisogna sottovalutare il bilby leghista, che si lamenta che i conigli sbarcano illegalmente in Australia, a mangiare risorse e occupando tane abusivamente.

    • Ciao Elena! Grazie!! Spero tanto di incontrare creature strane abbastanza!! ☺️😘

    • Prima di mandarteli intanto dovrei vederli, e non li ho ancora incontrati! 🙂 Chi vuoi sterminare? 😃

        • È vero che hanno un aspetto un po’ manga! In certi video si nota tantissimo, con quelle orecchie appuntite aperte in orizzontale 😄

  3. E gli australiani non hanno pensato a introdurre qualche discendente di Rimbaud per lottare contro la piaga dei conigli e salvare il Bilby? Ho nell’idea che gli abitanti di Charleville (Ardenne) preferiscono il loro coniglio di Pasqua, al forno, spalmato di panna acida e di senape! 😉

    Bonjour Lucy,

    Alex

    • Temo proprio anch’io! 🙂 Però posso testimoniare che il discendente di Rimbaud non è stato ancora introdotto perché altrimenti a volte non mi sembrerebbe di impazzire per la mancanza di librerie decenti. C’est la vie 🙂
      Bonne journée! 😉

  4. Bilby vs/ bunny.
    Guerra tanto per cambiare.
    Come suona strano ed esotico tutto quello che racconti per noi qui che non andiamo oltre ai piccioni sul davanzale e alla bistecca al supermercato che è tutto quello che resta a ricordarci dell’esistenza anche della mucca. (Io credo che i millennials una mucca vera non l’abbiano mai vista).
    Buon viaggio, dunque al… nostro inviato speciale dal Western Australia.

    • Danke! ☺️ Sono appena arrivata e sento il cambio di fuso anche se sono solo due ore 😅 Sai che sui piccioni si sta verificando un fenomeno inquietante: si stanno moltiplicando a un ritmo vertiginoso, nel senso che già vedo la differenza con due anni fa quando sono arrivata! Vuoi vedere che domineranno veramente il mondo?
      Da millennial ti dico che le mucche le vedevo, ma quelli dopo, la generazione X, non so mica!☺️

  5. Molto esotico questo Bilby, vivere in Australia deve essere una continua scoperta. Sembra il classico coniiglio pasquale della Lind 🙂

  6. A parte che questo animaletto è adorabile, io credo che noi uomini dovremmo davvero lasciar fare alla natura, invece di impattare sui sistemi naturali come in questo caso con il coniglio. Gli animali fanno un gran bene al luogo in cui vivono, così come succede nei boschi e nella savana. Bellissima la leggenda aborigena. Con te posso vivere un po’ della mia amata Australia.

    • Che bello, grazie 😊 È vero che le bestie fanno bene, non deturpano mai per il gusto di farlo e basta!

  7. Che animale bizzarro e sconosciuto! Fin da bambani, mio fratello che aveva la passione degli animali passava le giornate a fare elenchi con gli animali del mondo, ma questo bilby nei suoi elenchi non è mai comparso! Pensa quando glielo dirò ah ah! Il bilby di cioccolato, poi, mi sembra Aussie da morire!

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