SIX FEET UNDER

Christchurch, NZ. Pensieri toponomastici e non ortodossi

christchurch sedie bianche memoriale per i morti del terremoto

Antefatto dell’epoca che fu

Quand’ero ragazzina, per qualche anno ho partecipato alla strabiliante esperienza inflitta della colonia dell’oratorio. Ci si recludeva in montagna per giorni, e se ne veniva tratti in salvo solo dopo estenuanti e rischiose inerpicate verso l’Altissimo, preghiere in coro e in rima, insapori pranzi al sacco conditi con canzoni dei Nomadi storpiate alla chitarra; e per finire, innamoramenti monolaterali dove la somma speranza era quella di riuscire a sedersi vicino al lui di turno, a messa, per potergli stringere la mano scambiandosi un segno di pace. Una favola.

La magione in cui si alloggiava l’ultimo anno, prima della tanto attesa autodeterminazione, aveva un nome solenne e illuminante: la Baita Speraindio. Scritto proprio tutto attaccato.

christchurch ruota di mulino
Christchurch

La Baita Spera-in-Dio è rimasta nei miei ricordi, e nelle cronache collettive, per essere stata il luogo più sfigato di tutti gli anni Novanta. A furia di sperare, ogni giorno qualcuno si infortunava, veniva recuperato dai genitori e tornava con sollievo alla civiltà, non senza incubi ricorrenti fino alla fine del decennio.

Presso la Baita Spera-in-Dio, alla fine della settimana di ritiro, il bollettino dei feriti includeva:

  • due gambe rotte
  • tre braccia rotte
  • svariate articolazioni slogate
  • tagli da oggetti contundenti
  • febbri da cavallo con deliri
  • un paio di risse con feriti
  • due avvelenamenti da cibo
  • la più sfigata fu una ragazzina che cadde dal letto a castello e si ruppe tutti i denti davanti. Ricordo solo di essermi svegliata in piena notte per le grida, di aver intravisto questa urlante maschera di sangue e di essermi riaddormentata, perché la mia compagna mi sussurrò “niente, dormi” e io, che credevo docilmente a quanto mi si diceva, dormii, che manco con il Mago Silvan. Denti rifatti a tredici anni. Gloria.

Ho accennato a quell’epoca innocente per chiarire come si sia formato il mio sospetto che intitolarsi al Signore non renda poi così immuni dalle disgrazie come si vorrebbe.

Christchurch
Christchurch

Fatto dell’epoca che è

Il più recente esempio di questa prudente supposizione è rappresentato da Christchurch, cittadina neozelandese intitolata alla chiesa del Cristo, di cui da ieri si parla molto per ovvi e ultraviolenti motivi, sebbene naturalmente sarebbe stato meglio un bel classico e silente no news, good news.

Christchurch, terza città della Nuova Zelanda (che da dove scrivo, è come dire dietro l’angolo), interessante località che intreccia l’eredità britannica, le origini Maori, un presente multiculturale e le bellezze naturali del territorio circostante, inclusi i tentativi di connessione con l’Antartide, in tempi non troppo lontani è già stata destinataria di un significativo carico di sfiga (mandato dall’alto o dal basso, a seconda delle vostre credenze).

christchurch chiesa con impalcatura
  • Nel 2010, un terremoto di magnitudo 7.1 ha danneggiato fortemente le abitazioni e gli edifici storici della città.
  • Nel 2011, una nuova scossa ha ucciso 181 persone e ne ha lasciate tantissime altre senza casa; pochi mesi dopo, altre scosse, altre decine di feriti e grossi danni ulteriori.

Non essendo io ancora mai stata in Nuova Zelanda, quelle che vedete qui sono le fotografie di A., che ci è passato poco tempo fa e che mi ha raccontato sorpreso di un posto dalla ricostruzione lentissima, che ancora soffre di una distruzione le cui tracce aleggiano un po’ dappertutto.

christchurch chiesa rovinata in ricostruzione

Certe immagini mi hanno ricordato un po’ alcune cittadine abruzzesi che invece ho visto con i miei occhi, insomma uno di quei bei posti che non hanno certo bisogno di ulteriori accanimenti della sorte. Immaginiamo se ci fosse un attentato gravissimo nella bella L’Aquila già sofferente: non sarebbe proprio l’ideale.

Pensieri sparsi sull’attentato

Le mie considerazioni sull’attentato di Christchurch sono abbastanza succinte:

  • Come sempre, chiunque condivida, o anche solo visualizzi privatamente, le immagini in soggettiva dell’attacco circolate su internet contribuisce a rendere questo mondo un posto peggiore. Senza se e senza ma.
  • Jacinda Ardern, la prima ministra neozelandese (nonché la donna più giovane al mondo a capo di un Governo), ha dichiarato che ora la legislazione sul possesso di armi cambierà (l’autore principale di questo attentato, un australiano, aveva con sé cinque fucili di cui due semi-automatici, e una licenza). Sarebbero dovute cambiare già nel 2005 e poi ancora nel 2012 e nel 2017; ovviamente ci sono voluti 49 morti più le persone ferite, a lutto e traumatizzate per smuovere le acque, ma ora voglio solo sentire che le leggi cambieranno. Subito.
  • Un attentato del genere, sempre più parte dell’orizzonte di questo inizio di millennio, è a tutti gli effetti un atto di guerra (almeno, in Francia le leggi lo definiscono così, presumo che valga per tutto il mondo civilizzato). Ma è rivolto a civili, psicologicamente non attrezzati per subirlo, e non a soldati. Sui giornali i fatti evaporano in pochi giorni, ma vissuti sulla propria pelle creano conseguenze psico-fisiche a lungo termine delle quali a certi livelli della società, ad esempio quello medico, occorre che si tenga conto ben più di quanto avviene oggi. // (Esempio. Una persona si presenta in un centro medico, tutta agitata e in lacrime. Spiega che un elemento dell’ambiente, cosa molto rara ormai, ha appena fatto scattare il suo dormiente PTSD, di cui soffre da quando è stata esposta a un mass shooting per circa tre ore. Chiede un tranquillante per ripristinare le proprie abilità cognitive e tirare fino a fine giornata. Il medico, distratto, le chiede come dorma la notte, le prescrive della melatonina da prendere la sera e la liquida così, senza neanche averla presa sul serio. Indovinate un po’ a chi è successo).
  • Io mica l’ho capito perché ogni tanto qualcuno sbrocca e uccide gli altri a caso. Cioè, avranno pure scritto dei trattati ideologici, ma io non è che l’abbia proprio capito davvero.
  • Tutto evolve: le leggi, la ricerca scientifica, le misure preventive, persino il Norton Antivirus. Ma il Signore? Dov’è? Che dice? Cosa implementa per la sicurezza delle sue creature?
christchurch nuova zelanda natura panorama

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103 risposte »

  1. e ti ho pensata sì, come ogni volta.
    e ci sono stata male sì, come ogni volta.
    e come ogni volta mi rifiuto di far parte dell’audience dell’orrore, chiedendomi come ogni volta che mi sottraggo codardamente a una specie – deviata – di dovere civico (essere testimoni dell’orrore per non sottovalutarlo, dimenticarlo o sia mai non riconoscerlo), o a un dovere umano di non infierire voyeuristicamente su una cosa orribile quale possa essere la cosa “giusta” da fare.
    e come ogni volta, ringrazio chissà chi o cosa di poterti leggere ancora.
    come ogni volta.
    meh.

    (sorry per l’umore)
    loveyou, come ogni volta.

    • Macché codardamente, scherzi? Comunque qua essendo vicini di casa non parlano d’altro, ho scritto il post al volo per mettere la parola fine e spegnere la TV 😅. Comunque amo adoro i tuoi commenti, te l’ho già detto?!? Love love!!! 💖💖💖

      • *ATTENZIONE: il contenuto di questo commento potrebbe far riaffiorare brutti ricordi (Lo dico anche se insomma, il post parla di questo, ma non si sa mai)* Rispondo sotto il commento di Simo perché neanche io sono certa su quale sia “la cosa giusta” da fare. Tanto più nell’odierna società delle immagini (ancora qualche anno fa l’egocentrismo e il narcisismo si esprimevano con lunghi status su facebook, oggi si condivide un’immagine o un video su instagram e la didascalia è fatta di sintetici hashtag) mi chiedo quale sia il limite tra il voyeurismo e la necessità (che ci è forse stata imposta) di restare informat* su tutto (e oggi lo si fa spesso un po’ così, guardando immagini). Ripenso alle due ragazze morte in Marocco. Io non ho voluto vedere il video dell’uccisione, mi sarei sentita voyeuse. Ma ho guardato il video dove la rivendicano, perché sì, volevo vedere in faccia quelle persone che avrei potuto incontrare anche io nei miei due mesi da sola in Marocco, volevo vedere se tradivano un’emozione, un pensiero, non lo so. Volevo vedere la stanza da cui parlavano, la bandiera… So che non sono psicologa né criminologa… Eppure… Ho capito di più da quello che ho visto? Non lo so. Credo che per quanto riguarda questioni così complesse ci siano solo tasselli che si accostano piano. Vedere le immagini alla fonte ci illude forse di avere un’informazione più netta, priva della sovrastruttura di chi la diffonde. Poi si possono leggere articoli di persone esperte o implicate per approfondire. Sicuramente di christchurch non mi interessava vedere i corpi, e sono capitata su un video completamente pixelato (ipocrisia? Forse, soprattutto coi 15 secondi di pubblicità all’inizio) che mi ha permesso di sentire cosa aveva da dire una persona che fa una roba così (niente). Mi sono sentita una merda aggiungendo una visualizzazione? Sì. Eppure mi chiedo davvero, davvero, se questo sia stato un voyeurismo conscio (direi di no), un voyeursimo inconscio, o una volontà di sapere (sono indecisa su queste due). Per me la differenza la fa il fatto che questo video è stato girato dell’attentatore (così come la rivendicazione dei marocchini), mebtre guardare i video di sorveglianza forse è voyeurismo puro. Come capire gesti del genere se non ascoltiamo il messaggio di chi li compie? L’altra differenza è se condividi e diffondi o meno e a chi. O forse sto solo cercando di giustificarmi e accetto critiche!

        • Critiche di sicuro no, anzi ti ringrazio per questo messaggio così denso e ricco. Capisco tutti i tuoi dubbi, non sono tempi facili. Ricordo di essere stata fin da piccola una che, ad esempio, guardando una brutta scena alla TV, diceva “cambiamo canale, non voglio dare il mio schermo all’Auditel”, pur sapendo benissimo che casa mia non era tra quelle monitorate per gli ascolti Auditel 😅😁. Per dire. È vero che c’è una differenza in certi filmati, ma per me (per me, non è detto che ci sia una verità oggettiva) è inversa: se guardo un video fatto da una camera di sorveglianza (non lo faccio, perché certi momenti, anche se collettivi, sono di un dolore troppo privato e inconcepibile per essere guardati e capiti da occhi altrui; ma mettiamo, se lo faccio) almeno non avallo niente. Se guardo un video girato da un attentatore invece gli sto dando esattamente quello che vuole: un ascolto, qualcuno al di là della quarta parete che c’è, che riceve. Anche se l’autore del messaggio non lo saprà mai. E io questo non voglio farlo per la stessa maniera per la quale, ad esempio, gli haters e i troll in rete possono solo essere completamente ignorati, come se non vedessimo nemmeno il loro messaggio. Per i criminali è giusto che chi se ne occupa e chi indaga abbia accesso a ogni materiale disponibile, ma secondo me sarebbe meglio se noi comuni mortali evitassimo del tutto di esserci, come destinatari di certi messaggi.

    • Servirebbe magari per il futuro, e per dare un segnale; il presente, concordo, è già danneggiato da sé 😅 Comunque se quel Signore fossi io, interromperei l’esperimento e ricomincerei daccapo. 😜

  2. L’eterna, irrisolvibile questione del male. “We got a problem with guns” cantano i The Killers e, magari, fosse quello l’unico problema: abbiamo un problema con l’odio dilagante, con la follia che prende il sopravvento sulla ragione, con i muri mentali e fisici, con l’orrore declassato a voyeurismo. Grazie per le tue riflessioni.

    • Grazie a te, Benny! È proprio questa che dici la cosa che capisco di meno. Come si faccia a stare fuori a questa maniera. Non c’è niente che mi faccia arrivare anche minimamente a comprendere atti del genere. Forse è solo la pulsione di Morte del pianeta che, saturo di tutto, si esprime come può. Chissà.

  3. Ho visto l’inizio di un video dell’attacco per sbaglio, partito a tradimento. Ci sono voluti un po’ di secondi per capire cosa stava succedendo e un altro po’ per uscire dall’immobilità agghiacciata e fermare il tutto.
    Non c’è ragione di mostrare questo. Nessuna buona ragione.
    Sei riuscita a scrivere un post come sempre limpido, spero questo significhi la disavventura al centro medico non abbia impattato troppo.

    • Grazie mille del pensiero! 🙂
      Quel dottore mi ha messo un nervoso… Mi è salito dopo, lentamente, quando ho realizzato che non aveva minimamente capito perché fossi lì. Però almeno ho imparato la lezione, e ieri il tranquillante ce l’avevo dietro 😅 (le soddisfazioni eh!! 😅). Mi dispiace per le immagini che hai visto, in effetti una mia amica mi ha avvertita di togliere il malefico auto-play a FB perché inevitabilmente certe cose si infiltrano anche dove non richieste…

  4. L’esordio di questo post mi ha riportato alla mente le mie vacanze con la parrocchia, in un momento della mia vita in cui nonostante gli struggimenti adolescenziali da giovane Werther tutto sembrava sicuro. Sono passati un po’ di anni e molto di quelle certezze sono andate a farsi benedire. Ma continuo a pensare che l’unica cosa che possiamo fare e’ continuare a vivere e cercare di lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Per tutto il resto e’ meglio il silenzio.

  5. Per quanto rifiuti con disgusto qualsiasi forma di violenza, ciò che mi spaventa in questi gesti è la ricerca della platealità. Credo che la patologia grave si nasconda dietro il vuoto emotivo e di valori sostituito dall’ambire al protagonismo a qualsiasi costo. Poi non ho mai capito perchè vengano sedati e curati i sopravvissuti come fossero malati mentali, in questa società considerati un gradino sotto i delinquenti.

    • È vero, questa cosa del protagonismo è sfuggita di mano ormai da tempo. E credo ci sia ancora ampio margine per peggiorare. 😎
      Non ho capito molto bene cosa intendi dopo: i sopravvissuti a un attentato oppure gli attentatori stessi che alla fine non muoiono uccisi/suicidi? (Credo la prima opzione, ma meglio chiedere 😅). In questo primo caso delle vittime, e parlo proprio per esperienza, cure psichiatriche ci possono benissimo stare, all’occorrenza. Però è vero che socialmente c’è ancora uno stigma enorme sulla questione.

  6. Ovviamente concordo con tutto ciò che dici. Ma dal punto di vista occidentale e italiano c’è una cosa che proprio mi da fastidio ed è la strumentalizzazione a senso unico di questi eventi o, come in questo caso, ma non è l’unico, la pressoché totale assenza dalla scena mediatica. Sbrocca un mediorentale, un islamico, spesso abilmente manipolato o peggio ricattato da altri e in un battibaleno di scatena il web, maratone tv, stampa a ciclo continuo, esperti e tutti in coro a parlare di attacco all’Occidente, di atto di guerra, di invasione, di leggi restrittive da fare ecc ecc.Sbrocca un occidentale cristiano, fascista, suprematista bianco…nulla…tutto tace.
    Ecco, mi piacerebbe chiedere conto a quel dio anche di ciò e dii questa ipocrisia umana che tratta casi uguali in modi differenti eppure, ad essere obiettivi è pur sempre la stessa merda…

    • Questione vecchia come il mondo purtroppo, ma è vero che oggi è ancora peggio il che rende furiosa anche me. Questa cosa del suprematismo bianco è merda pura, però non fornisce appigli alle politiche razziste che si cercano di riportare in auge oggi, e allora zitti. Che poi è molto interessante quello che dici sul silenzio dei media, in effetti avevo dimenticato di chiedere in giro come sia stata trattata la notizia. Da un lato un po’ di distacco fa solo bene, dall’altro il sistema di due pesi e due misure fa schifo. Qua invece i media non parlano d’altro, ma è comprensibile: non succede mai niente di tale gravità e rilevanza, e poi le distanze locali sono così particolari che dire “Nuova Zelanda” è come dire Abruzzo per uno di Milano.

      • Ovviamente li la notizia assume ben altra valenza ma qui, anche se è stata data alla fine è finita nella centrifuga delle cose accadute ma per cui ti limiti ad una alzata di spalle e via.Fosse stato un islamico invece un je suis qualcosa già avrebbe invaso il mondo.Qui sai cosa sta tenendo banco invece? Gli insulti rivolti alla ragazzina svedese…stupidità pura…una pseudo giornalista(maria giovanna maglie) candidamente dice che la metterebbe sotto con la macchina, dal sarcofago in cui si trova Rita Pavone resuscita e dice che la ragazzina è inquietante(lei no…) ed ecco che la disinformazione si scatena, viene accusata di essere sostenuta da politici di sinistra e quindi, ecco che tutto quel che si dice sul clima diventano balle…qualcuno protesta contro l’imperatore salvini e lui lì liquida con smettete di farvi le canne e delle ragioni che hanno nessuno se ne occupa.Nel frattempo in Francia stanno incazzati ma per far sembrare tutti nel torto ecco magicamente spuntare i black block a far danni inutili e così tutti diventano cattivi. E niente, domani è un altro giorno e i fabbricanti di notizie sono al lavoro…

        • Cosa aggiungere… Un riassunto desolante nella sua perfezione!
          Comunque quella ragazzina, Greta, è una grande!!

        • Totalmente d’accordo, e tanto è grande lei tanto sono piccoli piccoli tutti gli idioti che le stanno dando contro! Io spero sempre in un potente virus che attacchi l’imbecillità umana che sarebbe comodo anche per risolvere il problema di traffico e parcheggi!😈

        • Forse anche meno comunque, a giudicare dal passo con cui il pianeta va in vacca 😀

        • Ahahah ecco si, infatti lo conferma anche lui nell’intervista che gli ho fatto nel mio ultimo post delirante!😂😈

        • Perché? Hai scritto cose giustissime, anche se frutto di una “visione”! ;D

        • Non so se siano giustissime, certamente lo sono per me ma dato che da sempre mi trovo in gran disaccordo con le altre persone ormai sono abbastanza rassegnato! E pure sul blog ormai sarete rimasti si e no una decina a seguirmi quindi l’emorragia continua e magari hanno ragione loro e forse sto diavolaccio è meglio evitarlo!😉😝

        • Comunque per qualcuno che commenta c’è un sacco di gente che legge e sta zitta! 😉 E’ vero, “giusto” non si applica a questi discorsi, semmai si può essere d’accordo o meno, sulla base di cosa poi non si sa… Però secondo me in quest’epoca storica essere una minoranza di pensiero non è neanche cattivo segno!
          (Comunque a me piace leggere in giro un po’ tutto quello che c’è, per capire di cosa è capace il pensiero, in generale proprio! Anche le improponibilità! :D)

        • Quello lo faccio anche io sebbene la maggior parte delle volte poi resto basito nel constatare che la distanza tra me e gli altri è davvero troppa.Poco fa ad esempio leggevo di un confronto tv tra in climatologo ed una giornalista di Libero che nonostante le evidenze ancora era li a difendere le posizioni di Trump.Beh, considerando che, al momento questa giornalista filo givernativa è inserita in un contesto in cui c’è una maggioranza che si aggira sul 70% e forse anche oltre io dico solo…boh…pare assurdo ma contro ogni logica è così.

        • Questo perché, nonostante le tecnologie facciano passi da gigante, non siamo nell’era della logica. Au contraire 🙁

        • Amara constatazione con cui sono d’accordo.Ma forse non c’è nemmeno mai stata un epoca tale anzi, a leggere la storia direi che è un dato di fatto! 🤔

  7. E’ stato inevitabile pensare a te, ieri mattina quando, mentre sorseggiavo il mio tè e seguivo le ultime notizie del tg. Quando è arrivata la notizia con l’immagine di quel pazzo che scendeva dall’auto scegliendo l’arma più micidiale, mi sono sentita gelare il sangue nelle vene. Un senso di smarrimento mi ha preso… Se io ho provato questo, non posso immaginare quello che hai provato tu.

    Ma in che razza di mondo stiamo vivendo? Chi ha permesso che iniziasse questa mattanza? In nome di chi??? Non è possibile odiare fino a questo punto! Permettimi di inviarti un abbraccio… sono certa che siamo più numerosi noi che non odiamo, e in qualche modo, spero, riusciremo a debellare questi assurdi, criminali attentati.

    Ciao carissima!!!

    • Cara, grazie mille del pensiero e dell’abbraccio <3 <3
      Effettivamente può essere d'aiuto concentrarsi sulla statistica e considerarci comunque una maggioranza. Però siamo arrivati a un punto davvero troppo assurdo, non ho gli strumenti per comprenderlo e ciò mi rivolta 🙁 C'è qualcosa di sbagliato nel profondo, nel centro della terra, se sempre più persone fanno scelte di tipo omicida.

  8. Cittadina che mi dicono bellissima (le foto di A. lo confermano) ma che non sapevo esser stata cosi’ sfigata. Il tuo post e’ capitato a fagiolo, stavo sentendo le storie insta senza guardare e qualcuno ha pensato bene di mettere i video di questo folle. Ho segnalato ad insta ma perche’ diavolo qualcuno dovrebbe metterle? Sono rimasta sinceramente scossa, avevo il volume al massimo ed ho ascoltato solo 30 secondi senza capire cosa cavolo stessi sentendo.

    Mi e’ piaciuto molto il discorso della premier e con quanta cura abbia parlato di accoglienza e cura degli altri invece che di odio. Cosa che e’ successa invece con quel senatore Australiano che si e’ lasciato andare a dichiarazioni alla “se la sono cercata” che mi han lasciata senza parole.

    Un abbraccio da qui, spero tu stia bene.

    • Grazie cara <3 Il senatore australiano si commenta da solo, purtroppo questi personaggi sono all'ordine del giorno. Da un lato sarà pure un paese favolosamente multikulti, ma dall'altro il razzismo c'è lo stesso!
      E poi naturalmente la questione centrale: perché la gente comune condivide questi filmati? Come scrivevo sopra, mi manca proprio qualcosa nella testa per comprendere certi meccanismi. 🙁
      Anche a me piace la premier neozelandese!

  9. La questione è complessa, mi chiedo spesso perché nell’evoluzione umana l’aggressività e la violenza siano comportamenti che continuino ad essere trasmessi di generazione in generazione e non solo tra i folli e i criminali. Sicuramente bisognerebbe agire su più fronti per evitare questi episodi, ma onestamente se si iniziasse anche solo con il vietare produzione, vendita, distribuzione, esportazione e possesso di armi per me sarebbe già un’azione concreta e realizzabile da cui partire. Un pazzo senza armi è sempre meno pericoloso di un pazzo armato, no? Sarebbe un piccolo passo, ma sarebbe qualcosa. Direi anche che mi farebbe parecchio piacere se l’Italia smettesse di essere tra i principali produttori di armi nel mondo… insieme a Usa, Francia, Russia, Germania, Cina.. vabbè lasciamo perdere.. mi bolle il sangue a sapere che molti fanno soldi su questo.. e noi occidentali ci consideriamo spesso esportatori di civiltà.. Scusa la semplicità del mio pensiero.. sono andata un po’ fuori tema..
    A parte tutto grazie. Le tue parole hanno un forte peso e aiutano a capire di più. Un grande abbraccio.

    • Ti ringrazio tanto… hai scritto un messaggio che condivido al 100%!! Questa cosa dei giri di armi nascosti dietro belle parole è il male del mondo! Violenza e aggressività continuano a essere trasmessi perché servono alla sopravvivenza (difesa)… ma qualcosa va storto e la percentuale è troppo alta è_é
      Baci!!

      • Non so, questa cosa che per istinto di sopravvivenza (difesa) la specie umana porti avanti in modo estremo violenza e aggressività non mi piace molto.. Anche io per ora me la sono spiegata così.. ma un po’ mi butta giù.. se è così vuol dire che l’uomo ha ancora necessità di esprimere violenza ed aggressività ad un livello molto profondo.. questa cosa è in tutti noi, è come se tutti portassimo nella fondina un’arma perché ci potrebbe servire. Gestire nel modo giusto questa nostra pericolosità richiederà ancora parecchio tempo.. uff☹️
        Per fortuna sul lungo termine si va sempre migliorando. 😉

  10. argomento a parte, molto vivace e ben scritto …. par quasi di cogliere un completamento di “elaborazione dello shooting” se così si può dire, o almeno hai acquisito quel minimo di distanza che permette di sostituire il dolore/orrore con la tua istintiva ironia 😉 🙂 brava, brava!!! 🏆🎀📯🍾🥂🥇🥈🥉🌻🌹🍀🌸💜💙💛🙆‍♂️

    • Il blog mi serve molto proprio a questo 😉😍 Grazie, grazie!!! 😘🌞🌸🏵️🌼🌈

    • Finalmente qualcuno che almeno si ponga una domanda in merito! Ho provato a chiedere in chiusura ma non mi ha risposto nessuno! 🙂

      • La risposta potrebbe non essere così semplice. Potrebbe non esserci nessun dio, e allora tutto quello che facciamo è “merito” nostro. Potrebbe esserci e se ci ha creato a sua immagine e somiglianza, allora è un bel… Vabbè sto zitto.
        O magari siamo solo il risultato di un esperimento di qualche scienziato pazzo alieno che ha giocato con il DNA dei nostri antenati preistorici.
        Magari esistono gli dei dell’olimpo che si divertono a osservarci e puntano scommesse…

  11. Si può sempre smettere di ricostruire e trasferire la città da un’altra parte. Si può e si deve, proibire la vendita di armi. Tanto lo sappiamo come va a finire! Una bacione simpatcissima Lucy!

  12. Ho sorriso leggendo l’introduzione della Baita Speraindio (e dei poveri denti della tua compagna di stanza!) e ho riflettuto leggendo la seconda parte. Come penso tutti noi, anch’io sono rimasta di stucco vedendo ciò che è successo e come te mi chiedo cosa possa scattare nel cervello delle persone per fare una strage. Probabilmente non lo capiremo mai. Viviamo in un periodo storico scuro e tempestoso, speriamo di vedere l’arcobaleno prima di quanto pensiamo.
    Un abbraccio Lucy!

  13. Non mi è mai piaciuto frequentare l’oratorio, fortunatamente l’esperienza di due settimane in una baita in montagna non è stata deleteria come quella che hai descritto: ossa e denti sono stati preservati!

    Ciò che è accaduto a Christchurch è inesprimibile a parole ed inspiegabile; questi avvenimenti mi riportano spesso al titolo del saggio “La banalità del male” di Hannah Arendt: anche un normotipo od una persona insignificante può compiere azioni terribili. Sconcertante che solo dopo grandi dolori l’apparato governativo inizi a contemplare cambiamenti o azioni preventive, spesso poi dimenticate o non attuate.

    Christchurch è una città devastata su più punti di vista; triste sapere che come in Abruzzo i lavori di ricostruzione siano lenti o completamente fermi.
    Le rovine si assomigliano tutte.

    Apprezzo molto come scrivi!
    A presto,
    Erica.

    • Ciao Erica, mille grazie!! Purtroppo senza il clamore le decisioni stentano ad arrivare. E’ orribile sapere che ci vogliono i morti per far smuovere le acque in materia di legislazione sulle armi, ad esempio. Ma non mi aspetterei niente di meno “banale”, purtroppo. E questa riflessione sul tipo comune che commette crimini è assai perturbante… conosco un paio di persone che, mi dico, chissà, magari un giorno… Meglio non pensarlo. Ciao!

  14. L’Altissimo?! Stiamo parlando dello stesso Altissimo (in Italia ci sono quattromila montagne con lo stesso nome!) Quello che non è troppo lontano da dove vivevo? Quello con le trincee? Quello che prima devi salire un bel cocuzzolo e poi pensi di essere arrivato e poi tracchete, c’è il montagnone dietro e quello è il vero Altissimo?
    Comunque ti ho pensata quando ho sentito dell’attentato, anche se so che vivi in Australia. Spero che tu stia bene. Fra parentesi ho visto questo su una pagina che seguo, https://jfedpgh.org/new-zealand?fbclid=IwAR01NzIMk9aLPXdcdMhgf-FHxwI3i_UVYj7v5hOuAmsQiO_pMoP4o4q8BHQ , è per donare per le vittime. Sembra essere a posto (anche se meglio controllare di persona), magari qualcuno vuole donare?

    • Ciao, grazie mille per tutto!! Quanto all’Altissimo, si’, forse era proprio quello (dov’e’ che vivevi? :D), ma ho i ricordi troppo sconvolti per ricordare! 😀

  15. Concordo su ogni tua parola. In questi casi sai che non riesco ad esprimermi molto. Mi sembra che ogni parola detta sia superflua, sia inutile e non riesca rendere veramente l’idea. Perché solo chi ha vissuto certe situazioni le può realmente capire fino in fondo. Quando andai in Sri Lanka ricordo come non riuscivo a credere che una popolazione di persone malate, anziane e povere, decidesse di scalare una montagna sacra non esattamente bassa, credendo che potesse la loro preghiera evitare stragi, terremoti e morti. Ricordo perfettamente che chiesi come mai allora ci fosse stato uno Tzunami anni prima e i loro occhi innocenti per un attimo mi fecero sperare che avessero ragione loro. Che la colpa infondo fosse anche un po’ mia, di tutti quelli che non pregano e non sono devoti. Poi però accadono cose che ti riportano con i piedi per terra, forse sono brutale lo so ma è così che io mi sento quando accendo la tv e il telegiornale parla di stragi. Non posso che chiedermi come mai capitino queste cose. Cosa passa per la teste di queste persone? Cosa può spingere un essere umano ad uccidere altri esseri umani come lui? Sono domande a cui non troverò mai risposta perché una logica, un senso vero, no non ci sono. E ancora mi chiedo cosa passi invece per la testa di un dottore che dovrebbe essere lì ad aiutare le persone invece di ignorarle dando un semplice contentino!

    • Sei sempre cara 💕 E ho i tuoi stessi interrogativi. Mi sarebbe piaciuto tantissimo vedere gli occhi di quei vecchietti dello Sri Lanka, a volte certe esperienze e incontri, anche solo per un attimo, ci proiettano in mondi alternativi. Peccato però che nonostante le differenze innumerevoli che tutti abbiamo, siamo tutti fatti di carne e sangue (fino a prova contraria), e questa è una falla notevole nella nostra ricerca di benessere e salvezza…

  16. I tuoi ricordi della colonia, che dalle mie parti si chiamava campeggio, mi hanno fatto sorridere un sacco. Esclusi i vari feriti, davvero, mi sembrava di rivedere pezzi della mia infanzia.
    Grazie per aver condiviso con noi foto e pensieri su Christchurch. Per chi, infatti, vive a migliaia di km di distanza quello era solo un nome. Non aveva colori, volti o rumori: era un nome che automaticamente collegavamo a qualcosa di tragico senza nemmeno sapere che aspetto avesse. Come sempre, poi, le tue parole colpiscono dritto al cuore.

    • Grazie Samanta 💕 Fa schifo quando veniamo a sapere di certi posti per quei motivi, ma tant’è…

  17. Grazie Lucy, leggerti mi fa sempre riflettere. Io di quello che è accaduto non sapevo nulla, ero al nord e senza connessione, solo una volta rientrata a Perth mi hanno detto,ma … non ho voluto vedere nulla di ciò che è circolato sulla rete. A volte mi chiedo non solo cosa spinga questa gente a fare gesti del genere, ma mi fa pensare anche alla macabra curiosità della gente. Il male sembra a volte vincere sul bene, mille persone guardano i morti degli attentati, una persona guarda la nascita di un nuovo koala. Questo è ciò che va cambiato, per me. Più curiosità per la vita che per la morte, e staremmo tutti meglio. Iniziamo noi intanto a cambiarlo questo mondo! 🙂

    • E’ un pensiero bellissimo sai? Più koala e meno massacri! Ci scherzo su ma è vero… Ci sono cose così naturali eppure meravigliose, e concentrarmi su certe immagini di bellezza mi aiuta sempre. Grazie Anna cara ;*

  18. ci sono così tanti spunti che dovrei stare a scriverti per ore… mi limiterò al minimo… a quel medico che neppure ti ascolta quando parli. sapessi le volte che è successo anche a me (sono molto insoddisfatto della categoria!). una volta ce n’era uno che pretendeva di starmi ad ascoltare mentre discorreva con un suo compare e guardava pure fuori dalla finestra! poi ovviamente non aveva capito un’acca di quello che gli avevo detto! GRRRR! per non parlare di quelli a cui fai le domande ma non ti rispondono, a volte perché ritengono che tu NON debba sapere, altre volte perché… non sanno la risposta! idiots!

    • Fastidio profondissimo. Mi dispiace che ti sia successo ripetutamente, è così frustrante!! Sono cose su cui se mi fermo a ragionarci mi avveleno un sacco!!

  19. Ho letto stamattina che la legge per la restrizione della vendita delle armi è già stata approvata, a pochi giorni da quel brutto fatto. Della serie “causa-effetto”.Christchurch è uno di quei luoghi in cui andrei di corsa perché (lo so, sembra stupido ma è così) c’è una delle mie squadre preferite di rugby che gioca in quella città. Ciò che sta succedendo da giorni (Christcurch, Utrecht, Milano ieri) mi fa pensare a quanto la paura inizi a governarci anche in momenti in cui non dovrebbe esserci.

    • Sinceramente un po’ lo penso anch’io. Fatti che sono pura follia. Ma mi è piaciuto moltissimo questo segnale contro le armi, certo non che risolverà i problemi ma mostra da che parte può voler stare un governo.

  20. Rispondo alla tua domanda sul mancato aggiornamento da parte del Signore dei sistemi di sicurezza. Ci ha provato per trentatré anni e ha visto che tutto è inutile e quindi si è fermato alla Salvezza versione 0.1 ( il punto 1 è dovuto alla resurrezione cioè al tentativo disperato di distrarre l’uomo dai suo stolti propositi).

  21. Non mi sono mai trovata in una situazione così pazzesca e sinceramente spero che non capiti, ma ho sempre paura che succeda. Colpa delle notizie che si sentono, colpa della nostra vulnerabilità estrema, colpa delle armi che girano, colpa dei matti, degli invasati e colpa di chi non fa nulla per prevenire certe situazioni (quando possibile).

    • Non ho niente con cui smentirti purtroppo 🙁
      Anch’io sto tornando ad avere una certa paura, ed è una cosa che odio, che mi corrode 🙁

  22. Ok, mi hai fatto sorridere molto, all’inizio, e riflettere alla fine. Dov’è Dio, quando un uomo ammazza gente inerme? Probabilmente in quel momento di sta domandando dov’è finito l’uomo. Io intanto vado avanti pensando alla ragazzina che cade dal letto al castello mentre tu ti riaddormenti che manco il mago Silvan. 😆👏

    • Mi ha turbata per anni quella storia! 😆😱
      Comunque ti ringrazio per aver sottolineato la domanda più importante, l’unica che conta: dov’è finito l’Uomo?

  23. Non è un bel momento, diciamolo. Ero a Parigi quando c’è stato l’attentato al Charli Hebdo. Stavo pure lì vicino. Che uno dice, magari uscivo mezz’ora prima e …

    • Eh 🙁 Poi i media non aiutano… e questo attentato mi ha presa malissimo perché dimostra nuovamente che ormai le modalità sono sempre quelle, che si tratti di disgraziati falso-islamici o di estrema destra…

  24. Il tuo post ed I suoi commenti aprono tanti problemtiche.
    Sicuramente esibizionismo e voyeurismo sono due facce della stessa medaglia. Il folle attentatore che filma e la potenziale preda che guarda rendono l’accaduto di per sè disumano ancora più distaccato dalla realtà, come un film che non crea empatia.
    Proibire l’uso delle armi? Certo un terrorista sa dove procurarsele ugualmente, un folle casereccio magari un po’ meno, ma sicuramente l’intera società cerca dI sradicare l’idea che alla violenza selvaggia ci si può abituare, che gli ammazzamenti sono un fatto normale. E questo aiuta.
    Più che sperare nell’intervento di un deus ex machina che il suo l’avrebbe già fatto cercando di cambiarci dal di dentro.

  25. mi limito a un commentino ebete e forzatamente spiritoso: più che spera-in-dio sulla baia era meglio costruirci un ospedale attrezzatissimo

  26. la distanza ideale da Speraindio a Christchurch è davvero minima. Il potere sciagurato dei nomi!
    per il resto di quanto dici concordo in pieno: a me disturba solo l’idea che si possa attribuire un “messaggio” ad un atto così scellerato, già solo concepirlo è un contribuire a dare visibilità e credito a questi individui.
    ml

    • Vero. Infatti apprezzo molto la scelta di non condividerne il nome e l’immagine dell’autore.
      Ciao Massimo, grazie della visita ^_^

  27. Proprio oggi è stata approvata la legge che vieta il possesso delle armi da fuoco, peccato che ci si arrivi sempre troppo tardi, ma, in questo caso meglio tardi che mai!

    • Vado a informarmi, quest’ultimo passaggio me l’ero perso! Grazie mille della segnalazione!

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