Chiamarsi Giulia nel mondo: un nome, mille caratteri (e disagi)

Chiamarsi Giulia: tante lettere G

Dopo due anni e mezzo di blog, è tempo di rifare le presentazioni per bene, non trovate? E allora piacere, mi chiamo Giulia

Un nome come un altro, scelto non da me – proprio come la mia nascita, su cui altrimenti avrei anche deciso diversamente -; solo che questo, tant’è, è il mio. Giulia come un calendario sfasato e in disuso, come un mese estivo insolitamente freddo (colpa della U), come qualcuno sacro a Giove Olimpo per meriti non definiti. 

Questo nome mi accompagna in giro per il mondo, contribuisce a definirmi e, a seconda dei Paesi in cui mi trovo e delle loro lingue, mi attribuisce caratteristiche diverse, nel carattere e persino nell’aspetto.

Chiamarsi Giulia in Francia

In Francia sono Julià, con l’iniziale molle come in Jacques. Loro lo sanno bene che odio essere molle, oh se lo sanno, gliel’ho ripetuto mille volte! Eppure niente, sono francesi e lo sforzo non lo faranno mai. Al massimo divento Giulià un paio di volte, per pietà, per dare il contentino galante a cette jeune italienne, con l’espressione stravolta per la faticaccia dell’adattamento, dopodiché rispunta fuori Julià, tutta pimpante.

(Pexels)

Julià, bontà sua, appare bella e scema. Disponibile ed esotica, perfetta da mettere dentro una teca con etichetta “Méditerranée Centrale” e osservarla con curiosità, sentendosi cosmopoliti. Julià ha un sacco di cose da raccontare e un’intelligenza da esprimere, ma ciò le viene concesso con riserva: la si ascolta con magnanimo interesse, occorre però che non dimentichi mai che quella venuta da fuori è lei.

Chiamarsi Giulia in Russia

In Russia sono Giùulia, ineluttabile come il potere e il destino. Siccome l’alfabeto cirillico non ha la lettera G dolce, i russi la compongono per me: fanno D+J (quella alla francese), ed ecco nuova di zecca una G. Una G appassionata, che trabocca di gratitudine. Джулия!

Djùulia è simpatica, sincera e suscita genuino interesse tra i russi. Loro la interpellano sugli argomenti più vari e a Djùulia questo piace, tranne quando il tono usato è un po’ troppo alto: allora Djùulia sente un brivido correrle su per la schiena, e per un attimo si vede già trascinata via di forza da due guardie in uniforme e internata nella Lubjanka, per qualche crimine commesso senza accorgersene. Per fortuna le passa subito e può tornare ad entusiasmarsi. 

Giulia in Russia si sente un po’ così. (Pixabay)

Giulia in Germania 

In Germania sono sempre Giulia, ma, a sorpresa, in versione più dolce e aggraziata. Come una bambola antica di porcellana, che se la pronunci troppo forte si rompe. I tedeschi si aspettano sempre grandi cose da questa Giulia delicata, in frasi che lei non capisce mai fino in fondo: a volte preferirebbe piuttosto non avere alcun nome e restarsene tranquilla in silenzio, ad ascoltare gli altri. Peccato che in Germania Giulia ci vorrebbe vivere, perciò le tocca scendere a patti e incollare i suoi cocci a fine giornata.

Statua che si domanda perché non possa chiamarsi Giulia in santa pace
(Pixabay)

Giulia in Australia 

Qui in Australia sono ovviamente Julia, anzi Ju-li-ia, tutta masticata e leggermente ritardata, per passare meglio inosservata tra la gente locale. A forza di vivere quaggiù, mi presento mestamente in quanto tale, in inglese australiano, altrimenti non mi capiscono.

(Pixabay)

Al telefono: “Hi! My name is Ju-li-ia” – e subito il mio QI precipita di dieci punti con una piroetta e i miei neuroni si autodistruggono per lo sconforto, scoppiettando di un’ultima scarica come popcorn per poi bruciarsi per sempre.

Chiamarsi Giulia in Italia

Man mano che da bambina degli anni Ottanta diventavo grande, questo nome mi si diffondeva intorno a macchia d’olio, cosa che ho sempre guardato all’inizio con sospetto e poi con costernazione. Ma almeno in Italia mi si pronuncia come si deve.

Questa Giulia all’italiana è anticonformista, riservata, puntigliosa; e ha dentro un mondo che a volte non ci sta tutto insieme compresso dentro al corpo, perciò fuoriesce qui sul blog.

Alcuni temerari, sprezzanti delle comuni norme fonatorie, la chiamano Giuglia. A costoro, Giulia augura silenziosamente che l’indomani si sveglino con la bocca cucita da ago e filo, e che non possano mai più fiatare nemmeno per invocare la grazia di Giove o quella di un logopedista.

(Pixabay)

Chiamarsi Giulia scrivendo

Con chi non è italiano, il mio nome può diventare di tutto, tanto che per iscritto ne ho fatto uno strumento istantaneo per valutare e scremare le persone. Sei lettere, semplici semplici. Le riporti correttamente? Possiamo comunicare alla pari e collaborare. Digiti invece Gulia, Guilia, Guala, Gullia, Giula, Giulianna… ?

Rabbia per il nome Giulia scritto sbagliato
(Pixabay)

(Sareste sconcertati se vi dicessi la percentuale di errore che mi è dato leggere nelle sue infinite, creative varianti, persino quando la forma corretta sta a una riga di distanza). Se scrivi così sei più inutile di un trombolite; non appena potrò ti saboterò, facendo sì che tu non te ne accorga mai.


Eppure a pensarci bene sono felice di come ogni luogo mi abbia rivelato qualcosa in più di me.

Lo sono altrettanto per aver scritto come mi chiamo. Io, Giulia, con una sindrome dell’impostrice grossa così, forse un giorno oserò prendermi interamente la paternità di quel che scrivo. Forse.


Conoscete qualche Giulia? Questo post è anche per loro, per solidarietà fateglielo leggere!

Anche il vostro nome funziona diversamente in base a dove andate e alle lingue usate? Raccontatemelo!


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

95 pensieri riguardo “Chiamarsi Giulia nel mondo: un nome, mille caratteri (e disagi)

  • 10 Luglio 2020 in 17:33
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    Ma sai che i miei genitori erano indecisi se chiamarmi Giulia? Comunque con Claudia sono abbastanza fortunata perché è un nome abbastanza internazionale e non lo stroppiano molto, ma quando passano al mio cognome che termina con “chi” succede di tutto!

    Rispondi
  • 10 Luglio 2020 in 18:03
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    A me il tuo nome piace, sarà perché è presente da generazioni in rami diversi della mia famiglia, sarà perché mi fa subito pensare al sole, sarà perché è breve (amo i nomi brevi) e, se vogliamo, importante (non è da poco essere diretta discendente del “capo” degli dei!)… Io mi chiamo Silvia, sono affezionata al mio nome molto “verdeggiante”, mi fa pensare alla Ninfe del bosco. Da piccola mi infastidivo, perché veniva fantasiosamente storpiato da mi cugina secondo questo iter: Silvia-Silvietta-Salvietta-Saponetta… un vero tormento. Mi chiamavano anche Silly, che in inglese vuol dire sciocca, come ben sapevamo noi bambine con mamme fanatiche dell’inglese precoce. Odio essere chiamata Silvietta ancora oggi, come se il diminutivo fosse un po’ dispregiativo. Solo certi carissimi vicinissimi possono chiamarmi così.

    Rispondi
    • 10 Luglio 2020 in 18:12
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      Nemmeno a me i diminutivi piacciono, per lo stesso motivo che dici tu! Silvia anche a me ha sempre evocato una leggiadra creatura del bosco 😊 Certo che da lì a Saponetta solo i bambini possono! 😁

      Rispondi
  • 10 Luglio 2020 in 18:39
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    Molto divertente questo post ma anche profondo a modo suo. Io avevo scelto il nome Alice se avessi avuto una femmina almeno la grafia sarebbe rimasta la stessa in molti paesi anglofoni. ..di Giulia ne conosco a grappoli dagli anni 80 si sono moltiplicate senza controllo. Da qualche anno poi ogni nuova bambina di amici viene chiamata così molto comodo per la memoria 😊

    Rispondi
    • 10 Luglio 2020 in 18:16
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      Ma infatti che è ‘sto conformismo nei nomi? Quando sono nata io eravamo in pochissime! Alice è uno dei miei nomi preferiti (forse il preferito di tutti) anche per questo motivo, peccato che più volte io l’abbia trovato su persone a me antipaticissime 😡

      Rispondi
  • 10 Luglio 2020 in 18:59
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    Ciao Giulia, é un piacere! ci vorrà un po’ per abbinare il tuo nome a quello di Lucy… É un nome che mi piace, mi fa pensare a un paesaggio soleggiato, estivo. Mentre il mio nome, Silvia, allude ad un essere ombroso, selvatico, come in parte sono. Qualcuno in passato però mi ha scherzosamente chiamato Lucy, per via della scorbutica sorella di Linus…

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    • 10 Luglio 2020 in 18:17
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      Sei la terza Silvia che mi commenta, che bello! (È il nome di una delle mie migliori amiche quindi lo amo a prescindere) Piacere 😊 Ma puoi anche non associarlo a Lucy se vuoi, tanto a parte questo post credo che continuerò a non firmarmi 😁

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  • 10 Luglio 2020 in 19:03
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    Ahah fantastico questo post e come ti capisco! Nello scritto sono perennemente Guilia (storpiatura che odio), Gulia, Giuilia, Guila e una volta persino Gunilla!

    Lavorando con persone prevalentemente dagli USA devo sempre specificare “Giulia like Julia”. In Ungheria, invece, di solito mi chiamano o Iulia o Giuliiiia con la seconda i lunga. Sempre meglio Dzsulia!

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    • 10 Luglio 2020 in 18:20
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      Eccoti, speravo tu leggessi 😁 Sì sì, Gunilla non mi stupisce (è pure simpatico, perché a me no?), anch’io ho avuto di tutto ma per decenza ho limitato l’elenco infinito 😁 Iulia invece non so a te, ma a me non piace, mi suona troppo altero.

      Rispondi
  • 10 Luglio 2020 in 22:29
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    Giulia é mia figlia, la prima. Scelsi questo nome quando, all’epoca, si era soliti sentire le Giade, le Daniele, le Patrizie, le Alici. Non era molto usato, ma io, appassionata dell’antica storia romana, pensai per lei un nome aristocratico ed il suono mi piaceva da morire.

    Oggi è Giulia in Germania, é stata Giulia a Copenaghen, a Madrid, a Riga… Peccato che in Germania non vorrebbe vivere e che anche lei spesso non riesce a capire fino in fondo…ma tornare oggi in Italia, purtroppo, non avrebbe alcun senso!

    Leggo spesso i tuoi post molto interessanti.

    Rispondi
    • 10 Luglio 2020 in 22:30
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      Ciao Mary, grazie! 😊 In bocca al lupo a Giulia allora 🙂 Quanto capisco questo discorso! 😘

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  • 10 Luglio 2020 in 22:40
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    E insomma ti sei (quasi) disvelata! Giulia quindi….ma per me resti Lucy! Quanto alle storpiature dei nomi il mio difficilmente viene sbagliato, in compenso, grazie ad una perfetta crasi con il cognome, almeno un migliardo di volte (forse più) sono stato chiamato Giacomo!

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  • 11 Luglio 2020 in 00:18
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    Nella mia città Livorno Giulia è la patrona e si festeggia il 22 giugno È un nome molto amato da noi e molto comune. In famiglia ne abbiamo una di Giulia, molto amata e coccolata. Il mio nome invece è Roberta. Uso Vittoria perché è il nome della mia mamma che purtroppo non c’è più. Mi sembra di sentirla ancora vicina usando il suo nome. Mi fa piacere sapere che ti chiami Giulia, mi pare di conoscerti meglio!!! Ciao carissima!!!

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    • 11 Luglio 2020 in 00:53
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      Ciao Roberta, piacere allora, quante storie si scoprono! ♥️Io non festeggio l’onomastico perché ormai il mio sentimentalismo è morto però sapevo il 22 maggio, strano! Un bacione ♥️

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      • 11 Luglio 2020 in 05:09
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        E non sbagliavi, mi sono confusa io!!! E’ il 22 maggio l’onomastico e la festa della nostra città. In quell’occasione si fanno i primi bagni in mare, un po’ come dare inizio alla bella stagione ( che non amo perchè amo l’autunno e l’inverno ) Un bacione anche a te ❤

        Rispondi
        • 11 Luglio 2020 in 07:40
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          Ciao,
          anche mia figlia si chiama Giulia… a lei piace poco ma chi porta questo nome è una persona particolare e mi pare iltuo caso.

          Rispondi
          • 11 Luglio 2020 in 13:20
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            Ciao! 🙂 Secondo me nel momento in cui un nome è il tuo, quale che sia, diventa tuo e basta quindi è un peccato non farselo piacere. Anche io per me magari ne avrei scelto uno diverso, ma ho imparato a voler bene anche a questo 🙂

            Rispondi
            • 11 Luglio 2020 in 17:47
              Permalink

              Ci sono tante canzoni dedicate a fanciulle con qs nome….infatti mi sono ispirata ad una di queste …cosi’ da neonata gliela canticchiavo…Ciao

            • 13 Luglio 2020 in 16:48
              Permalink

              Eheh anche a me ne canticchiavano molte. Alcune le odiavo 😄

        • 11 Luglio 2020 in 13:22
          Permalink

          Anche a me piace un sacco quel periodo… E mi manca, perché qui è tutto l’inverso: inverno a luglio, e stavolta non posso nemmeno fare attività tipicamente invernali tipo sperare di vedere qualche balena durante la loro migrazione stagionale, perché siamo di nuovo in lockdown. Meh!

          Rispondi
  • 11 Luglio 2020 in 00:20
    Permalink

    ma… la protagonista del mio racconto a puntate! 😀
    da qui si parte per il viaggio della mia eroina (eroa, mi piace di più eroa 😉 )

    Rispondi
  • 11 Luglio 2020 in 01:23
    Permalink

    Devono essere francesi di Parigi che sono più dotati di noi per le lingue! Io non avrei nemmeno fatto lo sforzo di pronunciare Giulia, ti avrei subito francesizzata in Julie!

    Bonjour Lucie, 😉

    Alex (senza accento sulla A)

    Rispondi
    • 11 Luglio 2020 in 00:55
      Permalink

      Ma Julie è un nome di tutto rispetto e mi piace pure, il problema sono i tentativi intermedi! 😣☺️
      Io ti chiamerei subito con la tua pronuncia scelta, su queste cose sono nazi 🤷😄

      Rispondi
  • 11 Luglio 2020 in 20:51
    Permalink

    Tu ne seras pas surprise si je te dis que c’est le même festival avec mon vrai prénom. Enchanté, quoi qu’il en soit, Giulia 😉

    Rispondi
    • 13 Luglio 2020 in 18:00
      Permalink

      Oh oui je m’en doute 😄 Par contre ce pseudo Hemkä, c’est inventé ou ça renvoie à quelqu’un/quelque chose, si je peux demander ?

      Rispondi
      • 19 Luglio 2020 in 22:55
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        Tu vas te moquer, mais quand la question s’est posée d’un pseudo en vue de l’adaptation au théâtre, on m’a demandé de mettre un nom, quitte à ne mettre que les initiales. Du coup, deuxième prénom et initiales, je ne me foule vraiment pas 😉

        Rispondi
  • 12 Luglio 2020 in 17:11
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    Piacere, Ysingrinus.
    Il mio Ysingrinus non è sempre pronunciato bene, anzi penso di pronunciarlo male anche io.

    Rispondi
  • 13 Luglio 2020 in 05:04
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    Eh no eh, non vale sto spiazzo dai tedeschi, no no no no no! Contattali e contratta subito per l’aggiunta di ruvidità e catarro!! Non ci siamo altrimenti!

    Rispondi
  • 13 Luglio 2020 in 18:24
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    Davvero esilarante. Come non potevo unirmi alla discussione con mia figlia che si chiama Giulia anche se in Svezia dovrebbe scriversi Julia e purtroppo il nome viene pronunciato da molti alla svedese “IIULIA”
    Ma a scuola e tra i suoi amici sono molto attenti a pronunciarlo e a scriverlo correttamente. Ricordo con molto affetto il suo primo giorno di scuola che il suo maestro fece notare scrivendo sulla lavagna a tutta la classe (in quel momento erano presenti tutti i genitori) il modo in cui scrivere e dire correttamente il suo nome dicendo che l’identità di una persona inizia dal nome.

    Rispondi
    • 13 Luglio 2020 in 17:26
      Permalink

      Che cosa bella che ha fatto quella maestra, anch’io ci tengo tanto per una questione di rispetto delle identità. Grazie del commento 🥰

      Rispondi
      • 13 Luglio 2020 in 19:50
        Permalink

        Tu dai che mi chiamo Nadilla. Già in Italia è un problema per cui a turno divento x Priscilla, Ludmilla All’estero non parliamone…

        Rispondi
  • 14 Luglio 2020 in 01:15
    Permalink

    Cecilia è piuttosto abbordabile da chiunque mi abbia approcciato… Denise, invece, ti lascio immaginare che problemi comporti: la e finale pronunciata innanzitutto, o le storpiature in Dennis e simili, nonché il diminutivo Denny, logico e lecito ma orribile -.- -.- -.-
    Ora, poi, posso fare la combo con Giordano, che potenzialmente in inglese (Jordan, credo) e spagnolo (Jordi) ci sarebbe, ma non voglio scoprire troppo presto cosa può diventare…

    Rispondi
    • 14 Luglio 2020 in 00:23
      Permalink

      Che poi io mica ho capito se è Giordano o un altro nome 🤔 Certo che da Denise a Dennis diventi pure maschio! Io cmq quando leggo Celia lo penso alla francese, perché questo nome l’ho conosciuto così 🙂

      Rispondi
      • 14 Luglio 2020 in 03:57
        Permalink

        Sì sì è Giordano 😉
        Mica male anche alla francese (nonostante non ami il francese…), sempre che mi stia immaginando la pronuncia corretta.
        Io invece, questo diminutivo me lo immagino pronunciato all’inglese (ricordi la figlia di Gabrielle Solis in Desperate Housewives?) 😀

        quanto a Dennis è veramente orribile con la doppia enne, ma sicuramente il peggio è il diventare maschio non essendolo.
        Per altro una volta su un quotidiano nazionale hanno chiamato Macron “Emmanuelle”, al che mi sono fatta subito un filmino porno con lui (per una settimana non ho dormito per il terrore).

        Rispondi
        • 14 Luglio 2020 in 03:00
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          Diventare maschio pur non essendolo però potrebbe essere interessante. Potresti spacciarti per uomo nelle firme alle e-mail e ricevere automaticamente più rispetto (tratto da una storia vera, non so se conosci).
          Con l’ultima parte mi hai stesa 😂

          Rispondi
            • 20 Luglio 2020 in 12:12
              Permalink

              C’erano stati due colleghi di ufficio, maschio e femmina, che per un mese si sono scambiati le scrivanie: lui gestiva la posta elettronica di lei e viceversa, senza che i riceventi lo sospettassero. Lui si è reso conto di come i clienti si rivolgessero a “lei” con più sufficienza ed esigendo una maggiore disponibilità; lei ha dichiarato che non fosse mai stato così facile lavorare, perché tutti “gli” scrivevano molto gentilmente e con un chiaro rispetto dei boundaries. Ci hanno fatto un articolo molto interessante 🙂

            • 20 Luglio 2020 in 17:44
              Permalink

              Da recuperare! Mi sai dire i loro nomi? 🙂

            • 20 Luglio 2020 in 17:46
              Permalink

              Cavolo, no, ma se mai la ritrovo (l’ho sentita citare più volte) ti scrivo! 🙂

  • 14 Luglio 2020 in 18:23
    Permalink

    Poteva andarti peggio… Potevi chiamarti Marzia e vivere in Spagna… Marcia😖 (storia vera di una mia amica trasferitasi là)

    Rispondi
    • 14 Luglio 2020 in 17:39
      Permalink

      Ah ma certamente, non dicevo che mi sia andata male 🙂 (Marzia mi fa pensare a Sailor Mars! 😄)

      Rispondi
  • 14 Luglio 2020 in 19:16
    Permalink

    Prima di tutto imploro pietà a nome di tutti i dislessici del mondo.
    Quindi se uno te lo scrive Gilua invece di Giulia, sappi che non è che per lui tu debba contare necessariamente poco, ma solo, la natura li ha fatti così!, che scambiano le lettere (e ti è andata bene, pensa se ti chiamavi Veronica e qualcuno ti scriveva Feronica! O ti chiamavi Fulvia e …).
    Stranamente di Giulie ne conosco davvero poche, eppure è un nome che mi piace moltissimo (se la batte con Maia (top!), Sonia, Sofia e… Denise ;))!
    Insomma credo che tu non ti possa lamentare di questo! Ti è andata di lusso. E pensa che a me mi chiamavano Germano invece di Giordano! E comunque non capisco perché questi dubbi sulla mia identità, solo perché dissemino alias nel mondo come fossi una spia che dovesse far perdere le proprie tracce… 😉
    …E non te lo dovrei rivelare ma Giulia si chiama anche la protagonista di alcuni miei racconti, che però, ti tranquillizzo, sono nati ben prima che conoscessi te. Questa Giulia è una moretta con un bel caratterino che non piega la testa a niente. Delle volte fa cose “forti” ma indubbiamente è una persona molto bella e buona 🙂

    Rispondi
    • 20 Luglio 2020 in 12:18
      Permalink

      Mi sono sempre chiesta come debba essere raccontare di una persona del sesso opposto. Perché io ad esempio il cervello maschile lo riconosco come molto diverso dal mio. Insomma la cosa è superaffascinante ma immagino anche di una certa difficoltà! 🙂 Con Germano sono scoppiata a ridere, mi sono immaginata l’anitra 😂😂 E niente contro gli alias ma avrebbe potuto essere qui e non lì 😄

      Rispondi
      • 20 Luglio 2020 in 17:01
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        Sì, è molto intrigante raccontare mettendosi nei panni dell’altro sesso. In realtà non è che prima lo facessi troppo spesso. Oggi invece ci ho decisamente preso gusto. La cosa bella è che sembrerebbe che le mie storie siano abbastanza credibili. 🙂
        Mah, forse è un esercizio che ti potrei suggerire di fare, tanto per mettersi nei panni dell’altra sponda. Potrebbe essere molto divertente e anche istruttivo. 🙂

        Rispondi
        • 20 Luglio 2020 in 17:48
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          Ne sono certa. Ammiro molto voi che scrivete cose di fantasia. Come fate? Io non riuscirei mai! E sì, mi piacerebbe cimentarmi in tante cose anche molto diverse tra loro, ma è già tanto se riesco a fare quello che faccio :*

          Rispondi
          • 22 Luglio 2020 in 17:12
            Permalink

            Scrivere cose di fantasia okay, ma nel 99% dei casi, a meno che non si usino droghe, si parte sempre da qualcosa di vero e concreto che si conosce bene, anche perché altrimenti il processo creativo sarebbe davvero molto, molto più faticoso da portare avanti. 🙂
            Per esempio tu potresti scrivere immedesimandoti un po’ nel tuo compagno e sono certo che verrebbe fuori qualcosa di almeno in parte realistico. 🙂 :*

            Rispondi
            • 22 Luglio 2020 in 16:15
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              Però non sempre, pensa a Salgari che non era mai uscito dal paesello e ha scritto di tigri esotiche 😁 Ecco, no, di scrivere nei panni di qualcuno che conosco non mi permetterei: troppo timore di fraintendere o interpretare male. O turbare. Meglio di no 😁

            • 22 Luglio 2020 in 18:36
              Permalink

              Se non ricordo male però Salgari si documentava su quei luoghi, si chiudeva in biblioteca. In ogni caso mi riferivo più ai caratteri delle persone/personaggi che altro, quando dicevo di prender spunto dalla realtà.
              Eh, sì, la possibilità di esser fraintesi esiste sempre quando ci si ispira a qualcuno, purtroppo. Io dico sempre, comunque, che lo scrittore mente sempre, anche quando dice la verità, perché quando compone un testo è come se creasse una realtà parallela che non sarà mai in grado di descrivere esaustivamente qualcosa di sfaccettato, come una persona, ma anche un paesaggio. 🙂
              (mi è appena venuto un deja-vu. forse abbiamo già fatto discorsi simili in precedenza)

      • 17 Luglio 2020 in 18:33
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        Bellissimo questo articolo! E io che pensavo ti chiamassi Lucia come me (Lucy)😅
        Sai che non ho mai fatto ricerche al riguardo? Non so che connotazioni abbia il mio nome negli altri paesi… mi hai fatto venire la curiosità!
        Comunque oltre ad una nipotina conosco diverse Giulia, è un nome che negli ultimi anni come dire… “va di moda”!

        Rispondi
        • 17 Luglio 2020 in 17:36
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          Ciao Lucia, grazie! 😊 Eheh no, Lucy si chiama così per puro caso 😊 È sempre interessante scoprire le connotazioni diverse dei nomi!

          Rispondi
  • 17 Luglio 2020 in 17:33
    Permalink

    Ho una Giulia nella mia vita che ha un ruolo importantissimo, visto che la considero la mia seconda mamma. A prescindere da com viene “strapazzato” nelle varie lingue, per me rimane uno dei nomi più dolci e femminili che esistono 😀

    Rispondi
  • 17 Luglio 2020 in 19:44
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    Citerei anche le automobili, Giulia e Giulietta, per non parlar delle Alpi Giulie che si chiamano giù-lie anche se le loro cime si dovrebbero chiamare su-lie (per coerenza)!

    Rispondi
    • 20 Luglio 2020 in 11:49
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      Ma infatti il fatto che una regione si chiamasse (anche) come me mi ha sempre lasciato stranita 😅

      Rispondi
  • 20 Luglio 2020 in 04:53
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    Questo post me lo ero perso durante la varie letture! Deve essere divertente avere un nome come il tuo alla fine puoi cambiare personalità ed essere una persona diversa ovunque!

    Rispondi
  • 22 Luglio 2020 in 01:12
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    eheh, simpaticissima!
    ne conosco una di Giulia che racchiude tutte le varianti caratteriali che hai descritto, un caleidoscopio onomastico e di personalità 🙂
    ml

    Rispondi
    • 22 Luglio 2020 in 14:52
      Permalink

      Ciao Massimo, grazie! 😊Mi piace sapere che c’è questa altra Giulia da qualche parte. 🙃

      Rispondi
  • 24 Luglio 2020 in 15:56
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    Ciao Giulia, a me il tuo nome piace molto 🙂 pensa che volevo chiamare così mia sorella, ma poi i miei hanno scelto Francesca, un altro nome che mi piace moltissimo.
    Quando insegnavo inglese ho avuto una studentessa russa con il tuo stesso nome, ma lei lo pronunciava Iulia, con la i. Mentre la pronuncia del tuo nome in versione spagnola – Julia, con la j aspirata – (sarà perché amo la Spagna e tutto ciò che ad essa è relazionato), mi piace moltissimo.

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    • 25 Luglio 2020 in 19:51
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      A me fa un po’ ridere in spagnolo, come tutto il resto di questa lingua in effetti. Ma non in senso cattivo, mi mette allegria! 😄 In russo effettivamente la versione Iulia è corretta. Per questo adoro il fatto che se sei straniera e con un altro suono, loro lo creino per te invece di usare la loro versione. 🙂

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  • 25 Luglio 2020 in 17:34
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    Proprio l’altro giorno pensavo di conoscere davvero tante “Giulia”. Di per sé, ho ragionato sul fatto che ci sono davvero un sacco di nomi ricorrenti nella mia vita per alcune persone davvero importanti. Cmq, ti posso dire che anche chiamarsi Giovanna ha un sacco di svantaggi quando sei all’estero.

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  • 10 Agosto 2020 in 05:57
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    Che bel nome! mio nipote si chiama Giulio e adoro questo nome: mi sa di antico romano, di gens Julia ecc… troppo erudito? Forse; ma certe cose si sedimentano nei nomi e ne cogliamo l’eco.

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