Quando tutto va in fiamme. Cambiare vita dopo un trauma

L’Australia in questi giorni sta bruciando come non mai. La zona di Sydney (e non solo) è circondata dai bushfires, gli incendi, il cui livello di pericolosità è definito ufficialmente catastrofico. Ci sono alcuni morti, parecchi feriti e tante persone che non hanno più un tetto. Colonie di animali spazzate via, incenerite. Cose che non riesco nemmeno del tutto a immaginare.

incendi in australia dal tg pompieri che spengono il fuoco
Screenshot dalla tv australiana, stamattina

Purtroppo riesco invece a immaginare alcune cose che potrebbero accadere, da ora in poi, nella vita delle persone coinvolte.

Nella sua melensa funzione “hai un ricordo da rivivere oggi”, Facebook mi ha fatto ricomparire un post che avevo scritto sul mio profilo in data 13 novembre-un anno dopo, cioè nel 2016. Lo pubblico qui perché credo rimanga attuale e universale. Perché la vita è imprevedibile, e qualche strumento in più non guasta. Ecco il post.


Dai traumi, anche grossi, si guarisce. E si può guarire bene. Appena accadono, e anche dopo un bel po’, vi direte che la vita non sarà più la stessa, che non tornerete mai come prima, che rimarrete scissi tra un “prima” e un “dopo”. Falso.

All’inizio sarete talmente in shock che non capirete a fondo. Penserete che va tutto bene perché il peggio è scampato. A chi vi ama e vorrà starvi più vicino, risponderete “no no, non c’è bisogno”, e glielo impedirete. Errore.

Non restate soli. Non abbiate paura di chiedere. Non stupitevi del fatto che tutti siano sconvolti tranne voi: hanno ragione loro, siete voi che siete dissociati (nel senso medico, non così per dire). Googlate PTSD e iniziate ad imparare su di voi.

nuvole infuocate e apocalisse

Il malessere si esprime anche con sintomi fisici: è normale, e durerà più del previsto, non sarete preparati abbastanza. Anche il cervello si può “ammalare”, solo che lo si sa di meno e fa paura; ma tutto passa. Aprirete Youtube pensando “Adesso mi ascolto un po’ di musica” e non saprete più su cosa cliccare perché la vostra personalità sarà talmente frantumata che non vi ricorderete nemmeno cosa vi piace… solo il vuoto. Dovrete riapprendere un sacco di cose di voi stessi. In questo senso dicono: “ricostruzione”.

Fatevi curare, è fondamentale. Prendetevi il vostro tempo, anche se non coincide coi tempi della società, del vostro lavoro o delle altre persone, prendetevi quel tempo solo per voi, per guarire, per risollevarvi. Anche a costo di restare improduttivi mentre tutto intorno a voi gira come al solito, prendetevi cura di voi stessi, in tutti i sensi. Sarà lunga e vi sembrerà tempo sprecato, invece sarà il più prezioso di tutti. Il peso dell‘orrore che avete vissuto va fatto uscire in un modo o nell’altro, finché non ne rimarrà sempre meno e non vi alleggerirete dentro e fuori.

Se una terapia non va bene, cambiate, provatene un’altra, là fuori c’è qualcosa di adatto a voi, fatevi aiutare. E una terapia adeguata non solo può aiutarvi, ma può farvi stare pure meglio di come stavate prima del trauma, ho visto miracoli in questo senso. Lunga vita ai professionisti della salute mentale.

croste con sotto fuoco e lava

Abbiate ben presente di essere soggetti temporaneamente deboli, più di quanto immaginiate, e che là fuori vorranno approfittarsi di voi in vari modi. Proteggetevi da queste persone. Dalla curiosità morbosa. Da chi insiste per lo scoop. Dalla sociopatia (tipo di chi dice di aver vissuto la stessa cosa vostra per starvi vicino e poi viene fuori che invece non è vero: ci sono mentecatti che inventano ogni cosa. Indagate). Da chi cerca una qualsiasi scusa per lamentarsi, una spalla su cui piangere, ma solo una spalla qualsiasi, non il resto della vostra persona. Da chi cerca di provarsi cose tramite voi. Da chi è semplicemente una persona triste, ma voi siete troppo scossi per capirlo e vi fate andar bene tutto. Da chi invece dice che va tutto bene e fa come se niente fosse: questi sono i peggiori e i più perturbati. Vorranno sentirsi meglio grazie a voi, perché stavano già male prima, con se stessi, e per loro niente cambierà, non sapranno approfittare della meravigliosa occasione di consapevolezza che viene loro offerta. Cercheranno di buttare giù voi, ma voi vi rialzerete, mentre loro in alto non ci sono mai stati. Cercate i vostri simili, ce ne sono di meravigliosi e potranno arricchirvi un sacco.

Col tempo vi rassicurerete; scoprirete – se già non lo sapevate – che le cose da temere sono davvero poche, e che potete fare tutto, anche quello che non avevate mai preso in considerazione, e prenderci gusto. Che è sempre possibile cambiare e ricominciare su nuove basi, che “è troppo tardi” è una menzogna, e che siete liberi, liberi. Che tutto è ancora più imprevedibile di come sembra e che questo non è male, ma un bene. Che è bello farsi portare un po’ di qua e un po’ di là dalla vita. Che bisogna saper accettare, e cercare di trarre il meglio anche dalla merda. Che il bicchiere è mezzo pieno. Ci sarà chi non vi capirà e giudicherà le vostre nuove scelte, ma non lasciate che diventi un problema vostro.

Occupatevi, oltre che di voi stessi, anche di chi vi sta vicino. Anche loro saranno perturbati, e in modo ancora più sotterraneo, perciò è essenziale che anche di loro ci si prenda cura. Aiutateli a riconoscere questa necessità.

E non temete, mai. Andrà bene, e pure meglio, e se sapete come prenderla persino benissimo.

pompieri che spengono il fuoco con piantina e speranza

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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

104 pensieri riguardo “Quando tutto va in fiamme. Cambiare vita dopo un trauma

    • 12 Novembre 2019 in 20:27
      Permalink

      Ciao Giovanni, grazie! Se mi fa piacere parlarne è anche perché io stessa ho fatto molta fatica a informarmi su certi argomenti, che, appunto, sono spesso lasciati “ai margini”, soprattutto in italiano. Aiutare a far capire che certe cose esistono e sono, pur nel male, “normali”, mi alleggerisce doppiamente. Baci!

      Risposta
    • 13 Novembre 2019 in 03:19
      Permalink

      Hai proprio ragione quando dici che è importante non isolarsi. A volte pensiamo che riusciremo a superare i nostri traumi da soli invece dobbiamo ricordare che siamo “animali sociali” e accettare anche un aiuto “professionale” se necessario.

      Risposta
      • 13 Novembre 2019 in 09:45
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        Verissimo! Soprattutto sull’ultimo punto c’è un sacco di disinformazione in Italia, tante persone ancora pensano male degli psicologi. Certo ci sono persone che lavorano male come dappertutto, e la materia è particolarmente delicata, ma un terapeuta bravo che ti aiuta non ha prezzo!

        Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 17:00
    Permalink

    Io ho dei prima e dopo, però riguardano la salute fisica compromessa, perciò non posso più tornare come prima. Sto meglio, sì ma la ferita inferta alla psiche resta e a ogni nuovo malanno, sono sempre meno capace di reggerne il peso.

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 15:11
      Permalink

      Anche io credo che i danni fisici siano i peggiori, perché impediscono una ripresa “ come prima” e perché la psiche fa fatica ad adattarsi ad un corpo “ nuovo”. Ammiro Lucy per il lavoro che fa su stessa, ha vissuto una esperienza pazzesca. Credo che queste ferite dell’anima o del corpo portino le persone a guardarsi meglio più degli altri.

      Risposta
      • 12 Novembre 2019 in 15:39
        Permalink

        Ti ringrazio tanto per queste parole. Effettivamente nel momento in cui sei costretto a capire cosa ti succede, ti sensibilizzi verso questioni che prima magari non ti interessavano nemmeno. Certo con i danni fisici e le funzionalità compromesse, l’aspetto, ecc., non posso immaginare quanto sia più complicato curarsi. Tutte le persone ferite nell’attentato che ho conosciuto, ad esempio, erano molto più “indietro” da un punto di vista dell’elaborazione del trauma, proprio perché prima dovevano concentrarsi sul guarire il corpo o riabituarlo in altri modi, il che poteva anche non lasciare spazio a nient’altro.

        Risposta
        • 17 Novembre 2019 in 21:00
          Permalink

          Post Bellissimo al quale si può dire tutto tutto o rimanere in silenzio ♥️ Io posso solo confermare che isolarsi è sbagliato e l’ho provato personalmente. Nel momento in cui ho deciso, non so come, di tornare a comunicare sono anche tornata a vivere ed affrontare tutto..

          Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 15:36
      Permalink

      Elena, tu hai avuto un incidente stradale giusto? Certo per i malanni e ferite fisiche il discorso si fa più tangibile 🙁 Mi dispiace 🙁 E capisco anche il discorso della sopportazione che con il passare del tempo si allenta. 😘

      Risposta
      • 12 Novembre 2019 in 17:04
        Permalink

        Forse ti riferisci a Cuoreruorante. Io ho due malattie autoimmuni collegate. La manifestazione è stata drammatica perché sono finita in ospedale con il fegato ‘mangiato’ dai miei anticorpi. Senza farla lunga dosi di cortisone che mi hanno cambiato la fisionomia per anni. Si è associata l’artrite reumatoide che, sebbene controllata, mi ha creato altri problemi. L’osteoporosi conseguente a cortisone e artrite mi ha predisposto alle fratture. Due piatti tibiali rotti in momenti diversi, uno operato. Le gambe sono brutte perché le ginocchia ora sono un po’ deformi e divaricate oltre che più deboli. Porto scarpe basse e con difficoltà perché i piedi sono un po’ deformati e ovviamente non metto più le gonne. Il cortisone mi ha alzato la pressione arteriosa e degli occhi, a uno per questo ho avuto problemi. Detto ciò, non sembro un mostro, anzi l’immagine che do di me è giovanile e sorridente. Nessuno vuole avere a che fare con quello che mi porto dentro.

        Risposta
        • 12 Novembre 2019 in 22:38
          Permalink

          Perdonami, non sapevo di tutto questo. Ricordavo un tuo commento su Orme Svelate in cui parlavamo dei luoghi del trauma, e mi dicevi di due posti dove hai avuto un incidente, pensavo ti riferissi a quello. Certo che il tuo corpo ti tratta bene eh!! Mamma mia Elena 🙁 Mi dispiace tanto anche per la tua ultima frase. Il mondo di oggi fa davvero fatica ad accettare la sofferenza, le richieste più o meno implicite di aiuto. Eppure il nostro essere tutti umani e fragili potrebbe essere proprio la chiave per farci uscire dall’isolamento e dalla reificazione.

          Risposta
          • 12 Novembre 2019 in 22:52
            Permalink

            Scusa se trovi replicato il commento, ma stamane il tuo blog non li accettava. Sì, il mio corpo mi tratta male e spesso mi domando perché, visto che l’elenco che ti ho dato non è neanche completo. A parte mio marito, non faccio affidamento su nessuno perché anche chi volesse aiutarmi, poi ha mille impegni. Del resto sono stata sempre autonoma fin da bambina. Da parte mia non sono molto di aiuto agli altri fisicamente, però sono sempre pronta ad ascoltare e a cercare soluzioni. Per lo studio anche aiuto chi me lo chiede e spesso regalo il mio lavoro intellettuale.

            Risposta
        • 13 Novembre 2019 in 00:59
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          Già condividere una cosa che sai fare è una bella cosa 🙂 Mi dispiace che la gente si defili, una richiesta d’aiuto in questo mondo è diventata un atto di coraggio, circondati come siamo da gente che, troppo spesso, non sa nemmeno più domandare e ricorre all’uso del passivo/aggressivo – o al fare la vittima gratis, o all’imporsi. Essere autonoma comunque è la cosa migliore che tu possa fare, anche rispetto a una realtà desolante.

          (Quanto al blog e ai commenti: non è che non partono, ho l’approvazione manuale. Di solito ho il telefono vicino a me, quindi li approvo al volo e me li leggo bene poi dopo appena ho tempo… Ma a volte no, rimangono in “coda” e tu non li vedi, ma ci sono! Aspettano solo che io mi svegli dal pisolino e li recuperi – in qualche altro caso meno frequente finiscono in spam, ma dopo un po’ li trovo e libero anche loro :).

          Risposta
          • 13 Novembre 2019 in 01:05
            Permalink

            Grazie per il chiarimento sul funzionamento del tuo blog e scusa se ti ho bombardato con la stessa risposta. Adesso lo sono e non ti stalkerizzo più. Per il resto faccio quello che posso. Ho fatto più di dieci anni di volontariato per le mamme povere o in disagio, dopo che le malattie mi hanno impedito una vita più attiva e non è mancato l’impegno nella formazione dei volontari. Poi adesso scrivo gialli 😂😂😂

            Risposta
            • 13 Novembre 2019 in 09:57
              Permalink

              E’ fantastico che tu scriva. Io al di là del blog non ho proprio ispirazione per nulla 🙂 E complimenti per il resto delle cose che hai scritto ;*

            • 13 Novembre 2019 in 20:58
              Permalink

              Lo prendo come un bel complimento, del quale ti ringrazio, ma no… Niente di simile 🙂 Andare in giro a far domande alla gente… Mi stanco solo al pensiero! 😀

            • 13 Novembre 2019 in 21:06
              Permalink

              😀 Non sempre i giornalisti fanno domande, scrivono anche articoli di vario genere. Io ho scritto articoli per 12 anni e non ho mai fatto domande.

            • 13 Novembre 2019 in 23:14
              Permalink

              Ahah, sapevo che lo avresti detto, e hai fatto bene perché hai ragione! In effetti credo che scrivere articoli sia un mestiere bellissimo. Se mi capitasse lo farei con piacere, ma… non è mai capitato 😀 Sarebbe bello già riuscire a scrivere più regolarmente sul blog, ma poi c’è anche la vita là fuori che chiama!

            • 14 Novembre 2019 in 00:51
              Permalink

              Sicuramente la vita reale viene prima ma, visto che scrivi così bene, potresti proporre di fare la corrispondente per articoli di colore dall’Australia, come garanzia di riuscita il tuo blog, oppure raccogliere i tuoi articoli riorganizzandoli e creando un fil rouge pubblicare un libro, magari su Amazon. Anche sotto forma di un romanzo.

            • 14 Novembre 2019 in 14:51
              Permalink

              Ci ho pensato, sai? Lo farò, forse, se e quando sarò guarita di più. Adesso non ne avrei proprio le energie. Comunque ancora ;* !

        • 13 Novembre 2019 in 04:14
          Permalink

          E che palle però, si può dire?
          Un abbraccio, qui, tra conoscenti 🤗

          Risposta
    • 15 Novembre 2019 in 18:48
      Permalink

      Di solito i tuoi articoli mi fanno morire dalle risate, e anch’io riesco a commentare in maniera ironica. Oggi invece mi sono ritrovata nella tua corrente di pensiero. Ho avuto un lutto gravissimo, dal quale non riuscivo a venir fuori. Invece ho lavorato solo su me stessa, con caparbia. Sul fisico e sulla mente, con diverse strategie. Il risultato è adiuvato. C’è voluto tempo. Ma ho vinto. Ora sono serena

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 17:33
    Permalink

    La cosa che più mi ha fatto riflettere del tuo bellissimo post è che in questi casi si debba allontanare quelli che cercando o fingendo di aiutarci, in realtà ci strappano l’ultima energia. Credo che tu abbia ragione: in questi casi così difficili quelli simili a noi sono i soli che possono capire

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 20:37
      Permalink

      Ciao Anto, ci sono situazioni così limite che solo chi ci è passato può capire. Il problema però è che, quando si tratta di traumi e quindi di identità indebolite (quando non frantumate), da un lato aumenta l’empatia, ma dall’altro si abbassano molto le difese. Il rischio sta lì!

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 17:37
    Permalink

    Brava Lucy hai fatto bene a ripubblicare questo post, le cose vanno dette e ridette perché in queste situazioni tutto può servire. Grazie 😘

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 15:42
      Permalink

      Grazie a te Anna ♥️ Effettivamente nemmeno io ricordavo alcune di queste cose!

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 18:15
    Permalink

    Grazie di queste parole. Mi hai fatto riflettere su molte cose, soprattutto sul fatto che non bisogna solo concentarsi su se stessi, ma anche allontanarsi dai “succhiatori di vita”, da quelli che sono nocivi per la nostra salute mentale, che si nutrono del nostro malessere.

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 20:22
      Permalink

      Il problema è che identificare le persone che si nutrono del nostro malessere, a tutti i livelli, non è una cosa immediata. Poi con l’età e l’esperienza si migliora, ma quante energie sbattute via! Io ora sono abbastanza brava a dire il vero, ma questa esperienza mi ha messa a dura prova!

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 18:39
    Permalink

    Detesto gli incendi. Il mio fisico mi avverte (dà l’allarme) appena nell’aria c’è anche una lieve puzza di bruciato, mi si accelera il battito cardiaco (poi a seconda dell’intensità posso stare anche molto molto male). Ormai anche quando vedo alla tv che qualche coglione (perché giusto un coglione lo farebbe nel 2019) accende una brace, non posso guardarlo e devo cambiare canale…
    Per quanto riguarda il resto, si tende a pensare che un male fisico sia peggiore di uno psicologico, ma non è così. Certo, se uno perde l’uso delle gambe non potrà mai riottenerle, ma se uno perde l’uso della ragione, non è mica così scontato che possa sempre guarire, no? Quindi io non farei una classifica di quello che fa più male, sono entrambi disagi invalidanti.
    Bellissime le tue parole sulla malattia psichica.

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 20:35
      Permalink

      Ti ringrazio, era giusto un vecchio post personale ma i commenti positivi che avevo ricevuto mi hanno spinta a pubblicarlo. Nemmeno io farei una classifica, certamente, anche perché poi ognuno di noi ha una soglia di tolleranza diversa. Però avere un danno fisico penso sia un’esperienza di tutt’altro livello (al di là dei casi estremi in cui la ragione ci abbandona, che sono atroci), perché ti invalida di più, perché coinvolge anche il tuo involucro esterno che è parte della tua identità, perché come scrive Elena qui sopra la mente viene provata dal dolore, e si indebolisce.
      Quanto ai fuochi, l fenomeno doloso/o degli imbecilli che hanno comportamenti a rischio, in Australia esiste molto meno, questi incendi sono quasi tutti di origine spontanea dovuti al clima/meteo. Ottima difesa quella del tuo corpo. Il mio fisico invece è sbadato e in più occasioni, tipo in cucina o con qualche candela, ho rischiato di avere comportamenti piromani. Mi sono spaventata un sacco, ora non accendo neanche un accendino se non ho la sicurezza al 100% che è sicuro farlo!

      Risposta
      • 12 Novembre 2019 in 21:17
        Permalink

        Penso che il tuo post aiuterà tante persone e darà loro anche fiducia. 🙂
        Rispetto il vostro pensiero ma non lo condivido in pieno, per quanto concerne la differenza tra problemi fisici e psichici. Detto che gli uni possono generare gli altri, in entrambi i sensi, sottovaluti un pochino quanto possano essere devastanti quelli psichici, ma forse questo è anche un buon segno, nel senso che il tuo disagio, per quanto delle volte possa sembrarti grande, non trovi che sia insopportabile…
        Il mio fisico è tutto strano. I medici non se lo spiegano. Diciamo che ha dei lati molto negativi, ma anche positivi. In ogni caso mi costringe a percepire la realtà e comportarmi in maniera differente da una persona comune (la quale semplicemente se ne sbatterebbe di tutto e basta). Hai nominato le candele profumate… Per esempio, il mio fisico non le tollera. Se le respiro troppo a lungo mi potrebbe venire un infarto. Mi alzano la pressione e quando mi è capitato mio malgrado si essere sotto i loro effetti, io, che solitamente avrei la pressione bassa, sarei potuto stare tranquillamente a digiuno. Per non parlare che mi era molto difficoltoso dormire, quasi impossibile. E per fortuna che sono abbastanza intelligente e ho capito la vera causa di quello che mi prendeva! Sennò a quest’ora ero sotto psicofarmaci!

        Risposta
        • 12 Novembre 2019 in 21:54
          Permalink

          Meno male… io sono sotto psicofarmaci 😀 Che poi anche su questo c’è un gran tabù e stigma. Si pensa – e lo so bene perché da giovincella sprovveduta l’ho pensato anch’io – automaticamente alle casalinghe disperate che mandano giù pillole per sopportare l’esistenza. Ma prima o poi anche questa percezione cambierà, spero! Fermo restando che come tutti i medicinali, sarebbe molto meglio non averne bisogno 😀
          Che cosa strana quella tua delle candele. Meno male che te ne sei accorto! Comunque sono abbastanza fiduciosa che l’avere una diversità di qualche tipo, fisica o psichica che sia, stia trovando e troverà sempre più spazio nel mondo. Però i primi a dovercene occupare siamo noi.
          Sulle ferite psichiche e fisiche la penso così per una sorta di pudore: non conoscendole entrambe se non indirettamente, non saprei dire. Conta che qui avevo in mente soprattutto ferite fisiche particolari derivanti da incidenti violenti, appunto traumi. Discorso molto interessante, credo che chiunque legga avrebbe qualcosa da aggiungere 🙂

          Risposta
          • 12 Novembre 2019 in 22:58
            Permalink

            sono abbastanza fiduciosa che l’avere una diversità di qualche tipo, fisica o psichica che sia, stia trovando e troverà sempre più spazio nel mondo. Però i primi a dovercene occupare siamo noi.
            Amen. Non so cosa stia facendo o voglia fare il mondo prossimamente, ma so che finché non calpesto nessuno, magari anche inavvertitamente, finché mi ricordo di guardare le persone sapendo che sono persone ho fatto il mio e posso morire in pace. Possibilmente più avanti, eh, ma comunque in pace.

            Ho iniziato ieri (beh, quella di ieri è un’introduzione e basta ma okay) a raccontare della mia / nostra malattia. In realtà svuoterò il sacco con tutti i traumi di vario genere e tipo collezionati fino ad oggi.
            Non vuole essere una terapia, ma lo sarà in ogni caso – e funziona da subito: ho già provato sollievo e nausea a corrente alternata, scrivendo.
            A farmi decidere hai contribuito anche tu, e l’ho scritto – scusa, non è pubblicità occulta: ma voglio essere sicura che tu lo sappia:

            http://lecoseminime.home.blog/2019/11/11/sono-un-mito-0-la-medicina-narrativa/

            Risposta
            • 12 Novembre 2019 in 23:29
              Permalink

              Ho dato una prima lettura e ho adorato, com’era ovvio. Però finché non me lo rileggo con calma e bene non ti commento. Per ora ti dico solo che hai fatto un passo fighissimo. E cuori.

            • 13 Novembre 2019 in 00:02
              Permalink

              Cuori, fiori, amori anche per te <3 🧡 🌻

          • 13 Novembre 2019 in 18:02
            Permalink

            Non volevo dire che essere “sotto psicofarmaci” sia una cosa per forza negativa. E’ chiaro che ci sono dei casi in cui aiutano molto. Di certo però è un problema se uno ha una malattia “fisica” e non sapendolo curare allora glieli danno! Detto questo, visto le mie esperienze, sono prevenuto verso la categoria dei medici, di tutti i tipi, che al più ritengo degli incapaci al soldo delle multinazionali dei farmaci. Ma non sto dicendo che non ci sia gente molto brava e anche umana tra essi.
            Le candele profumate, intendevo nel discorso sopra, non le comuni candele che per fortuna non mi causano alcun fastidio. Candele profumate che contengono un mucchio di sostanze tossiche e cancerogene, guarda caso… eppure sono disponibili sugli scaffali di ogni supermercato (ometto solito discorso anarchico contro lo Stato)!
            Sicuramente è molto istruttivo avere delle diversità. Per esempio sto imparando molto da un blog che seguo in cui c’è una donna autistica con due bambini autistici (o asperger). Mi obbliga a considerare sempre nuovi punti di vista…

            Risposta
            • 13 Novembre 2019 in 22:40
              Permalink

              Sono d’accordo, confrontandosi con il diverso si impara un sacco sugli altri ma anche su se stessi… Il famoso discorso sul “simile” che arricchisce ^_^
              Ma sai che me lo chiedo anch’io perché siano in commercio le candele profumate? Sono tossiche! Pensa che per chi ha un uccellino in appartamento, la candela profumata è letale (per l’uccellino) °_°
              Sì sì, avevo capito in che senso parlavi degli psicofarmaci, facevo un po’ di autoironia (malriuscita). Visti i dati di quanto si prescrivono, comunque, effettivamente sembra che a molte persone vengano dati così, in mancanza di voglia di indagare ulteriormente 🙁

            • 14 Novembre 2019 in 18:17
              Permalink

              Vabbè, non resisto… Una cosettina anarchica te la devo dire! Vedi, le candele profumate sono in commercio per lo stesso motivo per cui anche le vaschette di alluminio sono in commercio (tossiche anche quelle! ormai si sa!), che è lo stesso per cui le sigarette sono in commercio (anche se qui ci sono delle notevoli aggravanti), che è lo stesso per cui sono in commercio dei ventilatori che gli mancano le viti giuste per montarli, che è lo stesso per cui sugli scaffali dei supermercati si trovano dei prodotti alimentari che provengono dall’altra parte del mondo che però contengono quantità tali di sostanze nocive che da noi non sono ammesse per legge, che è lo stesso per cui in pratica ci arrivano (sempre dall’altra parte del mondo) magari delle mutande realizzate da gente schiava che lavora 16 ore al giorno e deve pure trattenersi dall’andare in bagno se gli scappa… Il motivo è che lo Stato non è quella cosa che ci dicono che sia, realizzata per fare i nostri interessi, per proteggerci e in generale per fare le cose coscienziose secondo le regole! Tutt’altro! Lo Stato è solo un gruppo di persone, che si credono un’elite, che si sono messi insieme per amministrare il Potere, che tradotto vuol dire arricchirsi, facendo finta di pensare al Bene comune! Capito?! Io ormai ritengo lo Stato una mafia legalizzata (nel senso che loro hanno stabilito che hanno ragione, anche se non l’avrebbero mai), tra l’altro in realtà la mafia più pericolosa di tutte. Che ti uccide e ti umilia in mille modi, legali, dal loro punto di vista.

            • 14 Novembre 2019 in 16:36
              Permalink

              Da un lato sarei anche molto d’accordo. Dall’altro però noi umani abbiamo bisogno di delegare il potere a qualcuno, a un livello così complesso della società. Non dico che ciò sia buono o giusto, ma è quel che accade. Poi il potere se ne approfitta, poi viene rovesciato, poi se ne crea un altro… E via così per tutti i secoli dei secoli amen 🙂

            • 14 Novembre 2019 in 23:14
              Permalink

              Un classico. Mi dicono: avresti pure ragione tu però… che ci vuoi fare? Il mondo va così… Non puoi mica cambiarlo.
              Da notare che un tempo, quando qualcuno poteva dirmi cose simili a quelle che sostengo oggi io, lo pensavo anche io che questo mondo era così e andava accettato e basta. Ma mi sbagliavo. Il mio modo di pensare era una faciloneria. Adesso che sono fuori dal flusso di una vita preordinata vedo le cose molto più chiaramente di prima. Però non so se augurarti un cambiamento di questa portata. Ti posso anche augurare di esser un po’ meno consapevole, se ci guadagni un po’ in felicità. ❤

            • 15 Novembre 2019 in 06:57
              Permalink

              Eh ma la pars denstruens è facile, my friend. Quindi? Pars construens? 🙂 Che poi, vita preordinata… Penso che anche tu sia cittadino italiano che rispetta la legge. È facile avere pensieri, finché restano nella testa. 😛

            • 15 Novembre 2019 in 18:11
              Permalink

              Penso che ci allarghiamo troppo se ti rispondo. Poi finisce che ti annoio parlando solo di anarchia… 😉 Comunque è divertente discorrere con te perché prima o poi sono sicuro che te ne uscirai sempre con qualche citazione più o meno colta, che un tempo avevo studiato ma non ricordavo, oppure parole straniere o italiane che non conosco, o qualche acronimo di voi giovani d’oggi! 😀

            • 15 Novembre 2019 in 16:13
              Permalink

              Eheh 🙂 (non scrivo altro perché sono a un concerto e ho appena avuto una crisi d’ansia, yay!🤦)

            • 15 Novembre 2019 in 23:00
              Permalink

              Spero che la tua crisi d’ansia sia passata, piccola! ❤ Credo che andare a un concerto possa agevolare una crisi di questo tipo (almeno in me). Una volta avevo un esame importante all’università. A un certo punto, ero lì che scrivevo e il cuore improvvisamente ha cominciato a pompare forte! Per fortuna avevo quasi terminato! Mi sono sbrigato a consegnare, poi mi sono fatto una passeggiata. Mi sono chiuso in bagno cercando di fare lunghi respiri ma niente, il cuore continuava a pompare forte. Avevo paura che da un momento all’altro potesse scoppiarmi, ma in realtà, oltre quella strana sensazione, non ero affannato e non pativo altri problemi, tanto che gli altri mi resi conto che non si erano accorti di nulla. Solo, io faticavo a stare fermo. Per farmela passare ho dovuto pranzare abbondantemente (senza verdure, però!) e poi mi sono pure disteso sul letto. Secondo te ho avuto una crisi d’ansia, un attacco di panico, o altro? 😉 Stai meglio adesso?

            • 16 Novembre 2019 in 12:00
              Permalink

              Grazie, sì sì è durata poco, poi essendo una situazione in cui potevo aspettarmelo non ci ho dato peso 🙂 Da quello che mi racconti non saprei. Certo che memoria! 🙂 Forse solo una strana tachicardia? L’attacco di panico è molto più invalidante di quello che sembrerebbe dal tuo scritto, e anche quello d’ansia ti manda in vacca la sfera cognitiva. Esempio: ieri, mentre cercavo di calmarmi, un signore di una charity mi ha chiesto se gli sottoscrivevo un modulo o per beneficienza, ma io non riuscivo a capire proprio niente e l’ho scacciato in malo modo (non è vero dai, in realtà ci siamo pure messi a parlare). Dovresti ricordarti se riuscivi a essere lucido o no.

            • 16 Novembre 2019 in 16:38
              Permalink

              Io sono tutto strano! Ho cose che i medici non capiscono! Sì, ero abbastanza lucido, altrimenti non sarei riuscito a completare il compito di matematica. Però mi spaventava che il mio cuore si comportasse in quella maniera. In realtà credo si sia trattato di una cosa inerente proprio il battito cardiaco. Delle volte mi succede dopo dei periodi in cui ha battuto “male”. Allora… hai presente quelle macchinette giocattolo che gli dai la carica e poi quando le lasci andare schizzano via? Secondo me è una cosa del genere. Un meccanismo naturale del mio cuore per compensare alcune anomalie…

            • 16 Novembre 2019 in 16:46
              Permalink

              Infatti ho pensato subito a una cosa del genere. Certo il tuo medico sarà felice di vederti… quel che si dice challenging! 😉

            • 16 Novembre 2019 in 16:59
              Permalink

              Il mio ex medico una volta l’ho guardato storto in strada (perché è stato sempre un pessimo medico, e lui lo sa bene, e infatti è odiato da tanti altri suoi pazienti). Da allora, le volte che lo incontro, ha paura di me, che gli possa far del male. 😀

            • 16 Novembre 2019 in 17:10
              Permalink

              A proposito, ti volevo chiedere una cosa, poi il discorso ha preso altre strade… Ho conosciuto un paio di persone che stanno “sotto psicofarmaci” (e anche “sotto un treno”). E non so cosa gli danno ma uno faticava palesemente pure a camminare, l’altro dichiarava di essere così stanco da non riuscire neppure a leggere il giornale. Ora, è inutile che mi fai nomi di farmaci che tanto non li conosco, ma anche tu prendi questa roba che ti butta così giù il fisico oppure quello che prendi tu non c’entra niente con queste porcherie?

            • 16 Novembre 2019 in 17:17
              Permalink

              OMG! Diciamo che il problema è molto conosciuto. La depressione tra i primi effetti ha la grossa stanchezza fisica che può arrivare anche ad affaticamento e rallentamento motorio. I farmaci che dovrebbero aiutare il cervello (la categoria antidepressivi, da non confondere con gli ansiolitici), tra gli effetti collaterali hanno proprio… questi stessi effetti. Quindi cos’è la malattia e cos’è la cura? Non lo so. Su di me questa cosa della stanchezza fisica ha sempre avuto parecchio impatto. Nei periodi peggiori mi girava la testa anche a fare 30 metri. Però se senza farmaci sarebbe cambiato qualcosa non te lo so dire. Poi c’è il discorso delle benzodiazepine, potrebbero essere pure quelle. Per fortuna io le uso solo come emergenza molto raramente. Però anche quelle possono rallentare così. Sono farmaci che variano molto in base alla persona, per questo non ci sono ancora informazioni così definite. In ogni caso per queste persone non è un ottimo segno 🙁

  • 12 Novembre 2019 in 18:42
    Permalink

    C’è tanta di quella materia su cui riflettere in questo post che non me la sento nemmeno di incominciare a buttarti lì delle parole. Rimugino e più rimugino più mi incartono tra un pensiero e l’altro. Mettere nero su bianco quello che passa per la testa-cuore è a volte inumano, meschinamente riduttivo, e finisce in retorica o falsità.
    Mi limito a dirti che questo post sarebbe da conservare e rileggere ogni tanto perchè la condizione (fragilità) umana è quella che è.
    Sei una bella persona, sintesi.

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 20:49
      Permalink

      Sei sempre tanto buono con me, grazie Guido, di cuore! In effetti questo post, nato come semplice status di Facebook, condensa molte, troppe cose, non sviscera, lascia lì e basta. Sono passati tre anni da allora, e rileggendolo mi sono tornate in mente tante situazioni che ormai avevo dimenticato. Alla base c’è il mio interesse per la psicologia clinica, probabilmente… quando passi da certe cose poi vorresti approfondire 🙂 (Poi lo fai e… forse avresti preferito restare nell’ignoranza :D)

      Risposta
      • 12 Novembre 2019 in 21:44
        Permalink

        Non sono buono, cerco di essere obiettivo, conscio che “cogito ergo sum” vale fino a un certo punto, in realtà essendo noi tutti preda degli umori e di alchimie a noi stessi ignote eppure determinanti.
        Quello status su Facebook non è vero che lascia lì e basta. Approfondisce, eccome. Probabilmente, dopo tre anni, la tua elaborazione è proseguita e quindi oggi quel post può sembrarti come dici.
        Ma visto dall’esterno non è così. Ce n’è abbastanza e avanza.
        Certo, a volte avresti preferito restare nell’ignoranza, perchè -e qui il cerchio si chiude – nel nostro porre i vari elementi X, Y, Z… non teniamo conto della variabile UMORI (moti viscerali, chimiche metaboliche, influssi ambientali sia psichici che legati alla natura, alle stagioni, caldo, freddo, la buona o cattiva digestione… per esempio, non diceva quel tale che noi siamo quello che mangiamo?)
        Mente-corpo-spirito: se i tre elementi non sono equilibrati ecco il casino. E il fatto è che uno dei tre è sempre carente, influendo sugli altri. Ed ecco il problema: gli specialisti (psicoterapeuti o cardiologi…) vedono solo il loro campo, la loro grande utilità è anche il loro grande limite. Noi, tu, io tutti abbiamo il difficile compito di coordinarli. E qui sta il punto, la difficoltà.
        Ciao, una saluto anche dalla mia gatta, Tatablu, che cito non a caso, come campione di saggezza. (Alla faccia dei bipedi disgraziati umani)

        Risposta
        • 12 Novembre 2019 in 21:58
          Permalink

          Dolce e saggia Tatablu! Falle un carezzino per me. Per il resto non ho nulla da aggiungere perché quello che hai scritto mi sembra perfetto. Ce ne sono di medici che vedono la “big picture”, ma non sono la maggioranza, e l’ascolto sta diventando un bene sempre più centellinato.

          Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 20:42
    Permalink

    Davvero un articolo potente, spero che possa aiutare molte persone.
    Restare da soli per qualcuno può non essere una scelta.

    Risposta
    • 13 Novembre 2019 in 10:02
      Permalink

      Già 🙁 A posteriori mi sono resa conto che quando mi è successa quella cosa a Parigi non avevo nessuno, perché ero arrivata da pochissimo, non avevo amici o parenti… Le persone mi chiedevano perché non tornassi a Milano. A parte che avrei fatto esattamente il gioco di ‘sti stronzi assassini andandomene via, ma poi non capivo proprio che fosse necessario avere una rete di sostegno vicino, perché ero dissociata. Ma a posteriori mi è pesato molto e ha rallentato la mia guarigione.

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 20:50
    Permalink

    Te l’ho detto tante volte che non oso nemmeno immaginare cosa possa essere stato. Ma hai ragione su tanti livelli, non solo sul farsi aiutare, ma anche sul lasciare che chi ci sta intorno ci aiuti. Gli altri si sentono in colpa quando vedono unapersona che amano stare male. E aiutare loro, aiuta noi. <3

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 20:59
      Permalink

      Proprio così… Anche le persone vicine a qualcuno che sta passando un momento orribile sono impattate, e per loro la società non prevede alcun riconoscimento. Secondo me è un aspetto importantissimo invece. La salute mentale trascurata poi peserà più in là sui servizi sanitari (per ragionare nei termini terra terra dei report! :D)… Non ci guadagna nessuno!

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 22:07
    Permalink

    Grande! Sei un aiuto per tutti noi. Penso spesso a te, a quel che hai passato e a come è importante per me leggerti; ma oggi hai superato te stessa. Gli sciacalli lasciamoli perdere, quelli ci sono ovunque; nel caso in questione sono stati solo un pochino più bravi a celarsi – ma a Lucy non la fanno, no no!

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 20:55
      Permalink

      Eh eh <3 Invece per un periodo me l'hanno fatta eccome. Se ho tuttora seri problemi a fidarmi delle persone è anche per quei mesi, e anche di più, passati a contatto con gente che poi semplicemente non era chi diceva di essere. Sono cose che poi ti lasciano con un livello di allerta molto difficile da scollarsi 🙁 Fermo restando che è un fenomeno che come dici tu esiste in qualunque contesto sociale, purtroppo.
      Comunque ti ringrazio davvero tanto per quello che hai scritto. Amo tutta questa cosa del blogging, ma per me non sarebbe la stessa cosa se non sapessi che dall'altra parte ci sono persone reali, con le loro esperienze e sensazioni. Invece mi sento davvero fortunata... Quindi grazie <3

      Risposta
      • 12 Novembre 2019 in 22:39
        Permalink

        Non sono mai arrivata a sperimentare inganni così gravi, ma ti assicuro che sono molto ingenua e che la guarigione è lenta. Storie come queste accellerano il processo di guarigione :). Se si resta un po’ scottati, tutta salute, nel mio caso 😀

        Risposta
        • 12 Novembre 2019 in 22:48
          Permalink

          Che bel punto di vista 🙂 Allora nel tuo caso sì, se accade qualcosa che fornisca qualche difesa in più, pur restando un’esperienza sgradevole, quasi quasi ben venga! Ti risparmia altre sgradevolezze future 😀
          Io invece sono sempre stata piuttosto diffidente, la classica persona che ha poco da dire alle conoscenze e concentra tutto nelle amicizie buone e solide. Quindi una volta che qualcuno ha superato i miei scoraggianti screening, a quel punto lo considero una persona sicura. Proprio questo essermi sentita prendere alla sprovvista mi ha disorientata un sacco, e ho messo su ancora più difese (che poi la prima a cui la cosa non giova sono io, ma… dettagli! :D)

          Risposta
          • 13 Novembre 2019 in 02:41
            Permalink

            Una sana diffidenza, motivo in opiù per stimarti. Un bacione <3

            Risposta
            • 13 Novembre 2019 in 09:41
              Permalink

              Non so se sia motivo di stima ma nel dubbio ti mando un bacione anch’io ;))

  • 12 Novembre 2019 in 22:09
    Permalink

    Che dispiacere quanto sta accadendo in Australia (ho dei cari amici che vivono lì… peccato che non sappiano l’italiano, altrimenti girerei loro volentieri questo tuo post, che è davvero ben scritto!). Sicuramente questo tuo articolo sarà di aiuto per molte persone, brava!

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 22:23
      Permalink

      Ciao Valentina, grazie. Mi dispiace per i tuoi amici, spero che stiano bene e non siano impattati. Io in zona ho alcune conoscenze, ma fondamentalmente seguo dalle news… E vedo immagini assurde che mi sgomentano. Non so i pompieri come facciano, sono più che eroi.

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 22:39
    Permalink

    Proprio in questi giorni sto seguendo le vicende in Australia su Instagram sulla pagina di una ragazza che seguo e devo dire che la situazione è davvero triste! Per l’articolo leggere certe cose fa bene. Fa bene perchè da la forza a chi sta attraversando un brutto momento di reagire, o quantomeno provarci!

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 22:44
      Permalink

      Proprio con questa speranza ho deciso di condividere questo post. Fa bene a me, e se fa bene a qualcun altro mi fa bene doppiamente.
      La situazione in Australia è davvero fuori controllo! Qui a Melbourne per fortuna è tutto ok, ma dispiace troppo anche a me per quella gente che in questo momento se la sta passando davvero brutta 🙁

      Risposta
  • 12 Novembre 2019 in 23:36
    Permalink

    È bellissimo quello che hai scritto…sono contenta che tu l’abbia condiviso qui sul blog perché sono sicura che possa essere da stimolo per chiunque stia attraversando un momento difficile. Trasmette molta forza e fiducia. Brava Lucy! Un abbraccio 🤗

    Risposta
    • 12 Novembre 2019 in 21:55
      Permalink

      Ciao cara! 🙂 Ho notato che quando trasmettiamo forza e fiducia, i primi che ne abbiamo bisogno siamo noi stessi…
      Grazie del commento, ti abbraccio anch’io!!

      Risposta
  • 13 Novembre 2019 in 00:10
    Permalink

    Apprezzo molto che tu ne parli apertamente Lucy. Molte delle cose di cui parli possono essere associate a traumi di vario genere di cui spesso non si parla. Ultimamente mi è capitato con una mia amica, un trauma molto diverso dal tuo ma che l’ha segnata comunque dentro come non mai. Per adesso non sembra sia possibile per me trovare parole che possano in qualche modo aiutarla ma leggendo te oggi, ho capito come approcciarmi in modo diverso possa essere un passo avanti. Non è facile parlarne e il fatto che tu oggi ti sia aperta così tanto, vale moltissimo. Ti abbraccio forte e ti ringrazio come sempre <3

    Risposta
    • 13 Novembre 2019 in 09:50
      Permalink

      Grazie di cuore mia bella Simona ❤ Ne ho parlato proprio perché non si riferiscono solo al mio caso ma credo siano valide anche al di là… Come dici tu! Mi dispiace per la tua amica, la cosa più importante che tu possa fare credo sia farle capire che il tuo ascolto ci sarà sempre e non avrà “limiti”. Nel senso, sorge sempre il problema di non volerne parlare agli altri perché ti sorgono in testa dinamiche talmente strane che non immagini che qualcuno possa capire. In effetti spesso non è possibile capire, ma un ascolto empatico e senza giudizio può fare moltissimo. Quindi più che su come parlare magari concentrati su come ascoltare. Un bacio grande!

      Risposta
  • 13 Novembre 2019 in 00:12
    Permalink

    “Andrà bene, e pure meglio, e se sapete come prenderla persino benissimo” è un bellissimo mantra.

    Risposta
    • 13 Novembre 2019 in 00:49
      Permalink

      Una volta ho letto una frase che mi ha svoltata: “Luck is believing you’re lucky”. Ecco, secondo me qui è un po’ la stessa cosa. 🙂

      Risposta
  • 13 Novembre 2019 in 01:46
    Permalink

    Che altro aggiungere dopo aver letto tutti i commenti? Stima per te, per il cammino che stai facendo, per la condivisione che aiuta te, ma anche chi legge e poi…the best is yet to come. Un bacio bellezza!

    Risposta
    • 13 Novembre 2019 in 09:44
      Permalink

      Io in questa cosa ci credo sempre, comunque! Grazie mio caro, smuak!! 🙂

      Risposta
  • 14 Novembre 2019 in 01:58
    Permalink

    Il trauma che ho vissuto io è di natura molto diversa dal tuo ma mi ha segnata in modo profondo: è stato tutto dovuto al terremoto qui in Emilia, al dover andare fuori casa e il non sapere se la casa fosse stata agibile. Il tutto correlato dalla morte di mia madre (non per il terremoto, eh!?) 10 giorni dopo. Mi sono crollate le certezze e mi è mancato un luogo intimo e mio dove vivere il mio dolore. Questo mi ha fatto cadere addosso un mucchio di paure (tutte superate, tranne una… ma prima o poi ce la farò) e ciò che mi ha aiutata è stato parlare con un qualcuno che ha fatto della terapia la sua professione. Senza, avrei fatto solo danni. Ti abbraccio forte Lucy!

    Risposta
    • 14 Novembre 2019 in 13:48
      Permalink

      Come dicono qui: thank you so much for sharing. Se te ne manca solo una da superare, sei a cavallo, e non nutro il minimo dubbio sulla riuscita. Ti abbraccio anch’io. :*

      Risposta
  • 14 Novembre 2019 in 07:59
    Permalink

    Quando ti ho conosciuto per la prima volta ho scorso all’indietro tutti i post “dedicati” al tuo dolore: profondo, compreso e incomprensibile. Ogni piccolo passo che fai nella riflessione ti farà fare un enorme balzo in avanti. Siamo tutti con te, e anche con l’Australia, mia piccola grande casa per un tempo.

    Risposta
  • 14 Novembre 2019 in 19:58
    Permalink

    Hai parlato di un tema difficile con la tua solita ironia e il tuo modo speciale di raccontare. Brava, se una persona molto forte e ti ammiro.

    Risposta
  • 16 Novembre 2019 in 02:38
    Permalink

    Un post coraggioso e ricco di speranza e questo è quello di cui abbiamo bisogno in questo mondo. Bisogna lavorare, ci saranno cadute ma è vero ci si può sempre rialzare bisogna accettare e saper ricominciare millesime volte, bisogna continuare a correre così come insegna Forrest ❤

    Risposta
    • 16 Novembre 2019 in 11:51
      Permalink

      Che poi povero Forrest, modello inconsapevole per molti 🙂 Grazie Laura!! :*

      Risposta
  • 17 Novembre 2019 in 02:53
    Permalink

    Una vera tragedia purtroppo.
    Ognuno reagisce ai traumi in maniera diversa, l’importante è però reagire.
    Io ho subito un trauma per una malattia, non per un evento esterno come questo e sto cercando di farla diventare un’opportunità. Per far si che ciò che ho vissuto mi tenga ben aperti gli occhi sul vero valore delle cose e per far si che la vita prenda una strada migliore. Ma il lavoro da fare in effetti è tanto.

    Risposta
  • 21 Novembre 2019 in 22:53
    Permalink

    Hai fatto benissimo a scrivere questo articolo. Profondo e toccante, ma ricco di luce e speranza, e credo sia fondamentale che chi sta elaborando un trauma lo legga (in realtà, che tutti lo leggano). Amo il modo in cui riesci a parlare di temi difficili, riesci davvero ad arrivare al nocciolo delle cose e al cuore delle persone! Ti abbraccio forte! :*

    Risposta

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