SIX FEET UNDER

Breve aneddoto di donna

Lieve ed evanescente, come tanti altri intangibili, singolarmente minuscoli episodi di cui la vita femminile è costellata. Auguri, donne!

Me ne sto fresca fresca al banchetto dei fiorellini, appena arrivata in Australia. Distribuisco tulipani gialli ai passanti e raccolgo soldi per qualche buona causa, con il beneficio di imparare a parlare l’Aussie English. Sono intimidita, stanca e infreddolita, e mi sento solo poco più in alto della piccola fiammiferaia sulla scala dei fanciulli disagiati simil-dickensiani; ma ostento un improbabile entusiasmo e sorrido a tutti.

In preda all’influsso dell’italico background giovanilista ed estetizzante, prima di uscire di casa ho usufruito con zelo delle eccellenze della cosmetica, non riuscendo a levarmi dalla testa l’idea che essere più gradevole per lo sguardo altrui (non più curata, ma proprio più attraente) non potrà che aiutare la missione. In fondo, per anni, a me e alle mie colleghe milanesi, un’ignorantissima responsabile tutta imbotulinata (che nel frattempo spero sia schiattata, era Il Male) raccomandava “dai ragazze, mettetevi un po’ di colore in faccia!” e guardava con ostilità chi si presentava con il tacco 8 invece del tacco 12 (essenziale per un lavoro di assistenza alla clientela, già. Io spingevo per i mocassini, figuratevi le vagonate di odio a me rivolte). Certi imprinting ogni tanto riemergono.

Arriva questo signore, con il logo di una grossa istituzione cittadina sulla camicia. Alla vista dei fiori si entusiasma e si mette a declamare versi, a caso ma gradevoli, alla “A thing of beauty is a joy forever”. Discorriamo per qualche istante di poesia. Penso: “Grazie, signore acculturato”, vendendogli un tulipano giallo per la moglie malata. E poi arriva la domanda improvvisa: cosa ne direi, chiede, visto che probabilmente ho bisogno di un lavoro, se mi pagasse lui? Soldi non per il banchetto, ma per me, solo per me? Così non dovrei più stare lì al freddo? (Dickens lèvati!) Alla mia gentile richiesta di spiegazioni ammicca, e fa una faccia viscida come un’anguilla. Mi domando se non sia tutto un rimando letterario a qualche bordello dostoevskiano, e se non dovrei immaginarmi squattrinata con in mano il biglietto giallo al posto dei miti tulipani; ma non oso chiederglielo ad alta voce. L’imprinting riaffiora ancora, intimandomi di mantenermi gentile e gradevole, come sempre quando non è possibile soddisfare le richieste del cliente. Lo saluto augurandogli il meglio per sua moglie. Torno a casa che mi sento in colpa.

Fine.

donna tulipani e degrado

Buona Festa della Donna, l’unica celebrazione che tratta un gruppo che è una maggioranza alla stregua di una minoranza. Cheers!


Fact che non c’entra niente: qui in Australia la pianta di mimosa è talmente diffusa (in mille varietà, che io amo tutte), che sta persino sullo stemma nazionale insieme al canguro e all’emù. Perciò l’8 marzo non si usa farne scempio e offrirla simbolicamente. E meno male.


114 risposte »

      • Soprattutto in passato, quando avevo i capelli lunghi, passavo spesso per donna, anche per via della mia voce da ragazzina dodicenne e le mie forme. Purtroppo ho subito anch’io, alcune volte, atteggiamenti simili e catcalling, e la cosa era davvero spiacevole.

        • Che fastidio, mi dispiace!! Che poi il catcalling viene fatto proprio come dimostrazione di potere, indipendentemente dai tratti della persona che lo subisce. Per quello è così fastidioso.
          A proposito di catcalling: io e A. ce lo facciamo per scherzare, anche dentro casa. Nei giorni scorsi si è manifestata una vicina paranoica convinta che lui lo rivolgesse a lei, siamo finiti a litigare con il suo ragazzo arrabbiato. Io boh 😀

  1. Leggere in un tuo commento “credi che non sia successo finché non ne parli” mi mette i brividi, perché una mia carissima amica, poco tempo fa, parlando di un avvenimento simile a fine racconto ci ha chiesto “ma che ci fosse del viscido l’ho immaginato?”
    Eh no che non l’avete immaginato, né tu né lei, e il contrasto con il tulipano per la moglie mi lascia basita…

    • Anche a me!! Diceva che era malata in ospedale, io boh!! Grazie per il riscontro comunque, ce n’è sempre bisogno, anche se mi dispiace per la tua amica, storco il naso insieme a lei!

  2. Eva, la mela, Adamo… eh, sì, siam sempre là.
    Nota: è una vita che aspetto di incontrare la tipa “viscida”… SIGH! Sarà mica che non vado a vendere fiori per la strada?

      • Quello che conta è avere la possibilità di scelta, cioè potere decidere se mi va o non va, l’orrido veramente è quando al “viscido” non si può opporre la propria volontà per motivi contingenti. Di incontri (e scontri) negativi ne avrai altri, e li abbiamo tutti, con implicazioni di sesso o di altro genere, la sgradevolezza è lì pronta dietro l’angolo, l’importante – torno a dire – è che non sia cruenta.

        • Dissento. Una ha diritto di lavorare in pace senza ricevere proposte a connotazione sessuale totalmente fuori contesto, che denotano una visione della donna, come dire, limitata e dispregiativa. Certo di incontri sgradevoli ne abbiamo tutti, ma se nasci con una vagina ne hai infinitamente di più, e la “giornata della donna” servirebbe proprio a rendere conto dell’enorme squilibrio. Dire “c’è ben altro, l’importante è che non siano vie cruente” è un pensiero rischioso, Guido!

        • Di incontri sgradevoli ne ho quotidianamante ogni qualvolta esco, per esempio se prendo il filobus 90/91 (immagino tu lo conosca) o con le biciclette arroganti lanciate sul marciapiede che poi pretendono di avere ragione, e anche in casa con le telefonate non richieste. Dovrei invocare la giornata del pedone o del passeggero su mezzo pubblico? Certo, non sono faccende di natura sessuale e non avendo io la vagina, devo stare ai dati eccepiti da chi la vagina l’ha.

        • Visto che sei un commentatore sensibile cercherò di farti capire. Una donna ha tutti gli accolli che citi tu, PIU’ quelli di natura sessuale. Una donna è discriminata. E’ sfavorita. Dai! Non farmi entrare nel merito, ho scritto un post leggero apposta 😛 (Ne avrei avuti di aneddoti ben peggiori vissuti in prima persona, ma li tengo – forse – per qualche altra occasione). Però sinceramente un commento come questo qui svilisce ogni lotta per la parità, o anche solo per la sicurezza, femminile, fa un po’ male leggerlo 🙁

        • Scrivi: «Però sinceramente un commento come questo qui svilisce ogni lotta per la parità, o anche solo per la sicurezza, femminile, fa un po’ male leggerlo» Scrivi “svilisce”!!!! “per la sicurezza femminile” e ciliegina sulla torta: “fa un po’ male leggerti!”… Mio Dio, che brutto individuo sono! Maschilista e senz’altro stupratore seriale!!!! Ma scusa, ho forse difeso quel tizio? Ti dicevo semplicemente, implicitamente, che non avevi le mani legate o un coltello alla gola, avevi le mani ben libere e bastava dargli uno schiaffone, cosa che proprio poco tempo fa una tale raccontava di avere tranquillamente eseguito, e aveva sistemato tutto! Invece di sentirsi vittima a priori. Il tuo atteggiamento, in realtà, e non solo tuo, ma di moltre altre donne, e fortunamente non tutte – è di SENTIRSI VITTIME A PRIORI. Ricordo anni fa, in tempo non di femminismo e batage e chiacchiere, di una ragazza che molestata ha risposto con una ginocchiata nelle palle.
          Stacco.
          L’altro giorno alla fermata dell’autobus, me ne stava lì tranquillo, e una tale mi ha abbordato insistendo ecc. – ho declinato e lei non ha smesso, finalmente se ne è andata ma non rinunciava a “puntarmi”: E allora? Non a caso esiste la parola adescamento. Se le donne ce l’hanno, c’è l’uomo che gliela cerca ma c’è la donna che la offre. E NON SOLO PER STRADA MA ANCHE IN LUOGHI INSOSPETTABILI. E lo sai bene, film e letteratura lo documentano e non poco.
          Poi, circa la parità ec. ecc…. io ho espresso il mio parere stando al caso da te citato, se allarghi, giudichi su pensieri da me non espressi.
          Quanto poi alla mia sensibilità ai commenti… c’è modo e modo di farli e quel tizio quella volta – per un fatto irrisorio che poteva essere una banale svista di battitura – ne ha tirato fuori un polverone.
          Conclusione: odio le esagerazioni. Ci sono già e media a farle, mi bastano.
          (In letteratura amo Hemingway proprio perchè non fa letteratura)

        • Ma scusa, Guido, per un’uscita volgare e infelice, dovrei prendermi la briga di dare uno schiaffone o un calcio a qualcuno? Ma stiamo scherzando? Il discorso qui va su ben altri piani, non certo quello dell’incolumità fisica. So picchiare, se occorre, ma anche qui, la parola magica: Contesto.
          L’uomo che arriva, fraintende perché non riesce davvero a immedesimarsi, ad ascoltare le altre donne e dà loro delle vittime, spara la morale che lei sotto sotto un po’ offre, cerca, vuole: NO. E’ un divario di opinione talmente incolmabile che non posso proseguire, mi dispiace, semplicemente perché non ho il dono della sintesi. Rimaniamo pure ognuno con le proprie opinioni sull’argomento 😛

        • Ma chi “spara la morale che lei sotto sotto offre”?! Dico: c’è la tizia che offre e quella no, come c’è l’uomo scemo e quello no.

        • Ok. Peccato discuterne per iscritto, secondo me si travisa molto 🙁

        • D’accordissimo!!!! È dalla primissima lettura del tuo post, che sento il disagio di discuterne per iscritto. Disagio che è diventato mano a mano un elefante al progredire dello scambio.
          Sì, è un vero peccato, e – forse – più che travisare – i discorsi a causa della brevità e spazio precario – diventano parziali e sì – alla fine danno luogo a imprevidibili misunderstanding.
          In ogni caso, al di là delle schiume, inevitabili (e nefaste) penso ci sia ugualmente un muovere acque e pensieri alla fine positivo. Bene o male, aiuta a conoscersi e a conoscere.
          Alla prossima.
          Nota: resta sempre quanto ti dissi, se passi da Milano conta su un cappuccio e brioche offerti dalla casa e, vista la conclamata oscenità dei tuoi gusti, troverai anche l’aggiunta di zenzero o curcuma o pistacchio o patatine fritte o altro a tua scelta, più una rosa, i cui petali sei pregata di non ingurgitare insieme alla brioche.

        • Va bien! Guarda che pistacchio e zenzero potrei volerli davvero! I petali li diamo a Lucy, ovviamente me la porto dietro tanto ormai sta anche senza guinzaglio 😀

  3. La cosa più assurda secondo me è che alla fine quella che si sente in difetto, o che sente che sia qualcosa di sbagliato, sei tu ma non lui. La maggior parte delle volte la mente ci dice che forse siamo noi ad esagerare, cerchiamo di sminuire gli eventi, di appianare tutto. Eppure forse non dovremmo lasciar correre, dovremmo parlare e farli notare questi atteggiamenti. Già, facile a dirsi ma decisamente non a farsi soprattutto quando poi sappiamo che la frittata verrebbe ribaltata in un nano secondo!

    • Sono d’accordo con te. Sono anni che, nel mio piccolo e a livello personale, lavoro su tante piccole cose che ci mettono in posizione di sfavore rispetto agli uomini. Ma ogni tanto c’è qualcosa che mi lascia proprio con un bel “boh”.

  4. Sei stata una signora. Io forse l’avrei mandato a fanculo, in italiano e accompagnato dall’italico gesto (anche davanti il banchetto dei bimbi malati😂)

  5. Quanta retorica, il mondo è pieno di uomini cretini, ed è pieno di donne stupide ma perché generalizzare ?
    Hai incontrato un cretino, purtroppo ne incontrerai ancora molti.
    Io contro i cretini di ogni sesso mi difendo col sarcasmo , fargli notare di quanto sono stupidi, e ridicoli ti garantisco funziona.
    Ho una figlia della vostra età , e gli ho insegnato di farsi rispettare sempre, una battuta e un sorriso, smonta il 99 per cento dei cretini.

    • Scusa dove avrei generalizzato o usato tanta retorica? 🤔
      (Usiamo “le” al posto di “gli” visto che è femmina, indirettamente si parla anche di ciò 😅).

      • Non nel racconto , quanto nei commenti. leggo anche quelli.
        Nell’italiano parlato , quello che uso anche nello scrivere è usuale usare gli, comunque faccio venia, la prossima volta che ti scriverò mi farò correggere il testo, prima di spedirlo. (stasera non ho nessuno sotto mano, speriamo bene)
        Comunque da come mi scrivi vedo che hai apprezzato, e messo in atto il mio consiglio,
        Certo con quel signore sarebbe stato meglio, ma da qualcuno bisogna pur ben cominciare.

        • Ah sorry! Non avevo capito ti riferissi ai commenti. Ben venga l’italiano neostandard, ma sulle questioni di genere salto sempre su, anche sui pronomi! 😛 Sono per la scrittura inclusiva, figurati 🙂 (Non so se è un termine che gira in Italia, in Francia se ne parla molto).
          Ma no dai non prendertela. Tieni conto semmai che un commento tipo “(critica generalizzata a ciò che leggo) + basta fare come me, te lo garantisco” faceva un pochino mansplaining, tutto qui ;P

        • Figurati, a scuola mi davano due voti sui temi, uno per i contenuti, uno per l’ortografia, ho le spalle forti. In Italia facciamo prima, diciamo quello che ci pare, e discutiamo solo di calcio.
          Nessuno vuole insegnare niente a nessuno, è che sono un uomo ( quasi anziano ) e so cosa patiscono la maggioranza degli uomini , e il commento sarcastico di una donna li uccide , e li manda nello sconforto generale.
          A mia figlia, all’età giusta gli ( le ) ho fatto leggere – la fortuna di essere un guru – Lorenzo Licalzi . Lo consiglio a tutte le donne.
          Mia figlia ha riso fino alle lacrime, ma ora sa molto più degli uomini.
          Amici come prima ( si dice così )
          Hai mica i capelli rossi ( spero di non aver fatto errori )

        • Sono andata a cercarlo su google: effettivamente è divertente sin dalla presentazione, grazie! 😀 Comunque così eri più chiaro, grazie anche di questo. Ho i capelli un po’ come capita, a volte sono quasi rossi, perché? C’è un capitolo nel libro? 😀

        • No, è che l’età avanza inclemente, e ogni tanto mi parte uno strafalcione, abbi pietà.
          Volevo fare la battuta. ma la maestra era dalla penna rossa (cuore) non dai capelli rossi. la maestra di mia figlia aveva i capelli rossi, ogni tanto faccio confusione con i ricordi.

        • Ahah ci sta! L’importante è che non si smarrisca mai il ricordo del lapis rosso e blu!

        • Io dato il fuso vado a dormire con in mente il bel ricordo del lapis blu, grazie a te per lo spunto, buon lavoro! 😉

        • Ciao non ti voglio importunare più del dovuto, ma da quanto ho capito sei finita in Australia.
          Mio nipote l’ha girata tutta su un furgoncino attrezzato da lui . ( ho un sacco di parenti a Sydney) alla fine ha trovato la sua terra promessa a Byran Bay . Cittadina di giovani che amano il surf, credo la località turistica più famosa. lì lavoro se ne trova parecchio.
          ciao e buona giornata.

        • Macché importunare 🙂 Intendi Byron Bay giusto? Sì da quelle parti si surfa bene! Anche se io non me ne intendo assolutamente, non sono mai salita su una tavola 😅 Girare con il proprio van dev’essere bellissimo!!

        • Si , cosa ho scritto ?( con te è un dramma) Mio nipote ha girato mezzo mondo dietro l’onda, con pochi soldi in tasca, facendo tutti i lavori che gli sono capitati, in Indonesia vendeva collanine ai turisti che arrivavano con le navi ( è rimasto tre mesi in più da solo)
          Ha uno spirito di adattamento notevole.
          In Australia ha fatto di tutto, dalle fattorie a qualsiasi cosa gli capitasse, racconta di essere rimasto anche senza cibo e soldi più volte, ma non ha mai telefonato per farsi aiutare. A Byron Bay ha trovato lavoro nella ristorazione ( pizzaiolo e cuoco ) ora ha un locale suo, in più ha un forno ambulante e va dove lo chiamano.
          Per informazione io sono l’opposto sono stanziale.

        • Ti ho chiesto conferma perché volevo accertarmi che non ci fosse un posto famoso tra i turisti che non avevo mai sentito nominare 😜
          Bravo tuo nipote, quaggiù tanti ragazzi fanno così all’inizio. Le opportunità sono molte di più. E sul cavarsela anche arrabattandosi sono completamente d’accordo 🙂

        • Scusa non per farmi i fatti tuoi, ma cosa ci fai in Australia ? Dove sta mio nipote è la località turistica più famosa, ( mare ) arrivano da tutto il mondo. ( così mi hanno detto)
          Mio zio che mi adorava( è venuto lui qua) mi avrebbe pagato il biglietto, per andare in Australia, non mi è nemmeno passato per la mente di accettare. Anche lo zio in Argentina ( sono simpatico) uguale.
          Buonanotte

        • Ma insomma, tutti hanno zii ovunque tranne me? 😀
          Cosa ci faccio qui è un po’ complicato anche perché alla base c’è stato un fatto doloroso, se ti va l’ho riassunto in questa intervista: https://www.expat.com/it/expat-mag/2412-lucy-the-wombat.html
          Byron Bay è famosa ma non ne farei addirittura la località turistica più famosa del continente, anche se è vero che di stranieri ce ne sono eccome!

        • Ciao, partiamo dal fatto che io ripeto quello che mi hanno detto da chi c’è stato, mio nipote si è sposato lì in Australia, un matrimonio sulla spiaggia, ho visto le foto bellissimo, la ragazza è di nostri posti, i genitori di lei per via della distanza non volevano, ora sei mesi all’anno vivono lì, anche perché è nata la nipotina.
          Siete tutti l’opposto di me, fosse per me non mi muoverei mai ( ho la fortuna di vivere nel posto più bello del mondo), solo la mia dolce consorte è riuscita a smuovermi un pochino. Il bello è che quando andiamo in giro sono quello che si diverte di più, fine.
          Ho letto con interesse il tuo articolo, che dire , eviterò di dire banalità su quello che è successo in Francia.
          Ammiro le vostre scelte, ma per me sono incomprensibili, viste dal mio punto di vista, è come non avere radici. io no riuscirei mai ad andare via lasciando da soli i miei genitori ( che tra l’altro ora sono morti, ma assistiti da me nella loro casa) ora ho i suoceri con me, ma per me è una gioia.
          Mia figlia è come te.
          buona giornata

        • Per me invece è come avere radici dappertutto 🙂 Però capisco anche chi non vuole spostarsi, sono scelte ed esigenze talmente soggettive. E capisco anche che chi ama stare in un posto possa apprezzare molto anche quelli che visita quando viaggia (anche se non è da tutti). 🙂 Il matrimonio in spiaggia dev’essere bellissimo, ma sulle spiagge dove sto io, al Sud, fa un freddo, io non so se riuscirei 😄

        • Poi ti lascio in pace Mio suocero coltiva ancora la terra) ha 84 anni, ha piantato dei peschi che se va bene tra 5 anni daranno i frutti. Per sposarti vai al nord se fa più caldo.

  6. E’ stato un momento pessimo, ma tu lo hai superato, come hai superato ben altro.
    Lui invece è stato squallido e lo è rimasto, presumo.

    • Presumo anch’io, la sensazione che ho avuto infatti è che non fosse la prima volta che gli usciva dalla bocca quella proposta 🙂
      Comunque non è così grave in sé, eh, ci sono cose ben peggiori alcune delle quali vissute anche da me medesima, però volevo proprio porre l’attenzione su quelle situazioni talmente brevi e ineffabili in cui una magari neanche ci riflette troppo, eppure nascono da dinamiche assai svalutanti (perché ovviamente no, sentirsi chiedere “quanto vuoi?” al semaforo NON è un complimento ._.).

  7. Secondo me per un attimo hai dimenticato la recente conquista della “permanent”… ti assicuro che da local avevi tutto il diritto di mandarlo tranquillamente a quel paese. E’ quello il tuo senso di colpa… un “vaffa” al momento giusto, alla persona giusta, salva la giornata.

    • Ma questo è accaduto appena arrivata in Australia, altro che permanent! ;P Poi sai, non è che mi sia arrabbiata, semplicemente ci sono rimasta di sasso per quel comportamento… Brrr!

  8. Ti capisco perché anche io incappo nel senso di colpa in queste situazioni…ma alla fine credo che le cose si possano far capire anche senza vaffa semplicemente con le parole giuste che a volte sono anche peggio di una parolaccia! 😉

    • Absolutely! Il senso di colpa è una bestiaccia cattolica da cui bisogna emanciparsi al meglio 😀

  9. Complimenti perchè io avrei reagito davvero d’impeto e di impulso e le cose non sarebbero finite così! Comunque se posso saggiunger una cosa, non capisco perchè poi sei tu che ti senti in colpa…? non dovrebbe essere così!

    • E infatti! Volevo mostrare proprio questo. Siamo talmente, culturalmente assuefatte al pensiero strisciante che un po’ è colpa nostra, che avremmo dovuto reagire diversamente… Che non ho potuto evitarlo. E poi mi sono sentita in colpa di essermi sentita in colpa 😅😂

  10. Tecnicamente è adescamento, la prossima volte che ti dovesse capitare fa presente che è un reato! Poi, mi rendo conto che ti abbia disturbato e ti abbia fatto sentire immotivatamente in colpa, però come atteggiamento interiore è più sano seppellire queste episodi con una risata invece di starci male (anche se non si può scegliere cosa si prova). Un abbraccio.

    • Ciao Antonio, grazie! Hai ragione, avrebbe fatto il suo effetto! Lo terrò a mente 😄 Un abbraccio a te!

  11. Mi ritrovo in pieno nelle tue parole, e nella schifosa sensazione che hai provato, quel senso di aver fatto qualcosa di sbagliato, quella viscida sensazione di Vergogna. Mi è capitato alcune volte, ed è orribile. In ogni occasione mi sono ritrovata con un magone immenso, mischiato a rabbia impotente e frustrante. So che è molto difficile andare a scardinare nel profondo questa convinzione che la donna, soprattutto se di bella presenza e un po’ in ghingeri, sia molto simile a un gradevole oggettino, messo lì appositamente per la felicità dell’uomo, ma io, e credo tutte noi, sono veramente, veramente, veramente stanca. Questo “piccolo” episodio che è capitato a te è la lampante dimostrazione che questa concezione del ruolo e dell’essenza della donna è ancora profondamente radicata nelle coscienze, e tutto ciò mi fa venire, immancabilmente, un senso di nausea devastante.

    • Mi dispiace che sia capitato anche a te, ma come dire, la donna che non abbia mai vissuto cose simili deve ancora nascere, probabilmente. Parlarne e incazzarci è già un inizio. 😘

  12. La gita a Gerusalemme ha ritardato la lettura di diversi post, ma ora a mente fredda resta comunque forte la sensazione che, per quanti passi possiate fare, questo resta un mondo di uomini. Pensa che proprio venerdì scorso, quando eravamo appena arrivati, ci sono stati tafferugli al Kotel perché alcune donne volevano andare a pregare nella parte maschile, proclamando le letture ad alta voce (cosa proibita), Veramente tutto il mondo è paese!

    • Mamma mia che ansia!! Io la separazione dei due sessi la comprendo solo alla toilette! 🤔😅

  13. tu mettiti sempre sotto la magliettina con wolvie… se le cose si mettono male, la fai vedere, così l’importuno capisce cosa rischia se non ti lascia perdere… 😉 a parte gli scherzi, il discorso in realtà è molto complesso, e certo capisco che ci si possa sentire male quando le cose vanno in quella maniera (credo sia capitato anche a me qualcosa del genere in talune occasioni. alle superiori c’erano delle ragazze più grandi, ripetenti, che erano un poco aggressive nel loro modo di manifestarmi che gli piacevo).
    PS: ma hai visto che wolvie avrebbe una figlia? ma non sarai mica tu?! :-O

    • WHAT?!? Ma come?!? Io ero rimasta a Daken, quel figlio cattivo, ma ormai parliamo di diverso tempo fa. E poi c’era X-23, il clone (non quella robaccia del film, proprio nel fumetto). Ma di quest’altra cosa ero all’oscuro! Logan mi piacerebbe averlo come zio o qualcosa così, una paternità diretta metterebbe l’ansia a chiunque credo! Comunque grazie per il bel pensiero. Mi ha fatto sorridere l’immagine delle ragazzone esuberanti e aggressive 😀

  14. Ora so che non devo andare in Australia in periodi di fioritura!!! Mi viene l’asma anche solo a nominarle, le mimose!!! Ho riso molto leggendo l’articolo. E forse l’unico modo per uscire da certe situazioni è proprio il sorriso.

    • Forse sì 🙂 Ahi, allora occhio alle escursioni australiane nel bush, per il resto nelle grandi città puoi andare tranquilla!

  15. Grazie per aver condiviso questo frammento di vissuto con noi. Da un lato, l’evidente tono con il quale l’hai sapientemente scritto fa sorridere di questi malintesi-non-malintesi. Dall’altro, il fatto ci faccia riflettere su come, spesso, è vista una donna che si prende cura di se stessa fa un po’ (tanta) rabbia.

    • Che poi nemmeno lo so perché mi sono sentita in colpa 😅 Forse era giusto un modo poco corretto di manifestare disappunto 🙂

  16. Sempre piacevolissime le tue narrazioni. Purtroppo di fronte ad una bella ragazza qualunque uomo si sente autorizzato a provarci…

  17. OMG! Per come sono io, credo che avrei davvero fatto fatica a non rovesciare il cesto di tulipani sul naso di quel tizio… qui si che un bel tacco 12 nell’inguine del mollusco sarebbe servito!

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