STRANGE AUSTRALIA

Divulgare is the new sexy: Steve Irwin, un Alberto Angela con coccodrilli e pitoni

Vita e morte di Steve Irwin, il mito Aussie che tutt* hanno sognato almeno una volta (di incarnare o di incontrare)

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(©Bernard Dupont, via WikiCommons)

Che la conoscenza sia “the new sexy” non è nemmeno vero: la conoscenza è sexy da sempre. E il grande Steve non è nemmeno più tra noi. Allora di che parliamo?

Parliamo del fatto che esistono persone speciali, che non raccontano storie o avventure per esibizionismo o per denaro, ma per passione e urgenza di condividere. Perché quando la bellezza che si incontra in giro è troppa, è difficile tenersela tutta per sé.

Queste persone si riconoscono subito per l’alone di carisma ed energia che le accompagna, e in Australia Steve Irwin era probabilmente LA persona; o forse lo è ancora, ben oltre il giorno della sua tragica morte che ha scosso il mondo nel 2006.

Confesso che prima di venire a vivere da queste parti, shame on me!, non conoscevo Steve – per colpa del famoso uovo di pasqua dentro al quale avevo l’abitudine di soggiornare di tanto in tanto. Sicché ora mi sembra il minimo riparare con un post dedicato a questa legend (nel diffuso senso locale, cioè di qualcuno molto bravo e molto figo). Un mito, un’icona percepita come un simbolo dei migliori valori australiani.

CHI ERA STEVE IRWIN

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(©Richard Giles, via WikiCommons)

Un bloke (“tipo”), un mate (“amico”), un Aussie con la passione per le bestie, tutte quante. Cresciuto in un parco faunistico specializzato in rettili mandato avanti dai genitori – bella, eh, la relatività del normale -, Steve viene su come un tipico ragazzone tropicale del Queensland, un biondone dalla pettinatura improbabile, pieno di sole e di vitamine. Come regalo per i suoi sei anni, riceve un pitone di quattro metri; una volta cresciuto è così bravo a maneggiare le belve feroci che diversi enti lo chiamano in aiuto per sciocchezzuole quali catturare i coccodrilli e consimili. Sottinteso: per nobili scopi, ossia lo studio e la conservazione delle specie rare e a rischio, e la loro ricollocazione. Win-win: Steve, in cambio, ottiene di tenersi alcuni rettili per il suo parco.

FONDAZIONE DEL MITO

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(©Richard Giles, via WikiCommons)

Steve Irwin trasforma il Reptile and Fauna Park dei genitori nell’Australia Zoo (oggi il parco con programmi di conservazione animale più grande al mondo, a un’oretta da Brisbane), e ci prende gusto: inizia a realizzare documentari, programmi tv, ospitate a tema, tutte con lo scopo di diffondere l’amore e la conoscenza per la wildlife, la fauna selvatica. Con il bisogno impellente di farne capire l’importanza nel mondo, e la necessità di lasciarle spazio, di non danneggiarla, di meravigliarsene e di saperci convivere.

DA UNO A QUATTRO IRWIN

Un bel giorno, all’Australia Zoo compare Terri, naturalista americana in vacanza Down Under, che non appena vede Steve animare lo show del pasto dei coccodrilli capisce che quell’uomo è l’altra metà della mela. Lo avvicina, gli parla, lo conosce, torna in patria, lui va a trovarla, tornano insieme in Australia, si sposano, tutto molto naturalmente e velocemente.

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(Pixabay)

La luna di miele la passano a catturare coccodrilli (avete fatto così anche voi, no?) e dalle loro riprese video si origina la prima puntata di The Crocodile Hunter, docu-serie tv che fa il giro del mondo. Lascio il link alla fine, per chi volesse sentire un fantastico accento Aussie!

Nascono Bindi e Bob; la famiglia al completo sarà semplicemente The Irwins, nella loro divisa da esploratori color kaki che, per dirla con parole loro, is not a colour, it’s an attitude. Bindi è una bambina vivacissima con un programma tv tutto suo, Bindi the Jungle Girl; Bob si prepara a diventare lo stupefacente fotografo di wildlife che è oggi, a soli 15 anni.

Steve scopre una nuova specie di tartaruga; acquista enormi lotti di terra per proteggerli dalla deforestazione; il suo faccione diventa testimonial di una locomotiva del Ghan, il mitico treno che attraversa l’Australia; Steve e Terri diventano Wildlife Warriors, dal nome della nuova organizzazione pro-territorio da loro fondata. E via così, un’avventura dietro l’altra.

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(©Nachoman-au, via WikiCommons)

Qui il piccolo Bob ci presenta un wombat in due minuti, e sono entrambi irresistibili:

IL METODO IRWIN

Qualcuno ogni tanto prova a sostenere che la natura andrebbe solo osservata, non interpellata con così tanta esuberanza; altri accusano Steve di essere molesto nei confronti degli animali a cui si avvicina filmando, e irresponsabile nel nutrire un coccodrillone davanti al pubblico con in braccio il piccolo Bob di un anno (ricordate Michael Jackson che espone il figlio fuori dal balcone per i giornalisti?); ma Steve sembra sapere perfettamente quello che fa. E poi basta guardarlo per fidarsi.

Dietro all’entusiasmo, per alcuni forse eccessivo a tratti, di Steve Irwin si cela una convinzione ben precisa: che l’educazione e la diffusione passino per le emozioni. La gente ha bisogno di sentirsi excited per farsi coinvolgere maggiormente nei progetti a supporto di natura e animali, per voler partecipare. Steve regala esattamente questo excitement, gioia e adrenalina. Lo si ama o lo si odia, e quasi nessuno lo odia.

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(Pixabay)

L’Australia e il mondo osservano gli Irwin crescere attraverso la tv, le attività dello Zoo, le campagne di sensibilizzazione e divulgazione. Sono cool, tutto il loro mondo lo è. Ma non può durare per sempre.

UNA BRUTTA RAZZA. LA MORTE DI STEVE IRWIN

Il brutto giorno arriva.

Il documentario subaqueo sulle creature acquatiche più pericolose, che Steve e la sua troupe stanno girando nei mari della Grande Barriera Corallina, porta un nomen omen: Ocean’s Deadliest. Vuole mostrare come nessun animale sia davvero da temere, ma tutti si possano ammirare con feeling e rispetto. Però qualcosa va storto.

Steve non si accorge di una razza gigante che quel giorno rimugina particolarmente acida sul fondale marino, mimetizzata nella sabbia, e le passa troppo vicino. Il pesce scatta per difesa istintiva, e con la coda gli arpiona il petto. Steve di riflesso si strappa via l’aculeo dal cuore con le mani, ma non c’è niente da fare, o forse addirittura peggiora le cose: muore dissanguato, nonostante le manovre di rianimazione.

E quel che è peggio è che l’incidente viene filmato, ed è l’unica morte inflitta da una razza mai ripresa in video.

Nei giorni seguenti, sulle spiagge del Queensland vengono rinvenute almeno una decina di razze giganti con la coda mozzata. Non certo quello che Steve avrebbe voluto.

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(Pixabay)

SQUALI

Tanta è la curiosità morbosa collettiva sul video, che alla fine Terri fa la scelta più giusta: lo distrugge. (Quelli erano bei tempi, per così dire. Penso a quella madre di una vittima della sparatoria di Orlando che ha messo su internet gli ultimi messaggi terrorizzati del figlio. O a certe foto che non dovrebbero mai essere diffuse. Comunque).

Il Governo offre funerali di Stato, che la famiglia rifiuta gentilmente sottolineando che Steve, 44 anni, era uno normale.

DOPO STEVE

Rimangono la moglie e i due figli piccoli a crescere nel suo ricordo mitico e a coltivarlo, portando avanti la loro vita e le loro iniziative in favore della wildlife. Sono molto cool anche oggi, ma l’assenza di Steve pesa su tutti. In un anno di vita quaggiù, non ho mai visto tanta unanimità come nell’amore per la memoria di quest’uomo. E proprio dal 2018, Steve ha anche una stella tutta sua sulla Hollywood Walk of Fame.

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Steve & Lucy! (Reddit)

CONCLUDENDO. DIVULGATORI DEL CUORE

Perché, nel titolo, ho paragonato Steve Irwin al “nostro” Alberto Angela? Perché la conoscenza è di tutti, e oggi che è più accessibile che mai, troppo spesso ce ne dimentichiamo. Ed è bello sapere che, da una parte come dall’altra del mondo, c’è chi per ricordarcelo si assume dei rischi, chi si spinge in profondità sconosciute per regalarci un po’ di preziosità e stupore*. Ed è in grado di avvincere tutta una nazione.

*Sì, anche Alberto Angela: durante una trasferta in Africa gli hanno sparato addosso e lo hanno rapito. E ancora fa quello che fa. Idolo. 😉

Vi lascio con il saluto-esclamazione tipico di Steve Irwin: Crikey!”


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46 risposte »

  1. È vero che l’apprendimento è più facile con emozioni coinvolte: il percorso dei neuroni accesi si allarga e si sedimenta con più efficacia (fonte: Kandel – Principi di Neuroscienze)

    Mi spiace sia andata così, una bellissima descrizione la tua, grazie per il dipinto di questo personaggio 🙂

  2. Irwin era un mito per la mia famiglia. Abbiamo visto tutti i suoi documentari, quasi una serie tv. Forse ha peccato di incoscienza, ma ha sempre trasudato amore per ogni creatura. Avrebbe amato tanto anche la razza gigante, che ha agito secondo natura. Forse avrebbe voluto morire così, nel mare fra le sue creature preferite.

    • Che belle osservazioni, è probabile sai? Certe persone muoiono come hanno vissuto… Il dolore della famiglia però è stato troppo. Ho visto delle interviste a Terri che mi hanno fatta piangere!

  3. Grazie per questa bella storia, avevo sentito parlare di lui molto superficialmente (in pratica come un incosciente che metteva a repentaglio la propria vita per show) e la descrizione che nei fai è di una persona totalmente diversa. Peccato che non riesco a vedere la descrizione del wombat! devo cambiare computer mi sa… certo che tra coccodrilli e pitoni uno si fa fatica a pensare alla razza come animale pericoloso, e invece…
    p.s.: fa caldo da voi a testa in giù?

    • In Italia la razza gode di meno fama come assassina ma da queste parti è letale, se la sfortuna si accanisce! Grazie mille del commento e della segnalazione… Questo è il link del video con il wombat (magari non incorporato nel post lo vedi anche dal tuo pc? https://www.youtube.com/watch?v=HNq8mjYDLSE ).
      Guarda, magari facesse caldo! Quest’anno non si decide ad arrivare. Peccato perché la calura australiana guarisce da tutti i mali 🙂

  4. bellissimo questo post sulla figura di Irwin. Io penso che lui sia stato “contento” di morire facendo quello che più amava fare.

  5. Che storia strana, la realtà che supera la fantasia, non conoscevo questa persona, e quindi tutte le vicende connesse, e relativi risvolti umani (moglie, figli…). Il tutto come sempre reso da te che meglio non si può.

    • Grazie (arrossisce)! 🙂 Nemmeno io conoscevo questa storia, e mi è piaciuto vedere come qui ne parlino spesso con reverenza e nostalgia. Gli australiani sanno essere molto affettuosi!

  6. Tante sono le tue intuizioni che mi risulta quantomeno complesso citarne una in particolare. Grazie Lucy e grazie Steve che continua a divulgare la sua empatia universale!

  7. Irwin lo seguivo perché mio marito lo adorava,ci è rimasto malissimo quando aveva appreso della sua scomparsa

  8. Interessante! Grazie per avermi fatto conoscere Irwin, anch’io sapevo a malapena chi fosse. Quante ore ho speso a stare a sentire Alberto e Piero Angela 😀

  9. Conosco Irwin, ho visto qualcosa di suo in qualche viaggio in giro per il Regno Unito. Io adoro i divulgatori. Hai mai visto nulla di Neil Oliver? Lui è scozzese ma ha fatto una versione australiana di un programma inglese: Coast.

    • Grazie mille! Non lo conoscevo, ho fatto una breve ricerca… aggiungo la serie a quelle che voglio assolutamente guardare! Adoro il suo accento, btw 🙂

  10. Questo tuo racconto è bellissimo.
    Avevo sentito parlare di Irwin, ma solo accidentalmente e non avevo approfondito.
    Grazie per avercelo fatto conoscere!

  11. Ohhhh sai che ci speravo che prima o poi parlassi anche di lui?
    Sono contenta che tu lo abbia fatto perché al di là dei metodi più o meno discutibili è un personaggio che ha fatto tanto per riavvicinare l’uomo e la natura.
    Grazie mille!

  12. Post molto interessante!! Ti ringrazio per questo articolo! Il nome di Steve Irwin non mi era nuovo, ma non conoscevo tutte queste sue vicende e soprattutto non sapevo della sua tragica morte causata da una razza!

    • Grazie a te del commento! Sì, la razza non l’avrà nemmeno fatto “apposta” ma tant’è. Per fortuna che almeno non circola il video di questa cosa, sarebbe stato un cattivo gusto pazzesco…

    • Soprattutto perché quando guardi i video oggi, hanno un’estetica molto molto “oldie” 🙂

  13. Guardavo i suoi documentari con il cuore in gola ogni volta e quando seppi della sua morte mi arrabbiai con lui e pensai ” Ecco, hai visto? Hai rischiato troppo..”, ma era il profondo dispiacere a farmi avere quei pensieri stupidi. Quegli occhi quasi spiritati e quella voce sovreccitata erano proprio lo specchio della sua urgenza di condividere tanta bellezza e passione. Un bellissimo personaggio con un messaggio positivo. Grazie per averlo ricordato 🙂

  14. Non lo conoscevo ma l’hai descritto talmente bene che sono curiosa di vedere tutto quello che ha creato!

    • Grazie 😍 Su YouTube ci sono molte cose per fortuna… Ecco, sconsiglio magari le interviste a Terri perché quando parla di lui è una cosa troppo triste!

  15. Non conoscevo la storia di Irwin, misà che sono rimasta anche io in quell’uovo di Pasqua senza accorgemene. Ho scoperto una storia incredibile fatta di passione, di coraggio e diciamolo anche di sfortuna. Quello che più mi fa impazzire è il modo, il tuo unico e particolare modo di riuscire in modo simpatico e divertente a parlare di argomenti anche seri e incredibili. Sono davvero troppo felice di averti scoperta! <3

  16. Pena che io invece lo conoscevo benissimo per via di tutte le puntate della trasmissione che vedevo su SKY quando mio figlio era molto piccolo. Infatti era lui l’appassionato. Ricordo quando è morto e quando abbiamo dovuto dire al bimbo che non ci sarebbero state più le puntate del suo show preferito. Una vera tristezza.

  17. Molto bello il tuo post! Mi hai fatto ricordare una persona molto speciale unica al mondo per la sua passione e la sua alta professionalità . Rimarrà per sempre uno dei miei grandi eroi …

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