STRANGE AUSTRALIA

“Perché non li prendi a casa tua?” Come smetterla di essere nemici dei ragni e vivere sereni

Ragni e pregiudizo. Una coppia che sarebbe ora che scoppiasse

Partiamo dalla fine: i ragni esistono. Punto. Deal with it. Come tutti, si spostano in cerca di una sistemazione decente, lo fareste anche voi; io l’ho fatto. Non li possiamo controllare. Non è migliore di loro uno che vive in un bell’appartamentino terrazzato, mentre loro se ne stanno pazienti in un angolino a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare, tipo levare di torno mosche e zanzare.

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Ragno imbruttito

Loro si sanno anche comportare, e sono pronta a scommettere che ogni ragno legga con attenzione la totalità di un articolo di giornale prima di commentarlo online, senza limitarsi al titolo. E questo lo affermo non perché io sia il lietissimo Buddha o Indiana Jones (mannaggia), ma perché quando da brava aracnofobica sono capitata davanti all’ingresso della mostra “Spiders!” giù in Tasmania, invece di scappar via ho esultato: finalmente l’avrei piantata di pietrificarmi terrorizzata alla visione di uno di quegli ignoti cosacci a otto zampe, e Lucy avrebbe avuto un’altra bestia con cui giocare. Dovevo farlo, era l’occasione giusta.

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Come vincere contro l’aracnofobia, o almeno partecipare

Perché quando una cosa la conosci meglio, di solito impari non solo a capirla, ma pure ad apprezzarla, e la paura evapora con la stessa vacuità con cui era arrivata. Vale per quasi tutto, dai poemi alle formule matematiche – eccetto giusto per il canone RAI, gli analfabeti funzionali, la violenza domestica, il plagio e l’ISIS.

Va da sé che il primo di voi che dopo aver letto quanto siano prodigiose le creature di questo post mi chiederà cosa aspetto a ospitarne una, riceverà in premio una randellata a distanza.

Qui a casa mia a Melbourne, per il momento, non sono comparsi ragni, ma nel caso, suggerirò loro gentilmente di andare a stare in balcone, dove si cucca di più.

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Confutiamo un po’ di pregiudizi sui ragni

🕸 Attitudine: i ragni sono noiosi. No. Possono nuotare e persino volare. Come? Nel primo caso si chiudono dentro una bolla d’aria e si tuffano; nel secondo, sfruttano l’energia elettromagnetica dei temporali per accumulare sulla ragnatela alcune particelle caricate positivamente o negativamente, purché dello stesso segno. Questo produce un effetto magnete che tende la tela e proietta il ragno nell’iperuranio (lui naturalmente controlla il tutto a proprio vantaggio e se ne va in giro comodo comodo).

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🕸 Tassonomia: i ragni sono insetti. No! Con otto zampe, due “zanne” per mordere e due parti centrali del corpo (e non tre, come invece gli insetti, pensiamo alle formiche), più due sorte di braccini sul davanti per maneggiare il cibo e orientarsi, sono aracnidi (lo sono anche scorpioni e termiti, tra gli altri), direttamente dal greco antico. Ma esistono da ben prima! Sono molto più vecchi dei dinosauri, e così funzionali che non hanno avuto grosso bisogno di evolversi da allora. Non male… io ho cambiato mille pettinature e ancora non sono convinta di quella giusta.

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Ragni nell’ambra molto, molto anziani

🕸 Villosità: i ragni fanno schifo. No! Certi sono particolarmente pelosi, sì, questo serve per mantenersi sensibilissimi a ogni minima oscillazione della loro tela, in modo da capire subito se in essa sia capitata una preda, una lacerazione, un nemico o un potenziale partner. Nonostante vedano quasi a 360° con i loro otto occhi (a volte sei), non sono proprio delle aquile… perciò fanno grande affidamento sulle vibrazioni dell’aria e della tela per capire cosa succede tutt’intorno e come muoversi. Grazie alle zampe pelose. (Al buio, però, alcuni vedono meglio dei gatti, o dei gufi!)

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Zampa di ragno

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Visore per capire come vedono i ragni

🕸 Trasandatezza: i ragni sono sudici. No, anzi, veramente hanno persino il sangue blu. Cioè il loro sangue è incolore, ma se esposto all’aria per una ferita, fa reazione e diventa blu (perché? perché le molecole che trasportano l’ossigeno, invece che a base di ferro come la nostra emoglobina, sono a base di rame).

🕸 Le ragnatele: sintomo di abbandono e decrepitudine. No! La tela del ragno, una proteina liquida secreta nell’addome e malleata a seconda delle esigenze, per rapporto leggerezza/resistenza è una sostanza migliore rispetto a ogni materiale mai prodotto dall’uomo. Significa che se prendiamo una quantità di filo sintetico di nylon tale da sopportare, ad esempio, il peso di una motocicletta, la stessa quantità in filo di ragno saprebbe reggere un minibus con 15 passeggeri. Respect!

sacche di uova di ragno

Sacche di uova di ragno

🕸 L’invasione: i ragni sono troppi. No. Ok, una femmina può deporre anche migliaia di uova, ma solo l’1% sopravvive. Ci sono anche ragni che depongono un solo uovo per volta. Chi parla di emergenza ragni lo fa per interesse elettorale, ma non sono certo questi animali IL problema.

🕸 Concorrenza: i ragni ci rubano il lavoro. Già confutato. Tengono pulito e fanno girare l’economia, avvalorando la formula “ogni ragno un guadagno”.

🕸 Differenze culturali: i ragni sono violenti con le femmine. No. Il ragno maschio non ha neanche il pene, quindi zero rischio dick pics non richieste. Trasferisce lo sperma direttamente nel corpo della femmina aderendo a lei, e giustamente solo se questa glielo permette. No means no! Altrimenti lei, insofferente, se lo mangia. Sicché al ragno occorre esplicitare molto chiaramente le proprie intenzioni, presentandosi ai bordi della tela di lei e facendo un timido “tap tap” di corteggiamento sui fili più esterni, magari anche portandole del cibo da condividere, o danzando (come il coloratissimo ragno pavone, nel video qui sotto, che infatti si stra-pavoneggia e fa anche la ruota!). Altrimenti è un ragno morto.

Certe volte, il maschio viene mangiato dalla femmina anche ad accoppiamento riuscito, ma non per debolezza: lui è naturalmente programmato per offrirsi in pasto a lei in modo da darle ancora più proteine per deporre le uova e nutrire i piccoli. Che nobile gesto d’altri tempi!

Comunque in certe specie, le neomamme ricevono pampers focaccia (scusate, non ho resistito), perché i baby-ragnetti se le mangiano tutti insieme subito dopo la schiusa, per crescere forti e vigorosi senza che nessuno dica loro che è ora di spegnere la luce.

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Sacca piena di uova di ragno (riproduzione ingrandita)

🕸 Abilità: i ragni son buoni solo a fare il lavoro sporco. No. Sono animali altamente specializzati, spesso laureati, che si classificano in tre tipologie:

  • gli scavatori che vivono volentieri sottoterra, più tozzi e pelosi, con zanne che funzionano in verticale come bulldozer (negli altri tipi invece sono orizzontali);
  • i tessitori, abili a camuffarsi e in genere a starsene buoni buoni; molto precisi e con zampe più lunghe e flessuose, per percorrere meglio la tela; 
  • e i cacciatori, i migliori in combattimento, con occhi più grandi e zampe particolarmente pelose, per una presa più sicura.

Tutti ovviamente hanno passato la scuola tessile dell’obbligo, dove imparano che diverse ghiandole producono diversi tipi di filo: c’è il filo per avvolgere la preda, quello per la base della ragnatela, quello per i ritocchi, quello per proteggere la sacca con le uova… tutti di composizione diversa! E la ragnatela ha sempre una logica, come i nodi dei marinai. Ce ne sono di lisce e regolarissime, a croce, a spirale, a bozzolo, e pure con tanto di foglia secca dentro, per i ragni desiderosi di un tendone da esterno sotto cui proteggersi. Il padrone della tela decide quali punti saranno appiccicosi, per catturare il cibo, e quali no, per spostarcisi. E le parti più esterne sono particolarmente labirintiche, per confondere gli intrusi non graditi. Capito che perizia? Io il massimo che abbia mai fatto in casa mia è stato pitturare un armadio, ed è venuto pure male.

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🕸 Ingordigia: i ragni mordono. Solo se disturbati. Conosco umani che mordono gratis, per nevrosi o sadismo. Loro più che altro per cacciare, e non sprecano nulla! Oltre a mordere possono anche sputare addosso alla preda per confonderla, o tirarle addosso la ragnatela per un effetto rete. Furbi. Non solo insetti, comunque: mangiano anche pietanze più corpose quali lucertole, topolini o (sigh!) uccellini. Solo una specie di ragno è vegetariana… C’è da lavorarci.

🕸 Rischio: i ragni sono velenosi. Vero, ma più nella percezione che nella realtà, perché il loro morso solo di rado uccide l’uomo (non che sia piacevole riceverlo, eh!). In compenso il veleno è studiato in laboratorio da chi produce antidoti e farmaci per le terapie del dolore, dell’Alzheimer, dell’epilessia, oltre a insetticidi naturali. Per le bestie predate, in effetti, il discorso cambia: dopo averle catturate e morse, il ragno ci rigurgita sopra del filo ulteriore, corrosivo, per marinarle fino a scioglierle, perché può inghiottire solo cibi liquidi, niente solidi! Sconcertante come Jean Reno che in Nikita se ne arriva con la tanica di acido guardando male tutti e si mette a fare cose raccapriccianti.

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La vedova nera è australiana! Ma solo la femmina è letale

In Australia, i ragni mortali per l’uomo sono solo due: la celeberrima vedova nera (Redback spider, dalla sua famosa striscia rossa sul dorso) e il ragno dei cunicoli (Sydney Funnel-web spider, più voluminoso, che ama frequentare giardini e curiosare nelle case del New South Wales, e ogni tanto si presenta a bordo piscina). Ma negli ultimi trent’anni non hanno ucciso più nessuno! Ormai tutti gli ospedali hanno l’antidoto. Occorre bendarsi stretto tutto l’arto morsicato, fin su, restare immobili e chiamare i soccorsi (notare la baldanza snob di chi non è stata morsa).

Bene, se siete arrivati fin qui: grazie per la vostra attenzione alla riabilitazione sociale del ragno! Vi daranno dei buonisti, ma siete dalla parte giusta della zoologia. Alla prossima! 🕸

Comunque, nel caso vogliate studiare uno di questi esemplari, i curatori della mostra consigliano di metterlo preventivamente in freezer per due ore, e quando avete finito di riportarlo dove l’avete trovato. Viva la catena alimentare.

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(Pixabay)


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76 risposte »

    • Tieni conto che io faccio la splendida perché appunto da me non si sono ancora visti. 😜 Proverò a guardarmi un po’ di questo Lucas, grazie! 🙂

  1. Tutto molto bello, ma resto aperta alle specie solo il estate, infatti è ora di tirare giù il tendone da circo che ho lasciato allestissero in camera mia: ottimo, se non si è dotati di zanzariere in Emilia Romagna!

    Ma quando volano… no no no: strofinaccio in controffensiva.

  2. Io sono proprio come eri tu prima di visitare la mostra Spiders…un’aracnofobica di prima categoria! Questa mia paturnia credo derivi dal fatto che, quando ero piccola, nel giro di una settimana mi sono trovata un immenso ragno verde in mezzo alle mie Barbie, e un aracnide marrone altrettanto grande nella tenda del bagno. Da lì, mi sono talmente spaventata che anche il più minuscolo e insignificante ragno rischia di farmi venire un infarto! Però ammetto che, nonostante tutto, queste creature mi affascinano e dunque porto loro rispetto. Basta che stiano lontane da me! 🙂
    Ottimo post (come sempre), e ora vado a riguardarmi per la terza volta il video del ragno pavone ballerino! ❤

    • Anch’io l’ho riguardato! 😁Ho letto che il tizio che ha studiato maggiormente i ragni pavone è uno proprio fissato, che ci ha dedicato anni e anni (e fa delle foto spettacolari). Pare che ne allevi 200 in casa per studiarli 🤔 Comunque la tua esperienza è terrificante!! Ti fa onore non solo l’essere sopravvissuta ma esserti pure venuta a leggere questo!! A maggior ragione grazie! 😉😘

    • In che zona sei? Anch’io l’ho sempre sentita questa cosa! Anni fa per un periodo ho tenuto un ragno in casa (soffitti altissimi+pigrizia) e in effetti mi erano arrivati dei guadagni extra tanto che avevo proprio ipotizzato il collegamento 😁 Forse devo incominciare ad attirarli!

  3. Caspita. Non so praticamente niente di ragni.
    D’ ora in poi, quando li strapperò dai loro nascondigli con l’ aspirapolvere, lo farò ad occhi chiusi perché rischierà di scendermi una lacrima…

    • Ahah se riesci catturarli e falli uscire! Anch’io quando ho aspirato il mio ragno ci sono rimasta male, mi ero quasi affezionata, stava tanto tranquillo. 🙂

  4. Non sono fobica quindi, a maggior ragione ho apprezzato questo tuo articolo. Li trovo interessanti (il video è stupendo) Ho molto apprezzato i riferimenti ironici… a certe realtà contemporanee, nel nostro Paese.
    Sono scarafaggio fobica e temo che nulla potrebbe indurmi a guarire. Del resto quelli i miei nemici, non tessono tele e non catturano zanzare…☺
    Complimenti!

    • Grazie Marilena! Sono come te, con gli scarafaggi non ce la faccio proprio. Ci provo a convincermi che siano Gregor, ma niente. Sono troppo veloci, mi risvegliano qualche orrore ancestrale!

      • Credo che il terrore ancestrale consista proprio nella loro velocità e nel fatto che cambino continuamente direzione, in modo imprevedibile. A parer mio come la morte. Sono convinta che in me evochino proprio il terrore della morte. Perciò già scriverne il nome mi fa orrore.

        • Probabilmente è vero. Avevo letto una teoria simile. Diceva anche che a destabilizzarci è questa cosa delle zampe tutte uguali perché è quanto di più diverso ci sia dal corpo umano. La morte in sé però me la evocano ancora di più certi vermi 🙂

  5. Beh, belli non sono, però bisognerebbe sapere cosa pensano loro di noi.
    A ogni modo i ragni mangiano ogni anno fino a 800 milioni di tonnellate di insetti, pari grossomodo a centosessantamilamiliardi (160000000000000) di insetti.
    Tanto per capirci, l’intera umaniità mangia ogni anno la metà della carne che mangiano i ragni.
    🙂

    • Urca! Forse è per questo che dicono che anche il futuro dell’alimentazione umana consisterà negli insetti. Spero di non vedere mai quell’epoca 🙂

    • Brava! Io finora per fare uscire i ragni ho sempre chiamato il maschio di casa, vedremo se d’ora in poi sarò più coraggiosa. Con le altre bestiacce di cui parli invece faccio più fatica. Una mia amica che ha l’abitudine di fare la salsa ne ha trovato uno nella pentola col sugo. È una delle cose più perturbanti che abbia mai sentito 😅

  6. Straordinaria, come sempre. Conosco i ragni, ma descritti da te e tutt’altra cosa. Non mi spaventano affatto, in campagna ci convivo magnificamente tollerando le loro dplendide ragnatele nel pozzo di luce delle scale. Piuttosto, non so se esiste questo termine, sono scarafaggiofobica. 😁

    • Anche io!! Magari un domani ne usciremo! 🙂 Che bella l’immagine di te nella campagna siciliana che apprezza le ragnatele ♥️

        • Diffidare comunque è sempre una valida opzione 🙂 Quanto alle ragnatele, leggevo che c’è un ragno chiamato “writing spider” perché la sua tela assomiglia alla scrittura a mano. Non so se hai presente il russo in corsivo, è uguale! 🙂

        • Probabilmente nemmeno i ragni, sennò di sicuro ci sarebbe qualche ragnatela che assomiglia a quelle lettere! Il corsivo chissà come l’avranno imparato! (E con questa è meglio se vado a dormire, va’ 😅)

  7. Sicuramente sono creature complesse e molto abili…. Ma mi fanno schifo lo stesso!!!! 😀 Se ne troviamo uno in casa non si sa chi ha più paura tra me e mio marito!! Come hai fatto a vedere questa mostra??? : DD

    • È stato un caso… Sono andata a un’Art Gallery mentre ero in viaggio e c’era questa mostra… Alla fine ho visto solo lei, mi ha presa un sacco! Ahia, se siete tutte e due aracnofobici allora non posso che augurarti che nessun ragno varchi mai la tua soglia 🙂

  8. Vuoi sapere un’altra perla sui ragni?!
    Hanno il dono di fare la ragnatela proprio sul muro e scendere parallelamente sulla tua faccia … mentre dormi! Loro lo sanno che dormi!
    Scherzo ovviamente, post bellissimo ma non mi hai convinta ad avvicinarmi 😅

    • Speriamo che non prendano loro l’iniziativa, allora! 😄 Quest’anno mi è capitato di dormire in un ostello orrifico, sopra a un letto a castello, con un ragno proprio accanto alla mia testa. Ero già nella fase in cui cercavo di motivarmi, allora gli ho chiesto se cortesemente poteva restare lì dov’era perché non l’avrei infastidito. Al mattino era ancora lì. È stato bello 😃

        • Una volta in Grecia ho trovato un grillo nella doccia. Se non ci fosse stato chi l’ha fatto uscire non mi sarei mai più lavata 🤔

  9. C’è un proverbio francese che probabilmente conosci: ragno di sera de soir espoir, de matin chagrin. Ci sono proverbi più intelligenti e saggi (anche italiani e in questo caso malgrado i tipi di governo poi espressi), ma dato il tuo tema mi sembrava giusto corredare.

    Sei una divulgatrice meravigliosa, a parte che sto scoprendo come il mondo anglosassone riservi mostre, musei e rassegne imprevedibili (una blogger da Londra aggiorna puntuale!). In mano tua, fossero stringhe delle scarpe diventerebbero coinvolgenti spiritelli disneyani.

    Resta che il mondo-ragno rivela tratti invidiabili per noi creati a somiglianza di Dio. E quanto al mio coabitare con loro, ne trovo sempre per la casa, ma la reciproca indifferenza ci rende molto più compatibili che se invece che dei ragni, fossero presenze umane. Sarà che il passare degli anni mi sta rendendo affetto da una progressiva strisciante misoginia.

    Ripeto: sei una blog driver di raro valore.

    • Guido, grazie, sono parole bellissime e motivanti 🙂 Non conoscevo il proverbio 😅 Quanto alla mostra, devo dire che la Tasmania in particolare è veramente avanti rispetto al resto dell’Australia, secondo me. Ma in generale credo che Down Under le rassegne imprevedibili siano dovute anche, in parte, alla mancanza di secoli da cui attingere quanto a storia, arte e tradizioni. E allora vanno sul contemporaneo e lo valorizzano come possono. Poi la gente qui è più impressionabile, tutto è amazing, perciò è meno difficile attirarli! Sulla misoginia: ignorarsi a vicenda è ottimo, poi magari tutti i ragni che vengono a trovarti sono femmine e tu non lo saprai mai. 🙂

      • Maliziosa. Alludo alla tua ventilata eventualità di coabitare con delle ragnesse, ma confermo e insisto: fin tanto non cammineranno su due gambe, dotate di seni generosi e il resto pure, discinte, il problema non si pone. Sarebbero anzi le benvenute, con la clausola: per il giusto lasso di tempo, chiaramente. 🙂

  10. A me i ragni piacciono e poi rimango incantata dalla perfezione delle loro ragnatele. Peccato che sia abbastanza cieca da non vederle spesso e ritrovarmele belle grandi come parte dell’arredo di casa mia :)) Grazie per le curiosità che mi hai fatto conoscere con il tuo post!

  11. Io amo i ragni come poche altre cose al mondo. Secondo me sono delle creature splendide e io adoro osservarli. Osservo quelli che ho in casa, li lascio vivere qui con me (ovviamente se ne stanno nei loro posti perché hanno paura di me) ma li guardo e, quando sono troppi, li prendo e li libero nel prato sotto casa. Spesso do loro un nome. Sto studiando anche dei testi di aracnologia per capirli meglio, soprattutto nelle loro posizioni.

    • Che meraviglia!! Anche io do i nomi alle bestie che si fermano da me per un po’. Una volta ho chiamato un moscerino che non se ne voleva andare per due giorni di fila 😃 In generale è bellissimo appassionarsi così alle cose. Io lo sono con gli uccelli, come si nota qua e là. Tutto ha da insegnarci. Grazie Giovy ☺️

  12. Non ci posso far niente. I ragni proprio non li posso sopportare. Li guardo mi schifo e me li immagino zompettanti sul mio corpo. Anche conoscendoli sono sicura che li schiferei ugualmente! 😂😂😂

    • Credo che loro ci schifino almeno altrettanto! 😁 Ma per fortuna non è obbligatorio amarli (nemmeno io credo di essere a quel punto, ma di sicuro la prossima volta che ne vedo uno lo fisserò ammirata 😃)!

  13. Ho letto l’articolo rabbrividendo un po’, non posso farci niente, quando trovo un ragno in casa gli lascerei le chiavi e me ne andrei! Ovviamente li rispetto, basta che io sia in una stanza e loro in un’altra lontana lontana (e magari non devo neanche saperlo).
    Ricordo una volta mentre mangiavo, me ne scese uno proprio davanti alla faccia, facendomi rimanere con la forchetta a mezz’aria!
    Conoscevo la danza del ragno pavone, l’avevo visto in TV in un documentario, affascina parecchio, come le intricate ragnatele che ogni tanto si trovano nei posti più impensabili… Ecco, basta non saperlo.

    • Ti capisco 🙂 Conta che tutto ciò l’ho scritto sulla scia dell’entusiasmo per la mostra… Quando troverò un bel pataccone a otto zampe qua in casa, se di quelli belli tarchiati, vedremo 😁

  14. Aracnofobica presente!
    Sei riuscita a farmi piacere un articolo sui ragni, ti rendi conto? D:
    Ma il video non sono riuscita a guardarlo: l’ho anche fatto partire, ma poi ho chiuso gli occhi. Vabbè, l’intenzione c’era. 😦
    Nell’ultimo anno ho fatto progressi, iniziando a tollerare quelli piccolini o quelli magri che se ne stanno buoni buoni. Ma quelli pelosi proprio non li posso vedere nemmeno in foto!
    Li stimo per le tele, ma ogni dannatissima volta me ne fanno una gigante all’uscita del garage e quindi devo sempre scegliere: o faccio il limbo ogni sera, oppure la tolgo… Di solito opto per la seconda.
    Comunque sei troppo forte!

    • Beh certo, se l’alternativa è giocare al limbo allora meglio far capire ai tessitori che sono invitati a spostarsi! Ti ringrazio molto, comunque, il post è stata una sfida proprio perché io stessa ho sempre voluto evitare l’argomento! Ma quando ho beccato la mostra ho capito che era l’occasione per testarmi 😊

  15. Di fronte ai ragni io sono sempre in bilico tra il disgusto primordiale e il fascino scientifico, che è notevolmente aumentato ora che ho letto tutte queste info!! Comunque l’unica cosa che mi fa dormire sonni tranquilli è il ricordo della mia professoressa di biologia che ci disse che è impossibile che i ragni crescano oltre la loro attuale taglia perché l’esoscheletro pesa troppo. Però siccome in Australia è tutto in scala ingrandita mentre ero lì un po’ di controlli compulsivi negli angoli bui non sono riuscita ad evitarli 😅

    • I controlli ci stanno dai 🙂 Però la muta la fanno comunque, come i serpenti! Poi ho un libro di cose freaky e dice che il ragno più grosso del mondo sta dentro a un piatto piano, non credo sia australiano però 😱 A proposito ti è piaciuto Down Under? 🙂

      • Un piatto piano?!?! 😨 Oddio… adesso mi informo! Io amo i tropici ma il lato negativo è che tutto è ipertrofico. Comunque, mi è piaciuto moltissimo, è un mondo talmente diverso che è persino difficile da raccontare! La natura è splendida 💚 Tra l’altro ti ho pensata perché un giorno ho visto un vombato a bordo strada, ho inchiodato e sono riuscita a dargli una grattatina prima di ottenere un grugnito di disapprovazione 😅

        • Ahah che bellezza! Sei stata fortunata, visto che corrono veloci! ☺️ Ciò detto mi fa molto anzi moltissimo piacere che ti sia piaciuto quaggiù 😊

        • E’ stato difficile andarmene 😭 Tra la’altro la zona intorno a Melbourne è stata una delle mie preferite, nonostante lo shock termico ❄️ il Wilsons Prom è il paradiso degli animali!

        • Dico sempre che è meglio il freddo di Melbourne che il caldo dei tropici! ;D Sììì brava che sei andata al Wilsons! Ci vado per la prima volta tra un mesetto e non vedo l’ora! 🙂

        • Eh tu ci andrai nella stagione migliore 🌟 Io ho beccato un giorno bellissimo e uno di nebbie fittissime, ma nel complesso è stato fantastico. Tra l’altro, io lì ho visto un sacco di vombati, Lucy troverà compagnia! Non vedo l’ora di leggere il tuo articolo con tanto di foto estive allora 🙂

        • Ma magari! <3 Con i vombati in the wild non ho avuto molta fortuna finora! Tu hai campeggiato (per capire se anche durante il giorno posso fare incontri o se devo proprio dormire in loco)?

        • Io non ho campeggiato perché faceva troppo freddo, ho dormito lì vicino. Il posto dove ho fatto più incontri in assoluto è questo: https://goo.gl/maps/aDJdHohfW7R2 , è l’inizio di un percorso di osservazione della wildlife però, soprattutto al mattino presto e alla sera verso il tramonto, ci sono un sacco di animali già a bordo strada. Ci sono sulla sinistra una strada sterrata parallela alla strada asfaltata e un grande prato, io ho visto canguri, emù, vombati (è lì che sono riuscita ad accarezzarne uno)… di tutto! E il bello è che sono abituati alla gente quindi si lasciano avvicinare abbastanza 💚

  16. Devo dire che da ornitorinco non sono mai andato troppo d’accordo con i ragni (troppe zampe, troppi occhi, troppo anticonformismo nel modo di zampettare o pendolare in giro per la casa)…questo articolo (insieme alla precedente scoperta di adorabili ragnetti che gironzolano portandosi in testa un cappello di rugiada) ha contribuito ad aumentare le mie simpatie nei loro confronti 🙂

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