LUCY WANDERS

Weekend a Leopoli. Lode all’Ucraina che tutti sognano senza saperlo: Spacoland!

Come visitare Leopoli, se oltre al turismo tradizionale si intende soprattutto cazzeggiare

(Disclaimer: ceci n’est pas un invito a prescindere dalla vostra fida guida turistica, né un’apologia dell’indolenza)

leopoli coverIl turista apprezzerà appieno la cittadina ucraina di Leopoli qualora in lui dimori un peculiare binomio di passioni: 1) l’effimera emozione di sentirsi ricchi sfondati, degustando commoventi porzioni di cibo e bevande alcoliche e ritrovandosi il portafoglio ancora pieno a fine soggiorno, grazie a un faustissimo cambio monetario; 2) la cultura Spaco.graffiti in ucraino

Nella mia cerchia di amicizie italofone politicamente scorrette, l’aggettivo “spaco” racchiude con affetto quei paesi europei la cui popolazione, grazie alla rassicurante fisionomia facciale per nulla imbronciata e alla raffinatezza di un look sempre sobrio ed elegante, viene definita tramite il baldanzoso motto in rima baciata Spaco botilia, amazo familia“.

(Ma non fraintendetemi: per numerosi motivi personali, Spacoland mi è carissima, sempre sia lodata!).

Ho quindi accolto con grande emozione l’opportunità di trascorrere un paio di giorni in un’amena cittadina spaco: L’viv, ovvero Leopoli, seconda città ucraina e città del leone (e “di Leone”: l’ucraino, bontà sua, non possiede l’articolo). Da sempre, a Spacoland tanti grandi uomini si chiamarono e si chiamano Leone (Lev, eponimo che in questo caso era uno dei primi Principi della regione in epoca medievale); mentre a noi oggi con questo nome non rimangono che scampoli di un glorioso passato, incarnati da personaggi di dubbio gusto quali il compianto Leone di Lernia (R.I.P.) oppure l’inconsapevole baby figlio di quella folklorica coppia blogger+rapper che sponsorizza se stessa. Anyway.leopoli chiesa e autoCosa aspettarsi da un weekend ucraino? Di seguito, l’elenco delle mie sconcertanti scoperte e rasserenanti conferme sull’amena Leopoli e sugli spaco locali. Miti e realtà.

LINGUA

Mito: La formula “Ucraina + alfabeto cirillico = degrado postsovietico”.

Realtà: A differenza di Kiev, la capitale molto più “russa”, Leopoli è stata sovietica solo per cinquant’anni, mentre per il resto dei secoli fu principalmente polacca; e per un periodo, noi polentoni norditalici e loro, gli spaco, siamo stati persino compatrioti sotto il potere dell’Austria-Ungheria. (Ma non per questo i ristoratori spaco hanno imparato a servire i clienti decentemente e senza broncio, con buona pace dei nostri virtuosi istituti alberghieri). Ergo: non è il caso di fare gli splendidi sfoderando il proprio russo claudicante per ottenere del cibo, nell’illusione che “tanto è quasi uguale”. Si riceveranno solo occhiatacce e risposte in ucraino. Magari si comprenderà lo stesso, ma il senso di figuraccia storica sarà impietoso (insieme al serpeggiante sospetto di uno sputo nel caffè). L’inglese aiuterà solo poco di più, meglio essere pronti all’adrenalina di una comunicazione gestuale sempre incerta.scritta ucrainaMito: nei paesi spaco è bello approfittare della barriera linguistica per esprimere i propri pensieri ad alta voce con spontaneità e scioltezza.

marriage express

L’apposito desk all’aeroporto di Leopoli

Realtà: dopo aver giudicato e parlato male di tutti i presenti in coda all’aeroporto, si scopre che la suddetta coda è formata per intero da agguerritissime badanti spaco, probabilmente detentrici di una laurea specialistica in lingua italiana, e da graziose mogli di ricchi CEO brianzoli.

TRASPORTI

Mito: incarnato dalla mia candida amica F., che a inizio viaggio chiede fiduciosa e sorridente “il taxi lo paghiamo con la carta?”

Realtà: il tassista spaco, che attende fuori dall’aeroporto biascicando “taxi?” come se stesse offrendo droga, va approcciato con aria torva e overconfident, biascicando una contrattazione del prezzo (da corrispondere in banconote sgualcite) possibilmente in lingua locale. Poi si sale sulla vettura illegale, facendosi rimproverare per aver allacciato le cinture, e si prega in silenzio per la propria vita.

leopoli4Mito: la modernità ormai è uguale dappertutto.

Realtà: autobus spaco fatiscenti, motoveicoli parcheggiati in mezzo alla strada e lasciati lì, auto vetuste dallo stesso probabile valore affettivo che avrebbe una vecchia Trabant per un cittadino dell’ex DDR.

motorino abbandonato per strada

Mito: evitare le tourist traps.

Realtà: girare la città sul trenino giallo che parte dalla piazza principale (con tanto di display per il commento multilingua e auricolari in regalo! Basta poco) è un’esperienza imprescindibile. Laverà via almeno una piccola parte di senso di colpa per essere partiti già stanchi e non timorosi di trascurare la Cultura in favore dei ravioli tipici e delle birre medie a un euro.

trenino giallo

PASSATEMPI

Mito: ipotizzare una visita o un’attività “se non costa troppo”.

Realtà: ricordarsi che ci si trova nell’economia spaco, farsi una risata e scialacquare felici il proprio denaro.

Mito: “faremo solo letture intelligenti!”

Realtà: da una valigia (non mia, l’identità del detentore rimarrà anonima) spunta fuori ciò:

rivista trash italiana

Mito: la sobrietà è nelle piccole cose.

Realtà: tastiera dell’internet-café spaco. (Costo della stampa della carta d’imbarco: 5 centesimi).

tastiera pc colorata

CIBO

Premessa: bearsi della fiorente tradizione gastronomica di un popolo che, tra il 1929 e il 1933, perse milioni di persone a causa di una carestia inflitta (L’Holodomor, “morte per fame”) che aveva tutti i tratti del genocidio.

Mito: assaggiare tutto e dappertutto, uscendone sempre ristorati e appagati. Tra la casuale ispirazione del momento e quel satanasso di Tripadvisor, sceglierò sempre la prima.

cibo ucraino9 - zuppa servita in un teschio

Qui avevo capito solo di stare ordinando “zuppa”.

Realtà 1: incarnata di nuovo dalla mia amica di viaggio F., la cui sventurata dieta, per un mix di necessità di salute e gusti personali, impone: no carne, no pesce, no lattosio, no pasta, no pane, no aglio né cipolla, no alcool, no cibo, no aria, no niente, no.

Realtà 2: io e A., oltre al nostro, ci spartiamo sistematicamente il pasto di F., qualcuno dimagrisce e qualcun altro ingrassa, ma tutti siamo felici.

Fact: la cosa migliore della cucina spaco sono i ristoranti georgiani.

Mito: i ravioli tipici georgiani contengono carne e brodo (entrambe le cose dentro al raviolo) e sono serviti in porzioni da tre.

istruzioni ravioli ucraini

Realtà: gli spaco si mangiano le borse del ghiaccio.

ravioli ucraini

Per concludere la sezione con ridondanza, una piccola gallery di pornografia del cibo, a cui ho detto addio con la stessa amarezza della fine di un amore estivo.

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PERSONE E MODA

Mito: il pregio della moda italiana e la sua indiscussa influenza mondiale.

Realtà:

vetrina ucraina

Traspira VERAMENTE!

La gente non sorride. Lo so, lo so che non è un popolo che ha tanto da ridere, ma quando al tono di tutta una collettività nessuno contribuisce con la propria iniziativa individuale, siamo messi maluccio.

leopoli gente alla fermataleopoli persone

Mito: niente è più odioso degli italiani che in aereo applaudono all’atterraggio.

Realtà: gli spaco applaudono alla fine del volo e pure all’inizio.

Mito e realtà: la sciura spaco dalla pettinatura all’avanguardia, che fa la foto al monumento con un cellulare che non fa le foto. Vincitrice indiscussa.

signora spaco che fa la foto

VISIBILE E INVISIBILE

via leopoli

Nonostante l’ottundimento da cibo, e la voglia di passare due giorni di assoluta spensieratezza, difficile non notare il degrado, a Leopoli. Cerca di nascondersi, eppure spunta fuori dalle facciate erose dei quartieri residenziali, più numerose di quelle risistemate delle zone turistiche, e dal grigio dei cortili, dei segni del tempo non curati e dei materiali da costruzione. Si respira quella durezza tipica dell’anima slava, che è un’anima bella e grande, grezza e calda, speculatrice e pragmatica, che si affaccenda da sotto alla sua scorza dura, temprata da secoli di fede e di sopportazione. La bellezza di Leopoli non sta solo nelle sue innumerevoli chiese di ogni tipo e nei palazzi colorati di un centro storico protetto dall’UNESCO, ma soprattutto nelle tracce tangibili di spinte e strappi di ripetute pressioni esterne contro genti in lotta per mantenere una propria identità. Anche (e soprattutto) per questo amo Spacoland, incondizionatamente. Sarà che ho un debole per le sfighe.

leopoli cortileleopoli degrado in centroleopoli centro

Se siete stati a Spacoland, fatemelo sapere! 🙂


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50 risposte »

    • Concordo con te! L’Ucraina vera è nelle campagne e nei centri più piccoli, dev’essere bellissimo farci un giro!

  1. Ciao conosco pochissimo l’Europa dell’est e tantomeno l’Ucraina. Molto bello il tuo racconto di Leopoli, Città forse poco conosciuta, ma appunto per questo interessante e fuori dalle solite mete turistiche. Mi piace come hai descritto la gente, che ride poco ma, memore della carestia mangia tutto, non hanno intolleranze alimentari!!. Bello perchè da un lato è divertente e dall’altro fa pensare a quanto noi ormai siamo “viziati” Ciao Anna

    • Ciao Anna, grazie della visita! Già, più viziati di noi è difficile… Guarda, io lo spero che loro non abbiano intolleranze alimentari, perché sono un popolo di testardi, quindi nel caso, povero l’eventuale accompagnatore! ;D

  2. Ho dato un’occhiata al tuo Fb, è appassionante, ogni post è una chicca.
    Questo post l’ho intuito più che capito fino in fondo, nel contempo però, al di là della forma forse troppo ricercata, c’è che sei sempre comunque interessante. (Probabilmente, la verità, è che ancora non ho bevuto il secondo caffè per dirmi che sono vivo e ancora al mondo)

  3. Dell’Est di poco e nulla, sono stato solo a Mosca e in Slovenia quindi mi sono letto con molta avidità questo post! E comunque andare in giro con te deve essere uno spasso! Una cosa che mi piace è il tuo modo di guardare le cose e costruirci su storie! Brava davvero!

  4. Ma grazie! Mi diverto con poco e mi piace condividere 😀
    Ps: “Solo” e Mosca non stanno bene nella stessa frase! 😉

  5. Amo molto viaggiare ma, chissà perché, non mi sono mai sentita molto attratta dai paesi dell’Est Europa. Il tuo articolo mi ha invece incuriosita e le tue foto mi hanno mostrato luoghi che mi piacerebbe molto vedere con i miei occhi 🙂 Credo l’Ucraina sia appena finita tra le possibili mete di un prossimo viaggio.

    • Dai dai! 🙂 Ti capisco comunque, quando ero più giovane certe mete (di cui molte dell’Est) non mi attiravano, ma una volta che scopri anche quel mondo svolti! (anche perché appunto, i prezzi sono bassi quindi ci si puòandare anche trattandosi bene ;D)

  6. Sei troppo, troppo, troppo brava 😀 La tua scrittura mi affascina. Due componenti della mia famiglia provengono proprio da Spacoland e devo dire che ho riconosciuto parecchi tratti tra quelli da te citati per descrivere il suo popolo.

    • Ciao! Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto 😊 Spacoland è mitica, ho conosciuto molte persone di quelle zone (nel mio cuore ci sono ancora dei ragazzini di zone disagiate con cui anni fa ho fatto volontariato, è stata una delle esperienze più belle della mia vita), lunga vita a tutti loro! 😃

      • Mio nipote è proprio uno di quei bambini che viveva in una zona disagiata e che a 5 anni aveva già visto l’inferno. Tutta quella sofferenza gli è rimasta dentro e non è più andata via, anche oggi che ha 20 anni. Aver aiutato qualcuno di loro ti fa veramente onore.

        • Mi dispiace tanto per tuo nipote, quando vedi certe cose da piccolo non oso immaginare come faccia il dolore ad andarsene via. Ho ricordi bellissimi dei periodi passati con quei bambini e ragazzini, certi pianti di gruppo alla fine!!

  7. Ah, Lucy, i tuoi post sono sempre uno spasso. E siccome mi piace appuntarmi – con la consapevolezza di perderli per sempre – alcuni passi da ogni post, ecco cosa ho trovato supremamente vero e incredibilmente ben scritto: “Si respira quella durezza tipica dell’anima slava, che è un’anima bella e grande, grezza e calda, speculatrice e pragmatica, che si affaccenda da sotto alla sua scorza dura, temprata da secoli di fede e di sopportazione”. 👏 👏

  8. la descrizione di questo viaggio ha il fascino e la somiglianza con certe recensioni di libri-non recensioni saggistiche ma personali emozioni che a me piacciono tanto.
    mai stato a “spacoland” eppure oggi ci sono stato con te, più nelle parole che nelle immagini.
    ml

  9. Io non ho mai amato particolarmente l’Europa dell’Est, non sono riuscita a farmi piacere granché nemmeno Budapest… 😦
    Al di là di tutto, la panza piena a poco prezzo è una cosa da non sottovalutare!
    Nel caso dovessi diventare guida turistica, comunque, scrivimi: con una come te potrei andare anche a Spacoland (e volentieri). 😀

    • È un complimento bellissimo, grazie Jessica 😊❤️ Non deve piacere sempre tutto, ma è bello sapere che un domani i gusti possono cambiare perché arriva il momento giusto (è quello che spero accada a me con l’Asia, ad esempio!) 😊

      • Grazie a te per tutto quello che scrivi! 😊 Ti leggo sempre, ma a volte non trovo le parole giuste per commentare, perciò lascio perdere…
        Hai ragione, poi i gusti sono spesso frutto di pregiudizi… è bello stravolgere le proprie idee, ogni tanto.
        A me l’Asia invece attira un sacco! 😁

  10. Ciao, scopro oggi il tuo blog e più che soffermarmi sui dettagli di Spacoland 😉 ti voglio fare i complimenti per la tua ironia e il tuo modo di scrivere assolutamente unico! Leggerti mette di buon umore.

  11. Ciao Lucy, bellissimo post! Mi piace molto il tuo modo di scrivere così originale! Non sono mai stata in Ucraina…sembra bello, darò uno sguardo ai voli come hai consigliato anche tu! 😉

    • Grazie mille Sara! Sì, cura bene i voli che prima o poi ci scappa! Poi dato ciò di cui ti occupi nel blog sospetto che l’Ucraina ti piacerebbe molto, ci sono un sacco di chiese di ogni tipo da visitare, una più bella dell’altra! 😊

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