Weekend a Leopoli. Lode all’Ucraina che tutti sognano senza saperlo: Spacoland!

Come visitare Leopoli, se oltre al turismo tradizionale si intende soprattutto cazzeggiare

(Disclaimer: ceci n’est pas un invito a prescindere dalla vostra fida guida turistica, né un’apologia dell’indolenza)

leopoli coverIl turista apprezzerà appieno la cittadina ucraina di Leopoli qualora in lui dimori un peculiare binomio di passioni: 1) l’effimera emozione di sentirsi ricchi sfondati, degustando commoventi porzioni di cibo e bevande alcoliche e ritrovandosi il portafoglio ancora pieno a fine soggiorno, grazie a un faustissimo cambio monetario; 2) la cultura Spaco.graffiti in ucraino

Nella mia cerchia di amicizie italofone politicamente scorrette, l’aggettivo “spaco” racchiude con affetto quei paesi europei la cui popolazione, grazie alla rassicurante fisionomia facciale per nulla imbronciata e alla raffinatezza di un look sempre sobrio ed elegante, viene definita tramite il baldanzoso motto in rima baciata Spaco botilia, amazo familia“.

(Ma non fraintendetemi: per numerosi motivi personali, Spacoland mi è carissima, sempre sia lodata!).

Ho quindi accolto con grande emozione l’opportunità di trascorrere un paio di giorni in un’amena cittadina spaco: L’viv, ovvero Leopoli, seconda città ucraina e città del leone (e “di Leone”: l’ucraino, bontà sua, non possiede l’articolo). Da sempre, a Spacoland tanti grandi uomini si chiamarono e si chiamano Leone (Lev, eponimo che in questo caso era uno dei primi Principi della regione in epoca medievale); mentre a noi oggi con questo nome non rimangono che scampoli di un glorioso passato, incarnati da personaggi di dubbio gusto quali il compianto Leone di Lernia (R.I.P.) oppure l’inconsapevole baby figlio di quella folklorica coppia blogger+rapper che sponsorizza se stessa. Anyway.leopoli chiesa e autoCosa aspettarsi da un weekend ucraino? Di seguito, l’elenco delle mie sconcertanti scoperte e rasserenanti conferme sull’amena Leopoli e sugli spaco locali. Miti e realtà.

LINGUA

Mito: La formula “Ucraina + alfabeto cirillico = degrado postsovietico”.

Realtà: A differenza di Kiev, la capitale molto più “russa”, Leopoli è stata sovietica solo per cinquant’anni, mentre per il resto dei secoli fu principalmente polacca; e per un periodo, noi polentoni norditalici e loro, gli spaco, siamo stati persino compatrioti sotto il potere dell’Austria-Ungheria. (Ma non per questo i ristoratori spaco hanno imparato a servire i clienti decentemente e senza broncio, con buona pace dei nostri virtuosi istituti alberghieri). Ergo: non è il caso di fare gli splendidi sfoderando il proprio russo claudicante per ottenere del cibo, nell’illusione che “tanto è quasi uguale”. Si riceveranno solo occhiatacce e risposte in ucraino. Magari si comprenderà lo stesso, ma il senso di figuraccia storica sarà impietoso (insieme al serpeggiante sospetto di uno sputo nel caffè). L’inglese aiuterà solo poco di più, meglio essere pronti all’adrenalina di una comunicazione gestuale sempre incerta.scritta ucrainaMito: nei paesi spaco è bello approfittare della barriera linguistica per esprimere i propri pensieri ad alta voce con spontaneità e scioltezza.

marriage express
L’apposito desk all’aeroporto di Leopoli

Realtà: dopo aver giudicato e parlato male di tutti i presenti in coda all’aeroporto, si scopre che la suddetta coda è formata per intero da agguerritissime badanti spaco, probabilmente detentrici di una laurea specialistica in lingua italiana, e da graziose mogli di ricchi CEO brianzoli.

TRASPORTI

Mito: incarnato dalla mia candida amica F., che a inizio viaggio chiede fiduciosa e sorridente “il taxi lo paghiamo con la carta?”

Realtà: il tassista spaco, che attende fuori dall’aeroporto biascicando “taxi?” come se stesse offrendo droga, va approcciato con aria torva e overconfident, biascicando una contrattazione del prezzo (da corrispondere in banconote sgualcite) possibilmente in lingua locale. Poi si sale sulla vettura illegale, facendosi rimproverare per aver allacciato le cinture, e si prega in silenzio per la propria vita.

leopoli4Mito: la modernità ormai è uguale dappertutto.

Realtà: autobus spaco fatiscenti, motoveicoli parcheggiati in mezzo alla strada e lasciati lì, auto vetuste dallo stesso probabile valore affettivo che avrebbe una vecchia Trabant per un cittadino dell’ex DDR.

motorino abbandonato per strada

Mito: evitare le tourist traps.

Realtà: girare la città sul trenino giallo che parte dalla piazza principale (con tanto di display per il commento multilingua e auricolari in regalo! Basta poco) è un’esperienza imprescindibile. Laverà via almeno una piccola parte di senso di colpa per essere partiti già stanchi e non timorosi di trascurare la Cultura in favore dei ravioli tipici e delle birre medie a un euro.

trenino giallo

PASSATEMPI

Mito: ipotizzare una visita o un’attività “se non costa troppo”.

Realtà: ricordarsi che ci si trova nell’economia spaco, farsi una risata e scialacquare felici il proprio denaro.

Mito: “faremo solo letture intelligenti!”

Realtà: da una valigia (non mia, l’identità del detentore rimarrà anonima) spunta fuori ciò:

rivista trash italiana

Mito: la sobrietà è nelle piccole cose.

Realtà: tastiera dell’internet-café spaco. (Costo della stampa della carta d’imbarco: 5 centesimi).

tastiera pc colorata

CIBO

Premessa: bearsi della fiorente tradizione gastronomica di un popolo che, tra il 1929 e il 1933, perse milioni di persone a causa di una carestia inflitta (L’Holodomor, “morte per fame”) che aveva tutti i tratti del genocidio.

Mito: assaggiare tutto e dappertutto, uscendone sempre ristorati e appagati. Tra la casuale ispirazione del momento e quel satanasso di Tripadvisor, sceglierò sempre la prima.

cibo ucraino9 - zuppa servita in un teschio
Qui avevo capito solo di stare ordinando “zuppa”.

Realtà 1: incarnata di nuovo dalla mia amica di viaggio F., la cui sventurata dieta, per un mix di necessità di salute e gusti personali, impone: no carne, no pesce, no lattosio, no pasta, no pane, no aglio né cipolla, no alcool, no cibo, no aria, no niente, no.

Realtà 2: io e A., oltre al nostro, ci spartiamo sistematicamente il pasto di F., qualcuno dimagrisce e qualcun altro ingrassa, ma tutti siamo felici.

Fact: la cosa migliore della cucina spaco sono i ristoranti georgiani.

Mito: i ravioli tipici georgiani contengono carne e brodo (entrambe le cose dentro al raviolo) e sono serviti in porzioni da tre.

istruzioni ravioli ucraini

Realtà: gli spaco si mangiano le borse del ghiaccio.

ravioli ucraini

Per concludere la sezione con ridondanza, una piccola gallery di pornografia del cibo, a cui ho detto addio con la stessa amarezza della fine di un amore estivo.

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PERSONE E MODA

Mito: il pregio della moda italiana e la sua indiscussa influenza mondiale.

Realtà:

vetrina ucraina
Traspira VERAMENTE!

La gente non sorride. Lo so, lo so che non è un popolo che ha tanto da ridere, ma quando al tono di tutta una collettività nessuno contribuisce con la propria iniziativa individuale, siamo messi maluccio.

leopoli gente alla fermataleopoli persone

Mito: niente è più odioso degli italiani che in aereo applaudono all’atterraggio.

Realtà: gli spaco applaudono alla fine del volo e pure all’inizio.

Mito e realtà: la sciura spaco dalla pettinatura all’avanguardia, che fa la foto al monumento con un cellulare che non fa le foto. Vincitrice indiscussa.

signora spaco che fa la foto

VISIBILE E INVISIBILE

via leopoli

Nonostante l’ottundimento da cibo, e la voglia di passare due giorni di assoluta spensieratezza, difficile non notare il degrado, a Leopoli. Cerca di nascondersi, eppure spunta fuori dalle facciate erose dei quartieri residenziali, più numerose di quelle risistemate delle zone turistiche, e dal grigio dei cortili, dei segni del tempo non curati e dei materiali da costruzione. Si respira quella durezza tipica dell’anima slava, che è un’anima bella e grande, grezza e calda, speculatrice e pragmatica, che si affaccenda da sotto alla sua scorza dura, temprata da secoli di fede e di sopportazione. La bellezza di Leopoli non sta solo nelle sue innumerevoli chiese di ogni tipo e nei palazzi colorati di un centro storico protetto dall’UNESCO, ma soprattutto nelle tracce tangibili di spinte e strappi di ripetute pressioni esterne contro genti in lotta per mantenere una propria identità. Anche (e soprattutto) per questo amo Spacoland, incondizionatamente. Sarà che ho un debole per le sfighe.

leopoli cortileleopoli degrado in centroleopoli centro

Se siete stati a Spacoland, fatemelo sapere! 🙂


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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

69 pensieri riguardo “Weekend a Leopoli. Lode all’Ucraina che tutti sognano senza saperlo: Spacoland!

  • 10 Settembre 2018 in 17:39
    Permalink

    Ho in mente di fare un viaggio in Ucraina da quando ho letto “Ogni cosa è illuminata”. Mi ispirerebbe un sacco fare un viaggio tra storia e gastronomia.

    Risposta
    • 10 Settembre 2018 in 18:21
      Permalink

      Concordo con te! L’Ucraina vera è nelle campagne e nei centri più piccoli, dev’essere bellissimo farci un giro!

      Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 17:45
    Permalink

    Ciao conosco pochissimo l’Europa dell’est e tantomeno l’Ucraina. Molto bello il tuo racconto di Leopoli, Città forse poco conosciuta, ma appunto per questo interessante e fuori dalle solite mete turistiche. Mi piace come hai descritto la gente, che ride poco ma, memore della carestia mangia tutto, non hanno intolleranze alimentari!!. Bello perchè da un lato è divertente e dall’altro fa pensare a quanto noi ormai siamo “viziati” Ciao Anna

    Risposta
    • 10 Settembre 2018 in 18:25
      Permalink

      Ciao Anna, grazie della visita! Già, più viziati di noi è difficile… Guarda, io lo spero che loro non abbiano intolleranze alimentari, perché sono un popolo di testardi, quindi nel caso, povero l’eventuale accompagnatore! ;D

      Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 18:20
    Permalink

    Ho dato un’occhiata al tuo Fb, è appassionante, ogni post è una chicca.
    Questo post l’ho intuito più che capito fino in fondo, nel contempo però, al di là della forma forse troppo ricercata, c’è che sei sempre comunque interessante. (Probabilmente, la verità, è che ancora non ho bevuto il secondo caffè per dirmi che sono vivo e ancora al mondo)

    Risposta
    • 10 Settembre 2018 in 18:31
      Permalink

      Non ti preoccupare, io ho SEMPRE bisogno di caffè e paradossalmente, più ne ho bisogno più tendo a complicarmi 🙂 Happy che la pagina FB ti piaccia! Have a nice week! 🙂

      Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 18:24
    Permalink

    Dell’Est di poco e nulla, sono stato solo a Mosca e in Slovenia quindi mi sono letto con molta avidità questo post! E comunque andare in giro con te deve essere uno spasso! Una cosa che mi piace è il tuo modo di guardare le cose e costruirci su storie! Brava davvero!

    Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 18:33
    Permalink

    Ma grazie! Mi diverto con poco e mi piace condividere 😀
    Ps: “Solo” e Mosca non stanno bene nella stessa frase! 😉

    Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 21:58
    Permalink

    Ah, ah, l’Ucraina era proprio fuori dai miei orizzonti futuri, ma dopo questo reportage dovrò ricredermi per forza!

    Risposta
    • 10 Settembre 2018 in 22:53
      Permalink

      Ciò mi fa molto molto piacere! ^_^

      Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 22:01
    Permalink

    Amo molto viaggiare ma, chissà perché, non mi sono mai sentita molto attratta dai paesi dell’Est Europa. Il tuo articolo mi ha invece incuriosita e le tue foto mi hanno mostrato luoghi che mi piacerebbe molto vedere con i miei occhi 🙂 Credo l’Ucraina sia appena finita tra le possibili mete di un prossimo viaggio.

    Risposta
    • 10 Settembre 2018 in 22:58
      Permalink

      Dai dai! 🙂 Ti capisco comunque, quando ero più giovane certe mete (di cui molte dell’Est) non mi attiravano, ma una volta che scopri anche quel mondo svolti! (anche perché appunto, i prezzi sono bassi quindi ci si puòandare anche trattandosi bene ;D)

      Risposta
  • 10 Settembre 2018 in 22:30
    Permalink

    qualche piccolo restauro edile conservativo potrebbe essere necessario…

    Risposta
    • 11 Settembre 2018 in 00:50
      Permalink

      Volevo dirglielo anch’io, ma poi mi avrebbero risposto “e allora il vostro ponte?”

      Risposta
    • 10 Settembre 2018 in 23:04
      Permalink

      Lo è! Dovevo andarci l’anno scorso ma poi sono venuta a Melbourne, mi rodeva ancora di più non esserci stata 😊

      Risposta
  • 11 Settembre 2018 in 14:42
    Permalink

    Sei troppo, troppo, troppo brava 😀 La tua scrittura mi affascina. Due componenti della mia famiglia provengono proprio da Spacoland e devo dire che ho riconosciuto parecchi tratti tra quelli da te citati per descrivere il suo popolo.

    Risposta
    • 11 Settembre 2018 in 14:52
      Permalink

      Ciao! Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto 😊 Spacoland è mitica, ho conosciuto molte persone di quelle zone (nel mio cuore ci sono ancora dei ragazzini di zone disagiate con cui anni fa ho fatto volontariato, è stata una delle esperienze più belle della mia vita), lunga vita a tutti loro! 😃

      Risposta
      • 11 Settembre 2018 in 21:03
        Permalink

        Mio nipote è proprio uno di quei bambini che viveva in una zona disagiata e che a 5 anni aveva già visto l’inferno. Tutta quella sofferenza gli è rimasta dentro e non è più andata via, anche oggi che ha 20 anni. Aver aiutato qualcuno di loro ti fa veramente onore.

        Risposta
        • 12 Settembre 2018 in 11:50
          Permalink

          Mi dispiace tanto per tuo nipote, quando vedi certe cose da piccolo non oso immaginare come faccia il dolore ad andarsene via. Ho ricordi bellissimi dei periodi passati con quei bambini e ragazzini, certi pianti di gruppo alla fine!!

          Risposta
  • 12 Settembre 2018 in 02:48
    Permalink

    Ah, Lucy, i tuoi post sono sempre uno spasso. E siccome mi piace appuntarmi – con la consapevolezza di perderli per sempre – alcuni passi da ogni post, ecco cosa ho trovato supremamente vero e incredibilmente ben scritto: “Si respira quella durezza tipica dell’anima slava, che è un’anima bella e grande, grezza e calda, speculatrice e pragmatica, che si affaccenda da sotto alla sua scorza dura, temprata da secoli di fede e di sopportazione”. 👏 👏

    Risposta
    • 12 Settembre 2018 in 11:45
      Permalink

      Ma che carina, grazie! 😊🙏😘

      Risposta
  • 14 Settembre 2018 in 00:04
    Permalink

    anche il parco auto, molto anni ’70, mi sembrerebbe un po’ da rinnovare…

    Risposta
    • 14 Settembre 2018 in 00:07
      Permalink

      Quello no, sennò il fascino dei viaggi nei tassì illegali va a farsi benedire!

      Risposta
      • 14 Settembre 2018 in 00:08
        Permalink

        più che un viaggio in taxi, mi sembra più pericoloso di un fuoristrada in panne nella savana piena di leoni affamati

        Risposta
        • 14 Settembre 2018 in 00:11
          Permalink

          Lo è. Anni fa a Mosca feci il tragitto dall’aeroporto alla città in uno di quei cosi che andava a 170 all’ora (seduta davanti), se non sono morta lì era proprio il caso che sopravvivessi anche ad altro. 😱

          Risposta
          • 14 Settembre 2018 in 00:16
            Permalink

            dopo una simile prova ti salveresti anche da un’apocalisse zombie

            Risposta
  • 14 Settembre 2018 in 21:07
    Permalink

    [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=Y_2c_E_c-U0&w=640&h=360]

    Risposta
    • 15 Settembre 2018 in 17:52
      Permalink

      Oooh ma che bello tutto! 🙂

      Risposta
  • 16 Settembre 2018 in 19:58
    Permalink

    la descrizione di questo viaggio ha il fascino e la somiglianza con certe recensioni di libri-non recensioni saggistiche ma personali emozioni che a me piacciono tanto.
    mai stato a “spacoland” eppure oggi ci sono stato con te, più nelle parole che nelle immagini.
    ml

    Risposta
    • 16 Settembre 2018 in 22:45
      Permalink

      Grazie di essere passato! 🙂 Secondo me Spacoland sarebbe felice di averti in visita 😊

      Risposta
  • 19 Settembre 2018 in 07:28
    Permalink

    Devo dire che visitata con te, altro che l’Unesco! Grazie 🙂

    Risposta
    • 19 Settembre 2018 in 12:18
      Permalink

      Troppo buona!! 😅😘😘😘

      Risposta
  • 20 Ottobre 2018 in 01:54
    Permalink

    Io non ho mai amato particolarmente l’Europa dell’Est, non sono riuscita a farmi piacere granché nemmeno Budapest… 😦
    Al di là di tutto, la panza piena a poco prezzo è una cosa da non sottovalutare!
    Nel caso dovessi diventare guida turistica, comunque, scrivimi: con una come te potrei andare anche a Spacoland (e volentieri). 😀

    Risposta
    • 20 Ottobre 2018 in 11:38
      Permalink

      È un complimento bellissimo, grazie Jessica 😊❤️ Non deve piacere sempre tutto, ma è bello sapere che un domani i gusti possono cambiare perché arriva il momento giusto (è quello che spero accada a me con l’Asia, ad esempio!) 😊

      Risposta
      • 20 Ottobre 2018 in 20:34
        Permalink

        Grazie a te per tutto quello che scrivi! 😊 Ti leggo sempre, ma a volte non trovo le parole giuste per commentare, perciò lascio perdere…
        Hai ragione, poi i gusti sono spesso frutto di pregiudizi… è bello stravolgere le proprie idee, ogni tanto.
        A me l’Asia invece attira un sacco! 😁

        Risposta
        • 20 Ottobre 2018 in 21:52
          Permalink

          (Solo ❤️!! 🌸)

          Risposta
  • 3 Novembre 2018 in 00:37
    Permalink

    Non sai da quanto sogno di andare in Ucraina! ho girato quasi tutto l’est Europa e niente, qui non sono mai stata! che dici, mi autoflagello? oppure ho un pò di tempo per rimediare? 🙂

    Risposta
    • 3 Novembre 2018 in 02:06
      Permalink

      Non flagellarti ma tieni d’occhio i voli! 😉

      Risposta
  • 5 Novembre 2018 in 06:58
    Permalink

    Ciao, scopro oggi il tuo blog e più che soffermarmi sui dettagli di Spacoland 😉 ti voglio fare i complimenti per la tua ironia e il tuo modo di scrivere assolutamente unico! Leggerti mette di buon umore.

    Risposta
    • 5 Novembre 2018 in 07:57
      Permalink

      Ma che bello, arrossisco! Grazie mille! 😊

      Risposta
  • 7 Novembre 2018 in 22:10
    Permalink

    Ciao Lucy, bellissimo post! Mi piace molto il tuo modo di scrivere così originale! Non sono mai stata in Ucraina…sembra bello, darò uno sguardo ai voli come hai consigliato anche tu! 😉

    Risposta
    • 7 Novembre 2018 in 22:13
      Permalink

      Grazie mille Sara! Sì, cura bene i voli che prima o poi ci scappa! Poi dato ciò di cui ti occupi nel blog sospetto che l’Ucraina ti piacerebbe molto, ci sono un sacco di chiese di ogni tipo da visitare, una più bella dell’altra! 😊

      Risposta
  • 12 Febbraio 2019 in 20:58
    Permalink

    Non sono mai stata in Ucraina e dopo aver visto la zuppa servita nel teschio, non sono sicura che vorrò mai andarci! Comunque, hai dato un’idea precisa del luogo… 😉

    Risposta
    • 12 Febbraio 2019 in 21:24
      Permalink

      Ma come?!? La zuppa nel teschio di vetro è la cosa più bella che si sia mai vista!! 😜

      Risposta
  • 25 Febbraio 2019 in 19:23
    Permalink

    Cara Lucy, quante verità in questo articolo! Sono stata A Leopoli solo di passaggio. Il mio aereo atterrava lì ma la corsa poi continuava fino a Ternopoli, città a poca distanza dalla prima. In molte cose le due città si assomigliano tantissimo, in altre meno. MA i tempi pare stiano cambiando leggermente anche lì adesso e qualche colore con tanto di sorriso comincia ad affiorare. O almeno questa è la sensazione che ho avuto quando sono tornata a Ternopoli per la seconda volta.
    I falsi miti che abbiamo sono davvero tanti, a partire dalla lingua che per loro è decisamente una cosa seria. Parlano Ucraino e non russo e non hanno molto piacere a mischiare le cose. Che poi per carità, forse se ci parlassero francese a noi italiano penseremmo la stessa cosa: parliamo italiano e non francese. Però sulla cucina ti devo dare torto. I miei giorni in Ucraina hanno visto il numerino sulla bilancia salire e salire ad una velocità che non immaginavo e la maggior parte della colpa va ai ravioli! La forma che usano è molto diversa dai sacchetti congelati che ho visto nelle tue foto ahah. A quanto pare anche queste cose cambiano da città in città, e chi lo avrebbe mai detto! Però hai avuto coraggio a prendere la zuppa nel teschio, a me avrebbe fatto un po’ impressione 😉
    Che dici, pensiamo ad un ritorno? 😉

    Risposta
    • 25 Febbraio 2019 in 21:50
      Permalink

      Ma magari!! 🙂
      La zuppa nel teschio mi è arrivata a sorpresa, sul menù diceva solo “zuppa” ma non avevo capito che la servissero con tanta enfasi, che comunque ho adorato! In ogni caso anche la mia bilancia si è lamentata, ci è voluto dell’impegno per cancellare dal corpo le tracce per l’amore per il cibo spaco! ;D

      Risposta
  • 11 Aprile 2019 in 04:32
    Permalink

    Un altro spassosissimo post 🙂 Ammetto la mia piena ignoranza in termini di attrattive dell’Ucraina, ma mi hai divertita molto con il tuo racconto!

    Risposta
    • 11 Aprile 2019 in 09:13
      Permalink

      Mi fa molto piacere, magari un domani quando visiterai l’Ucraina ti torneranno in mente gli spaco 😄

      Risposta
  • 31 Maggio 2019 in 23:02
    Permalink

    Ammetto che ignoravo pure l’esistenza di Spacoland, come la chiami tu! A parte avermi fatto piangere dal ridere in certi punti (la tipa che scatta foto con un cellulare del milleottocento ad esempio), sei riuscita a trasmettere l’atmosfera di questo posto!

    Risposta
    • 3 Giugno 2019 in 15:12
      Permalink

      Ti dirò che quando l’ho vista dal vivo, la signora con il cellulare, anche io e la mia amica abbiamo pianto dalle risate, tanto che se n’è accorta 🙂

      Risposta
  • Pingback:Elogio anacronistico della Russia e del russo – Lucy the Wombat

  • 6 Agosto 2019 in 04:24
    Permalink

    “Sarà che ho un debole per le sfighe”: sì, comprendo, anch’io, anche se mi appassiono di sfighe diverse XD
    Bellissimo post come al solito ^^ minchia ma io mi sarei mangiato tutto, anche la colazione non identificabile.

    Risposta
    • 11 Agosto 2019 in 21:49
      Permalink

      Ti ho recuperato dallo spam, scusa!!
      In effetti io ero tra coloro che hanno mangiato tutto, ma proprio tutto! 😀

      Risposta
        • 11 Agosto 2019 in 23:56
          Permalink

          Ahah macché, scusa tu 😄😅

          Risposta
  • 18 Agosto 2019 in 20:01
    Permalink

    Niente. Volevo avere la certezza di avere immaginato bene l’ uso del nomignolo Spacoland 😂😂😂😂😂😂😂

    Risposta
    • 21 Agosto 2019 in 11:52
      Permalink

      Abbiamo iniziato a dire così tra amiche finché non è rimasto nell’uso 🙂

      Risposta
  • Pingback:Romania: la Bucarest di Ceausescu e la fantasticheria delle vite degli altri – Lucy the Wombat

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