STRANGE AUSTRALIA

Sea Life. La virtù definitiva dei pesci

Tra una meraviglia e l’altra del Melbourne Sea Life, uno scongiuro per il ripristino di una dote semidimenticata, per il bene dell’umanità (ma anche solo per il mio)

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Potevamo nascere termosifoni, posaceneri, clacson, e invece no, siamo nati umani e ci siamo evoluti (ou pas), perciò almeno approfittiamone come possiamo. Se ci troviamo a Melbourne, saremmo dei pazzi a non far tappa al Sea Life.

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Come visitare il Sea Life, a.k.a. Melbourne Acquarium, senza sacrificare né l’entusiasmo di guardare al bello né l’illibatezza della propria fedina penale

Parliamo di un ammiccante tempio acquatico dove, dietro compenso di qualche decina di dollari (o più, se si intende anche portarsi a casa la borraccia-pesce palla, o il posticcio fotomontaggio del proprio ritratto in coppia con lo squalo peluche), al comune cittadino urbano pagante è concesso stordirsi di meraviglia e di fiducia nell’evoluzione. Un’esibizione di vasche oceaniche e di bolle in vetro dalle quali bearsi del tempo eterno, della vita ignara e tenace, e dell’evidenza del fatto che l’uomo non ha inventato niente che la natura non avesse già previsto. Più un certo straniamento misto a delusione, nel sapersi bipedi implumi con i piedi per terra e la testa per aria.


Ma prima di condividere alcune tra le scoperte dell’esplorazione, il pensierino del cuore (a riprova del fatto che oltre a un discreto odio per l’umanità nutro anche un cuore):

C’è solo una cosa più bella del passare il tempo nel proprio posto preferito: tornarci accompagnando qualcuno. Avere occhi nuovi per sé e per l’altro. Meravigliarsi una seconda volta, ancora e di più, guardando ma soprattutto mostrando, perché quel che si dice è vero: sharing is caring. 

Fine del pensierino del cuore e ritorno al mio mood preferito, quello sbalordito.

Alcune tra le cose che prima di oggi mi erano ignote:

I coralli non sono vegetali, sono animali (ok, questo lo sapevo già, ma ci penso sempre come a una nuova scoperta).

Certi pesci hanno ciglia più lunghe delle mie.

Altri si vestono persino meglio di me (non che ci voglia molto, da quando vivo Down Under).

pesce

Alcuni hanno due sole dimensioni, più alti che lunghi, e senza larghezza.

Ce ne sono di belli, di brutti, e poi c’è lui: il pesce con il naso.

pesce nasone

Esiste una tartaruga ancestrale col naso da maiale.

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Poi c’è lo squalo che al posto del naso ha direttamente una motosega.

Alcuni pesci hanno una sacca in cui si portano dietro l’acqua da respirare, e così possono uscire ad esplorare la terraferma.

Fino a che non si estinse, i mari erano infestati dal megalodonte, uno squalo lungo tre volte il grande squalo bianco. Aveva 250 denti (!) e mangiava balene per cena. Al Sea Life potete farvi fotografare dentro le sue fauci.

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Certi pinguini in fase di muta (moulting) sembrano degli orsetti, ugualmente marroni e pelosi.

Il Pinguino Reale (questo sopra) soffre della sindrome del secondo classificato, perché nell’ultracompetitiva Antartide il Pinguino Imperatore gli ruba tutta la celebrità.

Se oggi vi sentite scoraggiati, ricordatevi che anche il Gentoo Penguin, questa bestiola qui sotto, non sapeva cosa ci stesse a fare al mondo, prima di scoprire che sott’acqua poteva guizzare a 36 km/h ed essere il più veloce uccello nuotatore. Da qualche parte c’è per tutti il proprio exploit, basta solo sperimentare fino a trovarlo.

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Essere una rana e gracidare saltellando nella foresta pluviale è un’ottima opzione per una vita futura.

I coccodrilli sembrano finti, finché non si muovono impercettibilmente.

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Alcuni cavallucci marini girano travestiti da alghe per non farsi notare (e si fanno fotografare sfocati).

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Osservando la simbiosi più poetica del pianeta, avevo sempre pensato di essere come quel famoso pesce, che tra una nuotatina e l’altra si acquatta tra le falde dell’anemone di mare per cercare protezione dai predatori; e invece no: io sono l’altra parte del binomio, l’anemone. Pungo e ulcero, scoraggiare (con la a) is the new black. Tranne quando ho un cuore.

Durante un romantico weekend sulla Luna con Airbnb, non dimenticate di osservare a occhio nudo la Grande Barriera Corallina. Questo capolavoro vivente ospita 400 specie di coralli, 1500 specie di pesci, 4000 di molluschi, 25 di mammiferi marini e 25 di uccelli. Molte di queste creature non sanno neanche che esistiamo, eppure tutte sono a rischio per colpa dell’impatto umano sull’ambiente. Però, gli acquari continuano a preferire la narrazione felice a quella più aggiornata dei coralli in gran parte sbiancati – sai mai che qualcuno si perturbi. Solo in un angolino poco illuminato è in mostra una bottiglietta di plastica in acqua che, guardacaso, non si biodegrada. Osare is not the new black.

(Se a qualcuno interessasse un documentario autorevole e meno festoso sullo stato attuale degli oceani e del Great Barrier Reef, consiglio questo, pregiatissimo, di The Years Project, oltretutto presentato, udite udite amiche trentenni, da Joshua Jackson – quindi per qualche amante degli occhioni blu blu blu oltre che del mare blu blu blu, saranno due documentari al posto di uno:)

Infine, as advertised, l’encomiabile e definitiva virtù dei pesci. Questi animali sono stupefacenti per tanti motivi – per l’ingegno delle loro branchie, delle squame, delle pinne, delle vesciche natatorie gonfiabili e sgonfiabili, ma soprattutto per una genuina e mai scontata qualità: il silenzio. I pesci tacciono. Pace. Quiete. Tranquillità. Luxe, calme et volupté. Poche cose sono più belle di veder fluttuare i pesci. In silenzio. Zitti.

Solo loro tacciono, però.

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Chtulhu

Non tacciono i visitatori dei pesci, non tacciono soprattutto i figli dei visitatori dei pesci, che urlano, strillano, corrono, sbattono, rotolano, rimbalzano, slittano, cantano. Non tacciono i genitori dei satanici pargoli, incitandoli a sovreccitarsi ulteriormente nel totale disdegno del prossimo (altrettanto pagante). Non tacciono i marmocchi nemmeno in pausa sulla tazza del wc, sicché io e il mio accompagnatore ci chiediamo: ma quando eravamo piccoli noi, facevamo tutto ‘sto casino? Ovviamente no. E allora cos’è successo? Quando comportarsi sguaiatamente nei luoghi pubblici è diventato accettabile? Perché non c’è una policy museale che impedisca e sanzioni il baccano sfrenato? Che catturi i mocciosi malefici e li dia in pasto ai polpi, o alle mante, o a quella bestia mostruosa che assomiglia a Chtulhu?

Cosa ne direbbero i pesci, se potessero parlare? Misteri abissali.

Morale #1: c’è il baraccone pop, sì, ma c’è soprattutto bellezza al Sea Life, tanta, di quella vera, profonda; prima della visita, comunque, consiglio un bel training autogeno sulla necessità di non farvi prendere da un raptus di odio sociale e non liberare il coccodrillo all’ingresso della starnazzante area “L’Era Glaciale”.

Morale #2: nessuno mi affiderà mai un post sponsorizzato.

Disclaimer: La questione degli animali in cattività è qui volutamente tralasciata, ci tornerò prossimamente per raccontare dell’enorme Lone Pine Koala Sanctuary di Brisbane.

La mia prima visita al Sea Life (perché è stato subito amore!) l’ho raccontata qui.

Vi lascio con un intramontabile brano a tema 🙂

61 risposte »

  1. I grossi squalacci preistorici devono essersi estinti a causa del costo dei dentisti…
    E comunque, sola o accompagnata la tua leggerezza è sempre una boccata di ossigeno!
    Ps sui bimbi odierni concordo che rispetto alla mia infanzia si è passati da un eccesso di autorità dove regnavano schiaffi ma anche cinghiate, zoccoli in granito, cucchiaie sadomaso e punizioni in stile vietcong ad un estremo opposto dove, di fatto comandano loro.Una via di mezzo magari…

    • La tua famosa infanzia svizzera… giusto? Non so cosa sia peggio sinceramente, mi sembrano entrambe due realtà agghiaccianti. Io da quel punto di vista sono cresciuta con modi equilibrati! Ottima la tesi sugli squali. Gli saranno caduti tutti i denti, da lì all’estinzione! Grazie del commento anche stavolta ^_^

      • E si, lì non si scherzava! Ricordo una volta che mi cadde per terra una carta e intervenne un gendarme in un modo tutt’altro che gentile…ne rimasi traumatizzato!😬In più avevo l’aggravante…oltre che bambino ero pure italiano…l’anticristo praticamente!🙄
        Ps ti svelo un segreto sui miei commenti! Commento tanti post di tanti blogger che leggo ma, non sempre poi torno dopo una prima volta.In genere torno volentieri dove mi sento a casa nel senso di essere a mio agio anche nello scrivere una stupidata come quella dei denti o altre peggiori senza timore e questo non è facilissimo che accada! Quindi grazie a te!😜

    • Ciao Guido! Oddio, le alici marinate… ecco, io cerco di essere parca sul consumo di pesce, ma davanti alle alici marinate proprio sragiono, sono sublimi (qui ovviamente non le trovo!):)

  2. A che ci serve il National Geographics se abbiamo te?
    Brava: di solito mi rompo le balle subito a leggere di queste cose, invece tu mi hai catturato.

  3. Un articolo molto divertente! Sto ancora ridendo per la parte dei mocciosi in pasto ai polpi .. purtroppo così vera!

  4. Li’ ho scoperto anche il bacarozzo acquatico, un bug che nuotava. Carino, eh. Ma era come se mi perseguitassero! XD

    Per il coccodrillo, se e’ ancora vivo, non avevo parole. Mi sembrava avesse proprio zero spazio per muoversi… E vabbè che era super cattivo secondo il cartello ma insomma…

    I pinguini bellissimi ma ricordo una puzza che neanche de mattina al gattile dove facevo la volontaria. 😀

    • Ah sì? La puzza non c’è più se ti può consolare. Devono aver cambiato vetri 🙂 Anche a me il coccodrillo aveva turbata un sacco. Forse faceva finta di essere inanimato per autoconvincersi di avere un senso là dentro. Povera bestia.

  5. Era un po’ che non mi perdevo nei tuoi post e direi che ho azzeccato quello giusto! Sono stata poco tempo all’acquario di Genova (che deve essere il formato viaggio di quello di Melbourne) e devo dire che conservo lo stesso sguardo meravigliato. Sia nei confronti degli animali (soprattutto delle meduse, le ho guardate per un tempo indefinito nonostante mi facciano una paura boia) sia degli umani, in particolare di quella signora che per quindici minuti ha chiesto al povero consorte perché avevano messo dei sacchetti di plastica in una teca, non sforzandosi neanche per idea di sollevare lo sguardo e leggere la targa che parlava dell’inquinamento degli oceani…

    • Grazie Katy! :)) Anch’io amo fissarmi sulle meduse! L’acquario di Genova è un signor acquario, per certe vasche non è da meno di questo qui. Meno male che non sono l’unica a stupirmi delle persone allora, questo aneddoto della signora che non capiva il sacchetto è terribile!

  6. Quanto è bello il mondo animale..! complimenti per questo bellissimo articolo di scoperta, anche molto divertente! anch’io mi sorprendo ancora ogni volta che mi ricordo che i coralli sono animali..

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