Biciclette e dromedari

Che fine hanno fatto le biciclette gialle? Due storielle realmente accadute, un’unica narrazione e una morale (assente)

I fatti

1) Arabia Saudita. Strabiliante concorso di bellezza per dromedari. Si scopre che alcuni esemplari si sono fatti il botox. Accuse e clamore. I dromedari vengono squalificati.

2) Melbourne. Le biciclette gialle sono introdotte in città. Nome: O-Bike. Formula: Dockless sharing = ne cerchi una nelle vicinanze tramite l’app, la vai a sbloccare, pedali, la lasci dove vuoi. Tradotto: paghi poco, ti mantieni in forma, non ti accolli l’acquisto e il possesso, fai parte di una comunità che condivide.

Viene fuori che le biciclette vengono vandalizzate e usate in modo improprio. Vengono sorprese a sguazzare strafottenti nello Yarra, ripescate e messe in castigo. La gente le incolpa. Haters sui social: “sono inutilizzabili”, “deturpano i marciapiedi”, insomma, come osano (ma c’è anche chi si chiede “perché condividere con altri una cosa che ti puoi comprare?”)? Accuse e clamore. Le biciclette vengono squalificate.

obike
(© Kris Fumberger, via SBS)

EDIT, Giugno 2018: O-bike annuncia il ritiro da Melbourne. Mi dicono che in svariate altre grandi città del mondo, la situazione non differisce. Epic fail.

La sentenza

Si dichiarano dromedari e biciclette colpevoli di ogni capo d’accusa. Gli umani si assolvono da ogni imputazione.

Way to go, people! Way to go.

Dromedary_in_Thar_desert.jpg
(© Clément Bardot, via Wikimedia Commons)

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Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

25 pensieri riguardo “Biciclette e dromedari

  • 27 Gennaio 2018 in 02:28
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    En France, des gens s’insultent, se battent pour avoir un pot de nutella en promotion.
    Alors on pourrait blâmer ces gens là. Mais en réalité, s’ils se battent pour avoir quelque chose de moins cher, c’est qu’ils sont dans le besoin.
    Donc est-ce que ce sont ces gens là que l’on doit blâmer ou bien l’Etat qui fait de la merde au point que des gens viennent à leur main pour pouvoir se faire plaisir avec un pot de nutella.

    Cette vie est parfois si triste.

    Risposta
    • 28 Gennaio 2018 in 14:44
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      Oui j’ai vu ça ! Franchement pour moi, il n’y a à blamer que ces gens dont tu parles. Je vois pas comment du Nutella pourrait etre considéré comme nécessaire, là il s’agit de garder un peu d’hygiène mentale et de s’abstenir de régresser à un tel état primitif. Par contre je me demande bien ce que ton traducteur t’a dit, parce que dans ce billet je parlais bien d’autre chose 😀 <3

      Risposta
  • 28 Gennaio 2018 in 13:16
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    Che brutto sapere della infausta fine delle bici, quando ci vivevo io raccontavo a tutti di quell’esempio di civiltà… 🙁

    Risposta
    • 28 Gennaio 2018 in 14:50
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      Per i primi mesi anch’io, ero entusiasta e ho dibattuto tanto contro i detrattori delle o-bike… (un’australiana di ampie vedute però l’ho incontrata, mi ha detto “è pieno di carrelli del supermercato in giro, ma di quelli nessuno dice niente”). Ma sta di fatto che da qualche tempo non riesco più a trovare una bici usabile: o è senza sellino, o ha i pedali rotti, o il manubrio rovesciato, o ha altri problemi di manutenzione… mi ero anche comprata il casco apposta (perché ovviamente è stata la prima cosa a sparire) ma ora più che altro se ne sta a casa su una mensola. 🙁

      Risposta
  • 3 Luglio 2018 in 16:36
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    Che dire… Hai ragione da vendere. Mi ha sconvolto l’idea di questi poveri dromedari martoriati dal botulino. E le MoBike ci sono anche nella mia città (Bergamo) e stanno diventando uno sport olimpico: il lancio della bici nelle rogge o sopra i tetti delle case. Ovviamente tutta colpa delle biciclette che se ne stanno lì, pronte per essere scagliate lontane.

    Risposta
    • 4 Luglio 2018 in 09:31
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      Esatto… Non aggiungo nulla 🙁

      Risposta
  • 3 Luglio 2018 in 19:40
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    Il bike sharing della GoBee Bike, che mi sembra similare come idea, è stato un fallimento anche a Firenze ed in altre città italiane. Bici vandalizzate, distrutte per puro divertimento. Che tristezza e che inciviltà… eppure per le grandi città era un’idea straordinaria!
    Per quanto riguarda i dromedari col botox, beh… lasciamo perdere!
    Ma la colpa è sempre degli altri, no?

    Risposta
    • 4 Luglio 2018 in 09:33
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      Eh! 😡 Comunque davvero, bisogna essere dementi per non solo non apprezzare, ma per danneggiare una così bella idea! Anche in Francia (e chissà in quali altri paesi) stessa cosa!

      Risposta
  • 3 Luglio 2018 in 22:03
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    Bruttissimo constatare cosa la razza umana sia grado di fare, e dire che siamo Co sixerati esseri intelligenti! OMG!

    Risposta
    • 4 Luglio 2018 in 09:38
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      Questa dell’intelligenza è una storia falza 😉

      Risposta
  • 4 Luglio 2018 in 17:53
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    sembra che il bike shraing non funzioni mai per questi motivi. mi chiedo come si potrebbe controllare il loro utilizzo improprio… è inconcepibile per una mente normale che si sciupi qualcosa che appartiene a tutti.

    Risposta
    • 5 Luglio 2018 in 07:25
      Permalink

      Ma infatti tra i vari feedback che ho sentito, e che più di tutti mi ha lasciata basita, c’era il fatto che la gente non si rendesse conto che un bene/servizio da condividere con altri abbia un valore aggiunto e non uno ristretto!! Mi si è stretto il cuore 😔

      Risposta
  • 4 Luglio 2018 in 18:48
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    Ma veramente?! Poveretti quei dromedari, e poverette le bici. Si può essere tanto incivili? Sì, si può. La razza umana è la peggiore sulla terra, alla stregua delle “pulci delle pulci dei porci” (cit. Grease).
    Anche a Brescia c’è il Bike-Sharing (BiciMia), e qui devo dire che funziona alla grande, anzi, talvolta c’è carenza di bici perché le usano davvero in tanti! E stanno aggiungendo sempre più punti di ritiro. Io poi non utilizzo questo servizio perché i bresciani in macchina fanno pena, e c’è il rischio di rimanerci secchi un giorno sì e l’altro pure, però certe colleghe sì, e si trovano bene.

    Risposta
    • 5 Luglio 2018 in 07:22
      Permalink

      Quoto sulla guida degli italiani che è il motivo per cui anch’io non sono quasi mai andata in bici (poi a Milano tra un binario del tram e una mattonella saltata ci sarei rimasta secca subito), comunque per fortuna almeno esiste anche il bike sharing di cui parli tu, quello con le bici da sbloccare in certi punti prestabiliti… Anche secondo me è un’ottima idea, e molto meno vandalizzabile. C’è anche qui a Melbourne, è del comune, ma soprattutto in città così vaste o hai un punto di sblocco proprio sotto casa oppure è facile che sia inutile. Le o-bike invece le trovavo sempre nella mia via e le lasciavo sotto al portone per il prossimo utente! Ho già nostalgia!

      Risposta
  • 4 Luglio 2018 in 19:03
    Permalink

    No vabbè, vorrei commentare ma quasi non ci riesco…dico solo una cosa: poveri dromedari e povero mondo!

    Risposta
    • 5 Luglio 2018 in 07:17
      Permalink

      Vero? 😔

      Risposta
  • Pingback:Wallaby e refusi – Lucy the Wombat

  • 2 Gennaio 2019 in 07:01
    Permalink

    Quella dei dromedari l’avevo sentita, anzi letta su un tg nazionale on line! quella delle biciclette mi mancava. Dispettosi dromedari e biciclette allora! AhahAh

    Risposta
    • 2 Gennaio 2019 in 09:30
      Permalink

      Dispettosi e insubordinati! 😄🤔

      Risposta
    • 3 Gennaio 2019 in 00:15
      Permalink

      Pure qua! Mortacci

      Risposta
  • 4 Gennaio 2019 in 23:49
    Permalink

    Ti trovo per puro caso.
    È interessante quello che scrivi… ed è anche interessante dover prendere atto che, circa le biciclette, la maleducazione è in ogni continente.
    Circa i dromedari… non me ne intendo.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

    Risposta
    • 4 Gennaio 2019 in 23:53
      Permalink

      Ciao, grazie del commento! Nemmeno io mi intendo di dromedari, la notizia del concorso saudita però mi aveva colpita come tutte le assurdità umane… Che mondo! La storia delle bici mi ha proprio amareggiata perché fino a poco prima del ritiro la compagnia continuava a dichiararsi sicura di restare. :/

      Risposta
  • 26 Aprile 2019 in 20:16
    Permalink

    Che peccato! Una mia amica a Milano usava spesso il bike sharing per andare a lavoro. Una ritardataria senza precedenti la cui sola salvezza era la postazione delle bici da sbloccare sia sotto casa che sotto il lavoro. Non so ancora esistono a Milano ma sarebbe un peccato che queste iniziative di condivisione, che dovrebbero teoricamente avvicinare e unire le persone cercando di renderle sempre piu’ una comunita’, vengano invece eliminate a causa dell’incivilta’ delle persone. Che poi come dici tu non se, anzi non ce ne assumiamo neppure le responsabilita’ anzi facciamo sempre a scarica barile!

    Risposta
    • 27 Aprile 2019 in 15:17
      Permalink

      Infatti è proprio quest’ultima la cosa che non riesco a tollerare. Mi sembra stupidissimo. Forse abbiamo la stessa amica milanese, comunque! 😀

      Risposta

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