LUCY WANDERS

Romania: la Bucarest di Ceausescu e la fantasticheria delle vite degli altri

DALLA VISITA ALLA CAPITALE ROMENA ALLA CRISI ESISTENZIALE

“Se ti svegliassi in un posto diverso, a un orario diverso, ti sveglieresti una persona diversa?” – si domandava vent’anni fa Edward Norton, mentre l’inquadratura si posava sinuosa su Brad Pitt, nel mio film preferito di tutti i tempi.

bar bucarest esterno sedie bancali e casse

Me lo sono chiesta spesso anch’io, di solito per rispondermi che potevo anche fare a meno di scoprirlo. In fondo, su sette miliardi, poteva andare molto peggio, con buona pace di quel “choosy” con cui quella simpaticissima ex-ministra si faceva beffe di noi Millennial.

Di recente c’è stato un momento, però, in cui mi sono convinta del contrario, fortissimamente: sarei voluta essere qualcun altro, eccome, con tutta me stessa. L’evidenza della scoperta mi ha gettata nella più nera disperazione.

bucarest cortile vecchio e rovinato

“Qualcun altro” chi, e perché?

NEL CENTRO DI BUCAREST

La rivelazione è arrivata quando a luglio, per le vacanze in Europa, ho passato un weekend a Bucarest, Romania (con gli australiani sono abituata a specificare anche la nazione, scusate!). Un’altra bella contrada del mitico reame di Spacoland, dove il sole non tramonta mai – a meno che non si esauriscano le scorte di alcool e le giacche leopardate.

bucarest lipscani facciata in legno

VITA DA ROMENO QUALUNQUE

Nonostante una certa rovina oggettiva in giro, ho avuto subito un’impressione così favorevole della città da indurmi a speculare che, in un mondo parallelo, mi sarebbe piaciuto vivere lì, reincarnarmi in qualcuno del posto. Mettiamo: un metallaro romeno. Uno di quei ragazzi che la sera, nel cuore pulsante della città, lo storico quartiere semipedonale di Lipscani, sbirciavo bere birre e fare discorsi esistenziali con gli amici fumando una sigaretta dietro l’altra, sempre lì, sempre gli stessi, tra i turisti in transito in cerca di buon cibo, souvenir e locali notturni a tutte le ore.

lipscani budapest strada
lipscani bucarest via turistica pedonale con bar e ombrelloni

Un metallaro troppo alto e troppo magro dallo sguardo vispo, un bravo ragazzo da sposare, magari con una fidanzata che la sera si dimenasse meccanicamente davanti agli occhi avidi di uomini di passaggio, per rimediare cash facile con cui girare il mondo insieme a me; ma naturalmente desiderosa di smettere, per diventare archeologa o veterinaria. In questi panni mi sarei chiamato tipo Eugeniu.

Di giorno avrei fatto il garzone che imbottiglia il latte al variopinto mercato centrale di Obor, tra vecchiette sdentate con il fazzoletto in testa e instancabili donne all’ultimo mese di gravidanza dietro ai banchi di frutta e verdura freschissima, dall’ostilità tutta est-europea per i clienti occidentali; per poi precipitarmi a fine turno alla nuovissima Decathlon lì di fronte, a comprare magliette in tessuto tecnico e sentirmi arrivato nella modernità, benedicendo in segreto quel cattivone dell’imperialismo capitalista.

pomodori bancarella
distributore del latte mercato obor romania
decathlon bucarest esterno

Avrei studiato l’italiano per diventare guida turistica e accompagnare i gruppi in giro per la capitale, tra vecchi palazzoni popolari in stile sovietico, edifici di ispirazione francese, come la copia uguale uguale dell’Arc de Triomphe che fa tanto chic, verdeggianti parchi cittadini lungo le anse del fiume Dâmbovita con tanto di spruzzatine di laghetti qua e là, e innumerevoli chiese di ogni forma e culto.

bucarest palazzo
bucarest fiume
bucarest chiesetta

Di sera, per racimolare qualche extra, avrei fatto il cameriere all’Aubergine, pregiato ristorante di Lipscani tutto fondato sulle melanzane. Perché a Bucarest le cucinano in mille modi, diversissimi e tutti ugualmente commoventi per le papille gustative. E così avrei avuto accesso gratuito e illimitato al magico mondo delle melanzane (di seguito, galleria cibo-pornografica di piatti mono-ingrediente).

(Posti così esistono davvero. Anni fa, a Helsinki, cenai in un ristorante dove ogni pietanza era preparata a base di aglio, persino il dessert. Una lavagna all’ingresso segnava quanti chili di aglio si consumassero ogni sera. Era buono e divertente, ma il giorno dopo mia madre, aprendo la porta per accogliermi, da mora diventò bionda per il mio alito. Qui in Romania, per amor di vampiri, hanno adattato l’idea a un ortaggio meno killer).

aglio e erbe aromatiche romane

Insomma, nei panni di un ragazzo romeno avrei avuto un’interessante vita da cittadino onesto e circondato da affetti, quella felicità tanto genuina quanto non rumorosa (se vi chiedete perché il cambio di sesso: dai, lo sappiamo tutti che da maschi la vita è più semplice). In Italia qualcuno avrebbe continuato a pensare alle mie sopracciglia nere nere come a quelle di un delinquente, anche prima che invecchiando mi venisse la pelle ruvida e rossiccia simile a un pellerossa; ma non sarebbe stato un problema mio.

IL ROMENO: UNA LINGUA VICINA

scritta romena va rugam nu aruncati hartia in toaleta nu

Sarebbe stato proprio divertente fare il ragazzo romeno, anche perché la lingua romena non sembra per niente difficile: scritta si capisce abbastanza bene, una volta fatta l’abitudine a tutte quelle u. Dalla mia vita precedente di brava studentessa amante del multilinguismo avrei tratto la base da cui partire, la regola numero uno da cui ricavare tutto il resto delle parti del discorso: no, non “Lupululì – Castello Ululà” – quasi! – bensì

Lupul, lupii,
Lupului, lupilor.

Nominativo, genitivo, singolare e plurale.

(L’avevo sempre saputo che un bel giorno l’amico lupul mi sarebbe servito a qualcosa! Che non era solo l’ennesima declinazione morta da mandare a memoria! Eureka! Dragoste lupilor!).

TRASFERIRSI IN ROMANIA?

Mentre aggiungevo dettagli mentali alla mia versione personale di Eugeniu e a come l’avrei interpretato, già proponevo ad A. di trasferirci a Bucarest, aprire un business lì e godere di tutti i vantaggi di una capitale europea.

bucarest piazza rotonda con tram e palazzo popolare

Marciapiedi fatti di ciottoli veri, fatiscenti ma tanto romantici; chiesette dalle facciate instagrammabili; scavi antico-romani da ammirare qua e là; poter cenare tardi la sera, e potersi bere un cocktail ancora più tardi. Tutte cose che nel continente da cui scrivo ora mi mancano. E poi quasi-Schengen; musica da urlo nei locali – musica vera, rock, con un’anima; Ryanair a un tiro di schioppo; musei; un fuso orario quasi uguale all’Italia; e infine la bellezza di prezzi più bassi.

Una città persino ripulita dai cani randagi che, fino a pochi anni prima, la infestavano (per testimonianza diretta di vari amici che per miracolo non ne sono tornati con la rabbia).

“Vuoi mettere…” – esclamavo sentendomi astutissima – “…rispetto all’Australia?!?”, davanti alla cui inoppugnabilità, A. si è lasciato convincere. Stavamo già per metterci a studiare la tassazione e la burocrazia locali per capire come traslocare, finché una mossa falsa non ha fatto crollare tutto il mio castello di carte, e ricominciare un’esistenza da simil-Eugeniu non mi sembrava più così appetibile. Anzi, per la verità nemmeno un po’.

bucarest palazzi romeni vecchi degrado

THINK BIGGER!

Ho realizzato che la figura in cui mi sarei voluta realmente trasformare era già nata, sì, ma pure già morta. Non avrei mai avuto modo di essere lei, né di assomigliarle lontanamente. Di colpo, il resto della vita romena perdeva ogni attrattiva; meglio lasciar cadere quei sogni da due soldi.

Il passo falso e rivelatore è stato visitare, nella stessa giornata, il Palazzo del Parlamento di Bucarest e la residenza privata di Nicolae Ceausescu, il feroce dittatore comunista romeno che tra il 1967 e il 1989, per farla semplice, fece in piccolo quello che Stalin fece in grande.

(Ceausescu che inoltre si scrive con una simil-cediglia sotto la prima s, ma non c’è modo in cui questo testardo blog mi lasci inserire il carattere speciale senza storpiarmi tutta la grafica. Per ora la forma vince sulla sostanza).

VITA DA ROMENO NON QUALUNQUE

LA “CASA DEL POPOLO”, IL PALAZZO DEL PARLAMENTO DI BUCAREST

C’è il sole quando ci avviciniamo al Parlamento, un bel sole estivo che illumina la democrazia. Per fortuna arriviamo dal lato giusto per l’ingresso dei visitatori, altrimenti per entrare avremmo dovuto percorrere l’equivalente di diversi isolati. Ceausescu infatti, per far costruire il mastodonte a celebrazione della propria persona, ma intitolato al popolo tutto, pensò bene di far letteralmente radere al suolo interi quartieri, dislocando altrove gli abitanti. E gli abitanti muti! Fu così che sorse l’edificio amministrativo ad oggi secondo in tutto il mondo per dimensioni, dopo il Pentagono.

Anche il titanismo degli interni è senza paragoni. Versailles gli fa un baffo! In un’ora e mezza di visita guidata percorriamo due chilometri e visitiamo solo il 3% degli ambienti, in un crescendo di sgomento per le pretese megalomani dell’ex coppia presidenziale, la quale in soli sei anni fece tirar su tutto da zero, con metodi schiavisti che neanche i Faraoni per le piramidi.

La ragazza che ci guida su e giù per maestosi saloni e navate, timida insegnante di scuola, nel rievocare il comunismo prende lo sguardo triste: i suoi genitori non capiscono le critiche di oggi, dice, e ancora ripensano con nostalgia al regime. Ma i giovani vogliono essere moderni e liberi (anche di andare al mega-Decathlon, lo so, lo so che lo sta pensando! Ci andrò io anche per lei!).

Ci addentriamo tra scaloni, volte, colonne, capitelli, intarsi, marmi rosa francesi, dipinti, arazzi, lampadari in cristallo ed enormi balconate (compresa quella da cui un confuso Michael Jackson pronunciò “Good morning Budapest!” davanti a una perplessa folla oceanica), finché l’allodola che è in me, piano piano, si lascia conquistare dal demone pop del totalitarismo. Di fronte a tutto quel lusso, non sono affascinata: sono estasiata. Ah, la possente Repubblica Socialista di Romania! Esco dal palazzo che voglio essere direttamente Ceausescu, altro che il mite Eugeniu.

Coniugi raggianti

Nei panni del Presidente-Dittatore mi sarei aggirata solennemente per i corridoi di rappresentanza, discutendo con i miei subordinati di come trasformare la cultura in propaganda, ovviamente nell’ottica del culto della (mia) personalità. Provvedimenti altrettanto essenziali sarebbero stati, tra gli altri, impegnarsi per razionare il cibo, espropriare possedimenti, e vietare ogni forma di contraccezione e interruzione di gravidanza, per dare nuovi figli alla Patria. Le madri con dieci pargoli avrebbero ricevuto un’automobile in premio fedeltà; le nullipare di oltre 25 anni di età, solo tasse punitive.

Se qualcuno avesse solo detto “bah”, l’avrei fatto molto stalinianamente ammazzare. Un sogno.

In nome del comunismo e del popolo, naturalmente!

LA CASA PRIVATA DI CEAUSESCU

casa di ceausescu bucarest esterno dal cortile
casa di ceausescu bucarest esterno dal giardino

Da fuori, l’abitazione privata di Nicolae ed Elena Ceausescu pare tutta il contrario del ciclopico palazzo governativo: una magione piccolina, relativamente modesta, seminascosta dalle fronde dei pini in una normale zona residenziale.

Ma una volta entrati, con indosso i copriscarpe per non rovinare i tappeti, tutto cambia… A sorpresa si schiudono nuove soglie di opulenza e di paradosso. Che io adoro.

Le stanze sono decorate a tema secondo i gusti dei vari membri della famiglia che le occupavano. Dalle statuette d’avorio alle urne greche ai sofà napoleonici, pensate a una qualunque forma di pregio e qui la troverete. Arrivata all’ultimo dei bagni privati, interamente rivestito di mattonelle dorate da fare invidia al wc in oro massiccio di Donald Trump, ho i lucciconi agli occhi e vorrei fermarmi a vivere lì. Nel bagno d’oro. Comunista. Provo un senso di appartenenza, sento di non dovermene andare mai più.

Anche perché al piano di sotto ci sono spa, sauna, vasche e lettini per massaggi e altre diavolerie meccaniche, lusso mai visto per l’epoca. Chiedo di poter acquistare la villa, e allo sguardo ostile che ricevo mi dispero. Avrei tanto voluto poter disporre della mia personale polizia segreta, fare il bello e il cattivo tempo sui media e reprimere con classe ogni dissenso!

Proprio come Ceausescu che, autoproclamatosi con originalità “Condottiero”, probabilmente scrisse proprio dal bagno d’oro il famoso poema con il quale aspirava al Nobel per la Pace. Facendo sparire gli oppositori e chiunque non gli garbasse, ovviamente, con la stessa leggerezza con cui tirava lo sciacquone d’oro.

Ma è con la sala della piscina, una piscina anche lei militante e rivoluzionaria, che proprio vorrei mettermi a urlare. Le pareti ospitano il mosaico più bello che abbia mai visto, che non posso descrivere perché a quel punto svengo come Dante in Paradiso. Genocidio e distruzione dell’economia nazionale sono concetti che non distinguo più, accecata dal lusso. Vi prego, fatemi essere Ceausescu!

Non importa se poi, puramente per invidia della mia piscina mosaicata, nel giro di soli tre giorni mi avrebbero arrestato, deposto e fucilato (con la Rivoluzione del 1989). Mi sarei goduta una vita di sontuose pari opportunità comuniste per me e il mio popolo (non è vero che il popolo moriva di fame, impossibile!), da dentro a quella sfarzosa abitazione, insieme a tutta la mia famiglia, con tanto di pavoni in giardino. Pavoni comunisti, naturalmente. Sarei comunque stata ricordata come un benefattore – solo da alcuni, certo, ma non si può piacere a tutti.

FINE DELL’UTOPIA

Un sogno meraviglioso ma di fatto irrealizzabile, per essere venuta al mondo troppo tardi.

Come consolarmi? Con un’allegra visita al Museo del Kitsch Romeno!

“Non ti bastava già tutto il kitsch fino a qui?”, chiederete. No… il kitsch in Romania ha un suo museo ufficiale a parte – perciò sarà a parte anche qui sul blog 🙂

Grazie di avermi seguita anche in questa tappa di Spacoland, pe curând!


120 risposte »

  1. Leggendo il tuo articolo non si può non lodare la generosità di Ceausescu, che ha lasciato qualcosa ai posteri da visitare! Eugeniu e’ un bel nome; i turisti maceratesi in Romania sono facilitati perché tutte le nostre parole finiscono con la u perciò ci capiamo benissimo, una fazza una razza anche con loro.

  2. Alla faccia di stoca… ehm.
    Davvero, il fascino pop del totalitarismo: non sono l’unica a soffrirne dunque 😀
    Ora sarei davvero curiosa di “snappare” nelle vite private, ma soprattutto nelle case private, di Antonescu & soci.
    E sì, il rumeno dev’essere una bomba. Ma proprio perché è un parente latinorum, prima di prendere una scuffia e farmi venire in mente di studiarlo (come a suo tempo mi venne la turba di studiare il turco) mi allontano e penso ad altro XD

    • Helsinki è bella e piena di bionde, sicuro di volerla evitare? 😀
      Dopo da pc rimetto mano a quella malefica s… Ieri non me potevo più 😆

      • Io veramente ho sempre amato le more, desiderato le rosse però si va beh…mica sto a guardare il capello van bene pure bionde!😂😂😂
        A che devi rimettere mano?🤔

        • Intendevo alla scrittura corretta dei caratteri speciali, ho visto che la tua scritta si vede bene 🙂 Ero troppo pigra per pensarci subito 😀

        • Ma io invece mi sono accorto ora rileggendo tutto che quel primo commento mi è partito incompleto! Infatti dopo il nome avevo messo una parte dove appunto ti dicevo ecco…vedi…si può fare!😀

        • Avevo intuito ma pensavo che volessi essere particolarmente sintetico! 😀

        • No no, in realtà volevo essere particolarmente paraculo ma non mi è riuscito!😀
          Comunque, so che stai impazzendo chiedendoti come ho fatto…vero?😈
          Allora in realtà non l’ho fatto, nel senso che non so se c’è un modo di farlo nell’editor.Probabilmente puoi usare i codici ascii che con una combinazione di tasti della tastiera ALT + codice ti dovrebbe restituire il carattere voluto. Ma io non ricordavo certo a memoria ciò quindi semplicemente sono andato su Google, cercato il nome scritto giusto e fatto copia incolla! Quando fai copia incolla di sicuro viene riportato graficamente tutto, anche se fosse giapponese o arabo o qualsiasi tipo d’oggi carattere!😜

        • Il problema è che nemmeno io so i codici, e il copia e incolla da qualunque sito me lo trasforma comunque in una grafica irregolare, nonostante il buon senso voglia proprio quel che dici tu! Però io sono testarda quindi troverò una soluzione (con calma :D)

        • Mi hai incuriosito e mi sono andato a guardare la tabella dei codici ascii e…la s rumena non c’è quindi deve esserci una qualche altra tabella estesa che non conosco per codificare tutti i caratteri del mondo.Da pc cercherò!😈
          Per ora da cel ho trovato questo sito rumeno che fa scrivere la s in ș :
          https://romanian.typeit.org/

        • E niente, ti ringrazio ma pure con questa non mi si risolve! Ci sono dietro le Bestie di Satana!

        • Ti capisco perché anch’io sulle questioni di principio ci sguazzo, ma post del genere mi richiedono talmente tanto lavoro tra testo e ottimizzazione delle foto, che alla fine sono stremata e quindi ora basta 😀

        • Che poi è assurdo…quel link che ti avevo dato per primo, dal cellulare a me la e di ceausescu me la dava invece dal pc non so per quale ragione non appare…grrrr

        • Quello non mi stupisce, hai presente anche come sono diversi i post se letti da cellulare o da pc? Viva la flessibilità, ma certi misteri permangono!

        • si, ma la lettura ci sta perchè da cellulare le pagine vengono rielaborate per adattarle alle minori dimensioni e ok, va bene…ma se una cosa c’è li…devi mettermela anche di la! Grrrr

        • Lo sto odiando ma soprattutto non capisco perchè ti sia precluso di fare il normale copia incolla. Giusto per curiosità, che sistema usi? Windows, mac?
          CeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescuCeaușescu
          grrrrr

        • Windows. Ma sai, credo sia il mio tema WP che è un po’ ritardato. Perché anche il font in sé, a volte fa casino. Anyway, almeno grazie a ciò abbiamo imparato una nuova lettera, non so tu ma io non avevo mai fatto caso che esistesse! 🙂

        • In effetti son quelle lettere che guardi senza vedere! E va beh, nel caso prova a vedere se cambiando tema risolvi comunque è troppo strana sta cosa!

        • Eh sì, comunque ma va’, non cambierò tema per questo, i vantaggi di non essere Alberto Angela! 😀

        • l’immagine di Alberto che bestemmia e spacca la tastiera mentre non riesce a scrivere un carattere si è impossessata di me! 😀

        • Alberto non bestemmia, semmai sono gli altri che lo bestemmiano! 😀

        • Houston abbiamo un problema…ho appena scritto una lunga risposta…premuto invio…tutto sparito…

        • Ah ecco…no perché di solito appare un messaggio che dice wee ciccio, hai risposto! Ma stavolta non c’era…🤔

        • Ah ok! Il blog ogni tanto fa un po’ quello che vuole, immagino capiti anche a te 🙂

  3. Forse A preferirebbe essere Roxana, la fidanzata costretta a emigrare in Italia per fare la badante, è che sia Eugenio a dimenarsi la sera davanti agli occhi concupiscenti dei turisti per guadagnare di che raggiungerla e offrirle gli studi. 😉

    Bonjour Lucy,

    Alex

  4. Peccato solo che per risolvere il problema randagismo migliaia di cani siano stati sterminati, e continuino a morire anche oggi 😢. Lucy, non voglio chiedere a Google… Mi sveli il titolo del film?

    • Ho sentito anch’io di questa pratica e non volevo entrare nel merito per non avvelenarmi l’umore (a proposito di avvelenamenti, immagino abbiano sterminato anche così). Ahah no, Spacoland l’ho inventato io, non ci sono film 😀

  5. A Caserta c’è una piazza intitolata alla cittadina romena di Pitesti con cui è gemellata, perché finché faceva comodo la D.C. era in buoni rapporti con il futuro mostro Ceacescu.

  6. Bravo Eugeniu, magari post Ceausescu un pensierino ce lo si poteva fare (solo se mi metti per iscritto che, oltre alle melanzane che odio, esistono altre forme di nutrimento).
    Lucy, voto diésci.

    • Ma pensa che le odiavo anch’io, lì probabilmente ci mettono qualche sostanza che crea dipendenza 😄

  7. Come al solito un articolo effervescente, purtroppo soffro di dissidenza compulsiva quindi ho faticato a calarmi nei panni del dittatore, ma è tutto nella norma, fatico anche a non dissentire con il mio subconscio…

  8. Wow! E’ il mio sport preferito immaginare di vivere le vite degli altri (quale sarà allora uno dei miei film preferiti?). Bucarest mi manca e dal tuo post ora mi intriga, giro il link a Paolo e vedo di far venire voglia anche a lui (io andrei letteralmente dappertutto, quindi aspetto sempre che la voglia venga a lui, così poi non devo trascinarlo a forza).

  9. Mi piacciono le tue fantasticherie, anche se a volte me ne vergogno faccio anch’io pensieri di questo tipo 😂 a volte penso di essere pazza!
    Comunque hai uno stile pazzesco nello scrivere, mi piace! Per non parlare della bella Bucarest… Spero di visitarla presto !

    • Grazie! 🙂 A Bucarest c’è tanta rovina (sempre meno) ma anche tanta bellezza. Di sicuro è stato interessantissimo e non posso non consigliare la visita!

  10. Ahahah adoro il tuo modo di raccontare le cose: con tocchi di ironia pungente e punte di sarcasmo dissacrante, ma il sarcasmo – mi disse una volta un’amica sarda – è il sale della vita e su ciò non ho niente da obiettare essendo anch’io un’utilizzatrice se non proprio seriale perlomeno tonale.
    Comunque, complimenti allo stomaco! Io non ce la farei a mangiare un intero menù a base di aglio data la mia avversione sia per l’aglio che per la cipolla! Però le melanzane te le salvo, pure fino al dessert. 🙂

    • Ciao Maria, grazie! 🙂 Nemmeno io ce l’ho fatta a mangiare l’intero menù di aglio (l’amico ci portò con spirito goliardico), abbiamo diviso e fatto assaggi, però il concetto era davvero illuminante 😀

  11. MARVEL FAN
    Parli di viaggi ma i tuoi racconti sono essi stessi dei viaggi, secondo me anche molto più divertenti dei viaggi oggettivi che hai avuto. Sono viaggi, trip mentali, fumetti. Questo è addirittura anche un “what if…?”, da vera Marvel fan quale sei! 🙂
    RUMENI ROMENI
    Un mio professore alle medie non faceva che ripetere (proprio poco prima che il regime venisse schiantato) che i rumeni erano “gente seria”. Giuro che per anni mi sono lambiccato il cervello cercando di capire se quel professore fosse fascista o comunista. Difatti era vero che in Romania all’epoca vigeva un regime comunista, ma era talmente dittatoriale che si poteva tranquillamente dire fascista! Oggi penso che fosse stato comunista…
    PIGIAMA PARTI
    Scommetto quel che vuoi che sul pigiama di ciaocescu si possono trovare indiscutibili traccie di “sporcizia” varia… 😉
    QUELLA CERTA “C”
    A proposito non ti lambiccare per i nomi che non puoi scrivere correttamente perché wordpress non ti permette di farlo. Adotta il mio metodo “storpiatura preventiva”, così tra l’altro nessuno potrà mai riprenderti perché hai scritto male qualcosa. Per esempio io berlusconi lo scrivo berluscopi. Non trovi che le mie traslitterazioni siano più adatte? 😉
    QUELLA CERTA “U”
    A questo punto mi hai fatto venire il tarlo di scoprire cosa vogliano dire i vari “popescu”, “petrescu”, “hagi”, “dimitrescu”… Non me lo dire, non me lo dire! Me li cerco sul traduttore google… 😉
    CESSI CANCEROGENI
    Essendo io da sempre molto sensibile all’argomento, forse per propensioni tutte mie, mi ha molto colpito la parte del post in cui parli del cesso di ciaocescu (che fa pure un po’ ridere a dirla così)… Però secondo me il cesso dei casamonica, in quanto a monumentale sfoggio di miserabile egocentrismo mafioso kitsch e pura coglionaggine nun se batte! 3:-)
    COSTUME E SOCIETÀ
    Sospetto che quei vestitini lilla di Chanel ti sarebbero stati un amore. Ti ha forse sfiorato l’idea di trafugarli?

    • Tutto talmente bello che non so da dove iniziare a risponderti ^_^ Partiamo dalla fine, sì, naturalmente da fan del rosa antico et similia quale sono, ho urlato dentro alla vista di quel completo, mi sarebbe stato benissimo (lacrime)!
      Gli -escu mi fanno pensare alle barzellette alla “come si chiamava il tale”?, – let’s not go there 😀
      La cosa del professore che parlava della “gente seria” è fantastica. E molto ambigua, sì! Io avevo un prof di educazione fisica che faceva lezione in giacca e cravatta e si chiamava Benito. Brrr!!

      • …Che poi quella storia del tuo alter ego immaginario maschile meriterebbe un maggior approfondimento! E io sono uno che ripensa sempre alle cose… 😉 Condivido con te l’opinione che la vita di un maschio sia molto più semplice, in un mondo maschilista come questo. Gli unici problemi che potrebbero avere i maschi, nello specifico, che solitamente le femmine non hanno, sono quelli di aver difficoltà a manifestare i propri sentimenti più teneri, per paura di essere tacciati come “femminucce”. Invece per le donne è molto più dura. Si devono confrontare giornalmente con la violenza degli uomini (anche psicologica), temendola più di un uomo, perché le donne solitamente non fanno a botte e la rabbia la trattengono dentro, e poi sono fisicamente più deboli di un uomo. Le donne che vogliono piacere agli uomini ma temono sempre di essere etichettate per “puttane”. Senza contare i salari ribassati a parità di mansione. O la maternità, di cui comunque la si veda sono più responsabili di un uomo: maternità che potrebbe causare impacci psicologici sia che ci sia che se no. E poi, infine, secondo me, c’è il problema principale delle donne, che è quello che credono erroneamente che per avere un senso debbano per forza accompagnarsi con un uomo, sennò il senso non ce l’hanno. In pratica arrivando a vivere solo in funzione dell’altro sesso…
        Ma torniamo a te… Davvero in qualche tua parte del tuo animo sogneresti quella vita da metallaro alcolizzato tabagista, magari anche idealista? Mi sfiora l’idea che l’immagine che hai di me possa averti in qualche modo influenzato… No, perché io praticamente non bevo, non sopporto il fumo, ho un fisico tutto particolare che la scienza non riesce a spiegarsi, con dei pro e dei contro. Quindi io non sono così. Però sicuramente avrei potuto esserlo. Ma vedi io sono molto contento in definitiva di quello che sono (diventato) e anche dei guai seri che ho avuto, che mi hanno reso tale. È facile ipotizzare che se avessi avuto una vita tutta in discesa non sarei mai maturato come ora. A quest’ora sarei uno dei tanti maschi stronzi pieni di sé, che si fingono estremamente virili per mascherare loro insicurezze mai sciolte, che fanno danni nelle vite delle persone, sopratutto di quelle del sesso opposto, trattato con troppa durezza e aggressività. Certo sarei comunque un poco migliore degli altri maschi idioti trogloditi, ma non lo sarei in una misura accettabile, dal mio punto di vista…
        Sai io ci ho pensato a come sarei da donna… 🙂 Sarei come adesso, ma femmina. Solo che avendo altre propensioni, alcune mie caratteristiche sarebbero maggiormente acuite, come è ovvio. Sarei una donna che (passami l’estrema franchezza del discorso che sto per fare) la dà tranquillamente senza farsi troppi problemi, ma mai a uno stronzo fascista! A quello starei molto attenta. Il mio uomo ideale sarebbe… me da maschio! Se incontrassi uno come me (maschio) davvero mi innamorerei alla follia. Però certo non disdegnerei, o meglio, avrei sicuramente vissuto alcune esperienze lesbo, ma non so dirti in che misura sarei bisessuale, ovvero se tutto sommato mi considererei etero o meno. Tieni conto che secondo me tutte le donne sono potenzialmente bisessuali! 😀 Per gli uomini, per un discorso culturale, è molto più difficile esserlo (anche se credo tutt’è provare e poi il resto viene da sé! :-D).
        Ma ecco che ho parlato solo di me… Invece vorrei che mi parlassi di quella ipotesi, di te maschio, se hai altro da dire. Che uomo saresti con l’altro sesso? Un uomo come tanti? Che tipo di ragazze ti piacerebbero? Come saresti con le donne? Ci hai pensato oppure il tuo discorso esulava da queste faccende? 😉 :-*

        • Questo è un post a sé praticamente, l’ho riletto almeno due volte 😀
          Dunque, sono d’accordo con tutti i problemi delle donne che dici tu, tranne che con quello del senso acquisito accompagnandosi a un uomo. Sarà che le mie amicizie femminili per fortuna non hanno mai manifestato tale aberrazione del pensiero (figuriamoci io :D)… ma credo che questo sia un tratto in remissione, di una società passata diciamo. Ma io non conosco certo tutte le donne del mondo, quindi chissà!
          No, Eugeniu non è né eccessivamente alcolizzato né tabagista, poverino, l’hai solo beccato in una serata movimentata, e ricordiamo che ha il fisico da neanche-trentenne! (lungi da me il voler assomigliare a questi tratti, ça va sans dire :D)
          Sul resto apri troppi vasi di Pandora perché siano affrontati tutti, il pensiero che se si fosse del sesso opposto si sarebbe attratti dal se stesso attuale credo sia abbastanza normale 🙂 In passato avrei detto anch’io la tua stessa frase, ma visto che al momento là fuori non mi faccio conoscere da nessuno, nemmeno nei what if, sarebbe impossibile 😛
          Poi dai immaginarsi del sesso opposto oggi va tantissimo, FaceApp dove lo metti scusa? 😀 (Anche se è molto più interessante scoprire la propria versione anziana)

        • Spero innanzitutto di non averti procurato alcun cortocircuito neurale. 😉 A me capita delle volte. Mi succede quando per l’appunto qualcuno dice qualcosa che mi susciterebbe di rispondergli… all’infinito, visto tutto quello che avrei da dire. 😉 Quel certo problema delle donne con cui non sei d’accordo trovo sia molto reale. E’ solo una minoranza che sono emancipate sentimentalmente dall’uomo, anche tenendo presenti tutte le donne del mondo (ma anche in Italia credo sia così). Dal mio punto di vista privilegiato (maschile) questo è evidente. Felice per te se a te non sembra così perché vuol dire che non vivi e frequenti questo problema. 🙂 Ehhh (sospiro)… Bisogna stare molto attenti ai vasi di Pandora… Dunque hai fatto bene a districartene rimandando eventualmente i temi a discussioni future… 😉 FaceApp non la conosco perché devi sapere che io il cell lo uso come fosse un telefono, pensa un po’ te, e visto che odio il telefono (lo tengo spento metà giornata! Le scocciature le sopporto solo la mattina, al massimo! :-D) ti confesso un segreto… Ma sì, dai, te lo posso dire. Questa cosa la dice lunga su di me… Psss! Psss! Signorina, la vuol sapere una cosa? Io… sono regredito al cell di venti anni fa! Ha presente quello che non aveva un cazz*!, macché app! Non aveva neppure la grafica animata! Quei nokia che avevano i tasti difettosi, che se li premevi poteva non uscire niente, oppure ti raddoppiava la lettera mentre scrivevi un sms… Ecco, signorina, capisce il cavernicolo che sono io? 😉 :*

        • Ma come fai? 😀 Conosco altri individui altrettanto cavernicoli ma per me siete una specie misteriosa 🙂 Io sono abbastanza semplice in fatto di app ma almeno la possibilità di andare su internet non me la devono levare o posso azzannare.
          Sì, anch’io penso che il problema che dici tu ci sia, volevo appunto dire che per fortuna nell’universo mio e delle mie frequentazioni sembra una dinamica che appartiene al passato… per fortuna. Che di grane già ce ne sono abbastanza!

        • Effettivamente quando vado in Tasmania in zone dove internet non prende e il wifi non funziona, me la godo come non mai… dovremmo tutti rifletterci! 🙂

  12. Ma quante belle immagini, soprattutto quelle del cibo!!! Mi hai invogliato a scoprire Bucarest, una capitale a cui non avevo mai pensato come meta turistica! La Romania, infatti, non mi ha mai tanto ispirato, ma dopo aver letto questo tuo post, credo proprio che aggiungere questo Paese alla mia lunga travel wishlist!

    ps: hai fatto bene a specificare dove si trova Bucarest 😉 parlando con amici e conoscenti mi rendo conto che le conoscenze geografiche di molti spesso sono limitate! Ci si confonde tra Budapest e Bucarest e spesso i Paesi dell’est Europa sono sconosciuti a molti

    • Ciao Valentina 🙂 Io era da tanto che volevo vedere Bucarest, ma ammetto che non sapevo (so) molto del resto del Paese. Eppure ho letto da più parti che ci sono dei paesaggi stupendi e che ne vien fuori un bel turismo!

  13. Mentre leggevo di “Eugeniu” l’ho proprio immaginato che si spostava in bicicletta da una località all’altra! Questo mix di diroccato e moderno ha colpito e affascina anche me

    • Ora anch’io prenderò a immaginare il prode Eugeniu alle prese con il pendolarismo in bici, grazie! 🙂

  14. Leggendo mi stavo affezionando a Eugeniu e al suo modo di attraversare la vita… Certo che il buon Ceausescu con il suo bagno d’oro, la SPA privata e la piscina turchina non so proprio come facesse a convincersi ad uscire di casa…

  15. Lucy tu DEVI (per rimanere in tema linguistico sovietico) scrivere un libro! Questo racconto mi ha tenuta incollata allo schermo al punto che per un momento ho pensato di conoscere Eugeniu, e poi ho sperato con te che il tuo desiderio di essere Ceausescu si avverasse.
    Comunque mi ha ricordato molto Sofia, dove ancora oggi convivono sfarzo e decadenza, e dove le contadine del mercato non hanno mostrato troppa simpatia nei confronti di due occidentali che invece cercavano di mischiarsi tra la folla.

    • Silvia grazie mille! 😀 Sai che infatti Sofia era l’altra mia opzione? Ho scelto unicamente in base alla convenienza dei voli, ma Sofia è la prossima capitale che vorrei visitare quando torno nell’emisfero giusto!

  16. Non sono mai stata in Romania, anche se la mia vecchia azienda aveva un succursale lì. L’ho vissuta tramite i racconti delle ragazze che venivano in italia un paio di volte all’anno. Ammetto non mi ispira molto.

  17. Devo dire che mi ha colpito molto il tuo modo romanzesco di descrivere questa nazione per certi aspetti turisticamente sottovalutata. Io per prima non l’avevo mai presa in considerazione come meta ma devo dire che il tuo racconto mi ha fatto ricredere, c’è tanta bella roba da vedere scoprire e conoscere.

  18. Ho visitato di recente Bucarest e la Transilvania ed il bilancio del mio soggiorno in terra rumena è stato ampiamente positivo.
    Mi è piaciuto molto il taglio originalissimo che hai dato al tuo post!

  19. Ho dovuto leggere ad alta voce al mio compagno tutta la part relativa a Eugeniu perché è troppo bella.
    A parte questo, da un po’penso alla Romania come futura metà, e credo tu mi abbia dato quel po’ di curiosità che mancava!

  20. Con il tuo articolo hai riaperto una ferita ancora dolorante. Lo sterminio di massa avvenuto due anni fa sui randagi che popolavano la città. Mi sono battuta per molto tempo con associazioni nazionali e internazionali, per fermare una strage. L ignoranza ahimè, che brutta peste. Non vogliono sentir parlare di prevenzione e sterilizzazioni. Troppo faticoso. Meglio le camere a gas. Boicotterò sempre le nazioni che non hanno rispetto per gli animali, considerandoli oggetti di cui disporre a piacimento. Opterò per riprodurre casa di Ciauciescu con i lego.

    • Grazie mille Annalisa, ci sono dei posti dove anch’io scelgo di non andare perché mi ripugnano certe pratiche. Noi in Romania ci siamo interrogati più volte come avessero fatto a sparire tutti quei cani, e per fortuna non sapevamo i dettagli. Forse è meglio così.

  21. Che dirti dopo aver letto con un sorriso amaro il tuo splendido post? Che ti adoro per la capacità che hai di raccontare le cose che vedi e che provi con ironia e profondità. Mi piaci anche come Eugeniu Ceausescu senza cediglia sotto la C e ricordati che in Australia non hai la piscina col mosaico ma puoi ripiegare sulla barriera corallina

    • E sì che di mosaici fighi ne vedo tutti i giorni, ma la piscina di Ceausescu li batte tutti! Grande post, con la tua ironia raggiungi sempre vette elevatissime! E in tutto ciò insegni pure: che io mica lo sapevo che il romeno,oltre ad essere una lingua neolatina del latino ha mantenuto le declinazioni!

      • E’ uno di quei dettagli incontrati all’università che pensavo che avrei cancellato dai ricordi o comunque non usato mai… e invece! Ahah una soddisfazione! 😀
        Grazie ;*

  22. Bucarest è nella mia lista di città europee da visitare. Penso sia piena di contraddizioni come tutte le città dell’est Europa e non vedo l’ora di scoprirla. Penso che il palazzo di Ceausescu sia imperdibile. Grazie!

  23. Il più bell’articolo letto per la mia ricerca su cosa visitare a Bucarest. Mi sono quasi sentita john Malkovich ad un certo punto. Foto meravigliose, che davvero rendono lo sfarzo e l’opulenza di regime.

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