La Great Ocean Road: Dodici Apostoli e mille cinesi

Nessun cinese è stato maltrattato durante la stesura di questo post.

Per giorni mi sono arrovellata su come raccontare questi quasi-250 chilometri di cinesi viaggio in modo accurato e politicamente corretto. E alla fine ho deciso: via ogni velleità da reportage patinato, via le tonalità da brochure e dépliant, sì a un più schietto e semplificato assemblaggio dei miei highlights personali, lasciando per una volta la mia impressionabile interiorità a riposare tranquilla in un cantuccio. Tanto, la GOR (da queste parti la si abbrevia così) è una strada approssimativa.

WP_20180405_16_49_51_ProÈ approssimativa perché promette certe cose e poi ne dà altre (cinesi), non meno stupefacenti (anzi, probabilmente anche di più) ma comunque fuorvianti, rischiando di far precipitare il viaggiatore non giù per una scogliera o per un dirupo, bensì in un attonito caleidoscopio di dissonanze cognitive.WP_20180405_17_01_27_ProParliamo di uno dei fiori all’occhiello del turismo nel Victoria, lo stato che, sulle targhe delle auto, si definisce con umiltà “The Place to be” – e dopo aver visitato Adelaide non me la sento di dargli torto. Salutato il South Australia, imbocchiamo la GOR da ovest verso est, per poi rincasare a Melbourne e poter pensare concretamente alla scelta dei nostri futuri pappagallini da adottare.

LUNGO LA GREAT OCEAN ROAD

Prima approssimazione: per metà del percorso, dell’Ocean neanche l’ombra. Si guida per pianure, colline, tornanti, foreste di eucalipto, riserve naturali. Non che sia un male, niente affatto, se non fosse che si chiama Ocean! Anche la signorina del GPS è interdetta, tanto da non riuscire a pronunciare decentemente “grèèè—aaaa—t” e dover ripiegare ossessivamente su “Strada Statale Bi cènto”.

Orsetti koala.

img_20180406_160525903-e1524487900656.jpg

Cinesi che fotografano orsetti koala. Incidenti a catena evitati per un pelo, inchiodando tutti quanti insieme alla visione di un koala sull’albero in posizione iconica, con in mano uno striscione con la scritta Greetings from Australia (lo striscione l’ho aggiunto io adesso, ma era proprio come se ce l’avesse!).

Coppiette di emù che se ne vanno romanticamente a passeggio al calar del sole. Cinesi che donano pacchi di pancarré agli emù, in barba ai divieti e al buon senso.WP_20180406_13_13_54_ProRainforest. Alberi altissimi e il profumo non diluito della terra umida, da cui tutto proviene e tutto ritornerà. A. che fa movimenti approssimativi e scivola dentro al tronco di un albero, e si aggrappa a me per cadere insieme dentro l’albero. Pur sempre un primato. Cinesi che ci indicano, sganasciandosi.IMG_20180406_132200088Stilose lumache nere millantate dai pannelli informativi, e ovviamente non avvistate. Pseudoindividui che non hanno chiaro che nella quiete del bosco è meglio non vociare e mantenersi discreti. Private fantasie di solitudine e di sterminio dell’umanità.

Scarponcini lavati nelle pozzanghere del parcheggio prima di risalire in macchina, evitando pullman di cinesi in retromarcia nella speranza di rimanere in vita.WP_20180406_10_08_44_ProTramonti. Una ventina di minuti di tempo per realizzare che alla scomparsa delle ultime luci, chi è ancora per strada è spacciato. Buio totale, con gli anabbaglianti si rischia comunque di andare a sbattere. Preghiere ad Apollo affinché illumini almeno la wildlife sulla necessità di non attraversare la strada asfaltata proprio in quell’istante.WP_20180405_16_50_02_ProCartelli che avvertono del pericolo di ogni cosa. Mucche, pecore, canguri, cinesi, ciclisti e centauri: ciascuno gode di un proprio cartello. Mi sorprendo a sognare un cartello per me stessa, così, come per un essere mitologico. Strade sempre più strette, curve sempre più inattese, illuminazione sempre più non pervenuta. Nel dubbio, ci salutiamo e ci ringraziamo per questi anni insieme, ciao amore eh, è stato molto bello.

Hotel approssimativi in villaggi approssimativi.

WP_20180406_10_08_22_Pro
Questo prometteva vista mare

Per cenare occorre spostarsi in un altro paese camminando lungo il ciglio della statale, sperando di non disturbare inavvertitamente qualche serpente. Nel nulla e nell’oscurità silenziosa, una signora esce sul retro di casa sua a buttare la spazzatura, ci scorge incedere imbacuccati e a passo marziale (per la fame e per il principio scientifico della conservazione dell’energia, o almeno credo) e invece di allertare la polizia della nostra inquietante presenza ci saluta, chiedendoci approssimativamente come stiamo.

Si impara quanto forte possano gracidare le rane, di notte. Nebbia. Niente cinesi, o forse giusto cinesi che non si vedono né si sentono, coperti dall’energico cra-cra-cra.

Passeggiate nel bush. Camminate di due ore sotto al sole senza incontrare cinesi un’altra sola presenza umana.

WP_20180405_12_10_29_ProAttimi di smarrimento quando il suolo si mette tutto a vibrare, “thump – thump – thump”, ma è solo il dorso di un canguro che salta via chissà dove nella fitta vegetazione, velocissimo. La risata del kookaburra che riecheggia nell’etere, a monito. Sentirsi come dentro a una cartolina.

WP_20180405_12_21_47_Pro

Sentieri approssimativi. Nel dubbio, tornare indietro e cambiare percorso, sprovvisti come siamo di cibo, torcia e compasso (com-pas-so 😱), gli accessori consigliati come must ai bushwalkers.

wp_20180404_14_52_18_pro.jpg
Oooook

Risbucare nella civiltà e fare merenda al bar insieme a cinesi un kookaburra che si appollaia in veranda tra i tavolini, nell’attesa di ciò che gli è dovuto. Da dentro esce una ragazza, recandogli in omaggio un tupperware pieno di pezzi di carne, che gli porge uno a uno in quello che indovino essere un rito abituale. Il kookaburra non deve chiedere mai! 

E poi, per fugare ogni dubbio, i pezzetti di cibo che agguanta col becco li sbatte comunque contro la staccionata con una rapida virata di collo per ucciderli, esattamente come farebbe con una preda appena cacciata e ancora viva. Meglio essere proprio sicuri… il kookaburra è scrupoloso per natura, e per niente approssimativo.

IMG_20180406_121859145WP_20180406_11_02_40_Pro

Cape Otway: un antico faro con stazione del telegrafo, con dentro una guida approssimativa che mentre osservo incuriosita i libri d’epoca proferisce soltanto “stai guardando nella direzione sbagliata”. Ohhmm.

WP_20180406_11_29_19_Pro

 

Questo tratto di costa è noto come la Shipwreck Coast, perché per svariati decenni le navi intuivano solo approssimativamente che a un tratto, senza avvisare, il mare finisse, e iniziasse la scogliera. Crash. Oggi rimangono i volantini multilingua (cinese) con la storia dei sopravvissuti a questo o a quel naufragio. Mi domando come dovessero sentirsi le persone del passato vittime di sventure del genere, prima che la psicologia se ne uscisse con “questo è normale e si chiama stress post-traumatico”. Ringrazio mentalmente l’epoca presente.

WP_20180406_10_58_54_Pro

Un bunker della seconda guerra mondiale, perché i tedeschi (anzi, l’Asse, per essere più precisi e meno eurocentrici) erano arrivati anche qui. Cinesi. Ansia, senonché alla vista del bunker sono subito avviluppata da una coltre di benessere e calma.

Iconografia e pannelli informativi sulle balene, ma senza balene, ché non è stagione, ora nuotano altrove. Meh. Cinesi che leggono le spiegazioni, poi cercano le balene e si fanno i selfie col tablet.

WP_20180406_12_12_48_ProWP_20180406_11_29_24_Pro

Campeggio con orsetti koala sul retro, li si sente grugnire. Prendo il volantino e fantastico su quale sarà il mio bungalow quando ci verrò ad abitare. Pappagalli  coloratissimi e approcciabili.

IMG_20180406_154316630_HDR

Finalmente, il Great Ocean: il tratto più panoramico, quello dove si sosta tutti per rimirare i Dodici Apostoli, che non sono coloro che laicamente ristabiliranno un equilibrio sostenibile nel numero di cinesi, bensì più materialmente degli enormi faraglioni, che sorgono dal mare e fanno un certo effetto. Solo che da quando i primi cinque sono collassati uno dopo l’altro per l’erosione, ne restano sette, non più dodici; pigrizia e approssimazione hanno fatto il resto. Cinesi a fiumi. Cartelli in cinese. Selfie stick. Meglio cercare altri lookout, relativamente meno frequentati. È tutto un grotte, scogliere, falesie, nuvoloni dark sul tramonto e sui cinesi. Megaparcheggio e un visitor centre, ma aperto solo fino a metà pomeriggio, altrimenti chi torna più a casa una volta andato giù il sole? Cinesi in elicottero.

WP_20180405_14_52_56_ProWP_20180405_16_52_30_ProWP_20180405_17_08_42_ProIl panorama è tale da silenziare ogni vocalizzo emozionato e renderlo muta contemplazione, eppure non posso fare a meno di sentirmi un po’ una piccola termite, tra un miliardo di miliardi di termiti che pian piano rosicchiano via questo pianeta e le sue scogliere.

WP_20180405_17_09_14_ProWP_20180405_17_34_18_Pro


Presto in arrivo nella seconda metà del post: il villaggio dei cockatoo, le spiagge D.O.C., e tutti i segreti del surf! E poi io che lavo a mano la macchina per una nobile causa (!?).

IMG_20180406_155609306_HDR


**DISCLAIMER**

L’anno scorso, durante un road trip in Scozia, un bel giorno ho puntato la sveglia all’alba per terminare un MOOC (un corso online, per chi non fosse iniziato a questo variopinto e multiforme universo) di lingua cinese. Così, perché ne avevo voglia. Mi sono alzata giusto in tempo per finire l’ultimo assessment ancora seduta nel letto, veder comparire la mia nuova coccarda sulla piattaforma virtuale e chiudere tutto lasciando l’ostello in orario e rimettendomi in viaggio, forte della mia neo-conoscenza del potere del Guanxi. Perché una follia del genere? – chiederete voi. E chi ha bisogno di un perché, quando ha il Guanxi? 😇😉

 

Lucy the Wombat

Human. Italian. Survived a mass shooting in Paris, moved Down Under for a life reboot. Blogging about Australia, Europe, Italy, beautiful creatures, post-trauma, and this strange world. (Avatar created with: "Le Bouletmaton" by Zanorg).

51 pensieri riguardo “La Great Ocean Road: Dodici Apostoli e mille cinesi

  • 24 Aprile 2018 in 00:32
    Permalink

    Ahahah stupendo!😁👏
    Qualcosa mi dice che un giorno te ne andrai a zonzo anche per la Cina ed incontrerai magari tonnellate di australiani!😛
    Un dubbio solo ho.Magari sbaglio ma credo che nella seconda guerra lì più che i crucchi si temessero i giapponesi.Devo verificare ma a occhio tranne qualche uboat o nave tedesca che andasse in Giappone(erano comunque alleati) non credo abbiano mai infastidito gli australiani.Comunque quelle fortificazioni le ho viste in un documentario ma se non ricordo male non vennero usate.

    Risposta
  • 24 Aprile 2018 in 00:42
    Permalink

    Parziale rettifica…la mia ipotesi non è del tutto giusta.Dei contatti vi sono stati( https://it.m.wikipedia.org/wiki/Attacchi_tedeschi_a_Nauru ),inoltre sono state affondate navi australiane dai tedeschi. Ah italiani e tedeschi che stavano li furono messi nei campi di concentramento! E pure oggi ho imparato qualcosa!😉

    Risposta
    • 24 Aprile 2018 in 00:58
      Permalink

      Hai fatto benissimo a commentare!! Nella mia ottica ancora eurocentrica ho scritto “i tedeschi” per riferirmi all’Asse, ma in effetti sì, sia tedeschi che giapponesi sono venuti a infastidire queste acque e coste con sottomarini, mine marine gigantesche e quant’altro. ‘Na bellezza insomma!! Anche se il bunker era più che altro costruito in previsione degli attacchi aerei che erano giapponesi, ma per i primi due anni è stata questione soprattutto acquatica.
      Comunque gli australiani che vanno in Cina ci sono e pare anche che apprezzino molto! Mah?? Faccio coming out e dico che l’Asia non mi ispira… per ora 😀 (Tranne il Giappone, avevo pure vinto un viaggio premio tutto spesato ma poi non ci sono più potuta andare, un’altra pazza storia che forse un giorno racconterò! Ancora mi rode! :D)

      Risposta
      • 24 Aprile 2018 in 02:15
        Permalink

        😁 se ne vinci uno in Cina ci vado io!A me invece attrae tantissimo ma non tanto la parte turistica quanto quella paesaggistica e sconosciuta.Ma resterà un sogno come tanti altri!

        Risposta
        • 24 Aprile 2018 in 02:21
          Permalink

          E che ne sai?! 😉 Magari ci troveremo tutti in un bunker sotto la muraglia cinese (ma spero di no, troppa gente!)

          Risposta
          • 24 Aprile 2018 in 02:23
            Permalink

            E al momento è così…E dato che non ho mai vinto nulla in vita mia non credo la dea bendata cambi idea!😁

            Risposta
            • 24 Aprile 2018 in 02:26
              Permalink

              Sono su WP da relativamente poco ma da quello che ci scrivi mi sembri uno che sa tante cose del mondo e di come gira! Per vincere c’è sempre tempo, keep the faith!!

            • 24 Aprile 2018 in 02:34
              Permalink

              È perché sono un giovane vecchio o un vecchio giovane!😁 Insomma sono uno curioso e quando una cosa non la so oppure ho un dubbio devo saperne di più!I post spesso sono il riflesso di pensieri o di chiacchiere con amici/anche e quando penso che qualcosa possa anche interessare altri chi faccio un post ma resto sempre un’ignorante consapevole !🙂

            • 24 Aprile 2018 in 02:37
              Permalink

              Di solito è meglio un ignorante consapevole di tanti che credono di sapere, poi li leggi e hanno idee così distorte che ci resti sgomento 😀

            • 24 Aprile 2018 in 02:40
              Permalink

              E si, io sono un testone che spesso vuole avere ragione(caratteraccio…) ma se mi accorgo di essere in difetto sono subito pronto a cambiare atteggiamento è questa è una delle poche cose che salvo di me!

            • 24 Aprile 2018 in 17:55
              Permalink

              Io invece sono più spocchiosa, non mi interessa avere ragione perché sono così intrinsecamente convinta di averla che non ho voglia di impegnarmi a far cambiare idea agli altri 😀

            • 24 Aprile 2018 in 20:04
              Permalink

              😂 potresti avere ragione!

            • 24 Aprile 2018 in 20:21
              Permalink

              😛

    • 24 Aprile 2018 in 01:04
      Permalink

      Comunque ora correggo perché in effetti scrivere solo “i tedeschi” rischia di confondere, grazie! ^_^

      Risposta
      • 24 Aprile 2018 in 02:21
        Permalink

        Beh dai, alla fine c’erano pure loro anche se non lo avrei mai detto! Fuorviato dalla loro presenza atltantica e mediterranea non avevo pensato che bazzicarono anche l’oceano indiano ed ho scazzato perché loro in Africa avevano pure le colonie.Mea culpa!

        Risposta
          • 24 Aprile 2018 in 02:25
            Permalink

            Ah quello si, mi sono messo a fare qualche ricerca e questo sicuro non è stato tempo perso! Ad esempio sapevo dei campi di prigionia negli Usa ma in Australia no!

            Risposta
            • 24 Aprile 2018 in 02:35
              Permalink

              Idem, prima di venire qui. Se ne parla poco. In quasi un anno che sto qui ne ho sentito parlare solo un paio di volte e incidentalmente, secondo me buona parte delle persone lo ignora! Del resto il rapporto con la storia di questo paese è pazzesco, hanno solo due secoli e sono lontani da un sacco di cose che per noi sono scontate e che magari alle medie abbiamo già sentito. Ogni tanto guardo i quiz alla tv per imparare qualcosa di autoctono e per vedere cosa sanno loro, e a volte sono imbarazzanti!

            • 24 Aprile 2018 in 02:37
              Permalink

              😁😁😁 beh…non è che qui nei quiz stiamo messi tanto meglio eh! Alla fine ogni mondo è paese!😬

            • 24 Aprile 2018 in 02:38
              Permalink

              Non hai tutti i torti… forse è semplicemente che in Italia non avevo neanche la tv (e ne ero molto felice :D)!

            • 24 Aprile 2018 in 02:43
              Permalink

              Visto il livello non averla è una gran cosa! Io la guardo poco, più che altro programmi di tecnologia, viaggi, storia, scienza e sport limitatamente a volley e motogp!😋

            • 24 Aprile 2018 in 17:57
              Permalink

              Ad averla conviene farne buon uso! Però io non ero convinta che ne sarei stata in grado, e quindi quando si è passati al digitale semplicemente non ho mai comprato il decoder, e poi mi sono proprio disfatta della tv. Avevo un sacco di tempo in più! Poi però è arrivato fastweb iperveloce 😀

            • 24 Aprile 2018 in 20:06
              Permalink

              E si, per chi vive nelle grandi città ed è raggiunto dalla fibra vera è tutto un altro discorso!😈

  • 25 Aprile 2018 in 07:47
    Permalink

    cinesi, cinesi ovunque. l’Australia deve essere comunque un posto davvero bellissimo.

    Risposta
    • 25 Aprile 2018 in 12:32
      Permalink

      Lo è davvero. E pensare che ci sono venuta per puro caso, senza essere una di quelli che ne sognavano!

      Risposta
  • 25 Aprile 2018 in 11:01
    Permalink

    Che bel ricordo mi hai portato alla mente! ❤ Certe foto le ho identiche!
    Baci un kookaburra per me! 😀

    Risposta
    • 25 Aprile 2018 in 12:35
      Permalink

      Aww certo, spero di vederne presto un altro, son merce abbastanza rara comunque, stando in città! 😍 Anche tu hai dovuto sgomitare tra i selfie stick per fare le foto? 😁

      Risposta
  • 7 Maggio 2018 in 15:23
    Permalink

    Pericolo cinesi !!!! Troppo forte!!! “Mucche, pecore, canguri, cinesi, ciclisti e centauri”!!!

    Risposta
  • Pingback:On the road: Apostoli e cinesi — Lucy the Wombat | l'eta' della innocenza

  • 17 Ottobre 2018 in 21:12
    Permalink

    io credo che il bello dell’Australia sia la totale non linea di demarcazione tra case d’uomini e case di animali

    Risposta
    • 17 Ottobre 2018 in 20:15
      Permalink

      Sìì, anzi, a volte ci si sente proprio fuori posto! Qui davanti al mio balcone hanno fatto un nido degli storni. Fanno un casino!! Però nonostante la cagnara mi piacciono lo stesso proprio per questo motivo. 🙂 Ora parte la stagione in cui lasciamo la ciotola fuori per farli bere.

      Risposta
  • 27 Ottobre 2018 in 02:47
    Permalink

    Che bello questo modo di scirvere pensieri sparsi… Non unn vero e proprio racconto, ma tanti flash. Un viaggio, a posteriori, è spesso anche per me questo. Una serie di pensieri nella testa. bellissimi.

    Risposta
    • 27 Ottobre 2018 in 12:40
      Permalink

      Eh sì… L’importante è quello che resta! Grazie del commento 😊

      Risposta
  • 28 Dicembre 2018 in 18:57
    Permalink

    Ormai in Australia i cinesi sono come lo spinnifex nell’outback: onnipresenti, infestanti, anche un po’ inutili… Molto bello il tuo stile!

    Risposta
    • 28 Dicembre 2018 in 19:23
      Permalink

      Grazie Virginia! 😊 Ma dici la pianta di spinifex o i piccioni dello spinifex? Perché nel secondo caso sono bellissimi, altro che i cinesi! 😜

      Risposta
  • 28 Dicembre 2018 in 19:48
    Permalink

    Nonostante la grande presenza di turisti, la Great Ocean Road continua ad affascinarmi e spero vivamente un giorno di riuscire a visitarla! Mi sono davvero innamorata dell’Australia!

    Risposta
    • 28 Dicembre 2018 in 19:49
      Permalink

      Torna presto! 😉

      Risposta
  • 28 Dicembre 2018 in 22:08
    Permalink

    Alle prime righe pensavo che anzichè di cinesi volessi parlare di cinetosi (si ho dormito poco stanotte!), comunque questi panorami, il bush, le scogliere mi stanno facendo sempre più innamorare dell’Australia, prima o poi mi troverai lì!

    Risposta
    • 28 Dicembre 2018 in 22:37
      Permalink

      Ahahah grazie a ciò ho imparato cosa sia la cinetosi! ;D
      Dai dai lo so che prima o poi un saltino qua ce lo fate 😉

      Risposta
  • 30 Dicembre 2018 in 03:16
    Permalink

    Immagina se poi vai tu in Cina e ci trovi tutti australiani ahahah! E pensare che credevo i cinesi esistessero solo in Costiera Amalfitana tutti con il foulard a tono o il ventilatore che fa pendant con tutto il gruppo! La retromarcia del bus l’avrei evitata anche io n tutta onestà! E’ la prima volta che leggo un racconto del genere sulla GOR. Inusuale non c’è che dire. Mi viene quasi da pensare che invece di chiamarla GOR avrebbero dovuto chiamarla Great Approsimativa Road! ahaha Sempre da imparare c’è dai tuoi post 😉

    Risposta
    • 30 Dicembre 2018 in 21:53
      Permalink

      In effetti qualcuno dovrebbe proporre “GAR” come nuovo nome ufficiale! 🙂

      Risposta
  • 31 Dicembre 2018 in 17:42
    Permalink

    Ci sono dei luoghi o degli itinerari così iconici da attirare il mondo meglio del più grande magnete esistente sul luogo terrestre. Leggendo il tuo post avrei potuto trasformarlo in ciò che ho provato percorrendo la Causeway Route in Irlanda. Buon anno!

    Risposta
    • 31 Dicembre 2018 in 18:24
      Permalink

      Buon anno e buoni viaggi a te! ☺️

      Risposta
  • 2 Gennaio 2019 in 21:17
    Permalink

    andrei in posti come questo solo per vedere gli animali! ne hai trovati tantissimi. io poi adoro i koala e mi piacerebbe vederli nel loro ambiente naturale! 🙂

    Risposta
    • 2 Gennaio 2019 in 22:23
      Permalink

      Desiderio più che comprensibile che ti auguro di esaudire presto! Vedere i koala sui loro alberi, indisturbati, è commovente (mi raccomando il binocolo! :D)!

      Risposta
  • 9 Agosto 2019 in 19:01
    Permalink

    E’ sempre bellissimo leggere i tuoi articoli!! Bellissime anche le foto, mi hai fatto venire voglia di soggiornare in uno di quei spartanissimi hotel vista mare! ahaha

    Risposta
    • 10 Agosto 2019 in 12:28
      Permalink

      Ahah grazie! ^_^ Efettivamente l’hotel millantatore era comunque gradevole, c’erano un sacco di rane che gracidavano 😀

      Risposta
  • 10 Agosto 2019 in 21:37
    Permalink

    Finalmente un post onesto che racconta anche le cose assurde di un viaggio e non solo quanto e’ stato bello e perfetto. Comunque che delusione che i 12 apostoli siano solo 7, la caduta di un mito.

    Risposta
    • 10 Agosto 2019 in 21:38
      Permalink

      Ahaha vero? Chissà se sono mai stati davvero dodici, o se non sia tutta una mossa di marketing! 🙂

      Risposta

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: